di  -  martedì 20 maggio 2008

AMD SlideNella giornata di ieri, sulle colonne di Hardware Upgrade, si è parlato di GAME!, un’iniziativa AMD finalizzata a valorizzare le sinergie della sua offerta – CPU, chipset e GPU – riunendole sotto un marchio unico e riconoscibile.

Per gli utenti, i benefici di questa iniziativa si esprimono nei termini di una certificazione hardware che assicura la qualità dell’esperienza di gioco.

Il lancio dell’iniziativa è basato su una ricerca in cui AMD segmenta il mercato dei videogiocatori in tre categorie: casual, mainstream e enthusiast. La fascia a cui si rivolge GAME! è quella dei giocatori mainstream: numericamente intermedia rispetto alle altre due, ma costituita – secondo AMD – da individui che pur cercando buone prestazioni, non sanno bene a che santo votarsi.

L’esperimento procede nella direzione giusta: quella della riduzione del numero dei malefici bollini apposti sui PC per dare all’acquirente l’impressione di acquistare un prodotto valido e utile ai suoi scopi. Un bollino solo ti garantisce che tutto vada secondo i programmi, tastiera e mouse inclusi.

La mente corre subito a Centrino, che però, oltre a rappresentare un esempio riuscito di promozione di una piattaforma hardware PC “chiusa”, segna anche un record storico come marketing budget che non credo AMD potrà mai replicare.

La validazione delle piattaforme, assemblate da produttori come Acer o Alienware, richiede il rispetto di requisiti hardware minimi e il testing dei sistemi con una serie di giochi, che devono essere in grado di girare a un minimo di 30Fps alla risoluzione di 1280×1024 per la certificazione “base”, e 1600×1200 per la versione “ultra”.

Dal punto di vista della metodologia, la corsa al rialzo dei requisiti hardware richiederà un aggiornamento semestrale della certificazione, che sarà bene riflettere nel logo per evitare confusione. Probabilmente quindi vedremo apparire non solo AMD GAME! ma AMD GAME! 1H 2009, che almeno in parte vanificherà l'”effetto console”.

Tutto ciò considerato, AMD GAME! è un passo nella direzione giusta: quello della creazione di piattaforme, che non solo semplifichino la scelta dell’utente, ma garantiscano anche solidità e performance sconosciute a sistemi fatti in casa. Il problema è che molto presto, col lancio di Intel Larrabee, vedremo probabilmente comparire la versione “maiuscola” di GAME!

Questo porterà due effetti: sul breve termine aumenterà la confusione – se il segmento mainstream non sa davvero a che santo votarsi, due certificazioni diverse non lo aiuteranno. Sul medio termine il budget marketing di Intel relegherà probabilmente al margine lo sforzo di AMD, la quale paga già oggi lo scotto di non detenere la leadership prestazionale né sul fronte CPU né su quello GPU.

Partire 3/4 anni fa, sull’onda dell’euforia per Athlon64 e X2, non sarebbe stata una cattiva idea…

5 Commenti »

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  • # 1
    Jackari
     scrive: 

    forse quattro anni fa mancavano le vga ad amd per partire.
    è un peccato che il phenom sia indietro rispetto ad intel nella lotta prestazionale.
    cmq rimane il fatto che la piattaforma larrabee a livello di gpu dovrà dimostrare il suo valore

  • # 2
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Senz’altro mancava la VGA, e a pensarci bene anche sul fronte chipset la soluzione migliore era nVidia. Tuttavia AMD era nel suo momento d’oro e poteva stringere partnership a condizioni vantaggiose e con più credibilità.
    Peccato sì per il Phenom, che paga probabilmente lo scotto di un’architettura dedicata più all’HPC che non all’uso comune…

  • # 3
    Mercurio
     scrive: 

    Che prestazioni servirebbero a Larrabee per consentire ad Intel di lanciare il game! come la G maiuscola presso gli OEM?

    Credo gli basti arrivare alla soglia della decenza, no?

    E’ un peccato, la lotta AMD/nVidia ci ha abituati ad un progresso tecnologico continuo. Larrabee non ha poi tanto bisogno di competere come prestazioni.

    Mi auguro che AMD riesca a consolidare la sua nicchia in questo periodo, e che anche nVidia si inventi qualcosa per avere un futuro nel mercato mainstream.

  • # 4
    Mercurio
     scrive: 

    “Tuttavia AMD era nel suo momento d’oro e poteva stringere partnership a condizioni vantaggiose e con più credibilità.”

    Credo che AMD abbia più credibilità ora presso gli OEM che non allora (ho letto da qualche parte che produttori come Asus stampavano la scatola delle schede madri AMD senza marchio, per non infastidire troppo Intel).

    Io questa relazione diretta tra “prestazioni” e “successo” non ce la vedo nel mercato mainstream dei PC.

  • # 5
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Mercurio
    Hai ragione, forse sarebbe meglio parlare di prestigio che non di credibilità. Sta di fatto che AMD allora aveva tutto da guadagnare, oggi ha molto da perdere: un’acquisizione che ha dissestato le sue già non solidissime casse, un debutto disastroso con la nuova architettura K10, che tuttora risulta in molti casi più lenta di quella Core clock per clock su applicazioni consumer e small business.
    3-4 anni fa gli analisti davano fiducia ad AMD, capace di accelerare significativamente il tasso innovativo nel mercato delle CPU x86, oggi le prospettive sono grigie.

    Riguardo alla relazione prestazioni-successo, AMD ha ripreso a combattere la sua battaglia sulle performance per dollaro, il che erode i guadagni e intacca il benessere dei conti. Se potesse vantare un’architettura CPU o GPU leader di prestazioni potrebbe innalzare il guadagno per unità venduta (come faceva ai tempi d’oro degli Athlon FX).

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