di  -  martedì 20 maggio 2008

windows_crash_mousepad.jpg Techworld ha recentemente pubblicato i dati di un’inchiesta svolta su 380 software house statunitensi, per capire quali sono le piattaforme su cui concentrano i loro sforzi. La ricerca è interessante anche perché la disponibilità di software è uno dei cardini del successo di una piattaforma o di un sistema operativo piuttosto che un altro.

Il verdetto ancora una volta è chiaro e a Microsoft non piacerà: Windows Vista non è tra le priorità degli sviluppatori, che per ora continuano a concentrare gran parte dei loro sforzi su Windows XP. La compatibilità con Vista non è ritenuta importante dalla maggior parte e oltretutto, persino Linux attualmente sembra beneficiare di più interesse.

Il 9% 12% degli intervistati si sta preoccupando di rendere le proprie applicazioni compatibili con Linux, mentre solo il 7% guarda l’ultimo sistema operativo nato sotto il tetto Microsoft. Windows 2003 anche fa meglio con l’11% della quota di interesse e Windows XP, che come detto, la fa ampiamente da padrone si attesta su un alto 49%.

A peggiorare ulteriormente l’immagine di Vista è il raffronto con i dati dello stesso sondaggio, svolto però l’anno precedente, in cui il giovane Windows catturava l’attenzione del 24% delle aziende, che dimostra come stia calando la fiducia nei confronti di questo.

Apple sembra invece suscitare sempre di più l’interesse delle software house, sperimentando una crescita del 50% rispetto all’anno scorso

Che Vista rappresentasse un problema per Microsoft lo sapevamo già: le scarse vendite, le polemiche sulle politiche di vendita adottate, e le aspre critiche alla qualità e alla compatibilità del prodotto hanno già fatto molto per incrinare l’immagine di Vista.

Un calo di vendite però non è un problema per un colosso come Microsoft, impegnato in una miriade di settori, molti dei quali rendono anche meglio dei sistemi operativi, ma questi ultimi sono un tassello importante per tutte le strategie della compagnia.

Il dominio di questo settore Microsoft ha saputo ottenerlo sopratutto commercialmente, ma anche sapendo attirare su di sé la benevolenza degli sviluppatori: questi due fattori sono le principali colonne portanti del successo di Windows. Ora però una delle due sembra che stia iniziando ad incrinarsi.

Scorrendo i post di questo blog vedrete che in diverse occasioni ho avuto modo di scrivere considerazioni sulla crisi di Windows, e se pur convinto che la concorrenza possa avvantaggiarsi in questo momento, mai prima d’ora ero stato sfiorato dal dubbio che Microsoft si trovasse in serie difficoltà. Alla luce di questi dati però la situazione assume tutt’altra forma e i pericoli potrebbero farsi più seri per la compagnia di Redmond.

C’è da dire però che Windows (tutti) continua ad essere la piattaforma su cui è più facile e veloce sviluppare applicazioni. Tanto che Adobe rilascerà una versione a 64bit del venturo Photoshop CS4 solo per Windows. Gli utenti della Mela si dovranno accontentare di 32bit, o in alternativa attendere fino alla CS5.

via | Macitynet

28 Commenti »

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  • # 1
    Guada
     scrive: 

    Mah, secondo me sono state scelte politiche abbastanza stupide (tipo le millemila versioni, e soprattutto i prezzi!) Vista come sistema operativo non va male, anzi!
    Secondo me poi c’è anche il fatto da considerare che c’è ancora gente che programma gestionali o in dos o per win 98!!! Sono d’accordo se mi dici che per le aziende è un pò una botta, perchè quasi sicuramente le macchine che hanno adesso non vanno bene, e che rinnovare un parco macchine non è certo cosa facile ed economica. Ma da qui a dire “Microsoft è in difficoltà” ne passa…. (Win server 2008 stà risquotendo un enorme successo, tanto che sento di gente che ne ha fatto il sistema operativo del suo desktop!)

  • # 2
    Wing_Zero
     scrive: 

    “C’è da dire però che Windows (tutti) continua ad essere la piattaforma su cui è più facile e veloce sviluppare applicazioni”

    Ma cosa dite? E’ assolutamente falsissimo!
    Sviluppare applicativi su linux è molto piu’ facile e veloce che farlo su windows!
    Avete scritto una cosa che non sta ne in cielo ne in terra, palesemente falsa per di più.
    Il fatto che la maggior parte delle S.H. che sono state intervistate sviluppino principalmente per windows, non vuol dire che questa e’ la piattaforma su cui è piu’ facile e veloce sviluppare applicazioni.
    Chiunque abbia delle basi di programmazione sa che sviluppare su linux è più facile ed immediato che rispetto a windows….

  • # 3
    Guada
     scrive: 

    Dipende dal linguaggio e dalla versione del SO… per esempio non venirmi a dire che è più facile scrivere in java sotto linux che in C# sotto vista…. se vuoi la facilità di programmazione sotto windows usa turbo pascal! (personalmente programmo molto di più e più facilmente sotto windows…)

  • # 4
    Fx
     scrive: 

    ovviamente dipende da quel che fai, su progetti di una certa complessità io andrei a studiarmi bene suite come visual studio prima di dire che è più facile lavorare in linux… per progetti piccoli o medio-piccoli posso essere d’accordo ma per il resto no. e poi non scordiamoci il supporto che offre MS agli sviluppatori, che solo quello basterebbe per preferire win come piattaforma (non a caso l’xbox 360 ha catalizzato l’attenzione degli sviluppatori rispetto alla ps3)…

    per quanto riguarda la questione dell’articolo sono scettico, nel senso che la vedo più una questione legata alla pigrizia delle software house (anche perchè una migrazione costa) unita alla penetrazione ancora bassa di vista; perchè dal punto di vista meramente tecnico – per quanto concerne gli sviluppatori – non c’è motivo di preferire xp a vista; anzi, tutto l’opposto.

    nota a margine: mi fa sorridere che ovviamente quando si parla di apple le si escogitano di tutte per mettere qualsiasi cosa il più positivo possibile… le percentuali assolute sarebbero state deprimenti quindi si è ben pensato di inventarsi la percentuale relativa (vuoi mettere dire “è cresciuta del 50%” rispetto al “è passata dal 2 al 3%”?)…

  • # 5
    Guada
     scrive: 

    Quoto in toto Fx, che secondo me ha fatto centro (erano gli stessi concetti che avevo in testa, ma non sono bravo a tirarli fuori….)

  • # 6
    Wing_Zero
     scrive: 

    @Guada
    Che fai mi paragoni 2 diversi linguaggi di programmazione? che senso ha…
    Considerando lo stesso linguaggio di programmazione, C, java o quello che sia, non vedo perche sia piu’ veloce e facile sviluppare per windows piuttosto che per linux. Casomai il contrario: avete mai provato a sviluppre un progetto complesso in C sotto linux o sotto windows? Beh, vi assicuro che in linux e’ molto piu’ immediato e strutturalmente migliore.

    @Fx
    Sono d’accordo con quello che dici. Il mio discorso era senza contare il supporto microsoft. Anche se le piu’ grandi distro di linux hanno un supporto veramente fantastico, ed i vari Visual-Studio non hanno nulla di speciale, imho dopo averli usati, rispetto a tanti IDE open-source…
    Quindi imho in generale rimane molto piu’ facile sviluppare per una piattaforma open-souce e customizzabile come linux.

    Per il resto sono davvero daccordo con cio’ che dici, e’ una questione di marketing e prigrizia!
    E’ davvero divertente vedere, le percentuali di supporto da parte delle S.H. : in valori assoluti quando si parla di windows xp(49%) e (9%)linux ed invecere relativi quando si parla di casa apple (“cresciuti di un 50%” cioe? sono passati dallo 0,5% allo 0,75% ?? che vuol dire??? bah….).

    Ciao
    Wing

  • # 7
    Lorenzo Rainiero
     scrive: 

    @Fx
    Che Apple proprio non ti piaccia lo abbiamo capito, ma arrivare ad accusare gli sviluppatori di pigrizia pur di difendere Vista mi sembra un’esagerazione. Hai pensato che con l’annuncio di un imminente SEVEN, la ridotta diffusione, le richieste hardware che non tutti necessitano, e la poca propensione all’acquisto delle imprese, piccole-medie-grandi, abbia portato gli sviluppatori a lavorare su una piattaforma che possa garantire loro un ritorno economico giustificato?

    Piuttosto sarei curioso di conoscere l’effettiva percentuale assoluta di Mac OS, perché dai numeri citati rimane un 24%, e se fosse quella la percentuale di interesse verso la piattaforma Apple, caro Fx avresti preso l’ennesimo abbaglio.

  • # 8
    Bill Gates
     scrive: 

    Se vista mi ciuccia metà delle risorse del sistema cos’altro ci faccio girare sul pc? Mi costringono a spendere soldi per cambiare o aggiornare il computer! Si lavora con l’ o.s. o con gli applicativi? Se i programmi che mi servono funzionassero sul DOS userei quello!

  • # 9
    Fx
     scrive: 

    Lorenzo: l’ennesimo abbaglio ahahah vabbè va là =)

    forse non hai capito che non è che mi sta sulle palle apple, mi sta sulle palle la gente che fa di tutto per idolatrarla (ripeto: si parla di valori assoluti per tutti e per apple si parla di una percentuale relativa a quella dell’anno prima… a casa mia si chiama sindrome da pisello piccolo… attenzione però: se uno ha davvero il pisello piccolo sarò l’ultimo a tirarlo per il culo – sai, tra colleghi ci si rispetta – ma qui il problema è che c’è solo la sindrome, e mi sono rotto il ca77o da anni di sentire sempre questi frustrati che si devono costantemente mettere in competizione con il resto del mondo)…

    il fatto che tu usi le modalità classiche da evangelista (ripeto, l'”ennesimo abbaglio” è fantastico, tra fallacy e programmazione neurolinguistica, come jobs insegna) mi lascia ben pochi dubbi sulla tua tifoseria; anche perchè permettimi pochi altri si sarebbero sentiti in dovere di intervenire dopo la semplice considerazione (e mi sembra oggettiva) che è comico inventarsi la percentuale di crescita rispetto al resto quando col resto si è usato solo percentuali assolute.

    giusto per chiarire in via definitiva: i tre os principali (windows, linux e mac os x) sono tre buoni os, ognuno con pregi e difetti; non a caso li uso tutti indistintamente (ho anche un mac pro di ultima generazione che provocherebbe orgasmi multipli a molti di voi – io avrò qualche disfunzione sessuale ma continuo a prediligere la gnocca), dipende ovviamente da quello che devo fare. quello che mi sta potentemente sulle balle ripeto non è apple o i suoi prodotti, è l’atteggiamento di una parte ristretta dei suoi utenti, veramente insopportabile.

    ah, per inciso, a proposito di abbagli… non so se hai fatto caso com’è finita l’ultima discussione che ho avuto qui, chi alla fine ha tirato fuori i numeri e chi alla fine è stato zitto…

  • # 10
    Enrico (Autore del post)
     scrive: 

    FX le fluttuazioni dei mercati si misurano sempre con valori percentuali, perché i valori di crescita relativa sono da considerare più importanti rispetto al valore assoluto. Una crescita del 50% è immensa.

    La percentuale di interesse occupata da Apple nel totale non è stata riportata nel post per il semplice fatto che non è stata riportata nemmeno dalle fonti da cui ho attinto. Tuttavia è probabile che quel 24% mancante che Lorenzo ha notato, sia occupato in gran parte dalla casa della mela. Visto che Linux oramai regna sovrano e incontrastato tra i sistemi Unix based e che i computer della mela morsicata hanno una larga diffusione negli USA non può essere altrimenti (l’inchiesta è condotta solo su software house statunitensi).

    In ogni caso FX, ti pregherei di utilizzare un approccio diverso nelle discussioni intraprese in questo blog: sminuire gli altri e utilizzare un linguaggio scurrile non fa guadagnare autorevolezza alle argomentazioni.

    A presto.

  • # 11
    ST
     scrive: 

    @Fx
    [quote=Fx] ho anche un mac pro di ultima generazione che provocherebbe orgasmi multipli a molti di voi – io avrò qualche disfunzione sessuale ma continuo a prediligere la gnocca [quote]

    Curiosità:
    Per caso hai la tastiera che si illumina? e anche una super garanzia?

  • # 12
    DioBrando
     scrive: 

    x Fx

    Sul discorso Apple e sviluppatori sinceramente sono sempre stato scettico anche io. Al di là del supporto che rispetto a MS dà, con buona pace di tutti, non regge minimamente il confronto (da qualsiasi punto di vista), la mancanza in generale di tool è palese.
    Eppure ultimamente non solo tra programmatori freelance (soprattutto e qui sta l’incredibile all’interno della comunità OSS) ma anche nelle università, i portatili Apple sono sempre più diffusi.
    Poi c’è il fenomeno dell’iPhone e SDK.
    La % resta e resterà risicata per molto ma forse non è così sbagliato dire che si sta muovendo qualcosa e parlare di % relativa.

    x Wing_Zero
    Permettimi ma non sai di cosa parli

    “Ma cosa dite? E’ assolutamente falsissimo!
    Sviluppare applicativi su linux è molto piu’ facile e veloce che farlo su windows!
    Avete scritto una cosa che non sta ne in cielo ne in terra, palesemente falsa per di più.”

    Ci vogliono argomentazioni a sostegno di questa tesi e a parte scrivere che è palesemente falsa io non vedo altro.

    “Il fatto che la maggior parte delle S.H. che sono state intervistate sviluppino principalmente per windows, non vuol dire che questa e’ la piattaforma su cui è piu’ facile e veloce sviluppare applicazioni.”

    Se le SWHouse sviluppano per la maggiorparte per Windows e con strumenti affini non è solo questione di mercato ma è una questione di produttività.
    Ci sono una marea di tool presenti solamente per Windows, cosa che non gradisco a priori perchè mi piacerebbe maggiore scelta ma è un fatto che molto spesso la scelta non esista e non si tratta solo di grandi companies.

    “Il fatto che la maggior parte delle S.H. che sono state intervistate sviluppino principalmente per windows, non vuol dire che questa e’ la piattaforma su cui è piu’ facile e veloce sviluppare applicazioni.”

    “Chiunque abbia delle basi di programmazione sa che sviluppare su linux è più facile ed immediato che rispetto a windows…”

    Per favore :)

    Se poi affermi che VisualStudio non è granchè meglio dei tanti IDE disponibili per Linux, significa che non ci hai lavorato affatto o comunque non a sufficienza per giudicarlo.
    Solo i miglioramenti che sono stati fatti per quanto riguarda lo sviluppo delle webapplication (Intellisense per Javascript, AJAX…) anche sul fronte del design valgono il passaggio al 2008.
    Bada bene che non ho minimamente citato le tecnologie create da Microsoft, proprietarie o meno (C#, LinQ, Silverlight ecc.)

    Il discorso è che a Redmond, hanno capito l’importanza di circondarsi di persone straordinarie ( e le 3-4 persone che hanno inventato il CLI/CLR lo sono) e di investire pesantemente nella ricerca.
    E con i soldi a loro disposizione hanno saputo costruire un’infrastruttura che tocca e che essendo fatta interamente in casa permette livelli di integrazione che altre SWHouse e altri SW ovviamente non possono avere.
    .NET è diventato un ambiente di sviluppo di interesse anche per comunità tradizionalmente avversa alle corporation e questo significa che dal punto di vista il progetto è valido e lo testimoniano Codeplex, l’estensione dei linguaggi supportati da VisualStudio stesso (IronPython, IronRuby e il DLR in generale), Mono e il porting di Silverlight per citarne alcuni.

    Piaccia o non piaccia è questa la situazione.
    Sul discorso linguaggi è vero ma è altrettanto vero che i linguaggi compilati stanno progressivamente abbandonando la scena e l’interesso verso gli interpretati, per cui C nel tuo particolare esempio non rafforza l’idea che Linux sia una piattaforma veramente competitiva per gli sviluppatori.

  • # 13
    Alex
     scrive: 

    @WingZero: Ma ti rendi conto di quello che dici? E’ più facile sviluppare in linux? Se ci fai il programmino che ti scrive Ciao Mondo posso essere con te….ma su un progetto abbastanza ampio c’è bisogno di un ambiente di sviluppo integrato e di facile comprensione per diminuire tempi e costi di sviluppo. Con questo non dico “linux cacca” lungi da me dire o pensare una cosa del genere, ma quando si a finire su Linux si va a finire sempre li, se siamo disposti a sopportare costi nettamente superiori per avere un risultato di poco superiore allo sviluppo windows ben venga, ma vista la pigrizia della gente e l’incoscenza di certi amministratori di IT nelle aziende che pur di non fare una mazza fanno marcire il loro parco macchine fino al momento in cui si trovano sull’orlo del baratro

  • # 14
    Alex
     scrive: 

    (continua e mi scuso per l’italiano appena accennato del mio precedente intervento) capisci che lo sviluppo in Linux non è che sia così vantagioso. Il discorso desktop aziendale sta prendendo una strana piega…sempre di più sono le aziende che richiedono dei Thin client ma ad oggi per delle reti abbastanza grandi il gioco non vale ancora la candela. Aspetto con impazienza il momento del passaggio da Win2003 a Win2008 sperando che Microsoft mantenga le promesse fatte durante lo sviluppo.

    @DioBrando: Apple ha dalla sua una “fastidiosa” fetta di estimatori per un fatto di pure,semplice design. Tutti sul loro apple (soprattutto nelle università) utilizzano il loro apple con Bootcamp e usano nel 90% dei casi windows. Alla domanda “perchè hai pagato il doppio rispetto a un portatile Win con le medesime caratteristiche?” Le risposte vanno dalla comicità al silenzio senza mai dare una risposta valida. Nel momento in cui le analisi di mercato diranno i valori reali ci renderemo conto che la fetta apple è inferiore al 2%. Mancanza di tool, mancanza di supporto da apple, codice alla base di macos a volte incomprensibile.

    Per quanto riguarda Vista…rinnovo il mio pensiero…parlarne male è una moda, soprattutto sparata dall’amico della porta accanto che se vede occupato un mega di ram in più lancia anatemi a non finire. Questi sondaggi fatti tra queste softwarehouse (mi piacerebbe sapere quali) valgono quanto il 2 di coppe quando briscola è bastoni. Adattare un programma a Vista è di una facilità disarmante, creare un software “Vista Based” è entusiasmante grazie ai tool messi a disposizione (vi invito ad usare Visual Studio Express 2008 è disarmante per la sua semplicità)

    @Tutti: se vi sento nominare Windows 7 (che non si sa neanche se si farà) vi mando Prodi a casa nudo :-)

  • # 15
    Fx
     scrive: 

    “FX le fluttuazioni dei mercati si misurano sempre con valori percentuali, perché i valori di crescita relativa sono da considerare più importanti rispetto al valore assoluto. Una crescita del 50% è immensa.”

    l’errore metodologico è pensare in crescita l’unica percentuale che sfigurerebbe a fianco delle altre se presa assoluta. vogliamo fare informazione? riportiamo quelle assolute e quelle relative, per tutti. vogliamo fare la solita propaganda pro apple? prendiamo la stessa tipologia di dato e giriamola a seconda di chi si parla.

    “La percentuale di interesse occupata da Apple nel totale non è stata riportata nel post per il semplice fatto che non è stata riportata nemmeno dalle fonti da cui ho attinto. Tuttavia è probabile che quel 24% mancante che Lorenzo ha notato, sia occupato in gran parte dalla casa della mela.”

    allora, tu hai la pretesa di fare il giornalista (o per lo meno il blogger), io no. premesso che l’avevo già capito che le unità di misura manipolate non ce le avevi messe tu ma la fonte (putacaso dichiaratamente pro apple), non mi puoi cadere nel tranello della congettura più sempliciotta “eh, il resto sarà poi mac”… SE IL RESTO ERA MAC OVVIAMENTE SI SAREBBE SBANDIERATO AI QUATTRO VENTI, “mac os batte vista 3 a 1″ o cose del tipo. su, permettimi, qui:
    1) ti fermi all’ultimo rimbalzo della notizia, e non vai a cercare a monte la fonte originale
    2) mi piazzi una congettura clamorosa (e clamorosamente sbagliata, ovviamente)
    3) mi manchi anche d’intuito

    ora hai tutta la libertà di evitare di affrontare questi tre punti e sviare su di me pensando che io sia sfacciato, arrogante oppure un rompicoglioni (se una critica ti dà fastidio, sminuendo l’autore psicologicamente si sminuisce anche la critica e quindi il fastidio); così come puoi anche accettarli al di là del modo (che può risultare antipatico, lo ammetto) in cui sono posti dato che un’osservazione vera lo è anche se detta in malo modo.

    tornando alla questione in sè, io ho messo circa 5 minuti a risalire alla fonte e a un pdf. anzitutto ho scoperto, cosa curiosa, che il testo che circola (quello che hai riportato anche tu) è bene o male lo stesso del comunicato stampa della società che ha condotto il sondaggio, la Evans Data Corp.; l’unica differenza è proprio l’osservazione relativa a mac os del quale la Evans non dice assolutamente nulla. detto questo ecco come è ripartito il vostro 25%:

    windows 2003: 11,6%
    Solaris (e opensolaris): 3,9%
    IBM AIX: 1,9%
    mac os: 1,9%
    Windows 2000: 1,4%
    Windows Server 2008: 1,1%
    HP-UNIX: 0,6%
    Other: 7,7%

    Lorenzo? che suono è questo? ahh, quello di un ennesimo abbaglio? toh, ma non ero io quello che li prendeva? strano: una cosa hai detto e una cosa che hai detto è una cappellata. la prossima volta evita di tirare merda controvento.

    “In ogni caso FX, ti pregherei di utilizzare un approccio diverso nelle discussioni intraprese in questo blog: sminuire gli altri e utilizzare un linguaggio scurrile non fa guadagnare autorevolezza alle argomentazioni.”

    scusa, l’ho letto solo ora =)

  • # 16
    Fx
     scrive: 

    dimenticavo una cosa:

    di tutte le testate che hanno fatto rimabalzare la notizia, una – dico una – s’è accorta che sviluppare per win xp significa sviluppare per vista, ma con la compatibilità all’indietro (che sarebbe completamente da cretini perdere)?

  • # 17
    Enrico (Autore del post)
     scrive: 

    Già è vero, sono stato impreciso nel riportare la notizia, infatti il 50% di crescita si riferisce agli sviluppatori che decidono di utilizzare il Mac OS come architettura primaria dei loro applicativi, mentre gli sviluppatori interessati a rendere compatibili con il Mac OS i loro software, indipendentemente dal loro principale target, sono saliti del 380% (il che significa ad ogni modo che precedentemente soltanto una delle 380 aziende intervistate sviluppava primariamente per Mac OS, cosa che rende quest’ultimo dato meno attendibile).

    Le considerazioni riguardanti l’interesse per il Mac OS emergono da un’intervista al CEO di Data Edans e non dal rapporto.

    Interessante notare che la ripartizione di quel 24% mancante che hai stilato, comprende anche windows 2003, che invece è già stato conteggiato nel post, quindi già fuori da questo 24%.

    Infine, affermare che sviluppare per XP significa automaticamente sviluppare per Vista è semplicemente falso. La lista delle applicazioni già disponibili al momento del lancio di Vista, soggette ad aggiornamenti per funzionare correttamente è molto lunga e comprende, solo a titolo di esempio, Adobe Creative Suite, Autocad 2007, Adobe Acrobat e Adobe Reader, diversi applicativi della Symantec.

  • # 18
    Fx
     scrive: 

    “Già è vero, sono stato impreciso nel riportare la notizia, infatti il 50% di crescita si riferisce agli sviluppatori che decidono di utilizzare il Mac OS come architettura primaria dei loro applicativi, mentre gli sviluppatori interessati a rendere compatibili con il Mac OS i loro software, indipendentemente dal loro principale target, sono saliti del 380% (il che significa ad ogni modo che precedentemente soltanto una delle 380 aziende intervistate sviluppava primariamente per Mac OS, cosa che rende quest’ultimo dato meno attendibile).”

    per l’appunto, i numeri assoluti contano. anche perchè queste forti crescite le si hanno proprio in situazioni di valori precedenti molto bassi: in altre parole, laddove ci sono numeri relativi così forti c’è sempre da chiedersi dov’è il trucco.

    “Le considerazioni riguardanti l’interesse per il Mac OS emergono da un’intervista al CEO di Data Edans e non dal rapporto.”

    prendo atto

    “Interessante notare che la ripartizione di quel 24% mancante che hai stilato, comprende anche windows 2003, che invece è già stato conteggiato nel post, quindi già fuori da questo 24%.”

    hai ragione, ho riportato una riga in più. direi che più di una riga in più è interessante notare che i numeri che hai riportato nel tuo articolo fanno a pugni con quelli che si trovano sul sito della Evans:

    http://www.evansdata.com/reports/viewSample.php?sampleID=97

    tra l’altro, riassumere un rapporto di millemila pagine in cui si prende in considerazione un milione di fattori in due righe imho è un po’ riduttivo

    “Infine, affermare che sviluppare per XP significa automaticamente sviluppare per Vista è semplicemente falso. La lista delle applicazioni già disponibili al momento del lancio di Vista, soggette ad aggiornamenti per funzionare correttamente è molto lunga e comprende, solo a titolo di esempio, Adobe Creative Suite, Autocad 2007, Adobe Acrobat e Adobe Reader, diversi applicativi della Symantec.”

    ah, quindi mi stai dicendo che circa l’86% del software sviluppato per sistemi windows desktop nel nord america quest’anno sarà incompatibile con vista

    la lista è molto lunga? in percentuale, quanti software hanno problemi? ma soprattutto: la causa delle incompatibilità è una programmazione poco attenta del rispetto di quegli standard che poco contano finchè non cambi os oppure è vista in se? se fosse vista in se non pensi che ci sarebbe una lista di applicazioni che funzionano più di una di quelle che non funzionano?

    in ogni caso quale parte di “primariamente” non ti è chiara? chi sviluppa per xp “primariamente” oggi OVVIAMENTE, a meno che non sia un menomato mentale, verifica la compatibilità del suo prodotto per vista (o meglio: semplicemente evita di infilarci dentro quelle porcate che creano problemi).

    guarda che non è un bello spettacolo vederti arrampicare sugli specchi per dire che chi sviluppa per xp non sviluppa per vista, proprio non c’è nient’altro di più intelligente da dire?

  • # 19
    Enrico (Autore del post)
     scrive: 

    Fx hai scritto: “per l’appunto, i numeri assoluti contano. anche perchè queste forti crescite le si hanno proprio in situazioni di valori precedenti molto bassi: in altre parole, laddove ci sono numeri relativi così forti c’è sempre da chiedersi dov’è il trucco.”

    infatti il dato di crescita del 380% non è presente nel post.

    Fx hai scritto: “è interessante notare che i numeri che hai riportato nel tuo articolo fanno a pugni con quelli che si trovano sul sito della Evans”

    Corretto il dato percentuale su Linux riportato nel post. Errore che tuttavia non pregiudica la validità delle considerazioni e le discussioni svolte fin’ora.

    Fx hai scritto: “la lista è molto lunga? in percentuale, quanti software hanno problemi?”

    Era mia intenzione scrivere un post non un libro inchiesta.

    Fx hai scritto: “se fosse vista in se non pensi che ci sarebbe una lista di applicazioni che funzionano più di una di quelle che non funzionano?”

    Esiste, con tanto di programma di certificazione ufficiale.

    Fx hai scritto: “in ogni caso quale parte di “primariamente” non ti è chiara? chi sviluppa per xp “primariamente” oggi OVVIAMENTE, a meno che non sia un menomato mentale, verifica la compatibilità del suo prodotto per vista (o meglio: semplicemente evita di infilarci dentro quelle porcate che creano problemi).”

    Un commento tecnico molto interessante direi. Sviluppare applicazioni certificate per Vista richiede un lavoro di verifica di compatibilità che costa soldi, o in alternativa l’acquisto di Visual Studio 2008, che costa soldi. Se Vista sta penetrando quasi esclusivemente (e anche lentamente) nel mercato consumer, è facile capire perché in molti, in base ai rispettivi target se ne disinteressino. E in ogni caso, non prendertela con me, prenditela con questi “sprovveduti” che hanno condotto lo studio.

    Infine Fx ha scritto: “guarda che non è un bello spettacolo vederti arrampicare sugli specchi per dire che chi sviluppa per xp non sviluppa per vista, proprio non c’è nient’altro di più intelligente da dire?”

    Vedo che i miei precedenti inviti alla moderazione dei toni non sono serviti a niente.

  • # 20
    DioBrando
     scrive: 

    “@DioBrando: Apple ha dalla sua una “fastidiosa” fetta di estimatori per un fatto di pure,semplice design.”

    Quel che tu chiami puro e semplice design, è in realtà parte integrante di un prodotto, frutto di un enorme mole di studi che spaziano su tutto il campo delle discipline sia scientifiche che umanistiche, che ha un costo e che può determinare, da solo, il successo o il fallimento del prodotto stesso.
    Nel mondo di oggi, piaccia o non piaccia, a qualsiasi livello, l’immagine, il packaging ed il marketing sono fondamentali, soprattutto nell’informatica dove la compo nentistica tende ad essere sostanzialmente la medesima (scelta dei materiali, architetture utilizzate e via discorrendo).
    Ovviamente permangono delle differenze a seconda della fascia di utenza a cui ci si rivolge ma alla massa queste non interessano, interessa lo scopo, il cosa si può fare, non se il processore ha 100 Mhz o meno e interessa che l’oggetto piaccia.
    In questo contesto si è inserita Apple, riuscendo dare se non un valore aggiunto almeno una percezione dello stesso e per questo (e per la capacità di fidelizzare il cliente) si assiste ora a una fluttuazione minore rispetto ai suoi concorrenti.
    E’ divertente notare come l’aspetto del design sia uno dei leitmotiv + cavalcati dai detrattori della Mela, non accorgendosi della (tipico comunque dell’informatico tipo, che si preoccupa maggiormente di cosa c’è dentro, e non preoccupandosi né delle dinamiche di mercato né degli studi a cui facevo riferimento poc’anzi, forse per una usuale mancanza di basi umanistico-artistiche)
    sua importanza.
    Ma è ancora più divertente notare come, mentre si attaccano quei soliti 2-3 marchi per diverse ragioni (Apple perchè fa figo, Sony per la pleistescion e i bambinetti, Microsoft perchè paga le mazzette e ha il monopolio) non ci si accorge che questi ragionamenti li fanno tutte ma proprio TUTTE le aziende a qualsiasi livello.

    Quando lo si capirà il mondo dell’ITC sarà più bello e meno ossessionato da paranoie che hanno a che fare più con i propri gusti e proprie preferenze.

    Detto questo e sottolineato che ognuno ha la libertà di spendere i propri soldi come + gli pare senza essere giudicato, i fanboy che a priori lodano e sbrodano senza considerare le obiezioni che vengono poste, sono fastidiosi sempre e comunque.
    Ma trovo anche in questo caso risibile fare una classifica su chi è + fanboy a seconda del marchio considerato. + questo è importante e ha risonanza mediatica e + ce ne sono, a prescindere dagli schieramenti.
    E’ un discorso senza senso perchè non si hanno a disposizione parametri e metriche oggettivi per cui è inutile anche cominciare a fare valutazioni di questo tipo (parlo in generale) ed è quel che ho fatto notare ad Alessio di Domizio in un articolo di un po’ di tempo fa’.

    “Tutti sul loro apple (soprattutto nelle università) utilizzano il loro apple con Bootcamp e usano nel 90% dei casi windows. Alla domanda “perchè hai pagato il doppio rispetto a un portatile Win con le medesime caratteristiche?” Le risposte vanno dalla comicità al silenzio senza mai dare una risposta valida.”

    Ammettendo che quel tutti si riferisca a realmente tutte le persone (ed io sfido tu conosca le abitudini di tutti i tuoi colleghi universitari che possiedono un Mac), come ho scritto qlc post prima, la mia esperienza è esattamente contraria.
    Chi ha fatto lo switch usa raramente o non ha installato affatto Windows né partizionato né emulato, preferendo utilizzare gli strumenti di sviluppo che offre la piattaforma (Eclipse, Textmate, Emacs) e abituandosi all’ambiente profondamente diverso dai precedenti usati.
    E’+ comune che abbiano piuttosto una distro Linux…in parte credo anche per il richiamo accademico all’utilizzo di SW OpenSource.
    Per cui come vedi, l’esperienza è sempre soggettiva e se ci si basa su questo la si può rigirare come meglio piace.
    I 260mila iscritti all’SDK per l’iPhone sono invece un dato oggettivo, così come lo sono le % assolute di Apple.

    Credo che nell’articolo ci fosse piuttosto la volontà di analizzare un fenomeno ed un trend in qualche modo nuovo.

    “Nel momento in cui le analisi di mercato diranno i valori reali ci renderemo conto che la fetta apple è inferiore al 2%.”

    Sì ma il punto è, una volta che hai stabilito (sempre che ci si riesca) che la % è del 2.2 piuttosto che dell’1.8 o viceversa e che quindi ci siano 100.000 utenti in meno (sparo numeri a caso), che cosa ottieni?
    Secondo me niente di interessante.
    Una volta che hai le %assolute, + o – sai chein quel range non si scappa, è molto + proficuo analizzare piuttosto quali sono i trend, che cosa la gente desideri e bada bene che è la medesima operazione che fanno gli analisti di mercato, sia per conto terzi (come Gartner) sia facenti parte di una compagnia che deve lanciare un prodotto e capire quali potenziali bacini di utenza di clienti attrarre.

    “Mancanza di tool, mancanza di supporto da apple, codice alla base di macos a volte incomprensibile.”

    Su questo sn perfetteamente d’accordo. E’ anche vero però che complessivamente, l’usabilità del sistema è maggiore rispetto a quelli GNU/Linux, in tutte le sue interpretazioni.
    E nel momento in cui i tool risultano + o – gli stessi, chi sviluppa in Linux potrebbe trovare appetibile il passaggio a sistemi Apple.
    E’ quel che a mio avviso sta accadendo già ora, come ho avuto modo di vedere alla conferenza su PyCon.
    Chiaramente in questo discorso si innestano altri parametri come il costo delle macchine, la disponibilità di budget ecc. ecc.

  • # 21
    DioBrando
     scrive: 

    “Per quanto riguarda Vista…rinnovo il mio pensiero…parlarne male è una moda, soprattutto sparata dall’amico della porta accanto che se vede occupato un mega di ram in più lancia anatemi a non finire. Questi sondaggi fatti tra queste softwarehouse (mi piacerebbe sapere quali) valgono quanto il 2 di coppe quando briscola è bastoni. Adattare un programma a Vista è di una facilità disarmante, creare un software “Vista Based” è entusiasmante grazie ai tool messi a disposizione (vi invito ad usare Visual Studio Express 2008 è disarmante per la sua semplicità)”

    Anche qui è una questione di percezione.
    Chi c’era ai tempi del lancio di XP si ricorda benissimo quanto fosse usabile rispetto a Vista, prima dei service pack. La risposta è che non c’è partita.
    Il problema è un altro e si gioca su più fronti.
    Da una parte ci sono le aziende che devono ammortizzare i costi (HW e SW) di un eventuale switch e quindi valutano, anche rispetto all’aumento di produttività derivante, se ne valga la pena.
    Molte aspettano la prossima generazione ma è un qualcosa che avviene DA SEMPRE (almeno da quando c’è stata la crisi e non si cambia parco macchine ogni anno).
    Questo fatto però si innesta sul fronte consumer e va ad aumentare la percezione dell’utente finale che, a conti fatti, forse Vista non è così necessario.
    I miglioramenti fatti sono stati tanti ma sono stati + che altro a livello interno, del motore di Windows per cui non sono facilmente commerciabili né pubblicizzabili.
    L’unico, Aero, è forse quello meno interessante e anche se cavalcato parecchio, effettivamente non ha avuto tutta questa presa.
    A tutto questo insieme di percezioni va aggiunto quella fetta di utenti forse un po’ sopra la media, che non hanno visto la rivoluzione promessa prima del lancio (molto ritardato) del nuovo SO Microsoft, ma semmai una evoluzione (e questo ho avuto modo di dirlo + volte).
    Sommiamo le percezioni, sommiamo il fatto che il passaggio non lo si senta per forza necessario ecco il perché di tanti articoli e news non proprio pro-Vista.
    E’ vero che i numeri restano positivi, ma bisogna anche saperli valutare, perchè sono dettati dalla diffusione principalmente OEM che con la progressiva sostituzione nei listini dei maggiori vendor di HW, diventa ovvia.
    E non sottovaluterei altrettanto il fatto che in parecchi (Dell, HP…) siano usciti allo scoperto non spingendo per l’adozione e anzi chiedendo un “prolungamento di vita” per XP né che Gartner stesso o altri analisti di mercato si siano espressi come hanno fatto in questi mesi.

    Che poi ci sia il vicino che si lamenti per magari motivi che tu ritieni futili, c’è e ci sarà sempre ma bisogna sempre guardare le situazioni nella loro interezza e da un macro-punto di vista.

  • # 22
    PiloPilo
     scrive: 

    Ciao a tutti, sono nuovo in questa discussione.
    Il tema che “Vista non piace” è in effetti un tema sentito, la cui percezione può essere acquisita da Internet così come dal confronto diretto con l’utenza, che non lo vuole. Sono un professionista nel settore informatico e in ambito aziendale, per la mia esperienza, Vista non è gradito, difficile da assimilare operativamente ed ancor di più se in accoppiata con Office 2007. Uno delle migliori commenti che sento è: “Beh! insomma non c’è male, mi sto adattando”, ma nessun entusiasmo. Ovviamente l’ambito del mio parco utenti è ristretto, ma l’impressione è questa. Personalmente invece, dopo aver cercato di domarlo a più riprese mi sono arreso. Ma proprio nel percorrere quei sentieri che difficilmente l’utente medio percorre (impostazioni di sistema), haimè ho notato quanto siano in dissonanza le finestre like-2000 rispetto al resto delle interfaccia like-web. L’impressione che ho avuto è stata immediata: “Hanno ricucito del nuovo con un po di vecchio”. Ma intendiamoci è solo una impressione. Un’altra cosa però, oltre a stupirmi mi ha fatto incazzare: provando ad installare la mia Suite Office2000 Full, così generosamente pagata a suo tempo, ho scoperto che non la vuole. Ora sarà anche un buon S.O., bellino da vedersi per l’uso home, ma il fatto che supporti software del 1992 per Win3.1 e non Office2000 ha completamente spento ogni mio entusiasmo o quanto meno curiosità. Ho riflettuto: “E’ ovvio, sono costretto a comprare Office2007, ma non perchè incompatibile, perché MS ha deciso così”.
    Ho riflettuto e sono passato a Ubuntu. Non ci crederete, ma quando, quelle rare volte, accendo il mio vecchio PC con XP mi assale un certo senso di rigetto. Avrò fatto indigestione di Windows?

  • # 23
    DioBrando
     scrive: 

    Il discorso del forzato passaggio lo condanno dal punto di vista grafico ma è perfettamente comprensibile se lo guardi per quello commerciale quindi capisco cosa vuol dire.
    Su Office2007 invece dissento abbastanza.
    Non lo uso così tanto forse ma con SharePoint funziona molto bene così come i tool di sviluppo (VSTO per esempio) accoppiati.
    Il vero “guaio” di Office2007 è stato il cambio radicale dell’interfaccia che ha inevitabilmente creato dei problemi.
    Piaccia o non piaccia, è questione di gusti ed abitudini io apprezzato questa filosofia alla base del cambio radicale: utilizzare lo stesso tipo di GUI (customizzata in base ai comandi utilizzati da ciascun programma logicamente) per ogni prodotto Microsoft.
    In questo modo il passaggio da un applicativo all’altro, per via del medesimo look&feel, risulta molto + facile.
    C’è un’iniziale curva di apprendimento più ripida ma i risultati alla fine sono maggiormente soddisfacenti con aumento anche della produttività.

    Di incompatibilità tra Vista e Office2007 non sn a conoscenza ma non sono così “esperto” da escluderli :)

  • # 24
    DioBrando
     scrive: 

    ops refuso: pratico non grafico

  • # 25
    PiloPilo
     scrive: 

    Di cose da dire riguardo a Vista (e Microsoft) ce ne sarebbero tante, ma come al solito le opinioni personali lasciano il tempo che trovano. Preferisco limitarmi a delle considerazioni o impressioni che l’esperienza di 3 decenni di professione informatica mi hanno permesso di maturare e percepire.
    Una tra queste, riferendomi proprio ai prodotti Office Automation, è riguardo all’usabilità, alla curva di apprendimento, che parimenti alle impressioni è puramente soggettiva e non oggettiva. Esisteva (forse esiste ancora) una Suite della Lotus “Smart Suite” il cui utilizzo, secondo le impressioni degli utenti MS Office, era assolutamente non intuitiva, fuori standard, complessa. Era semplicemente diversa. Il paragone, se vogliamo con l’evoluzione di Office può essere il medesimo: è diverso. Ma con una sostanziale differenza. La differenza sta nella generale sudditanza che l’utenza media ha nei confronti di Microsoft e dei suoi prodotti. E’ luogo comune considerare MS Office il miglior prodotto esistente di Office Automation, quindi ogni alternativa possibile sarà in ogni caso inferiore, deludente, limitata e quanti altri aggettivi possiamo aggiungere. Quindi l’utente suo malgrado accetta di cambiare modo di lavorare, convincendosi addirittura, dopo un po, che sia meglio della versione precedente: tanto Office è il migliore. Ma sono convinto invece che la maggior parte degli utilizzatori usa le suite da ufficio per un massimo del 20-30% delle loro possibilità, quindi il vero valore di una suite è la sua usabilità (intesa come conoscenza nell’uso da parte dell’utente e non nella facilità di apprendimento della stessa) e soprattutto la standardizzazione del formato dei documenti creati per l’intercambiabilità con altri utenti. Microsoft come al solito ha imposto, forte del proprio dominio monopolistico. All’utente medio quindi non resta che accettare questo dato di fatto e far buon viso a cattivo gioco, tanto Microsoft è il migliore.
    Ma per tornare in argomento (Vista non piace) vorrei sottolineare alcune notizie che mi hanno un po turbato:
    – Circa 70 funzionalità e servizi inviano alla Microsoft informazioni sul computer dell’utente.
    – La Privacy Statement di Windows Vista Microsoft si riserva di utilizzare le informazioni personali nel caso in cui le sia comandato da un tribunale, serva a proteggere o difendere i suoi diritti o contratti, o in “circostanze impellenti” nelle quali sia necessario salvaguardare i propri utenti e impiegati o altre persone. Quindi in realtà Microsoft si riserva un’ampia libertà di utilizzo sui dati riservati, inoltre nessun ente terzo controlla Microsoft e quindi questa in teoria potrebbe infrangere le proprie affermazioni senza possibilità di essere individuata.
    (fonte Wikipedia)
    Non abbiamo possibilità ne di confermare ne di smentire, ma di riflettere si.
    Inoltre la tanto sbandierata sicurezza di Vista in cosa si concretizza? Nella invasiva richiesta di conferma (password) per qualsiasi cosa l’utente faccia o provi ad installare.
    “Un simile approccio alla sicurezza è probabilmente più dannoso che utile, in quanto l’utente inesperto non riesce comunque a distinguere un’azione dannosa e/o non desiderata da una che effettivamente desidera compiere, finendo quindi per abituarsi a confermare qualsiasi cosa il sistema gli richieda; al tempo stesso, la continua richiesta di conferme diventa per l’utente evoluto una fonte di frustrazione”. (Wikipedia)
    Infine facciamo un’ipotesi. Che il mercato informatico fosse ribaltato, ovvero che i S.O. Linux e Mac OS detenessero la quota attuale del S.O. Microsoft. Mi chiedo, ma Windos esisterebbe ancora?

  • # 26
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    Con il discorso dei se e dei ma non si va da nessuna parte per cui è un gioco che non vale la pena nemmeno di cominciare.
    MacOS l’occasione forse l’ha realmente avuta se avesse gestito meglio il discorso delle licenze cominciato nella metà degli anni 90 e se l’avesse intrapreso una decina di anni prima quando i giochi non erano ancora stati decisi, anzi.
    Linux no. Pur avendo avuto anche un solo concorrente non ce l’avrebbe fatta per la natura stessa del suo essere GNU/Linux.
    Troppa frammentazione di risorse, troppi ambienti molto diversi tra loro, una non unicità commerciale presentabile all’utente.

    Sul discorso delle suite office, sì un tempo c’erano prodotti non solo equivalenti alla versione MS ma anche superiori.
    Se ora sono una nicchia non lo si deve solo allo strapotere di Microsoft ma anche perché il mercato ha deciso e ha deciso in una direzione.
    Poi se andiamo a vedere quanto l’utente utilizzi quelle funzionalità, è un po’ l’uovo di colombo nel senso che vale per il computer in generale non per un programma solo.
    In un uso casalingo quando non si vuole spendere propendo per un OpenOffice. Ma quando si sale di livello e non si compilano solo lettere di presentazione (quindi anche un lavoro di segretaria) allora l’integrazione in ambito aziendale con SharePoint e altri strumenti è ancora inarrivabile.
    Per cui non concordo con la tua analisi.

    Sul discorso Vista nemmeno.
    Credo sia stato un prodotto sì sbagliato ma sbagliato dal punto di vista commerciale perché come ho detto altre volte presentava delle innovazioni a livello di “motore” difficili da rendersi accessibili e comprensibili all’utente medio che quindi pensa “non fa niente di nuovo e allora perché lo compro a fare? In più consuma maggiori risorse”.
    E poi c’è anche parecchia superficialità o vera e propria ignoranza (comprensibilissima tra l’altro perché non tutti hanno il tempo e voglia di andare a vedere come funzionano le politiche di un sistema operativo).
    Ad esempio sulla sicurezza. Ad oggi, statistiche alla mano, Vista risulta il sistema meno bucato tra tutti quelli di utilizzo desktop.
    Se l’UAC risulta fastidioso è perché sì forse è stato progettato non benissimo, ma se le aziende rilasciassero i programmi tenendo conto delle modifiche del nuovo kernel (ed in particolare del driver model), non ci sarebbero problemi perchè risulterebbe molto meno invasivo.
    Le ACL (quindi sostanzialmente il sistema di privilegi di Windows) sono molto più raffinate e granulari dei pari sistemi Unix-Like ed esistono in questa versione sin dalle prime piattaforme NT; il problema è che però i programmi in generale sono stati sviluppati per esempio con la necessità dell’essere root e da lì, una buona parte degli enormi problemi di sicurezza.

    L’articolo che citi deriva da una voce in Wikipedia non esattamente splendida (così come Wikipedia in generale non è sempre una fonte affidabile).
    Al di là dell’aspetto sicurezza, c’è una parte che non hai citato e recita così:”
    Il file system di Vista viene criticato per la necessità di deframmentazione, operazione che su file system di altri sistemi operativi non è più necessaria da anni.”

    Io questa critica sinceramente non l’ho mai vista anche perché è una stupidaggine. La frammentazione con i filesystem moderni, NTFS compreso, è sostanzialmente inutile perché si hanno dei miglioramenti in prestazioni assolutamente risicati (forse arriviamo all’1%).

  • # 27
    Intel non vuole Windows Vista? - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] di questo tipo. Vista è stato bocciato dalla stampa , rifiutato dalle aziende, snobbato persino dagli sviluppatori. E’ stata messa in piedi anche una petizione per chiedere alla Microsoft di non pensionare […]

  • # 28
    Vista non piace agli sviluppatori? Sarà comunque il loro target principale - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] ormai uscito 18 mesi or sono. Da allora si sono susseguiti articoli (Appunti Digitali ha fatto la sua parte) più o meno cauti nell’analizzare queste […]

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