di  -  martedì 20 maggio 2008

Riuscire a monetizzare i propri contenuti è una specie di ossessione per molti blogger, tanto che, quasi paradossalmente, ad avere maggior successo in Rete sono proprio quegli autori che si impegnano a fornire strumenti ai propri colleghi per aumentare i profitti online. Da Problogger a John Chow, le cui rispettive headline sono: Blog tips to help you make money blogging e I make money online by telling people how much money I make online.

zong

Se anche a voi piacerebbe guadagnare bloggando, Zong vi offre la possibilità di farlo in maniera semplice ed immediata, senza neppure dover temere le ire di Google, che, come si sa, punisce la vendita di link a pagamento.

Niente di tutto questo, Zong offre diverse soluzioni, quella potenzialmente più interessante per un blogger si chiama Pay; il funzionamento può essere esemplificato in questa maniera:

  • una sezione del blog, o anche tutto iul blog, se lo volete, viene reso accessibile solo tramite password;
  • l’utente che cerca di collegarsi viene invitato a spedire un sms ad un numero speciale, indicando il codice di attivazione che corrisponde al vostro account su Zong;
  • L’utente riceverà così una password di accesso, valida per il periodo di tempo che voi stabilirete (24 ore, una settimana, un mese, quello che vi pare)
  • costo dell’operazione 1,00 Euro.

È tutto qui. Di quell’Euro, chiaramente, una piccola parte va all’operatore per il costo dell’sms, una percentuale la trattiene Zong per il servizio, al blogger, secondo quanto scritto sul sito che offre l’innovativo servizio, rimarrebbero 58 Eurocents. Molto più che un qualsiasi AdSense di Google o analogo pay per click.

Note dolenti. La società che ha realizzato questo servizio è francese. Ha stabilito accordi commerciali negli USA e in tutta l’Europa nord-occidentale. Tranne che in Italia. Fa rabbia se si pensa al numero di cellulari per abitante che sono attivi nel nostro Paese. Fa rabbia perché non si può non pensare ancora una volta a politiche miopi degli operatori mobili nostrani. Allora ho provato a chiedere spiegazioni e mi hanno risposto:

Operators are really too greedy there. They retain about 65% of what end-users pay and they’re very difficult to deal with.

I nostri operatori mobili sono “troppo avidi”. Una novità?

Ad ogni modo, si può sempre realizzare un servizio per i clienti esteri, ovviamente non in italiano, finché Zong non stabilirà accordi commerciali con un operatore mobile nella panisola. Ora il sistema esiste, l’ultima incognita è: i lettori saranno disposti a pagare per i nostri contenuti?

9 Commenti »

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  • # 1
    TheDarkAngel
     scrive: 

    decisamente no…

  • # 2
    wisher
     scrive: 

    Sono poco convinto che ci sia qualcuno disposto a pagare per leggere il contenuto di un blog, anche se questo fosse di altissimo livello.

  • # 3
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    Anche io ho sempre pensato che nessuno mai avrebbe speso un euro o piu’ per farsi arrivare una suoneria su un cellulare.

    C’e’ gia’ chi ci sta provando: http://www.1938media.com/99-cents/

    E non e’ un caso se la società dichiara di puntare innanzitutto al mercato asiatico.

    Non vanno sottovalutate le potenzialita’ dello strumento e le numerose future applicazioni.

  • # 4
    luca
     scrive: 

    Davvero non capisco quanto miope e ritardato sia questo paese!!!

    Già da anni le piattaforme di “micro-pagamenti” mobili, così definite, sono attive in molti paesi EU ed anche in USA e qui in Italia no perché Telecom Italia non rilascia il controllo dei numeri in decade 4, salvo poi far acquisire soldi alle TV nazionali con le trasmissioni tipo Grande Fratello, Amici etc. etc.

    Tutti gli altri servizi di pagamento tramite cellulare sono sperimentali o poco più: si veda il discorso dei parcheggi o dei biglietti dei bus. Non c’è mai stata una vera liberalizzazione della piattaforma di pagamento, perché le banche non vogliono che ci sia un circuito alternativo dove “girano” i soldi e preferiscono puntare tutto sulle carte di credito (salvo poi fartele pagare, e pure salate, mentre negli altri stati sono gratis!).

    Quanto a pagare i contenuti!? Anche gli l’italiano medio pensa che tutto gli sia dovuto e che debba accedere a qualsiasi livello di informazione in maniera del tutto gratuita. Ma è evidente che così non può essere, almeno non per sempre.

    Non dico che _TUTTI_ i blog debbano esser a pagamento, ma credo anche che ci siamo dei costi, e non bassi, per mantenere un sito di informazione. AppuntiDigitali costerà e non poco in termini di banda passante, di amministrazione ed aggiornamento del sito e, non ultimo il compenso degli scriventi che – credo – siano pagati per il lavoro che svolgono.

    Che tutti questi costi debbano esser interamente sostenuti dal circuito dei banner pubblicitari è, benché possibile, sbagliato, limitante e dannoso in termini puramente democratici.

    Ci sono nel mondo un sacco di testate giornalistiche e non, ONLINE, che sono a pagamento almeno in una parte dei loro contenuti e non si capisce perché – specialmente in Italia – l’immaterialità del supporto conduca sempre ed inequivocabilmente alla percezione della gratuita del contenuto, addirittura in termini di pretesa.

    Scusate lo sfogo polemico … è che queste questioni mi fanno davvero inc@zz@re !

    ciao,
    luca

  • # 5
    TheDarkAngel
     scrive: 

    pagare per un blog mi sembra davvero assurdo, non si paga il sito di repubblica ma un blog si? ormai si vuole lucrare su ogni cosa -.-” informazione libera gratuita e accessibile, dove sei finita….

  • # 6
    » Appunti Digitali #30 | Il blocco-note di Markingegno
     scrive: 

    […] Guadagna con il tuo blog, grazie ai micropagamenti di Zong; […]

  • # 7
    Francesco
     scrive: 

    Assolutamente no! Bocciato!
    Non pagherei mai per accedere ad una parte di un sito, e non permetterei mai che i miei lettori paghino per accedervi, quindi non lo farò mai!
    Proprio una scelta pessima, stento a credere che qualcuno la prenderà in considerazione. Inoltre si sa che le alternative gratuite ci sono per tutto quello che si cerca, quindi questo non funzionerebbe a meno di un’esclusività assoluta, cosa rara, comunque.

  • # 8
    Nekuia
     scrive: 

    L’alternativa esiste, ed è anche italiana.
    Mi permetto di suggerire
    http://www.kaaaki.com/

    l’idea è semplice, micro pagamenti (davvero micro visto che si parla di 1cent)basati sulla fiducia. Si batte cassa solo quando si raggiunge una massa critica e solo dopo che l’utente ha valutato la qualità.

    Ottimo sia per l’utente (che valuta) che per chi scrive (che non viene depennato magari solo per un paio di post giudicati male).

    che dite?

  • # 9
    espertoseo
     scrive: 

    Vi assicuro che chi è disposto a pagare per i contenuti c’è eccome :) tanto che noi abbiamo sviluppato il primo sistema di micropagamento davvero funzionale e efficace ;)

    Inoltre si può usare per le donazioni, per il download o l’upload dei contenuti, per il one day member, e tutto quello che vi passa per la testa :)

    Andatevelo a vedere:

    http://blog.espertoseo.it/2008/05/netgenetic-offre-una-soluzione-di.html

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