di  -  lunedì 10 ottobre 2011

Fonte: ArsTechnica

È difficile fare previsioni circa il futuro di un’azienda come Apple, che negli ultimi quindici anni ha dimostrato di riuscire a reinventarsi senza soluzione di continuità.

È diventato addirittura stucchevole ripetere che la fetta maggioritaria dei profitti di Apple oggi, proviene da un prodotto che 5 anni fa non esisteva, iPhone (2007). iPad, lanciato nel 2010, porta già più soldi del Mac e nel complesso, assieme a iPhone, vale 2/3 delle revenue di Apple.

Mentre arricchiva la sua offerta con prodotti innovativi, Apple ha dimostrato di riuscire a mantenere elevato il tasso di innovazione sui prodotti precedenti, come dimostrano le importanti crescite dell’installato Mac e le risorse dedicate all’innovazione della piattaforma iPod+iTunes.

È tuttavia evidente che la crescita negli incassi dell’azienda è stata propulsa dai nuovi prodotti lanciati. A tal proposito i bene informati assicurano che la pipeline di prodotti per i prossimi due anni è carica di innovazioni targate Jobs.

Non mancano però alcune nuvole all’orizzonte. Partiamo proprio da iCloud, la soluzione cloud computing di Apple. Si tratta di una serie di servizi sempre più integrati nei dispositivi di nuova generazione. Se il flop di MobileMe – uno dei peggiori prodotti Apple di sempre – non poneva grosse minacce al mercato Mac, il flop di iCloud andrebbe a minare la user experience dei prodotti iOS, con danni certo più importanti.

Secondariamente l’impoverimento del mercato, conseguenza della crisi mondiale, pende come una spada di Damocle sulla testa di qualunque azienda. Nel caso di Apple non è un problema di prezzi, ma più in generale della possibilità che la crisi rallenti quel passaggio ai “post-pc device” a cui la roadmap di Apple è legata a doppio filo già da anni.

Chiudo con un dubbio: nell’epoca di Jobs i risultati sono arrivati grazie ad un unico mix fra visione e capacità di esecuzione. Tim Cook, fino a poche settimane fa COO, ha supervisionato per anni l’intera supply chain, rendendo l’azienda capace di capitalizzare tutta la domanda generata attorno i suoi prodotti – mantenendo al contempo una forte leva sui partner di produzione. Verrebbe dunque da pensare che in futuro ci si debba preoccupare maggiormente della carenza di visione, ma dubito che sia così semplice.

Come abbiamo detto, la crescita di Apple è da anni legata alla capacità di “serializzare la disruption”: lanciare prodotti che vanno a ridefinire la categoria in cui operano. Questo tipo di operazioni ha sempre richiesto una leadership forte, coinvolgendo elementi non controllati direttamente da Apple ma influenti sul successo delle sue strategie: le major (iPod+iTunes), le telco (iPhone), gli editori (iPad). Se davvero nel futuro di Apple c’è uno sforzo massiccio sul fronte TV, è indispensabile che chi si siede al tavolo delle trattative abbia un peso sufficiente a spostare lo status quo, con idee, soldi e forza persuasiva. Una sfida pesante, anche per una vecchia volpe come Tim Cook.

51 Commenti »

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  • # 1
    [D]
     scrive: 

    Presto non ci sarà più nessuna apple senza il “mai più mojo” del re dei markettari.
    Tutto in questi anni è ruotato intorno alla figura di SJ, non alle
    “sue” invenzioni più o meno utili e funzionali. Se SJ aveva cagarella le azioni scendevano invece se mangiava chili salivano, il tutto alla faccia delle basi dell’economia e delle sue paturnie sullo scambio di beni e servizi.
    Tim Cook è un signor nessuno (e del resto non poteva essere diversamente, il tutto è sempre stato un one man show come nelle migliori dittature), la sua presentazione del “nuovo” iphone s’è già tirata dietro fior di critiche e sberleffi. Se l’avesse detto SJ che “dentro è tutto nuovo”, anche pur non essendolo, si sarebbero sentiti gli “ohhhh” di adorazione fino su Giove.
    La prova finale di quanto dico è quanto si afferma in questi giorni, che SJ avrebbe lasciato la bellezza di 4 anni di progetti e addirittura strategie di marketing. Ci mancava soltanto che venisse annunciato un iDead per parlargli direttamente nell’aldilà.

    E’ finita: tanto rapida è stata la salita, quando rapido e violenta sarà la caduta, del resto è il patetico destino di tutti quei prodotti che mancano fin dall’origine di sostanza.

  • # 2
    Illud
     scrive: 

    @D Se Cook è nessuno tu chi ca__o sei? Anche se i prodotti facessero schifo e tutto quello che vuoi, loro fanno soldi che tu e anch’io non faremo mai in 100 vite, quindi, almeno, non fingerti figo, sei soltanto molto ridicolo.

  • # 3
    robbynet
     scrive: 

    L’Unica cosa patetica che leggo, sono i tuoi commenti, che fanno trasparire malanimo, acredine, e nella migliore delle ipotesi, miopia, verso un’azienda che e’ stata fortemente guidata e’ ispirata dal suo fondatore, ma che ormai ha scritto nel suo DNA, quello che nessuna azienda al mondo sara’ mai capace di fare, Jobs o non Jobs.
    Il tempo e’ un gran signore, chi vivra’ vedra.

  • # 4
    Mario
     scrive: 

    @D
    Tralasciando il grosso del tuo commento, che non voglio contestare per evitare di trascinarmi in una discussione, vorrei solo farti notare che Steve era un mito (ammirato e riverito, sì) perché i “suoi” prodotti erano pensati, disegnati, prodotti e venduti in modo tale da attirare l’entusiasmo delle folle, da far nascere nuovi desideri (e, in questa logica, la storia di Apple è proprio il risultato delle leggi dell’economia); tu, al contrario, sembri sostenere che il successo dei prodotti fosse dovuto a delle misteriose abilità soprannaturali di Steve, che sarebbe stato in grado di influenzare (o anche ingannare, secondo te) milioni di persone.

  • # 5
    the_m
     scrive: 

    Non credo che sia possibile fare previsioni sul futuro di Apple.

    A quanto pare però vogliono proseguire la strada di patent-troll già imboccata da anni, notizia di poco fa:
    http://www.telefonino.net/Apple/Notizie/n28327/Apple-vuole-brevettare-il-suo-sistema-In-App.html
    Ovvero vogliono brevettare un sistema di acquisto dall’interno delle app, cosa che si vede da 10 anni in migliaia di prodotti diversi (per acquistare contenuti, features, avere le versioni full di software shareware o freeware, ecc.)

    La richiesta è qui:
    http://appft1.uspto.gov/netacgi/nph-Parser?Sect1=PTO1&Sect2=HITOFF&d=PG01&p=1&u=%2Fnetahtml%2FPTO%2Fsrchnum.html&r=1&f=G&l=50&s1=%2220110246290%22.PGNR.&OS=DN/20110246290&RS=DN/20110246290

    Avendo capito che i loro prodotti sono già stati superati dal punto di vista tecnologico e che presto anche i sudditi più devoti abbandoneranno il loro costoso giardinetto ben recintato, cercano di mettersi al riparo per il futuro, accaparrandosi più brevetti possibili su idee non loro

  • # 6
    Simon71
     scrive: 

    @D

    Dai confessalo, D, Steve ti ha dato uno scappellotto quando eri piccolo…Ah no, ti ha ciulato la ragazza…Eh, cosa vuoi, tipico di chi ha qualche miliardo di punti di carisma….Fattene una ragione..Tu non sarai mai come lui….non sarai mai nessuno….

    @ Tutti

    Cito a memoria le parole di jobs durante l’ultima intervista al “New York Times” rilasciata a Mossberg..

    Apple è organizzata come uno “Start up”…Il più grande ed efficiente Start Up del mondo…

    Nessuno è “capo” in Apple, ma ognuno è responsabile del settore di competenza…
    Le riunioni si tengono una volta la settimana e durano massimo 3 ore…Ognuno presenta le varie implementazioni, i risultati, i fallimenti….E gli altri discutono con lui i del Perché e del Percome..

    Ne più ne meno…Un’azienda similmente organizzata ha perlomeno una proiezione per i prossimi 5 anni….

    Non è detto (come lo è stato per iPad e iPhone) che negli archivi ci sia qualcos’altro di “magico”, ma che per ora non può essere realizzato…Quando tempi, costi, Hardware si renderanno disponibili salterà fuori un altro coniglio dal cilindro….

    iPhone 5 pare che sia uno di questi conigli….

    Saluti

  • # 7
    Robbynet
     scrive: 

    @D, @m, e tutto l’alfabeto che seguirà, CURATEVI il fegato! ROSICONI, siate affamati, Siate folli, uscite dal vostro PIATTUME!!!

  • # 8
    phabio76
     scrive: 

    Come John Sculley ammise un po’ di tempo fa, Apple è rimasta a galla nella seconda metà degli anni ’80 (anche) grazie ad una serie di prodotti che erano diretta eredità di Jobs.

    Apple dovrebbe aver imparato la lezione, Tim Cook non è scemo, nè tanto avventato da cambiare improvvisamente rotta e strategie.
    La discesa, lenta, ci sarà, è inevitabile quando si è primi in (quasi) tutto.
    In particolare, la quota di mercato di iOS dovrebbe ridursi a quel famoso (e assai lucroso) 10% che comunque dovrebbe garantire margini enormi anche nei prossimi anni.

  • # 9
    phabio76
     scrive: 

    @Simon71
    quoto!
    Solo una precisazione: Mossberg è lo storico “tecnologo” del Wall Street Journal…

  • # 10
    Matador
     scrive: 

    Non vedo da dove viene tutta questa idolatria verso Jobs nei commenti che leggo.
    Riconosco che Jobs era un visionario e uno dei miti dell’informatica, ma (Mac a parte) gli ultimi prodotti Apple non hanno niente di “rivoluzionario”. Per me, hanno solo creato un bisogno che prima non c’era, rendendo di fatto dipendente da questo nuovo bisogno molte persone. Anche peggio, molte persone (e si vede anche nei commenti qui sopra) sono diventati tanto dipendente dalla Apple che sono pronti a difenderla spada tratta, quasi a prenderti a botte come un deficiente ultrà.

    Non vi capirò mai…

  • # 11
    homero
     scrive: 

    io ricordo l’apple macintosh128k con floppy disk ed il suo monitor microscopico da 9′ aveva la freccetta ed il mouse che tutti noi usiamo ancor oggi….
    io oggi vedo il multitouch introdotto nell’iphone qualche annetto fa che tutti oggi imitano….
    per coloro che pensano che queste siano invenzioni che venghino per caso si sbagliano di grosso….
    cosi’ come il portare con se la musica mentre si fa jogging senza dover girare la cassetta per sentire il lato B……
    l’apple ha portato l’ergonomia nell’elettronica di consumo meglio di qualunque altro produttore….
    …..tanto che tutti hanno cercato di imitarla….

  • # 12
    Hullala'
     scrive: 

    @homero

    ma soprattutto…”venghino”

  • # 13
    evil
     scrive: 

    [d]
    ahahaha :-)
    Non perdi mai l’occasione per stare zitto evitando di fare le figure di merda !
    Meno male che ci sei tu che capisci di economia… Si vede :-)
    Ora torna a giocare con la Nintendo WII :-)

  • # 14
    Adriano
     scrive: 

    @homero
    il mouse e le icone copiate/comprate da xerox ?
    il multitouch dell’ università del Delaware ?

    Non diamo ad Apple meriti non suoi, il non documentarsi nell’ epoca in cui tutto è ha portata di una googlata non ha scusanti.

    Non è l’ergonomia che Apple ha portate nell’ informatica ma il design, sono 2 cose diverse.

    Tornando a bomba:
    Rimanendo nell’ ambito della telefonia io ho visto susseguirsi diverse “epoche” in cui primeggiava un marchio che sembrava assolutamente in-scalzabile dalla vetta.

    All’ epoca degli etacs dominava ericsson
    ma fu scalzata da motrola con i primi telefoni gsm
    con lo star tac motorola sembrava imbattibile eppure arrivo nokia che scalzò motorola e regno incontrastata sino all’ avvento dell’ iphone

    Secondo me saranno i display flessibili a cambiare le regole del gioco tra un po

  • # 15
    Axel
     scrive: 

    L’economia americana e’ aiutata grazie a delle persone chiave che hanno saputo creare dal nulla aziende enormi:
    microsoft
    apple
    google
    oracle
    ibm

    Ma quello che mi da fastidio e che ancora esistono gli stupidi babbei che appena si dice Microsoft o Bill Gates pensano all’inferno ed al male. E semmai gli stessi idolatrano Apple e Steve Jobs. Oppure riempiono di soldi le casse della google o indirettamente fanno salire le azioni della oracle o di chialtro.

    Jobs non era un santo come non lo sono i proprietari di google o gli sponsorizzatori di linux (di solito sun e oracle che odiano la microsoft per farsi miliardi senza spartirli con MS, facendo mettere linux o altri SW, possono spulciare piu’ soldi ai clienti)

    Ma ora l’idolatria verso iQualcosa e’ esagerata.

  • # 16
    andres
     scrive: 

    @homero
    sì, OK, e assieme al Mac 128K c’era una cosa che si chiamava Amiga 1000, che faceva sembrare la macchina Apple un residuato bellico degli anni 50…

    Ah, AmigaOS nel 1985 non aveva solo il mouse con la freccetta e le finestre, ma pure robetta del calibro di plug&play e multitasking… la Apple al multitasking c’è arrivata 15 anni dopo, e comprandosi l’OS sul mercato.

  • # 17
    sidew
     scrive: 

    Personalmente Jobs era piu simpatico, fino all’ era NeXT.
    Il Jobs del secondo periodo Apple, invece no, l’ho trovato molto piu orientato al marketing che alla effettiva innovazione tecnologica… non a caso non l’ho mai perdonato la cancellazione di Apple Newton, propabilmente il miglior palmare.

  • # 18
    Giovanni
     scrive: 

    L’amiga è stata una grande macchina, ma il mac è del 1984 (gennaio) mentre amiga del 1985 (settembre).

    Prima dell’amiga il multitashing preemptive lo aveva anche il Sinclair QL per dirne uno.

  • # 19
    andres
     scrive: 

    @Giovanni
    si, OK (a parte che lo sviluppo dell’Amiga comincia nel 1982, e viene rallentato anche da problemi finanziari di Amiga stessa, prima di venire acquisita da C=), ma la differenza fra le due macchine non era di 1 anno, era di anni luce…
    Il Mac sembrava roba vecchia e stravecchia al confronto.

    http://www.amigapage.it/index.php?pl=image-view&modo_view=3&categoria=Di%20tutto%20un%20po%27&name=I25022011-1

  • # 20
    homero
     scrive: 

    avete ragione è nel “venghino” signori….la risposta a tutte le domande…..
    infatti al soave suono di venghino tutti hanno risposto e comprato macintosh(poi divenuto semplicemente mac)ipod,iphone,ipad e chi piu’ ne ha piu’ ne metta….venghino signori….venghino…..

  • # 21
    andres
     scrive: 

    @homero
    beh, ragionando come te Jobs ha inventato pure la TV a tubo catodico, e forse anche la teoria della relatività…
    In realtà Apple ha sempre inventato poco o nulla, soprattutto a progettato e confezionato bene.

  • # 22
    lobomatrixfree
     scrive: 

    I miti pagani della modernità…

    Leggere QUI…

  • # 23
    fabrizio
     scrive: 

    ciao, volevo solo farti i complimenti…gran bella proiezione…i tuoi dubbi sono i miei e le tue poche certezze le mie…se tutto quello che hai scritto è frutto del tuo sacco meriti stima a go go… un saluto

  • # 24
    avve
     scrive: 

    [d] ha in parte ragione.
    La forza propulsiva di apple era la capacità catalizzatrice di jobs.
    Questa riusciva a produrre un hype su degli oggetti, di per sé di valore “potenzialmente buono” ma sul piano dell’attualità, di valore scarso; ciò ha sempre prodotto un circolo virtuoso in cui gli early adopters finanziavano pesantemente uno sviluppo corretto e riveduto dell’idea iniziale, sicché ci si trova ad un prodotto maturo soltanto alla 3° o 4° generazione.

    Cioé, forse a voi manca la memoria storica, ma io il primo iphone me lo ricordo e le app non erano mica previste, era tutto blindatissimo! Poi ci sono stati un po’ di ripensamenti, e il primo iphone, che rischiò seriamente di diventare un flop come molti altri prodotti apple che nessuno chissà mai si cura di ricordare, diventò invece una pietra miliare nello sviluppo delle soluzioni smartphone (termine che è almeno 10 anni più vecchio del primo iphone).

    Mi ricordo anche il primo ipod, che era un bel gioiello, 5gb in un pacchetto di sigarette, allora faceva dire a tutti “ooooooooh”, salvo poi leggere il prezzo, un milione ottocento mila lire….

    l’ipod 4° gen era un prodotto niente male e infatti me lo acquistai. Anche adesso, l’iphone è un prodotto niente male e benché non sia adatto alle mie esigenze, non posso sconsigliarlo tout court.

    Però il merito è di come jobs è riuscito a sfruttare il feedback degli early adopters, facendolo passare per suo genio. E’ la pura, semplice, dolorosa, realtà.

  • # 25
    Matteo
     scrive: 

    C’è da forse da ringraziare il fatto che Jobs nel 90% dei casi abbia solo reinterpretato prodotti che non erano certo nuovi.

    L’ iPad è una sua creazione, sbeffeggiata alla presentazione e clamorosamente clonata dalla concorrenza.A piu’ di un anno dalla presentazione e senza stravolgimenti particolari nell’ iPad2 la quota Apple resta oltre il 65% e non passano in sordina i tonfi di HP e RIM, sopravvive samsung perchè il 10.1 (uscito dopo il 10 che pero’ era troppo spesso) è un clone di iPad.

    In telefonia Apple non si è inventata nulla di nuovo, alla presentazione del 4S un fiume di commenti negativi ad oggi 1.000.000 di terminali in prenotazione, 400.000 in più del 4 che perlomeno aveva un design diverso dal 3Gs.Detenere quote di mercato cosi’ grandi con UN SOLO MODELLO e 1/2 versioni precedenti è “un caso” solo per chi al posto di fare una analisi intelligente liquida la questione con il solito discorso del design modaiolo.

    Sono sempre stato utente Windows dalla 3.1, quando windows lo lanciavi dal DOS, autocad girava sotto DOS, sulla macchina su cui scrivo ho formattato a luglio ed ho messo un SSD Corsair 115Gb e Win7 originale.In 3 mesi la macchina è già vistosamente rallentata.Gli stessi programmi sono anche sul macbookair che gira ancora come al primo giorno.Poi mi potete anche venire a dire che il macbookair è da fighetto ma quando ci metti su le mani su un MAC non puoi non notare la differenza.

  • # 26
    Francesco
     scrive: 

    Io penso che Apple sicuramente non perderà la capacità di execution, ma sarà molto difficile rimpiazzare un personaggio genialoide e visionario come Jobs.
    Alcune cose sicuramente avrà avuto modo di lasciarle ai sui colleghi, ma alcune caratteristiche che aveva secondo me sono molto legate al suo modo di vedere le cose( leggi anche esperienza vissuta ).
    IMHO penso che Apple a tendere perderà colpi, a meno che non trovi qualcuno in grado di vendere la vision come sapeva fare jobs.
    Jobs era anche molto bravo a generare hype, ma secondo me l’hype era soltanto una conseguenza del suo carisma e della sua capacità di vendere la vision.

  • # 27
    Giacomo
     scrive: 

    Nel 1996, prima del ritorno di Jobs, Apple era quasi fallita.
    Ora che Jobs se n’è andato un’altra volta, e per sempre, non la vedo molto rosea per Apple…

  • # 28
    Fulvio
     scrive: 

    il bello è che qui in Italia abbiamo avuto l’olivetti, la prima ad aprire gli “Store” (piazza san marco, new york, parigi, ecc..), la prima a far disegnare da architetti famosi i propri prodotti e le proprie fabbriche
    Jobs nei primi anni 90 è stato ad Ivrea come testimonia questo articolo

    “Elserino Piol, ex dirigente Olivetti e figura di spicco dell’informazione tecnologica, ricorda ancora con piacere e interesse gli incontri con Steve Jobs, in particolare uno di questi. “Erano i primi anni 90 – racconta a Firstonline – e Steve Jobs venne a farci visita a Ivrea: era molto affascinato dall’attenzione che noi italiani davamo al design e all’immagine. Ricordo che ci rimase male quando gli dicemmo che l’architetto Pellini, che all’epoca disegnava i nostri modelli, si trovava a Milano: insistette per andare nel capoluogo lombardo e incontrarlo. Di quell’incontro ho conservato soprattutto un grande ricordo umano, di una persona appassionata e comunicativa”.”
    http://www.firstonline.info/a/2011/10/06/morte-jobs-elserino-piol-dirigente-di-olivetti-per/cf78cad2-9f6f-4dcf-8449-a5f160673b4a

    La Apple nom ha fatto altro che “copiare” da noi italiani
    ma nessuno se lo ricorda più….

  • # 29
    felixlamour
     scrive: 

    Salve a tutti. Perdonatemi, pero’che lo si voglia o no Apple ha cambiato per sempre il modo di fare arte degli ultimi venti anni. Forse non e’ il vostro settore professionale, ma se eri un musicista pro gia’ all’inizio degli anni novanta non potevi che usare protools su piattaforma apple. Se facevi video, prima dell’Imac con la firewire, dovevi spendere vagonate di milioni per fare video. Ed e’ per questo che pian piano, in Italia, e molto in fretta, nel resto del mondo, Apple ha scalzato i pc negli studi di design, negli studi video e musicali. Il mio vecchio ibook dotato di digidesign mbox prima edizione funziona ancora egregiamente dopo 10 (dieci) anni, senza aver mai dovuto reinstallare il sistema operativo … Senza nulla togliere a Linux (che primeggia senza dubbio in un settore dove probabilmene le macchine Apple non sono all’avanguardia, ovvero i server e network vari) o a Windows (che invece e’ stata capace di imporsi nel mercato casalingo di massa), Apple e’ stata amica fedele di qualunque artista negli ultimi 20 anni. Senza pensare che i vari Photoshop, Premiere, Final Cut, ProTools, InDesign, Illustrator, QuarkXPress, etc sono stati sviluppati non per caso prima su piattaforma Apple, per poi arrivare su PC. Per cui che lo si voglia o no, Apple ha saputo individuare una nicchia elitaria di utenti ed ha saputo rispondere a delle richieste reali cosa che nessuna altra compagnia hitech e’ mai riuscita a fare. E questo non e’poco. Se questa non e’ innovazione, non saprei cos’ altro lo possa essere.

  • # 30
    Dej611
     scrive: 

    E te pareva che non usciva che questo o quel personaggio non aveva copiato dagli italiani…
    Penso che di chiunque si parli esce fuori questa storia. Con la differenza che gli altri poi fanno fortuna invece noi italiani siamo quelli copiati e sfigati…

    Ho letto l’articolo, ma da qui a lanciarsi ad affermazioni del genere ce ne passa.

  • # 31
    andres
     scrive: 

    @felixlamour
    a mio parere (e c’ho lavorato con PT) Pro Tools è uno dei software più sopravvalutati della storia, sempre anni indietro la concorrenza, buggatissimo e appesantito da un hardware che ormai (ma questo lo ha capito pure Avid) non ha più nessuna ragione di esistere…
    Su PC c’erano anche al tempo alternative decisamente superiori.

  • # 32
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Fulvio
    Qui non abbiamo mai mancato di ricordare la Olivetti:
    http://www.appuntidigitali.it/tag/olivetti/
    Un pezzo in particolare potrà interessarti:
    http://www.appuntidigitali.it/2394/olivetti-m20-quando-cupertino-era-provincia-divrea/

    Dico di più: reputo Adriano Olivetti un gigante rispetto alla moderna leva di imprenditori tecnologici, Jobs compreso, per la capacità di assumersi anche responsabilità politica del suo operato d’imprenditore, per non voler cambiare il mondo a suon di prodotti made in china ma attraverso una visione del mondo diversa – che ha tentato di applicare col suo lavoro e coi suoi soldi.

    Detto questo, la tua polemica mi pare un po’ intempestiva. La Olivetti era cotta – e si era cotta con le sue mani – ben prima del lancio del Mac. Nell’industria tecnologica, forse nella vita in generale, la capacità di esecuzione conta più dell’idea e la Olivetti, particolarmente dopo la prematura morte di Adriano nel ’60, era troppo impelagata nella politica italiana per competere.

  • # 33
    Gaspode
     scrive: 

    La verità non è mai univoca, è un’entità astratta e multisfaccettata.
    La dipartita di Jobs priva il mondo della tecnologia di un esponente di primo piano, idee innovative, insieme a capacità tecniche, hanno creato punti di riferimento per tutto il mercato IT e consumer.
    Il problema è la santificazione laica che si fa del personaggio.
    Come credo tutti qui dentro, nessuno ha mai avuto modo di conoscerlo, quindi stiamo sempre a disquisire sul sesso degli angeli. Chi fosse in realtà lo sanno solo i suoi cari e i suoi collaboratori, tutto il resto è fuffa.
    Come del resto sono i prodotti della sua azienda.
    Apple è sempre stata fraintesa, non è mai stata un mostro in R&D, anzi, basandosi su entrate garantite da prodotti di puro marketing, si è assicurata brevetti tramite acquisizioni, e non c’è nulla di male, ce ne fossero di più! Il nodo è che la potenza di marketing dell’azienda è sempre stata sottovalutata, mentre è sempre stata la punta di diamante che ha portato avanti, vendite e “mito” del prodotto.
    L’identificazione pedissequa tra prodotto e modo di vivere è una carta vincente, “think different” è un messaggio potente, che ha fatto breccia su molti settori di mercato. Ma se il “pensa differente” poteva avere un senso agli albori della seconda gestione Jobs, con iPc di vario genere, dove effettivamente l’impietosa differenza di SO rispetto alla concorrenza, di FF, nonchè di ingegnerizzazione dei prodotti, era tale da rendere effettivo il pensiero differente, oramai siamo all’esatto opposto.
    La massificazione del prodotto APPLE, non può più riportare “think different”, perche è di talmente larga portata il consumo che per essere differenti necessiteremmo per forza, di una base di minoranza, non di maggioranza.
    Ma oramai il messaggio è passato. Si identifica l’utilizzatore di iCosi, come individuo votato ad un modo di vita differente, efficente, artistico, ottimizzato ecc… anche dove questi aggettivi sono evidentemente disattesi.
    La cosa che mi fa più rabbia, è vedere la completa travisazione delle cose. I punti di forza dei prodotti Apple, sono altri che non quelli che i messaggi “pubblicitari” fanno passare. E poi tutti dietro come pecoroni belanti.
    L’azienda di Cupertino è un macro system integrator. Progetta prodotti non sulla base della pura innovazione tecnologica, ma sulla sua ergonomia di utilizzo. Piegando, la dove è possibile, il bisogno del pubblico alle sue concettualità, e non viceversa. Dinanzi ad una mancanza macroscopica del prodotto, la posizione è: “Non ne avete bisogno” o se va bene “E’ in fase di test”. Mentre quando si presenta l’implementazione di funzioni basilari, già presenti nella concorrenza il battage pubblicitario, passa il messaggio che “è l’innovazione di cui HAI bisogno”.
    Nessun’altra azienda ha questa forza nel campo consumer o IT, tutti gli altri si pigliano le critiche e corrono ai ripari per implementare la mancanza o al limite lasciano morire il prodotto infilandone un’altro a breve giro di posta.
    Nessuna delle due realtà è giusta o sbagliata a prescindere, è mercato, non c’è nulla di etico, ma è altresì aberrante che nessuno ci punti l’attenzione sopra. Il sottile messaggio vetero-religioso che traspare dalla scomparsa di Jobs, mi lascia atterrito, ha creato e ricreato un azienda unica, ma quì siamo di fronte ad una platea che guarda il dito e ignora la luna!
    Darei una gamba per avere un quarto del talento e carisma di Jobs, ma questo non lo pone, ne lo porrà mai, tra i grandi che hanno cambiato il mondo.
    Non mi pare che abbia mai scoperto la cura per una qualche malattia, nemmeno ha portato in fondo la ricerca sulla fusione nucleare.
    Ma questo non lo sminuisce, anzi, appunto per questo lo si dovrebbe trattare per quello che è, un genio visionario, capace di fare cose eccezionali, ma sempre e solo nel ristretto e ameno campo commerciale.
    L’adorazione mistica, la santificazione laica, l’autolegittimazione delle masse, ve le lascio ben volentieri. Non le sopporto in campo religioso, figuratevi in questo tipo di scenario.

    Poi non lo so, ma allora alla morte di Einstein? Che si doveva fare?

  • # 34
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Gaspode
    Non saprei ad oggi dire se siano più i tentativi di sfatare il mito o quelli volti ad alimentarlo – che poi si rinfocolano a vicenda – a mantenere in piedi il mito stesso.

  • # 35
    Gaspode
     scrive: 

    @ Alessio Di Domizio.

    Ma se servono a motivare e smuovere le coscienze, ma che ben vengano i miti, le mitologie e tutte le agiografie conseguenti!
    Ma cavolo, contestualizziamo l’uomo, sarebbe già tanto. Guardiamo il successo umano e imprenditoriale, per quelli che sono, enormi, sconfinati successi, ma tutt’altro che trascendenti.
    Sono derivati del silicio e carta! Idee, inversione della concettualità di progettazione, potenza del marketing, minimalismo al limite del black label, ed un evidente abilità nello scegliersi i collaboratori. Questo ci lascia Jobs (oltre a migliaia di cose che forse nessuno conoscerà mai).
    Ma per quello è stato, importante uomo di tecnologia e mercato, nessuno lo può e lo deve sminuire, ma per quello che non sarà mai no.
    Questo non lo accetto.
    Le parole hanno un peso.
    Riportiamole nel recinto per favore.

  • # 36
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Gaspode
    Ognuno ha il diritto ad eleggere i suoi eroi e ad attaccare al muro i poster che preferisce.
    D’altronde ogni epoca ha i santi che si merita, attento a non scambiare le cause con gli effetti.

  • # 37
    Gaspode
     scrive: 

    @ Alessio.
    Forse alla fine sono io quello idealista.

    Ma niente può convincermi che le parole non abbiano un loro peso.

    Riconosco che hai comunque ragione.

  • # 38
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    # Gaspode
    Le parole sono etichette appiccicate oggi qui domani là a seconda del vento che tira. Nel 1960 grande imprenditore tecnologico significava Adriano Olivetti, nel 1994 Gary Kildall, nel 2011 Steve Jobs. Tutti e tre saranno giustamente ricordati come grandi imprenditori tecnologici, ma vedi come cambia la sfumatura?
    Senza nulla togliere ai meriti di nessuno, ovviamente.

  • # 39
    Gaspode
     scrive: 

    @Alessio

    Si, senz’altro.
    E’ che non mi paiono sfumature, ma vere e proprie interpretazioni.
    Si interpreta la persona al di là della persona.
    Mi piacerebbe una visione diretta e contestualizzata, non sfocata dal mito indotto.

  • # 40
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Gaspode
    La “visione diretta” risolverebbe buona parte dei problemi filosofici sorti negli ultimi 2400 anni circa :-)

  • # 41
    Gaspode
     scrive: 

    Alessio, mio caro omonimo.
    Non chiedo tanto.
    Decenni di trattati storiografici ed esami delle fonti non hanno chiarito i quesiti storici più importanti dell’epoca contemporanea, figurati questo.

    Ci vorrebbe solo un pizzico di critica personale.

    Visto che il pascolo è pieno di bovini, mi pare che anche soltanto per probabilità, uno o due con una voce un pelo indipendente, aiuterebbero l’analisi critica degli eventi.

    Critica, non avversamento, ne santificazione, visto che gli ultimi due aspetti sono abbondanti nel pascolo, basterebbe un pizzico del tanto famoso “Think Different”.

  • # 42
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Gaspode, di voci indipendenti ce ne sono ma non contano nulla nei grandi numeri perché non c’è nulla che la massa faccia più volentieri che abbracciare una o l’altra causa acriticamente, senza distinguo, e proiettare qualunque opinione all’interno dei propri schemi, che spesso sono binari.

  • # 43
    banryu
     scrive: 

    @Gaspode: guarda, mettiti il cuore in pace e aspetta un pugno di giorni. Poi mi dici che fine avrà fatto nel mondo tutto questo chiacchierare su Steve Jobs.

    “A caldo” è sempre tutto un gran bailamme, basta saper aspettare :)

  • # 44
    samslaves
     scrive: 

    @Adriano

    il mouse e le icone copiate/comprate da xerox ?
    il multitouch dell’ università del Delaware ?

    Lasciando stare il “what if?”…
    – di fatto se un mouse lo stai usando e’ perche’ Jobs lo ha reso (ha reso l’idea) una realta’. Un Mac 128K costava circa 3000 dollari quanto il solo mouse in Xerox.

    – univarsita’, appunto, ricerca. Prezzo… esorbitante. Jobs ha reso l’idea, lo studio, una realta’.

    E per far questo (ad esempio il Mac 128) ci ha lavorato con poche persone (meno di cento, forse solo qualche decina, nono ricordo) anche 90 ore alla settimana per… appunto cambiare il mondo.
    Cambiare il mondo??? Si perche’ Gates diceva che la GUI non sarebbe servita.
    Amiga… si forse anche loro sono stati alla Xerox o dopo che hanno visto un Mac 128k hanno fatto un reverse eng.? Mettendoci poi del proprio (e tanto di cappello).
    Allora dovremmo parlare anche di Atari.
    Comunque prodotti venuti dopo, aziende che a quanto ne so non sono stati in Xerox, ma hanno “preso” da qual qualcosa che Jobs aveva gia’ trasformato in realta e a prezzi “abbordabili”, migliorandolo ulteriormente ammetto.

  • # 45
    andres
     scrive: 

    @samslaves
    Diciamo che in Amiga c’era una percentuale di innovazione che il Mac semplicemente si sognava… francamente, il Mac 128K era una macchina vecchia e per nulla innovativa sul piano tecnico, se non nell’interfaccia (che non è poco, sia chiaro).
    Lo guardi e pensi a un ufficio in bianco e nero.
    Era decisamente una macchina da “impiegati”.
    L’Amiga era una macchina da artisti, da creativi.

    Fra quello e l’Amiga c’è un salto generazionale enorme.

  • # 46
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ andres
    Fermo restando che penso (e ho scritto) dell’Amiga tutto il bene possibile, mi dici qual era una macchina innovativa da circa $2000 nel 1984? Il PC-JR?

  • # 47
    andres
     scrive: 

    non lo so, Alessio, ma mi dici cosa c’era di innovativo nel Mac 128 K oltre all’interfaccia grafica e al mouse?
    La grafica B&N non era degna nemmeno di un C64 via…

    Tanto per dare un’idea, questo è un A1000 del 1985 (con espansione della RAM) che fa girare un video:
    http://www.youtube.com/watch?v=Nk0q5reCank&feature=related

    Il Mac è uscito un anno prima, va bene, ma la distanza è semplicemente abissale:
    http://www.youtube.com/watch?v=y58u79RrK60

    Del resto, consiglio a tutti di leggersi una vecchia intervista a Gassè (il fondatore di Be Inc. per capirci), che nel 1985 lavorava alla Apple; racconta che a Cupertino erano preoccupatissimi dell’uscita della macchina Commodore, convinti che li avrebbe messi fuori mercato.
    Poi vabbè, se hai un managment come quello di C=, puoi riuscire a perdere una gara anche se stai sopra una Ferrari, e gli avversari corrono su un’utiltaria degli anni 60.

  • # 48
    Simon71
     scrive: 

    Signori, molti di voi continuano a non capire o fare finta di non capire….
    Qui non si tratta di discutere su chi è arrivato prima..altrimenti dovremmo citare la “Machina di Antichitera”, “Babbage”, “Byron”, “Zuse” e decine di altri….

    Qui si tratta di capire che una tecnologia se la sua funzione è indirizzata ad ingegneri e generali dell’esercito NON è di fruizione della massa è una tecnologia che non ha motivo di esistere…

    Piantiamola di pensare che il “Park Xerox” abbia inventato “mouse e Finestre” perché non è così…
    “Park Xerox” aveva tra i suoi PROTOTIPI un sistema operativo con interfaccia grafica e dotato di un aggeggio che si chiamerà “mouse” che nessuno voleva commercializzare…Costava 3000 dollari e richiedeva manutenzione settimanale….L’ interfaccia grafica era distante anni luce da quelle che noi usiamo oggi…Niente Cestino, niente database relazionale, niente “tasking”….Erano progetti RUBATI ad altri (un tale Engelbert) che furono implementati dalla Xerox e dal suo “Campus” chiamato “Park Alto”…
    Il Mouse era un aggeggio che aveva una rotellina incastrata alla meno peggio e soprattutto non era LIBERA…Libera di fluttuare nell’aria…
    Cosa che l’ingegnere ASSUNTO da JOBS (ex-Xerox) risolse brillantemente…E nacque il MOUSE moderno..Quello che ancora oggi (i suo o principi) tutti usano…
    Sarebbe come dire che Daimler ha inventato l’automobile….Daimler inventò il motore a scoppio così come Meucci inventò il Telefono, ma se non fosse stato per i Bell, i Ford oggi non esisterebbero nemmeno i cellulari e le auto….

    Apple Rubò? Si…Ma non si limitò a rubare…Implementò idee non sue per dare a tutti i computer che oggi conosciamo l’ OS e il puntatore…Il MACOS, o System fu il primo OS ad interfaccia grafica moderno, con tanto di cestino, finestre ad impulso, e tanto altro….E XEREOX non c’entra niente….

    Il Mouse è quello di Apple… che poi gli altri concorrenti migliorarono ulteriormente piazzandoci due pulsanti…Ma non importa…L’ ingegnere della Xerox assunto da Jobs risolse il problema della “rotella” usando baratoli di marmellata, resina e l’intuizione la ebbe giocando con suo figlio con le…Biglie di vetro…..

    Chiunque non capisca certi concetti significa che è prevenuto ….Significa che non sa come siano andate le cose…

    Il resto, come si dice…è storia…

  • # 49
    baiocco
     scrive: 

    lo sai Simon71 che ti stai contraddicendo da solo? e si che l’italiano mi sembra una lingua semplice da capire… senza offesa!
    cito testualmente dal tuo post
    “Il Mouse è quello di Apple… che poi gli altri concorrenti migliorarono ulteriormente piazzandoci due pulsanti…Ma non importa…L’ ingegnere della Xerox assunto da Jobs risolse il problema della “rotella” usando baratoli di marmellata, resina e l’intuizione la ebbe giocando con suo figlio con le…Biglie di vetro…..”

    allora: apple non ha migliorato il mouse della Xerox? no? i concorrenti non essendo apple migliorarono il mouse con l’aggiunta di due pulsanti, l’apple invece migliorando il meccanismo della rotella ha creato il mouse!
    complimenti ottimo ragionamento… da prevenuto!

    welcome to the world!

  • # 50
    Simon71
     scrive: 

    Scusa, ieri notte ero ubriaco e la sintassi è andata a farsi benedire…Ho scritto “ad impulso”, come le finestre… ;)

    Quello che mi preme di dire è che il Mouse (per citare quello) è stato inventato da un tal Engelbert alla fine degli anni ’60…Indovina un po’? Per scopi militari….Daje…..

    Xerox, con il suo brillante (ed irripetibile) “Start up” chiamato “Park alto” riprese il concetto e creò un Prototipo di Mouse più contenuto, ma meccanicamente e concettualmente (il Mouse non è nulla se non si interfaccia ad una Gui) ancora assai distante…Jobs rubò ulteriormente quell’idea (pensiamo a Jobs come ad un Ford, ad un Agnelli Senior) e grazie a quell’ingegnere cacciato da Apple fece costruire un Mouse totalmente diverso (nei suoi principi di funzionamento) che costava 20 dollari a produrlo e che durava due anni. Punto.

    Poi arrivarono tutti gli altri….Che ovviamente cambiarono quello che c’era (secondo loro) da cambiare…

    Come dire, per continuare la similitudine col mondo delle auto…Poi ad un certo punto arrivarono Ferrari, l’ ingegner Romeo, Ferdinand Porsche…ecc….eccc….

    Ciò non toglie che non fosse stato per Ford e Agnelli oggi probabilmente andremmo ancora sul calesse, chi sa….

    E così come viene unanimemente riconosciuto che Ford fu culi che sdoganò l’automobile, Alexander Graham Bell il telefono, Jobs ha sdoganato il mouse e la GUI …Anche qui, primi prototipi di GUI esistevano già e non erano della XEROX….Che anche in questo caso rubò i concetti ad altri….

    Apple c consegnò però il primo OS commerciale ad interfaccia grafica…Poi arrivarono AmigaOs, Windows, Red Hat, Debian e tutti gli altri…..(per tacere dell’ Os/2 di Ibm che non seppe gestire)

    Spero così sia più chiaro

    Saluti

  • # 51
    lakar
     scrive: 

    @Mattei #25
    Apple è stata la prima azienda a commercializzare un tablet-Arm ma le altre aziende non hanno certo clonato la sua idea. Infatti Asus e MSI presentarono al CES 2010 (quasi un mese prima di Apple) dei tablet-Arm con Android (di quello MSI c’é anche un video su youtube) quindi l’idea l’avevano avuta anche altri solo che non avevano un os abbastanza maturo.
    Poi non capisco come il tuo pc con windows 7 e un disco SSD possa vistosamente rallentare dopo soli 3 mesi. Io ce l’ho da due anni e non ho nessun rallentamento. Succedeva con windows 9X e XP ma non con 7 è solo uno stereotipo del passato. Il tuo pc ha qualcos’altro che non va.

    @samslaves #44
    Lo Xerox Star con interfaccia grafica e mouse fu commercializzato nell’1981 mentre l’Apple Lisa solo nel 1983 quindi non si può certo dire che la GUI senza Jobs sarebbe rimasto sepolto. E neanche che sarebbe rimasto un oggetto sconosciuto alle masse. Infatti a fine 1982 (prima di Apple Lisa e Macintosh) fu pure presentato il Visi On della Visicorp con interfaccia grafica e mouse per ms-dos e commercializzato a fine 1983. Il mouse costava 295 dollari e non 3000. Per carità, l’interfaccia era molto ma molto più grezza di quella Apple ma comunque dimostra che altre aziende andavano in quella direzione e quindi avremmo lo stesso avuto mouse e finestre. Perciò Apple non ha certo cambiato il mondo (tipica affermazione da fanboy) ma più semplicemente accelerato i tempi (che non è comunque cosa da poco). Poi l’affermazione che Gates avesse bocciato la GUI mi sembra molto strana dato che già a fine 1983 MS annunciò di stare lavorando a windows.

    @Simon71 #48
    Come fatto notare da baiocco l’unico prevenuto sei tu. Ci vuole coraggio per negare che è stata Xerox a inventare un OS con interfaccia grafica e la prima a commercializzarla con il mouse dato che lo Xerox Star non era un prototipo ma fu commercializzato nel 1981. Apple (ma anche altri vedi Amiga) ha solo migliorato quello che era già stato inventato arrivando prima di altri a sfruttare le idee di Xerox.
    Tra l’altro il mouse di Xerox funzionava già con un singola sfera interna che ruotava in ogni direzione. Apple non ha di certo inventato il mouse ma l’ha solo migliorato in un aspetto come fecero altri dopo aggiungendo uno o due pulsanti e la rotellina per lo scrolling (che si diffuse grazie a MS). Notare che alla fine anche Apple ha aggiunto (con molto ritardo) il secondo pulsante e la rotellina.
    Questa è la realtà, e non leggende da fanboy Apple.

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