di  -  lunedì 29 agosto 2011

Anche per quest’oggi, la consueta puntata di inizio settimana con la rubrica Energia e Futuro vede come argomento l’analisi dei Consumi Elettrici del Settore Industriale, benché in origine fosse prevista l’inizio dell’analisi dei consumi del Settore Terziario.

Il proseguire su tale settore è stato dettato dalla recente pubblicazione sul sito Terna (fonte utilizzata finora per i dati elettrici presentati) dei consumi relativi al 2010, pertanto quest’oggi discuteremo proprio questi dati per poi proseguire nelle successive puntate con le analisi settoriali aggiornate direttamente al 2010 e non più al 2009 come fatto finora.

CONSUMI 2010 – DATI GENERALI

Avendo in precedenza discusso i dati elettrici complessivi sino al 2009, andiamo ad aggiornare brevemente questi valori con i nuovi dati del 2010.

Per l’anno 2009 si individuavano (nel post dove erano stati esposti risultavano lievemente arrotondati), su un valore complessivo pari a 299.215,2 GWh, i seguenti consumi:

  • Agricoltura – 5.649,9 GWh
  • Industria – 130.505,9 GWh
  • Terziario – 94.834,9 GWh
  • Domestico – 68.924,4 GWh
I consumi relativi all’anno 2010 invece vedono un valore complessivo pari a 309.884,5 GWh, e si suddividono nel seguente modo:
  • Agricoltura – 5.610,3 GWh
  • Industria – 138.439m3 GWh
  • Terziario – 96.284,5 GWh
  • Domestico – 69.555,5 GWh
Dai dati appena riportati si vede come il 2010 abbia segnato un’inversione di tendenza sul consumo globale rispetto all’andamento degli anni immediatamente precedenti, con una variazione percentuale sul 2009 del +3,3%.
Le variazioni settore per settore sono le seguenti:
  • Agricoltura: –0,7%
  • Industria: +6,1%
  • Terziario: +1,5%
  • Domestico: +0,9%

Appare evidente che, a fronte di un piccolo aumento del dato globale, sia stata principalmente l’industria con il suo incremento a trainare questa piccola ripresa.

 CONSUMI 2000 – 2010 – DATI DEL SETTORE INDUSTRIA

Riprendendo i diagrammi presentati lunedì scorso ed integrandoli con i nuovi dati del 2010 abbiamo, per quanto riguarda il consumo suddiviso tra manifatturiero di base e manifatturiero non di base:

Lo stesso diagramma cumulato mostra ancora meglio la ripresa dei consumi:

I consumi del 2010, pur non rappresentando in termini assoluti un risultato eccezionale, hanno permesso una inversione di tendenza al declino dell’anno precedente.
Per comprendere meglio cosa è accaduto ai consumi dell’industria nel 2010, è importante dare uno sguardo alle singole voci che compongono rispettivamente il manifatturiero di base ed il manifatturiero non di base.
Per il primo abbiamo:

Mentre per il secondo:

Dall’analisi di questi due diagrammi si può notare come nel primo caso sia stata soprattutto l’industria siderurgica quella che ha manifestato la ripresa più significativa, seguita dall’industria chimica, mentre nel secondo caso l’industria meccanica soprattutto, ed a seguire l’industria di lavorazione della plastica e della gomma e la voce energia ed acqua.

Il parallelo Industria Siderurgica – Industria Meccanica rappresenta un dato estremamente interessante in quanto,evidentemente, i due settori godono di effetti sinergici (l’industria siderurgica è almeno in parte funzionale alle esigenze dell’industria meccanica).
La voce Energia ed acqua anche in questo caso è opportuna esaminarla separatamente per individuare la variazione delle singole componenti:

Dal diagramma si individua un incremento del consumo per elettricità e gas, ad indicare (e confermare quanto detto a riguardo lo scorso post) come i consumi di queste risorse non conoscano (o quantomeno ne risultino inferiormente influenzate) crisi in virtù di una domanda evidentemente sempre crescente, mentre sia l’estrazione dei combustibili che le raffinerie e cokerie vedono lievi incrementi dei consumi.

A fare da contraltare a queste incrementi è il consumo relativo agli acquedotti, lievemente decrescente, anche questo presumibilmente a conferma di quanto espresso a riguardo sempre nel precedente post.

Anche per oggi è tutto, vi rinnovo l’appuntamento a lunedì prossimo, sempre su AppuntiDigitali, sempre con la rubrica Energia e Futuro.

9 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Ma non è strano che ci sia stato un aumento dei consumi proprio in quei due settori, per giunta con la crisi che incombe e il sempre più consistente spostamento delle produzioni di questo tipo fuori dalla nostra nazione?

    Non riesco proprio a spiegarmelo.

  • # 2
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Cesare Di Mauro

    Il dato è strano e di difficile interpretazione in assenza di informazioni su chi (e non è che possano essere poi tanti) ha incrementato i consumi per valutare se si tratta di un dato generalizzato del settore o di una sola grande entità, magari del settore della meccanica, che ha poi trascinato la siderurgia, ma con il tutto in un settore stagnante ad eccezione di questa entità… in assenza di ulteriori informazioni in dato si può vedere solo globalmente

  • # 3
    joe.vanni
     scrive: 

    Dai grafici dei consumi industriali sembra di notare che nell’anno 2009 si sia toccato il fondo della crisi e si stia iniziando a risalire la china.
    Speriamo per il futuro che questa tendenza si confermi.

    Quanto alla fiammata dei consumi siderurgici, proprio un settore altamente energivoro, in un panorama di internazionale stagnante, l’unica spiegazione potrebbe essere l’innovazione dei processi che rende competitivo questo settore in campo internazionale (giacchè in Italia il mercato lo vedo depresso , pensiamo solo a Fiat).

    Un esempio che mi viene è quello del gruppo Arvedi , che ha brevettato nuovi sistemi di produzioni di cui detiene l’esclusiva, (anche meno energivori), con nuovi prodotti –gli acciai alto resistenziali- che permettono ad esempio in campo automobilistico di ridurre gli spessori di lamiere e che sicuramente sono molto richiesti.

    Quanto ai consumi elettrici, in costante aumento, anche quando l’economia é tutta in crisi,dicevo nel post precedente che indicherebbero un continuo aumento dei consumi elettrici delle famiglie.
    Come se le famiglie, che finora si sono accontentate di consumare poco, aumentino i consumi o, nel caso ancora non lo possedessero, comprassero lavastoviglie e condizionatori.

    Il dato emblematico è che al Sud si sono registrati i maggiori aumenti
    http://diario.enel.it/energyviews/?p=850

    Ora coi i tagli delle finanziarie che arriveranno a tamburo battente, episodi come quello dei Comuni che decidono di spegnere l’illuminazione pubblica di notte, ci fanno intravedere grosse sorprese per il futuro.

  • # 4
    Notturnia
     scrive: 

    gahh.. avevo scritto una cosa carina ma avevo scordato il nick..

    faccio il riassunto..

    da una crisi si esce così

    Banche -> liquidità -> industria pesante -> trasporti -> industria -> commercio

    guardando i dati delle ultime due crisi ed in particolare da marzo 2009 si vedono le ditte che si sono risollevate prima nel NYSE.. banche -> miniere -> acciaierie -> trasporti.. è una catena abbastanza collaudata.. quando tornano i soldi servono i mezzi per muovere le merci.. e le prime sono le navi cargo (acciao) inolre si creano nuove infrastrutture e chi sopravvive aggiorna o espande grazie ai costi ridotti dalla crisi e quindi altro acciaio.. l’industria pesante riparte prima.. ecco svelato l’arcano.. era successo negli anni ’20.. e negli anni ’70.. sta riaccadendo anche adesso.. ora si sono sgonfiati a causa del riacutizzarsi della paura e quindi il 2011 è differente.. ma anche questo fa parte del gioco.. dopo una crisi si è più propensi a volenrne una seconda prima di ripartire.. (prima di migliorare peggiorerà ancora..) è sintomatico dell’uomo volere il meglio cercando il peggio..

    cmq :-D ecco i miei due cents :-D

  • # 5
    joe.vanni
     scrive: 

    Sarebbe bello che fosse così anche questa volta. Magari potrà esserlo, ma al di fuori dell’Italia.
    Le altre volte era lo Stato, tramite le banche, che con le opere pubbliche favoriva le uscite dalla crisi, ma ora col debito publico che ci ritroviamo, non si pagano nemmeno le opere iniziate e parecchie ditte hanno chiuso anche per questo.

    L’assurdo è che proprio l’edilizia che in queste situazioni dovrebbe essere trainante (anchè perchè usa materie prime nazionali) è in crisi nera. I cantieri che vedi in giro sono quasi tutti chiusi con le gru desolatamente ferme. Eppure tante cose con bassi investimenti si potrebbero fare, come gli interventi per il risparmio energetico.

    Purtroppo c’è una palla al piede che scoraggia gli investitori ed è la spesa pubblica che è arrivata al 50% del PIL, mentre negli anni ’50 era solo al 30%. È come se una azienda manifatturiera avesse costi amministrativi che arrivano al 50% del fatturato. Il resto non basta a pagare gli interessi sul debito, che aumenta del 4% all’anno.. La conseguenza è che lo Stato fa pagare tasse ormai al 50%, in cambio di servizi scadenti. La gente non ha soldi e tutto si ferma.

    In questo panorama è quasi da folli intraprendere investimenti o aprire attività.

    Si possono salvare solo coloro che hanno prodotti innovativi o che riescono ad essere competitivi all’estero dove il mercato non è così depresso. Quei segnali di inversione di tendenza nelle curve dei consumi elettrici índustriali arrivano da li.

  • # 6
    Notturnia
     scrive: 

    @joe.vanni.. “con il debito che ci ritroviamo” .. hm.. è quello degli ultimi 50 anni.. più o meno.. è solo stato messo alla ribalta adesso per coprire altre cose.. tranquillo.. spulcia qualche forum di finanza e vedrai che non sono l’unico che la pensa così.

    in merito ai cantieri in zona nord-est ne vedo molti .. e non ne vedo di chiusi. tranne uno (fallito nel 2009) ma gli altri lavorano bene e crescono.

    Non essere negativo.. anche perchè non ce n’è nessun motivo oggettivo.. a me scoccia l’iva al 21% solo perchè ora mi complicherà i calcoli.. 1/5 era più facile :-D .. ma per il resto non ho da lamentarmi.. e il lavoro è ripreso bene in tutti i miei clienti..(e ne ho qualcuno..).. sono le notizie negative il problema.. non il debito.. c’è un clima di depressione alimentato per fare qualche speculazione.. ascolta qualche trasmissione di cnbc o cnn o fox business.. vedrai che la “crisi” attuale finirà quando chi la sta alimentando a livelo mediatico avrà ottenuto quello che cercava.. in borsa in qualche giorno ho fatto un +15% .. e immagino che chi sta alimentando il tuo pensiero negativo sia riuscito a fare molti più soldi di me..

  • # 7
    Notturnia
     scrive: 

    p.s. tasse al 50%.. è da mo che si paga il 54-57% fra tasse e sanità e pensioni etc.. io ho iniziato nel 1993.. e pagavo il 47% complessivo allo stato fra una cosa e l’altra.. poi hanno aumentato l’aliquota per l’inps e via via sono arrivato a ben oltre il 50%.. ripeto.. sono le notizie che fanno sembrare la cosa una novità.. in realtà è da almeno 10 anni che siamo in queste condizioni.. solo che la gente lo scopre adesso e crede che sia un disastro.. invece è la norma da decenni..

  • # 8
    joe.vanni
     scrive: 

    Son contento per te che dalle tue parti non ci sia la crisi che vedo io nella zona di Torino.
    Partiamo da Mirafiori, dove la cassintegrazione incombe da tanti anni. Bertone e Pininfarina, idem come pure tutte le fabbriche dell’indotto
    .
    Qui ti assicuro che l’edilizia è completamente ferma. Te lo dice uno che fino a due anni fa lavorava nella direzione di cantiere e che –per fortuna- ne è uscito. E che per un bel po’ se ne starà alla larga.

    L’ultima impresa per cui stavo prendendo un incarico e che lavorava da molti anni nel campo degli appalti pubblici, con vari cantieri aperti, ma con pagamenti che non arrivavano, all’improvviso ha mandato tutti a casa e il titolare si è ritirato in pensione.

    Qualche impresa timidamente sta provando con case di qualità, orientate al risparmio energetico. Ma il vero problema è che non ci sono soldi, e che le banche non concedono più facilmente mutui come una volta. Tanto più alla moltitudine di precari che non potrà farsi mai la casa finchè non avrà lavoro stabile.

  • # 9
    joe.vanni
     scrive: 

    Su spesa, tasse e debito pubblico, sei troppo ottimista: non è solo un problema mediatico

    Gli ultimi tre anni abbiamo avuto la peggiore crescita tra i grandi d’Europa: http://www.idealista.it/news/archivio/2010/09/21/012358-immagine-giorno-il-pil-italiano-confronto-leuropa

    Il debito pubblico gli ultimi tre anni ha avuto le peggiori performance degli ultimi 20 anni
    http://www.linkiesta.it/debito-pubblico-italiano

    In parallelo la spesa pubblica è esplosa negli ultimi 10 anni. L’alta spesa è l’origine che aumenta ogni anno il debito pubblico .
    http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/07/21/una-spesa-pubblica-esplosa-negli-ultimi-10-anni/

    Non è un caso che in Europa siano seriamente preoccupati.. visto che anzichè tagliare gli sprechi della spesa si aumentano le tasse.

    È vero che le tasse sono sempre state alte. Ma il guaio delle tasse alte quando c’è crisi, pagamenti incerti, concorrenza spietata o sleale è che spesso si fa fatica a far quadrare i conti. Per chi è in prima linea vedere certi sperperi fa molto arrabbiare.

    Se continuerà questa politica depressiva e senza investimenti sarà facile che la “ripresina” si blocchi e anche i consumi elettrici potrebbero subire una bella botta.

    Chiedo scusa per l’OT.

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.