di  -  giovedì 15 maggio 2008

Gli utenti di BitTorrent sanno ormai bene di non poter contare su velocità entusiasmanti; di converso gli ISP BitTorrent rappresenta una nemesi: riesce a saturare rapidamente la banda disponibile e mettere sotto stress le interfacce di rete. Il caso Comcast – che ha usato strumenti di traffic shaping per bloccare BT – rappresenta la reazione più tipica ai problemi che il protocollo innesca.

ONO, un plugin per il popolare client BT Azureus, promette incrementi di velocità significativi – dal 30% al 200% circa di media a seconda della banda disponibile – sollevando contemporaneamente gli ISP da una buona quota di stress. Come? Inducendo il client a preferire le fonti che provengono da computer più facilmente raggiungibili.

Il principio è lo stesso che viene applicato quando scarichiamo un file da siti ad altissimo traffico come Versiotracker e Sourceforge: veniamo indirizzati al server più vicino non geograficamente, ma dal punto di vista dell’architettura di rete. Questo solitamente garantisce velocità di download più elevate e tempi di latenza più bassi.

Allo stesso modo, prediligendo computer più facilmente raggiungibili perché per esempio serviti dal nostro stesso ISP, otteniamo velocità migliori. Dal punto di vista dell’ISP, la concentrazione del traffico all’interno del proprio network, abbassa i costi di interfacciamento con altre reti (solitamente tariffati a volume) e ottimizza le prestazioni.

In attesa di provarlo, posso anticiparvi che l’autore dell’articolo citato ha sperimentato un notevole incremento di prestazioni dal primo file messo a scaricare (legalmente!) dopo l’installazione del plugin.

Fonte: DailyTech

6 Commenti »

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  • # 1
    luca
     scrive: 

    Purtroppo, almeno per quanto attiene ai sistemi M$, lo stack tcp/ip limita già di suo il max. numero di connessioni contemporanee ed induce l’event ID 524 nel registro di sistema. Creando non poche limitazioni alla capacità di generare traffico da un sistema “client” e questo, non vale solo per il p2p, ma per qualsiasi protocollo di trasmissione. La M$ adduce fantomatiche ragioni di sicurezza ma, 2o me, ci sono sotto ben altre ragioni di carattere commerciale.

    Luca

  • # 2
    Pikazul
     scrive: 

    In realtà quella limitazione non riguarda le connessioni attive ma le connessioni half-open, che è una cosa ben diversa, e dopo diversi test hanno riscontrato che questa limitazione comincia ad avere un impatto significativo sulla velocità di download solo se si hanno diverse centinaia di torrent attivi contemporaneamente, ed in gran parte l’impatto è sulla velocità iniziale, non quella a “regime”, dove il numero di connessioni da aprire ogni secondo è sempre ridotto.
    Ad aver effettuato i test è l’autore di utorrent, quindi non il primo che passa ;) (Ed il test è stato condotto molto prima che utorrent venisse acquisito, tanto per non destare dubbi)

  • # 3
    Diego
     scrive: 

    Soluzione interessante…

    In ogni caso per chi ha problemi di traffic shaping applicati dal proprio ISP un ottimo rimedio è la crittografia sui pacchetti:
    http://www.montellug.it/wiki/index.php/Scaricare_una_distribuzione_con_bittorrent

  • # 4
    luca
     scrive: 

    @Pikazul

    hai ragione sulla questione half-open. Però fatto sta che a me è capitato più volte l’event ID citato nel registro durante connessioni p2p. Questo significa che, perlomeno momentaneamente, la mia capacità di downlaod è stata limitata dall’OS. Almeno io la interpreto così.

  • # 5
    Lanfi
     scrive: 

    Ma dite che è solo per azureus? A me andrebbe di provarlo…ma per ora sono un fedelissimo di utorrent!

  • # 6
    MediaDefender attacca una WebTV - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] derivare vantaggi significativi nel decongestionamento della rete: in questo senso BT offre – come raccontatovi qualche giorno fa – anche la capacità di preferire fonti più vicine (secondo la topologia della rete) al punto da […]

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