di  -  giovedì 15 maggio 2008

Una ricerca commissionata da Western Digital e avente come campione utenti di Francia, Inghilterra, Germania, Italia e Spagna, rivela che nei dischi fissi degli utenti sono conservati in media 5.35 anni di documenti, fotografie, filmati, email etc.

Nella stessa ricerca viene rimarcato che il backup è effettuato solo da una minoranza: circa il 60% continua ad affidarsi al proprio angelo custode per la protezione dei dati.

La relativa impopolarità del processo di backup – che non impedisce alla vita media dei dati conservati di superare la ragguardevole soglia di 5 anni – è solo uno degli aspetti relativi alla conservazione dei dati digitali.

In tempi in cui viene prodotta una mole sempre più colossale di dati digitali, la quasi totalità dei quali è conservata in formati proprietari, c’è da preoccuparsi seriamente non solo della loro conservazione, ma della loro accessibilità in prospettiva futura.

Fra formati che potrebbero estinguersi, danni causati da rotture di hard disk e “cottura” di supporti magnetici ed ottici, potremmo trovarci con facilità estrema a perdere una quantità di dati equivalente a quella che i nostri nonni o genitori avrebbero perso solo nel caso di un incendio o una catastrofe naturale.

Malgrado i continui moniti di coloro che vogliono venderci altri hard disk per fare più backup, il problema della conservazione delle nostre “vite digitalizzate” è lungi dall’essere risolto e anzi, potremmo ritrovarci fra qualche decennio a guardare ancora le foto cartacee di quando non ancora camminavamo, e rimpiangere amaramente l’inaccessibilità o la perdita fisica di quelle digitali scattate nei giorni dell’università.

19 Commenti »

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  • # 1
    Sandman
     scrive: 

    è proprio x questo che ho un hard disk interno ed uno esterno di backup tutti e due da 500gb e ogni 15giorni faccio la sincronizzazione…e comunque x sicurezza quello interno lo cambio ogni due anni (e ogni volta in genere lo compro sempre più capiente)

  • # 2
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Anch’io “per non saper né leggere né scrivere” cambio gli hard disk ogni anno. Il punto è che questo non previene la possibilità che uno sbalzo di tensione li tosti anche belli e nuovi, e comunque non mi da la sicurezza che fra vent’anni ci saranno ancora applicativi in grado di gestire i documenti che oggi uso. Per capire la gravità del problema proviamo a fare un attimo mente locale sulle applicazioni di vent’anni fa: quante di queste sono sopravvissute? Chi avesse scritto la sua tesi di laurea con l’ottimo Cloanto C1 Text per Amiga, oggi riuscirebbe ad aprirla?

  • # 3
    BrightSoul
     scrive: 

    Col passare del tempo affideremo sempre più dati a servizi di storage online, penseranno loro a fare il backup in maniera professionale e gratuita per gli utenti. Vedi per esempio già oggi il motto di Gmail: “Con più di millemila megabyte (e oltre) di spazio libero gratuito a disposizione non avrai più bisogno di eliminare messaggi.”

  • # 4
    Sandman
     scrive: 

    ma va la questo problema è inesistente! se tieni due hard disk come me anche se ti si fulmina quello interno c’è sempre quello esterno ed è impossibile che proprio mentre ti si è fulminato il primo non vada neanche l’altro…
    x il discorso applicazioni semplice non credo che uno tenga via dei dati e per anni non se li riguardi più…ad ogni utilizzo li aggiorni e al giorno d’pggi poi c’è la possibili di fare sempre il trasporto dei dati da un programma all’altro cambiando l’estensione del file nel salvataggio quindi se hai scritto un file con un programma e questo comincia a diventare obsoleto fai il porting prima che sia troppo tardi…bhè se poi prendi i tuoi dati di 20anni fa e non li hai mai aperti e pretendi solo ora di poterteli riguardare senza tener conto che applicazioni di vent’anni fa non ci sono più bhè allora scusa ma sei un pir….

  • # 5
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @brightsoul
    La vedo dura… io a casa ho complessivamente più di 2Tb di dati, inclusi alcuni backup. Google desktop mi indicizza (escludendo le mail) circa 420.000 documenti. Solo per trasferire tutta questa roba con 320Kbit di upstream diventerei vecchio. Ammesso e non concesso che ci sia qualcuno pronto ad ospitarli gratuitamente online.
    Certo, non è tutta roba “strettamente indispensabile”, ma più cresce il volume e più difficile è distinguere l’utile dal futile.

  • # 6
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @Sandman
    Mica detto che devi essere per forza un fesso: io lavoravo in un’azienda che in un file server aveva decine di migliaia di documenti, dai primi giorni al presente. Quando hai a che fare con 100/200.000 file, editati da applicazioni diverse, magari corrotti dal passaggio da un server all’altro o da qualche problema su un vecchio disco, non è mica facile pianificare il ciclo di vita esatto. E poi 99 su 100 proprio il giorno in cui ti serve quel particolare file ti accorgi di averlo perso…

  • # 7
    Sandman
     scrive: 

    ma io ovviamente parlavo dell’utilizzo della gente comune…come nell’articolo non di casi particolari come il tuo con utilizzo server e 200.000file!

  • # 8
    mirko
     scrive: 

    l’hd non mi da molto affidamento.. è comunque un supporto magnetico.. e col tempo decade..
    Molto meglio il DVD non riscrivibile, dove il dato viene fissato tramite interruzione (bruciatura) di diodi sullo strato del disco. Quelli.. non si smagnetizzano.
    Poi c’è la versione “botte di ferro”.. HD di backup + DVD.
    Evvai di spazio fisico occupato.

  • # 9
    max
     scrive: 

    Il problema è serio.
    Nella nostra casa editrice molti volumi sono stati salvati su CD e oggi, dopo 6/8 anni, i dati risultano illeggibili per il decadimento del supporto (soprattutto con i Sony).
    Oggi salviamo su tre supporti: HD delle workstation, copia sul server centrale con sincronizzazione oraria, copia di backup su DVD.

  • # 10
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Aggiungi pure che quando si tratta di fare recupero dati ti staccano fatture da farti tremare i polsi…

  • # 11
    AlessioF
     scrive: 

    @ Mirko: prova a rileggere ora TUTTO il primo DVD che hai masterizzato…

    Max conferma la mia ipotesi. Ma sei max Z?

    In ogni caso visti i problemi che accadono con CD e DVD, di solito tento di andare sul sicuro con:
    Raid1
    HD esterno
    DVDs

  • # 12
    Pleg
     scrive: 

    @ mirko

    I DVD non si smagnetizzano… decadono chimicamente :-) “Bruciare” significa che hai un composto chimico che cambia proprieta’ (si scurisce) grazie a processi fotochimici, ma altri processi chimici nel tempo possono corrompere i dati; non sono cosi’ sicuri. Penso che i DVD che compri invece siano molto piu’ robusti, se ricordo bene non e’ un processo fotochimico ma vengono proprio “stampati” con i loro bei pit e land, e quelli se non li graffi credo durino veramente a lungo.

  • # 13
    Paganetor
     scrive: 

    be’, avere più copie sicuramente aiuta ;)

    per conto mio (non ho tonnellate di roba, diciamo poco più di 100 giga tra foto e documenti) tengo tutto sul mio PC, una copia su HD esterno e una copia su HD del computer della mia ragazza (in un’altra casa).

    Sto moderatamente tranquillo ;-)

  • # 14
    Enrico
     scrive: 

    Io vorrei dire una cosa sull’argomento: Dio benedica gli emulatori e l’open source.

    Riguardo alla questione del backup, tutti i dati nel pc a cui tengo li sincronizzo sull’hd esterno, per il resto mi affido esclusivamente a Verbatim Crystal SuperAZO, che con un nome così lungo e complicaro almeno una 50ina d’anni dovrebbero tenere, poi vedremo…

  • # 15
    Mister24
     scrive: 

    A Sandman:
    Secondo me il problema riguarda anche gli utenti tradizionali, ad esempio non ti capita mai di riprendere le foto della tua infanzia e sfogliarle?
    Ora facciamo il backup delle foto su dvd e li accatastiamo dentro qualche mobile, tra qualche anno vorremmo riguardarci questi ricordi e ci accorgeremmo che i dvd saranno tecnologia obsoleta come lo sono oggi i floppy e saranno ricordi persi.
    Ammesso che i dvd si conservino per così tanti anni.
    Il problema della notizia è molto importante, la tecnologia fa passi da gigante sfornando ogni giorno memorie sempre maggiori, ma non si pone il problema della obsolescenza.

  • # 16
    Amiga Forever
     scrive: 

    > Chi avesse scritto la sua tesi di laurea con l’ottimo Cloanto
    > C1 Text per Amiga, oggi riuscirebbe ad aprirla?

    Sicuramente sì, in quanto la Cloanto per garantire questa continuità ai suoi utenti ha:

    1) Rilevato i diritti Commodore/Amiga

    2) Offre un Amiga emulato con convertitore “AmiToRTF” che esporta anche i file C1-Text in formato RTF (http://www.amigaforever.com)

    3) Offre un servizio di lettura e conversione dei dischetti fisici (i floppy Amiga non sono infatti leggibili dai normalli drive per PC, v. http://www.amigaforever.com/dataconversion/)

    4) In casi eccezionali può recuperare anche dati crittati

  • # 17
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Grazie per la risposta. Relativamente al punto 1), potreste cortesemente meglio specificare? So per certo che avete acquisito i diritti sul marchio Workbench (causa scadenza e mancato rinnovo da parte di Amiga Inc, se non ricordo male), e avete i diritti di distribuzione delle immagini di ROM e dischetti del Workbench (e accessori) per il pacchetto Amiga Forever. Siete in possesso di altri diritti? Eventualmente, di quali?

  • # 18
    Max
     scrive: 

    “causa scadenza e mancato rinnovo da parte di Amiga Inc” seppur citato in qualche forum italiano mi pare una bufala, per due motivi:

    – Da una ricerca su http://www.uspto.gov direi che non ci sono registrazioni “Workbench” (scadute o meno) di Commodore/Amiga, che peraltro ha sempre precisato che per loro “Workbench” non era il nome del sistema operativo

    – Diversamente dai domini internet, un marchio registrato scaduto non può essere registrato da altri (se anche non fosse diventato generico, l’uso del proprietario originale precluderebbe una nuova registrazione da parte di terzi)

    Piuttosto (e in risposta alla domanda):

    – Tra Amiga e Cloanto ci sono stati degli accordi

    – Cloanto è proprietaria dei copyright Amiga

    Fonte:

    https://sites.google.com/site/amigadocuments/#TOC-Cloanto

  • # 19
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    L’ho letto anche su AmigaWorld. Comunque da una rapida ricerca ho trovato questi:

    http://trademarks.justia.com/789/07/workbench-78907083.html
    http://www.amigaforever.com/news-events/classic-support-3-1/
    http://cloanto.com/legal/

    Per cui la mia precedente affermazione risulta in parte vera (non c’è traccia di una precedente registrazione da parte di Amiga Inc.).

    Riguardo ai copyright Amiga, invece, i documenti che hai riportato non sono chiari. Sono più chiare le informazioni riportate nel sito di Cloanto.

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