di  -  martedì 28 giugno 2011

Dopo alcuni post su temi vari (temi già sviluppati in precedenza con serie di post tematici), quest’oggi ci ricolleghiamo alla discussione sul Sistema Elettrico Nazionale (affrontata in questi post: 1 e 2), andando ad analizzare i dati forniti da Terna sul fabbisogno energetico Italiano e sulla produzione adottata per soddisfarlo.

“RIASSUNTO” DELLE SCORSE PUNTATE

Nel primo post sul Sistema Elettrico Nazionale, come già indicato in quell’occasione, sono stati ripresi quei concetti basilari legati alla produzione di energia elettrica quali il diagramma di carico, le problematiche legate alla produzione “just in time”  dell’energia e la conseguente necessaria coabitazione di diverse tipologie di impianti operanti in stretta sinergia e coordinamento tra loro.

Nel secondo post invece si entrava più in dettaglio sulle caratteristiche delle singole soluzioni impiantistiche, e si proseguiva con un’analisi sulla collocazione delle fonti rinnovabili e del nucleare, per caratteristiche impiantistiche, in tale sistema elettrico.

Ora proseguiremo nel valutare alcuni dati energetici del Sistema Elettrico Italiano in modo da potere successivamente sviluppare, al termine della serie di post che caratterizzeranno questo macro argomento, le dovute considerazioni anche in riferimento agli scenari di sviluppo ed a contesti di risparmio energetico dei vari tipi di utenze.

ENERGIA IN ITALIA – LO SCENARIO

Un’analisi dello scenario energetico nazionale può venire condotta esaminando i dati forniti dal gestore della rete, dati che al momento sono disponibili fino all’anno 2009 compreso, pertanto l’analisi, soprattutto riguardo la quota di energie rinnovabili sul totale, non risulta aggiornata, anche se lo scenario (aldilà di piccole variazioni percentuali) rimane complessivamente invariato.

In riferimento al 2009 i consumi complessivi sono stati pari a 337.601 GWh di Energia Elettrica, cifra complessiva che tiene conto anche dell’energia spesa per i pompaggi e per il funzionamento degli impianti di produzioni stessi, pertanto non rappresenta la sola energia richiesta dalle utenze propriamente dette.

Di questi consumi, una quota del 13,5% è rappresentata da importazioni di energia dall’estero, mentre dalla produzione Italiana bisogna considerare una piccola quota rappresentante le esportazioni di energia.

Complessivamente, sottraendo gli autoconsumi (11.534,4 GWh) ed i pompaggi (5.798,2 GWh), la richiesta di energia elettrica è stata pari a 326.067 GWh, dei quali un valore stimato pari a 20.353 GWh rappresenta le perdite delle reti di trasmissione.

Considerando anche la cessione di energia in rete verso l’estero (2.111,4 GWh), si ottiene la “richiesta nazionale di energia elettrica” che ammonta per il 2009 a 320.268,4 GWh.

Attraverso il dato delle perdite di rete, si può valutare quale risulta essere, al 2009, il rendimento medio della rete di trasmissione, e svolgendo i calcoli si ottiene un valore pari al 93,6%.

La suddivisione al 2009 delle fonti primarie per la produzione di energia elettrica indicava uno scenario così composto:

  • Impianti Termoelettrici – 65,7%
  • Fonti Rinnovabili – 20,8 %
  • Importazioni – 13,5%

La richiesta (e la conseguente produzione) di energia elettrica nel corso degli anni ha subito sostanzialmente un continuo incremento, interrotto nel 2008 in corrispondenza della grave crisi internazionale, la quale ha influito anche sul fronte energetico riducendo le richieste soprattutto dell’industria.

Un diagramma che rappresenta un riassunto dal 1950 al 2009 di tale scenario, mostrando inoltre la suddivisione per fonte di approvvigionamento, è il seguente:

(immagine tratta da Wikipedia)

Dal diagramma si può notare come la quota idroelettrica sia rimasta sostanzialmente immutata, indice del completo sfruttamento dei grossi impianti possibili sul nostro territorio, e di come la quota termoelettrica abbia subito un incremento notevole, seguita dall’aumento della quota di importazione, mentre il geotermico è rimasto sostanzialmente costante.

Risulta presente inoltre, per gli anni nei quali è stata disponibile, la quota elettronucleare, e si può individuare anche il contributo dell’energia eolica, mentre la quota fotovoltaica, seppure presente (al 2009 si avevano 1142 MW di potenza di picco installata per una produzione di energia pari a 676,5 GWh mentre al 2011 la potenza cumulata degli impianti connessi in rete è pari a 5560MW), per motivi di scala (sul totale al 2009 è lo 0,2%) non risulta visibile.

Di queste percentuali e della loro composizione dettagliata ne parleremo lunedì prossimo nel prossimo post, nel quale esamineremo più in dettaglio le fonti primarie ed il loro impiego nei vari impianti, per poi andare a completare il quadro in post successivi parlando di scenari di sviluppo e di risparmio energetico nei vari settori.

Anche per oggi è tutto, vi rinnovo l’appuntamento a lunedì prossimo, sempre su AppuntiDigitali, sempre con la rubrica Energia e Futuro.

37 Commenti »

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  • # 1
    Pozzame
     scrive: 

    Scusa se vado un pochino OT, ma quel crollo dal 2006/2007 in avanti a cosa è dovuto??
    La crisi?
    È davvero impressionante, ad occhio sono circa 4.000 GWh in meno rispetto alla proiezione, più o meno il 14% del totale… O_O
    A cosa è dovuta una tale drastica riduzione di consumo energetico?
    Sopratutto considerando che il resto del mondo non mi pare abbia avuto un tale collasso (o sbaglio)…

  • # 2
    Mortimer86
     scrive: 

    Se non ho capito male nel 2009 avevamo pannelli fotovoltaici installati per 1142MW-picco, mentre adesso ve ne sono 5560MW-picco, cioè 4,868 volte la potenza installata nel 2009.
    A rigor di logica nel 2011 si dovrebbe avere una produzione di 3293GWh (4,868×676,5GWh prodotti nel 2009) che rappresenterebbe il ragguardevole traguardo dell’1% della richiesta nazionale di energia elettrica del 2009.
    Ho sbagliato i conti?
    Perchè l’1% della richiesta nazionale soltanto con il fotovoltaico non mi sembra un pessimo risultato (calcolando che si voleva raggiungere il 25% con 10 reattori nucleari fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_nucleare_in_Italia#La_ripresa_del_dibattito_sul_nucleare_.282008-2011.29 ), andrebbe rapportato con i costi sostenuti per raggiungere tale traguardo.

  • # 3
    Volfied
     scrive: 

    @Mortimer86
    Direi che si fa in fretta:
    5560Mwp = 5560000Kwp
    Mettendo un prezzaccio di 3K€ per ogni Kwp installato, che in realtà sappiamo che prima del 2009 i pannelli costavano molto di piu di ora, mentre ora sono diminuiti, ma cmq l’installazione è superiore a 3K€ per Kwp installato, otteniamo 16,680Miliardi di euro per avere 1% di energia incostante che non puo sostituire i fossili ed è un calcolo enormemente per difetto :)
    Se poi consideriamo che un pannello costruito oggi, tra 20 anni produrrà il 20% in meno di energia, siamo a posto ^^

  • # 4
    N1
     scrive: 

    Non me ne vogliano tutti quelli che hanno votato NO al nucleare nell’ultimo referendum ma se avessero attaccato questo grafico ai muri per tempo, magari cambiava qualcosa.
    I conti fatti da Volfied sono ragionevoli, abbastanza intuitivi e parlano da soli.
    Per quanto mi riguarda sono 3/4 anni che mi rifiuto di installare panelli solari sul tetto del capannone proprio x la “puzza” di spreco energetico e di conseguenza, ecologico.
    Aggiungo che sempre per conto mio, seguendo lo stesso raginamento di efficenza, darei l’assenso alla costruzione di una centrale atomica nel mio giardino se non fosse che qui in Italia far fare i lavori allo stato da zero garanzie.
    Per concludere quindi non mi resta che fare una domanda:
    Quando verrebbe ad incidere la conversione o costruzione exnovo di impianti a combustibile fossile ecologici e il più possibile efficienti?

  • # 5
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Pozzame

    Quel crollo è dovuto sostanzialmente alla crisi… basti pensare alle attività industriali che hanno chiuso o delocalizzato gli impianti

    @ Mortimer86

    Ora non c’è 4868 volte la potenza del 2009, ma 4868MWp in più… ovvero circa il quintuplo… (ma da ciò che scrivi dopo immagino sia stato un semplice errore)… comunque a me l’1% sembra davvero ben poco per potere essere soddisfatti… e sui costi direi che è meglio evitare perché si entra nel discorso degli incentivi che falsano i valori in gioco… comunque come idea di massima i conti di Volfied vanno più che bene…

    @ N1

    Premettendo che questo post non vuole essere stimolante allo scontro tra nucleare – rinnovabili, di analisi del genere su AD e su questa rubrica ne ho fatte molte in quasi due anni di post… per un sacco di tempo si leggevano persino commenti su un presunto rendimento scadente della rete (il 94% circa non mi sembra così scadente) e così via… quando non si vuole analizzare la realtà c’è sempre spazio per gli slogan… ma poi rimane sempre e solo la realtà con i suoi problemi insoluti…

    Arrivando alla tua domanda… gli impianti moderni vengono realizzati al meglio della tecnologia disponibile al tempo del progetto, ed ottimizzati per quanto possibile ai successivi miglioramenti della stessa che si sono resi disponibili successivamente durante la realizzazione… pertanto i nuovi impianti sono piuttosto validi, e questo ha portato un notevole incremento del rendimento medio di produzione… per il resto, salvo eccezioni concesse dalla normativa, tutti gli impianti devono venire aggiornati nei sistemi di trattamento delle emissioni per rispettare le normative… non dimentichiamo inoltre che nuovi impianti nascono anche in sostituzione di vecchi impianti

  • # 6
    pleg
     scrive: 

    Simone, mi sa che anche tu, come me, sei affetto da “sindrome da separatore di decimali” :)

    Mortimer86 ha scritto “quattro-virgola-868″, che e’ il valore corretto; immagino che tu (come me) lo scriveresti “4.868”, distorsione professionale dovuta alla lettura di troppi paper in lingua inglese, dove il separatore dei decimali e’ il punto e non la virgola :) ma temo che in italiano si dovrebbe scrivere “4,868” (che in effetti ormai anch’io, alla prima occhiata, ho letto “quattromila” ecc.)

  • # 7
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ pleg

    Hai perfettamente ragione… ed alla fine tra calura estiva e tra punti e virgole ci si incasina in un attimo!!!

    @ mortimer86

    Scusami… confusione e svista mia!!!

  • # 8
    luciano giustini
     scrive: 

    Ad alcuni commentatori sprovveduti si dimentica che il nucleare ha un piccolo problema: l’enorme impatto ambientale. Il costo per il fotovoltaico è maggiore ma è una tecnologia con un impatto incredibilmente inferiore. E’ per questo che il sole (e la fusione nucleare, ca va sans dire) è il futuro, mentre la fissione nucleare è solo una cosa che dobbiamo gestire, cercando di fare meno danni possibile, e che non ha nessun futuro.

  • # 9
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ luciano giustini

    premettendo che questo non è un post pro/contro il nucleare, definire “sprovveduti” coloro che lo considerano come una risorsa permette, per il principio della coerenza, di ritenere “sprovveduti” anche tutti coloro che non lo ritengono tale… ognuno evidentemente vede nei vari pro e contro un peso ed un’importanza differente… definirli sprovveduti è alquanto superficiale…

    Che poi il sole e la fusione siano il futuro chi può saperlo… immagino che il lettore abbia ben presente le problematiche ed i pericoli che tale tecnologia presenta… perché non è mica così banale e semplice come la si racconta in giro… per il resto di parole, pensieri, considerazioni, sulla rete se ne leggono tanti… molto giornalismo… davvero poca scienza…

  • # 10
    dema86
     scrive: 

    commento veloce solo per ringraziare l’autore, dell’articolo la cosa più interessante per conto mio è il dato di efficienza della rete, dato che normalmente non si vedono molto in giro su discussioni che trattano la materia.
    Si potrebbe avere magari un link per approfondire il metodo usato nella stima?

  • # 11
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ dema86

    Semplicemente i dati Terna:

    http://www.terna.it/LinkClick.aspx?fileticket=VwAE%2bmEq1B4%3d&tabid=418&mid=2501

    In realtà la mia indicazione di “stimate” è fuorviante, scrivendo il post non ci ho badato… il valore viene fornito da Terna direttamente, penso in base alla misura diretta ed a valutazioni che però non conosco…

  • # 12
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Ottimo articolo, come sempre.

    @N1: non sarebbe cambiato niente. Chi non vuol vedere avrebbe continuato a non farlo. Vedi il commento di luciano, che parla di impatto ambientale quando l’energia che produciamo oggi col termoelettrico sta devastando il pianeta a causa dell’enorme impatto che ha. Ma la fonte “brutta e cattiva” rimane soltanto una: quella che colpisce di più l’immaginario collettivo del popolo che si lascia facilmente impressionare sull’onda dell’emotività.

  • # 13
    Hannibal
     scrive: 

    Grazie a Simone per il post interessante.
    Non so se lo conoscete ma qui http://www.terna.it/default.aspx?tabid=1024 è possibile vedere il fabbisogno stimato e consuntivato in diretta della domanda elettrica in Italì.

    @Cesare
    Oltre al “popolino” di cui parli tu, che si lascia facilmente impressionare sull’onda dell’emotività, c’è anche un altro “popolino” che si fa abbindolare dai proclami di un fantasmagorico ritorno al nucleare che, in concreto, ha ben poco di credibile. Luciano parla di futuro ed io, come lui, e come un bel gruzzoletto di persone per nostra fortuna, non crediamo che il nucleare, con i suoi problemi cronicamente irrisolti, lo rappresentino. Personalmente non mi sono fatto impressionare emotivamente, anzi, ho studiato – nei limiti delle mie possibilità, e mi sono fatto un’opinione. Tu?

    Ps: mi mancano i tuoi articoli su ARM, con tutte queste novità sarebbe interessante saperne un po’ di più.

  • # 14
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Degli ARM ho scritto praticamente tutto, a parte i Cortex A9 (che non mettono così tanta carne sul fuoco da giustificare un intero articolo a loro dedicato, IMHO).

    In futuro tratterò altri processori (Itanium, Alpha, MIPS e SPARC penso sia un dovere), ma al momento sto lavorando ad altro. :P

    Riguardo al topic, ho perso un’enorme quantità di tempo a documentarmi, ma quante persone pensi che ne abbiano speso una frazione per fare lo stesso?

    Siamo seri: al popolino bastano le sciagure sensazionalistiche, persino inventate, per “decidere” . Aspetto ancora la famigerata “nube radioattiva” che sarebbe arrivata da noi; qualcuno mi avvisi quando la vedrà col suo “caratteristico” e minaccioso colore rosso.

    La verità è che io e tu siamo delle mosche bianche, e su tutti e per tutti ha deciso l’emotività…

  • # 15
    Giacomo
     scrive: 

    Il futuro si chiama risparmio di energia, ed il presente, ed evitare di sprecare l’energia come è successo in passato e continua a succedere. Il consumo di energia non deve aumentare sempre, se puoi fare le stesse cose di prima con la metà dell’energia grazie alla tecnologia. In questo in Italia si è fatto qualcosa ma sul fronte dell’incremento dell’efficienza ci sono ottime prospettive. Sul nucleare ha prevalso il buon senso

  • # 16
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Giacomo

    Il risparmio è una delle parti della ricetta… non la ricetta… perché la popolazione cresce e con essa i bisogni da soddisfare… e per quanto tu possa risparmiare restano sempre i consumi industriali… ma sono argomenti che, come anticipato nel post, verranno affrontati nel seguito… comunque “la metà” è pura utopia…

    Sul nucleare ha prevalso il buon senso

    Quello che per te è buonsenso per altri non lo è… e sull’effetto voto direi che c’è poco da sorridere da ambo le parti… basta fare i conti:

    Quesito 3 – Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio di energia elettrica nucleare
    Affluenza: 57,01 (dato sceso al 54,79% considerando i voti degli italiani all’estero)
    Risultati dello scrutinio: ‘Sì’ 25.643.652 (94,05 %) – ‘No’ 1.622.090 (5,95 %)

    49.764.085 elettori (forse c’è qualche unità in più od in meno… il totale è frutto di un calcolo mio)-> 25643652 SI, il resto astenuti o NO mi sembra mostrino si una maggioranza, ma forse non così schiacciante… evidentemente le cose sono due… o poco più del 50% dei cittadini ha il buon senso, oppure lo possiede quel poco meno del 50%… che quantomeno sicuramente in parte aveva un’idea ed in parte voleva capire meglio e non lasciarsi trasportare dall’emozione prima di decidere… e se di manifestazioni antinucleari se ne sono viste, di discussioni pronucleari con occupazione di suolo pubblico, apparizione negli stadi e sceneggiate simili non mi pare se ne siano viste… di sicuro il voto lascia il paese spaccato in due… forse era il caso di discuterne per un po’… il referendum si poteva fare anche dopo… magari il risultato sarebbe stato lo stesso ma si spera ci sarebbe stata più informazione

  • # 17
    Hannibal
     scrive: 

    @Simone
    Be’, non sono d’accordo. Prima del 13 marzo io ho visto decine e decine di dibattiti sul nucleare, per lo più fatti da soggetti che, indipendentemente dalla posizione, avevano ben poco da offrire come conoscenza al pubblico.
    Ho visto puntate di programmi “scientifici” sfacciatamente schierati e omertosi.
    Ho visto pubblicità in tv di forum che si proclamavano oggettivi ma che di oggettivo proponevano ben poco.
    Ho visto proclami, campagne politiche e tante tante sciocchezze dagli attivisti nuclearisti almeno quante ne ho viste di antinuclearisti.

    Per quanto riguarda le percentuali di voto non debbo dirlo io che un referendum tipicamente ha un affluenza bassa, oltretutto se fatto appositamente a seguito di una doppia tornata elettorale. Quindi quei numeri che snoccioli Simone sono un’affermazione netta e su questo non mi pare ci possano essere dubbi. Poi possiamo discutere sulla preparazione di chi è andato a votare e concordo con te che un sano dibattito non avrebbe che giovato a tutti.

  • # 18
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Considerato che il 75% della popolazione si fa influenzare dalla TV per le sue scelte (è una ricerca che è stata fatta qualche tempo), e che in TV e nei telegiornali in particolare c’è stato un monopolio dell’informazione anti-nucleare (godere delle disgrazie altrui e spararle grosse alimentandole a colpi di “scoop” fa audience), direi che l’effetto Fukushima ha vinto a mani basse.

    Che poi la cosa ridicola è continuare a parlare di pro e anti-nucleare, mettendo tra l’altro il nucleare in opposizione alle fonti “rinnovabili” (che rinnovabili non sono. Quanti si sono chiesti quanto inquina produrre un pannello? E cosa succede alla fine del suo ciclo di vita?), in una sorta di mutua esclusione che fa a botte con la logica.

    Il fabbisogno energetico di una nazione si deve soddisfare con scelte ponderate, non a colpi di slogan sensazionalistici e speculando sulle disgrazie del momento.

    Sarebbe stato meglio formare una commissione scientifica con esperti per esaminare TUTTI gli aspetti delle fonti energetiche disponibili (e per tutti intendo anche quanto inquinamento producono nell’ambiente, ad esempio, e quanti morti sono da esso causate) e vedere su quale MIX puntare per il nostro paese.

    Poi, una volta informata adeguatamente la popolazione, si sarebbe potuto procedere a un eventuale referendum. Perché scelte così importanti andrebbero fatte dati alla mano, non sfruttando l’emotività del momento.

    In questo ha sbagliato tutto il governo (vabbé, ci siamo abituati ormai), che al solito ha preferito imporre “di forza” il suo piano, grazie al potere concessogli dalla maggioranza che ha in parlamento. Era, tra l’altro, nel suo programma e aveva tutto il diritto di presentarlo, ma ci vuole intelligenza nel presentare un progetto del genere, e sappiamo bene che da quelle parti latita (parola di ministro, eh!).

    Comunque ormai “il dado è tratto”. Non so quanto senso abbia continuare a parlare di un evento che non si potrà cambiare (se non passano almeno 5 anni).

  • # 19
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Hannibal

    Io ho sentito, letto e visto quasi esclusivamente propaganda antinucleare, diretta ed indiretta anche attraverso l’uso opportunistico dell’informazione… dibattiti seri ben pochi… sul referendum poi è vero che generalmente l’affluenza è bassa, ma è anche vero che, seppur taciuti dai media tradizionali, i new media (ed abbiamo visto chiaramente quanto anche in Italia siano stati importanti nelle varie elezioni), le organizzazioni come Greenpeace (che di certo gode di un potere mediatico elevato) e gruppi di persone organizzate (immagino nati attraverso il tam tam su FB, forum, ecc) hanno davvero fatto una campagna molto forte… tra l’altro anche gli altri quesiti (soprattutto quello sull’acqua) sono stati presentati sotto toni a mio dire non proprio rappresentativi della realtà (ma stiamo andando OT) e questo la sua spinta la ha data… ci sono temi che tirano perché l’onda emotiva è forte (e direi che è innegabile che sul nucleare la spinta emotiva è stata forte)… che poi si sia raggiunto il quorum o meno direi che è sempre il caso di contare i numeri per potere fare valutazioni complete… il SI ha vinto e nessuno (tantomeno io) lo sta contestando, ma leggendo i numeri vedo un’Italia spaccata in due, e questo mi fa riflettere… come mi fa riflettere la pronuncia della corte su un testo di legge differente, che aveva pertanto il sapore (mio parere personale) di una “censura preventiva” sul tema nucleare…

    PS comunque nel post non si parlava di energia nucleare… le mie risposte sul tema sono nate dal alcuni commenti (#4-8-15) che hanno espresso considerazioni su tale argomento… pertanto le risposte erano necessarie, ma direi che ora possiamo tornare IT piuttosto che continuare ad oltranza una discussione pro/contro che non porterebbe a nulla

  • # 20
    Nicolò Sardo
     scrive: 

    Innanzi tutto grazie per questi splendidi articoli sul Sistema Elettrico Nazionale!

    Vorrei capire con che logica si addita il fotovoltaico, marchiandolo come fonte inquinante ( a causa dello smaltimento e produzione degli impianti), quando, ad oggi non esiste una nazione al mondo che abbia trovato una soluzione definitiva per lo smaltimento delle scorie derivanti dai processi di fissione…
    Se l’obbiettivo è trovare una fonte energetica che soddisfi nell’immediato la richiesta di energia, infischiandosene dell’eredità che lasceremo ai posteri, l’energia nucleare è la candidata ideale.
    Al contrario, il fotovoltaico, rappresenta il “male minore”, non è green ma lo è più del nucleare, è una strada a doppio senso, dalla quale si può tornare indietro.
    E poter tornare indietro, in attesa della Fonte Energetica Ideale, credo sia d’obbligo.
    Ci vuole programmazione, tavoli tecnici, ed è necessario svincolarsi dalle lobby per poter programmare il futuro di una nazione…ed io non vedo nulla di tutto ciò ogni volta che alzando lo sguardo in autostrada sui distributori di benzina vedo selve di pannelli fotovoltaici che generano introiti ( da me pagati) per le compagnie petrolifere.
    C’è qualcosa di assurdo in tutto ciò.
    Ma se proprio devo far arricchire l’Eni, preferisco farlo con un pannello di silicio che con una barra di uranio.

  • # 21
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Siamo già andati abbastanza OT, come ha ricordato Simone, e non voglio continuare qui in cui si parla di tutt’altro. Ti lascio soltanto un link: http://it.wikipedia.org/wiki/Rubbiatron

    Per il resto ne riparleremo sicuramente quando ci sarà un articolo sul tema, così evitiamo di inquinare questo.

  • # 22
    bobkelo
     scrive: 

    Ciao Simone,
    civilmente rispondo alle tue osservazioni
    sul nucleare e sul referendum e poi chiudo la parentesi
    (neanche tanto OT, si parla di scelte energetiche per l’italia);
    ti sottopongo due aspetti tecnici, cosi stiamo sull'”informazione”
    (e non sulla “propaganda”) come piace ad entrambi:

    – dai dati dei referendum devi sottrarre
    un’astensione fisiologica (non legata a convinzioni)
    del 25-30% (soprattutto persone che erano materialmente
    in città diverse da dove hanno la residenza,
    per sede di lavoro, di studio o per le vacanze,
    non potevano quindi decidere se votare o meno);
    figurati che un mio amico che aveva a cuore anche
    l’acqua si è impegnato per far iscrivere le persone
    fuori sede (es. studenti universitari) come
    rappresentanti di lista locali per poterli far votare..
    un impegno personale che secondo me gli fa onore per il tempo
    che ci ha messo e per il signicato simbolico della partecipazione;
    se fai i conti in questo modo (secondo i vari analisti è il modo
    corretto) la maggioranza dei contrari è molto chiara

    – ragioniamo sui costi delle tecnologie aggiornati al 2011:

    Nucleare:
    molto studi del 2011 (tra cui uno italiano dettagliatissimo
    che linko sotto) pongono il costo del nucleare
    a 8/9,5/12 cent/kwh senza includere lo smantellamento
    completo del sito (decommissiong green field)
    e lo stoccaggio complessivo delle scorie,
    io aggiungo che se conti anche questi termini
    (esternalità che vengono scaricate sullo Stato)
    il conto minimo minimo raddoppia (20-25 cent)
    come le previsioni per il decommissioning in inghilterra
    (80 miliardi previsti nel 2011, poi da aggiornarte,
    ma anche i dati per l’italia dicono le stesse cose)
    mostrano..peccato che nei dibattiti televisivi
    dificilmente si arrivi a questi dati cosi importanti;
    ci sono anche previsioni di debito pubblico
    alle stelle per la francia quando arriverà
    il momento di smantellare i suoi reattori,
    il debito della società elettrica verrà ripianato
    in tasse statali, che infrancia già ora sono altine;
    di questo problema ne ha accennato perfino Tremonti
    (persona che di solito non amo citare)

    – costo incidenti:
    la statistica aggiornata dice che al 2011
    abbiamo 5 noccioli e vasche stoccaggio su 570 impianti
    che hanno avuto meltdowm e rilascio materiali all’esterno,
    quasi 1% di rischio per ogni impianto di avere un incidente
    che poi può costare centinaia di miliardi
    (tepco prevede spesa di 300 miliardi, a cui mancano
    ancora il conto dei danni alla salute delle persone
    e i danni ambientali, difficili da calcolare);
    se mettiamo anche questo sfondiamo forse quota 30 cent per kw/h

    – fotovoltaico 2011:
    girano voci in rete (anche ilsole 24 ore)
    che i prezzi a giugno 2011 del kw/h fotovoltaico
    per l’italia siano nell’intervallo:

    – 4 cent (impianto a terra, grande, con inseguitore, in sicilia)
    – 20 cent (impianto fisso, piccolo, su tetto, al nord italia)
    (aggiungi 1-3 cent per il riciclaggio a fine impianto,
    un decommissioning molto ma molto agile)

    sono prezzi senza contare gli incentivi e in discesa ogni 6 mesi.

    Indipendentemente da cosa diciamo qui noi le rivoluzioni
    tecnologiche vanno avanti come treni (il giappone ricoprirà
    tutti i tetti, e della germania già abbiamo accennato)..
    anzi secondo me sarebbe il caso di parlare molto di più FV
    per diffondere la consapevolezza che proprio perchè sta per
    costare molto poco bisognerebbe pianificare qualche regola minima
    (limitazioni ai pannelli con cadmio?, precedenza ai tetti
    rispetto ai terreni?, evitare speculazuoni suipermessi?, ecc).

    Attendo con impazienza tuo articolo su risparmio energetico,
    altro tema che in Italia sarebbe bello fosse spinto di più.
    Buona giornata.

    http://www.aspoitalia.it/attachments/301_F_Meneguzzo%20-costo%20kWh%20FV%20-7%20giugno%202011-1.pdf

  • # 23
    joe.vanni
     scrive: 

    A TUTTI COLORO CHE SI INDIGNANO PER IL FOTOVOLTAICO, perchè non vi indignate con coloro che hanno fregato 60mila miliardi di lire dai CIP6, togliendoli allo sviluppo delle rinnovabili in Italia. Costoro sono qui tra noi , hanno nomi e cognomi.
    Finche i CIP6 se li fregavano petrolieri e inceneritori andava bene, ora se un un barlume di industria fotovoltaica comincia a svilupparsi non va bene..

    Ma siii …cambiamo il Conto energia ogni 6 mesi, così stronchiamo sul nascere chiunque abbia qualche velleità di fare un po’ di industria fotovoltaica nazionale . Negli indebitati USA a chi fa una fabbrica di fotovoltaico danno il 50% e nessuno si scandalizza. La Germania senza sole, che ha inventato il conto energia, è da sempre il primo mercato mondiale del fotovoltaico e non si fa problemi a installare 50 GW da qui al 2020 (pari al 10% del suo fabbisogno elettrico). Punta al 80% di export e da lavoro a 350.000 persone nel rinnovabile. Sarà un caso che la loro economia cresce del 5% all’anno? Mentre noi coltiviamo precari e disoccupati..

    Certo se i Cip 6 li avessimo sfruttati meglio potevamo essere noi leader del fotovoltaico. Siamo sempre in tempo a persistere negli errori..

    E poi le nuove frontiere del FV. Si parla di prototipi di film sottili, cioè a basso costo, con resa del 28% (doppio di adesso). Di vetri fotovoltaici, di facciate fotovoltaiche in lamiera per i capannoni (con colori personalizzabili). Gres fotovoltaici per facciate ventilate. E molto altro ancora..

    Parliamo dell’EOLICO OFF-SHORE. Noi abbiamo mari profondi e una tecnologia nuova da sviluppare che potrebbe darci in prospettiva un buon 10% del nostro fabbisogno elettrico, ma preferiamo tenere i cantieri navali fermi e pagare cassa integrazione..
    Come siamo masochisti.. che aspettiamo? che le facciano i tedeschi per comprarle da loro?

    Parliamo del GEOTERMICO che ci dà 1’% e siamo praticamente fermi da 100 anni . In USA e Islanda hanno sviluppato la tecnologia a ciclo chiuso che azzera ogni problema ambientale e noi ancora niente.
    Noi siamo i primi per risorse geotermiche in Europa; l‘ha detto ultimamente anche Rubbia che sarebbe il caso di muoverci. Tanto più che per la loro continuità le centrali geotermiche sono adatte per il carico base, quindi a sostituire il nucleare e il termoelettrico.

    Comunque sapete perché i nostri governanti sono tanto restii a investire e sviluppare le rinnovabili? O ad investire sul risparmio energetico?

    Elementare.. perché le rinnovabili non si possono tassare come i combustibili fossili, perché gli investimenti in ricerca sottraggono risorse al giro degli appalti.
    Perché se ipoteticamente si risparmiasse il 20 % di energia elettrica, diminuirebbero i fatturati delle compagnie, e le accise per lo stato.

  • # 24
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Nicolò Sardo

    Ciò che rappresenta il futuro spesso differisce da persona a persona… e mi pare che, a parte l’essere OT come aspetto rispetto al topic del post, sia già stato sviscerato abbastanza nei commenti per potere evitare di insistere su ciò

    @ bobkelo

    Il link lo hai postato più volte ed insistere mi sembra solo volerlo pubblicizzare in un post che parla di tutt’altro… e sai bene che ritengo quei conti piuttosto opinabili e discutibili (ne parlammo in passato… ripetermi ogni volta mi sembra inutile oltre che OT

    @ joe.vanni

    Fai delle considerazioni interessanti, ma come già detto e ripetuto, questo argomento è pienamente OT (oltre che ripetitivo di quanto detto tra i commenti in molti altri post)… tra l’altro sui numeri e business della Germania le cose sono pienamente note… la Germania produce tanta tecnologia rinnovabile e la rivende, ma con questa produce ben poca energia (a fronte di una potenza di picco installata ragguardevole, che purtroppo è solo un dato numerico ma non produttivo per le motivazioni esposte in diversi post precedenti)

    X tutti

    leggo spesso nei commenti riferimenti a questa o quella tecnologia… film sottile, eolico ecc… tutte cose già discusse ampiamente in post precedenti… le problematiche, i benefici e le discussioni su di esse sono già state fatte… riprendere nei commenti argomenti già trattati ampiamente serve solo a confondere le idee, perché non si può ridurre a poche righe ciò che richiede una trattazione ampia e dettagliata… cifre sparate là tanto per dare un numero creano solo illusioni… quantomeno le si riproponga sui post dove tali tecnologie sono state affrontate, in questo modo i lettori possono basare le proprie considerazioni su qualcosa di cui si sta parlando e riflettere sulla validità di ogni assunzione… spero di non dovermi ripetere anche la settimana prossima

  • # 25
    Pier
     scrive: 

    Credo che un buon metodo per affrontare un problema sia quello di osservarlo prescindendo dalla ‘emotività’ e dai preconcetti; coinvolgendo nel processo di risoluzione dello stesso mettendo in campo tutte le conoscenze di cui si è in possesso.
    Un problema economico può essere risolto con la matematica, la ragioneria, la sociologica, l’etica, ecc …. E’ ovvio che avremo tante soluzione diverse ! Forse sarebbe il caso che nell’affrontare le problematiche si cercasse di mettere in campo la totalità delle conoscenze acquisite(più se ne hanno meglio è).
    Scusate ma dico questo con cognizione di causa: lo faccio di mestiere …..
    Per quanto attiene all’energia io parto da alcune semplici considerazioni:
    1) Il nostro pianeta ha immense risorse energetiche
    2) Il sole irradia grandi quantità di energia
    3) Gli esseri umani, da bravi parassiti del sistema Terra, dovrebbero limitarsi ad usare la piccola parte di energia che necessita, senza uccidere l’organismo ospite
    4) L’energia non andrebbe usata “impropriamente” o sprecata
    Da queste semplici considerazioni per me è chiaro che per affrontare e risolvere il problema energia basterebbe la logica ed il buon senso (che purtroppo sono due qualità in via di estinzione, in primis nel mondo politico) unite alle necessarie conoscenze scientifiche e tecniche. Ovviamente bisogna anche indirizzare la ricerca in tal senso, anche se i ricercatori (basterebbero quelli Italiani) sarebbero già in grado di risolvere la maggior parte delle problematiche.
    Io avrei in mente una società in cui:
    A) dove necessario, scalda le case con il geotermico, liberando immense quantità di energia per altri usi
    B) L’illuminazione e gli elettrodomestici usassero una ridottissima percentuale di energia in virtù dell’estrema efficienza degli stessi
    C) L’energia necessaria alla autotrazione fosse ricavata da idrogeno, gas naturali, energia elettrica
    D) Il totale dell’energia elettrica necessaria fosse prodotta in grandissima percentuale da centrali solari (deserti della fascia equatoriale o sub-tropicale), arcipelaghi disabitati, ecc …; le altre quote potrebbero essere prodotte dall’idroelettrico, dall’eolico, dal geomagmatico, dallo sfruttamento dell’energia marina, dalle biomasse e dai tanti altri possibili.
    L’emissione del CO2 e degli altri veleni nell’atmosfera subirebbe un drastico ridimensionamento (così come gli utili di tante multinazionali) e potremmo vivere in un ambiente più sano.
    L’energia potrebbe costare un picoEuro al MW; ecco perché non vedremo mai uno scenario simile.
    (scusate l’iperbole; se poi qualcuno si limiterà a fissare il dito …. Pazienza !)
    Scusate se non mi sono neppure soffermato a disquisire sull’energia nucleare: la reputo non necessaria, piena di insidie e con tanti problemi irrisolti (scorie, ecc ….).
    Buon weekend a tutti.

  • # 26
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Pier

    Considerazioni interessantissime… ma non sei l’unico che “fa questo di mestiere”… e nonostante ciò spesso vengono fatte considerazioni sulle fonti diversissime… quindi direi che la situazione non si così semplice da risolvere…

    Per il resto che esponi ho già fatto considerazioni su grossomodo tutti i temi… personalmente condivido molto poco la fattibilità di quanto dici, considerazioni sull’idrogeno ad esempio ecc… ma siccome per l’ennesima volta stiamo andando OT (vorrei ricordare che il post mostra semplicemente lo scenario attuale, non parla di come soddisfare il fabbisogno… tra l’altro ricordo che molti temi sono stati già affrontati)

    Di queste percentuali e della loro composizione dettagliata ne parleremo lunedì prossimo nel prossimo post, nel quale esamineremo più in dettaglio le fonti primarie ed il loro impiego nei vari impianti, per poi andare a completare il quadro in post successivi parlando di scenari di sviluppo e di risparmio energetico nei vari settori.

    Mi devo aspettare per lunedì prossimo la stessa diatriba nucleare vs rinnovabili o riusciremo a discutere con minime divagazioni sul tema presentato?

  • # 27
    eugenio
     scrive: 

    @Simone Serra (Autore del post)

    ho letto con molto interesse le tabelle da te likate dei dati ufficiali terna ed una cosa mi ha lasciato perplesso…

    Pagina 16/17 (8/9 del pdf) Produzione di energia elettrica in Italia nel 2009: non esite alla voce fotovoltaico il dato relativo agli autoproduttori e, tecnicamente, tutti coloro che hanno installato degli impiati fotovoltaici sul tetto della propria abitazione dovrebbero esserlo O.o

    Può essere che tale dato si riferisca agli impianti fotovoltaici installati solo per la produzione “commerciale” e la vendita a terzi e che quindi il valore della produzione non comprenda la quota generata ed autoconsumata dall’utenza “domestica”?

  • # 28
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ eugenio

    Quel dato tiene conto della totalità degli impianti FV, compresi quelli per autoproduzione (non sono sicuro tenga conto di impianti non interconnessi in rete, che comunque rappresentano una parte trascurabile) connessi in rete

  • # 29
    Angela
     scrive: 

    Dalle centrali atomiche francesi l’Italia importa solo l’uno per cento dell’elettricità totale che consuma.
    Partiamo dal “fabbisogno nazionale lordo” e cioè dalla richiesta totale di energia elettrica in Italia. Nel 2009, secondo i dati pubblicati da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, è stato pari a circa 317.602 Gwh (Gigawatt/ora all’anno). Di questi, circa 278.880 Gwh (87,81%) sono stati prodotti internamente, in buona parte da centrali termoelettriche (77,4% delle produzione nazionale) che funzionano principalmente a gas (65,1% del totale termoelettrico), carbone (17,6%) e derivati petroliferi (7,1%): combustibili fossili, in larga parte importati. Il gas, che è la fonte più rilevante nel mix energetico italiano, arriva per il 90% dall’estero, soprattutto da Algeria (34,44% del totale importato), Russia (29,85%) e Libia (12,49%). La parte di fabbisogno non coperta dalla produzione nazionale viene importata, tramite elettrodotti, dai paesi confinanti.

    In tutto, nel 2009, sempre secondo i dati di Terna, abbiamo acquistato dall’estero circa 44.000 Gwh di energia, al netto dei 2.100 circa che abbiamo esportato. 10.701 Gwh ce li ha ceduti la Francia, 24.473 la Svizzera e 6.712 la Slovenia. Tre paesi ai nostri confini che producono elettricità anche con centrali nucleari. In base ai dati pubblicati dalla Iaea (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), la Francia produce il 75,17% dell’elettricità con il nucleare, la Svizzera il 39,50% e la Slovenia circa il 38%. In termini di Gwh questo significa che importiamo circa 8.000 Gwh di energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari francesi, 9.700 Gwh dalle centrali svizzere e 2.550 Gwh dall’unica centrale slovena. Quanto pesa quindi il nucleare estero sul fabbisogno italiano? Il conto è presto fatto. Basta dividere i Gwh nucleari importati mettendo a denominatore il fabbisogno nazionale lordo. Si scopre così che solo il 2,5% del fabbisogno nazionale è coperto dal nucleare francese, il 3,05% dal nucleare svizzero e lo 0,8% da quello sloveno.

    In realtà, se si considera il mix medio energetico nazionale calcolato dal Gestore servizi energetici (GSE) in collaborazione con Terna, la percentuale di energia nucleare effettivamente utilizzata in Italia è pari ad appena l’1,5% del totale. Se si scompone il dato, si scopre che il nucleare francese pesa per circa lo 0,6% sul mix energetico nazionale. Ma c’è un’altro dato da considerare. Consultando i dati pubblicati da Terna si scopre infatti che l’Italia dal punto di vista energetico è tecnicamente autosufficiente. Le nostre centrali (termoelettriche, idroelettriche, solari, eoliche, geotermiche) sono in grado di sviluppare una potenza totale di 101,45 GW, contro una richiesta massima storica di circa 56,8 GW (picco dell’estate 2007). Perché allora importiamo energia dall’estero? Perché conviene. Soprattutto di notte, quando l’elettricità prodotta dalle centrali nucleari, che strutturalmente non riescono a modulare la potenza prodotta, costa molto meno, perché l’offerta (che più o meno rimane costante) supera la domanda (che di notte scende). E quindi in Italia le centrali meno efficienti vengono spente di notte proprio perché diventa più conveniente comprare elettricità dall’estero.

    Fonte
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/25/leggende-nucleari-tutta-la-verita-sulfabbisogno-energetico-nazionale/100027/

  • # 30
    Pleg
     scrive: 

    Perche’ 2.5% + 3.05% + .8% = 1.5% ?

    (non me ne voglia Simone, non voglio alimentare discussioni off-topic, sono solo curioso di vedere come si fa a fare quell’addizione).

  • # 31
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Angela

    Bastava linkare la fonte senza riportare quanto da loro scritto, tra le altre cose, questo articolo de ilfattoquotidiano lo avevo già discusso (quantomeno in riferimento alla discussa autosufficienza energetica Italiana), pertanto si leggano i vecchi commenti ai precedenti post per capire il perché non impegniamo la potenza nominale, credo di averlo spiegato ampiamente già in passato, oltre ad avere spiegato come funziona il sistema elettrico… giusto non si dimentichi che tenere un impianto sottoutilizzato costa più di tenerlo operativo al massimo carico… ma forse nella redazione di quel giornale sono tutti ingegneri… 44000GWh diviso per l’energia richiesta al consumo fa circa il 12% (un po’ meno)… da lì non si scappa… sulle cifre divise, moltiplicate ecc poi salta fuori di tutto e si scopre che, come giustamente fa notare Pleg, 2.5+3.05+0.8% = 1.5%… davanti ad un conto così ineccepibile non trovo niente da ribattere, pertanto suggerisco di chiederlo agli ingegneri de ilfattoquotidiano il motivo di questa rivoluzione matematica e continuiamo pure lì la discussione pro/contro nucleare… qui vorrei parlare del topic del post…

  • # 32
    bobkelo
     scrive: 

    @ Simone
    ” Il link lo hai postato più volte..”

    Veramente proprio no..
    il link che ho postato con il commento 22# è un articolo
    fresco di data (7 giugno 2011) e soprattutto nuovo di contenuti,
    prima di “tranciare” negativamente il link prova ad aprirlo,
    se hai poco tempo salta ai grafici riassuntivi a pag.7 e pag. 8.

    Spiego meglio dove sta il punto.
    L’articolo stupisce perché mostra che già da Aprile a Giugno 2011
    i prezzi di pannelli fotovoltaici sono scesi ancora di costo:
    per impianti grandini al Sud Italia per un kwh prodotto
    con il Fotovoltaico calcola un costo di 4, 5, 6 centesimi di euro,
    costo inferiore non solo al nucleare ma forse anche al gas !!!!!!

    Ora vedi la novità? Un ribaltamento di credenze e di scenario
    (io ero rimasto ai 20 centesimi di euro di costo per kwh
    calcolati nel caso dell’impianto fotovoltaico attivato mesi
    fa da un amico nel Nord Italia e su un tetto di capannone).

    L’articolo di Aspoitalia indica tutti i parametri utilizzati per
    i calcoli, se si è scettici si possono analizzare in dettaglio,
    ma anche il Sole 24 ore (e perfino un intervista a Miccichè,
    altro personaggio che avrei fatto a meno di citare..vabbè)
    citano a Giugno costi analoghi parlando di impianti al Sud italia
    (per chiarezza ripeto che sono i costi calcolati senza incentivi)

    Ci tenevo a condividire qui su AD queste informazioni, tutto qui.
    Perché se confermate vanno rivisti molti luoghi comuni
    sui costi delle varie tecnologie, sennò falsiamo
    alla base la discussione sulle scelte energetiche.

    Buona domenica a tutti e discussioni sempre interessanti.

  • # 33
    bobkelo
     scrive: 

    @joe.vanni

    sulla Geotermia

    girano voci di una nuova generazione di geotermia da ideare
    (per capirci impianti industriali per cogenerazione,
    non le sonde per climatizzare gli appartamenti che già esistono)
    su terraferma e addirittura off-shore nel Tirreno nell’area
    intorno ai vulcani, che dovrebbe portare percentuali
    importanti di energia nel grafico discusso nell’articolo
    (c’è anche un blog un po’ incasinato sul sole 24 ore che
    ipotizza un risanamento dei bilanci economici italiani
    tramite l’energia derivante da questi progetti).

    Sarebbe interessante una discussione fatta qui su AD
    con l’autore e con commentatori del ramo, per capire se
    è fuffa o se tra qualche anno si concretizzerà, ma capisco
    che Simone ha tempo limitato e gli argomenti sono molti!

  • # 34
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ bobkelo

    Hai ragione… ho letto “Meneguzzo” ed ho pensato fosse quanto già avevo letto… tieni presente che materiale del genere mi ritrovo a leggerne e discuterne anche fuori da qui ed a volte di queste analisi che ritengo discutibili, complici anche certi nomi come autori (Meneguzzo) mi portano a stancarmi… ho poco da discutere a riguardo… con i numeri e con le analisi (e con la statistica poi si raggiunge un livello incredibile) si può mostrare anche che un asino può volare… ed intendo senza usare numeri e dati falsi… siccome AD non è luogo per dimostrare o screditare teorie, ognuno creda a ciò che vuole… di pubblicazioni sul tema energetico ne esistono tantissime, ed i numeri che si leggono raramente coincidono

  • # 35
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ bobkelo & joe.vanni

    Tempo permettendo parleremo anche di geotermia in queste pagine… non so quando ed in quale modalità… devo anche presentare una serie di post sul nucleare che ho in mente da un anno, ma per mancanza di tempo non riesco a scriverli… come ho detto tante volte, AD non è un lavoro, anche se certe volte impegna come un lavoro…

  • # 36
    iNoB
     scrive: 

    Scusate, mi intrometto solo per “svelare il mistero” del 2.5% + 3.05% + .8% = 1.5%, o per lo meno come io lo avevo interpretato quando mi si era posto il problema.
    L’ 1.5% deriva da questi dati del GSE
    http://www.gse.it/GSE%20Informa/pagine/FuelMix20082009.aspx
    in quanto il 69,2% dell’energia importata viene considerata rinnovabile, come specificato nelle note sotto la tabella.
    Possibile?
    Certo, dal momento che l’energia nucleare francese prodotta in eccesso di notte viene usata per riempire i bacini di accumulo in Svizzera, che poi la rivende a noi durante il giorno come idroelettrica e quindi rinnovabile.
    E l’equazione magica è risolta.

  • # 37
    Pleg
     scrive: 

    Ah ah fantastico, grazie, gran bella magia :)

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