di  -  venerdì 10 giugno 2011

Terzo appuntamento dedicato alla storia del DOS.

Gli anni ’90 e l’addio di Microsoft

Gli anni ‘90 si aprono all’insegna di Digital Research e del DR DOS 5.0, rilasciato a maggio del 1990, saltando così la release 4 per evitare confronti con la versione disastrosa di BigM.

Digital R. introduce diverse innovazioni interessanti: l’interfaccia grafica evoluta ViewMAX, basata su GEM (GUI della stessa DR antagonista di Windows), un tool per la cache del disco, una gestione nettamente migliorata della memoria e la sua ottimizzazione semi-automatica grazie al tool MemoryMax. E proprio l’ottimizzazione della memoria è uno dei fattori vincenti del nuovo sistema che grazie alla possibilità di caricare il Kernel e la cache del disco nella Memoria Alta (HMA), permette di liberare preziosa memoria convenzionale (primi 640Kb). Inoltre, su macchine i80386, il gestore di memoria EMS (oltre 1 MB) consente di caricare in esso  i driver di sistema liberando ulteriore memoria.

ViewMAX

La risposta di Microsoft arriva ad oltre un anno di distanza (giugno 1991) con l’MS-DOS 5 che vanta il più grosso processo di beta-testing mai realizzato fino ad allora, pensato per evitare il ripetersi del flop della versino precedente. La casa di Redmond riparte comunque dalla versione 4 del proprio sistema, riscrivendo le parti che hanno creato problemi ed inserendo una serie di utility derivate da prodotti terzi, tra cui l’Unformat e l’Undelete provenienti direttamente dai PC TOOLS di Central Point.

Come ci si poteva aspettare, la gestione della memoria viene completamente rivisto, un po’ sulla falsa riga del DR-DOS 5. Dalla possibilità di allocare parti del sistema e driver nella memoria Espansa (EMS) alla completa gestione della memoria Estesa (XMS) e della memoria alta (HMA). Tali modifiche vanno lette soprattutto nell’ottica di offrire il miglio sistema operativo per Windows 3.0, ormai proiettato alla conquista del mercato delle UI e che, paradossalmente, sembra funzionare meglio sul sistema Digital R. grazie alla maggiore quantità di memoria disponibile.

La versione 5 è anche la release che segna la definitiva separazione del DOS targato Microsoft dal DOS targato IBM, tant’è che quest’ultimo, proprio per rimarcare ciò, decide di rilasciare il PC-DOS 5.0 con alcuni giorni di ritardo ed annuncia che ne avrebbe curato direttamente lo sviluppo. Bisogna però evidenziare che le due versioni 5.0 originali sono praticamente identiche e l’unica cosa a differenziarle è il brand diverso collegabile alle due società.

promo per il lancio dell’MS-DOS 5 Upgrade Version

Entrambe le società rilasciano in proprio una serie di fix minori pensati per risolvere alcuni bug, soprattutto alle utility relative alla gestione dei file.

IBM DOS 5 Package

Nel frattempo Digital Research non resta certo a guardare e pochi mesi dopo dal rilascio della versione 5.0 del Dos concorrente, presenta DR DOS 6.0, il primo ad introdurre utility e ai tool in-bundle ottimizzati per lavorare in modo congiunto e trasparente rispetto al sistema stesso.

Digital R. raccoglie le funzionalità terze relative alla gestione dei dischi sotto l’acronimo DiskMax, sostanzialmenteSuperStor/DS, di AddStor, per la compressione on-fly, una utility per la Cache del Disco derivata dal popolare Super PC-Kwik e Diskopt, per la deframmentazione del disco.

La nuova creatura di Kildall introduce anche un nuovo modo di pensare all’undelete attraverso l’utility DelWatch in grado di tenere traccia dei file cancellati e facilitarne il recupero, sulla falsa riga del cestino di Windows/MacOS/OS-2. Inoltre si tratta del primo DOS ad implementare un’API per il multitasking sulle CPU capaci di gestire la memoria in modalità protetta (dall’ i286 in poi), utilizzabile direttamente dalle applicazioni DR-DOS appositamente progettate, e quindi non compatibili con gli altri DOS, o indirettamente in modalità preemptive grazie al tool di switching TaskMax (una sorta di TopView di IBM).

TaskMax

Il sistema di Digital R. è assolutamente superiore alla soluzione Microsoft/IBM, sia in fatto di stabilità che nella completezza degli strumenti in dotazione. Ciò mette in agitazione la società di Gates che non ha in programma il rilascio di una nuova versione dell’MS-DOS a breve (l’MS-DOS 6.0 sarà rilasciato nel 1993). Così, per contrastare il rivale, Microsoft tenta di limitare il funzionamento del nascente Windows 3.1 solo sul proprio DOS (e IBM) attraverso un controllo conosciuto come AARDcode. Digital R., però, rilascia velocemente una patch per aggirare la limitazione (tecnicamente semplice) e nel frattempo tale pratica viene ritenuta illecita ai fini della concorrenza e disattivata nella versione finale dell’ambiente grafico.

Indirettamente, ai ritardi di Microsoft pone rimedio Novell che, nel 1991, acquista Digital R. con l’intento di entrare nel mondo dei sistemi operativi desktop (ne abbiamo parlato dettagliatamente qui). In realtà l’avventura di Novell rallenta incredibilmente lo sviluppo del DR DOS 7 che viene rilasciato dopo le nuove major release di Microsoft ed IBM, ma, soprattutto, è un sistema lento ed inaffidabile e viene totalmente ignorato dagli utenti.

Nel 1993 Microsoft presenta l’MS-DOS 6.0, in sostanza un 5.0 perfezionato con tutta una serie di utility terze in bundle.

MS DOS 6 upgrade

Particolarmente rilevanti sono l’inserimento di due tool ritenuti, in quegli anni, indispensabili. Il primo è Memmaker che, similarmente alle utility commerciali QEMM e 386Max (ma anche MemoryMax del DrDos), permette di ottimizzare automaticamente e tramite un’interfaccia grafica le impostazioni di gestione della memoria. Il secondo è, ovviamente, un sistema integrato di compressione del disco denominato DoubleSpace, derivato da Doubledisk di Verisoft.

Memmaker

Proprio DoubleSpace, però, causa una serie di problemi particolarmente rilevanti per la casa di Redmond.

Il primo è legato all’affidabilità, che porta a novembre del 1993 al rilascio dell’MS-DOS 6.20 (la versione 6.1 viene saltata per evitare confusione con la release IBM), mentre il secondo è dovuto alla causa intentata e vinta da Stacker Corp (produttore del tool di compressione disco Stacker) per violazione di Copyright, che porta al rilascio prima della versione 6.21, senza tool di compressione del disco, e poi nel 1994 della versione 6.22 con il nuovo DriveSpace, ovvero un sistema di compressione disco completamente riscritto.

La versione 6.22 è anche l’ultima versione stand-alone del DOS targato Microsoft, mentre le successive release 7.0, 7.1 e 8.0 saranno inglobate nelle varie versioni di Windows 9x/ME.

16 Commenti »

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  • # 1
    Antonio Barba
     scrive: 

    ottimo articolo! complimenti :-)

    Il promo video è un must :-D

  • # 2
    Fog76
     scrive: 

    Ho adorato il DOS e per certi versi ne sento la mancanza. Per me, non sempre è utile avere finestre aperte…

  • # 3
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @Barba.. grazie mille, ne approfitto per fare i complimenti anche a te sul primo articolo della serie “Dentro i Sistemi Operativi” molto vicino alla tematica che ho trattato.

  • # 4
    banryu
     scrive: 

    Mi piace molto questa sorta di viaggio nel tempo, grazie alla quale vengo a sapere fatti & annedotti del mondo informatico che prima ignoravo.
    Grazie all’autore, trovo i suoi articoli molto piacevoli da leggere.

    Il promo è così pop, anzi… poop!

  • # 5
    [D]
     scrive: 

    Ai tempi di MS Dos 5 ci sarebbe voluta una capatina di Super Bottom in quel di Redmond…
    Valido Valido Validissimo

  • # 6
    areo
     scrive: 

    bella serie di articoli che fanno scendere una lacrimuccia di nostalgia (forse piu’ della giovinezza che dei sistemi :) )

    e complimenti all’Italia per il grosso contributo dato al video promozionale (l’orologio a parete a 0:24 :P )

  • # 7
    Antonio Barba
     scrive: 

    @Fog76: c’è chi usa FreeDOS… tuttavia se si tratta solo di un problema di finestre, installati PowerShell su Windows :-)

  • # 8
    [D]
     scrive: 

    Comunque sia, tolti windows e gem non c’è niente di buono per avere una gui decente (a dire il vero gem è indecente) su dos ?

  • # 9
    Marco
     scrive: 

    @[D]

    Di GUI ce n’erano a iosa, anche se la più carina che mi viene in mente era GeoWorks Ensemble, praticamente il vecchio “GEOS” per DOS.

    http://www.breadbox.com/

  • # 10
    [D]
     scrive: 

    Peccato che sembra una brutta copia di win 95…

  • # 11
    Antonio Barba
     scrive: 

    @D: beh, questo passava il convento… GUI veramente decenti all’epoca ce le avevano i Mac e gli Amiga, su PC penso che la semi-decenza sia arrivata più o meno con il Win 3.11 o meglio ancora con il Win95

  • # 12
    [D]
     scrive: 

    Forse sul fronte occidentale ma qualcosa oltre cortina proprio niente ?

  • # 13
    Lanfi
     scrive: 

    Ahahahah…il promo video fa troppo Beastie Boys!

  • # 14
    Marco
     scrive: 

    Nel video 0:26 orologio Solari, Udine made in Italy.
    Anche noi abbiamo contribuito allo sviluppo del DOS :)

  • # 15
    lakar
     scrive: 

    “Il sistema di Digital R. è assolutamente superiore alla soluzione Microsoft/IBM, [cut]. Ciò mette in agitazione la società di Gates che non ha in programma il rilascio di una nuova versione dell’MS-DOS a breve [cut]. Così, per contrastare il rivale, Microsoft tenta di limitare il funzionamento del nascente Windows 3.1 solo sul proprio DOS (e IBM) attraverso un controllo conosciuto come AARDcode. Digital R., però, rilascia velocemente una patch per aggirare la limitazione (tecnicamente semplice) e nel frattempo tale pratica viene ritenuta illecita ai fini della concorrenza e disattivata nella versione finale dell’ambiente grafico.”

    In questa recensioneinfoworld si nota come ms-dos 5 era sì inferiore a dr-dos 6 ma non di molto (punteggio di 7.1 contro 7.6). Ma soprattutto il famoso controllo (l’AARD code) non fu messo nella versione finale in vendita di Windows 3.1 ma solo nelle beta (dove poteva avere un senso per questioni di test) quindi furbizia o no fu praticamente ininfluente per le sorti di Dr-dos tanto più che ci pensò poi Novell ad affossarlo definitivamente. Senza contare che ormai il mondo stava andando verso le interfacce grafiche e Digital Research aveva fermato lo sviluppo di Gem nel 1988. Per non parlare poi dei software professionali oltre alla suite MS-Office disponibili per Windows.

  • # 16
    lakar
     scrive: 

    Rileggendo l’articolo di inforworld che ho linkato sopra si nota che Dr-Dos 6 aveva effettivamente qualche problemino di compatibilità con Win 3.0
    Nel primo paragrafo: “There is (in DR-Dos 6.0) more application memory, better Windows compatibility”
    Paragrafo Performance : “DR-DOS 6.0 had some unexpected speed results in our Windows test suite [CUT] 12 percent slower than MS-DOS [CUT] 24 percent slower than MS-DOS”. Per avere quasi le stesse prestazioni che su MS-Dos bisognava modificare a mano una linea nel file system.ini.
    Paragrafo Setup: “The quick-install defaults settings do not prepare Super PC-Kwik to work with Windows in standard or enhanced mode. This could present a problem with future versions of Windows as Microsoft has already announced that the next version of Windows will run only in these modes”.

    Poi è vero che comunque Windows 3.1 funzionava su DR-Dos perciò quanto sia stata furbizia e quanto invece no rimarrà probabilmente un mistero.

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