di  -  venerdì 13 maggio 2011

Come dimenticare il suono inconfondibile del modem analogico (MOdulatorDEModulator), dispositivo che ancora oggi accompagna gli utenti interessati a espandere le funzionalità del proprio sistema elaborativo nella sfera degli strumenti di comunicazione.

Il modem ha ormai spento le 60 candeline ma la sua storia comincia già negli anni ’20 del secolo scorso con dei dispositivi funzionalmente assimilabili ad esso e utilizzati dalle telescriventi per inviare messaggi attraverso le comuni reti telefoniche.

Tappa fondamentale della sua evoluzione è il 1940 quando il matematico George Stibitz riesce a far comunicare una telescrivente situata nel New Hampshire con un computer ubicato a New York, il tutto grazie all’utilizzo della rete telefonica. Viene così validata la possibilità di connettere tra loro in remoto i computer e la US AIR Force sceglie proprio questa strada per trasferire centinaia di immagini radar durante gli inizi della Guerra Fredda.

Commercialmente, il modem esce alla ribalta all’incirca a metà degli anni ’50 ad opera di AT&T e viene realizzato per costruire la rete SAGE, utilizzata dal NORAD per la prevenzione di attacchi bellici. Il sistema, chiamato originariamente digital subset, era in grado di comunicare a 110bit per secondo.

Foto AT&T

Il primo modem dedicato all’utenza civile arriva nel 1962: si tratta del Bell 103 Data Phone con una velocità di “ben” 300bps, sempre realizzato dall’AT&T che, essendo monopolista, è l’unica a poter realizzare strumenti legalmente autorizzati a funzionare sulla propria rete. Le cose però cambiano nel 1968 quando la Federal Communications Commission autorizza anche i device di produttori terzi con quella che viene ricordata come la “Carterfone decision”, poiché presa sulla spinta di Thomas Carter inventore del dispositivo Carterfone.

Bell 103 Data Phone

Le compagnie elettroniche si erano comunque già attrezzate realizzando una serie di dispositivi che riuscivano a sfruttare un accoppiamento acustico con la rete, senza quindi incorrere in sanzioni legali da parte del monopolista telefonico. In sostanza i modem erano progettati per ospitare la cornetta in una base con una forcella e due cavità: una per l’altoparlante, l’altra per il microfono. I segnali rilevati dall’altoparlante venivano convertiti in segnali elettrici e inviati per la demodulazione. Per avere un’idea della velocità di questi apparecchi, bisogna ricordare che per inviare una singola lettera nella codifica ASCII sono necessari 8 bit, di conseguenza 300 bps significano circa 30 lettere al secondo.

Dispositivo per l’accoppiamento acustico

Lo sblocco monopolistico accende la corsa alla realizzazione dei modem per computer e ad approfittarne sono Dale Heatherington e Dennis Haye che nel 1977 presentano l’Hayes 80-103a (compatibile con il Bell 103a e pensato per il Bus S-100 o anche ALTAIR Bus), notoriamente indicato come il primo modem per personal computer.

Dale Heatherington

I due danno vita alla Hayes Associates che, a fronte di in investimento di circa 5.000 dollari, diventa velocemente leader del settore. Nel 1979 Hayes rilascia il Micromodem 100, sempre per S-100, e il Micromodem II per l’Apple II che letteralmente spopola tra gli hobbisti. Altra mossa geniale della Hayes è quella di risolvere gran parte dei problemi connessi all’uso della porta seriale creando il set di comandi Hayes Standard AT, che a sua volta diventa lo standard de facto per mandare comandi ai modem.

Nasce così il primo “smartmodem”, sempre a 300bps, controllabile attraverso il suddetto set di comandi (stringhe ASCII) in tutte le sue funzioni: dall’inizializzare, all’ ascolto fino alla chiamata.

Smartmodem 300

Grazie a questo nuovo modo di comunicare, cominciano a diffondersi sempre più le BBS (Bulletin Board System), ovvero i primi computer a consentire funzionalità di messaggistica e file sharing centralizzato, e vengono realizzati i primi algoritmi di compressione relativi al flusso ai dati trasmesso.

Agli inizi degli anni ’80 il “mondo” dei modem è diviso tra dispositivi a connessione diretta, dove la rete telefonica è direttamente connessa al dispositivo, e quelli acustici. La massima velocità raggiungibile si attesta sui 1200bps.

Modem agli inizi degli anni ’80 (Apple Modem 300, Commodore Vicmodem e Atari 830)

Con l’arrivo dei PC – IBM (cloni) e la rapida conquista del mercato, nascono anche i primi modem interni basati su architettura ISA

ISA MODEM

e le velocità cominciano a lievitare velocemente , supportati dai nuovi standard di compressione.

Si passa così dai 1200 bps ai 2400bps (V.22 bis), ai 4800bps (1990) ai 9600bps (1991) grazie a dispositivi che iniziano a sfruttare due canali sulla stessa linea telefonica. Gli step velocistici successivi, ovvero 14.400bps, 28.800bps e 33.600bps, vengono raggiunti in seguito alla risoluzione di un problema particolarmente deteriorante per le prestazioni: l’effetto eco, che impediva al modem di riconoscere se il segnale era inviato o ricevuto dal modem stesso.

Intorno alla metà degli anni ’90 il mondo dei modem si divide in tre grandi famiglie (al di là del bus utilizzato e tenendo conto della prevalenza del PCI): Standard Modem, Voice Modem e Soft Modem, quest’ultimi conosciuti anche come winmodem.

In sostanza, nel tentativo di abbattere i costi e rendere disponibile in-bundle il modem, una parte delle funzioni hardware vengono realizzate da appositi algoritmi, rendendo così il dispositivo più semplice da realizzare e meno costoso. Inoltre nascono anche i Voice Modem in grado di veicolare chiamate vocali attraverso il PC. Ad onor del vero bisogna riconoscere che il termine winmodem è più appropriato poiché questi modem funzionavano quasi esclusivamente sui PC Windows-based, mentre cercare di utilizzarli su altri sistema operativi (soprattutto Linux) era spesso un esercizio disperato.

Winmodem: notare la “semplicità” della scheda

Nel 1996 l’ingegnere canadese Brent Townshend brevetta una tecnologia con la quale le aziende riescono a raggiungere la velocità di 56Kbps (48Kbps in upload) garantendosi una royalty iniziale di 2,50 dollari per ogni apparecchio venduto, scesa poi a 22centesimi.

Modem a 56 Kbps

Il nuovo millennio consacra l’USB come standard di connessione ed anche i modem lo fanno proprio, consentendo di semplificare notevolmente l’installazione, il funzionamento e, progressivamente, le dimensioni ed i costi.

Tipico Modem USB 56Kb

Ma il nuovo millennio vede anche la consacrazione definitiva dei modem ADSL, che, teoricamente, permettono di raggiungere i 20-30Mbps, e, più recentemente, le tecnologie GPRS/UMTS/HSDPA legate alle reti mobili di seconda e terza generazione che teoricamente sono in grado di raggiungere i 7.2Mbps.

Trovare un “vecchio” modem a 56Kbp è ormai sempre più difficile ma, in un Paese come il nostro in cui il Digital Divide è ancora consistente, non è raro trovare moderni sistemi multi core che collegandosi ad internet fanno ricordare i “vecchi” tempi grazie a quel rumore riconoscibile tra mille.

Per completezza è doveroso sottolineare che non esistono MODEM ISDN, trattandosi infatti di una rete digitale il cui flusso dati può essere utilizzato direttamente dai calcolatori. Si usa impropriamente il termine “modem ISDN” solo per semplificazione, ma sarebbe più corretto parlare di Terminal Adapter ISDN.

Remeber 56k modems?

20 Commenti »

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  • # 1
    Unrealizer
     scrive: 

    Quel suono ha accompagnato la mia intera infanzia :D e pensare che prima mi accontentavo di 7-8 KB/s, mentre adesso quando vedo la velocità arrivare a 70/80 KB/s mi viene voglia di intentare cause legali ad ogni singolo dipendente telecom :D

  • # 2
    Filippo
     scrive: 

    Le immagini mi ricordano il film wargames….
    Winmodem… avevo sepolto questo termine nel subconscio (trauma da dimenticare). Il mio primo portatile stava per fare un bel volo dalla finestra nel tentativo di farlo funzionare con Linux (Mandrake con kernel 2.2.*). Se non ricordo male era un Lucent….

    Per la precisione, la codifica ASCII è a 7 bit

  • # 3
    RickTheSnake
     scrive: 

    eh si, bei ricordi… soprattutto quando, all’alba del 2000, entrò in casa il portatile, il che voleva dire dividersi il modem tra due pc… oggi non sono nemmeno sicuro che sia ancora possibile trovare sugli scaffali di un negozio consumer un modem esterno che non sia anche router :D

  • # 4
    Marco Antonio
     scrive: 

    Ti prende un po’ la nostalgia leggendo queste cose :)
    Ho apprezzato molto l’articolo.
    Saluti

  • # 5
    Nano11
     scrive: 

    Noi per simulare transazioni POS – Gestore Terminali in ufficio abbiamo uno stock da 100 esemplari di USRobotics 56K sempre a disposizione, praticamente se ne rompono almeno un paio al mese! Però il loro suono tutte le volte mi ricorda quando aspettavo le 18 con gli amici davanti al pc, entrando nel fatidico orario dove la “connessione” costava un bel 50% in meno….

  • # 6
    Marco
     scrive: 

    Mi pareva di aver già letto questo articolo da qualche parte…

    http://www.pcworld.com/article/218274/modems_60_years_of_hooking_up.html

    :-DDD

  • # 7
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @Maro,
    certo… è una delle fonti che ho utilizzato.
    ;)

  • # 8
    Marco
     scrive: 

    “Per la precisione, la codifica ASCII è a 7 bit”

    Infatti non ha mica detto questo ;-), bensì:

    “per inviare una singola lettera nella codifica ASCII sono necessari 8 bit”

    Che poi in realtà sono quasi sempre 10, a seconda del data frame che usi per la comunicazione (di solito 8N1). Di solito vale proprio, a spanne, il computo 300bps = 30cps (e un tempo si usava spesso il “carattere” come unità di misura dello spazio su un disco o della memoria).

  • # 9
    zanardi84
     scrive: 

    BABBABIA, come si suol dire!

    Io conosco gente che ancora è costretta a usare il 56k perchè in tutto un quartiere non ha posto nella centralina e sarebbe costretta a cambiare numero di telefono per potersi collegare con la banda larga. Immaginate la velocità con cui vengono caricati i video di youtube, ma anche qualsiasi sito che non sia una pagina html solo testuale e qualche jpeg o gif a bassa risoluzione cosa può diventare!

    Nella mia zona ho usato il 56k sino al 2003, quando finalmente è stata coperta. Viaggiavo a “bassa” velocità, quando scaricavo andava a 1.2k, abbastanza intollerante anche per i tempi, visto che mi capitava di vedere gli altri scaricare anche a 3 o 4k… e senza continue disconnessioni.
    Oggi uso il 56k per inviare raramente qualche fax e la situazione non è cambiata. Ho cambiato l’intero impianto in casa perchè l’adsl dava rogne e si pensava che tutto dipendesse da ciò, ma senza esiti. 56k sempre molto lento, anche con altri modem che andavano alle giuste vlocità quando collegati ad una linea buona.
    Per la cronaca, non abito ne su un’isola sperduta, ne a 3000 metri, ma in una normalissima zona residenziale di periferia. Aggiungo che man mano allacciano nuove utenze adsl dopo casa mia, la portante si abbassa. Per fortuna non sono molte, perchè poi c’è la collina, ma se fosse continuato l’andazzo mi sarei trovato con un 56k digitale, col vantaggio ironico di avere la linea telefonica di base sempre libera..

  • # 10
    Paolo Gabrielli
     scrive: 

    Giusto ieri ho ritrovato in un cassetto un volantino pubblicitario per offerta di modem, preso allo SMAU94.
    Per andare alla folle velocità di 28800 bisognava sborsare 6-700mila Lire (ma il volantino annunciava sconti “fiera” fino al 30%) per un modem non di marca. E ancora erano in commercio quelli a 2400.

  • # 11
    Riccardo
     scrive: 

    Sono in un comune Digital Divide che per telecom non ha nessun interesse ed in cui l’amministrazione comunale c’ha messo il suo per ostacolare le connessioni a banda larga… quel suono lo ho sentito fino ad un mese fa quando, grazie ad una azienda con il wimax, l’ho tolto definitivamente dal pc. Ora vado a 7 Mbps… considerando i 15 anni impiegati per superare i 4-5 KB/s non mi lamento se ogni tanto un DL va a 80.

  • # 12
    Marco
     scrive: 

    io con un 56k ho giocato con xbox live… che disperazione :)

  • # 13
    Enrico
     scrive: 

    Io tenevo occupato il telefono per ore e prendere la linea era difficilissimo e la linea mi cadeva spessissimo!! Mi collegavo a internet con iperbole che era ed è un servizio del comune di Bologna e l’email che mi diedero gratis l’ha utlizzo ancora anche se ormai riceve solo spam !Abbiamo avuto un modem estermop a 28.800bps e anche un modem conexant o nome simile difficilissimo da installare perché i driver erano difficili da trovare !!! (da qualche parte ci sono ancora in casa) !!!

  • # 14
    exedes
     scrive: 

    ok sparo un po’ di nomi a caso per i nostalgici :
    1) telix
    2) terminate ( con la sequenza di tasti che ti faceva venire fuori il colloquio di wargames )
    3) xmodem ymodem zmodem
    4) fidonet
    5) bluewave

    e termino ricordandomi di me che scaricavo gli zip dei messaggi, li leggevo offline e li ributtavo sulla bbs.

  • # 15
    KONEY
     scrive: 

    Rikordo kon gran nostalgia quando gestivo una BBS nodo Fidonet kompletamente dedikata ad Amiga, usando uno ZyXEL 19200, avveniristiko per il 1992!

  • # 16
    Mario
     scrive: 

    Ahhh che nostalgia. Ricordo ancora i bei tempi quando avevo Libero@Sogno, ma dovevo attendere le 22 per non pagare. Peccato che a quell’ora mio fratello riceveva le telefonate dall’allora fidanzata (oggi sua moglie). E a me toccava aspettare…aspettare…aspettare! Bei tempi…i primi tempi iniziai con un Midget 2400 bps che usavo insieme al mio Amiga 500 ultra pompato. E ci davo giu’ con le BBS…per la disperazione di mio padre che si trovava a pagare all’improvviso 800.000 lire di bolletta (dato che chiamato spesso una BBS a Firenze, senza contare Mc-Link, Amp e altre BBS varie). Poi fu’ la volta del mitico UsRobotics HST a 14.400 pagato (da uno strozzino) ben 900.000 lire per poi scoprire che in molte BBS si collegava a 2400 in quanto il protocollo era proprietario e stava prendendo piede il V32bis. Quindi fu’ la volta del mitico UsRobotics esterno bianco a 56K (era anche fax) che mi ha accompagnato per parecchio tempo. Posso dire che le ho assisiste tutte: la crescita dei PC (quando feci il corso di Cobol erano ancora a 8 MHz con i fosfori verdi), la “guerra” Amiga-Atari ST e la mitica guerra Commodore 64-Zx Spectrum. Ce li ho avuti tutti e ancora li conservo. Pero’ ero anche un bel bastardino…quando volevo far liberare la linea, facevo sul numero della BBS la chiamata urgente, e il tizio davanti riceveva una bellissima sfilza di spurie e si scollegava, quindi mi collegavo io (solo che io alzavo un valore AT e il modem non mi si scollegava se qualcuno usava la chiamata urgente) ^_^

  • # 17
    Pippo
     scrive: 

    Ricordo i Winmodem interni e l’impossibilità di usare Linux tanto che mi comprai un modem esterno Trust che ho ancora in cantina e che comunque era molto più affidabile e veloce di quello interno.
    L’ancora funzionante Sony Vaio portatile del 2002 ha il modem interno oltre alla scheda Ethernet e pure il lettore floppy disc.
    Per qualche tempo utilizzai la connessione 56 Kb prima di fare l’abbonamento a Fastweb con fibra ottica… potete immaginare la differenza di velocità.
    Però per andare sulle chat testuali IRC un modem era più che sufficiente, Youtube non esisteva ancora, i siti internet erano scarni e non c’era bisogno di tutta questa banda larga.
    Purtroppo noto che vi sono siti in Flash sempre più pesanti, un esempio sono quelli delle vetture, ti mostrano gli interni ed esterni con il modello dell’auto che gira nello spazio ma di sicuro non sono un modello da seguire.

  • # 18
    Bobonov
     scrive: 

    Per un periodo ho lavorato per una ditta e facevamo siti web. Vi parlo di quando ancora non c’erano le tabelle in html…… Avevamo 5 pc con connessione 28800 continua con un fantastico modem con il volume a palla durante la connessione.
    28.8 sufficienti per 5 pc, roba da non credere!!!
    Era una figata, si capiva dal suono durante la connessione se stava andando tutto bene e a quanto si connetteva.
    Mi sono tenuto un po di reliquie ed un giorno le farò vedere ai figlioli, tanto per fargli capire quanto e matusa il babbo

  • # 19
    lakar
     scrive: 

    Quanti ricordi! Il mio primo modem fu un Digicom 28.8k pagato ben 500.000 lire nel 1995. Qualche anno dopo sostituito da un USR 56k. Dopo quasi 10 anni di modem analogici sono passato all’adsl.
    Mi ricordo bene il suono del modem analogico e un po’ mi manca. Il modem adsl non emette nessun suono, non ha un’anima. Come nel passaggio tra floppy disk e chiavette usb. Tanta velocità in più ma meno gusto!

  • # 20
    Roberto
     scrive: 

    Grazie per i ricordi ravvivati :) – L’accoppiatore acustico – L’Apple Modem 300 – Il Tandy Radio Shake 80 – 8 K – Il “Portatile” IBM c/monitor analogico :) – Apple II – il Lisa – e poi il Mac Classic – First Class contro Telefinder – Basic – DB3 – Filemaker che non era Pro ma Apple e Page Maker – IBM 36 -L’Apollo che non volava – CPM contro PcDos – Autoexec – Olivetti M20 – il Flickering dell’Amiga – il Sinclair con la cassettina riavvolgibile – La Laser Atari – Lotus 123 contro Excel – wordstar Contro Word – Gem Contro Windows – floppy flessibili – monotaskig contro multitaskink – Apricot the best – le truffe telefoniche subite con le chiamate ai numeri a pagamento PREISTORIA

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