di  -  mercoledì 11 maggio 2011

Se dovessi scegliere una canzone da dedicare a Apple, sarebbe “Bella senz’anima” di Riccardo Cocciante, per la facilità e la freddezza nello scaricare i microprocessori che non ritiene più utili alla sua causa (il mero profitto). Ovviamente dopo averli spremuti per bene, specialmente in ambito marketing, esaltandone le incredibili capacità… fino al giorno prima dell’abbandono.

Mi riferisco in particolare a quelli montati nei famosi Macintosh, che hanno visto fasi o ere segnate dall’impiego di precise famiglie di processori che hanno contribuito al “marchio di fabbrica”, quell’elemento di “biodiversità” che poneva i loro utenti in un mondo a sé, specialmente sul versante prestazionale (aspetto questo molto enfatizzato nelle pubblicità).

Il Motorola 68000 è stato il primo, glorioso, rappresentante, che ha segnato un netto distacco rispetto alle CPU utilizzate in altri computer, PC in primis. Grazie al successo che ha riscosso, è stato impiegato in tanti sistemi, fra i quali appunto i Mac, dando vita a una serie fra le più apprezzate.

Fatta eccezione per il 68010, praticamente tutti i modelli sono stati impiegati da Apple per le sue macchine, con l’assenza dell’ultimo rappresentante, il 68060, grande escluso anche da Commodore coi suoi Amiga, a causa del cambio di rotta già deciso.

Infatti il 1994, anno di introduzione del 68060, segna anche il passaggio di Apple ai PowerPC, grazie alla costituzione del relativo consorzio con IBM e Motorola, nel 1991. Già da qualche anno Motorola aveva avuto difficoltà a tenere il passo di Intel (in termini prestazionali assoluti), montati negli acerrimi rivali PC. Inoltre il suo RISC, l’88000, non aveva avuto il successo sperato.

Tutto ciò bastò per tagliare i ponti con quei processori e saltare sul nuovo, vincente, carro. In effetti il momento era buono, perché questa nuova famiglia (in realtà derivata dal progetto POWER di IBM per i suoi server) prometteva molto bene, e fin dai primi modelli arrivati sul mercato offrirono prestazioni elevate.

Parecchie sono state le macchine Apple basate sui PowerPC, in particolare i famosi G3 e G4 rimasti nell’immaginario collettivo dei loro utenti, ma gli x86, dati per spacciati innumerevoli volte per mano dei RISC, col tempo sono riusciti a migliorare notevolmente anche sul piano prestazionale.

La svolta per gli x86 fu rappresentata dal modello RISC86 introdotto da NexGen (poi acquisita da AMD), che ha posto le basi per la scalata alla velocità di quest’architettura, mettendo in seria difficoltà i PowerPC verso la fine degli anni ’90, con gli Athlon (K7) di AMD e i Pentium III di Intel divenuti solida testa di ponte.

Gli effetti si fecero vedere qualche anno più tardi, quando Apple diede il benservito a Motorola, ormai non più in grado di innovare e reggere il confronto con gli odiati nemici. Nel 2003 passa a IBM, che le offre un PowerPC 970 ovviamente ribattezzato G5 per l’occasione, per sottolineare la continuità col passato e al contempo la grande evoluzione.

Sebbene le prestazioni dei primi modelli non fossero adeguate (ma sempre ben mascherate dalla martellante campagna pubblicitaria della casa di Cupertino), le prospettive erano notevoli: si parlava di raggiungere e superare i 3Ghz nel giro di poco tempo, riportando ai fasti i Mac.

Apple scopre di colpo che i Mhz… contano, eccome, quando si ha a che fare con le prestazioni, nonostante per anni e anni avesse basato il suo marketing sul concetto diametralmente opposto. Con la coerenza, però, non si porta il pane a casa, e il voltafaccia è più che giustificato.

In ogni caso anche IBM incontra problemi nel far scalare il suo G5, e in appena due anni Jobs defenestra anche lei, saltando sul carro dell’acerrimo nemico di sempre, Intel, e dei suoi odiati (sempre fino al giorno prima) microprocessori “fino a 4 volte più veloci dei vecchi modelli“.

Jobs dichiara che OS X è sempre stato mantenuto dietro le quinte anche per x86, proprio nel caso in cui il matrimonio coi PowerPC fosse naufragato. Il classico piano B, insomma, ma Steve non dice tutta la verità, che viene fuori poco dopo da un’intervista al CEO di Freescale (ex Motorola).

Apple era pronta a passare a Intel già cinque anni prima, ma lui, all’epoca manager di IBM, riuscì a convincerla a rimanere coi PowerPC promettendogli il G5, che arrivò qualche anno dopo. Quindi parliamo del 2000 (all’incirca): un anno prima che arrivasse OS X!

Non è difficile ipotizzare, quindi, che questo s.o. avrebbe potuto veder la luce soltanto per gli x86, lasciando i PowerPC a far compagnia ai 68000 per il solo vecchio e malandato MacOS…

La storia dei tradimenti non sembra, comunque, destinata a finire, con l’approdo ai dominatori del mercato. E’ recente la notizia che Apple starebbe pensando di passare agli ARM per i suoi portatili entro il 2012, anno in cui arriveranno i primi modelli a 64 bit di questa famiglia.

Si tratta di voci, è bene evidenziarlo, ma personalmente le trovo molto realistiche. Apple, infatti, ha acquisito due aziende in passato, Intrinsity e PA-Semi, con le quali è ormai in grado di progettare microprocessori dotati anche di una forte customizzazione e con un particolare occhio di riguardo ai consumi.

I consumi sono fondamentali quando parliamo di piattaforme portatili, ma l’attesa dei 64 bit suona alquanto strana quando la casa di Cupertino è in grado già adesso di utilizzare proprie soluzioni ARM (a 32 bit). I 64 bit andrebbero bene più che altro per l’ambito server (o per applicazioni grafiche “pesanti”), dove indirizzare in scioltezza più di 4GB di memoria fisica è estremamente importante.

L’unica spiegazione plausibile è che Apple voglia evitare di ingrossare ulteriormente gli eseguibili (fat binary o universal binary) di OS X, con versioni di codice che sarebbero a 32 bit adesso e anche a 64 bit poi, senza contare le altrettante versioni per gli x86 (mentre per i PowerPC non ci sarebbe più speranza).

Gli stessi problemi si presenterebbero coi driver, che dovrebbero supportare diverse architetture, e chiaramente il testing del codice a sua volta aumenta. Insomma, troppo lavoro sia per Apple che per i suoi sviluppatori.

La fonte originale suppone che la stessa sorte potrebbe toccare ai desktop. Anche questo è plausibile, ma sui desktop è più importante la variabile “prestazioni”, al momento saldamente in mano a Intel e credo che lo rimarrà ancora per parecchio tempo, dato l’enorme know-how accumulato e la capacità di x86 di eseguire istruzioni più complesse degli ARM (anche se il discorso meriterebbe d’essere approfondito).

Vista la storia passata, non credo che Jobs abbia voglia di rimanere ancora una volta indietro su questo piano ma, considerata la forza del marchio della sua azienda, è un lusso che potrebbe permettersi.

A scombinare i piani, però, potrebbe essere sempre la stessa Intel, che con l’introduzione dei transistor 3D otterrà un considerevole vantaggio tecnologico su tutti i concorrenti, ARM inclusa, sia per i consumi che per le prestazioni.

E allora un tradimento e un netto abbandono della casa di Santa Clara risulterebbe veramente difficile da consumare, per lo meno non in tempi così brevi…

35 Commenti »

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  • # 1
    Gennaro Tangari
     scrive: 

    OS X è virtualmente nato su x86, visto che deriva più o meno direttamente da NeXTStep che era stato portato su Intel (oltre che su SPARC e forse qualche altra piattaforma ma non PowerPC) da tempo.

    Probabilmente Apple sarebbe dovuta passare ad Intel già nel 2001 con il rilascio di OS X, ma non fu possibile per tutta una serie di motivi, in primis (secondo me) l’impossibilità d’avere l’ambiente di compatibilità Classic (quand’uscì Mac OS X non c’erano praticamente applicazioni native) e probabilmente perché il gap con Intel (per lo meno all’inizio) sembrava colmabile.

    L’apprezzamento di Apple per i Mhz non è una novità dovuta al passaggio ad Intel, visto che lo spot della prima serie di PowerMac G4 era proprio “Tutta la potenza dei 500Mhz” (salvo poi introdurre il modello da 500Mhz un anno dopo grazie a Motorola…)

    Insomma, il marketing c’è ora e c’è sempre stata (non solo da parte di Apple bene intesi): ma non mi pare ci siano ragioni per stracciarsi le vesti al cambio di un’architettura. Condivido abbastanza (riguardo il Mac ovviamente) quanto dichiarato da Steve Jobs al suo ritorno “Apple is about Mac OS”, il resto è “solo” un modo per far girare quel che realmente conta: il software.

  • # 2
    jpage89
     scrive: 

    Ecco, questo può essere uno spunto per un articolo interessante: x86 vs Arm

  • # 3
    Antonio Barba (TheKaneB)
     scrive: 

    Se i prossimi ARM a 64 bit dovessero avere prestazioni sufficienti per l’utilizzo casalingo, perchè no? Per i grossi lavori ci sono sempre le workstation basate su Xeon che dubito vengano toccate da ARM.

    Chiaramente all’inizio si potrà attingere alle applicazioni per iPad/iPhone, compilate nativamente per ARM (basterà soltanto fare un wrapper per le API, stile Wine per capirci), ma in seguito ci vorranno programmi in doppia versione Intel/ARM.

    Oppure ancora, cosa molto probabile, potrebbero usare gli ARM a 64 bit sulla nuova linea di MacBook Air, dotandola di una versione evoluta di iOS, e lasciare inaltera la la linea high end con MacOS X Intel.

  • # 4
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    Personalmente ho sempre pensato che Apple andasse incontro a un progressivo avvicinamento con ARM. Posto che uno degli obiettivi dichiarati di Apple è mantenere le mani libere da qualunque fornitore, ci sono notevolissime differenze rispetto al passaggio PPC->Intel.

    Al tempo del passaggio, da alcuni anni era chiaro che G5 non era idoneo ad un impiego su computer portatili – il trend dominante già dai tempi di Centrino – ed in assoluto sempre meno teneva il passo con le CPU x86 di nuova generazione. Era pure chiaro che ad IBM non interessava un fico secco di evolverlo.
    Intel ha dunque vinto sul campo che IBM ha letteralmente abbandonato, sotto entrambi i fronti: consumi e potenza. In altre parole non passare a Intel sarebbe stata un’idiozia.
    A pensarci bene non avrebbe nemmeno avuto molto senso fare campagne marketing in cui si diceva “G4 e G5 non sono il massimo della vita ma questo passa il convento” :-)

    x86 fin dai primissimi giorni della transizione aveva le spalle abbastanza forti da tenere in piedi Rosetta. Questo ha reso la transizione morbida e indolore. La possibilità di emulare Windows sull’architettura nativa x86 ha poi costituito un elemento fondamentale per la diffusione del Mac.

    In ottica ARM nessuna delle due considerazioni sopra espresse può essere data per scontata. Il migliore dei Cortex A15 sarebbe secondo alcune stime in grado di offrire potenza di calcolo paragonabile a un Core2, ma per allora sarà pronta la terza incarnazione della famiglia Core i7. Il tradeoff ARM-Intel fra un anno sarebbe quindi tipo 1/4 della potenza per il doppio della batteria. Non così scontato, a parte il macbook air. E poi, con Windows 8 ancora di là da venire anche il discorso emulazione presenterebbe notevoli tradeoff – non è che Windows per x86 sparirà in tre giorni. Non credo neppure che passare ad ARM genererebbe chissà quali ribassi di prezzo – ad Apple peraltro non interessa abbassare il prezzo finché la gente compra.

    Infine alcuni ben informati ventilano la possibilità che sia proprio Intel a produrre con le sua Fab processori ARM per Apple.

  • # 5
    alex
     scrive: 

    Per come la vedo io il passaggio ad ARM ( smentito da Apple proprio oggi ) è impossibile prima di almeno 5-6 anni o anche più. Apple dice che ARM può recuperare in termini di performance ma entro 10 anni, quindi parliamo di ere per cui stavolta il sito famoso per i vari rumors su Apple ha detto una schioccezza colossale.

    Apple il suo passaggio ad ARM l’ha fatto già e l’ha fatto su tutti i suoi dispositivi ultraportatili. I computer è impossibile che passeranno ad ARM nel breve/medio termine.

    I vantaggi di ivy bridge renderanno ancorpiù insensata e irrealistica questa possibilità.

    Sul discorso morale non mi esprimo perchè è logico che ognuno nei suoi computer mette quello che più gli aggrada.

    L’altro problema che Alessio di Domizio ha giustamente messo in evidenza è il software. Apple potrebbe fare un altro salto come ai tempi dei Powerpc? E rosetta lo farebbero girare su un processore che ha una frazione della potenza bruta di un x86? Decisamente irrealistico.

    Lo stesso windows 8 avrà serie difficoltà a farsi prendere sul serio su macchine ARM proprio perchè il suo vantaggio principale, i gazillioni di programmi, verrà a mancare.

    ARM? Ottima soluzione per device embedded, a basso consumo e senza assurde pretese. Ottima soluzione anche per device dedicati, ma per una macchina general purpose a cui vengono fatte richieste talvolta assurde ( pensate ai vari crysis ) è decisamente fuori luogo.

  • # 6
    flameman
     scrive: 

    secondo me e’ realiastica, invece, l’introduzione di un altro modello di book air

    non penso che ne macbook, ne macmini, ne imac, ne mac (ne tantomeno i server) possano trovare entusiasmo in un massa che di arm non saprebbe che farsene, e al contrario avere binari cicci, ambigui sarebbe percepito come “fastidioso”.

    avrebbe senso invece affiancare ad iphone e ipad un qualcosa tipo un “iair” (faccio speculazione anche sull’improbabile nome, del resto “icat” e’ stato gia’ registrato =P) … si, dai avete capito, un qualcosa book style come il book air ma molto + longevo in temrini di autonomia.

    avrebbe senso

    – sia per chi apprezza arm e vuole distinguersi (e non raccontiamocela, io ho fatto il diavolo a 4 per acquistare un powerbook ANCHE’ perche’ volevo distinguermi dalla massa … non va sottovalutata la faccenda “esprimi te stesso, facendo la differenza”, ovvero “do not think differnt, be different, buy different”)

    – sia per apple che pero’ deve vendere, e per vendere deve massimizzare gli interessi della massa, massa che vede oggi in apple non tanto qualocosa che faccia rivoluzione pura quanto cool & easy: ovvero “figo” e “facile da usare”, questo e’ il mac degli anni 2012, un mac quanto + integrato nei servizi, bello come non mai per quanto concerne l’estetica (in tutte le sue sfumatore di design esteso, quindi anche di interfaccia) e quanto + facile da usare. Che sia arm o intel oggi poco importa (per la massa).

    Secondo questo ragionamento (che puo’ anche essere sbagliato, non ho l’arroganza di poter entrare nelle complesse architetture mentali dei ceo) io mi aspetto quindi per il 2012/3 un qualcosa di simile ad una versione arm portatile con tastiere e schermo touchscreen, molto sottile, leggero, effetto sogliola come il book air.

    non ho ancora capito quale sara’ il prossimo filone fashion che seguira’ apple … ovvero ma dopo il caramellato dei policarbonati (G3-G4), passando dagli antropomorfi (imac-G4-bajour) e il titanio (primi portatili G40, e l’alluminio aerodinamico (ultimi portatili G4 e powermac G5-intel), cosa verra’ dopo l’ acciaio e vetro reinterpretato dall’alluminio unibody ?

    forse e’ piu’ probabile che ci sia una qualce novita’ anche in questo senso (una novita’ fashion): non mi aspetto altro per gli altri modelli della linea =P

  • # 7
    Giacomo
     scrive: 

    Anche se non ho mai amato la filosofia di marketing di Apple devo darle atto di aver via via scelto il processore migliore sul mercato, non facendosi problemi a riscrivere ogni volta il SO.. da questo punto di vista è da lodare.

  • # 8
    ginojap
     scrive: 

    Parlo da possessore di MacBook Pro (questo non mi esime dal ragionare):

    Con la potenza del suo marchio, Apple non avra’ molti problemi a cambiare parrocchia, trovera’ sempre il modo di vendere bene i suoi prodotti (il prodotto che vende di piu’ e’ quello venduto meglio).
    La potenza quando c’e’ viene strombettata ai quattro venti in tutte le salse a suon di mega bollini “4X”, “10X”. Quando non c’e’ diventa come d’incanto una “feature” secondaria, anzi quasi fastidiosa direi, da fissati che non capiscono che le prestazioni brute non sono tutto (soprattutto quando i benchmark sono fasulli).

  • # 9
    dubbioso
     scrive: 

    io ho letto la notizia che amd stava intessendo rapporti con arm per la produzione di processori ibridi con core x86 e arm insieme.
    certo e’ che amd, in seguito ha smentito, ma se fosse vero, sarebbe da prendere in considerazione per un possibile utilizzo per il passaggio ad arm.

  • # 10
    pleg
     scrive: 

    Sono alquanto dubbioso al riguardo, che io sappia non ci saranno processori ARM64 nel 2012, credo cominceranno a comparire nel tardo 2013; inoltre, saranno parecchio piu’ lenti dei processori Intel (diciamo che un processore ARM64 che va la meta’ di un Intel dello stesso periodo lo considereri un successo). Senza contare che per arrivare a quei livelli di prestazioni bisogna sacrificare molta efficienza — mi aspetterei una performace/watt poco migliore di un processore Intel (mentre in ambito embedded e’ molto migliore), anche perche’ Intel ha molta piu’ esperienza, piu’ risorse, ed e’ circa un nodo litografico avanti al resto del mondo.

    Portatili Apple con ARM… non dico di no (anzi, ben vengano) ma me li vedo cose piu’ tipo netbook, cose piccole a basse performance.

  • # 11
    zephyr83
     scrive: 

    Ricordo ancora le immagini sul sito apple della lumaca sopra i processori Intel! E pensare fino che al giorno prima del passaggio i fanboy sostenevano ancora la superiorità dei powerpc sugli x86! Nn hanno fatto una piega nel passaggio, anzi i core duo erano diventato i migliori sul mercato (anche se all’inizio gli athlon64 detenevano ancora lo scettro delle prestazioni). Va bhe, tanto è un caso disperato, nn c’è niente da farci!!!
    Sul passaggio ad arm nn credo per i computer, apple si è legata bene a intel, basta pensare al nuovo thunderbold, nn potrebbero più usarlo! Per smartphone e tablet si, ma per pc decisamente no, almeno nn per ora. Forse fra 4-5 anni se ne può parlare, ma bisogna sempre vedere cosa faranno intel e amd che di certo nn staranno a guardare arm!

  • # 12
    Alex del viero
     scrive: 

    Non credo che ci sara’ un abbandono netto di intel nel breve termine. In realta’ apple sta facendo la stessa cosa che MS sta facendo con windows 8! Cioe’ mettere il piede in 2 scarpe :) in ambiente portatile ARM continua ad essere inarrivabile da Intel e questo pesera’ nei prossimi anni su smartphone, netbook, ultraportatili, tablet e altri apparecchi alimentati a batteria. Quanto ai desktop e’ al momento Intel a dettar legge ma e’ possibile che ARM riesca a sviluppare processori piu’ potenti che, coadiuvati da schede grafiche, potrebbero dare risultati soddisfacenti.
    Penso che apple sarebbe particolarmente contenta di cio’, acquistata la licenza di produzione, potrebbe customizzare la cpu in modo da rendere il suo S.O. dipendente da funzioni particolari e quindi INTRASPORTABILE su altre piattaforme (vedi Hackintosh su intel).
    Fossi in AMD aprirei un centro R&D per la progettazione di processori ARM , aggiungere le loro conoscenze alla gia’ buona architettura ARM potrebbe far bene a entrambe le architetture.
    (magari un ARM con gpu integrata e istruzioni simd)

  • # 13
    pleg
     scrive: 

    ARM ha gia’ le sue istruzioni SIMD, si chiamano NEON. Mentre per ARM con GPU integrata, dovrebbe pensarci nVidia nel 2013-14 :)

  • # 14
    Alex del viero
     scrive: 

    Si ci sono le NEON ma, se non ho capito male, non sono ancora a livello delle intel/amd.
    Per la gpu parlavo di amd in quanto maggior conoscitore della materia cpu+gpu… nvidia non ha niente da invidiare :D pero’ per uscire con un prodotto entro fine dell’anno prossimo vedrei avanti AMD. Il 2014 e’ molto lontano, la M$ con windows 8 ( in parte anche apple) penso che vorrebbe qualcosa di funzionante molto prima.
    Io spero vivamente che ARM riesca a mettere un po di peperoncino nelle proprie CPU per movimentare soprattutto l’ambiente desktop.
    L’ARM a 64 bit ho paura che sia solo una soluzione per server low power… ma sarei felice di esser smentito.

  • # 15
    pleg
     scrive: 

    > pero’ per uscire con un prodotto entro fine dell’anno prossimo vedrei avanti AMD

    Non ho capito, stai parlando di ARM o x86? Perche’ se parliamo di ARM, AMD ne ha, e se anche volesse mettersi a produrre prodotti con quei processori, di sicuro non ce la farebbe in un anno e mezzo. NVidia invece sviluppa processori ARM da un po’ di anni a questa parte, sta sviluppando Denver e lo sta integrando con una delle sue GPU, quindi se anche AMD volesse fare altrettanto (per ARM) arriverebbe qualche anno dopo NVidia.

    Questo parlando sempre di GPU di “fascia alta” (shader unificati ecc.), perche’ di SoC con ARM + una qualche GPU, ovviamente ce n’e’ gia’ a bizzeffe — tutto quello che sta dentro smartphone e tablet.

  • # 16
    pleg
     scrive: 

    Sorry, era ovviamente
    “Perche’ se parliamo di ARM, AMD **NON** ne ha”

  • # 17
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Preciso qualcosa al volo. Il 2012 è troppo presto, se Apple vuol aspettare la versione a 64 bit.

    E’ presto anche se consideriamo il problema più grosso al momento: il software. Non ho parlato di Rosetta proprio perché non credo in questa soluzione, che richiederebbe ARM estremamente prestazionali e non al momento, come già detto, non possono competere con Intel (ce ne vorrà parecchio di tempo).

    Il grosso dramma delle prestazioni è rappresentato, in particolare, dai calcoli in virgola mobile e/o SIMD. Qui Intel vince a mani basse, ma proprio facile facile! Anche NEON non può assolutamente competere già con le SSE, figuriamoci con le AVX. ARM ha PARECCHIO da lavorare per migliorare la sua FPU e la sua unità SIMD. E siccome nei server i calcoli in virgola mobile si usano molto, credo che coi 64 bit ARM presenterà qualche innovazione anche in questo settore. Anzi, non è che credo: DEVE proprio farlo, se vuole avere qualche chance di strappare quote di mercato a Intel.

    Comunque bisogna cominciare già adesso a rilasciare un SDK che preveda la possibilità di rilasciare universal binaries per ARM, in modo da arrivare a inizio di transizione con un bel po’ di software già a disposizione.

    Credo, comunque, che per Apple sia meglio rilasciare un nuovo formato basato su IL di LLVM, in modo da astrarre completamente dall’hardware e risolvere alla radice il problema delle differenza fra le varie architetture. Qualcosa di simile a .NET, insomma, che rappresenta il futuro anche per Windows (Windows 8 farà ampio uso di .NET).

    Tornando alla transizione ad ARM, penso che all’inizio riguarderà i portatili. Meglio ancora, i tablet. Non credo nei netbook, perché Apple non ne ha mai rilasciato uno, e ha tirato fuori l’iPad…

    @Gennaro Tangari: il CEO di Freescale afferma che Apple voleva già passare agli Intel nel 2000, quindi OS X sarebbe arrivato soltanto per x86. Se è rimasta coi PowerPC è stato soltanto perché è riuscito a convincerla ad aspettare per il G5 che IBM avrebbe costruito per lei.

    Riguardo al clock, quando ha avuto un vantaggio da questo punto di vista, l’ha sfruttato, infatti. Quando gli x86 hanno cominciato a scalare in frequenza molto più rapidamente dei PowerPC, ha tirato fuori il motto che “i Mhz non sono tutto”.

    Marketing, sempre e solo marketing…

  • # 18
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    @ Cesare

    Riguardo al clock, quando ha avuto un vantaggio da questo punto di vista, l’ha sfruttato, infatti. Quando gli x86 hanno cominciato a scalare in frequenza molto più rapidamente dei PowerPC, ha tirato fuori il motto che “i Mhz non sono tutto”.

    Marketing, sempre e solo marketing…

    D’altronde ricordiamo anche il “megahertz marketing” di Intel che fine ha fatto… :-)

  • # 19
    Gennaro Tangari
     scrive: 

    @Cesare Di Maruo
    >Marketing, sempre e solo marketing…

    Dal tono che hai dato all’articolo (sempre apprezzabile dal punto di vista tecnico, come di solito) fai trasparire ogni azione compiuta da Apple come marketing. Ora posto che tutte le aziende fanno (giustamente, mica sono associazioni no-profit) marketing per spingere i loro prodotti, mi pare che Apple abbia scelto più o meno sempre la classe di processore migliore disponibile al momento. Quando non l’ha potuto fare, indipendentemente dal motivo, cos’altro poteva fare se non cercare altri (presunti?) punti di forza? Non poteva certamente dichiarare di smettere di comprare i propri computer con PowerPC perché quelli con Intel erano più veloci!

    Riguardo le affermazioni del CEO di Freescale … ognuno dice la sua … il G4 è uscito alla metà 1999 e per vedere il G5 c’è voluta la metà del 2004 se la memoria non m’inganna. Francamente non ce lo vedo Steve Jobs ad aspettare il “miracolo” da parte di IBM (che tra l’altro ha sempre detestato) se non ci fossero state delle forti altre motivazioni (e qui resto convinto che il salto, inevitabile, è stato possibile solo quando la quantità delle applicazione native per OS X era tale da giustificare qualche “perdita sul campo” dovuta all’abbandono del PPC e l’inutilità dell’ambiente di retrocompatibilità Classic).

  • # 20
    Pollo Scatenato
     scrive: 

    Bell’articolo, quanti ricordi delle lumache “Intel inside”! :)
    x ARM sembra che il rumor stia già sfumando.
    E’ una architettura con caratteristiche molto interessanti per il settore ultramobile, certo è che con le tecnologie attuali una macchina con un buono schermo, una buona sezione video, buoni speaker, una buona memoria, un buon SSD, magari qualche periferica ecc… ha comunque di suo un consumo nell’ordine dei Watt e quindi neutralizza in buona parte il vantaggio in termini di consumo della soluzione ARM rispetto a quella x86.
    Del resto ormai anche con un netbook con HD meccanico e una buona batteria si fa tranquillamente una giornata di 8 ore di lavoro, che è una soglia di usabilità molto importante, al massimo per sicurezza lo metti in carica in pausa pranzo (come comunque si fa spesso anche per smartphone e tablet…) su dispositivi con schermi e dotazione ancora più ridotta (in primis SSD) sarebbe già possibile fare di meglio.
    Insomma probabilmente anche se la nuova transizione tecnologica non porterà probabilmente le soluzioni Intel a consumare come gli ARM (che non starà certo a guardare), siamo ormai in un range di buona usabilità, e un range in cui altri fattori di consumo oltre la CPU entrano in gioco – e non dimentichiamo che il fattore potenza, specialmente nel floating point, è molto migliore per Intel.
    Avere un piano B, e Apple ha avuto più volte modo di vederlo, è sempre una cosa saggia, ma date le premesse non credo che nonostante tutto il gran parlare che si fa di ARM Apple abbia in questo preciso momento o nei prossimi anni una necessità impellente di prepararsi a questo tipo di salto.

  • # 21
    May81
     scrive: 

    Secondo me sarebbe da pazzi per Apple abbandonare in toto i processori intel. A livello prestazionale non avranno nulla che possa avvicinarsi nel giro di pochi anni e come consumi non sono affatto male (ovviamente rispetto alle prestazioni). Per chi ci lavora pesantemente un macbook pro o iMac non potrà mai passare ad ARM.
    Trovo invece più che fattibile affiancare una nuova linea di prodotti desktop e mobile dedicata a chi fa un uso leggero del PC e magari basata sull’evoluzione di iOS compatibile nativamente con mouse/tastiera. In questo i processori ARM che verranno saranno più che sufficienti. Questi dispositivi potrebbero avere una dotazione di RAM adatta ad un multitasking vero (bastano 1-2 GB).

    Ad es: un equivalente al macbook air 11,5” con SOC Cortex A15 dualcore@2GHz@28nm consumerebbe credo circa 4W (un SOC dual A9 a 1,6 GHz@45nm cunsuma circa 2W), rispetto al processore intel che monta oggi con TDP di 14W + chipset e processore grafico.
    Abbinandoci 2GB di RAM, un SSD da 64GB verrebbe un prodotto dal costo (700$) e peso (900g) ridotto con autonomia di almeno 10 ore, prestazioni almeno doppie rispetto all’iPad equivalente e un multitasking vero.

    la stessa piattaforma HW potrebbe essere utilizzata per creare una AppleTV che diventerebbe un vero e proprio mediacenter (con HDD 2,5”), oppure una linea consumer di portatili 13,3” 15”.

  • # 22
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Alessio Di Domizio: c’è una differenza sostanziale, però. Intel credeva veramente nella corsa ai Mhz, e aveva pianificato di arrivare ai 10Ghz all’incirca in questo periodo. Purtroppo sappiamo i problemi che ha poi avuto con l’architettura NetBurst, che è stata costretta a uccidere.

    @Gennaro Tangari: di Apple non ho mai sopportato le sparate pubblicitarie per nulla aderenti alla realtà.

    Riguardo al CEO di Freescale, beh, se è lui che ha reso possibile l’affair G5, non vedo perché, ad anni distanza tra l’altro, avrebbe dovuto mentire in quella circostanza.

    Il G4 è arrivato nel ’99, ma non aveva ancora delle ottime prestazioni. In particolare, aveva difficoltà a scalare in frequenza, e c’è voluto il modello con la pipeline a 7 stadi per farlo decollare. Per questo nel 2000 la situazione non era delle migliori per i PowerPC, con gli x86 che ormai facevano faville.

    Il G5 è arrivato nel 2002, e nel 2003 era nei PowerMac G5. Ma nel 2003 è arrivato anche il K8 (Opteron, Athlon64) di AMD…

  • # 23
    Pollo Scatenato
     scrive: 

    Attenzione, il confronto non è semplice come sembra, avere un dato TDP non significa consumare di continuo quel numero di W.
    Per quella tipologia di utilizzo (leggero ma always on) a parte pochi picchi di cpu a palla tipicamente saranno sempre più rilevanti i confronti dei consumi al massimo livello di risparmio energetico e in idle piuttosto che sul consumo a massima potenza.
    A parte il fatto lapallissiano che per fare le stesse operazioni, anche semplici, un processore meno veloce dovrà girare più a lungo e/o ridurre il risparmio energetico, quindi IMHO meglio aspettare qualche benchmark reale che ragionare sulle specifiche di TDP.

  • # 24
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    @ Cesare
    “Credere veramente” è una nozione che nel marketing non esiste :-) Intel dopo la batosta presa da AMD nella corsa al Mhz ha creato un’architettura il cui principale fine non era quello di scalare nelle prestazioni ma nella velocità di clock. I risultati si sono visti. E se credeva davvero in quell’operazione, se n’è dovuta pentire amaramente dopo averla pagata cara praticamente dalla dismissione di PIII fino al debutto di Conroe.

    A proposito di sparate pubblicitarie vale la pena di ricordare “Pentium III, il miglior processore per internet”, quando Intel voleva raccontarti che col P3 scaricavi più veloce con una 56k :-D

    La storia informatica è piena di fesserie raccontate dal marketing, alla fine scandalizzarsi secondo me ha poco senso, tanto più che Apple a lungo ha rappresentato l’underdog dell’industria, una condizione che tradizionalmente stimola la tendenza a spararla grossa.

  • # 25
    Gurzo2007
     scrive: 

    @Alessio Di Domizio

    si ma sbagliare è umano….perseverare è diabolico O:-)

  • # 26
    Antonio Barba
     scrive: 

    @Gurzo2007: Apple è diabolica no? In tal caso, il discorso è perfettamente coerente :-D

  • # 27
    Gennaro Tangari
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro
    >di Apple non ho mai sopportato le sparate pubblicitarie
    >per nulla aderenti alla realtà.

    Eh, fosse solo Apple!

    >Riguardo al CEO di Freescale, beh, se è lui che ha reso
    >possibile l’affair G5, non vedo perché, ad anni distanza
    >tra l’altro, avrebbe dovuto mentire in quella circostanza.

    Non dico che ha mentito … potrebbe semplicemente attribuirsi una responsabilità per una scelta che sarebbe stata fatta a priori!

    Secondo me, per mille mila motivi, Apple (Steve Jobs) aveva già deciso da un pezzo di passare ad Intel: l’ha semplicemente fatto nel momento in cui era possibile farlo, vuoi per questioni di rapporto prestazioni/consumi a favore degli Intel ormai dai tempi del “Centrino”, vuoi per il fatto che il legame con il vecchio ecosistema che ruotava intorno a Mac OS classico era già “ignorabile” nel 2005.

    Ribadisco, è ovvio che fin quando doveva vendere computer con processori inferiori alla concorrenza ha cercato di calcare la mano su Altivec o sui sistemi a doppio processore: non poteva mica dire comprate il prossimo Mac tra due/tre anni!!! :-)

  • # 28
    zephyr83
     scrive: 

    Più che le sparate di apple secondo me il vero problema sn i boccaloni creduloni dei fanboy della mela che credono a ogni sciocchezza detta e pensavo di fare anche discorsi tecnici ripetendo quello che dice Jobs!! Il passaggio da powerpc a intel è stato davvero tragicomico, certi erano davvero senza vergogna!!! Cose del genere si vedono solo in ambito religioso :D

  • # 29
    Giovanni
     scrive: 

    Concordo con @zephyr83: il problema maggiore non è certo il marketing di un’azienda che deve vendere i suoi prodotti, ma la mandria di fessacchiotti che insegue queste “sparate” commerciali!
    L’unica arma contro lo strapotere del consumismo più sfrenato è la nostra capacità di comprenderne i meccanismi!

    Ciao

  • # 30
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Alessio: la cosa che non ho mai sopportato di Apple sono stati i benchmark artefatti.

    Per il resto arrivare a 10Ghz non era una sparata da markettari: era proprio la schedule di Intel.

    Comunque le sparate le fanno un po’ tutti, non lo si può certo negare. ;)

    @Gennaro: l’unica nota stonata è il G5 in questo discorso. Se Jobs aspettava il momento giusto per passare agli Intel, perché tirare ancora altri 5 anni passando i primi 3 ad aspettare il nuovo processore di IBM? Non mi convince. Anche perché in 3 anni avrebbe potuto benissimo organizzare con calma il passaggio a x86.

    Invece Jobs puntava molto sul G5, perché era stato convinto da quel manager che ci sarebbe stata un’inversione di tendenza per i PowerPC proprio grazie al nuovo arrivo, che li avrebbe riportati ai fasti di una volta.

    Finito anche questo sogno, la cruda realtà ha costretto Jobs a riprendere il mano il piano originale. Senza il G5 molto probabilmente OS X86 sarebbe arrivato ben prima. :P

  • # 31
    biffuz
     scrive: 

    “Si tratta di voci, è bene evidenziarlo, ma personalmente le trovo molto realistiche.”

    Io invece le trovo a dir poco surreali. Il 75%, se non di più, di chi compra un Mac ci mette anche Windows perché ha bisogno di questo o di quel programma. E infatti le vendite dall’era PowerPC sono quadruplicate.
    Neanche un Windows 8 per ARM cambierebbe questo aspetto, visto che una buona fetta di quei programmi è roba vecchia non aggiornata da anni.

    Penso proprio che alla Apple si possano rendere conto da soli che la gente non è disposta a rinunciare a Windows per un po’ di autonomia in più, anzi: sanno benissimo che con desktop e notebook non possono fare il bello e il cattivo tempo come fanno con i vari iCosi.

    Magari ne riparliamo tra un lustro.

  • # 32
    flameman
     scrive: 

    io ricordo i tempi del dual G4
    Apple aveva ritoccato i proprio benchmark per giustificare le affermazioni del proprio ufficio marketing “due teste sono meglio di una”

    cosa che inZomma, anche on i kit son*et 7450 pompati a 2Ghz (1.9Ghz) non e’ poi cosi’ vera, eh

    cmq davvero, facendoci speculazione, davvero non riesco ad immaginare altro prodotto se non un bookair-arm o bookarm-air o armbook-air
    (iOS ???)

    ahahah ma come lo chiameranno ?

  • # 33
    flameman
     scrive: 

    @cesare
    non riesco a trovare la tua email
    mi puoi contattare ?
    ho da chiederti un consiglio tecnico per realizzare una libreria ROM-ata per 68VZ328, so che ti piacciono i 68K =P

  • # 34
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Al momento ho davvero poco tempo perché sono impegnato nella preparazione del materiale per i talk che dovrò tenere alla prossima EuroPython.

    Comunque la mail te la spedisco la stesso, se è una cosa veloce.

    @biffuz: che Apple voglia avere le mani libere non è un mistero. Altrimenti non avrebbe acquisito Intrisicty e PA-Semi, proprio per rendersi indipendente.

    Sì, Windows da installare è comodo, non v’è dubbio, e potrebbe essere un deterrente.

  • # 35
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Ecco qui un altro rumor sull’argomento: http://www.hwupgrade.it/news/apple/apple-sperimenta-un-macbook-air-con-soc-a5_36982.html ;)

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