di  -  venerdì 29 aprile 2011

Eccoci al terzo appuntamento con la storia di Lotus.

L’era Windows e la scelta di OS/2

Come tutte le altre software house, Lotus non può esimersi dal prendere atto che Windows con la versione 3.0 (1990) ha ormai tracciato la strada per il futuro degli ambienti a finestre, nonché per la realizzazione di nuove tipologie di applicazioni e nuove modalità di interazione basate, prima di tutto, sul mouse.

In realtà Lotus aveva già la realizzato software in grado di utilizzare al meglio tali tecnologie, utilizzando, però, la piattaforma NeXT su cui era stato realizzato Improv, un nuovo tipo di spreadsheet definito “spreadsheet dinamico”,  in quanto in grado di visualizzare ed analizzare i dati in maniera multimodale. Improv non ebbe particolare successo anche se riuscì a ritagliarsi un discreto numero di seguaci soprattutto in ambito finanziario.

Lotus Improv su NeXT

La società sceglie in controtendenza di non rilasciare specifiche versioni delle proprie applicazioni (1-2-3 in particolare) per Windows, probabilmente per non assecondare i piani di BigM, e decide di concentrarsi su OS/2, ormai fuori dall’ecosistema Microsoft.

Purtroppo la scelta si rileva disastrosa poiché l’OS di IBM resta relegato ad una nicchia di utenti ed è subito chiaro che si avvia ad un inesorabile tramonto. La stessa Lotus decide di tornare sui suoi passi abbandonando lo sviluppo di 1-2-3 per OS/2 subito dopo il rilascio della prima versione e rivedendo la propria strategia, anche in seguito all’entrata in scena di un terzo competitor (oltre Excel) nel settore degli spreadsheet, ovvero Borland con il foglio elettronico Quattro-Pro. Lo stesso improv era stato inizialmente pensato per OS/2 ed approdò su NeXT perché era l’unico sistema in grado di offrire un ambiente paragonabile, anche se con enormi differenze, al morente OS di IBM. Manzi tenta allora di tuffarsi nel settore delle Reti e prova a creare una joint venture con Novell per costituire un nuovo colosso. L’accordo, però, sfuma all’ultimo momento poiché la società di Noorda non intende correre il rischio di essere “assorbita” da Lotus.

Avendo accennato a Quattro-Pro è simpatico citare l’aneddoto secondo il quale Borland scelse il nome del proprio foglio elettronico prendendo in prestito la traduzione italiana di “four”(4), volendo indicare che il proprio prodotto era un passo avanti ad 1-2-3.

Tornando a Lotus, Manzi continua l’assalto al settore networking spingendo sul prodotto sviluppato dalla Iris Associates Inc di Ray Ozzie (e finanziata da Lotus) per la collaborazione in rete, ovvero Lotus Notes, presentato ufficialmente nel 1989.

La prima versione di Note

Per descrivere la visione di Ozzie, è interessante citare quanto detto da uno sei suoi più stretti collaboratori, l’ing. George Moromisato:

“Non avevamo mai avuto problemi a  credere che questa [Notes, ndr] fosse la grande novità  del futuro, perché la utilizzavamo  tutti i giorni. Ray  aveva già strutturato la sua vita in un modo che a quei  tempi era molto strano. Sua moglie e i suoi figli avevano  tutti l’email: tenevano un calendario condiviso su  Lotus Notes. Era come dare uno sguardo a ciò che alla  fine sarebbe diventato il mondo, e perciò tutti noi credevamo  in quella visione.”

Nel frattempo (1991) viene presentata la prima versione della suite office per Windows targata Lotus: SmartSuite, che comprende Freelance per Windows, 1-2-3 per Windows 1.1, cc:Mail, MailPro per Windows 2.0, portando finalmente 1-2-3 nell’ambiente a finestre Microsoft.

Si tratta in realtà di una suite un po’ anomala se paragonata a Microsoft Office o Novell/WordPerfect Office. Manca infatti un wordprocessor e un database, mentre è presente cc:Mail (acquistato da PCC Systems per 32 milioni di dollari) che permette di inviare email con una qualsiasi delle applicazioni della suite, perfettamente in linea con la network- philosophy.

IBM, da sempre vicina a Lotus, decide di utilizzare Notes e cc:Mail, spianandole la strada grazie all’ampia influenza dei propri sistemi nel settore networking. Inoltre SmartSuite viene fornita in bundle da diversi produttori OEM.

L’assenza di un wordprocessor, però, è un grave handicap da colmare velocemente, per cui Lotus decide una strada diversa da quella che ci si sarebbe potuto aspettare: piuttosto che effettuare una conversione delle proprie applicazioni Dos Based (o comunque sfruttarne il know-how di sviluppo relativo), la società decide di effettuare una serie di acquisizioni. Per 50 milioni di dollari fa propria Samna e il wordprocessor AmiPro per Windows 3.0 (Ami era stato il primo Wordprocessor per Windows 2.x nel 1988, anticipando Word per Windows di 1 anno) e aggiorna SmartSuite alla versione 1.2 (1992).

L’aggiornamento comprende: Lotus 1-2-3 per Windows, AmiPro per Windows, Freelance Graphics per Windows, e cc:Mail for Windows. Da segnalare che di AmiPro viene venduta anche versione “entry level” chiamata Lotus Write.

Nel 1992 arriva l’acquisizione di Threadz (1992), produttore di Organizer per Windows e destinato a sostituire Agenda, ma il mercato di riferimento di Lotus è ormai quello delle reti, visto il successo di Notes e l’acquisizione di Irisis Associates nel 1994. Nello stesso anno la società cerca di sviluppare (con Borland, Novell ed Apple) un nuovo standard di messaggistica elettronica che superi i limiti dell’email e permetta di comunicare con sistemi eterogenei grazie a quella che viene chiamata (Lotus) Open Messaging Interface.

SmartSuite non viene però abbandonata e, per completarla, Lotus completa l’acquisizione della start-up Approach (1994) e dell’omonimo database (vincitore di oltre 30 premi nel 1991, anno del suo rilascio).

Così nel 1994 arriva SmartSuite 2.1, con: AmiPro 3.0, 1-2-3 4.0, Freelance Graphics 2.0, Approach 2.0 e Organizer 1.1 , seguita dalla prima ed unica versione per OS/2 (identica alla versione 1.2 per Windows ) e dalla versione 3 per Windows.

Lotus SmartSuite 3 per Windows e Lotus SmartSuite per OS/2

La proposta Lotus è comunque decisamente inferiore a quella della concorrenza, Microsoft Office in primis, nonostante la forte integrazione di tutte le sue componenti con le Reti attraverso cc:Mail.

A tal proposito David Watkins di Borland scrive:

I don’t think customers want to sacrifice the capability of one product for the integration. There will always be demand for leading-edge products.

cosa più o meno avvallata esplicitamente anche da diversi articoli apparsi sui giornali dell’epoca, primo tra tutti PC-Week. Nonostante questo, a Lotus viene unanimemente riconosciuto il fatto di essersi completamente reinventata, così come affermato da Glenn Rifkin sul New York Times:

“Lotus has essentially reinvented itself, shifting from being a declining one-product spreadsheet maker to a multi-product leader with highly rated offerings in word processing, electronic mail, graphics, and data base and spreadsheet applications…”

Notes è ormai diventato uno standard de facto, tant’è che anche Microsoft e Borland, che non hanno soluzioni analoghe, annunciano l’integrazione delle proprie applicazioni con esso. Inoltre il prodotto è una vera e propria miniera d’ora, visto l’approccio a “contratto”  e non a “pacchetto” della sua vendita, cosa che costringe le aziende utilizzatrici a versare una quota annuale a Lotus per il suo utilizzo. Questo modello venne accomunato a quello di utilizzo dei Mainframe, tipicamente in time-slacing, da Davi Readerman (analista di Lehman Brothers) che nel 1993 disse:

“Notes gets Lotus into the model of a traditional mainframe or minicomputer software maker.”

Nel 1991 vengono vendute 112.000 copie di Notes e tra gli acquirenti figurano società del calibro di General Motors e il gigante delle assicurazioni Metropolitan Life.

Ma proprio questa enfasi nello sviluppo della soluzione per il groupware, porta la società a fare un grosso errore strategico: relegare al minimo indispensabile lo sviluppo delle applicazioni desktop della suite SmartSuite, lasciando campo libero a Microsoft e a Novell (quest’ultima adotta una politica diametralmente opposta ma completamente fallimentare). Ciò porta Lotus a non capire che il mercato oltre a richiedere una nuova e forte integrazione tra le suite di ufficio e gli emergenti strumenti di Rete, reclama applicazioni potenti e flessibili, cosa che, ormai, la società di 1-2-3 non è più in grado di garantire.

Anche la politica relativa a Notes ha i suoi lati oscuri: se è vero, come appena affermato, che il prodotto era la gallina d’oro di Lotus, è anche vero che l’alto costo ne limitò l’accesso solo a organizzazioni con una certa disponibilità economica: si pensi che il costo della “Notes Solution” era di ben 62.500 dollari per: duecento licenze, 5gg di assistenza on-site di tecnici Lotus e 6 mesi di supporto telefonico.

Il prossimo e ultimo post sarà dedicato all’era IBM e alle nuove sfide del settore networking.

7 Commenti »

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  • # 1
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Ottimo articolo.

    Mi piacerebbe, visto che l’hai citato, leggere qualcosa di Quattro Pro e, magari, della causa che contrappose Lotus a Borland.

    Sempre a proposito di Borland, c’è da dire che anche lei ha provato a entrare nel settore delle applicazioni office. Forse in pochi ricorderanno il word processor Sprint… ;)

  • # 2
    Giovanni
     scrive: 

    Interessanti considerazioni, buon articolo, Felice. Ricordo abbastanza bene la Suite lotus, ma ricordo anche come tale gamma di prodotti fosse ben al di sotto della media degli analoghi offerti dalla concorrenza. E’ proprio vero che negli anni ’90 è iniziato il predominio MS anche nelle applicazioni Office. ma come ho già detto, si tratta anche di un appiattimento della formazione dell’utenza che è in parte dovuto anche all’allargamento della base e la massificazione che avviene. Pertanto è anche un fenomeno “regionale” e riguarda in maniera particolare il nostro paese. D’altra parte negli USA, dove tale massificazione era avvenuta prima ed il livello medio di informatizzazione era ben superiore a quello italiano, già con il DOS avevano avuto successo, nel caso dei word processor ad esempio, prodotti come Wordperfect oppure il Samna Word (di cui Amì, che citi e poi acquisito da Lotus, rappresenta la versione in ambiente WYSIWYG). Il Samna lo usavo sull’ M24 e si basava, in modo ancora più sostenuto di WP, su complicate combinazioni di tasti una totale riorganizzazione della tastiera con “pacchi” di tabelline da applicare!

    Ricordo comunque che Quattro è stato concorrente di 123 nella versione DOS ed in particolare nei confronti della mitica 2.1 di cui riproponeva la possibilità di usare gli stessi menù in linea del prodotto Lotus, oltre alla nativa configurazione con “pull-down”. Era molto più potente anche nella possibilità della grafica di presentazione integrata basandosi sulle librerie appositamente sviluppate da borland per i propri famosi linguaggi di sviluppo.
    nella versione per Windows, Quattro vince perché molto più conforme all’interfaccia tradizionale (così come Excel si basa sulle funzionalità standard dell’interfaccia Windows, seppure essendo anche un ottimo prodotto di per sé). Moltissimi prodotti software, con la massificazione informatica, non hanno avuto successo proprio per questa mancanza di integrazione alla filosofia dell’OS… a parte AutoCAD che è riuscito a rimanere macchinoso e a volte addirittura assurdo… ma questo per altri motivi e per un fondamento reazionario tipico di certi ambienti di lavoro.

    Buon Retrocomputer con http://www.jurassicnews.com !!!

    Ciao

  • # 3
    Al
     scrive: 

    Seguire OS/2 fu un errore madornale che fu comune a molte Software House. Ma comunque bisogna dire che Excel era e rimane un prodotto eccellente, e sarebbe emerso comunque.

    Quel che ho sempre trovato difficile capire è come mai la dirigenza di molte software house non vide cosa stava accadendo nel mercato e si ostinò a seguire IBM. Fin dall’uscita (e flop) del PS/2+OS/2 di IBM era infatti chiarissimo che l’utenza aveva finalmente trovato in Microsoft il modo di sganciarsi da IBM e vedeva in OS/2 e nell’architettura proprietaria del PS/2 un tentativo di IBM di trattenerle nel proprio monopolio.

    Persino le aziende italiane (da sempre ‘colonizzate’ da IBM) capirono questo.

  • # 4
    Antonio Barba (TheKaneB)
     scrive: 

    Ottimo articolo, complimenti :-)

    Mi chiedo, se uno volesse provare questi programmi su OS/2 (premetto, mi piace studiare gli OS), esiste oggi una qualche versione gratuita/dimostrativa/trial di OS/2 o simile (eComStation?) che sia gratuitamente scaricabile per studio?

  • # 5
    Giovanni
     scrive: 

    @Al:

    e’ molto semplice: OS/2 è stato atteso per anni come naturale superamento dei limiti di MS-DOS. La stessa MS lavorava al progetto per questo e solo dopo il successo commerciale di Windows 3 si è defenitivamente separata da IBM e battezzando il proprio nuovo OS professionale con la stessa interfaccia di quello desktop.
    OS/2, oltre ai ritardi nella sua comparsa sul mercato (almeno 3 anni) è sempre stato troppo esigente in termini di risorse hardware per proporsi come OS desktop competitivo così, alla fine, non si è imposto né su Windows né su NT.
    Che le software house, specialmente quelle con prodotti ambiziosi per l’ambito professionale (vedi appunto il Lotus Notes), puntassero su OS/2 non può apparire per nulla strano. Che poi questo si sia dimostrato il cavallo sbagliato è un altro paio di maniche! Alla fine degli anni ’80, per esempio, moltissimi puntarono parecchio anche su Unix come OS del futuro in ambito personal computer (come lo era stato per le workstation) e ciò non si rivelò la scelta ideale anche perché dalla metà del decennio successivo fece la sua comparsa Linux e prima di fine decennio le versioni Enterprise che eliminarono definitivamente Unix in quasi tutte le sue “coniugazioni”.

    PS/2 era un evidente tentativo da parte di IBM per riprendere il controllo della situazione hardware, a parte al fatto che erano macchine per certi versi di qualità eccezionale, alcuni importanti produttori di hardware seguirono BigBlue anche su questo e non necessariamente sbagliando, ma certo non erano prodotti che si rivolgevano al mercato consumer che invece stava esplodendo proprio allora…

    ciao

    Ciao

  • # 6
    Al
     scrive: 

    @ Giovanni

    In quegli anni (parliamo della fine degli anni ’80) il vero limite del DOS erano i 640 k max di RAM, limite che si sentiva più che altro con i primi CAD più che non con i programmi da ufficio.

    OS/2 ovviamente era superiore ma il vero punto di riferimento a cui l’utenza allora guardava era il MAC e Windows era quanto di più simile al Mac ci fosse sul mercato, oltretutto a prezzi inferiori.
    In altra parole era chiaro (almeno per me) che l’interfaccia grafica era un’esigenza molto più importante ma del multitasking e di una maggiore RAM indirizzabile.
    Ed è qui che non capisco certe scelte di molte software house.

    Tra l’altro la parabola (allora in ascesa) di Autodesk dimostra che anche per il CAD (almeno il bidimensionale, il 3D è un’altra faccenda) si poteva sfruttare ancora il DOS, magari utilizzando trucchetti come la memoria estesa disponibili con il 386.

  • # 7
    Giovanni
     scrive: 

    mah… non condivido la tua originale reinterpretazione dei fatti…

    Per esempio: i limiti di MS-DOS non erano solo i 640k, ma anche moltissimi altri di più piccoli e anche di più gravi (multitasking, interfaccia, utilizzo delle risorse dei processori intel superiori al 8088… e si potrebbe continuare all’infinito).
    Poi Windows conquista popolarità dopo il ’90 con la versione 3 e prima non costituisce certo un desiderio di imitazione del mondo Apple Mac. Infatti venivano comunemente utilizzati, se il software lo esigeva, anche altri “ambienti” oltre Windows come il GEM (vedi Ventura Publisher che non era proprio l’ultimo arrivato).
    Per quanto riguarda il mondo PC, il discorso interfaccia non era sentito come una grave mancanza sia per l’abitudine degli utenti e soprattutto per il fatto che il software creava quelli che gli servivano (vedi per esempio 123 non windows ed i casi dei software CAD).
    Infine proprio a proposito del CAD non capisco la differenza che fai tra 2D e 3D… versioni tridimensionali perfettamente efficienti di Autocad (per quanto si possa definire efficiente questo primitivo software CAD), per esempio la 11, la 12 e la 13 sono per DOS e vale anche per 3DStudio… non certo un software bidimensionale (tra l’altro lo dico perché al tempo li usavo correntemente, oltre a prodotti ben più evoluti per workstation)!

    Ciao

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