di  -  venerdì 18 marzo 2011

Ben 40anni, un’eternità in ambito informatico, ci dividono dal giorno in cui IBM presentò il primo “memory disk”, divenuto rapidamente “floppy disk” per la struttura flessibile del contenitore.

Nel 1971 infatti Alan Shugart, ingegnere IBM, mostra un dispositivo sottile e flessibile dalla dimensione di 8”. All’interno è alloggiato un disco con la superfice coperta da uno strato magnetizzato di ossido di ferro attraverso il quale i dati possono essere letti e scritti con appositi device.

Il primo floppy disk da 8″

Il “floppy” conquista subito i favori degli utenti e IBM viene affiancata dal 1973 dalla ITC (Information Terminals Corporation, di li a poco Verbatim) che realizza un nuovo guscio speciale in grado di proteggere i supporti da danni e sporcizia. La stessa ICT, tre anni dopo, costruisce la prima media factory, all’interno della quale viene applicato ai dischi, attraverso un innovativo processo produttivo, un rivestimento di Teflon.

A dispetto delle dimensioni, si trattava del primo dispositivo “facilmente trasportabile”, consentendo, con relativa semplicità, il trasferimento di dati tra sistemi diversi.  Il primo floppy realizzato dal team di Shugart era in grado di memorizzare 100 Kb, una capacità ragguardevole per il periodo di riferimento.

I tecnici IBM impiegano 5 anni (1976) per definire il primo step evolutivo del floppy disk, progettando, su richiesta dei Wang Laboratories (WL), il floppy da 5,25”. I WL avevano la necessità di un dispositivo più compatto e capiente da offrire insieme ai loro nuovi sistemi desktop, e collaborarono direttamente alla sua realizzazione.

Sulle dimensioni è sicuramente simpatico citare il seguente aneddoto:

si racconta che le dimensioni sono state stabilite in un bar dove An Wang vide un tovagliolo di carta e, constatata la sua praticità, decise che quella doveva essere la dimensione del nuovo floppy. Ovviamente la dimensione del tovagliolo corrispondeva a 5,25”.

Così nel 1978 viene ufficialmente presentato il nuovo floppy con la capacità da 360Kb (successivamente diventanti 1.2Mb), catturando anche l’attenzione di Apple che pensa subito di adattarlo per il nascente “Lisa”. Così realizza una variante chiamata FileWare (codename: Twiggy) che si differenziava dall’originarle per una serie di “finestre aggiuntive” per la scrittura. FileWare viene comunque rapidamente abbandonato in favore dei floppy da 3.5” con cui la casa di Cupertino decide di dotare il nuovo Macintosh.

Floppy da 5,25″

 

Il FileWare di Apple

Il secondo stadio evolutivo del floppy disk viene realizzato non più da IBM, bensì da SONY che nel 1981 presenta i primi floppy da 3,5”, ribattezzati “micro” floppy disk.

In realtà il nuovo standard “de facto” nasce in modo tortuoso visto che diversi produttori si cimentano nel presentare le loro proposte: dai floppy da 2” (videocamere Sony Mavica e la Canon ION) a quelli da 3 ¼” di Dysan, fino ad arrivare al 3.5”di Sony.

Il flex disk da 3,25″ di Dysan

Da non dimenticare, inoltre, il formato da 3” (compact floppy disk) adottato da Amstrad sui suoi CPC e prodotto da colossi del calibro di Maxell, Hitachi, Matsushita.

Maxell Compact Floppy Disk

Tra le varie soluzioni è comunque quella di Sony ad affermarsi. Il disco non è più inserito in un contenitore flessibile, ma racchiuso tra due strati di plastica dura e ha una capacità iniziale di 400Kb, essendo single side e low density. Nel tempo la capacità da 400kb viene completamente abbandonata e arrivano i floppy DD (double side, con magnetizzazione “orizzontale” o “longitudinale”),  HD (High Density, con magnetizzazione “verticale” od “ortogonale”) e, infine, ED (Enhanced Density):

Dimensione [pollici] 5,25 5,25 3,5 3,5 3,5
Capacità [byte] 360 KB 1,2 MB 720 KB 1,44 MB 2,88 MB
Tracce 40 80 80 80 80
Settori/Traccia 9 15 9 18 36
Testine 2 2 2 2 2
Settori per disco 720 2.400 1.440 2.880 5.760
Rotazioni/minuto 300 360 300 300 300
Velocità [Kbps] 250 500 250 500 500
Denominazione DD HD DD HD ED
Custodia Flessibile Flessibile Rigida Rigida Rigida

Da evidenziare che, in realtà, i floppy HD hanno una dimensione di 2MB ma la formattazione in modalità DOS ne riduce la capienza a 1.44Mb. La stessa IBM, per guadagnare quelli che erano byte preziosi, distribuisce le ultime versioni dell’IBM DOS utilizzando un particolare formato di memorizzazione che permette di raggiungere circa 1.73 Mb.

Anche gli utenti hanno sempre cercato di recuperare spazio, anche in modo fantasioso. In particolare, per risparmiare sul costo dei supporti, una pratica molto comune era quella di “bucare”, con trapani o cacciaviti vari,  i floppy da 720Kb in modo di dotarli della finestra aggiuntiva che permetteva ai drive di scrivere anche sul lato “B” e portare la loro capacità a 1.44Mb, compromettendone, però, l’affidabilità. La pratica era addirittura in essere già con i floppy da 5,25”, tant’è che venivano venduti appositi “perforatori”.

Nella seconda metà degli anni ’90, la capacità dei floppy diventano assolutamente insufficienti per qualsiasi utilizzo ed il CD-ROM diviene il nuovo supporto di riferimento.

Nonostante alcune società tentino di promuovere nuovi tipi di floppy, si pensi a Iomega con il floptical (FLoppy OPTICAL) drive da 21Mb, che combina l’allineamento ottico della testina alla registrazione magnetica, il destino del supporto è segnato e a Marzo 2011 Sony interrompe definitivamente la sua produzione. Già oggi, comunque, i lettori floppy sono spariti dalla maggior parte dei computer e trovare nuovi supporti è sempre più difficile.

Floptical disk

Non ci resta che salutare “tristemente” il “floppy” che, per oltre 30anni, è stato espressione stesso di computer, tant’è che la sua immagine è stata utilizzata come simbolo di quella rivoluzione tecnologica che oggi ci sembra così scontata e naturale.

Gates sulla copertina di Time del 1984: notare il floppy in primo piano

 

Addio al Floppy Disk

34 Commenti »

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  • # 1
    G
     scrive: 

    La cosa curiosa è che anche le “nuove generazioni” hanno a che fare con questo glorioso supporto : quasi tutte le icone “salva” riportano l’immagine del floppy :)

  • # 2
    Giacomo
     scrive: 

    Addio floppy.. NON sentiremo la tua mancanza :D
    così come saluteremo in allegria i dischi ottici rotanti e gli hd meccanici..
    i supporti di memorizzazione hanno dormito troppo a lungo, largo al futuro!

  • # 3
    Christian Rimini
     scrive: 

    Dico solo una cosa (anche se la memoria me ne vorrebbe fare scrivere 10.000): chi non ha vissuto il periodo tecnologico primi anni 80-2000 si è perso qualcosa che difficilmente si può spiegare..
    Ogni giorno era una sorpresa di qualcosa (parlo dal lato prettamente tecnologico)..
    Giornali riviste computer videogiochi a casa ed in sala giochi…
    Esultavo alla notizia dell’arrivo anche in italia del video gioco Trider, che utilizzava un nuovissimo processore grafico…
    Giochi che utilizzavano i CD in salagiochi..
    Consolle portatili etc etc..
    Ho iniziato da un Zx spectrum, 4 ragazzi francesi erano riusciti a bucare la trasmissione dei dati verso satellite od una missione spaziale se mi ricordo bene…
    Che tempi….

    Viva la storia vissuta in modo sano.

  • # 4
    Mazzulatore
     scrive: 

    “in modo di dotarli della finestra aggiuntiva che permetteva ai drive di scrivere anche sul lato “B” e portare la loro capacità a 1.44Mb, compromettendone, però, l’affidabilità.”
    In realtà il buco differenziava i dischi ad alta densità o HD(1,44MB) da quelli a “doppia densità” (doppia rispetto alle prime versioni che in realtà era metà degli HD) da 720KB, entrambi erano letti e scritti in entrambi i lati del disco (da qui le due testine) mentre cambia solo la densità dei dati (se lo strato ferromagnetico era di buona qualità poteva reggere la densità degli HD inoltre negli ultimi anni di vita dei floppy DD le linee di produzione erano le stesse per entrambi i formati).

  • # 5
    Mazzulatore
     scrive: 

    Aggiungo: un po’ come avviene per le cassette “Normal position” “Chrome” e “Metal”.

  • # 6
    Piererentolo
     scrive: 

    Visto che siamo in tema di floppy…. qualcuno sà come montare una periferica virtuale in B: alcohol 52% non me la dà come possibilità, sono le lettere predefinite per i floppy :(

  • # 7
    albert
     scrive: 

    Quando “Prince of Persia” stava su unico floppy….

  • # 8
    mik
     scrive: 

    Interessante notare come le dimensioni dei floppy siano ancora oggi in uso, infatti i drive ottici hanno le dimensioni di 5,25″ mentre gli hd di 3,5″. Dubito che ci libereremo mai di queste misure.
    Comunque ricordo con un po di nostalgia il casino che facevano i lettori floppy, sembrava quasi che il disco lo aprissero con una motosega.
    Mi ricordo di quando un mio amico fece l’upgrade del Mac OS (credo fosse il System 7), in pratica ci voleva un raccoglitore pieno di floppy da 3,5.

  • # 9
    Mauro
     scrive: 

    Che tempi!
    Qualcuno si ricorda VGARead??? :) Si potevano formattare dischi a 1.7MB! Per leggerli in altri PC era sufficiente usare un piccolo software (1-2KB se non ricordo male) che potevi mettere nel floppy stesso avendo l’accortezza di metterlo come primo file per evitare che andasse a finire in zone non “raggiungibili” senza il programma stesso.
    Mitico!

  • # 10
    Andrea Del Bene
     scrive: 

    I floppy mi fanno ricordare della mia infanzia con l’Amiga e dei sabato pomeriggio in cui costringevo mio padre ad accompagnarmi al negozio dove i floppy costavano meno (800 lire l’uno!) per farne incetta.
    Ogni tanto mio zio che lavorava all’Olivetti riusciva a portarmi interi sacchetti di floppy usati presi dall’ufficio :) :)

    E mi ricordo anche della copia di Microsoft Word 6 comprata dalla scuola e che stava proprio su floppy da 1.7 mb e che erano difficilissimi da copiare :) :) :)

  • # 11
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    E che dire dei 32 floppy di Office 4.3 !!! :-)

  • # 12
    DeInit
     scrive: 

    Cosa vi fa pensare che il floppy sia morto? Sia in Italia sia nel mondo molte pubbliche amministrazioni e persino aziende titaniche li usano ancora per difficoltà nel modernizzare (no, non è sempre inerzia, molte volte è difficoltà). Se alcune aziende hanno dichiarato di aver smesso la produzione, altre hanno detto che, consce di quanto sopra, la proseguiranno.

  • # 13
    Ominaru
     scrive: 

    Io invece ne sentiro’ la mancanza. Da tecnico Hardware certi diagnostici a basso livello sono funzionali solo con i floppy drive perche’ spesso le periferiche USB non sono utilizzabili nelle macchine piu’ vecchie.
    Per fortuna oggi e’ gia’ piu’ facile aggiornare i BIOS attraverso penne USB o installare l’ O.S. VISTA o SEVEN ma solo PERCHE’ PREVISTO!!
    Provate a installare su un CTRL non supportato XP. NON VA a meno di utilizzare software tipo winlite.

    Quindi certate di pensare prima di scrivere stupidate!
    Anch’ io sono contento che ci sia evoluzione ma non mi permettero mai di rinnegarlo/denigrarlo perche’ piu’ volte mi ha salvato le chiappe!

  • # 14
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Su Amiga si usavano i 3,5″ a doppia densità, formattati normalmente a 880KB (960KB usando driver particolari).
    Con una formattazione particolare sono arrivato a stipare 1029KB su singolo disco (Amiga permetteva il controllo assoluto di quello che si scriveva e leggeve sul disco).

    Comunque mi sono commosso rivedendo i floppy del mitico Turbo Pascal.

    Ragazzi, che bei tempi!

  • # 15
    sidewinder
     scrive: 

    Dimenticate i flopponi da 8 pollici….

    Ormai non ho piu drive montati sui miei pc, ma tengo per sicurezza un floppy drive esterno su usb per i rari casi…

  • # 16
    lakar
     scrive: 

    Che tempi!
    Qualcuno si ricorda VGARead??? :) Si potevano formattare dischi a 1.7MB! Per leggerli in altri PC era sufficiente usare un piccolo software (1-2KB se non ricordo male) che potevi mettere nel floppy stesso avendo l’accortezza di metterlo come primo file per evitare che andasse a finire in zone non “raggiungibili” senza il programma stesso.

    Se non ricordo male si poteva fare anche con l’MS-Dos 6 il cui comando format consentiva di specificare il numero il numero di traccie e di andare quindi oltre le 80. Mi ricordo di aver formattato alcuni floppy a 1.6-1.7 MB.

    A me manca molto il gracchiare dei floppy disk! Le chiavette usb sono veloci ma troppo silenziose! Non hanno un’anima!
    Poco più di un anno fa ho assemblato il mio nuovo pc fisso e ho installato anche un lettore floppy da 3.5″ recuperato dal pc precedente dato che la nuova scheda madre supporta ancora i floppy. Non lo uso mai ma non potevo farne a meno! Troppa nostalgia!

  • # 17
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @Upgrade:
    vi ricordate i tool per formattare in modo speciale i floppy e copiarli agevolmente?
    NFormat
    Venus per la copia

  • # 18
    Pollo Scatenato
     scrive: 

    Lacrimuccia nel vedere il floppone del TurboPascal!
    Per il resto concordo con DeInit e Ominaru: i professionisti del settore dovranno continuare a sorbirseli ancora per un pezzo, fino a che le PA non decideranno di uscire dal giurassico, e fino a che non ci saremo liberati dalle “vecchie carcasse”, a volte neanche troppo vecchie, di bios e s.o. non concepiti per avere una possibilità di supporto diagnostico diretto e completo via usb.

  • # 19
    Ciano
     scrive: 

    Per chi ha nostalgia del suono dei vecchi floppy :)
    http://www.youtube.com/watch?v=dmoDLyiQYKw

  • # 20
    Takashi
     scrive: 

    Segnalo anche i tentativi di Imation con i suoi “SuperDisk” LS-120 e poi LS-240, in grado di scrivere rispettivamente 120 e 240 MB su un supporto delle identiche dimensioni di un floppy, infatti il dispositivo poteva anche leggere e scrivere i normali floppy da 1.44.

  • # 21
    Ciano
     scrive: 

    Il formato LS-120 e’ uscito troppo tardi, doveva uscire assieme allo ZIP-100 di IOMega per avere qualche speranza.
    Oltre ai 20MB in più, aveva dalla sua anche la compatibilità con i floppy.
    Lo ZIP-100 l’ho acquistato per estendere il mio portatile toshiba (un glorioso 386sx a 25MHz)

  • # 22
    LuciferSam
     scrive: 

    Sbaglio o alcune unità Iomega ZIP soffrivano del famoso “Click of death”? :)

    http://en.wikipedia.org/wiki/Click_of_death

  • # 23
    Simon71
     scrive: 

    Proprio recentemente, approfittando del regalo di un vecchio PC Notebook (ovviamente dotato ancora di Floppy) sono riuscito a “leggere” un dischetto che avevo compresso utilizzando un utility Microsoft per aumentarne la capacità…Me lo sono portato dietro per anni, ma nessun lettore che ho avuto ne voleva sapere di leggerlo…e all’interno c’erano cose importanti di un periodo importante della mia vita…. Beh, immaginatevi la sorpresa quando una volta installato Ubuntu ho messo il floppy nel lettore e lui come se niente fosse mi ha dato accesso al contenuto!!! Giuro che mi è scesa una lacrimuccia…Ormai non ci speravo più e stavo quasi pensando di buttarlo…quel mitico, vecchio TDK….da 1.44Mb portato a 2.5, usato e trattato malissimo….Eppure…

    Onore al mitico Floppy!

    Senz’altro oggi sparita una USB in favore di Lightpeak o esata o altro non fa certo lo stesso effetto…Se dovesse sparire il supporto ottico non lo troverei così “romantico”….

    Saluti

  • # 24
    Shin_Shishi
     scrive: 

    Ho avuto la “fortuna” o “l’età” di usare ancora i vecchi 8 pollici e di vedere un “diskpak” da addirittura 80 Mb ed è un peccato che tutta questa archeologia informatica vada a farsi benedire…

  • # 25
    Giovanni
     scrive: 

    Salve Felice, interessante e originale argomento: a memoria della loro estinzione. Ricordo chi fosse interessato ad un articolo sull’argomento memorie magnetiche sullo scorso http://www.jurassicnews.com

    Forse hai trascurato un po’ gli anni d’oro dei 5 e 8 pollici, cioé il periodo CP/M in cui esisteva l’anarchia della formattazione! E quelli dell’AppleII o quelli stra-lenti del C64.
    Sul PC ricordo anche 800 un programma residente in memoria che, come si capisce dal nome, permetteva di recuperare ben 40k nei dischi da 5e1/4 e ben 80 in quelli da 3e1/2 (quando erano appena usciti con i PS/2 IBM), alla metà degli 80, anche una manciata di kappa poteva essere importante.

    Ciao ciao

  • # 26
    Matteo
     scrive: 

    Provate ad installare Windows XP con un controller che ha bisogno dei drivers (tipo gli AICH Intel di oggi): alla pressione del tasto F6 per la lettura di drivers esterni deve seguire PER FORZA una lettura da floppy (a meno di usare nLite o altri software per ritagliarsi un Win XP su misura).

  • # 27
    RetroNerd
     scrive: 

    maledetti floppy, lenti come lumache, inaffidabili e costosi.

    mi ricordo quando dovetti reinstallare winzoz 95 (versione A cioè FAT 16), ben 30 dischetti per installarlo
    .
    2 maroni cosmici.

  • # 28
    Flare
     scrive: 

    Che attacco di nostalgia per i vecchi tempi. Conservo ancora il mio primo floppy disk. :) Ovviamente rimpiango solo i tempi “pioneristici”, non i floppy in sé. I fragili floppy pronti a smagnetizzarsi da un momento all’altro. Non che i CD o gli attuali supporti siano il massimo o eterni, ma di floppy danneggiati ne ho visti parecchi. Però avevano il loro fascino o forse mi affascinavano all’epoca, specialmente i 5¼ sul Commodore 1541.

  • # 29
    correx
     scrive: 

    Avevo la macchinetta per forare i floppy da 3,5 e raddoppiargli la capacita’… E ancora prima ricordo con nostalgia il mio 8086 a 8Mhz, con i floppy da 360kb, senza hd… Gli montai il drive 3,5 da 720kb e mi passai tutto l’archivio da 5 e 1/4, che era in svariati contenitori… In effetti rivedendolo ora quel disco sembra preistoria… Senza hd era cosa normale, all’epoca, avviare la macchina col disco del dos, che doveva essere sempre quindi a portata di mano, e poi caricare i programmi o i giochi che si volevano…

  • # 30
    Pluto
     scrive: 

    Io ho cominciato ad avviciniarmi all’Informatica quando i tempi dei floppy erano già quasi finiti.
    Non ne ho un bel ricordo, erano quasi sempre non funzionanti.

  • # 31
    geniusmiki
     scrive: 

    Sono felice che ormai è quasi estinto, un floppy disk non durava più di 10 minuti anche quando era nuovo. poi il dos ti riempiva di “errore generale il scrittura/lettura sull’unità A”
    Annulla Riprova Tralascia

    è la cosa che ho odiato di più nell’informatica

  • # 32
    Massimo M
     scrive: 

    Ho vissuto quel periodo. Mi sono pagato qualche periferica Amiga andando da formnitori e comprando pile di dischi da 3.1/2 per poi rivederle e lucrarci quel minimoper pagarmi i miei.
    Ma dei programmi più imortanti dovevo avere due copie: ogni tanto tornava quel malefico errore e non leggevi più nulla. QUando copiavi facevi la verifica, praticamente obbligatoria e se per lavoro dovevi portarti a spasso dei dati ne facevi due copie. altro che cz…
    Non li rimpiangerò mai. Anche se devo ammettere che se domani l’osolescenza raggiungesse le unità ottiche le sensazioni sarebbero altre e meno nostalgiche.
    Aggiungo he ho provato l’ls120 ma era troppo lento prorio per la compatibilità.
    QUando dovevo cpiare un po’ di files da un amico .. Mi portavo dietro un HDD intero, lo configuravo da BIOS poi via da DOS e da Norton Commander.
    Ne ruppi uno nel trasporto … Quello si che mi fece incazzare!

  • # 33
    Oreste Sannoner
     scrive: 

    Con simpatica e tenera nostalgia ricordo il periodo dei primi pc x86 tutti basati solo sul floppy: il mio primo pc era un Philips con 512 kB di RAM è un floppy drive su cui c’era il sistema operativo, un dos 3 ridotto. Poi l’ampliai con un secondo floppy, il B: in modo che su A: c’era il s.o. e con B: facevo girare gli applicativi. In epoca di Excel 2010 grosso 25 MB chi potrà mai dimenticare le soddisfazioni avute dal Lotus 123 che si poteva far girare su un floppy da 720 KB. Che tenerezza! ricordi simpatici sopratutto confrontando con i TB, i GHz, gli SD di oggi, a distanza di soli 30-35 anni.

  • # 34
    lakar
     scrive: 

    I floppy erano affidabili a patto di usare supporti di qualità, buoni lettori e di trattarli bene. Io ho avuto pochissimi problemi di errori sui floppy nonostante li abbia usato per anni.

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