di  -  lunedì 5 maggio 2008

msyOrmai anche le più antiquate e retrograde testate giornalistiche italiane hanno un sito web che aggiornano quotidianamente, spesso riportando pari pari i contenuti presenti sull’edizione cartacea.

Che, però, il peso dato all’edizione online del quotidiano sia ben diverso rispetto a quella offline è noto, ma diventa ancor più evidente di domenica, precisamente ieri, quando Microsoft annuncia di aver ritirato la sua offerta di 33 dollari per azione a Yahoo!, di fatto chiudendo la più grande trattativa in campo informatico (e non solo) da molti anni a questa parte.

La notizia arriva sul web e inizia a diffondersi quando in Italia non erano ancora le tre di notte, ma bisognerà attenere il rientro dalla pausa caffè dei giornalisti del Sole 24 Ore per vedere, a mezzogiorno circa, l’importante notizia: quasi 12 ore dopo la prima news.

Questa vicenda sembra la metafora del nostro Paese, mentre gli altri corrono, noi arriviamo (se arriviamo) affannati e in ritardo a dare la notizia quando gli altri stanno già scrivendo i pezzi di riflessione e critica.

Su Newsnow, ottimo sito che aggrega le news da tutto il mondo, è possibile seguire con grande precisione la diffusione e il tempismo con cui i vari siti nei vari Paesi del mondo hanno diffuso la notizia e, purtroppo, di bandierine italiane se ne vedono poche e tutte concentrate nella tarda mattinata.

Morale della favola? Capire che Internet conta, è importante e gli italiani, anche quelli che usano poco il computer, usano molto la rete per informarsi e che non è quindi più possibile considerare l’edizione online un surrogato di serie B di quella offline. Anzi, considerato i diversi tempi delle due edizioni, prima la redazione dovrebbe precipitarsi a scrivere il pezzo online e, solo dopo, raccogliersi in riflessione per scrivere contenuti (si spera rilevanti) per l’edizione cartecea del giorno dopo.

14 Commenti »

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  • # 1
    Paganetor
     scrive: 

    scusa, la notizia è di domenica notte e tu scrivi solo oggi (alle 10 del mattino!!!) su appuntidigitali?

    imperdonabile!

  • # 2
    Alessandro
     scrive: 

    Già perchè è un pezzo di analisi delle tempistiche, mica della notizia stessa… dai…

  • # 3
    Paganetor
     scrive: 

    be’, tenete rpesente che probabilmente il lancio di agenzia è stato fatto subito (quindi la notizia circola subito), ma di domenica – per giunta durante un ponte – la redazione non è al completo e quindi le cose slittano un po’.

    tra l’altro bisogna vedere cosa hanno detto all’estero: se si sono limitati a dire “MS rinuncia all’acquisizione di Yahoo” è facile e ci vuole poco a pubblicarla, ma se cominci a scrivere un pezzo ci vuole un po’ più di 5 minuti ;-)

    che poi ci sia bisogno di maggiore tempestività ok, ma la notizia in sé non è così importante per il “grande pubblico” (ovvio che vada data ;-) ) da darla alle 8 di domenica mattina appena un reattore va in ufficio…

  • # 4
    Paganetor
     scrive: 

    intendevo “un redattore”, non un “reattore” :-D

  • # 5
    kilang
     scrive: 

    Articolo di un’utilita’ davvero ridicola.. Ilsole24ore e’ aggiornato molto spesso.. E poi chi lo legge, di certo non si accontenta solamente di 1 sito per informarsi..

  • # 6
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    Che il tempo di reazione della stampa italiana (compresa la repubblica) su questa notizia sia stato piuttosto lungo mi pare anche difficilmente negabile. Sull’utilità dell’articolo, direi che come spunto di riflessione ci sta tutto. Tu su che basi valuti l’utilità di un articolo? E come pensi di trarre delle tue personali valutazioni dei dati oggettivi (articolo di un’utilità ridicola)?

  • # 7
    Pikazul
     scrive: 

    Ommioddio, ora anche blog e testate giornalistiche online hanno il loro e-penis da mostrare: i tempi di reazione…

  • # 8
    Paganetor
     scrive: 

    ah, prima non l’ho scritto, ma è davvero di cattivo gusto scrivere “ma bisognerà attenere il rientro dalla pausa caffè dei giornalisti del Sole 24 Ore per vedere, a mezzogiorno circa, l’importante notizia”

  • # 9
    HyperText
     scrive: 

    Hai considerato il fuso orario?
    Se in Italia era notte, in altri parti del mondo no.

  • # 10
    Pierluigi
     scrive: 

    Che le alte sfere non abbiano capito l’utilità e le potenzialità di internet non è una novità (per esempio ogni volta che ho avuto un qualche tipo di problema anche semplice come una pagina che non si carica il 90% delle volte riguardava un sito .it).
    12 ore di ritardo possono essere tante o poche dipende da che tipo di servizio si vuole offrire all’utenza. Per esempio solitamente leggo la versione on-line che è la copia di quella cartacea ed è consultabile in teoria dopo mezzogiorno, ma che in pratica a volte prima delle 15:00 non è ancora accessibile; ma d’altra parte è gratuita quindi non è che si possa pretendere più di tanto.
    Discorso cambia se uno paga per avere un servizio di news 24 ore su 24, dove che sia notte, giorno, sereno o una guerra in corso le notizie dovrebbero essere disponibili quasi in tempo reale.
    Per certi tipi di notizie soprattutto nel campo scientifico magari le ore di ritardo fossero solo 12, a volte sono mesi, talvolta anche anni.

  • # 11
    Francesco Federico (Autore del post)
     scrive: 

    @Pierluigi Gratis per modo di dire, chi offre online gratuitamente un servizio è finanziato, quasi sempre, dalla pubblicità che, in ultima analisi, va a gravare sulle tasche dei consumatori/lettori del quotidiano online “gratuito”.

    E’ l’economia del gratis di cui Chris Anderson ha più volte brillantemente parlato citando, tra i tanti, l’esempio di chi ti offre il cellulare gratis, perchè sa che pagherai (care) le telefonate. Non per questo possiamo certo scusare, per esempio, l’eventuale cellulare che non funziona solo perchè viene consegnato gratuitamente.

    Ritengo pertanto che sia giusto pretendere un servizio di qualità anche se offerto “gratuitamente”, soprattutto dal primo quotidiano economico nazionale.

    Ricordo a chi sostiene che “la notizia in sé non è così importante per il “grande pubblico” a mio avviso può aver ragione se parla di quotidiani come Corriere e Repubblica, ma non può scusare quel ritardo al Sole 24 Ore che è il giornale economico-finanziario di riferimento in Italia.

    La notizia è assolutamente da prima pagina, tanto è vero che domenica si è scatenato nei quotidiani online specializzati la “lotteria delle previsioni” su come avrebbe reagito il titolo Yahoo! Japan, il primo ad essere contrattato per via del fuso orario, e su come regolarsi di conseguenza a Wall Street.

    Basta leggere la stampa estera per rendersi conto che è una notizia bomba di cui si parlerà probabilmente per tutto il 2008, che ha “rovinato il weekend” a parecchi operatori del settore, che anzichè godersi il giorno di riposo, hanno dovuto commentare ed occuparsi della vicenda.

  • # 12
    Giulio
     scrive: 

    Vorrei ricordare a tutti voi (come ha fatto B. Grillo) che giornali come Repubblica, Sole 24 Ore e Corriere prendono minimo 1 milione di euro al mese di contributi pubblici (repubblica 1, sole 1,5 e corriere 2+).
    Di conseguenza pretendere una reazione veloce potrebbe quasi diventare una pretesa legittima. Visto che, in fondo in fondo, io i giornali non li compro ma li pago lo stesso…

  • # 13
    Pierluigi
     scrive: 

    @ Francesco Federico
    Chiaro che nessuna azienda regala niente, però sono dell’idea che quando un servizio viene offerto gratuitamente, più che gli utenti, debbano lamentarsi gli sponsors. Se il servizio che loro hanno pagato è peggiore di quello che hanno concordato meno utenti usufruiranno del servizio e quindi meno persone vedranno i banners pubblicitari.
    Piuttosto direi che non si fanno una bella pubblicità.
    Se fossi un businessman di certo mi appoggerei ad altri siti se il ritardo nel sapere le news fosse davvero importante.

  • # 14
    edmondo dantes
     scrive: 

    ho ricevuto la news, come mail, dal nytimes, di domenica notte.

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