di  -  lunedì 5 maggio 2008

baywordsTroppo spesso si viene a conoscenza di tristi notizie, che riportano la chiusura di blog per le opinioni in esso espresse dall’autore, ricordando a tutti che Internet non è poi così the land of the free che si crede, soprattutto in certi paesi.

The Pirate Bay, il popolarissimo motore di ricerca di torrent spesso “poco leciti”, ha di recente lanciato il servizio BayWords che altro non è che una piattaforma di blog che promettono di non censurare mai (o quasi).

Il quasi è dovuto al fatto che The Pirate Bay ha i server e gestisce le proprie attività in Svezia. Il limite è quindi dato dalle leggi in vigore in questo paese, ma certamente chi vive in paesi come Cina, Egitto, Arabia Saudita & Co. troverà interessante il servizio (anche se dovrà stare attento a non farsi beccare in altro modo).

Dal punto di vista tecnico siamo di fronte ad una semplice installazione multi utente di WordPress 2.5, personalizzata da BayWords e, per ora, con funzioni molto semplici e limitate.

Lo scopo è essenzialmente quello di offrire uno spazio che dia garanzie di protezione e libertà maggiori di quanto possano garantire altre società private, anche europee, e di lucrarci un po’ sopra (dato che il controllo resta saldamente nelle mani di Pirate Bay, che inserisce pubblicità e quant’altro raccogliendone gli utili).

Io sono sempre stato un convinto sostenitore della frase “Non sono d’accordo con quello che dici, ma lotterò fino alla morte affinché tu possa dirlo”. Penso che la libertà di parola sia da difendere quale uno dei diritti più preziosi che abbiamo, peraltro diventato molto più potente oggi grazie ad Internet.

Certo, ci sono altri problemi quali la diffamazione, l’istigazione a delinquere ed altro, ma questi sono problemi che “vengono dopo” e che vanno affrontati in sede diverse. Trovo inaccettabile “tappare la bocca” alle persone nel dubbio che forse qualcuno potrebbe sentirsi offeso dalle sue parole. Lasciamo parlare le persone e interveniamo solo nel caso ciò si renda necessario!

1 Commento »

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  • # 1
    mescalero
     scrive: 

    Aggiungi pure l’ITALIA al tuo intervento tra i paesi soggetti a censura!

    E’ argomento di questi giorni un altro blog chiuso (www.antoninomonteleone.it) dalla polizia postale su “ordine” di un assessore calabrese. Il sito in questione è di tipo informativo.. ma informazione vera signori, non le bugie abituate a sentire tutti i giorni, e la sua colpa è stata quella di criticare la capacità politica di un consigliere comunale.. il suo sito è ora sottoposto a sequestro.

    Quindi dopo il tentativo fallito della legge Prodi-Levi di mettere un bel bavaglio ai blog, ecco che entra in azione la polizia postale su ordine del politico di turno, in barba alla nostra costituzione e al diritto di esprimere la propria idea.
    Un atto gravissimo che nel nostro paese ha già avuto troppi precedenti e che DEVE spingere tutti quelli che vogliono poter dire la loro idea e soprattutto denunciare il comportamento ILLEGALE E VERGOGNOSO dei nostri pseudo-politici ad aprire un blog su un server che garantisca la libertà e blocchi questa CENSURA!

    Altro che Cina.. siamo messi peggio.

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