di  -  lunedì 15 ottobre 2007

palmare Nell’autunno del 2003 ho acquistato il mio primo palmare. Allora le mie esigenze erano decisamente diverse da oggi. Cercavo una agenda elettronica che mi permettesse di scrivere qualche breve messaggio email anche offline, in maniera da poterlo inviare non appena avessi avuto una connessione disponibile.La funzione principale sarebbe stata quella di PIM [Personal Information Manager]. Una agenda elettronica evoluta dove tenere tutti i contatti ed una minima capacità di archiviazione dati per tenere con sé in uno spazio contenuto i documenti che possono servire nell’arco della giornata.

La scelta cadde allora sul modello Zire71 della Palm, entry level da poco uscito, che offriva la possibilità di collegarsi ad Internet solo tramite la porta infrarossi, ovviamente in abbinamento ad un cellulare gprs dotato di irda.

Da allora sino ad oggi, se fosse dipeso solo dalla mia volontà avrei cambiato palmare almeno sette volte, ma invece solo questa estate ho acquistato il mio secondo dispositivo mobile, un Toshiba G900 con sistema operativo Windows Mobile, bluetooth, wifi, UMTS e HSDPA. Un oggettino che vive per la connettività mobile.

In quest’arco di tempo non solo le mie esigenze sono cambiate, ma è cambiato completamente il modo di rapportarsi alla mobilità:

  • Palm non è più leader di mercato, a causa di scelte di mercato che si sono rivelate errate;
  • la Microsoft è entrata in questo settore con tutta la sua ingombrante presenza;
  • si sono diffusi sempre più gli smartphone, a conferma di una tendenza alla ricerca di un prodotto all in one;

Trascuro il ruolo del sistema operativo Symbian, perché più indicato a mio avviso per smartphone e meno indicato invece per veri e propri pda.

Ho potuto finalmente fare un confronto diretto tra Palm e Windows Mobile, e sinceramente non capisco e non condivido l’idea della Microsoft di utilizzare per palmari e smartphone una versione ridotta del sistema operativo che gira sui PC. Rivendico la necessità di un sistema operativo ideato e realizzato ad hoc, secondo logiche proprie delle funzioni a cui devono servire.

Sicuramente sono stati fatti enormi passi in avanti per quanto riguarda le dimensioni, il peso e l’autonomia dei dispositivi mobili su cui gira il sistema operativo con le finestre, ma a mio modo di vedere siamo ancora lontani dalla immediatezza e semplicità d’uso di un Palm.

Qualcuno forse si starà chiedendo perché abbia scelto un pda-phone windows mobile, visto che la penso così. Semplicemente perché, a parte il Treo che non corrisponde ai miei gusti personali e che non offre il wifi integrato, non esiste un prodotto con sistema operativo Palm che possa competere con l’offerta disponibile sul mercato di prodotti con sistema operativo Windows Mobile o Symbian.

Il che è un problema di hardware, ovvero, non mi risulta che queste carenze siano dovute alla presenza di un sistema operativo in qualche maniera “limitante”, ma a scelte probabilmente di ragione commerciale del produttore.

In fin dei conti a me non interessa che il palmare sia marchiato Palm o Microsoft, o qualsiasi altra cosa; il sistema operativo mobile dei miei sogni è quello che permetterà al dispositivo di reagire immediatamente ai comandi, in maniera diversa e più semplice rispetto a quello che fa il pc di casa, e soprattutto, che quando ho finito di usare le applicazioni che mi servono non sia costretto ad andare dal menu avvio – impostazioni – sistema – memoria – programmi in esecuzione, per stoppare i programmi che altrimenti continuano a girare in background.
:-\

[L’immagine è di Branox]

7 Commenti »

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  • # 1
    Emanuele
     scrive: 

    Non ho mai avuto un palmare ma immagino che la scelta di creare dei sistemi software derivanti dai più grossi OS per computer sia dovuto sia a ragioni di compatibilità che di ottimizzazione dei costi e delle risorse. Se ci fai caso anche la Apple con il nuovo iPhone (e con l’iPod Video) ha adottato una soluzione simile. Dietro quel monitor touchscreen si cela infatti una versione “alleggerita” di OSX.
    La distanza pc-fisso -> palmare sarà sempre più ridotta in futuro (anche grazie ad hardware sempre più miniaturizzato) e per questo immagino che le grandi case non abbiano alcuna intenzione di mettersi a studiare nuovi software quando possono *castrare* quelli che già sviluppano e seguono.
    Ciao,
    Emanuele

    PS: Ovviamente sono le mie supposizioni… non parlo a voce di nessuna industria del software… :-)

  • # 2
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    Ah, neppure io parlo a nome di alcuna industria del software, ed e’ proprio il verbo castrare, che mi suscita reazioni negative.
    :-)

    Ad ogni modo, se anche i SO dovessero rimanere quelli attualmente disponibili sul mercato, mi auguro che riescano a piegarli meglio all’utilizzo che se ne fa in mobilita’.

  • # 3
    Andrea
     scrive: 

    Stessa identica situazione: il mio primo palmare è stato un Palm Zire 71, ho da poco preso un Asus A639.

    Come rimpiango la velocità e la semplicità d’uso del mio vecchio Zire! (adesso tra le mani della morosa, che più del Sudoku nno fa girare…)

    Mi sono convertito anche io ai PocketPC dopo lunga attesa da parte di Palm di un terminale decente… alla fine l’offerta si è ridotta al solo Tungsten T|X, con lo stesso, identico s.o. che gira ancora sul mio Zire (tralasciamo le miriadi di patch da aggiungere)…

    Certo, WM5 (perchè ho ancora la versione 5, nonostante sia già uscita la versione 6 per il mio palmare) è più bello, più colorato, “sembra” più funzionale, ha il multitasking… ma basta dimenticarsi di killare le applicazioni aperte un paio di volte, è già il palmare scatta vistosamente… uno degli esempi che potrei portare dalla mia esperienza e che mi ha fatto tirare avanti con il vecchio Zire fino a quando ho potuto.

    Semplicemente ho dovuto comprare un pocket pc perchè non ho avuto scelta.

  • # 4
    alexbit
     scrive: 

    Io ho un HTC TyTN con su WM6 (dopo l’esperienza del 5).
    Pur non avendo mai provato un Palm, condivido le impressioni sulla generale lentezza dei dispositivi WM.
    In vero, comunque, sono molto soddisfatto del mio “piccolo pc” e credo che ne siano stati fatti di passi in avanti rispetto a qualche anno fa.
    Per quanto riguarda la velocità di risposta sembra (dai video che ho visto e dai commenti in giro) che l’iphone sia una spanna sopra WM.
    Probabilmente in ambito WM, l’unica interfaccia realmente veloce è quella del Touch (HTC)
    Mi permetto comunque di segnalarvi che esistonono varie utility (sia freeware che non) per killare i programmi in esecuzione senza andar dietro a tutta la procedura descritta.

  • # 5
    ing. Federico Fuga
     scrive: 

    Una buona alternativa che (purtroppo) non si trova già installata sui palmari è familiar, la versione Embedded di Linux. Soffre di tutti i problemi di linux, cioè bisogna un po’ arangiarsi e sporcarsi le mani, ma sembra dia una certa soddisfazione.

  • # 6
    Sergio
     scrive: 

    Salve,
    si direbbe che bisogna accettare compromessi tra il lento e colorato ed il veloce ma scarno! Uso i termini in senso lato; la verità è che tutti (linux incluso) gli Os hanno le loro pecche, importante per l’utente è poterle in qualche modo correggerle, anche con software di terze parti, catastrofico sarebbe un sistema completamente chiuso… poi il ” tricorder ” di StarTrek arriverà ;-) Saluti saluti !

  • # 7
    Andrea
     scrive: 

    Interessante questo Familiar… non lo conoscevo. Mi voglio documentare per benino.

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