di  -  venerdì 4 marzo 2011

Spesso i programmatori si divertono ad inserire nei propri software delle particolari combinazioni di tasti che mostrano dei “fun screen” identificati comunemente con il nome di Easter Egg.

Curiosando tra di essi sul sito The Easter Egg Archive (http://www.eeggs.com/) mi sono imbattuto in quello presente in Word 2.0:

in pratica vengono visualizzati una serie di omini che con l’aiuto dell’icona di Word sconfiggono un orco identificato come “WP”, ovvero Word Perfect.

Siamo agli inizi degli anni 90 e Word è tutt’altro dall’essere il leader dei wordprocessor, nonostante il suo sviluppo sia iniziato nel Febbraio del 1983 (Multi-tool Word) in seguito all’arrivo in Microsoft di Charles SimonyiRichard Brodie, autori di Bravo, il primo word processor WYSIWYG, progettato presso i laboratori Xerox PARC.

Ma come si sono evoluti i programmi di scrittura? A grosse linee è possibile identificare, nell’ultimo trentennio, tre stati evolutivi dei wordprocessor, legati ad altrettanti prodotti: WordStar, WordPerfect e Word. WordStar è stato il prodotto leader nella prima metà degli anni ’80 ed era un sistema incredibilmente efficiente e pratico, nonostante tutte le limitazioni hardware esistenti. Il suo pregio, ma anche ciò che successivamente ne ha decretato la scomparsa, è stato il fatto di essere un sistema puramente “testuale” in cui l’idea di WYSIWYG non era neanche minimamente contemplata. Basti pensare che solo con la versione 5, alle fine degli anni ’80, è stata introdotta l’anteprima di stampa che dava, sommariamente, l’idea di quello che si sarebbe ottenuto una volta stampato il proprio lavoro. Altro punto a favore del sistema di MicroPro era un’efficiente combinazione di tasti, attraverso cui effettuare tutte le operazioni di uso frequente, riprese da WordPerfect e dai prodotti di sviluppo Borland.

Il secondo stadio evolutivo passa attraverso WordPerfect che prende quanto di buono c’era in WordStar e vi aggiunge l’innovativo concetto di “stream-formatted text”. In pratica, una volta scelto di applicare una specifica formattazione al testo, la stessa viene applicata finché l’utente non ne esplicita il termine o ne scegli un’altra. Per applicare correttamente le formattazioni, WordPerfect utilizza una serie di “Formatting Code”, che possono essere resi visibili attraverso la funzione “Rivela Codici”, permettendo di correggere o rimuovere direttamente i problemi di formattazione.

WordPerfect si impone in modo dirompente come leader di settore dalla seconda metà degli anni ’80, grazie anche alla sua disponibilità per la maggior parte dei sistemi del periodo, al punto che “wordpefect” diventa sinonimo del concetto stesso di wordprocessor e la società produttrice, Satellite Software International (SSI), decide di cambiare nome in WordPerfect Corp. (aprile 1986).

Splash Screen delle varie edizioni di WordPerfect

Come ben si evidenzia dalla lettura di Almost Perfect, scritto dal vice-presidente esecutivo di WordPerfect Corp. W.E. Pete Peterson, la forza di WordPerfect Corp. era nella realizzazione di prodotti eccellenti:

We spent a lot of time in meetings going over what had to be in the product and how things should work. These decisions were made by the programmers, who sometimes had very heated discussions about what was needed. At times the three of us on the Board had to assume the role of referee. Some of the issues were very complicated, so by the time the arguments were finished and a decision was made, I usually had a headache.

It was somewhat unusual for a software company to let the programmers decide the future of its products. We were, however, a company founded and owned by programmers, where programmers were treated with an extra measure of respect. The marketing department was used primarily to sell products once they were developed, and only rarely did it get involved early enough to perform the traditional marketing role of identifying a need and defining a product to fill that need. At times this put us in the position of developing solutions before we identified problems, but it was hard to be too critical of the programmers when the company was so successful. To their credit, the programmers tried very hard to listen to our customers and to those of us in the marketing department. The programmers were smart and thoughtful and very good at protecting the best interests of the company. At times, however, they were prone to manipulate some of the data they received to fit what it was they wanted to do.

Ma allora cosa ha causato il sorpasso di Microsoft Word su WordPerfect? La risposta è semplice e precisa: l’ascesa di Windows.

Sempre Peterson sintetizza così la perdita di competitività di WordPerfect: “WordPerfect, like many other companies at the time, never really made the transition from DOS to Windows.”

In pratica l’azienda non riuscì a sposare la nuova filosofia a “finestre”, rimanendo legata a quello che era un modo di lavorare basato su un paradigma “character mode” e alla voglia di avere un prodotto paritario per le varie piattaforme, anche quando alcune di essere (vedi OS/2) erano chiaramente destinate a sparire.

L’iniziale forza di SSI, ovvero la volontà di non seguire i trend del momento ma di concentrarsi nel realizzare prodotti eccellenti partendo dalle intuizioni dei developer, portò il management a non capire che Windows sarebbe stato il futuro, aprendo di fatto la strada ad una escalation di Word che, nel giro di pochi anni, diventò il nuovo leader di settore, grazie, soprattutto, alla forte integrazione con gli altri componenti della suite office e all’utilizzo maniacale del modus operandi di Windows.

A giugno del 1994, Novell (come descritto in precedenza qui), acquista WordPerfect ed una serie di prodotti da Borland (QuattroPro e Paradox in licenza) per tentare l’attacco alla casa di Redmond, ma la società guidata da Noorda si rileva tutt’altro che all’altezza della sfida e il suo Novell WordPerfect Office diventa un clamoroso flop. (ne abbiamo parlato qui).

Novell WordPerfect

A due anni di distanza (aprile 1996) Corel acquista l’intero ramo “office” da Novell e fa proprio anche Paradox.

L’investimento di Corel è soprattutto organizzativo: unire team diversi, provenienti da culture aziendali diversi, affinché diventassero un unico ecosistema in grado di dare nuova linfa ad una serie di prodotti tecnologicamente validi, ma percepiti come surrogati di bassa lega delle rispettive soluzioni Microsoft. Nasce così Corel WordPerfect Office, oggi disponibile nell’ultima versione X5.

Corel WordPerfect Office X5

A questo punto una domanda è d’obbligo: oggi ha veramente senso continuare ad investire su WordPerfect (e la relativa suite)? E un utente quale vantaggio ha nell’acquistarlo?

In effetti la risposta non è semplice, anche se, dal punto di vista degli utenti, un maggior numero di reali alternative dovrebbe andare a braccetto con una maggiore qualità e prezzi contenuti. In realtà nel settore degli applicativi Office non esiste una vera e propria concorrenza, visto lo strapotere di Microsoft con il proprio MS Office.

C’è da dire che una categoria di utenti dove WordPerfect rimane particolarmente apprezzato è quello degli avvocati statunitensi, tant’è che lo stesso dipartimento di giustizia nel 2005 acquistò oltre 50.000 copie di Corel WordPerfect Office 12. Le motivazioni di questa scelta sono diverse: una parte di utenti è quella “fidelizzata”, quindi storica, un’altra sostiene che WordPerfect sia sempre stato superiore ai concorrenti per quanto riguarda le funzionalità specifiche per la stesura di documenti ad uso legale. Per quel che riguarda le scelte governative è probabile, infatti, che ad influire sia stata anche la volontà di avere un prodotto terzo non legato a Microsoft, ma comunque all’altezza delle feauture richieste.

Con rammarico c’è da riconoscere che gli sforzi di Corel nel mantenere vivo WordPerfect sembrano destinati a non portare grandi risultati, anche perché oggi l’unica vera alternativa a MS Office sembra essere OpenOffice, ammesso che Oracle non decida di cambiarne i connotati e sperando che il fork LibreOffice trovi presto degli sponsor importanti.

Prima di concludere vorrei segnalarvi il post di Gary North, World’s Longest-Using WordPerfect Author Abandons WordPerfect After 30 Years, che spiega come e perché dopo 30anni abbia abbandonato WordPerfect in favore di inDesing (North usava WordPerfect proprio per le suddette capacità di controllo della formattazione).

L’Ester Egg in azione

Alcuni link interessanti:

http://www.eeggs.com

http://wepeterson.com/


12 Commenti »

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  • # 1
    floriano
     scrive: 

    mi ricorda un pò il LaTeX

  • # 2
    Riccardo
     scrive: 

    hahah che stramin……. però bello quando gli omini esultano!! hahahah grandi!

  • # 3
    Army
     scrive: 

    Gli omini sono un po’ alla runner!:D
    Le animazioni sono mitiche…altro che Crysis:asd:

  • # 4
    goldorak
     scrive: 

    Gli easter eggs ci sono anche in Excel e Calc tanto per dire.
    Ad ogni modo e’ deprimente vedere che in 30 anni il word processor e’ ancora considerato e viene usato come l’analogo digitale di una qualsiasi macchina da scrivere tradizionale. Se per questo, word 6/7/’97/2000/2003 etc… sono identici. Ce stato in questo mercato una fossilizzazione che e’ alquanto sconcertante.
    Con i fogli di stile, sia Word che Writer si possono usare per gestire documenti strutturati ma siamo ben lontani dall’avere software di facile uso (e no Latex sebbene disponga di varie front end grafici, e funzionalita’ che manco Adobe InDesign implementa totalmente) e che producono documenti tipograficamente gradevoli.

  • # 5
    Steve
     scrive: 

    “WordPerfect utilizza una serie di “Formatting Code”, che possono essere resi visibili attraverso la funzione “Rivela Codici”, permettendo di correggere o rimuovere direttamente i problemi di formattazione.”

    Non c’è un programma che permetta di farlo anche al giorno d’oggi?

  • # 6
    Giacomo
     scrive: 

    questi easter eggs in programmi corporate erano nerdate possibili solo fino agli anni 80, quando il codice era ancora in mano ai programmatori, e le software house erano ancora poco più che botteghe del software.. oggi (ma già 15 anni fa) sarebbero inconcepibili.

  • # 7
    goldorak
     scrive: 

    @ Steve : il concetto che sta alla base dei reveal codes e’ quello di Tex e altri software simili. Il documento contiene direttamente i commandi testuali di formattazione che vengono interpretati dal software per creare il documento vero e proprio.
    Word e Writer si basano su filosofie totalmente diverse, e indirizzate ad un pubblico informaticamente analfabeta (e quindi piu’ user friendly).
    La differenza vera tra TeX e Wordperfect e’ che nel primo il documento dev’essere compilato, mentre in Wordperfect la compilazione e’ contestuale alla scrittura del documento. E quindi vedi in tempo reale l’effetto dei reveal codes sul documento.

  • # 8
    Giovanni
     scrive: 

    Bello, articolo interessante anche perché intelligentemente costruito a partire dall’ Ester Egg (simpatica, si, ricorda gli omini di LodeRunner e anche un po’ le animazioni di Guzzler), complimenti.

    Wordstar aveva costruito il suo successo sulle intricatissime combinazioni di tasti e ctrl che avrebbero fatto impazzire chiunque, ma erano stati assimilati da milioni e milioni di dattilografe! Anche in quel software comunque, esisteva l’uso dei tag per la formattazione (come in parte anche nei wp attuali), solo che servivano per operazioni molto semplici come la giustificazione o il pilotaggio del flusso alla stampante tramite codici di escape.
    I tag utilizzati da TeX ed in particolare le macro di LaTex servono per pilotare funzioni di formattazione assolutamente più complesse!

    Scusate comunque, ma senza andare in cerca di soluzioni esotiche o strettamente settoriali come TeX… HTML? Con il concetto dei “fogli di stile” (CSS) poi, che sono normali strumenti di composizione grafica già ampiamente utilizzati dai primi software DTP (come Ventura, anch’esso poi Corel), mi pare che si sia evoluto in maniera eccellente!

    Ciao

    PS: ricordo, come sempre, RC su http://www.jurassicnews.com !!!

  • # 9
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Ancora oggi uso quelle combinazioni di tasti, perché su Linux preferisco joe a vi o emacs, proprio perché sono troppo abituato a quegli short-cut, avendo utilizzato prima WordStar e poi i prodotti Borland. :P

  • # 10
    Giovanni
     scrive: 

    Credo che molti utilizzatori di computers di vecchia data faccia largo uso della tastiera. Anche per me è normalissimo usare le classicissime combinazioni per undo, cut, copy, paste (…sono in sequenza!), ma anche per salvataggi, passaggi tra i task e molte altre cose.
    Le combinazioni di WordStar però erano veramente moltissime e alcune assolutamente criptiche.
    Sinceramente mi è capitato di vedere gente che disegnava con autocad limitandosi a “sfiorare” saltuariamente il mouse, ma non l’ho mai considerato un motivo di vanto: cito proprio questo software perché è un caso esemplare di programma grafico che ancora permette la gestione attraverso un’antiquata interfaccia testuale che ne ha determinato successo commerciale ma anche, nello stesso tempo, enormi vincoli di arretratezza che ne hanno compromesso la fama.

    Caro Felice, forse si potrebbe approfondire anche questi aspetti (ricordo che hai già parlato del taglia e incolla) nell’analisi del software e del successo o meno di questo (argomento a cui accenni in quest’ultimo ottimo post).

    In realtà anche WP aveva una gestione completamente tramite tastiera, ma soprattutto attraverso i tasti funzione anziché combinazioni Ctrl. Veniva fornito di tabellini da applicare alla tastiera e ricordo anche Samna Word come un wordprocessor dotato di cartellini con una quantità sorprendente (e deprimente) di combinazioni. Word invece aveva i menu’ a tendina. Comunque, indipendentemente dai tipi di menù (tasti funzione, tendine oppure in linea come i prodotti Lotus, ma anche di molti altri) per tutti esistevano combinazioni di tasti (spesso rigorosamente diverse) per svolgere le stesse funzioni in modo più rapido.
    Altra qualità di WP erano l’affidabilità, la gestione degli archivi e la gestione dell’editor a schermo intero (wordstar era suddiviso in due parti).

    Saluti

    http://www.jurassicnews.com …sempre!

  • # 11
    vecchiadata
     scrive: 

    E’ una pena vedere gente fare il copia/incolla con Menu->modifica->Copia, Menu->modifica->Incolla. Viene voglia di strappargli la tastiera di mano e spaccarlgiela sulla schiena.

  • # 12
    Randorama
     scrive: 

    a chi lo dici.
    a chi fa copia incolla con CTRL+C e CTRL+V invece che con CTRL+INS e SHIFT+INS gli sparerei direttamente nelle gambe…

    ma per piacere…

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