di  -  mercoledì 30 aprile 2008

camera oscuraLa storia della fotografia parte, senza ombra di dubbio, dall’invenzione della camera oscura: componente essenziale di tutte macchine fotografiche.

La camera oscura, ritrovabile in natura, riproduce a grandi linee il funzionamento dell’occhio umano: l’obiettivo può essere fatto corrisponde al cristallino, il punto di entrata della luce alla pupilla e dietro, la nostra camera oscura biologica, sul cui fondo vi è la retina, dove vengono proiettate, capovolte, le immagini del mondo esterno che si trova di fronte a noi.

L’Eye Pod, progettato dallo studio di architettura americano Cermack Rhoades Architects, non è solo un bell’edificio, come possiamo vedere dalle immagini allegate a questo post, ma è, a tutto gli effetti, una camera oscura gigante e perfettamente funzionante.

Come riportato sul web site dello studio, quando il giardino botanico dell’Università del Minnesota ha indetto un concorso per la realizzazione di “giardini segreti” ispirati ai romanzi per bambini di Frances Hodgson Burnett (quella de “Il piccolo Lord”); Chris Wegscheid ha avuto immediatamente un’idea: costruire una camera oscura a dimensione umana che proietterà, all’interno di un segreto spazio chiuso, una immagine in continuo cambiamento della porzione di giardino botanico che si trova davanti all’obiettivo.

La camera oscura in questione è, fondamentalmente, una sorta di grande scatola, all’interno della quale ci si può camminare agevolmente, con un obiettivo a vetro singolo che proietta un immagine delle attività esterne su una parete bianca. Il tutto, ovviamente, a bassissimo impatto ambientale.

Circa 20 giardini segreti sono stati scelti per essere inseriti nell’arboreto, ma l’Eye Pod, dopo la permanenza nel giardino universitario, verrà sistemato permanentemente nella collezione esterna del Science Museum of Minnesota.

Un ambiente magico, affascinante ed artistico…segreto. Uno spazio che riproduce la realtà reale esterna ma che, allo stesso tempo, ne prende le distanze; onirico, calmo, protetto.

Una perfetta camera da letto?

Storicamente, la prima camera oscura che poteva contenere delle persone, fu costruita nel 1646 ad Amsterdam dall’olandese Athanasius Kircher, pittore, che usava tale strumento per “rubare” i contorni di immagini reali da poter poi utilizzare come sfondo per i suoi dipinti.

Ecco a voi le foto:

eye pod ext

eye pod int

eye pod int1

eye pod lens

3 Commenti »

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  • # 1
    Tambu
     scrive: 

    giusto 3 giorni fa era la giornata mondiale del foro stenopeico, giuro! :)

  • # 2
    Nicoclick
     scrive: 

    È verissimo!
    Ecco il link!

    http://www.pinholeday.org/support/faq.php?setlang=it

  • # 3
    adso
     scrive: 

    un marchingegno del genere veniva già utilizato in epoca rinascimentale per la pittura, penso che le prime camere oscure risalgano ad un periodo precedente (anche se non di molto) rispetto al 1646. venivano utilizzate per quei dipinti che ancora oggi possiamo ammirare per la loro accuratezza incredibile nel riportare i dettagli del soggetto, una sorta di fotografia “a mano”…

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