di  -  venerdì 25 febbraio 2011

Con questo secondo post (vali al primo post) completiamo il percorso che ci porta alla scoperta di Konrad Zuse e delle sue pioneristiche invenzioni.

Nel 1940 nasce così lo Z2, un nuovo prototipo sperimentale che riesce a catturare l’interesse dell’Istituto Tedesco per la Ricerca Aereonautica (DVL) guidato da Teichmann. Il nuovo calcolatore dimezza praticamente i tempi del suo predecessore ed introduce la possibilità di effettuare la radice quadrata. I risultati vengono visualizzati da una serie di lampadine in grado di rappresentare anche la virgola mobile.

L’istituto tedesco decide di finanziare il lavoro di Zuse e di utilizzare per scopi militari il nuovo Z3, che sarà poi distrutto durante il blitz areo del 1944. L’ingegnere tedesco aveva appena terminato la sua nuova “creatura” che la guerra comincia ad assumere risvolti negativi per la Germania, stravolgendogli di nuovo la vita.

Viene prima riarruolato e poi ricongedato, ma il problema maggiore è la mancanza di fondi per continuare le proprie attività di ricerca, nonostante abbia fondato la Zuse Apparatebau con l’intento di commercializzare i propri sistemi.

La ricostruzione dello Z3 in mostra al Deutsche Museum di Monaco

Il lavoro di Zuse va comunque avanti e nel 1949 riesce a completare lo Z4, con una memoria da 1024 parole ed in grado di elaborare istruzioni condizionali. La sua realizzazione avvenne con pezzi dei modelli precedenti e materiale fortuito recuperato per strada durante i bombardamenti.

Appena terminato, però, lo Z4 dovette essere smontato per una evacuazione di emergenza che lo portò, insieme al creatore e a gran parte del team di lavoro, pima a Göttingen (sempre in Germania) e poi in Baviera. Qui il lavoro dell’ingegnere tedesco continua attraverso la creazione della ZUSE KG e l’inizio della commercializzazione dello Z4, unico computer digitale in Europa in quel periodo ed il primo computer commerciale al mondo.

ZUSE KG logo

La società di Zuse sviluppa altri computer, tra i quali si segnalano lo Z11, acquistato da aziende e università, e lo Z22, uno dei primi a utilizzare le valvole termoioniche (tubi a vuoto). Nel 1965 l’ingegnere viene insignito del “Werner von Siemens Award”, il più importante riconoscimento tecnologico tedesco, anche se la cosa ha il sapore di una sorta di ipoteca da parte di Siemens che acquista la Zuse KG nel 1967 per problemi economici, dopo che quest’ultima ha  realizzato ben 251 computer.

Dopo la vendita, Zuse si dedica alla pittura, suo grande amore, e a scrivere la propria autobiografia, non senza lasciare al mondo un’ultima invenzione: la “Helix Tower”, ovvero una struttura ad altezza variabile per generare energia “catturando” il vento.

Zuse vicino al prototipo (in miniatura) dell’Helix-Tower

L’ingegnere muore nel dicembre del 1995 all’età di 85 anni ma le sue memorie rivivono nel sito realizzato dal figlio Hörst, docente di informatica alla Technische Universität Berlin, interamente dedicato alla sua vita ed al suo lavoro.

Nel 1998 il Convegno Internazionale di Informatica ha ufficialmente riconosciuto a Konrad Zuse il merito di aver realizzato il primo computer programmabile “funzionante” della storia (“Z1”).

Commemorazione della Guinea-Bissau (Africa) del 2009 (Zuse in basso a sinistra)

Il francobollo tedesco per i 100 anni dalla nascita di Zuse

11 Commenti »

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  • # 1
    Giovanni
     scrive: 

    Eccoci all’appuntamento del venerdì… complimenti per l’argomento interessante e ottima conclusione.
    Siemens entra nel settore informatico proprio attraverso l’acquisto dell’azienda di Zuse (che avviene nel 1954) per diventarne un’azienda che è tuttora un leader mondiale nella grande informatica (non certo per il settore consumer, ma in particolare, ad esempio, nella progettazione e nel CAD) anche se spesso è meno nota ai più (che non vedono oltre IBM o Apple)!

    Ciao

    Approfitto come al solito per ricordare il Retrocomputer di qualità con http://www.jurassicnes.com

  • # 2
    Marco
     scrive: 

    Faccio le pulci, come al solito ;-)

    Dunque:

    “nel 1949 riesce a completare lo Z4 […] in grado di elaborare istruzioni condizionali”

    “Appena terminato, però, lo Z4 dovette essere smontato”

    Non è corretto, in quanto le istruzioni di salto e fermata condizionati sono stati aggiunti successivamente alla sua installazione all’ETH di Zurigo (nel 1950), su esplicita richiesta del cliente.

    “inizio della commercializzazione del Z4″

    Inizio e anche fine, dato che ne è stato costruito un unico esemplare.

    Complimenti cmq!

  • # 3
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @Giovanni,
    ottimo punto di discussione.
    In realtà dalle fonti reperite la questione è al 50%: in alcune si parla dell’aggiunta delle istruzioni condizionali (conditional branch) nel ’49 poco prima della consegna all’ETH, in altre della loro introduzione a seguito della vendita, probabilmente proprio su richiesta del cliente come da te evidenziato.
    La cosa che emerge, comunque, è che lo stesso Zuse considera terminato lo Z4 solo dopo la sua vendita (“commercializzazione” forse è un po troppo :-)) e, quindi, con l’introduzione delle istruzioni condizionali.
    A presto

  • # 4
    Caterpillar
     scrive: 

    Studiando ingegneria informatica penso spesso a quanto possa essere difficile programmare e costruire computer con i mezzi dell’epoca. Ora per un programmatore è molto più facile creare un programma, ma prima dovevi proprio confrontarti pesantemente a basso livello con l’elettronica del calcolatore. Anche costruire un calcolatore era un’impresa titanica.
    Queste persone sono dei geni, per creare delle cose del genere da zero devi avere una mente superiore. Quanto mi piacerebbe fare un corso all’università basato su come costruire un calcolatore dell’epoca così da scoprire tutte le difficoltà che hanno incontrato queste persone nei primi anni del 900. C’è qualche libro a riguardo?

  • # 5
    Z80Fan
     scrive: 

    @Caterpillar:
    Non penso ci siano libri, però ci sono molti progetti di appassionati che costruiscono interi computer basandosi su componenti semplici, o addirittura su relè.

    Ti segnalo questo computer costruito interamente a relè:
    http://web.cecs.pdx.edu/~harry/Relay/

    Un progetto invece basato su componenti elettronici è:
    http://www.homebrewcpu.com/

    Su youtube poi trovi moltissimi video di simili progetti realizzati “from scratch”.

  • # 6
    Marco
     scrive: 

    @Caterpillar

    La mia fonte principale è questa:

    http://books.google.it/books?id=nDWPW9uwZPAC

    consigliatissimo come punto di partenza. Tratta di vari computer, anche poco conosciuti, con spunti interessantissimi, comprese le recenti ricostruzioni. Dall’ABC (Atanasoff–Berry Computer) alle macchine di Zuse, in particolar modo lo Z4, alla ricostruzione dell’ENIAC su un microchip.
    Vengono inoltre analizzati, fra i più interessanti, il potente Mischgerät (il computer di bordo dei razzi V2), i primi computer giapponesi (alcuni dei quali usavano gli ingegnosi “parametron”: http://www.thocp.net/hardware/parametron.htm) e molti altri.

    Sempre della MIT press ce ne sono molti altri.

    Se sei interessato anche alle macchine nostrane, puoi trovare molta documentazione sulla CEP (http://www.cep.cnr.it/) e sui successivi mainframe Olivetti online (non so se sia stato pubblicato qualche libro dettagliato in proposito)

  • # 7
    Z80Fan
     scrive: 

    @Caterpillar

    Ah si, ovviamente, se ti senti avventuroso, puoi sempre provare bitsavers:
    http://www.bitsavers.org/
    Il loro scopo è quello di digitalizzare tutti i documenti esistenti di tutte le macchine. Puoi trovare qualsiasi informazione in questi archivi, ma preparati a scavare molto ;)

  • # 8
    Z80Fan
     scrive: 

    Dimenticavo:
    http://www.isisfermi.it/ITIS/Informatica/Elea9003/tabid/144/language/it-IT/Default.aspx
    Qui trovi la descrizione e i manuali dell’ Olivetti ELEA 9003, probabilmente il primo computer commerciale interamente a transistor del mondo (1957), ma a cui si da spesso troppo poco spazio, anche viste le qualità tecniche (poteva eseguire 3 programmi contemporaneamente in una specie di multithreading a 3 vie!)

  • # 9
    lakar
     scrive: 

    “Il lavoro di Zuse va comunque avanti e nel 1949 riesce a completare lo Z4″

    Ma lo Z4 non fu completato prima della fine della guerra, cioè entro il 1945?

  • # 10
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @Ikar,
    entro la fine della guerra Zuse riuscì ad eseguire una prima serie di test, ma lo Z4 venne definitivamente ultimato nel ’49 con l’aggiunta delle istruzioni condizionali. Dopo di esse il sistema venne praticamente “congelato”

  • # 11
    Caterpillar
     scrive: 

    Grazie a tutti per i consigli, stupendo il libro che tratta anche dei razzi V2! Sono molto appassionato di questo tipo di tecnologia

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