di  -  lunedì 28 aprile 2008

Di recente TomTom ha annunciato al mondo che nei primi tre mesi del 2008 i suoi profitti sono calati dell’83%. Le vendite però sono calate solo dell’11%, a 264 milioni di euro, mentre il numero di navigatori venduti continua a crescere, su base annuale.

Il prezzo medio di un navigatore è stato di 117 euro. Questo significa che il calo dei prezzi non è compensato da un’espansione delle vendite, e per molti questo è indice di una sola cosa: saturazione del mercato.

Come riporta Yahoo in una sua news, pare che nel giro di tre anni siamo arrivati al punto di non ritorno dei navigatori GPS, il punto in cui la maggior parte di noi ne possiede uno e non ha intenzione di cambiarlo tanto in fretta. TomTom, Garmin e Mio (che possiede i marchi Miotech e Navman), insieme hanno l’80% del mercato, principalmente per via dei brand affermati, ma a livello di funzionalità sono all’incirca tutti equivalenti.

Garmin resiste meglio degli avversari per il suo storico posizionamento in settori diversi da quello stradale, come ad esempio la vendita di navigatori per imbarcazioni o aeroplani.

La concorrenza principale al settore dei GPS stand-alone viene ancora una volta dai cellulari di nuova generazione e dai dispositivi che incorporano comunque chip di geolocalizzazione. Secondo molti analisti presto i GPS avranno la stessa considerazione che oggi accordiamo alle calcolatrici tascabili, cioè oggetti assolutamente quotidiani e dal basso costo.

Un altro fronte molto attivo è l’incremento di funzionalità che i programmi di mappe online (ad esempio GoogleMaps e Microsoft Live Maps) stanno subendo: presto potrebbe essere sufficiente che il device usato sia in grado di determinare la posizione, e che il resto delle funzioni vengano svolte dal server cartografico remoto, con l’aggiunta della socialità e dell’estrema “freschezza” dei dati che questi server possono garantire.

La citazione di Google non è casuale: è vero che i campi in cui il colosso si cimenta sono sempre maggiori, ma è vero anche che di solito a Mountain View hanno l’occhio lungo. Android, il sistema operativo aperto per cellulari sponsorizzato da Google, include nativamente il supporto GPS, e qualche giorno fa vi ho mostrato un video molto interessante di una applicazione che sfrutta Android, GPS e Google Maps. Adesso è più chiaro perché TomTom trema?

5 Commenti »

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  • # 1
    Paganetor
     scrive: 

    be’, sposteranno il business (per esempio, dall’hardware al software).

    cominceranno a vedere pacchetti di POI (o a regalarli agli utenti vendendoli alle aziende, tipo pagine gialle), aggiungeranno nuove funzionalità ecc.

    insomma, il mondo dei GPS non è solo “lo scatolino con lo schermo che mi dice che strada fare” :-D

    hanno cavalcato l’onda, ma adesso che i GPS sono così diffusi devono cambiare il prodotto in vendita ;)

  • # 2
    Cla
     scrive: 

    Il titolo e’ fuorviante: il mercato dei GPS non ‘e assolutamente in saturazione.
    Semmai e’ il mercato dei navigatori stand-alone ad essere saturo.
    GPS e’ navigatore stand alone sono due cose ben diverse.
    Bisognerebbe imparare a distinguere tra un “GPS”, un ricevitore GPS, un’antenna GPS e un navigatore.
    :)

  • # 3
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    di certo non intendevo “satelliti GPS” :)
    l’osservazione è giusta ma non tiene conto del reale linguaggio utilizzato dalla gente, dove GPS = navigatore stand-alone.

  • # 4
    Cla
     scrive: 

    Infatti io di solito “combatto” per cercare di usare i termini corretti perche’ GPS a volte vuol dire navigatore stand-alone, ma poco tempo fa voleva dire “ricevitore GPS Bluetooth” perche’ erano piu’ diffusi…
    Insomma, un casino! :)

  • # 5
    dj mtt
     scrive: 

    una sola parola…rinnovarsi…chi nn l’ha sta indietro…è dura xrò è così…:)

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