di  -  venerdì 28 gennaio 2011

Il 22 Novembre del 2010 si chiude ufficialmente la storia di una delle aziende che hanno profondamente segnato l’evoluzione dell’informatica ed in particolare quella delle Reti.

Stiamo ovviamente parlando di Novell, i cui brand sono stati acquisiti da Attachmate Corporation, mentre il consorzio CPTN Hondings LLC (guidato da Microsoft) ha acquisito la proprietà intellettuale di 882 brevetti.

Con questo serie di post (3 in totale) cerchiamo di ripercorrere le tappe fondamentali della sua storia, fatta di successi  ma anche di clamorosi errori.

Gli esordi: dalla “prima” Novell al rilancio

Tutto inizia nel 1979 a Provo (nello stato dello Utah), anno in cui  George Canova e Jack Davis danno vita alla Novell Data Systems Inc, il cui nome deriva da un’errata interpretazione della moglie di Canova che gli attribuisce il significato di “nuovo” in francese.

Canova e Davis iniziano la loro attività con l’idea di creare un’azienda OEM che realizzi minicomputer, terminali e stampanti, pensati per il mercato personal. Quindi la “prima” Novell è tutt’altro che proiettata al settore delle reti e nel 1981 inizia anche la produzione di personal computer.

Il Novell Campus di Provo

La società raggiunge oltre 120 dipendenti, riscuotendo un buon successo sul mercato, ma le vendite non sono sufficienti a garantirne la sostenibilità economica e il caos prende il sopraffento, tant’è che tra la fine del 1981 e l’inizio del 1982 sia Davis che Canova decidono di farsi da parte.

Novell piomba così nel periodo definito “The Time of Six President”, in cui si avvicendano un numero imprecisato di amministratori alla sua guida, ma, cosa ancora peggiore, la situazione sembra ormai irreversibile e il numero di dipendenti arriva ad appena 15 unità.

Nel 1983 gli azionisti tentano l’ultima carta: nominano Raymond Noorda amministratore delegato.

Raymond (Ray) Noorda

Per capire l’importanza di questa scelta basti pensare che Noorda verrà battezzato come il “Papà del Networking”, e la sua impronta in Novell resterà indelebile, come affermato da Ron Hovsepian, ultimo Presidente e CEO di Novell:

The technology industry is famous for the rapid rise and fall of trends and personalities, but there are a few clear moments in the
history of technology that everybody recognizes were truly game changing. Ray Noorda’s embrace and promotion of networking was one such moment. His focus and tenacity in making Novell a leader in the networking business served as a model for many of the technology companies that followed. People can today effortlessly share files, exchange emails and print across networks – the core things most people do on their computers day in and day out – thanks in no small part to Ray. Novell is proud of his legacy and honored to continue his commitment as a positive force for innovation.”

Una volta arrivato in Novell, Noorda si mette subito al lavoro e, durante la ricerca di una strategia di rilancio e di nuovi prodotti su cui puntare, viene a conoscenza di un progetto nato ad ottobre del 1981, presso la Brigham Young University di Provo, pensato per la condivisione di spazio su disco attraverso una rete di calcolatori. Il progetto è portato avanti da Drew Major, Dale Neibauer, Kyle Powell e, successivamente, Mark Hurst, che formano il cosiddetto SuperSet Software.

Il nuovo CEO assume l’intero gruppo assegnandogli il  compito di creare un sistema di disk sharing per CP/M da integrare con i prodotti hardware prodotti da Novell per le reti. Il team, però, conscio che il sistema di Kildall è ormai destinato al tramonto, comincia a lavorare ad una soluzione per il nuovo PC(MS) DOS dei PC IBM. Major e soci sviluppano così il Network Operating System (NOS), embrione di NetWare, ed un piccolo gioco testuale, chiamato Snipes, per dimostrarne capacità e potenzialità. Snipes diventa la prima applicazione di rete mai realizzata per un personal computer commerciale e si può ritenere, a tutti gli effetti, il precursore degli odierni giochi di rete multi-player.

Snipes

Grazie all’intuito di Noorda, nasce  la “seconda” Novell che, sempre sotto la sua guida, si riorganizza intorno all’idea di LAN-Company, semplificando anche la sua denominazione in Novell Inc.

Il mercato di riferimento è ormai dominato dai PC IBM e dai Macintosh, i dischi rigidi sono all’esordio e gli standard differiscono molto gli uni dagli altri, mentre, timidamente, si fanno notare le prime GUI.

In questo scenario esistono circa una 20ina di aziende che si occupano di soluzioni LAN per il mondo dei PC, e Novell decide di collaborare con esse per far progredire l’intero settore: è questa la chiave di volta, la strategia di Noorda che egli stesso ama definire “Cooperation” (“Corporate Jujitsu” secondo Craig Burton, supervisore nel periodo dei The Time of Six President).

Questo approccio paga al di la di ogni rosea aspettativa e Novell, agli inizi degli anni ’90, è leader mondiale nel settore LAN con il suo NetWare che conquista circa il 90% del mercato.

Lo sviluppo di NetWare  si basa su un concetto semplice ma fondamentale: uno o più server dedicati sono connessi alla rete e lo spazio su disco è condiviso sotto forma di volume. I client DOS eseguono un apposito tool residente in memoria (Terminate and Stay Resident  – TSR) che permette di mappare il volume condiviso come un hard disk locale. Ovviamente il client deve autenticarsi per poter accedere al volume condiviso e l’accesso è funzionale alle autorizzazioni dell’utente. Oltre allo spazio su disco, è possibile condividere le stampanti collegate ad un server dedicato, utilizzandole come se fossero locali al client.

La forza della soluzione Novell risiede nell’estrema affidabilità, tant’è che server NetWare hanno funzionato per anni senza la necessità di alcuna manutenzione.

A tribute to Ray Noorda

Nel prossimo post racconteremo del tentativo di espansione di Novell nel settore degli OS Desktop e in quello delle Suite Office.

12 Commenti »

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  • # 1
    Giovanni
     scrive: 

    Salve, ringrazio Felice per aver accolto le mie richieste di qualche tempo fa, mi pareva che questo fosse un argomento un po’ trascurato da questa rubrica sul RC. Sono invece convinto che, insieme ad altri argomenti già più volte trattati (per esempio CP/M oppure gli \home computers\), sia importante per mettere meglio in luce gli scenari informatici di una ventina d’anni fa. Questo (insieme a quanto già detto riguardo a NT) soprattutto per chi è convinto, sulla base della situazione di monopolio degli ultimi 10 anni, di un continuo e indiscriminato dominio di Microsof in qualsiasi settore dell’informatica commerciale. Insomma, un buon contributo per ridimensionare e relativizzare gli scenari.

    Grazie, saluti….

    PS: buon RC su http://www.jurassicnews.com !!!!

  • # 2
    n0v0
     scrive: 

    che bello, io adoro le NovellE :D

  • # 3
    Giovanni
     scrive: 

    Caro Felice, mi dispiace, ma l’argomento che a suo tempo ti avevo sollecitato pare che non riscuota particolare successo, anzi: sembra che non interessi nemmeno! Eppure credo ancora che, piuttosto che Apple, PC-IBM e Amiga (in qualche modo ancora tra noi), questo rimanga un argomento RC per eccellenza, sicuramente di alto profilo quanto molti di quelli affrontati spesso da Di Domizio in questa rubrica.

    Infatti la storia di Novell, in seguito, sarà anche strettamente interconnessa con le vicende Unix e, in qualche modo anche con gli epiloghi di Digital Research. Ancora: sotto Novell confluirà molto software riconosciuto universalmente di ottima qualità ma che verrà soverchiato dal marketing pantagruelico di MS. Mi riferisco, per esempio, al mitico word-processor Wordperfect ed al foglio elettronico Quattro, originariamente di Borland. Alla metà degli anni Novanta Novell distribuiva una “suite” office con questi programmi che era decisamente superiore a quanto proponeva contemporaneamente Microsoft (nota: i primi due WinWord, perciò non le versioni Mac su cui erano nati il wp WYSIWG ed anche Excel di Microsoft, erano dei wp assolutamente inferiori alla media del settore).

    Insomma, non capisco come questo argomento e Netware in particolare, non riesca a strappare la curiosità di molti miei coetanei appassionati di informatica. Al tempo infatti (metà anni 80) era difficile per degli adolescenti o poco più, avere accesso alle macchine particolarmente evolute di allora come le nascenti workstation (su cui ho lavorato solo il decennio successivo). L’aproccio al mondo professionale (perciò aldilà del VIC, del 64, lo Spectrum, l’ST o l’Amiga che rimanevano oggetto di acrobazie casalinghe) era costituito da macchine CP/M (ancora diffuso nelle aziende) e MS-DOS.

    Per fare una rete di PC e per lavorarci seriamente, prima di Windows, non c’erano molte alternative. Ethernet e TCP/IP erano disponibili per UNIX e perciò sulle workstation, mentre sui PC DOS l’alternativa più percorribile era Netware con IPX: questo è imprescindibile per chiunque abbia lavorato sui computers in quel tempo (si è vero, c’erano anche AppleTalk e TokenRing di IBM, ma anche qui ci sarebbe da dire a proposito di diffusione reale e soprattutto di prezzo).
    La cosa però, per un neofita, era decisamente molto interessante perché nel settore le difficoltà di installazione e configurazione di una rete Netware (con conseguente durata, anche di giorni se c’erano tante macchine) era leggendaria. In questo modo però avevi modo di conoscere a fondo hardware e dettagli dei drivers (attenzione: non c’era internet!!!!).

    In compenso usando un 286 come server potevi connettere più di una decina di PC con configurazioni scarsissime e distribuiti in un’area abbastanza vasta (con dei replicatori anche centinaia di metri) e la sensazione percettiva dei “volumi condivisi” era eccezionale, cioé sembrava di lavorare in locale. Inoltre, a fronte delle problematiche di installazione, si trattava di un software estremamente solido e, per il lavoro che doveva svolgere, assolutamente affidabile.

    Terribile invece l’avvento delle reti Windows (infatti si è dovuto aspettare il ben più costoso e professionale NT che era tutt’altra cosa) che reggevano a fatica e, dopo 3.1 si aggiungeva l’instabilità dell’OS stesso!
    Per questo motivo, dopo Netware 4 si puntava molto su Unix anche sui PC che ormai erano dei 386 e questo OS ci poteva girare comodamente nonostante fosse più costoso di Netware e molto “variegato” come tipologia di software e compatibilità (lo ha fatto la stessa Novell). Ma poi è arrivato NT e hanno incominciato a prendere piede le distribuzioni Linux più serie come Debian ma soprattutto RedHat che aveva assunto sembianze professionali già prima della fine del decennio…

    Io invece sono ancora fedele a ciò che rimane di Novell ed il mio Opsys casalingo è OpenSUSE!!!

    Ciao ciao

    RC intelligente con http://www.jurassicnews.com

  • # 4
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    @ Giovanni
    Non direi, il numero di commenti non è necessariamente proporzionale al numero di accessi!

  • # 5
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @Giovanni,
    non preoccuparti. Condivido quanto detto da Alessio. Secondo me “Novell e Netware” sono forse (e putroppo) poco noti a chi è figlio della Windows Generation e quindi è più difficile intervenire nel merito.

  • # 6
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Esattamente. Non si tratta di roba comune, per cui è più difficile trovare gente disposta a scrivere un commento per sottolineare qualcosa, aggiungere altro che magari non è stato trattato per dimenticanza o problemi di spazio (gli articoli non possono trattare tutto), o evidenziare un errore (che ci può sempre stare, eh! Mica siamo delle macchine perfette! ;)).

    Ma proprio perché si tratta di argomenti poco noti, penso sia d’obbligo fogocitarli per arricchire il proprio bagaglio culturale. Non mi vergogno a dirlo, ma di Novell & co. la mia conoscenza è prossima allo zero. Per cui articoli come questi li apprezzo particolarmente.

    Quindi non posso che condividere totalmente l’opinione di Alessio. ;)

  • # 7
    DarKilleR
     scrive: 

    @Giovanni..

    Guarda io ho 24 anni…e ho iniziato a “giocare” con il PC quando mio zio fece 12 alla schedina vincendo “solo” 4 milioni di lire ed acquistò il suo PC…

    Quindi la mia conoscenza da bambino parte sotto MS-DOS, Win 3.1 per passare al mio Primo PC un Pentium MMX 166 Mhz..e da li ho avuto un’evoluzione continua.

    Novell ahimè la conosco solo per quello che ha fatto ultimamente nel mondo Linux (mondo che mi ha sempre affascinato, ma mai riuscito a conquistare per il tipo di applicazioni che mi servono).

    Comunque io leggo questa rubrica sempre con grandissimo interesse!

  • # 8
    TheKaneB
     scrive: 

    Articolo molto interessante. A causa della mia profonda ignoranza sull’argomento non riesco fare un commento più intelligente di così, pardon :D

  • # 9
    Giovanni Cappellini
     scrive: 

    Grazie per avermi fatto ritrovare Snipes, avevo dimenticato quel giochino!

  • # 10
    saidone
     scrive: 

    “Non mi vergogno a dirlo, ma di Novell & co. la mia conoscenza è prossima allo zero. Per cui articoli come questi li apprezzo particolarmente.”

    Idem. Per quel che riguarda la mia esperienza personale, l’unico, fugace approccio con una rete Novell (veicolata su token ring) l’ho avuta durante il servizio militare nell’ormai lontano 1995, con un client MS-DOS (su un i286) dell’ufficio Maggiorità ;-)

    Continua cosi!

  • # 11
    Giovanni
     scrive: 

    Salve, i miei interventi non erano imperniati sulla polemica e ovviamente condivido anch’io l’opinione di Di Domizio riguardo agli accessi, l’interesse che riscuote un articolo e la non proporzionalità del numero di commenti.
    Direi anche che prima, entrambe le volte, ho scritto nella foga (tra cui errori e imprecisioni che potrebbero essere fonte di polemica) perché mi aveva sorpreso positivamente come l’autore avesse colto un suggerimento per rivolgere attenzione ad un argomento così trascurato. Eppure, quella di Novell, non è certo una questione di secondo piano per quanto riguarda l’informatica commerciale ed il mondo dei personal computer. Anzi, è sicuramente una presenza di rilievo quanto Microsoft, forse più di Apple, sicuramente più di Amiga.

    Nonostante il successo di MSDOS e prima del BASIC, gli ottimi software orizzontali come Word, Excel e linguaggi per lo sviluppo come appunto il Basic, il compilatore C e poi anche il C++, Microsoft, alla fine degli anni Ottanta, era una grande ed eccellente software hause, ma non certo l’arrogante colosso monopolista che sarebbe divenuta solo qualche anno dopo.
    La via, che allora si proponeva, per raggiungere tale successo planetario era, ancor prima di internet (che MS inizialmente ha trascurato), la conquista del mercato delle reti di PC: mercato professionale ricchissimo e con poca pirateria, in sviluppo perché le aziende di sistemi mainframe e minicomputer erano in crisi dichiarata… mercato allora ufficialmente dominato da Novell con il suo OS di rete Netware.

    Ma la base tecnologica stava cambiando radicalmente, MS prima ci prova insieme a IBM con OS/2 e nel frattempo avvia NT per cui poi, grazie al successo nel mercato desktop dell’interfaccia di Windows, abbandona il resto e “prende tutto” puntando proprio sulla tecnologia sviluppata in proprio (NT, 1993).
    Prima del 1995 i giochi erano già fatti e Novell, che nel frattempo aveva puntato su Unix, aveva già perso ed era indirizzata ad una lunga e poco dignitosa agonia…e tutto nell’arco di pochi anni!
    Non è che avremmo avuto uno scenario migliore di quello che ci ha offerto MS perché Novell quasi la superava per arroganza, prepotenza e avidità nelle acquisizioni.

    Quello che ci possono insegnare ai nostri giorni queste vicende (come il caso Digital) è la labilità di molte posizioni di potere apparentemente inscalfibili, nel mondo IT.
    Un cambiamento paradigmatico sta avvenendo anche ai nostri giorni (smartphone, tablet, attività quotidiane e lavoro ecc. contro il ben più rigido mondo dei PC desktop) e di conseguenza è ottimo discutere, come si fa spesso in questo blog, su novità e possibili forme che potrà assumere lo scenario IT… anche senza Microsoft, ovviamente!

    Ciao

  • # 12
    diego
     scrive: 

    mi viene una grande nostalgia …
    in questi tempi di “next” “next” “next” per installare un OS mi ricordo le installazioni dei server novell 2.12, 2.15 e poi 3.11
    con molti client dos o windows 4 workgroup 3.11 collegati.

    in quel periodo è cambiato proprio il modo di lavorare in ufficio …

    è stata veramente una rivoluzione passare dalle rete ethernet in cavo giallo a cheapernet e novell …

    bei tempi

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