di  -  mercoledì 19 gennaio 2011

La fonte non è delle più imparziali – H. Hauser, co-fondatore di ARM – ma le argomentazioni, al di là del titolo provocatorio, meritano una attenta riflessione. La tesi di Hauser, riportata sul Wall Street Journal e commentata da Horace Dediu sul suo blog Asymco, è così riassumibile: nel mondo PC i processori si comprano fatti e finiti e si infilano dentro i computer.

Nel mondo mobile, la direzione verso cui sempre più “gira il fumo”, le architetture (CPU ma volendo anche GPU) si prendono in licenza, si personalizzano, si estendono e si integrano nei prodotti.

Il problema non è dunque se e quando Atom riuscirà ad eguagliare l’efficienza dei processori basati su architettura ARM, ma in che modo riuscirà Intel a incontrare le esigenze di produttori abituati a lavorare con i prodotti e secondo l’approccio diARM.

La domanda quindi diventa: è più facile che il mondo mobile si adegui alle prassi consolidate in ambito PC, sulle quali da decenni vive Intel, o che Intel sia forzata a stravolgere il suo modello di business e dare in licenza l’architettura x86 (fino all’altroieri esclusa dall’accordo con Nvidia)?

15 Commenti »

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  • # 1
    Davide Costantini
     scrive: 

    Si, il punto di vista è meritevole di una valutazione. Effettivamente ARM ed Intel adottano modelli di business completamente diversi. Parte del vantaggio competitivo della casa di Santa Clara deriva dall’avere a disposizione le più avanzate tecnologie produttive che ancora la concorrenza non riesce ad eguagliare. Quindi pensare di lasciare agli altri la fabbricazione dei SoC è a mio avviso fuori discussione.

    E’ possibile che Medfield raggiunga prestazioni maggiori persino all’A9 con un consumo solo marginalmente superiore, però la casa di Santa Clara obbliga ad utilizzare una GPU PowerVR e sicuramente limita la personalizzazione.

    Intel è comunque in grado di fornire diversi design a seconda delle necessità della clientela. La mia personalissima opinione è che non raggiungerà una quota rilevante del mercato mobile ma si limiterà ad una nicchia di prodotti ad alte prestazioni. Almeno per i prossimi 3-5 anni. Vedremo come evolverà il futuro.

  • # 2
    Massimo Cesario
     scrive: 

    Non credo che Intel cambierà il proprio modello di business: concedere in licenza l’architettura x86 significherebbe inevitabilmente aprire le proprie fabbriche alla produzione “conto terzi”. Non è sostenibile avere decine di fab (e migliaia di dipendenti) e poi lasciare la produzione ai clienti. Non per nulla ARM è un’azienda fabless.

    Questo potrebbe essere evitato nel caso Intel voglia comunque continuare a produrre i “propri” chip, ma siamo poi sicuri che in questo modo i “clienti” siano incentivati a competere con Intel? Questa potrebbe proporre prezzi inevitabilmente più bassi dovuti non solo al fatto di non dover pagare una licenza, ma soprattutto grazie all’avere proprie linee produttive.

  • # 3
    algiogia
     scrive: 

    finchè cè microsoft x86 non morirà (purtroppo: visto che è OLD e lenta!!). quindi ci saranno sempre cloni di intel come la stessa amd.
    Ben venga ARM: tutto di guadagnato per noi: piu concorrenza, piu qualità, meno prezzi.

  • # 4
    Notturnia
     scrive: 

    spero che intel non muoia.. e continui a satre bene e sfornare CPU..
    arm.. no grazie..

  • # 5
    Megawati
     scrive: 

    Se ci fate caso, sono due strutture di valore oltre che due modelli di business totalmente diversi.
    Nei PC il “valore” dell’oggetto PC è dato in maniera rilevante dal processore e dalla GPU, mentre il resto dei componenti è roba che in sé e per sé conta poco e può fare chiunque, cioè i cinesi :-)
    Quando Intel e AMD hanno incorporato Nvidia e ATI miravano soprattutto a questo: mantenere il monopolio del valore, cioè a fornire loro soltanto i pezzi che rendono “buono” un PC: mantenere cioè il duopolio e tenere i prezzi più alti che potevano.
    ARM invece si muove in un mondo dove il valore è prima di tutto dell’oggetto e non del processore che monta: avete mai sentito Nokia, Samsung, Motorola o chiunque altro vantarsi “il nostro cellulare monta il processore Z!!” o comunque dare qualche risalto alla componentistica? No, e manco li sentirete mai :-)
    Per cui ARM non può fare il prezzo che vuole lei e per cui è ovvio che sia fabless: a che gli servirebbero le fonderie, se deve fornire N-mila versioni diverse dei suoi processori??? Meglio che ogni cliente ARM prenda il progetto base, se lo customizzi e se lo faccia fare al miglior prezzo che trova.

    Al limite, perché addirittura Intel non dovrebbe fare processori ARM? Supponendo che la domanda di x86 dovesse calare potrebbe pur sempre tenere accese le sue fonderie facendo loro sfornare ARM a vagoni, magari customizzandoseli pure lei, visto che il knowhow ce l’ha :-)

    Personalmente io non vedo uno scontro, ma una compenetrazione dei due modelli di business uno nell’altro. Il modello PC-Intel è perdente nel mobile, dove contano consumi ed efficienza energetica, mentre il modello ARM è perdente nei PC, dove invece contano prestazioni e compatibilità. Sarà una storia interessante ^___^

  • # 6
    Lorenzo
     scrive: 

    a mio parere è ARM che deve preoccuparsi dell’arivo di Intel nel suo settore…
    1)il mondo degli smartphone è solo agli inizi e rappresenta ancora una quota marginale del mondo mobile inteso in senso lato: c’è ancora troppo spazio “vergine” perchè un concorrente grosso come Intel possa essere tagliato fuori. Qui sono in vantaggio ma hanno 5 metri di vantaggio in una gara lunga 100: un po’ prestino per cantare vittoria
    2)lato tablet Intel è vicinissima a trovare la quadra per inserirsi di prepotenza e levare ad ARM gran parte dell’unico punto che ha a suo favore: i consumi…se davvero riusciranno a mettere in commercio una pittaforma su cui costruire tablet/netbook che ti fanno una giornata lavorativa in autonomia c’è poco da ragionare: x86 ha un parco SW e sviluppatori senza pari e prende tutto.

    Più che altro ARM deve sperare che MS sia davvero intenzionata a dare seguito a quanto visto al CES e che lo faccia prima che Intel cali i suoi assi.

  • # 7
    vergogna
     scrive: 

    il Loongson puo’ sbaragliare entrambi i concorrenti, a parità di consumo il mips è ancora il più veloce sul mercato.

  • # 8
    SorenStirner
     scrive: 

    Mi pare che a sto CES si siano mosse tutte le pedine contemporaneamente: ARM, Intel, nVidia, Microsoft, AMD e tutta la schiera di produttori (LG, Samsung, Motorola). L’unica che è rimasta in silenzio è stata Apple.

    Io sono convinto che la prima a portare ARM sui PC (intesi dal netbook al server) sarà proprio Apple anticipando Intel e Microsoft.

  • # 9
    Riccardo
     scrive: 

    Spero che AMR possa diffondersi più del 70% (del mercato mondiale di cpu )che occupa oggi per il semplice fatto che tutte le aziende possono costruire cpu basata su AMR al contrario di x86 che se non fosse stato per IBM che voleva più fornitori di cpu per sicurezza oggi intel sarebbe la sola ed unica e comunque da consumatore non posso fare altro che augurarmi la presenza sul mercato di più competitori possibile pronti a darsi guerra sull’ innovazione, la copertura delle esigenze più svariate ed infine ma non meno importate il PREZZO.

  • # 10
    the solutor
     scrive: 

    @SorenStirner

    Dimenichi nokia, che qualcosina da dire ce lo avrà ancora…

  • # 11
    FedNat
     scrive: 

    Secondo me la tesi di Hauser non e’ corretta, il mondo PC ed il mondo mobile hanno le stesse dinamiche, basta sostituire il termine CPU con il termine SoC.

    Nel mondo mobile si comprano i SoC e si infilano nei dispositivi. Le personalizzazioni ed integrazioni di CPU, GPU etc, non sono certo fatte da HTC, LG o Motorola ma da Samsung, Qualcomm e Texas Instruments. Magari nel mondo mobile c’e’ piu’ scelta in quanto ci sono piu’ produttori di SoC per smartphone rispetto al duopolio Intel-AMD del mondo PC, ma le dinamiche di base non mi sembrano diverse.

  • # 12
    Marco
     scrive: 

    “Al limite, perché addirittura Intel non dovrebbe fare processori ARM?”

    http://en.wikipedia.org/wiki/Xscale

    “Intel still holds an ARM license […]”

  • # 13
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    In effetti per Intel l’insistenza sulla trasportabilità di x86 è anche un’assicurazione sul futuro. Usare tecnologia ARM significa pur sempre giocare fuori casa, metterci solo personalizzazione, fabbriche e processi produttivi invece che rappresentare – com’è nel mondo PC – il perno (lato HW) non sostituibile di tutto il sistema.

  • # 14
    Cicciolino
     scrive: 

    La questione del consumo energetico ora è più importante della velocità di elaborazione. L’architettura x86 mostra limiti evidenti, credo che stiano pensando cosa fare, comunque la soluzione sarà probabilmente la solita implementeranno un set d’istruzione RISC in un x86, qualche 100.000 transistor in più sono trascurabili per un x86, con la possibilità di escludere le parti non usate, con questo sistema manterranno piena compatibilità con l’enorme quantità di software x86. Infatti un ARM che emula a livello software un x86 per mantenere la compatibilità, la vedo ancora più dura sarà molto appesantito. Ma col tempo e se gli sviluppatori faranno qualcosa di utile solo per ARM chissà …. al momento i sistemi operativi basati su ARM sono molto limitati… Grande vantaggio per ARM è il costo di produzione.. ma si sà le logiche della produzione in serie sono strane…

  • # 15
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Sono passati quasi vent’anni da quando fu presentato il primo processore compatibile x86 dotato di un RISC all’interno, ed è ormai da una quindicina d’anni che questa prassi risulta consolidata.

    Per cui non è che possano tirare fuori qualcosa che utilizzano già. Non è nemmeno ipotizzabile che, dopo tutto questo tempo, possano cambiare completamente l’architettura RISC interna, perché hanno già avuto modo di conoscerne le qualità e i limiti.

    Haswell sembrava promettere bene riguardo ai consumi, per lo meno dalle dichiarazioni di Intel, ma alla prova dei fatti s’è rivelato tutto fumo: in idle va molto bene, ma a pieno carico (ed è qui che avrebbero dovuto vedersi i risultati) la situazione non è molto diversa da predecessore, Ivy Bridge.

    Con Atom vedremo cosa succedere a fine anno, con la presentazione della nuova (micro)architettura out-of-order.

    Credo, comunque, che serve una vera rivoluzione in questo campo, se Intel vorrà conservare la sua leadership, ormai sempre più messa in pericolo da ARM.

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