di  -  mercoledì 19 gennaio 2011

In passato il buon Alessio Di Domizio mi aveva suggerito di scrivere qualcosa sull’appena annunciato AmigaOne X1000 di A-Eon, un “Amiga” di nuova generazione basato su una CPU PowerPC, di cui però all’epoca si sapeva poco. Di recente è stata ufficializzata l’adozione della CPU, una PA6T-1682M a 1,8Ghz prodotta da PA-Semi, e nel frattempo era stata annunciata anche una nuova scheda madre all-in-one (a cui manca solo la RAM) della linea Sam di ACube.

Tutto ciò, assieme ad altri fatti che tratterò, mi ha indotto a scrivere alcuni articoli sul tema, esaminando queste novità (che sarebbero dovute arrivate a fine dello scorso anno, ma per diversi motivi sono state posticipate al nuovo) che andranno a rinverdire un mercato rimasto un po’ stagnante, alla luce anche della storia passata (in particolare riguardo alle CPU) e delle prospettive future.

Intanto preciso che ho virgolettato la parola Amiga (di seguito la ometterò per comodità) perché, come ho ripetuto diverse volte, ha da sempre rappresentato un connubio fra hardware custom (unico) e software, che personalmente non ho ritrovato nelle macchine che hanno continuato a utilizzare quest’etichetta, basate su componentistica a disposizione sul mercato.

Si tratta di una convinzione che non chiedo a nessuno di sposare, ma consentitemi almeno di poterla esprimerla in modo che sia quanto meno chiaro il mio pensiero in merito. Alle meravigliose macchine di casa Commodore è, pertanto, sopravvissuto il solo sistema operativo, AmigaOS, incarnato poi in “successori” più o meno legittimi: AROS (il più vecchio e non “ufficiale”, ma multipiattaforma), MorphOS (“non ufficiale”) e AmigaOS 4 (“ufficiale”: basato sui sorgenti originali).

Senza andare a rinvangarne la storia nel dettaglio, con la decisione di Motorola di abbandonare la sua fortunata (e ancora rimpianta) linea di microprocessori 68K (di cui il 68060 è stato l’ultimo rappresentante) abbracciando Apple e IBM nell’avventura PowerPC, cominciarono a fiorire schede acceleratrici per gli Amiga esistenti basati su questi nuovi processori, che costituirono il trampolino di lancio per patch ad AmigaOS (per usarli come coprocessori), porting di alcune parti, fino a s.o. completi (fra cui i citati) in grado di sfruttarli.

Da lì in poi le nuove macchine Amiga sono divenute sinonimo di computer equipaggiati con processori di questa famiglia, per cui è evidente che le aspettative degli utenti rimasti legati a questa piattaforma (o filosofia?) hanno puntato l’attenzione sull’evoluzione della sua architettura, nelle varie incarnazioni fornite da IBM e Motorola (divenuta poi FreeScale), fino ad arrivare ad altri licenziatari (come Applied Micro, fornitore dei modelli impiegati nelle schede SAM).

Finché Apple è rimasta legata a queste CPU per le sue macchine, i miglioramenti si sono visti e dei PowerPC sono stati forniti diversi modelli oltre che rinnovamenti architetturali (dalla linea 600 alla 700, poi al G4 , al G4+, e infine al PPC970 aka G5), alcuni dei quali utilizzati anche in sistemi Amiga (AmigaOne, Pegasos ed EFIKA).

Col passaggio di Apple agli “odiati” x86 di Intel (ma poi, “inspiegabilmente”, amatissimi; misteri della “fede”), lo sviluppo dei PowerPC ha subìto una brusca frenata, costringendo IBM ad abbandonare il segmento desktop (continuando soltanto in quelli in cui ha sempre operato: server coi POWER, e PowerPC per le soluzioni customizzate per le console), e FreeScale a convertire anche la linea G4 al settore embedded/SoC (l’ultimo rappresentante, il 7448, è, infatti, alla base della nuova famiglia e600 creata allo scopo).

Di riflesso chi ha operato nel settore Amiga ha dovuto necessariamente ripiegare sull’esistente o, come vedremo, andando a pescare soltanto da soluzioni embedded, con tutti i limiti (ma anche vantaggi) che una scelta simile può avere. E’ così che AmigaOne per il nuovo X1000 ha optato per il PA6T-1682M di PA-Semi, SoC dual core pensato per sistemi embedded e applicazioni militari a basso consumo, ma che presenta buone caratteristiche che lo rendono papabile anche per un utilizzo desktop.

Si tratta di una nuova architettura PowerPC, che non trova similitudini con le altre, ma che grosso modo mi sento di allineare al PowerPC 970/G5 di IBM, in quanto è pensata per operare a elevate frequenze (grazie a una lunga pipeline id 14 stadi “base”; 16 per il G5), la presenza dell’estensione SIMD Altivec, la possibilità di poter estrarre un buon numero di istruzioni per ciclo di clock (fino a 3), la capacità (o necessità) di suddividere le istruzioni più complesse in micro-op (istruzioni più semplici), e di mantenerne “in volo” (in attesa di esecuzione) un buon numero (fino a 64).

Preciso che il G5 punta, comunque, a ottenere prestazioni più elevate, essendo stato progettato allo scopo (in realtà, derivando dal POWER4, ne ha “ereditato” questa caratteristica). Consente, infatti, di estrarre fino a 5 istruzioni per ciclo di clock (di cui una può essere solamente un salto), mantenerne 200 da eseguire, ed è dotato di numerose unità di esecuzione per poterle “sfamare”.

Molto positiva la presenza di 64KB di cache L1 per il codice e altrettanti per i dati, a cui si affiancano 2MB di cache L2, mentre il G5 ha soltanto 32KB di cache per i dati e 512KB di cache L2 (per il primo modello; l’ultimo, il 970MP, ne ha 1MB per singolo core), ma in ogni caso le cache presentano caratteristiche diverse (il fatto di essere unica e separata ne è già un esempio), come diversi sono i bus per interfacciarsi con la memoria e le periferiche (il PA6T-1682M ha 2 controller DDR2, e un bus per l’I/O, mentre il G5 ha un solo bus, simmetrico, per interfacciarsi col chipset, e da questo alla memoria), e idem per l’unità di branch prediction (giusto per sottolineare le distanze, il primo ha una branch history da 32K entry, mentre il secondo ne ha 3 da 16K).

Le differenze, quindi, ci sono (d’altra parte i due progetti sono radicalmente diversi), per cui dal punto di vista prestazionale confronti precisi è difficile farne; tutto dipenderà dal tipo di codice che andranno a eseguire, e quindi bisognerà vedere “sul campo” come si comporterà questo nuovo arrivato, anche se la mia impressione è che gli ultimi G5 dovrebbero risultare leggermente superiori.

Per chi ha bisogno di numeri per eventuali “misure”, al momento gli unici dati disponibili sono quelli della nota suite di benchmark SPEC, che accreditano di 1100 SPECint 2000 e 2255 SPECFP 2000 il PA6T-1682M a 2Ghz (e dual core), 937 e 1051 per il primo G5 a 1,8GHz (e singolo core), mentre per il PPC970MP a 2,5Ghz (e dual core) 1438 e 2076. Dati che, lo sottolineo, vanno presi con le pinze, soprattutto considerando che si tratta di benchmark (io preferisco sempre delle applicazioni reali in questi casi).

Molto si è detto e speculato (soprattutto favoleggiato) anche sul coprocessore che affiancherà la CPU, denominato Xena, e anch’esso prelevato direttamente dal settore embedded. Si tratta di un componente pensato esclusivamente per gestire e manipolare l’I/O sfruttando un core in grado di eseguire fino a 8 thread (tramite uno scheduler che determina quale dev’essere eseguito in quel momento) che possono anche essere attivati in base al verificarsi di eventi esterni o interni (nel chip sono presenti anche 10 timer).

Infatti questo processore non ha un bus collegato alla memoria, ma una serie di pin (chiamati link) configurabili a piacimento in ingresso, uscita, o bidirezionalmente, e che possono eventualmente attivare un particolare thread per rispondere immediatamente a un evento esterno. Potenzialmente è anche in grado di accedere a memorie esterne, a seconda di come viene programmato (l’utilizzo che se ne fa dei pin è del tutto arbitrario).

La sua forza è, quindi, rappresentata dalla connettività, e a tal fine è possibile collegarlo con eventuali altri chip della stessa famiglia (fino a 8) tramite pin settati appositamente per fungere da canali di comunicazione. Qualcosa che ricorda molto i leggendari Transputer di Inmos, per chi ha avuto modo di conoscerli o sentirne parlare. Ovviamente anche i thread possono comunicare internamente fra di loro sfruttando degli appositi canali.

Il bus Xorro di questa macchina, derivato dal PCI-Express, nasce proprio per mettere a disposizione diversi pin collegati poi direttamente a Xena, così da poter essere utilizzati per gli usi più disparati, fra i quali, come già detto, la comunicazione con eventuali altri processori dello stesso tipo (in ottica di espansione della potenza di calcolo e/o flessibilità del sistema).

Dovrebbe esser chiara la sua vocazione a questo punto, e infatti che non c’è da aspettarsi potenza bruta, tant’è che il chip a 500Mhz è in grado di arrivare a 500MIPS. Se consideriamo che uno solo dei due core della CPU sulla carta è capace di erogare 3600MIPS, si capisce bene a chi ci si deve rivolgere per i calcoli massicci, fermo restando che i processori non si confrontano sulla base dei MIPS (i dati li ho forniti soltanto per dare un’idea).

D’altra parte anche lo schema di funzionamento interno del chip porta a capire in che modo lavora e, pertanto, come si dovrà programmarlo:

8KB di memoria servono per il bootstrap del chip, mentre i thread per lavorare hanno a disposizione 64KB di SRAM in totale, oltre ovviamente a diverse altre risorse, gli immancabili link per l’I/O, e i canali di comunicazione.

Il core è rappresentato da un RISC a 32 bit dotato di istruzioni a 16 bit per le operazioni più comuni, e a 32 bit per quelle più rare, in modo da ottenere una maggior densità di codice; l’architettura interna è semplice, costituita da 12 registri general purpose e 5 speciali / dedicati, ma è dotata anche di numerose istruzioni per svariati compiti (fra cui la gestione di canali ed eventi, come c’era da aspettarsi).

Chi pensava di caricare compiti a raffica su questo gioiellino per scaricare, a sua volta, la CPU è avvisato: programmarlo non è affatto semplice, e richiede un certo ingegno per sfruttare al meglio le risorse che mette a disposizione (64KB di memoria sono veramente pochi).

Sempre in tema di sfruttamento di questo nuovo componente, in quanto nuovo porta con sé anche nuove problematiche. Ad esempio, la sua gestione sarà totalmente a carico del s.o. o delle applicazioni? Verranno esposte delle apposite API e/o un device?

Le risposte a queste domande aprono scenari diversi, ma una cosa (ovvia) si può dire sicuramente: ci sarà bisogno di apposito codice, e quindi sviluppatori che lo dovranno scrivere. Con la penuria di gente che attanaglia la comunità AmigaOS, inclusi gli stessi produttori dei s.o., arriverà mai il supporto? Sarà adeguato? Quando arriverà? Il rischio concreto e reale è che questo aggeggio rimarrà un bel “soprammobile”, anche a motivo delle sue particolarissime caratteristiche.

Il resto della dotazione è abbastanza standard, e include: scheda grafica basata sulla famiglia R700 di AMD (serie Radeon HD 4×00, ma sul modello preciso non ci sono ancora notizie), audio 7.1, memoria DDR2 (la CPU la supporta fino a 1066Mhz, ma il dato finale non è noto), PCI-Express (anche 16x), PCI, SATA-2, IDE, USB2, Gigabit Ethernet, ecc., e l’immancabile annesso case con la classica boing ball in rilievo.

Anche il prezzo non è ancora noto, ma sembra che alcune schede madri dotate di memoria (quindi senza case, disco rigido, ecc.) siano state vendute, a prezzo agevolato, per circa 1600€ ad alcuni sviluppatori. Se queste indiscrezioni dovessero rivelarsi vere, l’utente finale dovrà sborsare più di 2000€ per accaparrarsene uno, cifra questa decisamente elevata che metterà un freno alle ambizioni di molti appassionati.

Ci sarebbero ancora alcune considerazioni da fare sulla scheda video, ma preferisco rimandarle all’articolo di chiusura del tema Amiga PowerPC, che seguirà quello dedicato alla nuova Sam460ex (con un occhio anche al primo modello, la Sam440ep, più che altro per effettuare qualche confronto), perché le riflessioni hanno una portata più generale sul panorama AmigaOS e hardware annesso.

99 Commenti »

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  • # 1
    [D]
     scrive: 

    Amiga nel 2011 è solamente sinonimo di enorme delusione.
    Amiga oramai è solamente un’etichetta da appiccicare con lo sputo su qualsiasi prodotto in grado di collegarsi alla rete elettrica. Un marchio che viene conteso/espropriato/rubato da azienducole che rivendicano diritti di proprietà o affermano di aver ricevuto autorizzazioni perpetue d’utilizzo (manco parlassimo del diritto d’uso della stradina di campagna che attraversa il campo del vicino). Allo stato attuale delle cose ci sono più probabilità che il vero proprietario di marchio e diritti sia il panettiere sotto casa per strani e miracolosi movimenti ereditari che non una di queste compagnie (e comunque, del resto, uno in più nella mischia non cambierebbe assolutamente nulla).
    Amiga nel 2011 è la scusa per poter vendere a prezzi assurdi, veri e propri rottami tecnologici, roba che definire antiquata non le si rende giustizia, fondi di magazzino, materiale di riciclo che di NG, “new generation”, c’ha soltanto le fantasia degli adepti da una parte e lo spirito da sciacallo di chi ha interesse a piazzarla dall’altra. Che portino nomi stilosi come le SAM o sigle che giocano sul filo che divide potenza e ricordi come la X1000, il risultato è sempre lo stesso: hardware troppo vecchio per poter sperare di rilanciare veramente e degnamente questa piattaforma. Si dice che altra scelta non era possibile perchè i PPC oggi, questo sono e che si vuole mantenere un legame di fondo con gli amiga originali. Sbaglierò, ma mi ricordo che in origine i successori degli amiga 68k avrebbero dovuto basarsi su PA-RISC. Evidentemente sono il solo che non riesce a capire quale legame dovrebbe avrebbe la piattaforma PPC con tutto questo e quindi il senso che spinge tutt’oggi a continuare su questa discutibile strada.
    Posso capire che x86 non sia una piattaforma “simpatica” (concetto abbastanza risibile, almeno per chi non è abituato ad andare a letto con il case del computer) o che produrre schede in piccoli lotti costi molto, ma quando c’è tutto sto boom dell’architettura arm e basterebbe fare un salto dai produttori cinesi ed ordinare un lotto di schede già vendute ad altri (quindi pronte e testate) ottenendo quindi prezzi di favore, proprio non si riescono a spiegare simili cifre se non con la furbata e le azioni di sciacallaggio.

    Messo da parte lo scempio lato hardware, passiamo pure a quello software: tre sistemi operativi e non uno che può sperare obiettivamente di portare amiga nel ventunesimo secolo.
    Tutti e tre i sistemi hanno la fissa di voler mantenere un’infausta compatibilità binaria con programmi che hanno minimo 20 anni e sull’altare della retrocompatibilità sacrificano ogni forma di buona progettazione che un os moderno dovrebbe avere. Memoria protetta, separazione dei processi, supporto multi processore… tutta roba aliena in amiga e cloni.
    Ti crasha un programma ? -cosa normalissima e sempre più frequente con l’aumentare della complessità dello stesso- Addio sistema: crash, freeze a manetta e reset manuali che si sprecano. Per fortuna che questi os non ci mettono il canonico minuto a riavviarsi, ma questa non è certo una scusa accettabile, almeno in un mondo sano, guarda caso nettamente separato da quello amiga.
    Tecnologicamente sono tutti e tre sistemi paragonabili niente meno che a windows 95 (forse neppure, basti pensare alla patetica assenza del multithreading in workbench su 04: dev’essere una pacchia copiare un file di generose dimensioni e trovarsi col sistema piantato in attesa che l’operazione si concluda), limitazioni veramente inaccettabili in qualsiasi altro contesto.
    Cos’è che ho letto riguardo all’ultimo amiwest (2010) ? Che si stava ancora discutendo se sistemare il supporto alle usb 2.0 ? No ma, dico… no per carità… mi astengo dal commentare tanto schifo… il resto del mondo sta guardando alle usb 3.0 e qui si tira avanti con gli scarti…
    Ed il supporto 3D ? Niente driver, niente mesa: vai di minigl, spendere minimo un migliaio di euro di SAM (o almeno il doppio per lorsignore icsmille) per veder girare la demo di un cubo 3D, sono cose che riempiono la giornata di soddisfazioni… sic

    Noto che sui siti specializzati si ironizza tanto sul fantomatico workbench 5.0 ed effettivamente è difficile non farlo su quello che è l’ennesimo repack di ubuntu con un tema “amigoso”, ma forse, se qualcuno con voglia realizzasse una distribuzione from scratch e si limitasse a realizzare un DE amigoso vero sopra, forse, una possibilità per il futuro ci potrebbe anche essere invece di voler abusare con la flebo su dei cadaveri.

  • # 2
    Giovanni
     scrive: 

    @DiMauro:
    … Col passaggio di Apple agli “odiati” x86 di Intel (ma poi, “inspiegabilmente”, amatissimi; misteri della “fede”),…

    ahahah… la penso come te! Anche a me hanno sempre sorpreso questi repentini cambiamenti di giudizio che a volte arrivano fino a rinnegarsi!… nemmeno il \guru\ è estraneo a questo modo di agire.

    A parte a questo, è un peccato che sia terminato lo sviluppo di cpu desktop per l’architettura POWER perché credo che ci fossero ancora delle potenzialità da esprimere anche a questo livello: insomma il filone non era esaurito in particolare per quanto riguarda le possibilità in multiprocessing molto spinto (e infatti IBM ci lavora ancora sopra).
    Anche per questo non mi dispiace, a priori, l’idea del co-processore Xena proprio nel modo in cui l’hai descritta tu (io i transputer me li ricordo bene: ho avuto anche la fortuna di \vedere\ da vicino un Atari Abaq).

    mettendo da parte questioni tecniche, ma limitandosi agli aspetti \filosofici\, da amighista riconosco che lo sviluppo in seno ai PPC era una strada già segnata da più di un decennio perciò su questo mi sono rassegnato. Il timore era che venissero proposte soluzioni basate su cpu molto sorpassate (come in passato)… così la cosa mi sembra molto più ragionevole anche se avrà sicuramente prezzi esagerati in proporzione al livello tecnologico offerto.
    In compenso la novità di interfacciamento con Xena può costituire una componente originale che può giustificare l’unicità di Amiga in alternativa alla altrimenti impossibile soluzione di chip personalizzati.

    Saluti

  • # 3
    Giovanni
     scrive: 

    Alla stessa maniera di @D sono poco convinto di questo tipo di operazione e personalmente credo proprio che non mi capiterà di acquistare per “fior di quattrini” un cpu sostanzialmente inutile: insomma, si tratterà sempre di giocattoli troppo costosi!

    Per il resto non credo che si tratti di operazioni di “sciacallaggio” ma di realissime difficoltà di abbattimento di costi nel momento in cui mancano numeri di vendita. Purtroppo nel settore hi-tech si possono avere delle economie di scala enormi ma solo a fronte di investimenti poderosi e di programmi di vendita di breve periodo.

    Riguardo allo sviluppo di Amiga su PPC si tratta di una direzione intrapresa già verso la metà degli anni 90 e chiarissima a qualsiasi amighista (ciò non significa necessariamente che fosse del tutto condivisa dai più affezionati fans del 68k). Il PA-RISC sarebbe stata favoloso… ma decisamente improponibile come prezzo!

    ciao

  • # 4
    andres
     scrive: 

    bell’articolo, molto interessante…

  • # 5
    TheKaneB
     scrive: 

    @Giovanni: quando ho definito \giocattoli\ gli attuali sistemi \Amiga\, su un noto forum di settore, mi hanno quasi mangiato vivo… ma noto con piacere, che non sono il solo a pensarla così :-)

    @Cesare: articolo amaro, come amara è la situazione nostalgi-tech di Amiga nel 2011…

  • # 6
    Alessandro Pedarra
     scrive: 

    L’Amiga come la conosciamo è morta, c’è bisogno di denaro ed idee per costruire qualcosa di buono. No money, no party!

    Credo che il progetto Natami sia molto interessante ma va avanti con il freno a mano tirato. Ci vorrebbero molti soldi per passare dal chip programmabile ad un design ASIC ed una seria progettazione perché non è pensabile nel 2010 di uscire con un computer potente quanto un Pentium Pro. L’idea alla base è ottima ma ci vorrebbero seri investimenti per fare quel salto di qualità che l’architettura 680×0 meriterebbe (come è successo ai tempi per l’architettura x86). Bisognerebbe riprogettare da zero seguendo le linee guida ispiratrici del progetto Natami (compatibilità con la famiglia 680×0 e chipset custom). Credo che i 60 milioni che vincerò in futuro all’Enalotto non basteranno. Però io me la sogno la notte l’Amiga…

  • # 7
    amonpaike
     scrive: 

    ma solo io , nonostante tutto, noto il fermento di una cultura che sta riemergendo dall’inferno? :D

  • # 8
    homero
     scrive: 

    faccio i complimenti a cdmauro per la passione con cui segue le vicende amigae per i suoi splendidi articoli….i miei impegni mi costringono a non dedicarmi piu’ a queste macchine e le necessità della vita mi portano altrove in cerca di attività piu’ “concrete” purtroppo per me….resta il mio amiga2000 nella mia soffita ancora funzionante i vari asseblati sono finiti tutti al macero….
    io consiglierei a cdmauro e agli altri di scegliere una console di nuova generazione come xbox360 ad esempio e di portarci sopra amigados4.0 + firefox + thunderbird + libreoffice con una tastiera un mouse e una stampante, oppure prendere un soc come tegra2 e fare un netbook o tablet amiga….sempre con firefox thinderbird e libreoffice….diciamo che al momento amiga lo vedo che concorrente di android o chromeOS e non certo di windows….poi uno sviluppo verticale potrebbe portare ad un amiga piu’ professionale….

    … vi racconto un nuovo giocattolo che sto iniziando ad usare è un FPGA esterno che si collega al portatile attraverso usb e ci carico gli algoritmi e lui li esegue…una sorta di workstation esterna che trasforma un comune portatile in un sistema molto potente….diciamo che le prestazioni misurate in alcuni test primari sono equivalenti a circa 24 core2 intel a 2ghz..ovviamente dipende dagli algoritimi e da come sono impostati i FPGA….se mi devo divertire al giorno d’oggi preferisco farlo con questi giocattoli che danno molte soddisfazioni….amiga rivive anche in queste situazioni sperimentali che pochi conoscono e che portano vantaggi straordinari come ad esempio realtimeOS e tanto altro…
    amiga non è piu’ un nome è un’idea di macchina di calcolo…

  • # 9
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Al momento penso che AROS sia il candidato ideale per portare Amiga ovunque (come ho già scritto nell’apposito articolo), e su hardware “certificato” (funzionante) gira molto bene (anche se c’è parecchio da sistemare e ottimizzare ancora).

    Comunque preferirei rimanere in topic.

    @D: c’è una cosa che non capisco. Perché ogni volta vai puntualmente off-topic? Non ce la fai proprio a commentare sul tema vero e proprio? A parte una doverosa introduzione, l’articolo è incentrato sull’X1000. Del resto, in particolare sui s.o. AmigaOS-like, non so quante volte ti ho già sentito ripetere le STESSE cose. -_-

    Repetita iuvant dicevano gli antichi latini, ma nel giusto contesto: qui parliamo di cose ben precise e, soprattutto, non c’è gente “dura d’orecchi” che ha bisogno di sentirsi ripetere perennemente la solita solfa.

    Riguardo ad Amiga & HP PA-RISC ho già scritto un dettagliato articolo.

    Di driver et similia preferisco parlarne nell’articolo conclusivo, dopo quello sulla Sam460ex.

    @Giovanni: miracoli del fanatismo e della cieca fede. :D

    POWER ha avuto e avrà ancora molto da dire, ma a livello server. D’altra parte quest’architettura non ha avuto utilizzi desktop.

    A parte sul PA-RISC, sul resto concordo. :)

    @TheKaneB: si deve che i fanatici erano affamati. :D

    Comunque oggetti come questi io li definisco “i giocattoli dei grandi”. Perché diventare adulti non significa perdere interesse nello svago, nel divertimento, nel gioco: cambia la forma magari, ma l’intrattenimento è una componente che è difficile sopprimere.

    @Alessandro Pedarra: 60 milioni basterebbero per comprare tutti i diritti su Amiga & AmigaOS, e mettere in piedi qualche nuovo progetto decente.

    Natami è un progetto amatoriale, per cui ha i suoi (lenti) tempi per andare avanti.

    @amonpaike: la cultura non è mai morta, e continuerà a essere viva e vegeta per lo meno finché rimarranno in vita i testimoni di quell’epoca (quindi spero ancora MOLTO a lungo; SGRAT SGRAT SGRAT).

  • # 10
    [D]
     scrive: 

    “Perché ogni volta vai puntualmente off-topic? Non ce la fai proprio a commentare sul tema vero e proprio? ”

    Cos’è, volevi l’esclusiva sulle lamentele ? Stavi preparando qualcosa e ti ho rovinato il piano ? O semplicemente fai parte della cricca “toccatemi tutto ma non l’amiga” ?
    Fino a prova contraria il famoso icsmille avrebbe dovuto essere “l’amiga della rinascita”: dall’anniversario dei venticinque anni fino ad un più radioso futuro.
    Per adesso non è riuscito neppure a centrare l’anno dell’anniversario visto che non è ancora uscito.
    Allo stato attuale abbiamo poche e frammentarie notizie sul hardware, si sa soltanto che è stata realizzata una seconda revisione di schede per i beta tester e nulla più e che lo sviluppo di os4 sta subendo ritardi enormi probabilmente perchè tutto d’un fiato deve mettersi a supportare cose smp, xena, xorro, forse addirittura il crossfire ecc.ecc. (te credo, “tutto d’un fiato”, a forza di rimandare si finisce sempre così in qualunque cosa).

    E comunque sei te quello che è esordito con “amiga è un connubio di hardware e software”: parlare di x1000 e non dire niente del resto non serve a molto per farsi un’idea. Già non servono a molto tutti quei dati tecnici che hai snocciolato tra Pa Semi e G5 visto che ti sei perso un confronto nettamente più importante tra Pa Semi e qualcosa di disponibile adesso sul mercato. Non vedo proprio cos’hai da lamentarti…

  • # 11
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Veramente il PA6T-1682M è già da un pezzo sul mercato (e nell’ultimo articolo riporterò anche un altro benchmark): quindi non possiamo parlare di vaporware da confrontare con prodotti già esistenti.

    Semplicemente manca ancora la macchina Amiga che lo dovrà montare, e che è l’oggetto di quest’articolo. E sempre su questa macchina mi sembra di aver fornito delle informazioni sui due componenti più importanti: CPU e coprocessore.

    Il resto, come già detto, è ordinaria amministrazione, per cui preferisco parlarne nell’articolo di chiusura che ha un carattere più generale.

    Non m’interessa parlare specificamente di AmigaOS 4, perché le problematiche che poni riguardano praticamente tutti i s.o. AmigaOS-Like.

    Infine, le critiche sono bene accette se sono costruttive e, soprattutto, se non è sempre la stessa minestra riscaldata riportata puntualmente ogni volta che si parla di Amiga.

    Ripeto: io non sono “sordo”, e ripetere le stesse cose non serve a null’altro che a infastidire. Questo NON significa che non puoi criticare, ma semplicemente evita di essere ripetitivo.

    D’altra parte l’articolo parla di qualcosa di diverso: approfittane, e dì la tua sull’argomento, senza scadere nelle solite cose.

  • # 12
    [D]
     scrive: 

    “quindi non possiamo parlare di vaporware da confrontare con prodotti già esistenti.”

    Non ho mica detto che è vaporware, semplicemente che a conti fatti, dato che è meno potente di un G5, tutt’oggi non avrebbe più senso metterla a confronto con quanto offre il mercato in questo momento.

    Quello che non si capisce degli ultimi utenti amiga è se sono troppo orgogliosi/testardi per ammettere questo o se semplicemente sono entrati in una spirale di masochismo tale che qualunque rivenditore di calcolatrici annunci loro un “nuovo amiga ng” lo trattano con i guanti invece di spedirlo a calci.

    “perché le problematiche che poni riguardano praticamente tutti i s.o. AmigaOS-Like.”

    Le problematiche che pongo riguardano praticamente tutto quello che deve avere un s.o. nel 2011 per poter anche solo sperare di crearsi una nicchia al di fuori del fanatico tipo, affetto da nostalgia decennale. Come sintetizzò Darwin alla ventesima pinta di birra: “chi non vuole evolvere fa compagnia al dinosauro: crepa”.
    Amiga crepa lato hardware e crepa pure lato software: quando spariranno quei pochi che hanno ancora voglia (e soldi soprattutto) di seguire queste miserie, sarà veramente finita.

  • # 13
    [D]
     scrive: 

    @Alessandro Pedarra

    “L’Amiga come la conosciamo è morta, c’è bisogno di denaro ed idee per costruire qualcosa di buono. No money, no party!”

    Se sono vere tutte quelle storie riguardo i fondi di Amiga Inc. allora di denaro n’è passato fin troppo, mentre quelle che sono sempre mancate sono state le idee e la volontà di fare qualcosa di veramente serio.
    Basti pensare forse alla più evidente delle banalità: cosa hanno sempre sognato gli utenti amiga fin dai tempi di commodore ?
    Un portatile. Al di fuori dei soliti A600/1200 trasformati in valigette sei mai riuscito a percepire qualcosa ?
    Con un minimo di buona volontà si potrebbe rilanciare amiga come smartbook, basato su ARM e Tegra 2. Al unieuro proprio in questi giorni stanno vendendo dei smartbook della toshiba così configurati a 200 euro. Prodotti completi a 200 euro, non so se mi spiego, quando adesso come circa 900 si porta a casa una scheda nuda e cruda alla quale vanno ancora aggiunti fior di pezzi.
    Le possibilità di sono se si volesse veramente…

  • # 14
    Giovanni
     scrive: 

    Intendevo anche la fine di PowerPC come “declinazione desktop” di IBM-POWER, visto che le relazioni tra le due si sono susseguite nel tempo. Riguardo ad HP-PA si trattava di una considerazione secondo le aspettative di allora (per HP si è dimostrata sbagliata la convergenza con Intel su Itanium, ma non PA-RISC in sé, che ha sempre avuto ottime performance a fronte di un mercato limitato). In ogni caso (leggendo l’articolo di qualche mese fa che mi era sfuggito) ho scoperto che effettivamente esisteva la concreta possibilità di uno sviluppo di Amiga diverso da PPC… seppure nel male, preferisco che le cose siano andate diversamente perché sarebbe stato molto peggio. In ogni caso lo sviluppo su PPC mi è sempre sembrato il più logico e quello subito avviato dopo la scomparsa di Commodore.

    Sulle specifiche HW di X1000 direi che non ci si dovrebbe lamentare perché sono perlomeno dignitose: chi ben ricorda deve riconoscere che al momento della sua comparsa Amiga era una macchina eccezionale per un insieme di fattori combinati ma non per essere una soluzione hardware rivoluzionaria e anticipatrice. In particolare le qualità erano una buona cpu (ma già ampiamente usata nelle workstation e anche da Apple, Atari e addirittura in un economico home di Sinclair: il QL), un originalissimo e potente chipset personalizzato (neanche in questo caso si trattava del più evoluto reperibile sul mercato, ma comunque di una soluzione di ottima qualità e sicuramente quella maggiormente rivolta agli “smanettoni”), un software decisamente eccezionale (un OS con caratteristiche di macchine professionali) ed un prezzo che lo rendeva acquistabile come “home” da parte di una massa ingente di giovani appassionati!
    Insisto nel sostenere che quello che mancherà soprattutto sarà il prezzo, per il resto dovrebbe essere un cpu che si comprerebbe per divertirsi in sperimentazioni di programmazione “senza regole”! Sinceramente, una versione smartbook non la degnerei di uno sguardo: non m’interessa l’oggetto per la rivoluzione hi-tech perché Amiga non era questo, era una workstation per le masse!

    Ciao

  • # 15
    Uebmaestro
     scrive: 

    Cesare,

    complimenti per l’ennesimo articolo molto interessante.
    Mi sto rileggendo con calma e pazienza tutti gli articoli su Amiga che avete pubblicato finora, un bel lavoro senza dubbio.

    Ah una cosa: don’t feed the troll ;-)

  • # 16
    [D]
     scrive: 

    “non m’interessa l’oggetto per la rivoluzione hi-tech perché Amiga non era questo, era una workstation per le masse!”

    Secondo te, sinceramente, amiga potrebbe nel 201X rinascere come workstation per le masse ?
    Secondo me no. Quei tempi sono finiti ed è inutile anzi estremamente dannoso sperare che tornino, azzoppando altre soluzioni ben più degne di esistere per i tempi che stanno correndo.
    I così detti NG esistono da circa dieci anni ed a nessuno al di fuori di certe orbite è mai fregato niente, tanto è vero che gli stessi produttori di hw “ng”, una volta esaurite le scorte del mercatino, ben si guardavano dal rinnovarle o dal cercare di sviluppare qualcosa di meglio. Il fatto che a dieci anni di distanza, l’amiga ng più potente è quello uscito dieci anni fa, deve far riflettere, anche chi non ha voglia e preferisce cavalcare per l’ennesima volta l’arcobaleno dei sogni.

  • # 17
    Giovanni
     scrive: 

    Sto solo cercando di mettere a fuoco quali principi dovrebbero ispirare la definizione di un Amiga contemporaneo traslando le qualità che quella macchina aveva allora.

    Chi non ha realmente usato Amiga a suo tempo non può realmente condividere il fascino della sensazione nostalgico-pioneristica… di conseguenza si configura l’immagine di un computer avveniristico e rivoluzionario a trecentosessanta gradi! Questo non è affatto vero, ma è soprattutto a causa dei racconti mitici e dei favoleggiamenti di chi lo ha usato al tempo.
    Con i livelli di stabilità ed i tempi di reazione di un OS attuale a cui tutti siamo abituati o addirittura ci si lamenta, accendere e utilizzare un A3000 scoprendone la lentezza e che in una qualsiasi applicazione ci sono solo un decimo delle funzionalità che oggi normalmente ci si aspetta, fa venire il “latte alle ginocchia”… eppure può capitare di sentire dei trentenni elogiare le qualità dell’Amiga (avevano dieci anni quando è sparito dal mercato) !!!

    X1000 ha un buon HW e una soluzione originale e stimolante grazie al coprocessore Xena… il resto, ciò che dovrebbe sorprendere, deve farlo il software e l’ingegno del programmatore: questa era il senso della “filosofia Commodore”… prima dell’Amiga io (come moltissimi altri) mi ero fatto le ossa sul C64 e ti garantisco che di “trucchi” ne ho visti parecchi!

    Notte

  • # 18
    Alanford
     scrive: 

    Se solo la comunità fosse un pelino Piu unita qualche miglioramento tangibile ci sarebbe e staremmo parlando sicuramente di altro…io ci credo ancora

  • # 19
    Paulista
     scrive: 

    Quoto e sottoscrivo quanto detto da D in tutti i suoi interventi, senza nulla eccepire, mi sorprende piuttosto vederlo contestato!
    Secondo me, TUTTI i tentativi attuali di far “rivivere” una piattaforma Amiga sembrano fatti da persone che non hanno contatto con la realtà, e la realtà è piattaforma x64 o ARM dai costi accessibili e facile da produrre e commercializzare. Quate risorse sprecate, migliaia di ore o anni-uomo bruciati senza costrutto alcuno.
    Invece di bruciare tempo e denaro cercando di realizzare una piattaforma Amiga su hardware improbabile bisognerebbe avallare e sdoganare qualcosa come Aros su x64-x86, giusto per avere la possibilità di un multi boot Windows (che sarebbe stolto ignorare) Linux Aros ecc raffinando il sistema operativo su hardware relativamente economico e di facile reperibilità. Ad ora quel che è stato realizzato come surrogato di Amiga mi ricorda il si-può-fare di Fankenstein Jr, un’accozzaglia di hardware vecchio (che vecchio è, eh!) e software che nessuno vuole ed ama tranne i suoi creatori.
    Sognare è bello ma ad un certo punto ci si deve svegliare e se non lo si fa e non si mettono i piedi per terra beh, ci si può trovare a dover scegliere in quale mondo vivere. Al momento suggerirei questo.

  • # 20
    Alessandro Pedarra
     scrive: 

    Beh per sviluppare il Cell hanno speso centinaia di milioni.. qui c’è da sviluppare un intero SoC, il sistema operativo, assemblare il computer e mettere il tutto nelle mani della gente. Bastassero 60 milioni forse qualcuno l’avrebbe già fatto (se c’è chi spende milioni per una consolina schifida come il GP32..).

    Comunque l’Amiga era il computer di Jay Miner, un’Amiga che non ne eredita la filosofia progettuale non è un’Amiga ma qualcosaltro (l’X1000 è sostanzialmente un PC, come chi l’ha preceduto). Il genio di Jay Miner rivive in Natami. Peccato che non abbiano il becco di un quattrino.. altrimenti avrebbero potuto ideare un progetto più ambizioso ed invece devono scendere a patti con i limiti dell’FPGA e della scarsa quantità di ore/uomo (essendo amatoriale).

  • # 21
    [D]
     scrive: 

    “Chi non ha realmente usato Amiga a suo tempo non può realmente condividere il fascino della sensazione nostalgico-pioneristica… ”

    E ti sembra un argomento vendibile ? Qui servono idee che portino ad avere di nuovo una piattaforma competitiva, non rispetto l’athlon xp/64, ma gli x86 di adesso se non sul piano della potenza almeno su quello delle vendite. I PPC sono fuori gioco da anni, rimangono gli ARM. Forse adesso non sono ancora abbastanza potenti ma hanno davanti a loro molte porte aperte. Secondo certi analisti non ancora persi dietro i giochini commerciali di Jobs (sempre lì a gridare ‘al lupo al lupo’ con il cancro, così può fare speculazioni strane al riparo dai riflettori almeno fino a quando la SEC puntualmente non lo pizzica; il giorno che sarà veramente terminale non ci sarà un cane al suo capezzale, se si accontenterà della compagnia delle azioni, buon per lui…) c’è da tenere particolarmente d’occhio nvidia: data per spacciata fino a non più di sei mesi fa, sta preparando il secondo sbarco di netbook stavolta basati su tegra 2. Ci saranno decine, forse centinaia di produttori (rimarchiatori) di hw che ordineranno lo stesso tipo di board con i prezzi saranno in picchiata: un bel amiga basato su tegra 2 potrebbe fare polpette dei cugini basati su android, venisse anche venduto al doppio del toshiba che ho già segnalato.

    “X1000 ha un buon HW e una soluzione originale e stimolante grazie al coprocessore Xena…”

    Se non cacciano fuori i driver, l’ha già detto cdimauro che fine farà l’amazzone dei fpga…

    “il resto, ciò che dovrebbe sorprendere, deve farlo il software e l’ingegno del programmatore: questa era il senso della “filosofia Commodore””

    Vale la stessa domanda della workstation dei poveri, ops scusa, delle masse: nel 201X si trovano ancora questi geni, capaci, con i “trucchetti” di poter mettere in discussione l’abisso tecnologico che separa qualsiasi soluzione “amiga” “ng” da un pc x86 progettato esplicitamente per comportarsi da workstation ?

    @Paulista

    “Quoto e sottoscrivo quanto detto da D in tutti i suoi interventi, senza nulla eccepire, mi sorprende piuttosto vederlo contestato!”

    E’ il destino di chi mette la logica davanti le ragioni del cuore. Se una persona si ostina a voler vedere gli invisibili unicorni rosa volanti, non c’è verso di convincerla del contrario.

    “Quate risorse sprecate, migliaia di ore o anni-uomo bruciati senza costrutto alcuno”

    Punti di vista. Sicuramente ore bruciate rispetto il nostro ma ancor più sicuramente ore ottimamente investite secondo quello di tutti quei sciacalli che passano le loro giornate a recuperare hw scadente sul quale piazzare un’etichetta con un boing a quadri. Prendi un hardware che costa 10 e lo vendi a 1000: come può essere tempo bruciato ? Prendi lo stesso hardware, sai di non riuscire a piazzarlo neppure a 5, sai quindi che commercialmente vale 0 e semplicemente piazzandogli un adesivo sopra, lo riesci a piazzare di nuovo a 1000, forse di più: ma vieni ! Chi te lo fa fare di cambiare strategia: al massimo cerchi altro hw scadente, un po’ meno scarso del precedente e ricominci il giro.
    L’unico problema di questo geniale sistema è che si erode fino all’osso quello che resta di questo mondo ed una volta che si saranno fagocitate perfino le ceneri, la fenice non avrà assolutamente più modo di risorgere.

    “bisognerebbe avallare e sdoganare qualcosa come Aros su x64-x86″

    Mi spiace ma su questo non sono d’accordo. Aros è un progetto stramaledettamente vecchio. E’ nato almeno un decennio prima dei vari OS4 e MorphOS e nonostante questo è attualmente il sistema messo peggio. Se OS4 e MOS soffrono terribilmente diversi limiti di progettazione obbligati dalla volontà cieca e testarda di mantenere la retrocompatibilità col passato, questi stessi limiti in aros sono amplificati all’inverosimile. L’ho provato diverse volte, non ho mai preteso chissà cosa, ma trovarmi davanti un affare incapace di cambiare uno sfondo senza freezare l’intera macchina è troppo anche per quelli pazienti come me.
    Sulla questione mi sono già espresso diverse volte, lo ripeterò ancora una volta, poi che i testardi continuino a perseverare fino a schiantarsi: vogliono far girare i vecchi software ? UAE e fine. Tutto il resto va rifatto da zero secondo canoni moderni: i software nuovi vanno rifatti tenendo conto della situazione attuale (mancanza di un hw preciso sul quale ottimizzare non solo lato prestazioni ma pure lato stabilità) e non di come faceva 25 anni fa, quando le varie limitazioni imposte dal ferro costringevano a fare determinate scelte di progettazione. Il punto della questione sta tutto lì e di certo fare una simile scelta non dispiacerà a nessuno, neppure alla demoscene che da anni ha traslocato sui pc con windows (demo per OS4 su pouet ? una ridicola, offensiva lavagna magica, alla faccia dei bei tempi andati di state of the art e starstruck).

  • # 22
    floriano
     scrive: 

    a un certo pure pure beos fu riscritto per x86..

  • # 23
    Giovanni
     scrive: 

    @D:
    “E ti sembra un argomento vendibile ? Qui servono idee che portino ad avere di nuovo una piattaforma competitiva, non rispetto l’athlon xp/64, ma gli x86 di adesso se non sul piano della potenza almeno su quello delle vendite.”

    E ti sembra una prospettiva credibile? Quelli che hanno deciso di vendere X1000 hanno tutto il diritto di tirare un sassolino nello stagno per vedere se cambia qualcosa e probabilmente celeranno, nel loro intimo, anche ambizioni favoleggianti di dominio del mercato… ma se il loro obiettivo dovesse essere ufficialmente quello di imporsi contro certi colossi e spendendo pochi spiccioli, credo che abbiano sbagliato pianeta!

    Quella che devono fare dovrebbe essere una macchina coerente con la “filosofia Amiga” che ho cercato di esporre nella mia personale visione (di prima mano). Il commento al post, secondo me, riguarda appunto il livello di coerenza.

    Non devi preoccuparti di definire Amiga una “workstation dei poveri” perché lo era, e sfido chiunque a dimostrare il contrario! D’altra parte a 15 anni il computer me lo comprava mio padre (ma anche se avessi lavorato per acquistarlo), difficilmente sarei riuscito a convincerlo di procurarmi una SUN-4 SparcStation con Solaris per avere multitasking e le finestre (da notare che il riferimento non è casuale perché la prima serie a montare SPARC, perciò cpu proprietaria anziché M68k, è del 1987: stesso anno di A500 e A2000… se non sono workstation per poveri queste)!

    Ciao

  • # 24
    Alessandro Pedarra
     scrive: 

    Ma che vuoi che cambi con una piattaforma da 2000 euro? Cos’è il Gucci dei computer? Ma Amiga non era quel computer che vendevano ad 1 milione di lire quando i PC ne costavano 3? Qui c’è seriamente qualcosa che non va. Andrebbero cacciati tutti.

  • # 25
    Giovanni
     scrive: 

    @D:
    “Ci saranno decine, forse centinaia di produttori (rimarchiatori) di hw che ordineranno lo stesso tipo di board con i prezzi saranno in picchiata: un bel amiga basato su tegra 2 potrebbe fare polpette dei cugini basati su android, venisse anche venduto al doppio del toshiba”

    Lo dici tu… perché dovrebbe essere Amiga a farne polpette?.. e perché una tale macchina dovrebbe chiamarsi Amiga? Non c’entra niente!

    Non è chiaro perché tu ti ostini a contestare queste scelte. Ad un certo punto potresti essere tu stesso a proporre la formazione di un gruppo per promuovere la realizzazione di una piattaforma di questo genere da chiamare Amiga.
    Io non sono un fanatico sostenitore degli Amiga-NG e, come te, sono abbastanza disincantato da non credere che saranno operazioni che funzioneranno.

    Ritengo di essere un “amighista” doc al 100% (ma di quelli Classic per cui mi accontento principalmente del mio A2000 ben espanso con cui giocherellare le poche volte che ho del tempo) ma, nonostante non sarò mai un acquirente X1000, non mi sento in dovere di intraprendere una crociata contro queste iniziative.

    mi sembra che tu la faccia troppo semplice sul piano economico… le prospettive di vendita per questa macchina sono irrisorie e la sua produzione avverrà in modo artigianale perciò non c’é alcuna speranza per abbattere i prezzi e quindi per avere un PC economico come lo era Amiga a suo tempo… perciò resterà sempre un’operazione elitaria che molto probabilmente non avrà successo.
    Come gioco però, aprirà anche una serie di opportunità imprevedibili e magari fra quindici anni ci sarà qualcuno che andrà in cerca di ciò che rimane di queste macchine… e così via.

    Quando ho parlato di “trucchi” di programmazione mi sono lasciato trasportare da idee legate proprio al fpga Xena di cui CDMauro lamenta la limitazione dei 64k per trehad… come lo stesso ben conosce, sono questi particolari che forniscono materiale su cui lavorare ai programmatori “con le palle”. Forse hai ragione tu: ne esisteranno ancora? (io ho trovato molte porcherie indicibili tra il codice dell’open source, ma poi penso, ad esempio, a quelli di AROS e sono convinto che loro non siano proprio dei pivellini).

    Ciao

  • # 26
    [D]
     scrive: 

    “E ti sembra una prospettiva credibile?”

    Rilanciare Amiga attraverso board PPC, magari addirittura fatte su misura ? No.
    Rilanciare Amiga attraverso board ARM/PowerVR sfruttando sistemi già disponibili sul mercato ? Si: bassi costi e prestazioni destinate a salire.

    Hai presente MSI ? Aveva lanciato il netbook U100 e subito poco tempo dopo fior di produttori cinesi avevano proposto cloni dello stesso prodotto semplicemente cambiando l’etichetta. Questo fa sorgere una domanda: MSI aveva progettato in origine U100 o si era limitata a comprare una partita da un terzo produttore che poi ha rifornito tutti ? Dal momento che questi netbook andavano via come il pane (costavano meno degli EEE, in genere spingevano di più e ci potevi schiaffare sopra senza sforzo osx) e ancora che il grosso del suo prezzo, come per tutte le cose, era dato dalle tasse, quanto costava a monte, produrlo ? Guarda i tablet cinesi, i vari apad: centinaia di modelli diversi, in realtà tutti uguali tra di loro quindi con costi di produzione all’origine irrisori.

    Vogliamo star qui a discutere sulla bontà della possibilità di poter mettere in commercio un dispositivo che, comprensivo di tasse, potrebbe costare perfino meno della metà della sam460 continuando a garantire a tutti guadagni accettabili ?

    “Quella che devono fare dovrebbe essere una macchina coerente con la “filosofia Amiga””

    Il problema della filosofia amiga è che richiede chip custom, os fortemente ottimizzati (non riscritti in copia carbone da una coppia di fratelli che hanno passato la loro vita a convertire titoli dal mac), gente appassionata e programmatori molto volenterosi.
    Ora, dati i costi di ricerca e sviluppo, chi si imbarca nello studio e nella realizzazione di un nuovo chipset in grado ovviamente di fare concorrenza alle varie intel, amd, via ecc. ?
    Data la mancanza di programmatori capaci da una parte ma soprattutto volenterosi e gente appassionata dall’altra (ma cribbio, due settimane di corso di cocoa e posso sviluppare una fartapp su iphone da zero che mi frutterà minimo 5 mila dollari, spiegami perchè dovrei farmi il mazzo su una piattaforma aliena che vende poche migliaia di pezzi all’anno ? per chi ? per cosa ?) perchè anche solo pensare per un momento che sviluppare su un sistema così dovrebbe convenire ?

    @Giovanni

    “Lo dici tu… perché dovrebbe essere Amiga a farne polpette?.. ”

    Alla lunga la gente potrà anche stufarsi di android su cellalari, android su smartphone da 99 a 999 dollari, android sui pannelli della domotica, android sulle lavatrici ecc.ecc. E’ peggio di una prezzemolina, di sto passo risulterà più indigesta del classico pc con windows. Ovvio che se si arriva dopo lo sbarco in forze di microsoft con windows 8 su ARM, ciao eh…

    “e perché una tale macchina dovrebbe chiamarsi Amiga? Non c’entra niente!”

    Perchè un amigaone, un x1000 o una SAM dovrebbero chiamarsi “Amiga” ? Cosa centrano loro ? Non penso sia il caso di tornare su questo punto, è stato assodato più volte: amiga intesa come sinergia di hw custom con os altrettanto custom è morta e sepolta da 15 anni, anche qualcuno in più. Personalmente considero più custom una coppia ARM+PVR che un PPC segato intento a riciclare Radeon M9.

    “Non è chiaro perché tu ti ostini a contestare queste scelte”

    Perchè fino adesso non hanno cavato un ragno dal buco ? Mi ricordo che ai tempi dei primi amigaone di eyetech c’era un clima molto festaiolo all’interno della comunità amiga: gente che pensava positivo, che era davvero convinta che quello sarebbe stato il rilancio della piattaforma.
    Adesso facciamo un po’ la conta di quanti la pensano ancora così dopo 10 anni di amigaone, troika (andata a troike ?), sam e fantasmi con la X. Tolti gli utenti pc che ad essere sinceri non hanno mai fatto parte del calcolo e prendendo solo gli utenti amiga, adesso è pieno di gente che si lamenta. Si lamenta delle scarse prestazioni (non sono certo io a parlare di giocattoli), si lamenta dei costi eccessivi, si lamenta della mancata uscita del sistema in concomitanza con il “nuovo” hardware (manco una struttura driver decente hanno, ad ogni nuova scheda devono aspettare la versione custom fatta su misura di os4), si lamenta in generale di una mancanza di visione generale.
    I più ottimisti tagliano la testa al toro, raccattano un powermac g4 per due lire e ci schiaffano sopra morphos, che non sarà una cima ma defeca allegramente sia sul cugino open source che sul fratellastro il quale, per farsi provare, esige un acquisto (caro) a scatola chiusa, tranquilli oltretutto che se si stufano, hanno sempre un mac sul quale girare osx fino a leopard. Lo sapevi che il kit di sviluppo per iphone fino a non molto tempo fa veniva distribuito in universal binary tanto che c’è stata gente che si faceva le app con un g4 invece di passare ad un costoso mac intel ? Quale sbocco di utilizzo ti può offrire un amigaone se ti rompi di “catorcio 4.0″ ? LinuxPPC, sai che roba…

    Di sto passo con l’ennesima rottura interna alla comunità, quale futuro pretendi di vedere per tutta la cosa ? Qui servono scelte drastiche volte a aumentare di nuovo la base installata.

    “le prospettive di vendita per questa macchina sono irrisorie e la sua produzione avverrà in modo artigianale”

    Artigianale nel senso che un tizio farà le saldature a mano ? :P
    Se le prospettive di vendita sono scarse allora si fa qualcosa per farle risalire.
    La gente (a cominciare dagli amighisti) dice che costa troppo ? Allora si cerca di abbassare il prezzo: niente progetti custom, si produce in cina a costo di finire nelle mani della foxconn e dei suoi dipendenti acrobati, si cerca qualcosa largamente disponibile e quindi a basso costo come sistema di riferimento (non sarà un integrato di memoria in più con i codici di avvio di os4 a sconvolgere il prezzo finale).

    “Come gioco però, aprirà anche una serie di opportunità imprevedibili e magari fra quindici anni ci sarà qualcuno che andrà in cerca di ciò che rimane di queste macchine… e così via.”

    Che bel gioco, come il barbone sotto casa che passa in rassegna i bidoni dell’immondizia. Anni di storia dell’informatica finalizzati al mercatino dell’usato ed alla speculazione su ebay come già avviene per le schede acceleratrici ed i classic espansi.

  • # 27
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Jobs non mi è certo simpatico, ma credo che meriti tutto il rispetto che si addice a una persona malata.

    @Giovanni: 64KB sono in totale da spartirsi per tutti e 8 i thread.

    Comunque lo sfruttamento di Xena non è questione di “palle”, ma di tempo. Mi spiego meglio.

    La PS3 viene considerata (a ragione) difficile da programmare, e le software house hanno speso di gran lunga più risorse a cercare di fruttarla rispetto alla concorrenza (XBox 360 in primis).

    Se consideri che ogni SPE delle 7 a disposizione di Cell ha 256KB di memoria locale (e riservata), come pure accesso alla memoria centrale, mentre gli 8 thread di Xena si devono contendere 64KB e non hanno nemmeno accesso alla memoria centrale, capisci bene che per sfruttare questo coprocessore bisognerà sputare litri di sangue.

    Infine, se aggiungiamo la penuria di programmatori AmigaOS, penso di non aver sbagliato nell’affermare che Xena rimarrà un soprammobile. ;)

  • # 28
    TheKaneB
     scrive: 

    In tutto questo non hai citato Varisys… l’unico motivo per cui X1000 ha il famoso Xena (cioè Xmos), è perchè A-Eon ha affidato la progettazione della scheda Nemo (attuale nome in codice dell’X1000) al partner Varisys, il quale ha sia l’aggancio con PA-Semi per la fornitura delle CPU, sia un pacco di Xmos da smaltire che, evidentemente, gli sono rimasti sulla panza e non sanno come farli andare prima…

  • # 29
    [D]
     scrive: 

    “In tutto questo non hai citato Varisys…”
    “sia un pacco di Xmos da smaltire che, evidentemente, gli sono rimasti sulla panza e non sanno come farli andare prima…”

    Come già detto, rottamatori e sciacalli…
    Sinceramente non riesco a capirla la comunità amiga: come può accettare queste prese in giro ? E’ praticamente diventata, il centro smaltimento RAEE dell’informatica. Tutti questi produttori di amiga “ng” dovrebbero essere massacrati ogni giorno che passa, nella migliore delle ipotesi isolati, cancellati dalla memoria, invece si corre, li si aspetta con ansia manco dovesse scendere il messia.
    Com’è che hanno chiuso Pianeta Amiga ? E’ veramente, solamente, questione di lavori nel palazzetto di Empoli o dall’alto hanno capito che per fare le cose così, non c’è proprio più gusto ?

  • # 30
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Io penso che agiscano in buona fede, non essendo sufficientemente informati e vivendo immersi nei sogni di un grandioso riscatto.

    Per cui diventa facile approfittarsene.

    L’unico modo, a mio avviso, è metterli davanti alla dura realtà, mostrandogli come stanno le cose. Poi se sono “de coccio”, come si suol dire, saranno affari loro.

    @TheKaneB: adesso i conti tornano, e lo trovo decisamente squallido.

    D’altra parte lo Xena utilizzato è pure il più vecchio e scarso (singolo core, anziché quad core).

    Ma in ogni caso è un’evidentissima operazione di pura convenienza a danno degli utenti finali, visto che non ne trarranno vantaggio…

  • # 31
    [D]
     scrive: 

    “Io penso che agiscano in buona fede, non essendo sufficientemente informati e vivendo immersi nei sogni di un grandioso riscatto”

    Stai dicendo che non sono capaci di entrare in un mediaworld qualunque e di leggere due cartellini ? Eventualmente di prendere nota di due modelli di cpu/gpu e di metterli a confronto verificando online ?

    Secondo me sono capacissimi ma rimane sempre il problema del “grandioso riscatto” che tra l’altro non avviene neanche a livello di sistema: cos’ha di valido e valutabile amiga os 4 nel 2011 contro sistemi come windows, osx e linux ? Qualche secondo in meno nei tempi di boot ? Credo che mille e passa euro di spesa valgono giusto qualcosa in più di qualche secondo in meno di attesa. Uno stile di utilizzo diverso ? Devono fare attenzione: un programmatore con qualche fine settimana libero è capace di sfornare un DE per linux capace di fare polpette di workbench, ambient e wanderer messi insieme.

    “D’altra parte lo Xena utilizzato è pure il più vecchio e scarso (singolo core, anziché quad core).”

    Senza scendere in troppi tecnicismi mi limiterei a questa valutazione: quale dovrebbe essere l’utilizzo dello xena in amiga ? Al massimo quello di emulare il chipset originale ! Ma quando esiste il minimig, basato se non ricordo male sullo spartan, se quella fosse stata davvero l’intenzione, perchè non hanno incluso da subito una cosa che si sapeva avrebbe funzionato e sarebbe servita ? (che poi a dirla tutta, per ridurre i costi avrebbero potuto farla come scheda pci separata… ma…) Cioè se proprio si vogliono spendere soldi a tutti i costi, almeno farlo in qualcosa di utilizzabile.
    Ci manca solo che lo xena si mangi i watt risparmiati dal pa semi ristabilendo consumi da g5 e siamo a posto.

  • # 32
    Giovanni
     scrive: 

    Allora questo Xena è vecchio, ecco perché ha così poca memoria! Aveva qualche applicazione specifica per cui veniva utilizzato (chiedo solo a titolo di curiosità personale)?

    Altra domanda, visto che siete molto aggiornati sulla realtà Amiga-NG, di cui io conosco solo l’esistenza: su che numeri si dovrebbero aggirare le vendite di X1000? Quanti Sam440 saranno state vendute?

    @D:
    Quando dico “artigianale” non penso certo alla saldatura dei circuiti, ma all’assemblaggio del computer e alla gestione delle vendite. Il prezzo alto degli AmigaONE o X1000 che siano non è dovuto all’ingordigia di chi li vende ma a semplici risultati di stima economica che ne determinano un prezzo di vendita sulla base del costo… operazioni normali, ma con cui in genere non si diventa ricchi! Poi, potrebbero essere anche in buona fede:

    @CDMauro:
    “Io penso che agiscano in buona fede, non essendo sufficientemente informati e vivendo immersi nei sogni di un grandioso riscatto.”

    Grazie, Ciao

  • # 33
    [D]
     scrive: 

    “Aveva qualche applicazione specifica per cui veniva utilizzato (chiedo solo a titolo di curiosità personale)?”

    Bella domanda ma sinceramente credo di no. Temo che la maggior parte di questi prodotti elettronici viene realizzata senza un’idea di impiego precisa. Riferirsi al mercato industriale in un certo senso implica proprio il fatto di non doversi porre il problema di come verrà utilizzato il componente in questione. Il problema è che così facendo finiscono per ritrovarsi con i magazzini pieni di ferraglia che gli rimane sul groppone fino a quando non trovano una “comunità amiga” da infinoc…ehm… prendere in giro…

    “ma all’assemblaggio del computer e alla gestione delle vendite”

    Francamente costa di meno assemblare un computer a mano che non attraverso delle macchine tarate apposta, anzi non credo neanche si faccia con delle macchine ma con la vecchia linea di montaggio e tanti operai sottopagati.
    Riguardo alla gestione delle vendite non riesco a capire cosa intendi. Ci vorranno sempre delle persone che prenderanno nota degli ordini, li gireranno al magazzino, terranno la contabilità ecc.ecc.

    “Il prezzo alto degli AmigaONE o X1000 che siano non è dovuto all’ingordigia di chi li vende ma a semplici risultati di stima economica che ne determinano un prezzo di vendita sulla base del costo… ”

    Il discorso sullo xena ha reso fin troppo bene dove stanno i problemi di costo, poi possiamo stare qui a credere a tutte le balle che vogliamo a cominciare dalla buona fede…
    Se ci fossero veramente buona fede e passione allora già a monte ovvero da Hyperion si sarebbe deciso un cambio di architettura (non avevano assolutamente ragione di scegliere i ppc, era una nuova piattaforma, slegata in toto dal passato, collegata ad esso per via solo di un emulatore) ed i vari produttori di hw avrebbero cercato fin da subito roba a basso costo cinese (non per questo necessariamente di bassa qualità, anzi) sfruttando ogni forma di agevolazione economica (da noi semplicemente impossibile), proprio per poter tirare fuori qualcosa che si sarebbe potuto vendere alle masse ad una cifra onesta, bilanciata sugli effettivi meriti attuali della piattaforma.

    Invece hanno voluto e vogliono tutt’oggi fare i furbi: continuano con questa manfrina di cos’era amiga (venticinque anni fa, qualche era geologica secondo i canoni dell’informatica) di quanto era avanti quel amiga là rispetto i sistemi suoi contemporanei e che in qualche modo, per qualche oscura ragione, tale vantaggio tecnologico s’è mantenuto immutato fino ad oggi.
    Adesso, per carità, quando senti jill cooper sparare minc… pur di vendere i tappeti magnetici o il suo collega che esordisce con “è un netbuk quindi il top della tecnologia” credi di averle sentite tutte, ma sti qua rispetto ai “signori” di prima sono dei veri e propri dilettanti.

  • # 34
    Giovanni
     scrive: 

    @D:
    “Francamente costa di meno assemblare un computer a mano che non attraverso delle macchine tarate apposta, anzi non credo neanche si faccia con delle macchine ma con la vecchia linea di montaggio e tanti operai sottopagati.
    Riguardo alla gestione delle vendite non riesco a capire cosa intendi. Ci vorranno sempre delle persone che prenderanno nota degli ordini, li gireranno al magazzino, terranno la contabilità ecc.ecc.”

    Si, viene fatta a mano, ma bisogna vedere se la fa un tedesco, un rumeno o un cinese… e soprattutto in questi ultimi due casi i quantitativi sono determinanti affinché costi 1 oppure 100: senza contare che se dovesse essere un cinese i trasporti di piccoli quantitativi incidono più della manodopera.
    Lo stesso problema dei quantitativi di vendita (e che differenzia una produzione industriale da una artigianale) riguarda l’abbattimento dei costi fissi e di vendita (non è solo contabilizzare una fattura ma anche, per esempio, il packaging e la movimentazione e costi strutturali delle aziende) che si riflettono inesorabilmente e in maniera drammatica sul costo del singolo pezzo.
    Chi lavora con grandi volumi a livello industriale utilizza strumenti diversi per la valutazione del businnes. Per esempio può decidere di intraprendere operazioni di marketing (anche costose) con il solo scopo di raggiungere certi quantitativi di vendita che gli consentono di ottenere precise economie di scala e abbattimenti ingenti di costi…. ecc

    Comunque la cosa è molto OT, lo riconosco, era solo per dire che i prezzi, che sono “solo” apparentemente assurdi. In realtà sarebbero tali soltanto per non giustificare l’operazione econemomica che invece viene fatta. Come già detto: io NON comprerò sicuramente X1000 come NON ho mai pensato di acquistare un AmigaNG precedente. @D: io gli Amiga ce li ho da più di 20 anni, sempre quelli a parte ad un paio di hd e qualche chip…

    ciao

  • # 35
    Marco
     scrive: 

    “Bella domanda ma sinceramente credo di no.”

    http://www.xcore.com/

  • # 36
    [D]
     scrive: 

    @Marco

    E che cosa dovrebbe dimostrare quel link ? Io chiedo, anzi no voglio, pretendo una ragione che giustifichi nello specifico la presenza dello xena (con tutti i costi extra che comporta) sul x1000.
    Quando nvidia e amd presentano una nuova gpu, la prima cosa che fanno è mettere in mostra delle demo che ne dimostrino l’utilità che giustifichino agli occhi dell’acquirente la validità della spesa richiesta. Non si presentano dicendo con tono da alcolizzati “ehhh abbiamo realizzato sta cosa, che serve a fa i conti, fa le addizioni, le sottrazioni, pensate pure le moltiplicazioni !!!”
    Tornando al sito che hai postato, nella pagina dei progetti, l’unica cosa che vagamente si avvicina ad un utilizzo “commodoriano” è il player SID. 2000 euro per suonare i Sid ? Il pasemi non sarà un g5, pace, ma credo che un sid riesca a suonarlo senza necessitare di coprocessori.

  • # 37
    @TheKaneB
     scrive: 

    Scusa ma la tua affermazione è totalmente inventata, pura fantasia…
    Se non è così, fornisci la fonte secondo cui Varisys avrebbe scorte di chip XMOS da smaltire.

    Ricordo che stiamo parlando di un azienda che progetta per Sony, quindi non credo proprio gli ultimi arrivati.

  • # 38
    andres
     scrive: 

    scusa, ho sbagliato a inserire @ThKaneB, quindi manca la firma…

  • # 39
    Marco
     scrive: 

    “E che cosa dovrebbe dimostrare quel link ?”

    Qualche idea su come usare xena. A me ricorda vagamente il DSP che Haynie voleva integrare sull’A3000+.

    “Non si presentano dicendo con tono da alcolizzati”

    Il tuo non è che sia molto migliore, senza tener conto della sostanziale inutilità di tutti i tuoi sgrammaticati interventi.

  • # 40
    [D]
     scrive: 

    “A me ricorda vagamente il DSP che Haynie voleva integrare sull’A3000+.”

    DSP che ai tempi aveva una vera utilità data la scarsa potenza in assoluto della cpu. Adesso ? Vogliamo fare il sacrosanto schifoso piacere di ragionare secondo i tempi che corrono e non rispetto fantasie morte e sepolte ? Serve a qualcosa questo continuo patetico tentativo di sfuggire dalla realtà corrente ?

    “Il tuo non è che sia molto migliore, senza tener conto della sostanziale inutilità di tutti i tuoi sgrammaticati interventi.”

    Eggià, quello che conta non è il contenuto dei commenti ma che le virgole stiano al loro posto altrimenti a certi poveri individui deboli di cuore viene un colpo. Continua così, fuggi dalla realtà che serve tantissimo.

    Una cosa è certa tra il mio realismo e le fantasie tue (e della comunità amiga): non sono io quello con l’acqua alla gola, quello che deve fare tesoro di ogni alba che verrà come se fosse l’ultima. Ancora qualche “amiga ng”, ancora un po’ di rifiuto della realtà e non ci sarà più nessun amiga, poco ma sicuro.

  • # 41
    Marco
     scrive: 

    “e le fantasie tue”

    Sarei curioso di sapere da dove hai evinto queste mie presunte fantasie.

    “non sono io quello con l’acqua alla gola”

    Sei proprio tu, che tanto punti il dito, a vivere nel tuo mondo fantastico… non saprei spiegarmi altrimenti queste tue affermazioni.

  • # 42
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @[D]: Xena NON nasce per e non comunque potrà mai emulare il chipset originale perché dovrebbe come minimo poter accedere alla memoria, e questo non succede.

    Per il resto dovresti cortesemente smetterla di polemizzare. Puoi benissimo esprimere le tue critiche mantenendoti nel piano del rispetto altrui. Grazie.

    @Giovanni: non so quanta memoria abbia lo Xena quadcore (plausibilmente 4x64KB). In ogni caso non è la potenza di calcolo il suo forte, come già detto, ma le spiccate capacità di comunicazione e gestione di eventi.

    @andres: mi pare scontato che Varisys abbia delle scorte di Xena, visto che li produce e li vuole vendere. Poi se siano da svendere o meno non so, non conosco i piani di quest’azienda e se ha pensato di puntare ormai soltanto alle soluzioni quadcore.

    @Marco: a me sembra molto diverso dal DSP della AT&T che Haynie aveva scelto per l’Amiga 3000+.

  • # 43
    andres
     scrive: 

    @Cesare
    scusa ma Xena non è (o deriva da) un chip di XMOS?

  • # 44
    Alex
     scrive: 

    Per fortuna che ho mollato l’Amiga (a malincuore) quando fallì la Commodore. Da 10 anni ormai propongono la solita ministra riscaldata con hardware già vecchio in uscita. Per quanto riguarda il software non c’è nulla di innovativo, tutta roba già visto su una delle distribuzioni di linux. L’Amiga è morto, tutto il resto è marketing e speculazione. Certo mi piacerebbe avere qualcosa di nuovo sia dal punto di vista hardware che software ma dimentichiamoci il passato e si crei qualcosa di nuovo, senza guardare indietro e superando finalmente Wintel.

  • # 45
    Marco
     scrive: 

    “a me sembra molto diverso dal DSP della AT&T che Haynie aveva scelto per l’Amiga 3000+.”

    Infatti c’era il “vagamente” ;)

    Mi è venuto in mente in quanto di solito viene analogamente usato per cose tipo FFT, filtri FIR, et similia, alla stregua di un DSP.

    Ben lungi dall’incensarlo e dal benedirne la scelta, ma gli impieghi di un oggetto del genere sono veramente tantissimi e svariati, basti vedere quello che già c’è e pensare a cos’altro potrebbe servire su un Amiga.

    Alcuni lo vedono come una sorta di hardware riconfigurabile, alla stregua di un fpga ma più “coder friendly”.

    BTW, la Sam440 integra già da anni un fpga, ma, non vorrei sbagliarmi, non mi risulta che sia mai stato utilizzato per qualcosa dal lato Amiga.

  • # 46
    paolo besser
     scrive: 

    Io ritengo ormai l’intero discorso Amiga un passatempo per informatici di vecchia scuola. Non concepisco nessuno dei derivati di AmigaOS (nemmeno la mia distribuzione di AROS) un \competitor\ per gli attuali sistemi operativi mainestream, né – con un pizzico di malinconico realismo, sentimento che purtroppo manca a troppi amighisti – credo che mai tornerà a esserlo, almeno fino a che i limiti saranno quelli che D continua polemicamente a ripetere ogni volta che gli si presenta l’occasione. Su questo dobbiamo metterci il cuore in pace. L’X1000 con le poche centinaia di unità che forse venderà NON sarà mai l’Amiga della rinascita: avrà certamente più successo Commodore USA coi suoi PC rimarchiati e con Ubuntu sopra, se mai usciranno. Ormai l’Amiga è un hobby e come tutti gli hobby merita il dovuto rispetto: c’è chi spende 2000 euro per una chitarra e chi li spende per un computer. Può anche essere visto come una ‘fede’ per una minoranza di informatici (c’è ancora chi vota per partiti politici destinati a una microscopica minoranza, che non entrerà mai neanche in parlamento – eppure le loro opinioni vanno rispettate anche quando non sono condivise). Ma il punto è uno: fa bene Cesare a informare e a mettere in evidenza che queste macchine esistono. Poi chiunque potrà decidere se è interessato o meno. Certo, fa tanta tristezza, ma non sempre la realtà è una cosa piacevole.

  • # 47
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Concordo.

    @andres: sì, Xena E’ uno dei chip di XMOS. Scusatemi, avrei dovuto utilizzare il nome ufficiale invece di quello “marchettaro” di AmigaOne.

    @Marco: onestamente come DSP non lo vedo bene. Come dici, sembra un FPGA che però è programmabile normalmente (d’altra parte ha una CPU all’interno), e questo come sviluppatore è estramemente stimolante.

    Solo che roba del genere, per quanto abbia del potenziale, difficilmente verrà sfruttata. Infatti nemmeno io ho letto, nel limiti di ciò che leggo in giro, di applicazioni dell’FPGA della Sam440 (in ambito “amigaos”, per intenderci).

  • # 48
    [D]
     scrive: 

    “Sarei curioso di sapere da dove hai evinto queste mie presunte fantasie.”

    -A me ricorda vagamente il DSP- Chi l’ha scritta sta perla ? Pulcinella ?

    “Sei proprio tu, che tanto punti il dito, a vivere nel tuo mondo fantastico…”

    Proprio un mondo fantastico: amiga che non c’è come hardware moderno, amiga che non c’è come os moderno, amiga che viene sciacallata ad ogni occasione. Ne avessi dimenticata una…

    @cdimauro

    “Xena NON nasce per e non comunque potrà mai emulare il chipset originale perché dovrebbe come minimo poter accedere alla memoria, e questo non succede.”

    E allora “cosa nasce per”, “cosa serve a” ? Qualcuno di competente, di veramente informato, dia una risposta senza tirare in ballo il DSP del 3000+ (che tra l’altro, se non ricordo male l’articolo dedicato, già allora non se ne fece nulla proprio per CONTENERE I COSTI, ironia della sorte)

    “Per il resto dovresti cortesemente smetterla di polemizzare.”

    Sto polemizzando ? No, mio caro: sono l’unico che a distanza di decenni si sta veramente incazzando, sta tirando fuori le palle e sta esigendo un futuro diverso per amiga. Un futuro dove magari non ci sarà un improbabile treno tecnologico da inseguire e, visti i ritardi accumulati, da non raggiungere ma almeno ci sarà di nuovo sul mercato, per le masse (come diceva Jack Tramiel) con un amiga che forse riuscirà ad avere ancora qualcosa da dire e quel qualcosa non sarà “guardatemi: sono la truffa del ventunesimo secolo, per gonzi con 25 anni per gamba”
    Fino adesso hai fatto bene a parlare di amiga dal punto di vista tecnologico e storico ma ora sarebbe particolarmente gradita un’analisi disincantata dello scempio che è sta combinato fino adesso. Tutto sto schifo non deve e non può più passare in sordina.

    @Marco

    “BTW, la Sam440 integra già da anni un fpga, ma, non vorrei sbagliarmi, non mi risulta che sia mai stato utilizzato per qualcosa dal lato Amiga.”

    E mai lo sarà. Quel fpga si trova lì in quanto la sam440 non è un amiga ma una scheda industriale, rimasta sul groppone a qualcuno, quindi riciclata come sistema amiga ng.
    Volendo credere alla favoletta della buona fede, è veramente una pessima idea scegliere un hardware industriale come base per un sistema desktop, in quanto si porta in dote delle cose che non verranno mai utilizzate. Certo, che se Hyperion non fosse composta da 2 (due) programmatori, magari potrebbe anche scapparcene uno che nel giro di un mesetto si dedichi alla realizzazione di un driver di supporto (che serva poi a cosa non si sa, ma lasciamo pure credere a chi ha voglia che esistono ancora i programmatori “alla commodore”) ma come dice il detto “con i SE non si va da nessuna parte”.
    A pensarci bene, quante possibilità ci sono che x1000 è veramente un amiga e non l’ennesimo fondo di magazzino industriale ? (poi ovviamente c’è la possibilità che è una scheda amiga fatta con fondi industriali, il che sarebbe nettamente peggio, ma se lo faccio notare polemizzo…)

    @paolo besser

    “L’X1000 con le poche centinaia di unità che forse venderà NON sarà mai l’Amiga della rinascita”

    Non sono riusciti a centrare neanche la data dell’anniversario dei 25 anni… non che sia la cosa più importante ma almeno ci facevano un’altra figura…

    “fa bene Cesare a informare e a mettere in evidenza che queste macchine esistono. Poi chiunque potrà decidere se è interessato o meno.”

    Un piccola critica diretta al lavoro di Cesare. Ha solamente descritto il ferro, non l’ecosistema (?) che ci orbita attorno.
    Da quanto tempo è che si parla del x1000 ? Almeno un anno mi pare. Ecco, io circa un anno fa stavo sinceramente pensando di comprarmelo, credevo veramente che se avesse dovuto essere un amiga della rinascita, si sarebbe presentato sul mercato come si sarebbe dovuto: prestazioni in linea con i tempi, sistema aggiornato per bene, programmi e prezzo accettabile.
    Salta poi fuori che il prezzo è quel bordello lì, a quel punto diventa d’obbligo farsi una cultura sulle condizioni del resto ed a ogni giro di boa m’è sceso sempre di più fino a finire sotto le scarpe.
    Come ho già fatto notare, la strategia degli sciacalli consiste nel fregare la gente tirando in ballo il passato glorioso di amiga, la sua antica superiorità tecnica e di far credere che le cose non sono mai cambiate da allora, anzi in alcuni casi ho visto che si è tentato addirittura di far passare amiga per un supercomputer in quanto una certa scheda è stata utilizzata come nodo in un blue gene di ibm.

    Ben vengano i confronti tecnici, ma sono queste altre cose che alla fine ci danno la vera visione d’insieme della faccenda non le divagazioni da sviluppatori sull’eventuale uso di un fpga infilato lì senza una ragione chiara e cristallina.

  • # 49
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Io le critiche le accetto, ma se sono sensate. Hai presente il titolo dell’articolo? E il contenuto? Secondo sarei dovuto andare off-topic nel mio stesso articolo.

    Come ho già detto e ripetuto, ci sarà un terzo articolo della serie. Quante volte lo dovrò ripetere ancora?

    Noto, comunque, che sei molto informato. Frequenti lo stesso forum che seguo anch’io e sul quale ho avuto un’accesa discussione proprio sul supercomputer di IBM & co. Non so se scrivi anche lì, ma penso di sì (sarebbe interessante conoscere il tuo nick).

    Comunque il fatto che tu sia alterato (per usare un termine “pulito”) è evidente già da parecchio tempo, ma non gradisco che lo spazio di Appunti Digitali, e di un mio articolo in particolare, diventi terreno per azzuffarsi con altri lettori o per lanciare affermazioni che possono avere ricadute penali. Pertanto farò valutare i tuoi commenti dal mio responsabile, e se lo riterrà opportuno verranno moderati. Mi spiace, ma qui non vogliamo correre il rischio di beccarci una querela per cose che NON abbiamo scritto noi.
    In ogni caso se continui ad andare palesemente off-topic, come già è stato chiarito dalla redazione in un apposito articolo, mi vedrò costretto a moderare i tuoi commenti.

    Detto ciò, su Xena e lo scopo per cui è stato progettato mi sono già espresso nell’articolo, e per il resto t’invito a riflettere meglio sul commento di Paolo.

  • # 50
    [D]
     scrive: 

    “Come ho già detto e ripetuto, ci sarà un terzo articolo della serie. Quante volte lo dovrò ripetere ancora?”

    Bene, mi auguro che sia un articolo fiume sui veri mali della piattaforma che sinceramente di questi “mastro girmi” dell’informatica non frega più niete a nessuno.

    “Noto, comunque, che sei molto informato. Frequenti lo stesso forum che seguo anch’io e sul quale ho avuto un’accesa discussione proprio sul supercomputer di IBM & co. Non so se scrivi anche lì, ma penso di sì (sarebbe interessante conoscere il tuo nick).”

    Mi limito a leggere anche perchè se dovessi commentare certe bestialità che trovo, potrei perdere del tutto la mia proverbiale calma. Io sono abituato a tenere i piedi saldi per terra, lì c’è gente che galleggia da troppo tempo sulle nuvole: incompatibili.

    “Comunque il fatto che tu sia alterato (per usare un termine “pulito”) è evidente già da parecchio tempo”

    La logica e la verità dei fatti, non accettano compromessi, mai.
    Possono essere brutte finchè si vuole ma vanno dette. L’ipocrisia porta vantaggi solo sul breve periodo, il cosidetto “quieto vivere”, risparmia una discussione oggi ed intanto prepara una bomba domani come del resto succede in questa trafila di commenti infuocati. Se a tempo debito si fossero calciorotati fuori dalla finestra tutti i vari furbi, a quest’ora le cose andrebbero sicuramente meglio.

    “lanciare affermazioni che possono avere ricadute penali.”

    Addirittura. E quali sarebbero queste gravissime mancanze di rispetto ? “Amiga nel 2011 è una truffa” ? Ma chi è amiga ? Cos’è Amiga ? Dove sta Amiga ? Quale sarebbe il reato contestabile: vilipendio di cadavere ? Forse sarebbe da contestare a ben altra gente.

    “e per il resto t’invito a riflettere meglio sul commento di Paolo.”

    -Ormai l’Amiga è un hobby e come tutti gli hobby merita il dovuto rispetto-

    da parte di chi ? Un hobby prevede passione sia dal lato di chi utilizza che da quello di chi produce e vende. Un trenino elettrico con relativo modellismo trasmette proprio questo tipo di rispetto. Te ne accorgi subito se il produttore della locomotiva elettrica in scala, che hai pagato quanto uno stipendio (faccio notare: stipendio sudato), ha fatto una cosa come si deve o se ha buttato giù il lavoro. Lo capisci dalla cura dei dettagli, dei meccanismi, dalla scelta dei materiali. E’ quello che si chiama amore.

    Qui dove sta tutto questo ? Quale “amore” c’è nel prendere un affare che non è riuscito a vendersi nel suo mercato di riferimento e di riciclarlo altrove ?

    Me lo devo proprio segnare da qualche parte: se mai lavorerò nel campo del hw e mi ritroverò con un magazzino di spazzatura da smaltire, di fare un salto sui forum amiga e di lanciare il nuovo amiga ng. Evidentemente certi bei discorsi sul rispetto non ha più senso applicarli, sono tutto fiato sprecato e poi “ti querelano”, bello schifo…

  • # 51
    Giovanni
     scrive: 

    Riguardo ai miei quesiti risulta:

    Le vendite previste sono sull’ordine di qualche centinaio di pezzi???

    Xena invece mi pare capitato un po’ per caso, è un gestore di eventi presente su schede industriali, difficile da programmare, probabilmente da pochi soldi e diffuso tra gli hobbisti… e per di più con poca memoria e difficile da programmare anche perché senza possibilità di accesso alla RAM. Va bene per muovere dei “robottini” dei lego?

    Per il resto dell’hw… è decisamente sorpassato ma, ripeto, non mi pare così arretrato come quello che era stato proposto a suo tempo con la Sam440. @D, evita di darmi spiegazioni dettagliate sul fatto che sia vecchio, lo capisco da solo!

    Saluti

  • # 52
    sergio
     scrive: 

    Comunque lo Xena di Xmos nasce come microcontroller programmabile grazie alla cpu integrata, serve per applicazioni che richiedano un microcontroller.

    L’utilizzo sulla X1000 è possibile ipotizzarlo come una Arduino collegata ad un PC.

    Per la polemica sull’Amiga “Moderno” credo che con le complessità di Mercato attuale sia impossibile per un Azienda con scarse risorse economiche entrarvi. L’utilizzo su Hw x86 o ARM sia del tutto inutile perchè questo tipo di hardware già è acquistabile e basta installargli un sistema operativo come AROS (per gli x86) ed eventualmente un porting per ARM che forse faranno in futuro. Ma io credo che allo stato attuale degli altri S.O. sia del tutto tagliata fuori quest’ultima possibilità. A questo punto molto meglio usare un UAE.

    Un nuovo Amiga non può esistere a prescindere dal connubio tra Hardware e Software, ma come ho detto prima oggi produrre HW e SW costa troppo ci vogliono troppi soldi.

  • # 53
    [D]
     scrive: 

    @Giovanni

    “evita di darmi spiegazioni dettagliate sul fatto che sia vecchio, lo capisco da solo!”

    Non sarò anagraficamente vecchio come te ma dentro lo sono di sicuro visto che non mi arrendo e cerco ancora un qualcosa in giro, negli eventi, nelle persone, che evidentemente è passato completamente di moda. Vedere tutto sto lassismo, tutto sto “massì lasciamo stare, lasciamo correre gli eventi” mi fa girare le scatole che non ti dico, ma evidentemente è destino che vada così. Dio li fa e poi li accoppia: nel nostro caso (beh se va avanti così, mio non più per tanto) abbiamo gente da una parte che ha perso ogni orgoglio (tranne la fede in un’etichetta) e dall’altra tipi con l’occhietto vispo. A quanto pare piace così e nonostante ci si riempia ogni giorno la bocca di parole complicate come democrazia, nei fatti viene stigmatizzato che si dia del cornuto niente meno che al bue.

    @sergio

    “Comunque lo Xena di Xmos nasce come microcontroller programmabile grazie alla cpu integrata, serve per applicazioni che richiedano un microcontroller.”

    E cosa ci dovrebbe fare l’amiga con un microcontroller ?
    Cioè vedi, il discorso è che se amiga tentasse di riciclarsi in ambito industriale, certe scelte potrebbero non dico trasformarsi in lodevoli ma guadagnare perfino un significato diverso da quelli già elencati (questo vale sia per scelte di progettazione hw che sw). Invece non succede niente di tutto questo. Sarà che i pc hanno invaso di brutto anche quell’ambiente, sarà che anche a livello di S.O. ci sarà roba open source quindi “gratuita” (notare le virgolette) ma amiga non c’ha neanche provato, è un’intrusa.

    “L’utilizzo su Hw x86 o ARM sia del tutto inutile perchè questo tipo di hardware già è acquistabile e basta installargli un sistema operativo come AROS (per gli x86) ed eventualmente un porting per ARM che forse faranno in futuro.”

    17 anni di sviluppo su x86 è c’è da mettersi le mani nei capelli. Questo può significare solo due cose: pochi sviluppatori e probabilmente neppure delle cime. Ultimamente hanno preso a dividersi su diverse piattaforme, perfino sui classic che non capisco proprio come sperano possano reggerne il peso. Come ampiamente dimostrato dai fallimenti di linux in ambito desktop, uno o più fork fatti al momento sbagliato, rallentano lo sviluppo fino ad ammazzarlo.

    In conclusione: aros su arm ? campa cavallo che l’erba cresce, ne possiamo riparlare tra 30 anni, mese più mese meno…

    “A questo punto molto meglio usare un UAE.”

    Su questo non si discute soprattutto se pensiamo che il grosso della libreria software di un amiga ng è la stessa che puoi far macinare su uae

  • # 54
    Z80Fan
     scrive: 

    Sono arrivato un po’ tardi; premetto che non ho letto totalmente i commenti:
    è stato detto che i PowerPC ormai si trovano solo in sistemi embedded, e perciò non sono molto prestanti. Esistono CPU di potenza paragonabile se non superiore a questa nel fronte ARM? Io sono quasi convinto di si, dato anche la spinta degli ultimi dispositivi smart presenti sul mercato. Penso sia un po’ inutile continuare sui PPC, che anche loro cmq non hanno niente a che fare con i 68k.

    La mia idea di “nuovo Amiga” è la seguente: processore ARM multicore con logica aggiuntiva on board per aiutare la CPU nell’emulazione; una scheda video a scelta tra le normali AMD o nvidia, magari una di quelle supportate da Gallium3D o dai driver open-source così li si possono inserire nell’AmigaOS; come software, a fianco di quelli nativi per ARM, c’è inserito anche direttamente in ROM un emulatore di 68k altamente ottimizzato, in grado di far girare il software nativo senza modifiche. Essendo il 68k memory-mapped, si può isolare il processo nella memoria virtuale, e simulare l’accesso all’I/O tramite i page fault.

    Una seconda idea invece è quella di affiancare all’ARM una o più fpga che simulano i chip custom e il 68k stesso, cioè come Natami. All’avvio l’ARM (o il 68k, ci possono essere due design) può controllare anche la presenza di un OS legacy, in questo caso lo carica, setta l’hardware in modalità full-emulation, passa il controllo al 68000 e poi si disattiva. Il 68k poi può risvegliare l’ARM o per usarlo come coprocessore (in caso ci siano dei driver apposta), o per far ripartire la sua sequenza di boot.

    Sarebbero da fare un paio di conti e vedere quanto verrebbe una soluzione del genere (sicuramente non poco, sempre meglio però che uno scatolone da 2000 dollari)…

  • # 55
    [D]
     scrive: 

    Belle idee ma costose e visto come si ragiona (spendi poco e vendi a troppo) mi sa che rimarranno solo tali.
    Credo che molto più semplicemente basterebbe cercare tra le board arm+pvr/tegra2 già disponibili sul mercato e replicare la ricetta mac intel: piccola memoria aggiunta dove memorizzare il codice di avvio di os4 in modo da bloccare eventuali cloni non autorizzati senza dover ripiegare troppo sul custom.
    Si applica semplicemente l’esempio che ho spiegato riguardo il netbook di msi, così si contengono i costi e pur vendendo con elevati ricarichi non si cerca di piazzare roba scadente a 2000 euro a botta.
    Qualsiasi forma di emulazione viene scaricata sull’emulatore software di riferimento e si lasciano riposare in pace 68k, chipset strani e architetture iperboliche, in fin dei conti i programmi per amiga classic sono stati fatti per girare, quando andava bene, con un 040: non servono spinte esagerate.

  • # 56
    degac
     scrive: 

    Questa è la prima volta da quando si parla di ‘rinascita di Amiga’ che si presenta un ‘nuovo’ hardware che ricorda per certi aspetti il custom-hardware dell’originale.

    A parte i toni da hooligan di qualcuno che mi ha preceduto nei commenti sopra appare evidente che:
    1. la potenza di uno Xena non mi sembra un granchè al giorno d’oggi
    2. con lo spostamento verso il GPCPU la vedo sempre più dura, tanto che viene comunque utilizzato un chip R700 per la grafica: forse lavorando un pochino in più si poteva implementare un secondo chip R700 destinato solo ai calcoli paralleli…
    3. anche se Xena costase 5 euro al pezzo non riesco ancora a capire a cosa potrebbe servire: gestione segnali video? ambito musicale? industriale? rendering?
    4. se poi non c’è supporto dal lato software si rischia davvero di aver speso tempo e soldi per una cosa davvero inutile.

    Amiga – l’originale – era stato progettato sia a livello di hardware sia a livello di software per ‘collaborare’ nel fare le cose: quest’ultimo Xena sembra invece essere un’aggiunta.
    C’è la CPU (dual core), c’è la GPU (che forse potrebbe supportare OpenCL) e c’è questo Xena…

    Chi vivrà vedrà, di sicuro non cambierà il mondo dell’informatica.

    Saluti a tutti

    PS: piacerebbe anche a me vedere una ‘versione di Amiga’ per il settore mobile, anche se alla fin della fiera dovrebbero reinventare praticamente tutta la GUI (non che ci siano poi così tante variazioni sul tema con le interfacce touch… sono tutte uguali!)

    PPS: XCore processor è un processore programmabile che può comportarsi COME un DSP od un controller I/O: quindi il riferimento all’Amiga3000+DSP non è del tutto sbagliato

  • # 57
    [D]
     scrive: 

    “PPS: XCore processor è un processore programmabile che può comportarsi COME un DSP od un controller I/O: quindi il riferimento all’Amiga3000+DSP non è del tutto sbagliato”

    Però nel amiga 3000 il DSP era stato messo con l’idea di far fare a lui i lavori pesanti in quanto lo 030+fpu non erano ritenuti sufficientemente capaci di fare altrettanto.
    Qui invece il divario di potenza è tale che si rischia addirittura che la stessa operazione, eseguita dal pasemi prima e dallo xena dopo, risulti eseguita più velocemente sul primo: sarebbe a dir poco ridicolo.

  • # 58
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Infatti, come già detto, lo vedo come un controller di I/O. Certamente non come un DSP, visto che questo tipo di architetture è pensato, progettato e funziona per tutt’altro scopo. ;)

  • # 59
    [D]
     scrive: 

    Al momento mi sfugge il concetto di controller di i/o ma in teoria non dovrebbe avere accesso alla memoria centrale ? Altrimenti che controller che ? L’hanno messo lì per la catweasel ? Mi pare che ne abbia già uno di suo

  • # 60
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    E’ un chip dedicato al controllo di alcune linee di I/O.

    Per l’uso, boh, non so.

  • # 61
    [D]
     scrive: 

    Pensa male che poi c’azzecchi, va a finire che l’uso è proprio quello ipotizzato fino ad ora: liberarsi di una serie di fondi di magazzino

  • # 62
    Z80Fan
     scrive: 

    Un momento, se lo Xena non è collegato alla memoria, come lo si programma? :)
    Poi, Cesare ha scritto che se lo si collega in modo opportuno può accedere alla memoria anche lui. Bisogna vedere come lo hanno collegato. Come controller DMA magari ci sta.

  • # 63
    amonpaike
     scrive: 

    parrebbe offtopic… ma …

    Sappiate che è tutto già scritto… :D

    al minuto 4.45 la scritta subliminare XMOS sulla nave… xD
    http://www.youtube.com/watch?v=AmPFFspmK_I

    Guarda caso XMOS http://www.xmos.com/ apre la strada alla robotica… ;)

    h+

  • # 65
    Sergio
     scrive: 

    Uffà è un microcontroller, ci si possono fare le applicazioni che si di solito con questo tipo di Hw.

    Io lo vedo perfetto per fare accendere la caffettiera e con un sensore di temperatura ed un altro di livello, farci fare un bel caffè ;))))

  • # 66
    [D]
     scrive: 

    “Io lo vedo perfetto per fare accendere la caffettiera e con un sensore di temperatura ed un altro di livello, farci fare un bel caffè ;))))”

    Ed io che credevo che la Bialetti fosse una caffettiera cara :))))

  • # 67
    Z80Fan
     scrive: 

    Quindi è collegato alla memoria… non sarebbe del tutto una cattiva idea, peccato che lo hanno collegato solo allo Xorro e non all’altro hardware.

  • # 68
    [D]
     scrive: 

    Bassa latenza ma di fatto incapace di sostituire la cpu in qualche lavoro gravoso… insomma, il suo utilizzo è collegarlo ad una pressa e programmarci un fermo d’emergenza

  • # 69
    TheKaneB
     scrive: 

    Io ci vedo soltanto applicazioni di robotica e automotive in questo chip… controllare una centralina è fattibile e anche comodo con molte linee di I/O in un ambiente event-driven come quello esposto dal chip Xmos.
    Di utilizzi possibili dentro un personal computer non ne vedo molti, forse per pilotare un qualcosa di robotizzato, come una macchina CNC molto sofisticata, ma appunto si parla di applicazioni industriali/automotive/aeronautica/robotica, con un computer non c’azzeccano niente…

  • # 70
    [D]
     scrive: 

    “con un computer non c’azzeccano niente…”

    Beh un CNC al suo interno ha un computer, soltanto che quel computer non è un amiga, classic o ng che sia.
    Penso che se Hyperion avesse puntato anche solo per un minuto verso il mercato industriale, molto probabilmente la stragrande maggioranza delle lamentele e dei dubbi sarebbero caduti nel vuoto.
    Di colpo si sarebbe spiegata la scelta della piattaforma ppc, si sarebbe spiegata l’estrema semplificazione di OS4 rispetto un qualunque altro sistema, si spiegherebbe l’utilizzo di schede dedicate in origine al mercato industriale, la presenza di fpga e microcontroller strani, a prescindere che poi effettivamente amiga fosse riuscita o meno ad entrare in quel mercato. La colpa sarebbe semplicemente degli utenti che pretenderebbero di vedere una macchina desktop laddove questa non esiste.

    Ma Hyperion non ha mai fatto niente di tutto questo, si preoccupa solo di supportare la maggior quantità di schede possibili, letteralmente cani e porci, senza neppure curarsi di supportare il tutto per bene

  • # 71
    Marco
     scrive: 

    “insomma, il suo utilizzo è collegarlo ad una pressa e programmarci un fermo d’emergenza”

    Direi che 8 threads e 500 MIPS sarebbero ben utilizzati in questo caso.

  • # 72
    [D]
     scrive: 

    Facciamo otto presse o preferisci il macchinario nel quale rimane incastrato Charlie Chaplin ?
    In fin dei conti se stiamo arrivando a questo punto, colpa è di a-eon che non è stata capace di fornire ancora uno scenario di utilizzo di sto affarino.

  • # 73
    Marco
     scrive: 

    Esistono molti progetti che già lo utilizzano e sono anche ben documentati.
    Se almeno ti fossi informato… ma no, tu sei qui solo per fare della facile ironia.

  • # 74
    [D]
     scrive: 

    Scarichi barile adesso ? Se ci sono così tante prove di utilizzo, cacciale fuori, adesso o taci per sempre.
    Qui fino adesso non c’è stato un cane che ha saputo spiegare una sfilza di scelte insensate, nessuno a cominciare da a-eon.
    I fanatismi non servono a niente, qui ci vogliono le prove e tu non ne hai altrimenti le avresti già esposte così come non ne ha a-eon che non è stata capace di esporre delle faq soddisfacenti.
    Ancora una volta, si pretende che la gente comperi, spendendo una cifra improponibile sia per lo scarso valore materiale della macchina, che lavorativo, soltanto in nome di un’etichetta appiccicata sopra il case.
    Fanno proprio bene quelli di commodore usa a prendervi tutti per i fondelli, con le loro ubuntu tarocche, i rendering spacciati per amiga ultimo modello, i pc cinesi con un marchio sopra che a conti fatti non ha un padrone (per lo meno uno degno), ma a sto punto i miei complimenti vanno anche a tutti quei rigattieri che vi vendono a caro prezzo certe schede: hanno trovato i polli da spennare, più vi spennano e più li ringraziate. Meritate la fine che state facendo, altro che i casi del destino.

  • # 75
    Marco
     scrive: 

    “cacciale fuori, adesso o taci per sempre”

    Ti ho già postato un link mi sembra. Comunque eccone un altro (difficilissimo): xmos.com.

    E tu per favore citami la fonte delle tue deliranti fantasie che ti hanno portato a dire: “l’uso è proprio quello ipotizzato fino ad ora: liberarsi di una serie di fondi di magazzino”

    “più vi spennano e più li ringraziate. Meritate la fine che state facendo”

    Insinuazioni gratuite e offensive. Che peraltro non mi toccano minimamente, dato che non ho mai avuto intenzione di comprare niente del genere e nemmeno comprerò un X1000. Mi fai proprio pena.

  • # 76
    [D]
     scrive: 

    Ho visto il link che hai postato a papera sopra e non c’è scritto niente di utile per capire quale utilità dovrebbe avere sto xena in un amiga. Ho visto le faq postate su amigaworld e pure lì non ci sono spiegazioni.

    Bastano come fonti per ipotizzare con larga tranquillità che la cosa è stata fatta solo per smaltire fondi di magazzino (che tra l’altro è l’abitudine in campo amiga ng da quasi 10 anni ?) o vuoi la confessione scritta dei responsabili ?

    Qui si sta ancora ad aspettare la confessione di Irving Gould, cosa cavolo è riuscito a combinare per far finire tutto in mer.. così.

    “Insinuazioni gratuite e offensive. ”

    Chi non accetta di affrontare la realtà merita di affogare, più e più volte. Siete completamente fuori da ogni minimo senso comune, convinti di essere ancora in testa a chissà quale evoluzione informatica ed alla fine il massimo a cui potete aspirare è un rottame buono per vederci i film in divx (al supermercato un lettore te lo tirano nel collo con 30 euro, non 1000 e passa).
    Non c’è barzelletta più divertente di chi non si rende conto di esserlo a sua volta.

  • # 77
    Marco
     scrive: 

    “Bastano come fonti per ipotizzare con larga tranquillità che la cosa è stata fatta solo per smaltire fondi di magazzino”

    Pura fantasia. Se impiegassi anche solo un minimo della creatività che ti permette di dire simili idiozie, troveresti facilmente degli impieghi per xena.

    “Chi non accetta di affrontare la realtà merita di affogare, più e più volte.”

    Mi sembra proprio che la macchietta qui dentro sia tu.

    “Siete completamente fuori da ogni minimo senso comune”

    Ma “siete” chi? Per me Amiga è e resterà un hobby, e non biasimo davvero chi comprerà un X1000 per assecondare le proprie passioni.

  • # 78
    amonpaike
     scrive: 

    ignoranza empire, che gran problema quando parliamo con la nostra fantasia senza conoscere come stanno realmente i fatti.
    alla faccia dell’innovazione in evoluzione che era l’amiga dall’85…

    date un’occhiata qui… seriamente…
    http://www.xcore.com/projects

    …vi avevo detto di dare un’occhiata seriamente…pigri..

    esempi?
    python on chip
    http://www.xcore.com/projects/python-chip

  • # 79
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    La vogliamo finere con le offese? Alla prossima comincio a tagliare i commenti.

    Mi spiace, ma ho sopportato anche troppo, sperando che il dialogo rimanesse su binari civili e di rispetto reciproco. Non voglio che questo spazio diventi un’area in cui ci si può scannare e insultare alacremente.

    Ultimo avviso. Alla prossima calo la mannaia. Non vi lamentate poi, e non invocate la censura.

    P.S Concordo sul fatto che Amiga rimane un hobby, e come tale andrebbe visto e “vissuto”.

  • # 80
    amonpaike
     scrive: 

    http://www.xcore.com/forum/
    qui ci sono un sacco di idee in porto, in pratica avere una porta con cui interfacciarsi con questi chips di basso costo la vedo idea vincente…
    e riporta proprio a quel che hanno pensato i ragazzi di a-eon
    cosa era l’amiga di allora veramente?
    cosa sarà il futuro?

    @Cesare?
    ti riferisci a me?
    ho dato dell’ignoranza nel senso di mancanza di conoscenza,
    non per offendere :)

    mi piace la scuola pitagoria :P

    * colui che non sa ciò che sa
    * colui che sa di non sapere

    http://it.wikipedia.org/wiki/Ignoranza

  • # 81
    amonpaike
     scrive: 

    tradotto con google da wikipedia…
    http://en.wikipedia.org/wiki/AmigaOne_X1000#.27Xena.27_coprocessor

    “””
    ‘Xena’ è una nuova funzionalità della linea AmigaOne. E ‘il nome A-Eon hanno dato alla XMOS XCore XS1-L1 trova sulla scheda madre X1000 collegato alla slot’ Xorro ‘, uno slot PCI-express modificato. XCore XS1 è un evento reso scalabile architettura guidato dai collegamenti a bassa latenza tra i core e zero latenza di comunicazione tra i thread sullo stesso nucleo. [1] ‘Xena’, un single-core XS1, ha otto thread hardware che insieme forniscono un massimo di 500 MIPS.

    Circa un quarto del I Xena / O sono collegati direttamente al bus della CPU locale, mentre i rimanenti tre quarti sono collegati allo slot Xorro. Queste linee di I / O per lo slot Xorro sono configurabili via software utilizzando ‘XC’, un set di estensioni al linguaggio di programmazione C. Essi forniscono una connessione a bassa latenza sia al sistema principale e di eventuali espansioni di Xorro, permettendo il campionamento dei dati o il controllo hardware custom su Xorro. Questo rende anche possibile collegare ulteriori chips XCore a Xena via Xorro, scalando le prestazioni il co-processore di conseguenza [12].

    “”””

    la possibilità di collegare ulteriori chips (come bacchette di ram per fare un esempio dei tempi di oggi) per aumentare la potenza in MIPS è grandiosa.

    ricordo che questi chips possono essere messi in parallelo, e costano una cavolata :D

    ci sarà da scrivere nuovo software che sfrutti queste opportunità … e allora? :D

  • # 82
    [D]
     scrive: 

    “date un’occhiata qui… seriamente…
    http://www.xcore.com/projects

    Visto che hai voluto intervenire adesso me la spieghi te che serve sta roba su un computer desktop. Ti metti lì, progetto per progetto e mi illustri quali benefici dovrebbero portare e mentre ci sei mi spieghi anche la ragione per la quale dovrebbe risultare preferibile questo sistema strampalato ad una politica ben più seria e remunerativa basata su un hardware normale, espandibile con normali schede pci alle quali basterebbe solo schiaffare un driver fatto su misura.

    Come già spiegato prima ma abilmente dribblato da teste de coccio, se AMIGA NG FOSSE STATO UN SISTEMA DEDICATO AL MERCATO INDUSTRIALE, NON CI SAREBBE STATO NESSUN PROBLEMA, MA AMIGA NG NON ESISTE, NON E’ MAI ENTRATO E PARE NON AVERE INTERESSE VERSO QUESTO SEGMENTO QUINDI A CHE DIAVOLO SERVONO COMPONENTI DEDICATI STRETTAMENTE AL MERCATO INDUSTRIALE.

    (voglio proprio vedere se scritto in maiuscolo ed in linguaggio semplice per menti semplici, qualcuno legge, capisce veramente e sa fornire una risposta netta e precisa)

    “P.S Concordo sul fatto che Amiga rimane un hobby, e come tale andrebbe visto e “vissuto”.”

    Collezionare francobolli è un hobby, fare modellismo è un hobby, modellare l’argilla è un hobby. Un hobby è fare qualcosa con qualcos’altro. Qui siamo fermi al punto “ho speso dei soldi” e non si capisce cosa segue, non si capisce lo scopo dell’aver speso dei soldi (a meno che l’hobby non sia proprio quello di emulare le gesta di paris hilton).

    Non sta a noi sapere cosa serve lo xena, non dobbiamo metterci lì a guardarlo intensamente nella speranza che la risposta ci cada dal cielo, è compito di A-Eon spiegarne e giustificarne la presenza, eventualmente tale compito passa di mano a fior di geni che si limitano a postare link senza neanche guardare a cosa portano.

    Qual’è una delle ragioni del fallimento di Amiga ? Che commodore ai tempi non si sforzava di far capire le potenzialità del sistema ma andava avanti convinta che il tutto si sarebbe venduto da solo ed infatti cos’è successo ? E’ successo che la gente abituata a collegare commodore al c64 e quindi ai giochini, ha continuato a far andare giochini sull’amiga.
    Adesso che amiga, “giochini” più complessi di boh se li sogna la notte, non rimangono assolutamente appigli per tentare una scalata senza basi. O si fanno progetti seri invece di accumulare spazzatura elettronica o si sparisce una volta per tutte. Meglio una buona eutanasia che l’accanimento terapeutico

  • # 83
    [D]
     scrive: 

    “‘Xena’ è una nuova funzionalità della linea AmigaOne. Blablabla, zero latenza, yadayada, quarto di bus (un altro di manzo e due petti di pollo), bibibi, bububu”

    Volgarmente, cosa devo rispondere ? Vengo ? Dovrei avere un orgasmo davanti tanta roba ? Ancora una volta non viene spiegato niente di utile.

    E comunque visto che piacciono le definizioni posto questa giusto per dare il giusto peso alle parole

    http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/F/funzionalita.shtml

    -Adeguatezza all’uso cui qlco. è destinato;-

    Dov’è che xena è adeguato ad un computer desktop ?

    -capacità di soddisfare un’esigenza specifica-

    Ovvero quale esigenza specifica soddisfa xena in un computer desktop ?

    Si attengono risposte da A-Eon e fanatici al seguito

  • # 84
    Z80Fan
     scrive: 

    DMA memoria-memoria in hardware? Trasferimenti periferichememoria su richiesta delle prime senza scomodare il processore? Traduzione istantanea little->big endian per facilitare l’interfacciamento con la cpu? Campionamento automatico da una scheda TV con sincronizzazione con la scheda audio mentre la cpu esegue la compressione? Caricamento di texture dall’hdd direttamente nella memoria video?
    Come A-Eon ha detto nelle FAQ, non è un modo per aumentare le prestazioni della cpu, ma per aiutare a tenere tutto insieme, un “collante”. Se poi non lo vuoi usare non usarlo, ma ciò non vuol dire che deve essere bandito a prescindere.
    Poi voglio ricordare che il prezzo non è stato annunciato, quindi potrebbe essere anche più economico delle stime; e sopratutto nessuno lo ha ancora comprato.

  • # 85
    [D]
     scrive: 

    Tanto per prendere la spiegazione ufficiale di A-Eon

    “The uses are endless; control hardware, DSP functions, robotics, display – even SID chip and console emulators.”

    Control hardware: Quale hardware dovrei avere interesse di controllare in casa che non posso controllare con sistemi già conosciuti e riconosciuti quali validi ed efficaci ? Un cancello automatico ?

    DSP function: Nell’amiga 3000+ il DSP di AT&T era nettamente più potente del 68030+fpu quindi a ragione poteva effettivamente offrire un aiuto concreto. Qui è l’esatto contrario.

    robotics: scenari di “robotics” in casa –> lego mindstorm e domotica. Dal momento che entrambi i sistemi hanno già i loro dsp di riferimento, cosa rimane ? Il robot da cucina ?

    display: ??? Si riferiscono al display alfanumerico del hitachi che si collega alla porta parallela del pc, saldando giusto qualche filo ?

    even SID chip and console emulators: esistono emulatori SID dai tempi di win 3.1 e ciò che rendeva il SID particolare era il modo in cui era costruito il chip, che nessun fpga potrà mai imitare. Emulatori console ? Il simil G5 coadiuvato dalla Radeon non è sufficiente a far girare la stragrande maggioranza degli emulatori esistenti ?

    “Xena is not simply strap-on extra adding an extra half GHz of processing power,”

    Ai tempi SNK spacciava il neogeo come un sistema a 24 bit in quanto sommava i bit del 68000 con i bit dello z80 adibito al suono. Qui invece si sommano i Ghz ? Ma allora il mio portatile non viagga 2 Ghz ma almeno a 3,5 visto che posso mettere in fila la velocità di cpu, scheda madre, ram, video e ogni cosa che in qualche modo oscilla…

    “This makes it appropriate to true real-time functions.”

    E quindi che ci faccio in casa con un coso real time ?

    “It has many input/output lines which are software configurable, making it ideal for ultra-low latency data sampling applications and extremely easy to turn into control hardware for… well, virtually anything.”

    Ahhhh ci faccio “… behhhhhh, virtualmente tutto”. Evidentemente dopo 10 righe di blablabla avevano già finito le idee in A-eon: “ci fate tutto, ma non sappiamo noi cosa”

    “The I/O can also be configured to communicate with extra XMOS chips that can run the processor’s code in a highly parallel fashion, and for serious power applications you can just keep on adding processors.”

    Quindi lo scopo del bus xorro sarebbe quello di aggiungere altri cosi “che fanno dsp, robotics, sid emulator and well virtually anything”, quando a conti fatti non si ha la più pallida idea di cosa farci già solo con uno di questi ?

    “The Amiga has seen some truly ingenious hacks and add-ons;”

    Trad. “Siano penosi, non sappiamo come sbaraccarci di sta roba quindi la scarichiamo su voi che stando con le pezze al culo (ma non ve lo diciamo apertamente), aguzzate l’ingegno e saprete sicuramente tirare fuori hack e add-ons come avete fatto per anni con i classic -nota mia: ma almeno i classic presentavano delle oggettive possibilità in quel senso-

    “It will take a while for the full possibilities to be realised, but we urge you to visit XMOS and discover more for yourselves.”

    Ovviamente sappiamo benissimo che le idee ci metteranno un (bel) po’ a venire, intanto potete farvi un giro sul sito di xmos e cercare l’ispirazione che a noi è sfuggita in modo da trasformare sto catorcio in qualcosa che fa lo stesso lavoro di un prodotto studiato su misura costando un decimo.”

  • # 86
    [D]
     scrive: 

    “DMA memoria-memoria in hardware? Trasferimenti periferichememoria su richiesta delle prime senza scomodare il processore?”

    Ma se non hai un accesso come si deve alla memoria come fai ?

    “Traduzione istantanea little->big endian per facilitare l’interfacciamento con la cpu? ”

    Supponendo questo significa che le prestazioni totali della macchina sono limitate alla “cpu” più debole. 2000 euro e si tira peggio che con una sam ?

    “Campionamento automatico da una scheda TV con sincronizzazione con la scheda audio mentre la cpu esegue la compressione? ”

    Schiaffarci dentro una scheda TV e limitarsi a scrivere due driver era troppo complicato ?

    “Caricamento di texture dall’hdd direttamente nella memoria video?”

    Lascia fare alla gpu ciò per cui la gpu è nata a fare. La radeon presente al suo interno non sarà una cima ma non fa così pena da necessitare aiutini esterni

    “Come A-Eon ha detto nelle FAQ, non è un modo per aumentare le prestazioni della cpu, ma per aiutare a tenere tutto insieme, un “collante””

    Allora è un chipset, northbridge, southbridge, quella roba là insomma ma mi sembra anche che questa parte del lavoro è viene già fatta dalla cpu stessa.

    “Poi voglio ricordare che il prezzo non è stato annunciato, quindi potrebbe essere anche più economico delle stime;”

    Potrebbe ma l’aggiunta di ogni componente aumenta i costi di realizzazione, di progettazione e di debug quindi se una sam costa circa 1000 euro, questo affare farà semplicemente scappare.

  • # 87
    Z80Fan
     scrive: 

    > Ma se non hai un accesso come si deve alla memoria come fai ?
    Si è già detto anche in questa sede che lo Xena è collegato ai bus locali della cpu. A meno che non intendano qualche particolare bus di i/o dedicato, saranno i bus dati/indirizzi normali.

    > Supponendo questo significa che le prestazioni totali della macchina sono
    > limitate alla “cpu” più debole. 2000 euro e si tira peggio che con una
    > sam ?
    Viene indicato (dallo stesso produttore, non solo da A-Eon) che lavora a bassa latenza, sicuramente abbastanza veloce rispetto al bus della cpu (che non lavora di certo a 1.5 Ghz)

    > Schiaffarci dentro una scheda TV e limitarsi a scrivere due driver era
    > troppo complicato ?
    Cosa vuol dire, il driver lo devi scrivere lo stesso; l’idea è che lo Xena si arrangia a prendere i valori dalla periferica e portarli in memoria, mentre la cpu è tutta impegnata nella codifica (era una variazione più pratica del concetto dma periferichememoria)

    > Lascia fare alla gpu ciò per cui la gpu è nata a fare. La radeon
    > presente al suo interno non sarà una cima ma non fa così pena da
    > necessitare aiutini esterni
    Non intendevo dire che lo Xena aiuta la gpu nel rendering, ma che può essere programmata per caricare le texture dal disco, magari decodificarne il formato e portarle in VRAM, invece del percorso disco->ram->vram. Tutto questo senza scomodare la cpu, che al massimo viene interrotta quando tutta l’operazione è completata.

    > Allora è un chipset, northbridge, southbridge, quella roba là insomma ma
    > mi sembra anche che questa parte del lavoro è viene già fatta dalla cpu
    > stessa.
    Programmabile. Questa è la principale differenza.

    > Potrebbe ma l’aggiunta di ogni componente aumenta i costi di
    > realizzazione, di progettazione e di debug quindi se una sam costa circa
    > 1000 euro, questo affare farà semplicemente scappare.
    Sicuramente non sarà economico, questo è ovvio, ma è sempre meglio attendere l’effettiva disponibilità del prodotto prima di giudicarlo e classificarlo. Sono d’accordo anche io che lo hanno progettato in ottica commerciale piuttosto che in ottica d’uso, come dimostrano le FAQ della A-Eon che hai citato, ma dopotutto potrebbe avere un suo perché.

  • # 88
    [D]
     scrive: 

    “Viene indicato (dallo stesso produttore, non solo da A-Eon) che lavora a bassa latenza, sicuramente abbastanza veloce rispetto al bus della cpu (che non lavora di certo a 1.5 Ghz)”

    Per pareggiare i conti il bus della cpu dovrebbe essere minimo 7 volte più lento di quello del cosino. Ti pare credibile ?
    Capisco che bisogna tirarlo fuori sto coniglio dal cilindro ma se le cose stessero veramente così non credi che a quest’ora tutti i nostri pc sarebbero xmos powered ?

    “Cosa vuol dire, il driver lo devi scrivere lo stesso; l’idea è che lo Xena si arrangia a prendere i valori dalla periferica e portarli in memoria, mentre la cpu è tutta impegnata nella codifica (era una variazione più pratica del concetto dma periferichememoria)”

    Beh, l’idea di un dispositivo unico che possa fare cose molto diverse, diametralmente opposte se necessario, è al quanto affascinante ma se fosse davvero possibile allora non esisterebbero schede video, audio, tv e tutto quello che vuoi: ti compri una scheda sola, la riprogrammi al volo e via. Secondo me cpu e gpu sono sufficienti a svolgere la stragrande maggioranza delle attività da sole senza aver bisogno di terzi incomodi e nell’eventualità che non lo fossero, il discorso consisterebbe semplicemente nel sostituirle con roba più performante. Non serve assolutamente nessuna aggiunta strana. Guarda com’erano fatte le schede madri di una volta e come sono fatte quelle d’oggi: tendono a ridurre i componenti presenti non ad aumentarli.

    “Non intendevo dire che lo Xena aiuta la gpu nel rendering, ma che può essere programmata per caricare le texture dal disco, magari decodificarne il formato e portarle in VRAM, invece del percorso disco->ram->vram. Tutto questo senza scomodare la cpu, che al massimo viene interrotta quando tutta l’operazione è completata.”

    La gpu fa tutto a cominciare proprio dalla decompressione delle texture, il bus che collega la scheda video è già ottimizzato per ridurre al minimo i passaggi intermedi. Lo xena per come lo metti te praticamente si troverebbe a dover occupare delle piste e dei collegamenti dal disco rigido, sottraendoli al controllo della cpu, per caricare cosa poi ? Qualche bitmap ?
    Forse nell’ottica del chipset originale con il 68000 avrebbe anche potuto avere senso, oggi, ancora una volta non serve ad una benemerita mazza (ti serve velocità ? togli il disco meccanico e vai di SSD)

    “Programmabile. Questa è la principale differenza.”

    Sinceramente in Amiga c’è ben altro che richiede le attenzioni dei programmatori a cominciare da una struttura nettamente più robusta. Anche supponendo la validità della xena come mezzo per aumentare le prestazioni, se poi alla fine c’è un sistema tremendamente instabile cosa ti cambia ? Senza software professionali seri, il famoso aumento di prestazioni te lo sogni e nessuno perde tempo dietro un sistema limitato come OS4.

    “Sicuramente non sarà economico, questo è ovvio”

    Allora il discorso è molto semplice: con 500 euro mi porto a casa un core i5 che sotto ogni aspetto mette sotto terra gli amiga ng. Più velocità, più potenza, più stabilità, più software in grado di sfruttarle ecc.ecc. e non c’è xena che tenga (anche perchè se proprio dovessi avere la fissa del microcontroller sono sicuro, esiste da qualche parte, un produttore di schede pci in grado di fornirmi un kit per sviluppare e controllare quella roba e non si farebbe pagare 1500 euro)

    Il rapporto qualità prezzo è nettamente a sfavore e ci vorrebbe veramente un miracolo per ribaltare la cosa.

    “ma è sempre meglio attendere l’effettiva disponibilità del prodotto prima di giudicarlo e classificarlo.”

    Parliamo parliamo ma probabilmente stiamo perdendo tempo dietro l’ennesimo prototipo, l’ennesimo vaporware. Avrebbe dovuto uscire circa 6 mesi fa e tutt’ora sono ancora in fase di test (almeno dicono di essere): in ogni caso appena usciti sarebbero già stati vecchi e di sicuro non migliorano la situazione ritardando come stanno facendo adesso.

    “come dimostrano le FAQ della A-Eon che hai citato, ma dopotutto potrebbe avere un suo perché.”

    Anche il rigattiere che partecipa al mercatino delle pulci ha un suo perchè: dopo aver passato anni a svuotare le cantine altrui, la sua s’è riempita troppo ed è ora di fare spazio.

  • # 89
    Marco
     scrive: 

    “non credi che a quest’ora tutti i nostri pc sarebbero xmos powered”

    No, invece sono x86 powered. Perché, come ben sai, la loro architettura si è distinta fin dalla nascita come un esempio di efficienza e prestazioni al top.

    “ti serve velocità ? togli il disco meccanico e vai di SSD”

    Non vedo come questo serva ad aumentare la velocità di trasferimento delle texture dalla RAM alla VRAM. Mi sembra che le tue idee siano piuttosto confuse in merito.

    “schede pci in grado di fornirmi un kit per sviluppare”

    Ci sono sdk, e prodotte da xmos stessa. Ma che c’entra questo? Averla di serie ha ben altre implicazioni.

    “con 500 euro mi porto a casa un core i5″

    E facci ‘sto piacere, compratelo e finiscila con questo sproloquio :-D

  • # 90
    [D]
     scrive: 

    “No, invece sono x86 powered. Perché, come ben sai, la loro architettura si è distinta fin dalla nascita come un esempio di efficienza e prestazioni al top.”

    Non vuol dire niente. Se l’idea del xmos fosse buona a quest’ora sicuramente avremo un chip xmos infilato nelle nostre schede madre o quanto meno parte delle sue tecnologie annegate da qualche parte. Tu l’hai visto ? Io non l’ho visto quindi mi sa tanto che non è questa grande rivoluzione. Come hanno già commentato altrove è solamente una versione yeah di un arduino e l’arduino non te lo vendono saldato alla scheda madre, te la compri a parte se proprio la vuoi.

    “Non vedo come questo serva ad aumentare la velocità di trasferimento delle texture dalla RAM alla VRAM. Mi sembra che le tue idee siano piuttosto confuse in merito.”

    Io invece non vedo come un controller industriale da quattro soldi con una manciata di collegamenti alla cpu, neanche alla memoria, possa sperare di fare quello che dici. Anche le tue idee in quanto a confusione galoppano parecchio.

    Giusto per puntualizzare il funzionamento di un DMA… http://it.wikipedia.org/wiki/Direct_Memory_Access

    Dall’articolo: “Infatti questo processore non ha un bus collegato alla memoria”

    “Ci sono sdk, e prodotte da xmos stessa. Ma che c’entra questo? Averla di serie ha ben altre implicazioni.”

    Sì, un aumento di costi mentre sul fronte dell’utilità siamo ancora alle parole di A-Eon: “…ehm, virtually anything”. Sinceramente ho visto più fantasia da parte dei rappresentanti della folletto.

    “E facci ‘sto piacere, compratelo e finiscila con questo sproloquio”

    Perchè non lo fai te un piacere: commentare seguendo i fatti invece di sogni e speranze. I fatti illustrano un amigaone x1000 estremamente costoso, sotto potenziato e che si porta in dote roba che lo stesso produttore non sa spiegare a cosa serve. Viene da domandarsi se l’ha veramente prodotto o si tratta dell’ennesimo distributore che ha comprato una partita di merce che poi ha rimarchiato. A casa mia un “amiga della rinascita” dovrebbe poter effettivamente rilanciare amiga nel mondo e nel mercato, ma sto coso al massimo si fa rilanciare dalla finestra.

  • # 91
    TheKaneB
     scrive: 

    Ragazzi su, il chip di Xmos non è adatto per quel genere di cose:

    – Trasferimenti Ram-Ram: ci vuole un bus molto veloce, è una cosa che solo la CPU può fare alla giusta velocità. Se lo fai fare ad un chip esterno, la CPU entrerebbe in wait-state al primo tentativo di accedere alla Ram, quindi sarebbe ferma ad aspettare che una cosa più lenta faccia il suo lavoro.

    – Trasferimenti Ram-periferiche: ci pensa già il southbridge, tramite il DMA controller, che è un componente progettato e straottimizzato per eseguire questa specifica funzionalità.

    – Trasferimenti Ram-VRam: ci pensa già la stessa GPU. Se lo facesse un chip esterno ci sarebbe di mezzo un bus in più, raddoppiando i tempi di wait-state. Le conversioni di formato vengono anchesse eseguite dalla GPU che può spesso vantare svariati GFlops, a differenza dell’Xmos che viaggia soltanto a matematica intera, con soli 500 MIPS.

    – Sincronizzare/processare sorgenti audio/video: esistono già schede di acquisizione e compressione che implementano in hardware gran parte dei complessi calcoli in virgola mobile necessari per comprimere in MPEG2 e MPEG4. Il chip di Xmos non sarebbe assolutamente in grado di reggere questo genere di calcoli, al massimo può comprimere il solo audio, ma anche qui i chip sonori più recenti, diciamo dall’EMU10K1 in poi, contengono un DSP capace di comprimere/decomprimere e di applicare 10-15 filtri digitali in cascata in real-time.

    Qualcuno vuole offrire di più? Io continuo a sostenere che serva soltanto per robot industriali, centraline elettroniche nelle automobili e negli aerei.

    Di utilizzi in ambito user, al massimo potrei vederci una qualche applicazione legata alla musica, tipo gestire una console da DJ (cosa che si fa normalmente con una porta USB e un software che gira nella CPU), o altre cose in cui sono richieste tante linee di I/O e tanti thread paralleli ma che fanno pochi calcoli ciascuno.

  • # 92
    Marco
     scrive: 

    “non vedo come un controller industriale da quattro soldi con una manciata di collegamenti alla cpu, neanche alla memoria, possa sperare di fare quello che dici.”

    LOL, non l’ho mica detto io questo, né ho mai incensato o elogiato il chip in questione, rileggiti bene il thread.
    Al contrario invece sei proprio tu che hai l’hdd collegato direttamente alla scheda grafica :-D

  • # 93
    [D]
     scrive: 

    “Qualcuno vuole offrire di più? Io continuo a sostenere che serva soltanto per robot industriali, centraline elettroniche nelle automobili e negli aerei. ”

    Ma giusto per capire, gli amiga ng, attualmente quale mercato hanno in quel mondo ? C’è qualcuno che li usa ? C’è qualcuno che ci sviluppa sopra soluzioni compatibili ? Basterebbe UN esempio soltanto (possibilmente sostenuto a monte da Hyperion, perchè gli hack casalinghi sono tanto carucci quanto fine a se stessi) per poter cominciare a cambiare modo di vedere le cose.

    “Al contrario invece sei proprio tu che hai l’hdd collegato direttamente alla scheda grafica :-D”

    Come i microfilm di una volta :P

  • # 94
    Amedeo78VB
     scrive: 

    Gradirei sapere quando uscira’ l’AmigaOne x1000 e a che prezzo.(se ho capito bene sui 2000 euro o e’ solo il prezzo della scheda madre ?)Vorrei anche sapere se ci saranno versioni portatili,a quali prezzi e quando usciranno,grazie mille.

    Love of Jesus :-)
    Ame

  • # 95
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Per l’uscita non c’è una data precisa. Alcune voci parla di metà anno.

    Riguardo al prezzo, personalmente penso che sarà più di 2000€ per computer completo.

    Non ci saranno versioni portatili, ma esclusivamente postazioni desktop.

  • # 96
    pg
     scrive: 

    Da ex atarista rimpiango i tempi in cui accendevi il tuo home comuter e ti appariva subito la schermata di avvio. Tant’è che alle prese com il mio primo pc ibm mi domandai come cavolo ci impiegasse tanto a caricare il dos. Comunque questo “nuovo” amiga, così come il redivivo atari che pare qualcuno si appresti a riavvivare, mi sembrano progetti un po’ fallimentari. Perchè spendere migliaia di euro quando con due o trecento posso prendere un Atom con Linux e Windows? Certamemte rimpiango quelle macchine che si accendevano di colpo, ma ci vuole anche un po’ di sano realismo. Oramai il mondo viaggia su internet e su applicativi che se mancano rendono obsoleta qualunque macchina, anche la più bella e prestante. Staremo a vedere.

  • # 97
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    C’è da dire che all’epoca quasi tutto il s.o. (per lo meno le parti assolutamente più comuni) stava su ROM, per cui non c’erano “tempi di caricamento” per esso.

    Il DOS doveva caricarsi tutto da dischetto (lento come la morte) o, per i più fortunati, da hard disk. Questo perché il BIOS era una ROM di pochi KB (la prima versione per gli XT occupava soltanto 8KB!), che conteneva il minimo indispensabile per far partire il computer e fornire qualche servizio basilare (leggi un tasto dalla tastiera, leggi un settore dal disco, scrivi un carattere sullo schermo, ecc.).

    Per il resto concordo.

  • # 98
    Seiya
     scrive: 

    Strano…
    Hyperion ha ammesso pubblicamente che loro non trattano hardware, non vendono e ne distribuiscono hardware.
    Loro trattano esclusivamente il software.
    Sia Su Amigans.net o Amigaworld.net lo ripetono spesso e lo apputano bene perchè la gente se lo deve mettere in testa.
    E’ un dettaglio che molto progbabilmente nella frizzante aria si sono dimenticati.

    Ben Hermans, CEO di Hyperion, è anche co-fondatore di A-Eon per 1/3
    Quindi possiamo anche dire che Hyperion e A-Eon sono la stessa cosa per 1/3.
    Questo è quanto si capisce dalla documentazione in PDF che avevano allegato per dimostrare la nascita di A-Eon.

    A Natale i nodi verrano al pettine.Se va bene avanti..altrimenti sarà sempre più dura.
    Chi acquisterà il netbook non acquistera X1000 e nemmeno forse l’AmigaOne 500 di ACube.

  • # 99
    marco
     scrive: 

    Ragazzi, Amiga purtroppo è un marchio legato ad un passato (glorioso e all’avanguardia) e che ora suona come “da sfigati”. Amiga dopo le vicissitudini legate al collasso Commodore, è morta con Commodore. Ha perso la sua anima con quanti sono giunti dopo… Hanno spennato e illuso gli amighisti e basta. Sono e resto un amighista nel cuore, Ci sono cresciuto con i miei amiga. Amiga era innovazione e genialità. Chi è venuto dopo lo ha trattato come un PC (espansioni, schede aggiutive costosissime ecc), cosa che un vero Amiga non è mai stato. Ha perso la sua anima. Persa per persa tanto vale modernizzarsi usando piattaforme moderne e non fuori dal mondo… Amiga era la Apple degli anni 80-90. Ora non resta nulla. Ha perso tutto. Ragazzi, vi ricordate il progetto Amiga Walker? Commodore stava 20 anni avanti… Cd32 la prima console 32bit su cd..ma non scherziamo! Non resta più nulla senza innovazione, genialità e semplicità. Da imprenditore avrei voluto vedere prima del boom dei tablet, un tablet Amiga. Ora è tardi. Dalle ultime cose che ho visto, quanti usano il marchio amiga ad oggi ancora stanno con i case dei PC (ancora esistono?!?!) e schede madri. ridicoli. AHAHHA. Non so che età avete… Io ho 32 anni e forse appartengo all’ultima generazione Amiga. Su kickstarter, la gente comune ha dalla rete finanziato una console android chiamata ouya con 8 milioni e mezzo di dollari. Neanche questo è riuscita a fare (se esiste) il team amiga. se vogliamo inventarci qualcosa, io mi metto a disposizione. marco

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