di  -  venerdì 14 gennaio 2011

Sono passati esattamente 10 anni dal rilascio di Mac OS X (10.0,  codename: Cheetah), il sistema che, insieme all’iMac, ha riportato Apple nell’olimpo dell’informatica, allontanando lo spettro del fallimento.

Cheetah non è però “solo” frutto di Apple, anzi, si basa fortemente su NeXTSTEP, il sistema sviluppato dalla NeXT di Steve Jobs e acquisita da Apple nel 1996, quando era  alla disperata ricerca di un nuovo sistema operativo e di nuovi prodotti da presentare ai fedelissimi e tentare così di riconquistare fette di mercato.

NeXT non era, però, l’unica opzione per Apple, anzi fu la seconda opzione, nonostante l’ex CEO Amelio fu bravo a giocare sulla cosa pronunciando una frase ormai celebre We choose Plan A instead of Plan Be [Abbiamo scelto il Piano A invece che il Piano Be], con ovvio riferimento a BeInc.

Dopo una decade proviamo ad analizzare i risvolti di quella scelta e capire se la rinuncia al “Be-Plan” fu veramente la scelta giusta.

Nel 1996 Apple corteggiava disperatamente BeInc con l’intenzione di acquisirla e di fare proprio il suo sistema operativo.

BeOS era un sistema altamente innovativo, con multitasking preemptive e con un utilizzo estremo del multithreading all’interno dei processi, in particolar modo in quelli relativi alle operazioni di I/O. Inoltre le applicazioni scritte per BeOS (poche in verità) potevano sfruttare tale feature nativamente, senza l’utilizzo di particolari accorgimenti nella fase di sviluppo.

BeOs

Il sistema di Be utilizzava un journaled file sytem (Be File System, BFS), in grado di tracciare tutte le operazioni di scrittura/lettura ed effettuare un recover automatico in caso di problemi, eliminando, virtualmente, la necessità di applicazioni terze come Norton’s Disk Doctor o Disk First Aid. Le operazioni multithread di I/O erano gestite in modo tale da evitare la frammentazione sul disco e la corruzione dei dati. Sempre restando su BFS è interessante notare che tale filesystem era “database-like”, ovvero in grado di gestire i metadati per caratterizzare i file e velocizzarne la ricerca (WinFS docet).

Infine bisogna evidenziare che BeOS, essendo scritto nativamente per architetture PowerPC, era estremamente veloce e disponibile da subito per molti Mac del periodo, dimostrandosi addirittura più veloce dello stesso Mac OS (8.5).

Dal canto suo, anche NeXTSTEP  era un sistema moderno e fortemente innovativo. La sua forza risiedeva nella filosofia “Object-Based”, ovvero tutto il sistema operativo ragionava ad oggetti. Dall’Interfaccia Utente alla gestione del Kernel, dalle librerie ai tool di sviluppo rapido.

La GUI object-oriented era particolarmente raffinata ed incentrata su una moderna Dock Station, anche se, per completezza, è doveroso precisare che NeXT implementò e non inventò la “Dock”, la cui nascita si deve a Risc OS nel 1987.

NeXTSTEP / OpenSTEP

NeXTSTEP era datato di strumenti di sviluppo estremamente efficienti, basati sull’ottimo linguaggio Objective-C e coadiuvati dalle potenti API di sistema, che permettevano la creazioni di applicazioni, anche complesse, in modo rapido e strutturato. Questo fu uno dei motivi che spinsero Tim Berners-Lee a creare il primo server web (CERN httpd) ed il primo browser web (WorldWideWeb, alias Nexus), proprio su piattaforma NeXT.

Vale inoltre la pena ricordare che sia BeInc che NeXT realizzavano in proprio soluzioni hardware altrettanto potenti ed innovative, come il BeBox ed il NeXTCube, il primo basato su architettura PowerPc ed il secondo su Motorola.

NeXTCube e BeBox

Come si vede entrambi i sistemi avevano doti specifiche e presentavano importanti innovazioni. Quello che invece non può subito saltare all’occhio, è che, paradossalmente, le due società avevano una radice in comune: Apple.

Infatti NeXT era stata fondata da Jobs nel 1985, dopo il divorzio forzato con la società che aveva fondato, mentre BeInc era stata nata nel 1990 ad opera di Jean-Louis Gassée e Steve Sakoman, entrambi tecnici di spicco della casa di Cupertino

Perché allora Apple abbondonò il “Be-Plan” in favore di NeXT?

Le ragioni sono di diversa natura. La casa di Cupertino aveva disperato bisogno di rinnovarsi, essendo ormai schiacciata da Microsoft su tutti i fronti ed in particolare su quello dei sistemi operativi con Windows 95/98. Amelio vedeva come scelta naturale l’acquisizione di BeInc, ma la trattativa si rilevò più complicata del previsto, soprattutto a causa delle richieste economiche che si aggiravano intorno a 200 milioni di dollari, mentre la casa di Cupertino ne offriva 120 (milioni). La questione non era sulla cifra in se, ma sulla valutazione che Apple dava a BeInc, calcolando anche i vantaggi che l’acquisizione avrebbe portato.

In questo scenario fu lo stesso Jobs a farsi avanti, rimescolando di fatto le carte, e raggiungendo un accordo il 20 dicembre del 1996 con cui Apple acquisì NeXT per 427 milioni di dollari, dimostrando ancora una volta le sue grandi doti commerciali e persuasive.

Anche se NeXT era una fucina di idee innovative e NeXTSTEP (o meglio OPENSTEP, l’ultima incarnazione del sistema basato su specifiche open definite con SUN) un ottimo OS con cui realizzare velocemente un innovativo e potente parco software, la cosa più importante fu riportare Jobs in Apple. Una volta a Cupertino, a Jobs non ci volle molte per tornare al timone della “sua” azienda (16 settembre 1997) e, paradossalmente, scalzare dal suo posto proprio Amelio, che tanto aveva gioito per l’accordo.

BeInc non ebbe un futuro roseo e dopo essersi convertita al mondo Intel (anche a causa della scelta di Jobs di non permettere a BeOS di girare sui nuovi Mac), fu acquisita da PalmSource che però non fu mai particolarmente interessata a far progredire BeOS.

The incredible OS that disappeared

Oggi possiamo toccare con mano come sarebbe potuto essere la faccia di un ipotetico Mac BeOS-based, grazie al progetto opensource Haiku, anche se, senza il ritorno di Jobs, probabilmente non avremmo mai avuto i gioielli con la “i”: dall’iMac al rivoluzionario iPhone.

Questa, però, è un’altra  storia.

39 Commenti »

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  • # 1
    Davide Costantini
     scrive: 

    Molto interessante :D

  • # 2
    the solutor
     scrive: 

    Probabilmente il piano B (quello era macos su intel, checché ne dicessero in Apple) ara stato coltivato da sempre.

    Nell’articolo non si menziona Raphsody per X86, che esisteva eccome.

    (beh, l’ho usato, questo immagino significhi che esistesse).

    Come immagino esistessero da sempre (ed esistano) porting quasi pronti all’uso di windows per buona parte dei processori più comuni.

  • # 3
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @the solutur
    Rhapsody non viene menzionato xchè è il progetto che porta NeXTSTEP/OPENSTEP su sistemi PowerPC. In pratica l’embrione di quello che diverrà MacOs X. Effettivamente nel 1997 (maggio) fu rilasciata la versione per intel, ma per ottenere un Mac OS X per piattaforma Intel bisogna attendere ben 9 anni (e 5 dal rilascio di Cheetah), ovvero il 10 ottobre del 2006 con MacOS X Tiger 10.4.4.

    =====
    http://www.storiainformatica.it

  • # 4
    the solutor
     scrive: 

    Non voleva essere una critica, all’articolo.

    Era semplicemente una osservazione asciutta volta ad avvalorare la tesi che un piano B Apple lo ha sempre avuto. (Peraltro sarebbe stato idiota non averlo)

  • # 5
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @the solutor.
    Assoltumante, avevo capito. Ho solo voluto completare il quadro. Tnk

  • # 6
    erik
     scrive: 

    NeXTSTEP era un sistema moderno e fortemente innovativo..
    Forse la gui…
    sotto sotto era uno unix.
    Uno unix con gui proprietaria.
    Un architettura più vecchia e meno innovativa di beos.
    Anche il linguaggio scelto per lo sviluppo da una parte beos con lo standard C++ dall’altra Objective C poco usato al tempo (e anche oggi se non fosse per iphone…) e abbandonato dallo stesso creatore (che è diventato un tifoso di java).
    Peccato a me un mac con il beos sarebbe piaciuto, (non che osx mi dispiaccia però..)

  • # 7
    homero
     scrive: 

    nextstep era basato su l’unix della berkley + motif + desktop fatto ad hoc….quindi jobs non si è inventato niente…ha sfruttato il know how già esistente rivendendolo poi alle stesse università….be-os è stato un aborto fin dall’inizio semplicemente perchè non ha mai avuto un hardware commerciale su cui girare e su cui installarsi…negli anni 90 il mondo del mercato consumer e prosumer se lo divisero intel e microsoft e fine della storia…oggi lo stesso kernel di nextstep è ancora in macosX e la storia continua….
    beos vale quanto amigaos che è nato nel 1986….

  • # 8
    samlaves
     scrive: 

    >
    Anche il linguaggio scelto per lo sviluppo da una parte beos con lo standard C++ dall’altra Objective C poco usato al tempo (e anche oggi se non fosse per iphone…) e abbandonato dallo stesso creatore (che è diventato un tifoso di java).
    <

    A guardare la qualita' del software per OS X scritto in Objective-C/C++ c'e' da tirare un soffio di sollievo. Con C++ da solo ci avresti fatto poco in un OS totalmente object oriented (vedi proprio BeOS!) in cui un runtime e' essenziale per lo sviluppo di applicativi con front-end di questo livello. Allora non c'era una evoluzione del C++ come puo' essere oggi quello delle Qt di Nokia che, rispetto all'accopiata Objective-C Interface Builder, deve ancora fare un poco di strada. Tra l'altro lo sviluppo di appliativi con NeXT Step era veramente veloce, e gia' si aveva l'astrazione dei DB tramite connectors e l'Enterprise Object Framework (segato in OSX e mantenuto in Web Object, poi segato del tutto) cosa che lo fai ora con Visual Studio ma che con Windows 3 fino a poco tempo fa ti sognavi.

  • # 9
    the solutor
     scrive: 

    Resta il fatto che BeOS era un os moderno sul serio non una minestra riscaldata e corretta come Macos X (o windows, ovviamente).

    Il filesystem resta geniale tutt’ora, le capacità multimediali semplicemente imbarazzanti.

    Con BeOS ed il Mio envision (pentium 75 ) facevo cose che ho potuto fare sotto windows solo in epoca Athlon

  • # 10
    SorenStirner
     scrive: 

    Un altro grande “what if” della storia dell’IT…
    Sarò superficiale, ma secondo me non sarebbe cambiato un bel niente. La differenza l’ha fatta la svolta commerciale che ha dato Jobs ad Apple. Ora come ora, se OS11 uscirà basato du DOS, venderà altrettanto fintanto che la potenza di fuoco del marketing della mela rimarrà invariata.

  • # 11
    degac
     scrive: 

    Salve a tutti.
    Come sempre una lettura interessante.
    Ho una richiesta (per l’autore o per altri): finora si è quasi sempre parlato di ‘storia’ dei vari OS/hardware ecc. Per quanto interessante sarebbe ancora più intrigante un qualche articolo che indaghi sui possibili futuri dei sistemi operativi… nel senso che tra GUI e Kernel simili non riesco ad immaginare cosa possa spingere MS o Apple ad investire denaro in un prodotto +- uguale al suo predecessore (prendetela moooolto larga come concetto).

    Ciao

  • # 12
    RunAway
     scrive: 

    Secondo me il vero vantaggio dell’acquisto di NeXT invece che Be Inc è stato riportare a “casa” Jobs.
    Questo al di la delle caratteristiche tecniche dei due os, non credo che il CEO di Be Inc avrebbe saputo valorizzare allo stesso modo ciò che rimaneva di Apple (ricordo che era un relitto pronto ad affondare). E infatti Be Inc non ha avuto poi successo.

    Alla fine vale il fatto che conta poco avere il prodotto migliore se non lo si sa vendere, e Jobs ha saputo resuscitare Apple in modo grandioso, ripeto, non credo che il CEO di Be Inc avrebbe saputo fare altrettanto.

    Detto questo, sarebbe stato interessante seppoi Apple avesse comprato anche Be Inc, o meglio i diritti esclusivi e le proprietà intellettuali di BeOS.
    Per esempio il già citato BeFS penso, da ignorante in materia, tenendo conto delle evoluzioni che avrebbe avuto, sia migliore di HFS+ in molti aspetti.
    E probabilmente altri più esperti di me potranno elencare quali altre grandi feature sarebbe stato bello avere in Os X.

  • # 13
    Alex
     scrive: 

    il SO del mac non e’ niente di speciale, carino ma tutto li.
    Fa il suo senza tanti problemi.
    Quello che ha reso la apple una azienda tra le prime del mercato
    e’ legato alla strategia di jobs.
    L’invenzione della moda tecnologica!
    Un oggetto tecnologico con valore aggiunto non dipendente
    dal valore effettivo.
    Un Roberto Cavalli dei pc e accessori multimediali.

  • # 14
    simon71
     scrive: 

    @Alex

    Infatti: OSX non è niente di speciale…Ecco perché chi passa a Mac ci resta…Deve essere potenza del Marketing…O forse Jobs avrà altri poteri….

    Saluti…

    Prima di spararla, hai mai usato, ed intendo USATO, PROFESSIONALMENTE un MAC….

    Non credo, altrimenti non diresti una corbelleria, come: “carino, ma tutto lì”

    Dopo l’utente “The Solutor”, evviva l’ utente “The qualunquist…”

    Ossequi

  • # 15
    Giovanni
     scrive: 

    Buongiorno,

    Intanto volevo rinnovare i complimenti a F.Pescatore che da oltre un mese ci sottopone degli articoli interessanti dimostrando di essere riuscito a calibrare in giuste dosi gli aspetti della competenza e dell’oggettività ma, soprattutto, di essere riuscito a rintracciare delle fonti per l’approfondimento di argomenti che possiedono un’indubbia quota di interesse e di curiosità informatica. Personalmente mi pare che gli anni Novanta siano il “target” a te più congeniale. Complimenti.

    Relativamente alla questione del post, anche se la storia non la si fa con i “se”, ritengo che la soluzione Apple sia stata quella azzeccata sotto ogni punto di vista. Probabilmente se avesse optato per BeOS oggi non avremmo ne una ne l’altra! (ovviamente sarebbe sparita anche Next… ma probabilmente non Jobs).

    Anch’io sono convinto che, alla resa dei conti, il maggiore apporto dell’assorbimento di Jobs sia consistito nello strategico fattore umano.
    Comunque sul versante tecnologico NextSTEP non aveva praticamente nulla da invidiare a BeOS, anzi poteva vantare almeno due punti di vantaggio essenziali: la disponibilità di software professionale già operativo (per esempio Adobe, sempre vicina a Jobs e che forniva Postscript-L2 per la gestione dell’interfaccia grafica, aveva messo a disposizione tutto il suo software, ma poi anche Macromedia Virtuoso-freehand e FrameMaker solo per citare la grafica professionale/DTP) e un ambiente di sviluppo completo ed evolutissimo che era stato già valutato al tempo come il migliore in assoluto (non è solo Obj-C ma anche il Builder, le libs ecc…). Non a caso è stato utilizzato per sviluppare ottimo software!

    Il fatto che fosse un Opsys basato su un sistema datato come Unix (BSD+Mach per il kernel)non significa praticamente nulla, a priori. Soprattutto non significa che debba essere necessariamente negativo anzi, potrebbe pure costituire un vantaggio (pertanto è un discorso gratuitamente polemico).

    Certo che Jobs ha contribuito moltissimo sul lato umano dell’acquisizione… e vorrei ben vedere: venire chiamato e rientrare, dopo dieci anni dall’essere stato cacciato brutalmente in poche ore, a capo della propria azienda per salvarla è un’occasione che non concede la possibilità di brutte figure ma che ripaga di un’esistenza!
    Per vincere tale sfida Jobs non ha utilizzato mezze misure ed è sceso ai più beceri compromessi (almeno secondo me) senza rinunciare pure a rinnegare alcune proprie scelte precedenti. Io questo non lo condivido ma lo capisco abbastanza bene. Le inaudite e mai celate capacità di marketing (il MALE del nostro tempo)gli hanno permesso di sopravvivere e quindi di uscire vincente dalla sua sfida personale!

    In quest’azione si è fatto forza di una già esistente comunità di fideisti irriducibili (che stava scomparendo) a cui ha aggiunto un’ampia schiera di “lobotomizzati pseudo-tecnologici” e un’ancora più vasta popolazione di ottusi attratti dalla filosofia commerciale, già citata in questo blog, definita: “fighetto-oriented”! Ovviamente tutto ciò prescinde da giudizi specifici sul prodotto (che è pur buono) ma riguarda l’abilità e l’ingegnosita assolutamente uniche del nostro protagonista (che ha avuto così la sua formidabile rivincita su Sculley). Perciò senza di lui, cioé nel caso di “opzione Be”, probabilmente non ci sarebbe più stata Apple!

    Ciao ciao

    PS: buon Retrocomputer con http://www.jurassicnews.com !!!

  • # 16
    Sergio
     scrive: 

    In ambito di scelte industriali era logico basarsi su una piattaforma Unix come era NextStep, magari più datata ma proprio per questo dava la possibilità di usare tutto un Know How che risiedeva in tanti programmatori Unix/Linux che stavano in ambito Universitario e non. BeOS sarebbe stato un salto nel buio da questo punto di vista.

    E si, forse anche la portabilità su piattaforma Intel è stata un punto a favore di Unix.

  • # 17
    phabio76
     scrive: 

    Ottimo post. Anche secondo me il “lato umano” è stato molto più determinante rispetto alla scelta software.
    Per gli appassionati di dietrologia, vi segnalo una bella intervista all’ex CEO Apple John Sculley:
    http://www.wemedia.it/blog/2010/12/john-sculley-lex-ceo-apple-ammette-i-suoi-errori-parte-3/

    “Apple è un’agenzia pubblicitaria ad integrazione verticale”

  • # 18
    Vincenzo
     scrive: 

    >>Infatti: OSX non è niente di speciale…Ecco perché chi passa a >>Mac ci resta…Deve essere potenza del Marketing…O forse Jobs >>avrà altri poteri….

    Chi tel’ha detto? Io ad esempio conosco persone che dopo il primo Mac non l’hanno riacquistato, e quasi tutti quelli che conosco hanno Windows con Bootcamp.

    >>Saluti…
    Ciao

    Prima di spararla, hai mai usato, ed intendo USATO, PROFESSIONALMENTE un MAC….
    La parola Professionale e Mac hanno poco in comune. Che software professionale mi suggerisci? Ical? FinalCut? Meglio Avid, molto più usato in ambito professionale. Dimmi un solo motivo per cui il mac è un pc professionale

    Che poi da anni usa anche la stessa architettura dei pc, con la differenza che un Imac core2duo lo paghi sotto i 1000€ mentre un pc con core i3 te lo buttano appresso a 500€. Apple per me sa vendere solo ed esclusivamente aria fritta, e lo fa meglio di tutti

    >>Non credo, altrimenti non diresti una corbelleria, come: >>“carino, ma tutto lì”
    Lo ribadisco anche io

  • # 19
    homero
     scrive: 

    un solo appunto su le librerie QT della NOKIA….e della programmazione object oriented….le librerie QT sono un dramma caduto dal cielo, sono facili da implementare ed hanno moltissime funzioni, ma sono un pachiderma riguardo alcodice e non brillano per prestazioni….se a questo aggiungiamo che dovrebbero essere rivolte agli sviluppatori in linguaggio C++ sono da bocciare a priori e giustificate soltanto se l’applicazione deve essere multipiattaforma a 360°….personalmente non le utilizzerei mai in produzione….al massimo per qualche front-end didattico……

    per quanto riguarda il file system XFS della SGI è il migliore del mondo….c’è poco da fare……

    beOS è stato uno splendido esperimento a cui è mancato il supporto hardware…ricordo che l’hardware intel e gli assemblati degli anni ’90 erano delle macchine terribili da programmare e da configurare…

    in cantina ho un vecchio apple powerPC e devo dire che visto con l’occhio di 12 anni dopo, come macchina fa proprio pietà….molto meglio il mio vecchio Amiga2000 farcito di GVP 040 + harddisk mi spiace solo di aver preso a suo tempo una scheda video flickerfree che sempra essere eternamente giovane….
    i MAC sono macchine modaiole dalla obsoloscenza estremamente alta….basta vedere il primo iphone di 3 anni fa rispetto a quello attuale…sembra una carretta inguardabile…
    per il futuro credo che gli OS debbano partire dall’hardware…..tegra2 credo sia un buon punto di partenza per un OS di nuova concezione…ma anche l’hardware della nuova psp….

  • # 20
    The Solutor
     scrive: 

    Certo che Jobs ha contribuito moltissimo sul lato umano dell’acquisizione… e vorrei ben vedere: venire chiamato e rientrare, dopo dieci anni dall’essere stato cacciato brutalmente in poche ore, a capo della propria azienda per salvarla

    Vorrei ricordare che Apple non è stata salvata da Jobs, ma da Microsoft, che ha pagato fior di soldi in cambio della installazione di Explorer come browser di default, salvando Apple dal fallimento.

    Immagino che ora si mangino le mani per la stupidata fatta, ma questo è quanto.

  • # 21
    fede
     scrive: 

    ma che mangiarsi le mani, se non avesse salvato apple, microsoft non avrebbe avuto più concorrenti e ci sarebbe stato il grosso rischio di essere smembrata in tante società più piccole… l’america non è certo l’italia, la stessa cosa è successo a compagnie anche più grosse! non si sono certo pentiti!

  • # 22
    RunAway
     scrive: 

    @The Solutor
    Apple è stata salvata da Jobs perchè è stato lui a “riavviare” l’azienda con nuovi prodotti di successo, iMac, e a tagliare i rami morti, Newton, Cloni, eccetera.
    E’ vero che Microsoft contribuì comprandosi delle azioni, che poi Apple riprese, ma seppoi non ci fosse stato Jobs e il suo genio visionario Apple avrebbe solo prolungato la sua agonia.

  • # 23
    the solutor
     scrive: 

    ma che mangiarsi le mani, se non avesse salvato apple, microsoft non avrebbe avuto più concorrenti e ci sarebbe stato il grosso rischio di essere smembrata in tante società più piccole… l’america non è certo l’italia, la stessa cosa è successo a compagnie anche più grosse!

    Ma dai che non ci crede nessuno.

    In l’IT è il motore dell’economia USA, ai governi americani non gli passa neanche per l’anticamera del cervello di tagliare il ramo su cui stanno seduti.

    non si sono certo pentiti!

    Oh si che si son pentiti.

    Guarta cosa è capitato con AT&T, giusto per fare un esempio, l’hanno smembrata e… l’hanno reincollata…

    Apple è stata salvata da Jobs perchè è stato lui a “riavviare” l’azienda con nuovi prodotti di successo, iMac, e a tagliare i rami morti, Newton, Cloni, eccetera.
    E’ vero che Microsoft contribuì comprandosi delle azioni, che poi Apple riprese, ma seppoi non ci fosse stato Jobs e il suo genio visionario Apple avrebbe solo prolungato la sua agonia.

    Sai, come si suol dire, senza soldi di messa non se ne canta, è vero che apple dormiva da tanti anni e jobs l’ha svegliata, ma quando l’ha fatto sarebbe gia stato troppo tardi.

    Peraltro Newton e i cloni erano tutt’altro che cattive idee, anzi Newton è stato una dell poche idee intelligenti uscite dalla casa di cupertino, jobs l’ha uccisa piu per ripicca che per altro.

  • # 24
    Simone Serra
     scrive: 

    @ Felice Pescatore

    Non conosco le date, ma leggendo l’articolo credo ci sia un errore di battitura… l’acquisizione di Next da parte di Apple dovrebbe datarsi 1996…

    Ottimo articolo come sempre, estremamente interessante

  • # 25
    Fabio
     scrive: 

    Ricordo quando per curiosità scaricai la versione 5 personal edition e la installai sul mio celeron 400 a fianco del vecchio windows 98, mi vengono i brividi ancora oggi…
    Non ho mai rivisto un sistema operativo così performante.
    Riuscivo a vedere la tv (con la scheda tv) navigare su internet chattare vedere un’animazione in 3D e animazioni 2D tutto contemporaneamente senza nemmeno mezzo scatto del sistema, inutile dire che in windows il solo tv tuner mi strozzava il pc.
    Haiku l’ho provato e di tanto in tanto lo riprovo, ma non è veloce come l’originale beos 5 (sarà per colpa di gcc?)
    Qualcosa è migliorato con windows 2000 che forse era più stabile, ma i tempi di risposta e il feedback che mi ha dato beos 5 non li ho più provati, tanto che ad oggi credo che non si riesca più a produrre software così…

  • # 26
    Felice Pescatore (autore del post) (Autore del post)
     scrive: 

    @Simone Serra
    Si è vero… mi è scappato un “8”. Tnk

  • # 27
    SorenStirner
     scrive: 

    Non ho mai avuto l’occasione di vedere BeOS su hardware dedicato (PPC) ma il porting su X86 confermo che era veramente una scheggia. Avevo la 5PE (tentativo estremo di Be inc. di arrivare al grande pubblico) su un Celeron 300@450 con 256mb di ram. La macchina principale invece era un Athlon K7 500@750 con 512mb di ram e Windows2000 (dual boot con WindowsME). TUTTO era più rapido su BeOS (dal boot, l’apertura delle finestre, il caricamento dei programmi e la chiusura). Peccato che non c’era assolutamente software maturo: all’epoca facevo media editing (audio e video) e semplicemente su BeOS non si poteva fare a livello di WIndows. Scaricai tutti i programmi da BeBits ed erano una miseria.

    In questi giorni stanno per rilasciare la prima Alpha di Haiku ma ho smesso di seguire il progetto da quando hanno preso la strada del “linux like”.

  • # 28
    SorenStirner
     scrive: 

    Aggiungo che sulla stessa macchina (Mendocino su BX) “giocavo” a Linux. Per semplicità d’uso e intuitività, BeOS era mooolto più user friendly delle RedHat e Mandrake che utilizzavo sulla macchina da sperimentazione. A dire il vero era anche più scarno, l’interfaccia faceva molto Win3.1/Win95 mentre Enlightenment già sbalordiva tutti con effetti speciali.
    Provai anche Zeta per mezza giornata. L’unico valore aggiunto era il pacchetto software che lo rendeva un buon sistema da ufficio, ma niente di più.

  • # 29
    Pier
     scrive: 

    Appena ho riletto l’articolo postato da phabio76 mi è tornato in mente il famoso processore ARM, sviluppato e costruito al 50% con Olivetti.

    Apple è diventata un colosso, Olivetti è stata depredata…

    Eppure Jobs ogni tanto andava a dare un’occhiata all’Olivetti Advanced Technology Center di Cupertino in California.

    ..che tristezza.

  • # 30
    AlexSwitch
     scrive: 

    Per prima cosa vorrei, anche io, complimentarmi con l’autore dell’articolo soprattutto per il fatto di aver portato davanti agli occhi dei lettori più giovani questo periodo, fine anni ’90, pieno di fermenti e di novità sia in campo hardware che soprattutto in quello dei sistemi operativi.
    Nel bienno ’96 – ’98 si scontravano due grandi piattaforme: la neonata Risc PPC e Intel con un ” florilegio ” di OS: Windows 9x, Win NT, OS 2 Warp, BeOS, NeXStep e il ” rivoluzionario ” ( in tutti i sensi ) Linux.

    Be, come NeXT, nel 1996 già lottava per rimanere in vita a causa dei tremendi buchi aperti dallo sviluppo della BeBox, macchina eccellente ma oltremodo costosa. Entrambe le aziende, Be e NeXT, rimasero con l’unica carta da giocare, ovvero il loro OS. Ma qui le sorti si divisero per ragioni sia di carattere e personalità dei loro fondatori che di visione del mercato, soprattutto quello della Mela ( unico contraltare concreto al binomio Wintel ).
    Apple nel 1996, condotta da Gill Amelio, era nel periodo più buio della sua storia; non riusciva a realizzare profitti, veniva data sempre in vendita dagli azionisti, il precedente CEO Micheal Spindler addirittura voleva farne uno spezzatino da rivendere ma, soprattutto aveva perso la sua strategia.
    Tutto ciò si concretizzò con il clamoroso flop di Copland, ovvero con ciò che doveva essere l’erede del MacOS di cui doveva colmarne vistose carenze come quella di un multitasking preemptive. Apple quindi aveva ampiamente dimostrato a tutti la sua incapacità a sviluppare in proprio un OS per i suoi computer!!!
    E qui entrano in gioco le due personalità di Jobs per NeXT e Gassée per Be. Entrambi erano uomini Apple, ne conoscevano tutti i meandri tecnologici, ma avevano due concezioni diverse sia delle loro aziende che di Apple.
    Gassée era ossessionato di piazzare il suo BeOS in Apple ( che comunque aveva un ottimo parco di installato ) per scongiurare il flop totale. Per tenere alto il prezzo nei confronti di una Apple disperata ( l’ultimo keynote di Amelio fu tra il tragico e il grottesco con discorsi a braccio, nessuna prospettiva sul futuro prossimo, video promozionali di carattere amatoriale e con l’inevitabile abbandono della sala da parte degli sviluppatori ), Gassée pretendeva che il suo BeOS venisse acquistato a scatola chiusa e senza che i programmatori Apple ci mettessero le mani. Apple quindi si sarebbe indissolubilmente legata a Be, riducendosi ad assemblatrice di computer e vacca da mungere per Gassée!!
    Jobs invece, nonostante la sua cacciata o dipartita, non aveva mai perso di vista la sua creatura e, quando face la famosa telefonata ad Amelio, oltre al suo Nexstep voleva portare in dote un nuovo piano di rilancio e nuovi progetti per Apple. Per Jobs Nextstep, vista soprattutto la sua evoluzione, doveva essere il germe, la piattaforma, su cui costruire qualcosa di nuovo sia per Apple che per gli altri ( questo era lo spirito di Rhapsody ). E per piantare questo germe bisognava ricreare l’humus per Apple con prodotti nuovi ( i primi iMac e iBook ) dedicati alla clientela consumer con lo stesso spirito del primo Macintosh, assieme ad una profonda ristrutturazione dell’azienda partendo dal board degli azionisti fino a tagliare i rami secchi.
    Ed ecco perchè alla fine Apple scelse il ” piano B “: nonostante un prezzo salatissimo che quasi azzerò la liquidità di Cupertino, non veniva persa la propria identità e soprattutto la propria indipendenza.

    La strategia vince sempre sulla tattica….

  • # 31
    AlexSwitch
     scrive: 

    @ The solutor: in verità Microsoft non fece nessun ” big deal ” ad Apple e tanto meno la salvò dallo spettro del crack finanziario.
    L’accordo tra Apple e Microsoft era strutturato su 3 punti: 1) Patent Cross License per 5 anni sia su quelle già esistenti che su quelle future; 2) impegno da parte di Microsoft di rilasciare una versione di Office per Mac assieme alle ” major releases ” per almeno 5 anni, in cambio Apple avrebbe reso IE come browser di default sui suoi Mac; 3) Apple avrebbe investito 150 Milioni di Dollari in azioni Apple ( senza diritto di voto ) al prezzo di mercato impegnandosi a non vendere per almeno 3 anni.
    A prima vista sembra un accordo vantaggioso per Apple che può godere della ” magnanimità ” di Microsoft, in particolar modo di quel periodo. Ma cosa ha portato Bill Gates a chiudere quell’accordo e a presentarsi in video alla platea del MacWorld Expo del 1997, salutato da una bordata di fischi e urla? Apple con i suoi Mac era davvero strategicamente rilevante per Internet Explorer, unico vincolo Microsoft nell’accordo?

    Ovviamente no!! E allora quali furono le ragioni?

    Per scovarle bisogna fare un balzo indietro al 1991/1992 quando Apple presentò Quicktime e Intel, dopo aver apprezzato la qualità del codec Apple, cominciò a svilupparne uno per Windows: Video for Windows. Ma nonostante gli sforzi il framework di Intel non riusciva a competere con Quicktime sulla velocità e la qualità del video. Apple, visto il crescente interesse nei contenuti multimediali e delle carenze di Intel, decise di portare Quicktime in Windows incaricando del compito la società Canyon. Il porting venne rilasciato nel 1992 e sia Microsoft che Intel si sentirono minacciate perchè la loro tecnologia era inferiore a Quicktime che riusciva a bypassare l’OS e accedere direttamente all’hardware video. Nel 1993 Intel incaricò Canyon di migliorare Video for Windows, che nel 1994 venne rinominato DCI. Questo era letteralmente un altro pianeta, rivaleggiando alla pari con Quicktime e stupendo tutti gli sviluppatori Apple inclusa. Come erano riusciti nel giro di un solo anno a colmare il gap, stravolgendo e riscrivendo da zero il framework?
    Apple, insospettita, analizzò DCI e trovò che il suo impianto era in realtà il porting di Quicktime copiato byte per byte. Quindi Microsoft stava usando codice piratato in Windows per il suo framework multimediale e venne citata in giudizio da Apple assieme a Canyon e Intel, minacciando una causa multimiliardaria. Causa che si andava ad aggiungere a quella più famosa, e al tempo ancora aperta, di aver copiato il ” look and feel ” della GUI Macintosh. Microsoft rispose minacciando Apple di eliminare Office per Mac se questa non avesse inserito IE come browser di default al posto di Netscape ( quella dei browser fu una delle tante guerre scoppiate in parallelo e forse la più nota ). Apple non poteva perdere assolutamente la suite Microsoft, mentre questa non era affatto sicura dell’esito delle due cause pendenti con Apple.
    Ecco quindi svelato il retroscena dell’accordo reso pubblico nel 1997 che fece tanto scalpore! Ed ecco dimostrato come Microsoft non venne mossa assolutamente da magnanimità nei confronti di Apple per il suo ” big deal “: con il ” cross patent licensing ” venivano sistemate le questioni su Quicktime e sulla GUI; Microsoft si assicurò la piattaforma Macintosh per il suo IE ed Apple scongiurò il pericolo di dare il bacino d’addio ad Office; Apple intascava una congrua somma di liquidità per le sue casse esauste garantendo a Microsoft un plusvalore quando questa rivendette le sue azioni.

  • # 32
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @AlexSwitch.
    Complimenti… ottima spiegazione.

  • # 33
    [D]
     scrive: 

    “Gassée pretendeva che il suo BeOS venisse acquistato a scatola chiusa e senza che i programmatori Apple ci mettessero le mani”

    Beh visti i risultati ottenuti da apple in tutti i system classic, aveva tutte le ragioni per farlo.
    Se pensiamo al fatto che solo l’ultima versione del classic, la 9.2, era finalmente in codice full ppc mentre le precedenti ancora un misto ppc/68k emulato con alle porte osx, c’è molto da riflettere sulle capacità di sviluppo di apple.

    “Apple quindi si sarebbe indissolubilmente legata a Be, riducendosi ad assemblatrice di computer e vacca da mungere per Gassée!!”

    Perchè adesso cos’è il mercato pc rispetto a windows ?
    Esiste una vera concorrenza ?

  • # 34
    AlexSwitch
     scrive: 

    ” Beh visti i risultati ottenuti da apple in tutti i system classic, aveva tutte le ragioni per farlo.
    Se pensiamo al fatto che solo l’ultima versione del classic, la 9.2, era finalmente in codice full ppc mentre le precedenti ancora un misto ppc/68k emulato con alle porte osx, c’è molto da riflettere sulle capacità di sviluppo di apple. ”

    Vero, la storia dei System/ Mac OS è stata un calvario come architettura, ma è anche vero che comunque vennero introdotti elementi innovativi come il già citato Quicktime o le routine grafiche ( presenti già nel 1984 ) Quickdraw. Credo che non sia un errore affermare che lo sviluppo del sistema operativo in Apple, fino al 1996, abbia seguito fedelmente l’organizzazione caotica e dispersiva dell’azienda. Ma, ribadisco, le ragioni che spinsero Gassée a proporre BeOS in quella maniera furono squisitamente di carattere economico e, fino alla ” intromissione ” di Jobs con Nexstep, Apple non aveva valutato il rischio strategico di affidarsi ad un accordo di quella fattura.
    Ciò che ha sempre contraddistinto Apple da altri produttori di computer, anche blasonati, è stato il fatto di aver sempre ( ancora oggi ) progettato e costruito macchine con il loro OS.
    A partire dall’Apple I fino ad arrivare agli ultimissimi modelli, indipendentemente dalla piattaforma utilizzata ( 68xxx, PPC e x86 ), c’è sempre stato un OS Apple per un computer Apple. E’ nel codice genetico di Cupertino ( ricordo ancora lo scalpore e le grandi aspettative quando Apple decise di compiere il percorso inverso di licenziare il suo OS per i cloni Macintosh… iniziativa finita in una bolla di sapone ) e ad oggi non si può non dire che sia stata una strategia vincente.
    Come Microsoft è nata e si è specializzata, nel bene e nel male, a progettare e vendere sitemi operativi e software per più piattaforme, Apple lo ha fatto costruendo e vendendo computer con il loro OS.

    Esiste ancora un minimo di vera concorrenza…..

  • # 35
    Giovanni
     scrive: 

    @AlexSwich:
    “Ciò che ha sempre contraddistinto Apple da altri produttori di computer, anche blasonati, è stato il fatto di aver sempre ( ancora oggi ) progettato e costruito macchine con il loro OS.
    A partire dall’Apple I fino ad arrivare agli ultimissimi modelli, indipendentemente dalla piattaforma utilizzata ( 68xxx, PPC e x86 ), c’è sempre stato un OS Apple per un computer Apple. E’ nel codice genetico di Cupertino… …e ad oggi non si può non dire che sia stata una strategia vincente.”

    Scusa, sei stato molto preciso ed esaustivo, ma mi sembra che quest’ultima affermazione lascia un po’ il tempo che trova!
    A parte ai PC compatibili per cui magari venivano “personalizzato” un OS di larga diffusione, produrre un personal computer con un “SUO” sistema operativo non mi sembra un’invenzione così geniale: lo hanno fatto in moltissimi, ma per la maggior parte dei produttori questo non ha certo costituito la carta vincente, a quanto pare!
    Probabilmente, ed è argomento di questi ultimi post, proprio questa specificità sarebbe stata drammaticamente determinante anche per Apple se non fosse ritornato Jobs con un OS derivato direttamente da Unix!

    Certo, sviluppare un OS stabile su un HW specifico facilita enormemente il lavoro e limita le difficoltà ai problemi di retrocompatibilità essenziale… negli anni 90 Apple non era in grado di farlo! Inoltre, e ho vivissimi ricordi di questo, se sui PowerMAC installavi l’ultima versione di MacOS con HW di qualche mese prima potevi anche rinunciare a lavorare: erano proprio OS costruiti su misura del PC… erano proprio andati i bei tempi del MacintoshII (sigh!).

    Le problematiche dello sviluppo di HW e OS proprietari hanno strangolato negli anni ’90 quasi tutti i “piccoli” produttori che non avevano i numeri che garantissero di stare al passo con l’innovazione tecnologica, in particolare quelli che erano partiti dalla parte bassa del mercato e avevano pochissimo margine(Commodore, Atari, Acorn), mentre altri come SUN e SGI sono sopravvissuti… Apple aveva mantenuto una posizione intermedia.

    Ciao

  • # 36
    [D]
     scrive: 

    “Ma, ribadisco, le ragioni che spinsero Gassée a proporre BeOS in quella maniera furono squisitamente di carattere economico”

    Visto e considerata com’è finita Apple da quando è passata nelle mani di Jobs (a detta di ex utenti apple, una dolce e gabbana dell’informatica) non mi sembra che altrove ci stessero chissà quali mecenati. BeOS era un ottimo prodotto e Gassée aveva tutte le ragioni per pretendere di farci cassa sopra.
    Tra BeOS e NexTStep, il primo era un sistema completo, pronto ad essere messo in produzione mentre l’altro era solamente una vaga base che ha richiesto molti anni prima di tirare fuori osx (+ altri anni per rendere lo stesso osx un sistema degno di nota)

  • # 37
    lakar
     scrive: 

    @34 AlexSwitch

    L’accordo tra MS e Apple del 1997 non andò proprio così. Da come l’hai descritto sembra che MS pagò solo per risolvere i suoi guai giudiziari con Apple ma la realtà è un po’ diversa.

    E’ giusta la storia di Canyon che utilizzò codice Apple (anche se non è chiaro se MS e Intel ne fossero a conoscenza) e la successiva denuncia che portò il giudice a ordinare la rimozione delle righe di codice incriminato che fu fatto nella versione successiva di video for windows. A quel tempo però MS non aveva più da temere per il contenzioso sulla GUI. Infatti già prima di win 1.0 (1985) MS comprò da Apple i diritti per l’utilizzo di varie componenti della GUI. Successivamente con win 2.0 e 3.0, MS fece diverse modifiche alla GUI che secondo Apple violavano l’accordo e così finirono in tribunale. I giudici però diedero torto ad Apple per ben tre volte (processo, appello e corte suprema) ancora prima che scoppiasse il quicktime-gate. Del resto si fece anche notare che molti dei componenti erano idee originali Xerox.

    Sicuramente l’accordo del 1997 non fu dettato dalla magnanimità di MS ma fu un vero “big deal” che forse salvò entrambe le aziende. Non tanto per la questione quicktime poiché nel peggiore dei casi MS avrebbe pagato una multa salata ma che sarebbe riuscita a pagare (del resto si trattava solo di un componente e non di tutto un sistema operativo o una grossa parte come può essere una GUI quindi la multa non sarebbe stata da decine di miliardi) ma poiché già nella prima metà degli anni novanta l’antitrust americano aveva iniziato ad interessarsi a MS per la sua posizione dominante che il fallimento di Commodore, del progetto OS/2 e la crisi di Apple stavano facendo diventare un monopolio. MS doveva evitare che anche il suo ultimo concorrente (linux non era considerato tale a metà anni novanta) fallisse dando all’antitrust la motivazione finale per farla a pezzi. Infatti nel famoso processo antitrust a cavallo del millennio, tra le altre cose, venne puntato il dito sulla sua posizione stra-dominante e MS si difese sostenendo che c’era ancora la concorrenza di Apple e che aveva pure investito in essa. Il pericolo era reale: MS perse il primo processo e fu condannata allo smembramento in tre aziende separate mentre in appello andò meglio e perse solo in parte e la condanna fu più lieve tanto che MS accettò.
    Dall’altra parte c’era Apple a cui 150 milioni facevano molto comodo e infatti l’annuncio fece schizzare le sue azioni in borsa del 40% in pochi giorni, il che la dice lunga. Con il quicktime-gate forse avrebbe ottenuto più soldi ma sarebbe riuscita a provare la colpevolezza di MS (se c’era) e quando sarebbe finito il processo? Qualche anno dopo con Apple già fallita (e MS già smembrata dall’antitrust)? Ma soprattutto quello che serviva ad Apple come l’ossigeno era la suite completa MS Office che allora era lo standard de facto (OpenOffice era ancora fantascienza) e senza si sarebbe persa anche buona parte del restante zoccolo duro di utenti. E questo valeva di più di miliardi in contanti che finiscono presto. Poi ovviamente a MS non dispiaceva un “alleato” in più per internet explorer evitando che i mac diventassero un “porto sicuro” per netscape.
    Insomma, alla fine conveniva ad entrambi. Con quell’accordo Apple allontanava il rischio di chiusura e MS allontanava il rischio smembramento.

  • # 38
    lakar
     scrive: 

    @Pier
    Quoto la tua tristezza su Olivetti. Spero che un giorno su Appunti Digitali se ne racconti la storia. Ci sarà da piangere pensando al nulla di oggi! :-(

    @Felice Pescatore
    Ottimo articolo. Una sola precisazione. BeOS non fu acquisita nel 2001 da PalmSource (che allora non esisteva) ma da Palm, la quale dopo nel 2003 si divise in PalmOne (che più tardi tornerà a chiamarsi Palm) e PalmSource che si sarebbe occupata del sistema operativo Palm OS. Diverse tecnologie BeOS furono incorporate in Palm OS 6 Cobalt che venne mostrato in beta nel 2004 ma poi non arrivò mai sul mercato. PalmSource fu poi comprata dalla giapponese Access nel 2005 che quindi oggi detiene i diritti di BeOS. Dovevano farci un OS per smartphone che chiamarono ALP ma dopo presentazioni varie nel 2007-2008 non se ne è più saputo nulla.

  • # 39
    paolo besser
     scrive: 

    Non potrei aggiungere nulla che non sia stato già detto da altri, eccetto che un Jobs è forse ciò che è mancato all’Amiga per arrivare fino a oggi. E anche a Be Inc.

    Il punto è che l’informatica è fatta di persone capaci di fare e altre capaci anche di vendere, e solo queste ultime alla fine possono prevalere. Persone come Miner o Gassée per capirci verranno sempre lodate e ricordate – ma solo dagli appassionati – per il loro genio e per gli ottimi prodotti che hanno partorito, ma altre come Gates e Jobs per gli imperi che hanno saputo mettere in piedi, anche con prodotti tecnicamente “inferiori” (ma capaci col tempo di evolversi, proprio grazie alla loro potenza sul piano commerciale).

    Una Apple in mano a Gassée probabilmente avrebbe fatto la stessa fine di Commodore o di Be Inc, con tutto il bene che si possono volere a queste tre aziende e alle persone citate, semplicemente perché non è detto che un Mac con un buon sistema operativo avrebbe comunque saputo combattere contro la corrazzata Microsoft.

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