di  -  venerdì 18 aprile 2008

Chi sperava che il Wimax potesse ridurre il digital divide portando connettività nelle zone non coperte dall’adsl potrebbe rimanere fortemente deluso.

Luca Spada, CEO di NGI, intevistato da TvTech, sostiene che per chi detiene le licenze Wimax potrebbe essere più vantaggioso puntare sulle connessioni mobili, chiarendo implicitamente il perché gli stessi operatori di telefonia mobile siano interessati in prima persona a questa tecnologia, potenzialmente concorrente.

Luca punta il dito contro i costi delle licenze, che devono essere ovviamente ammortizzate dagli operatori Wimax, e contro il peer to peer, capace di assorbire troppa banda, soprattutto in upstream, il che, in una connessione half duplex, che condivide la banda tra l’upstream e il downstream, come quelle wireless, è un problema serio.

Utilizzare il Wimax come possibile alternativa alle connessioni mobili, consentirebbe di aggirare il problema, rivolgendosi prevalentemente ad una utenza business, poco orientata al peer to peer, e nello stesso tempo ci si svincolerebbe dalla concorrenza delle connessioni xdsl via rame. Ecco l’intervista:

Purtroppo trovo l’analisi di Luca ampiamente condivisibile. Dico purtroppo, perché sono tra quelli che speravano che il Wimax potesse essere una tecnologia capace di portare connettività ovunque, invece, lo scenario più plausibile pare essere quello per cui si partirà di nuovo dai grandi centri abitati.

A maggior ragione oggi, penso che siano i cittadini a doversi muovere, dal basso, per sensibilizzare le amministrazioni locali verso le possibili soluzioni alternative.

Che dite, vogliamo fare qualcosa di concreto? Una raccolta di firme? Più raccolte di firme in diversi comuni?
Sotto con le proposte.

14 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    BrightSoul
     scrive: 

    Ma come, non si era detto che ci sarebbero stati problemi per i dispositivi mobile?
    http://www.hwupgrade.it/news/networking/wimax-in-gazzetta-ufficiale-con-qualche-dubbio-mobile_22994.html

    Visti i nomi delle aziende che si sono aggiudicate le licenze WiMax, non penso proprio che vorranno partire dai centri abitati ma andare SUBITO a raccogliere le utente nelle campagne e nelle frazioni per cercare di rientrare quanto prima nell’investimento iniziale.

    Partire dai centri abitati mi sembra un suicidio, la gente è assuefatta dai servizi offerti da Fastweb e Alice non ha motivo di cambiare provider e mettersi ad installare antenne quando ha una 7~20 megabit che gli esce dalla presa del telefono.

  • # 2
    Larsen
     scrive: 

    uhm…. ngi non e’ che sia un fulgido esempio da seguire eh…

    ormai seguono solo piu’ eolo, e i servizi su cavo sono diventanti una cosa ridicola.

    per ngi, che ha gia’ coperto tutta la zona dei laghi con eolo, un eventuale wimax in quella zona, porterebbe una concorrenza per loro sgradita.

    se il wimax, invece di essere venduto ad operatori privati, fosse stato dato in concessione d’uso agli enti locali, stai sicuro che tutte queste speculazioni/seghe mentali non si sarebbero viste.

    ovviamente in un’ottica anti.digital divide, perche’ questa era la finalita’ di wimax.
    tanto per cambiare, uno strumento utile, anche socialmente (visto che preferisco pagare un fee al comune che mi offre il servizio piuttosto che ad un operatore privato), viene declassato alla solita macchina da soldi all’italiana.

    sara’, ahime’, un fallimento se la linea resta quella del profitto e non del servizio al cittadino… e’ ovvio che se hanno venduto le frequenze a dei privati, la linea sara’ quella del profitto..

  • # 3
    Denis
     scrive: 

    [QUOTE]
    Che dite, vogliamo fare qualcosa di concreto? Una raccolta di firme? Più raccolte di firme in diversi comuni?
    Sotto con le proposte.
    [/QUOTE]

    lo stiamo già facendo da tempo ;-)

    http://www.antidigitaldivide.org

  • # 4
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    @denis- e noi abbiamo parlato piu’ volte di voi, e vi sosteniamo.
    ;)

  • # 5
    f
     scrive: 

    ____________
    Ma come, non si era detto che ci sarebbero stati problemi per i dispositivi mobile?
    http://www.hwupgrade.it/news/networking/wimax-in-gazzetta-ufficiale-con-qualche-dubbio-mobile_22994.html
    __________

    i dubbi sono stati sollevati da alcuni esperti in merito allo spettro di frequenze usato per il wimax in ita, meno adatto – non che non funzioni sia chiaro – rispetto ai 2,5Ghz

  • # 6
    Ilruz
     scrive: 

    @Larsen
    Le politiche “di mercato” sono sempre state distanti da quelle “sociali”: le mille leggi e leggine che esistono solo in Italia, servono a rafforzare sempre di piu’ il monopolio di pochi.

    Io mi sono sempre chiesto perche’ i comuni non possano pagare una HDSL “comunale” e dare via wifi servizio ai locali – e tempo fa, parlando con un sindaco di un piccolo paese, ho scoperto … che e’ vietato! qualche anno prima avevano dovuto fare lavori di ampliamento fognario, e con l’occasione pensavano di depositare un tubo da 30cm, e venderlo/affittarlo a terzi – anche questo impossibile.

    Come ultima ratio, il comune ha stipulato un certo numero di contratti ISDN flat, a cui avevano poi collegato dei router wifi “aperti” – li chiusero dopo poche settimane, perche’ era trattati alla stregua di “rivenditori” di connettivita’, e come tali sottoposti ad un tot di restrizioni (tipo: avrebbero dovuto essere garanti dell’identita’ di ogni persona connessa (!!!)) e amenita’ varie.

    Ricorda sempre che sei un limone, non un cittadino.

  • # 7
    skyzoo73
     scrive: 

    Per questi cominciano ad intravedere nel Wimax un nemico molto agguerrito ed è per questo che fanno esternazioni di questo tipo. Il fatto che wimax possa, con molta meno spesa per le infrastutture di rete, arrivare ai clienti digital-divisi che finora sono stati snobbati da tutti i providers, è fonte di sicura preoccupazione per questi signori, come auspicare che venga utilizzato prevalentemente per utenze business e non ivece come accade nel resto del mondo per dare connettività a banda larga vera e propria è solo un loro pecuniario desiderio.
    Certo Ngi ha offerte hyperlan (eolo) è normale che cerchino di screditare altre tecnologie (migliori di sicuro ) per non perdere la possibilità di arrivare a coprire con le LORO tecnologie zone scoperte.

    Bisognerebbe sentire cosa ne pensano, invece, i dirigenti delle aziende che hanno vinto la gara per le frequenze wimax, io non penso siano dello stesso avviso di Ngi e mi pare ovvio altrimenti non vi avrebbero investito tanti soldi.

    Ciao:)

  • # 8
    Simone
     scrive: 

    Salve a tutti, mi occupo di ricerca su tematiche di TLC (collaterali al WiMAX) all’Università di Firenze, e vorrei fare alcune osservazioni.
    Come è già stato fatto notare, NGI vende soluzioni Hyperlan (ottima tecnologia per l’accesso wireless in multiutenza ma priva di supporto alla mobilità) quindi l’analisi di Luca Spada non è certo obiettiva; le considerazioni che fa sono tuttavia valide e condivisibili, almeno dal punto di vista prettamente tecnico (sono un po’ più scettico sulla parte economica).
    Per quanto riguarda il discorso profitto-interesse sociale, in questo caso dovrebbero essere le istituzioni a porre le condizioni perché i privati che ottengono le licenze mettano in opera servizi a vantaggio del maggior numero di cittadini tramite incentivi, defiscalizzazioni, etc., senza tuttavia toccare i loro legittimi profitti; è ciò che andava fatto in questi anni riconoscendo l’enorme importanza sociale dei servizi di accesso alla rete per rendere a Telecom & co. più convenienti gli investimenti nei piccoli centri.
    Infine, vorrei far osservare una cosa: all’inizio del filmato Luca Spada dice che Telecom sta coprendo velocemente le aree non ancora servite da ADSL. Dal momento che gli operatori di telefonia fissa hanno per anni osteggiato il WiMAX (che, detto per inciso al signor Spada, si pronuncia “Waimacs”) perché lo temevano e ora non ne detengono le licenze, non è che Telecom negli ultimi tempi ha accelerato la copertura ADSL proprio per questo? Quello che voglio dire è che WiMAX porterà comunque, seppure in modo indiretto, ad una riduzione del digital divide perchè porterà concorrenza in un settore che attualmente ne ha poca (come operatori) o nulla (come tecnologia).

    Simone

  • # 9
    Amabile Pasquale
     scrive: 

    condivido l’impegno e la volonta’ di tutti ad abbattere il Digital Divide.

  • # 10
    Daniele
     scrive: 

    Le raccolte firme purtroppo non servono a nulla. Abito in una frazione di un paese vicino Mira, dove l’ADSL via cavo non ce la porteranno mai. Abbiamo già fatto più di una raccolta firme da oltre 1000 firme e consegnate in comune. Non c’è stata alcuna risposta. Io ora uso una connessione UMTS, ma anche per quella, qui c’è poca copertura ed arrivo al massimo a 200kbps

  • # 11
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    @skyzoo – Il sig. Spada avra’ i suoi interessi, peraltro espliciti e noti a tutti, ma non e’ detto per questo che non creda veramente in quello che dice, e che non ci siano buone probabilita’ che abbia ragione. Ad ognuno la possibilita’ di vagliare cio’ che sente tramite il filtro della propria intelligenza.

    @simone – accontentarsi del beneficio “indiretto” portato dall’avvento del wimax e’ un po’ poco. :(

    Come dici tu, sarebbe compito delle istituzioni fare in modo che il sacrosanto diritto al profitto non vada pero’ a discapito dell’interesse sociale; il problema nasce nel momento in cui le istituzioni non si rendono conto [o preferiscono trascurare] le implicazioni sociali dell’innovazione che si sta introducendo. A questo potrebbe essere utile un’azione dal basso, come una raccolta di firme, a dimostrare che noi cittadini ci rendiamo conto di quello che sta succedendo, e che non accettiamo che l’unico criterio di scelta sia quello strettamente del profitto.

    @Daniele – temo che il tuo comune non sia l’interlocutore appropriato, bisognerebbe fare qualcosa ad un livello superiore ;)

  • # 12
    skyzoo73
     scrive: 

    @markingegno:

    io spero vivamente che si sbalgli, la speranza che le cose vadano per il meglio (per gli utenti) c’è di sicuro.

    Ciao:)

  • # 13
    adso
     scrive: 

    i ragionamenti che fa spada mi fanno pensare che abbia la coda di paglia, perché?
    primo: gli hw mobili ora come ora non supportano il protocollo wimax.
    secondo: il punto forte del wimax è proprio il fatto di poter unire velocità paragonabili a quelle dell’adsl con i vantaggi della mobilità oggi data solo dall’umts/gprs.

    pensiamo in grande ed in termini di tempo medio lunghi: SE uno degli operatori che hanno acquisito le licenze per tutte le aree nazionali facesse un grosso investimento infrastrutturale e coprisse tutto il territorio nazionale con i controcoglioni, potrebbe rivoluzionare la telecomunicazione italiana, integrando dati e fonia mobile, di fatto arrivando a poter offrire dei servizi veramente convergenti ed integrati, segando le gambe all’ultimo miglio telecom e alla telefonia mobile tradizionale in sol colpo.
    il punto è se c’è un operatore in grado di farlo… non credo.

  • # 14
    Simone
     scrive: 

    @Markingegno
    “accontentarsi del beneficio “indiretto” portato dall’avvento del wimax e’ un po’ poco. :(”
    Forse sono stato frainteso (colpa mia): intendevo dire che anche nel caso in cui WiMAX non risultasse così efficace come previsto, un beneficio lo porterebbe comunque: portare concorrenza tecnologica e di operatori in un settore che attualmente non ne ha ti sembra poco? E’ già una cosa di fondamentale importanza che gli attuali fornitori di servizi xDSL non abbiano ottenuto licenze WiMAX; ciò significa che il meccanismo di gara messo a punto dal Ministero ha funzionato. Se le istituzioni non hanno saputo risolvere il problema del digital divide (per ignoranza e/o inedia) vorrà dire che forse lo farà il mercato, scegliendo tra l’una o l’altra soluzione tecnologica.
    In ogni caso ben vengano contributi come quelli dell’Ing. Spada, che invitano a riflettere.

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.