di  -  giovedì 13 gennaio 2011

Il 2011 è arrivato e siamo tutti curiosi di sapere ciò che ci riserverà dal punto di vista tecnologico. Forse sarà un anno ricco di novità destinate a rivoluzionare il nostro modo di vivere (come sento dire ogni anno, da diversi anni ormai), oppure sarà un anno di quiete o, se volete, transizione a causa della crisi economica internazionale.

Indipendentemente da ciò che ci aspetta, il 2010 resta un anno che non possiamo lasciar scappare senza dedicare un post al glorioso marchio Kodachrome, nome che racchiude un’intera famiglia di pellicole fotografiche Kodak ormai destinate a diventare un pezzo di antiquariato.

La pellicola Kodachrome fu inventata nella prima metà degli anni 30 da due musicisti e chimici: Leopold Mannes e Leopold Godowsky Jr. La sua commercializzazione iniziò nel 1935 in formato a 16 mm destinato al mercato cinematografico, mentre il più comune formato fotografico a 35 mm fu introdotto nel 1936.

Si tratta della prima tipologia di pellicola con metodo sottrattivo ad aver raggiunto il mercato di massa ed è stata apprezzata a tutti i livelli: dagli amatori, ai professionisti del settore.

Grazie sia alle caratteristiche intrinseche della pellicola, sia al suo particolare processo di sviluppo, Kodachrome si contraddistinse per la fedeltà dei colori e per la grande longevità nella conservazione in ambienti bui. In particolare quest’ultima peculiarità dovrebbe garantire immagini perfettamente conservate per oltre 50 anni, mentre la componente di colore gialla, quella maggiormente instabile, dovrebbe perdere non oltre il 20% della sua resa nell’arco di due secoli.

Il processo più recente per lo sviluppo di queste pellicole è il K-14, un procedimento lungo e oneroso, ed è proprio a causa del suo costo che Kodachrome subì la concorrenza sia interna, da parte delle pellicole Ektachrome di Kodak, che esterna, da parte delle Fujifillm Velvia. Il tutto ne decretò il declino a partire dagli anni 80, periodo nel quale molti laboratori che sviluppavano Kodachrome chiusero a causa della scarsa domanda.

L’esplosione della fotografia digitale ha fatto il resto: entro il 2005 chiusero tutti i laboratori che sviluppavano Kodachrome eccetto uno, il Dwayne’s Photo (Parsons, Kansas USA), tenuto sotto contratto da Kodak stessa. Dal 2009 Kodak ha smesso di produrre Kodachrome e giovedì 30 Dicembre 2010, a mezzogiorno, è stato sviluppato l’ultimo rullino Kodachrome prima che l’apparecchiatura per il processo K-14 venisse dismessa per sempre.

Non so se il 2011 sarà un anno che ci regalerà grandi innovazioni tecnologiche accessibili al mercato di massa, ma è certo che il 2010 è stato un anno che ce ne ha portata via una con una storia di ben 75 anni.

15 Commenti »

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  • # 1
    Andrea Pagani
     scrive: 

    sarebbe interessante se la Kodak rendesse libera la produzione di pellicole con tecnologia Kodachrome e relativo sviluppo: sono convinto che in qualche Paese troverebbero il modo di rimettere in moto questo procedimento! Un po’ come è avvenuto recentemente con i floppy: alcuni grossi produttori hanno smesso di realizzarli, ma molti computer (e non solo) li usano tutt’ora…
    Personalmente non ho mai avuto l’occasione di scattare con pellicole Kodachrome, ma curiosando su internet ho visto parecchie belle immagini! ;-)

  • # 2
    Marco
     scrive: 

    Grande ;-)
    Negli anni ’90 lavoravo in uno studio fotografico, e già allora la Velvia aveva soppiantato il Kodachrome (che ai tempi si mandava in Svizzera per lo sviluppo) grazie appunto al processo standard E-6 che poteva essere facilmente realizzato in casa per un professionista (e magari stampato in cibachrome).
    Poi gli scanner a cilindro, il photoCD, i dorsi digitali a scansione… come passa il tempo!

  • # 3
    Marco
     scrive: 

    ma non penso che pur rendendo usabili i brevetti della kodacrhome si riesca a fare qualche cosa, come spiegato nell’articolo il costo di produzione è molto elevato e se tutte le linee di produzione e sviluppo sono state chiuse vuol dire che la cosa era antieconomica ormai.

  • # 4
    the solutor
     scrive: 

    sarebbe interessante se la Kodak rendesse libera la produzione di pellicole con tecnologia Kodachrome e relativo sviluppo

    Sono tutt’altro che un esperto, ma mi sa che il 14 dopo la K indichi il numero di passaggi (per il solo sviluppo), credo che la cosa sia davvero impraticabile.

  • # 6
    Massimo M
     scrive: 

    E’ saltato il copia-incolla della frase:

    utilizzata dai più grandi fotografi, specie quelli naturalisti, per l’altissima qualità dei dettagli e dei colori che nessun processo digitale fotografico è finora riuscito a uguagliare.

    … Purtroppo!

  • # 7
    Marco
     scrive: 

    “14 dopo la K indichi il numero di passaggi”

    Esatto. E purtroppo sono anche prodotti chimici estremamente inquinanti.
    Per un uso amatoriale meglio restare sul classico B/N.

  • # 8
    Ciribì - Kodak
     scrive: 

    Booooo Io non so niente di questo…

    So solo che uso ancora una canon AT-1 manuale a pellicola!
    Ho notato che lo sviluppo e la stampa in 1 ora è quasi sparito!
    Comunque mi rivolgo ancora ai negozi di Fotografia che hanno i laboratori di sviluppo e stampa.
    Ultimamente, ho trovato buono anche il servizio dalla Coop che pare al primo sviluppo digitalizzi anche la foto su cd (non l’ho provato, ma la prossima volta lo farò…) e stampa le foto dal formato 10-15 al 13-19 a prezzi modici.

    Non capisco bene il senso del discorso… non credo che spariranno le pellicole… e spero che come dice qualcuno, dall’assenza di Kodak altri arriveranno.

    La bellezza dell’avvento del digitale è che molti, pur di comprarsi la 15-20megapixel si svendono la propria Analogica compreso obbiettivi!
    Così con il costo di un obbiettivo per digitale ci si comprano tre quattro obbiettivi per analogica!

    No, non posso credere che l’analogico posa morire … non ha senso! Il digitale costringe la gente a comprarsi un corpo macchina ogni 2-3 anni.
    ——————————————————————
    Almeno che, come avveniva similmente con le pellicole, non facciano delle Macine con Sensori Intercambiabili, dove il corpo macchina rimarrebbe lo stesso ma cambierebbe semplicemente il sensore, allora si che la macchina digitale, in durata, sarebbe molto più simile a una analogica.
    ——————————————————————-
    Devo dire che le reflex digitali non le ho mai avute (Manco nel telefonino!), solo una volta l’ho provata, era una canon da 15Mpx … ma devo dire la verità io preferisco di gran lunga la mia Analogica con pellicola 24×36, che in quanto inquadratura, luminosità e controllo dell’immagine gli fa davvero le scarpe!
    Con la 15Mpx mi pareva di avere una visuale ridotta e poi sembra quasi un gioco fotografare, ma non è così, i parametri in gioco sono tanti e ci sono troppi automatismi, che vanno dall’autofocus alla cuisura del diaframma automatica e ai tempi che se scendono troppo obbligano ad avere lo stabilizzatore d’immagine, all’artificio della sensibilità via software… insomma, MEGLIO L’ANALOGICA e tutta Manuale, più semplice diretta e SINCERA!
    ******************
    Ho fatto delle foto a mano libera con pellicola 400Asa obbiettivo Tamron 35-70 f3.5 con adattatore FD con tempo di esposizione 1/15′, appoggiandomi semplicemente ad un palo trattenendo il respiro usando 35mm e mettendo a fuoco a circa 6-7metri e in condizioni di oscurità illuminata solo dai lampioni stradali e CLIK un solo scatto e… altro che DIGITALE ho delle belle foto da Esposizione!
    ******************
    Quindi sarebbe davvero una miopia di mercato e una ceca ignoranza abbandonare L’analogico per avere il solo supporto al digitale!

    Se il Fratelli Alinari avessero avuto il Digitale, non avrebbero manco potuto sognare di fare una foto che potesse durare nel tempo!

    Chi ci dice che fra 40 50 o addirittura 100 anni le foto digitali di oggi saranno ancora leggibili?

    Invece sono sicuro che anche se ingiallite le mie vecchie diapositive dei miei viaggi saranno ancora accessibili! alla faccia dei posteri!

    Bhe per esempio non è che KODAC poterebbe convertire le sue linee per convertire il DIGITALE in ANALOGICO?
    Si potrebbero stampare Diapositive da Analogico .. si lo so che non ha senso, ma insomma se dopo aver comprato una macchina digitale uno crede di aver fatto tutto, si sbaglia! Ci vuole anche uno schermo ad alta definizione che costa quanto la stessa macchina fotografica, un computer che costa lo stesso, un proiettore … che costa anche il doppio… ecc…(totale di circa 4mila euri più altri 2-3mila solo per macchina e 2-3 obbiettivi!)

    Io invece con la Analogica (Valore complessivo tra i 1000e1250€ compreso 6 obbiettivi un 100-300 un 80-200macro un 35-70macro un 28 un 35 e il 50 più il raddoppio e flash e 6 filtri uv e Skylight) CON SOLi 10-20 euri a pellicola, riesco a fare tutto, senza altre spese e prima di arrivare a 4.000€ dovrei svilupparne almeno 200 di rullini… cioè da un minimo di 10 ad un massimo di 20 anni di foto!

    E intanto chi ha la digitale avrà speso almeno 8-10mila euri… ha ha ha…..

    E’ l’analogico la vera arma contro la crisi… peccato che Kodak non abbia il coraggio di opporsi al falso e illusorio mercato del digitale!

    Comunque prima o poi mi dovrò comprare anche io una digitale, magari una FullFrame… non so, ormai sono abituato ad inquadrare in 24×36 e considerare il 50 come standard e il 100 come tele …. sarò fissato ma non riesco a non considerare il 35 un piccolo grandangolo con poca distorsione e il 28 un bel grandangolo da usare molto bene su cavalletto, ma anche a mano libera su campo lungo, con grande attenzione alle linee verticali e alle deformazioni!

    Sarà, ma per me, l’abbandono dell’analogico della KodaK, è davvero una notizia poco piacevole… speriamo che qualcuno sia più intelligente e coraggioso di KodaK e ne approfitti!

    LUNGA VITA ALL’ ANALOGICOooooooooooooooo!
    *****************************************

  • # 9
    Alessandro
     scrive: 

    Non sono mai stato appassionato di foto.

    Prima comunque dopo aver finito il rollino lo sviluppavo adesso le foto sono migliaia ma non le vede sparse tra i bit del telefono computer ecc….

    Ma per il Kodakchrome… Se non vengono piu’ prodotti quel tipo di rollini le macchine e’ giusto che le smantellino. Ma spero proprio che siano davvero esaurite.

    Quindi per chi diceva di rendere libero il brevetto di Kodakchrome….che senso avrebbe?

    Ci vorrebbe una fabbrica che produce rollini e i macchinari per svilupparli e stamparli. Se Li ha chiusi la kodak a chi interesserebbero? ai Cinesi? A loro mica interessa la qualita’ estrema, loro cercano di produrre al costo e vedere piu’ basso.

  • # 10
    Ciribì-KodaK
     scrive: 

    @Alessandro…

    Guarda che non è detto che “se lo FA KodaK… alora… l’analogico è morto, o non interessa più a nessuno!”

    In prima questione Kodak nel digitale non è affato il Leader e per questo bisogna rivolgersi a Canon Nikon ec…

    Kodak faceva molto bene i rullini e la carta fotografica e ora che non li farà più … dovrà sviluppare per forza sensori digitali migliori degli altri…. e lo dubito!

    Kodak faceva le machinette Usa egetta… bhe ora forse farà Sensori e macchinette da quattrosoldi da vendere in grande quantità o altrimenti chi sà forse chiuderà… Oppure si proporrà come leader solo nella stampa, ma là ci sono già Epson, Canon e HP, per non parlarle di tutte le altre come samsung ecc…

    Insomma questa mossa di Kodak sarà forse un ATOGOAL? (Spero quasi di si!)
    **********************
    Poi che significa “Smantellare” semai si può dire rinnovare innovare convertire… ma smantellare è un segno di Fallimento!
    **********************
    Quindi qunque aspetta un pò stai a vedere che entro qualche anno KodaK darà Bancarotta?

    E sì mi sa che sarà così sarà mangiata, fagocitata da qualche altra multinazionale più furba e lungimirante che magari rimetterà in piedi il mercato dell’analogico…. siiiiiiii che bello potrò ancora stampare “Ciribì” su KodaK! siiiiiii

    Lunga vita all’Analogico!
    ************************

  • # 11
    the solutor
     scrive: 

    Quindi per chi diceva di rendere libero il brevetto di Kodakchrome….che senso avrebbe?

    Il senso ce lo avrebbe eccome.

    Lo stesso senso che hanno i dischi in vinile, o http://the-impossible-project.com/

    Però se la cosa è proprio ingestibile, e questo pare proprio essere il caso, il gioco non vale la candela.

  • # 12
    Alex
     scrive: 

    KODAK non ha smesso di vendere pellicole analogiche!
    Qui sembra che qualcuno abbia capito male.

    Ha smesso di produrre un tipo di rullino!
    Quello magari con la migliore qualita’ ma con svantaggi che ne
    hanno portato il disuso.

    I normali rullini kodak sono ancora in commercio.

    Non credo che l’analogico sparira’ a breve, anche se sara’ sempre
    piu’ una nicchia di mercato.

  • # 13
    sabbia
     scrive: 

    @Ciribì – Kodak
    mah… a me sembri troppo nostalgico: concordo con il fascino dell’analogico [da felice possessore di contax + 5 obbiettivi zeiss – mamiya 456 + 3 obbiettivi], però… da grafico, ti posso assicurare che il fascino di una reflex digitale [canon + 6 obbiettivi di apertura focale minima 2.8] e la post produzione, immediata, hanno una flessibilità e qualità impagabile.
    diciamo che salto il passaggio della scatola nera e controllo subito ciò che sta accadendo, lo correggo in tempo reale – ricorda forse il vecchio dorso polaroid? eheh! era una necessità sentita anche ai bei tempi che furono!
    Non ho più problemi di colore di luce o almeno posso ovviare sempre, per non parlare delle aberrazioni che con pochi click o in automatico tolgo o li toglie la macchina durante lo scatto.
    Vuoi mettere?
    Però alla fine devo dire che il tutto è sempre condito da stampa nei laboratori su carta kodak…

  • # 14
    Notturnia
     scrive: 

    premesso che il digitale NON costringe a cambiare macchinetta ogni 2-3 anni.. ma solo la stupidità lo fa fare.. ho corpi a pellicola (canon e zeiss) e corpi digitali (canon e sony) e.. per quanto mi rimanga dentro l’amore per le pellicole.. specie le diapo.. devo ammettere che il digitale mi ha semplificato le cose.. pur perdendo un po’ del romanticismo.. come da LP a CD e poi a MP3 etc..

    Però ricordo anche di aver perso la possibilità di fare delle foto decenti in un famoso acquario perchè le mie preziose pellicole erano rimaste in frigo e non trovato 800 e 1600 iso di qualità nei negozietti dell’acquario.. o di non aver potuto fare degli scatti in alta montagna perchè avevo finito la pellicola..

    O di aver sviluppato 36 pose per scoprire che il controsole era diventato verde per un problema di sviluppo..

    O di avere la pila dell’esposimetro un po’ scarica e di aver fatto un week end “scuretto”..

    pro e contro.. ma demonizzare il digitale per partito preso è alquanto stupido.. il mio corpo digitale l’ho preso nel 2006.. non c’era scritto di cambiarlo ogni 2-3 anni.. controllerò meglio ma non mi risulta ci fosse la data di scadenza..

  • # 15
    Gianca
     scrive: 

    Così come è stato per VHS ,MC e vinili anche per le pellicole si avvicina la fine. Poco male da una parte,è ovvio che sono fuori discussione i vantaggi del digitale (ricordo ancora con rabbia inceppamenti,esposizioni accidentali o fine rullino al momento buono) però non possiamo negare che il digitale ha un po’svalutato la Fotografia . Con l’analogico avevi solo quelle maledette 36 pose e ti sforzavi tutte le volte di cercare la giusta inquadratura, tempi ,diaframmi, momento etc per non specarle. Di quel paio di foto perfette su 36 spesso si faceva l’ingrandimento e diventava un quadretto da esporre. Oggi scattiamo a mitraglia migliaia di foto all’anno (spessissimo senza “pensarle”) che riempiono i nostri pc, ma la maggior parte sarebbe da cestinare per contenuto banale o errata inquadratura e non abbiamo il coraggio di farlo. Di quelle buone pochissime vengono realmente stampate e tutte le altre sono destinate a rimanere dei file da 12 mpixel dimenticati in mezzo a centinaia di cartelle e visualizzati solo qualche volta su uno schermo a 1600×1050 (ma allora bastavano 2Mpixel o no?)
    Dicevano una volta : non tutto il male viene per nuocere, ma allora è anche vero che non tutto il bene viene per giovare…

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