di  -  giovedì 30 dicembre 2010

Post Precedente: Da Interface Manager a Windows 8, Arriva l’era dotNET

Concludiamo il nostro viaggio attraverso la storia di Windows con l’ultimo post (il sesto, uno in più) relativo ai 25 anni dell’ambiente di Microsoft.

Dalla (s)Vista di Microsoft alla Next Generation

Se Neptune è passato alla storia come “unborn”, probabilmente Vista può essere etichettato come “never wanted”.

Infatti, nei piani di Microsoft, il successore di Whistler doveva essere Blackcomb, alias Windows.NET 2, nato proprio a ridosso dell’uscita di XP e da completare nel giro di pochi anni.

Le cose però vanno diversamente. Infatti, BigM ne ritarda continuamente il rilascio, attraverso comunicati più o meno ufficiali, indicando genericamente l’intervallo 2006-2010 come il più plausibile per l’RTM. I rinvii sono dovuti principalmente a due fattori: la necessità di garantire l’evoluzione di XP (soprattutto in ambito della sicurezza), essendo ormai diventato praticamente il sistema operativo di “massa”, e l’ambizione di creare un OS completamente nuovo, con componenti complessi come WinFS (file system relazionale) la cui introduzione è rimandata addirittura da CAIRO.

Nel 2004 Microsoft conferma la volontà di rilasciare una versione intermedia tra Whistler e Blackcomb, identificata con il codename Longhorn.

Windows Longhorn

Pian piano Longhorn assume sempre più importanza nella strategia della casa di Redmond, arricchendosi di “pezzi” provenienti da Blackcomb. Risultato: Windows Vista, che debutta il 30 gennaio 2007, ed è a tutti gli effetti la sesta major release dell’ambiente Microsoft, rilasciata ben 6 anni dopo  Windows XP.

“Vista” in italiano è da tradursi come “Panorama”, a indicare l’apertura di nuovi orizzonti per il mondo informatico. Effettivamente il nuovo OS si presenta fortemente modificato sia nell’Interfaccia Utente sia a livello di componenti Core. Basato nativamente sul .NET framework, con il supporto al digital rights management (DRM), incorpora un nuovo application deployment engine (ClickOnce), un migliorato installer per le applicazioni (Windows Installer/MSI 4.0), e un nuovo modello di sicurezza denominato Trustworthy Computing Initiative. Da evidenziare anche il nuovo Transactional NTFS per il supporto allo storage avanzato in stile SQL (non proprio WinFS).

L’integrazione con il dotNet Framework è totale. In particolare viene fatto un forte uso di due dei tre macro componenti della versione 3, conosciuta anche come WinFX:

  • Avalon (Windows Presentation Foundation): le API per la realizzazione di User Interface basate su XML, .NET, e grafica vettoriale, che permettono l’utilizzo diretto delle schede grafiche con accelerazione 3D attraverso la tecnologia Direct3D di DirectX 10;
  • Indigo (Windows Communication Foundation): un nuovo sistema service-oriented di messaggistica per l’interoperabilità dei programmi/servizi/processi ;

Per completezza, ricordiamo che il terzo macro componente del dotNet Framework è Windows Workflow Foundation e che la sua gestione andrà ad integrarsi con quella di IIS dalla versione 3.5.

La nuova GUI Avalon-Based è denominata AERO (Authentic, Energetic, Reflective, and Open) ed è in grado di sfruttare tutte le potenzialità della GPU presente sulla scheda video. Finalmente, inoltre, la relativa esecuzione non avviene più in Kernel Mode, migliorando sensibilmente la stabilità del sistema.

Aero

Vista non riscuote il successo sperato, a causa delle difficoltà degli utenti di adattarsi alla nuova interfaccia e ad una particolare lentezza con diverse operazioni fondamentali, come la copia e la cancellazione dei file. Inoltre soffre di diversi problemi di compatibilità con parte dell’hardware esistente e parti delle vecchie applicazioni, “infastidendo”, tra l’altro, di continuo gli utenti con l’UAC (User Account Control) a cui è demandato il controllo dei permessi.

Le aziende snobbano completamente il nuovo OS, tanto che, secondo una indagine di settore promossa da Forrester, solo il 10% di esse migra a Vista, spingendo ancor più Microsoft ad accelerare il rilascio del primo Service Pack (18 Marzo del 2008 – 15 Aprile per la versione italiana), che, oltre a correggere una serie di bug, migliora decisamente le performance del sistema. Tra le novità introdotte: DirectX 10.1, supporto per UEFI, file system exFAT per i dispositivi removibili ed un migliorato supporto all’hardware.

A più di un anno di distanza (22 giugno del 2009) è la volta dell’SP2 che corregge oltre 836bug, ed aggiunge il supporto alla masterizzazione per i Blue-Ray, una più efficiente gestione energetica, un rinnovato sistema di ricerca (search 4) e il supporto all‘eSATA.

Ma Vista non decolla e la casa di Redmond spinge su Blackcomb, ufficialmente “Seven/7”, con una roadmap di sviluppo di soli 2 anni.

Mentre il team di Windows è al lavoro su Longhorn e Blackcomb, Rob Short (Vice Presidente della divisione Windows Core Technology) organizza un gruppo di architetti del Kernel di NT con l’intento di documentarne e districarne le dipendenze. Il “Core Team” ha l’obiettivo di isolare le funzionalità Core al fine di dare una nuova e moderna architettura a Windows. Per fare questo, ad ogni componente del sistema operativo (circa 5.500 file distinti alla fine del 2005, periodo durante il quale era in sviluppo di Windows Vista) viene assegnato un “layer number“. Più piccolo è il tale numero più il componente appartiene al Core del sistema. Con queste informazioni, il Core Team inizia ad affrontare una serie di questioni progettuali e di sviluppo per risolvere le dipendenze tra i vari componenti, soprattutto tra il Kernel e quelli con “layer number” più alto. Tutto ciò porta ad un’architettura più strutturata e robusta alla base delle nuove versioni di Windows.

Il primo risultato è il rilascio, interno, di una versione di Windows (denominata proprio MinWin) senza interfaccia utente, con funzioni minimali ma, comunque, perfettamente funzionante.

MinWin

Questa release identifica circa il 95% del codice base di Windows, a cui vengono aggiunti componenti diversi a seconda delle diverse edizioni dell’OS. Nonostante non ne sia mai stata data evidenza, MinWin è parte integrante della sesta release di Windows.

Nel frattempo (27 febbraio 2008) viene rilasciato anche Windows.Net 1.1 , ovvero Windows Server 2008 (Codename: Windows Server “Longhorn”). Il nuovo sistema server di Microsoft offre il supporto ad una vasta gamma di architetture che vanno dalla consolidata x86/x64 a quella di Itanium e introduce l’avanzata tecnologia di virtualizzazione Hyper-V. Il lavoro su questa nuova versione è concertato sull’aumento della Reliability (continuità di servizio) e sulla flessibilità dell’ambiente, entrambe ottenute grazie a tool efficienti e a nuove funzionalità di sicurezza.

Server 2008 è a tutti gli effetti Vista Server e, come tale, introduce la nuova interfaccia AERO del cugino workstation, anche se non settata di default. Per la prima volta, inoltre, è disponibile la Modalità Core, ovvero una installazione ridotta senza GUI, che consente di gestire l’OS da riga di comando. Con tale modalità si ottiene un sottoinsieme minimale (diretta derivazione di MinWin) che consente all’operatore di configurare in maniera rapida l’ambiente per compiti come, ad esempio: un server DHCP o un WebServer.  Il lavoro è agevolato da PowerShell, grazie alla quale è possibile realizzare complessi script per configurare automaticamente il sistema e replicare la stessa su più macchine.

Anche il mercato mobile segue il “cugino” desktop con le versioni 5 e 6 di Windows Mobile. In particolare lo sviluppo si cristallizza su Windows Mobile 6.1 / 6.5 (basato su CE 5.x), una sorta di XP/Vista in miniatura con interessanti capacità multimediali e corredato della nuova versione di Pocket Office.

La piattaforma mobile di Microsoft, però, segue a ruota l’insuccesso di Vista, non riscuotendo particolare apprezzamento e costringendo la casa di Redmond a ripensare più volte il modello di business e riorganizzare la relativa divisione.

Windows Mobile 6.5

Il lavoro di “sostituzione” di Vista termina il 2 ottobre 2009 con il rilascio definitivo di Blackcomb, alias Windows 7/Seven. Nonostante il nome, si tratta della versione 6.1 di Windows, segno che si è davanti ad un upgrade della release precedente.

Windows Seven Logo

Microsoft si è prodigata molto nel rendere Seven performante, sicuro e adattato ad ogni tipo di calcolatore, compresi i netbook che possono vantare l’edizione Starter. Un altro fronte è stato il miglioramento della compatibilità con l’hardware esistente e le vecchie applicazioni che ora possono essere eseguite in XP Mode, ovvero una Virtual Machine XP dedicata.

La GUI non subisce grosse modifiche rispetto a Vista, presentandosi con una serie di miglioramenti volti a semplificare l’interazione con l’utente. La taskbar viene ottimizzata e diventa un vero è proprio sistema di gestione delle applicazioni e di tutte le funzionalità relative. Fa la sua comparsa la JumpList, ovvero la possibilità di vedere direttamente dall’icona dell’applicazione gli ultimi documenti relativi si cui si è lavorato. Inoltre è possibile vedere un’anteprima di tutte le istanze aperte di uno specifico programma semplicemente posizionandosi sulla relativa icona nella taskbar.

La nuova taskbar con la JumpList

La versione Europea di Seven è stata aggiornata, pochi mesi dopo dal lancio, con il Ballot Screen che, al primo riavvio, consente agli utenti di scegliere il browser predefinito e di effettuarne il download. Tale features viene successivamente estesa anche per Vista e va in contro alle richieste dell’UE in merito alla risoluzione del contenzioso per abuso di posizione dominante relativamente ad Internet Explorer.

A poche settimane di distanza (22 ottobre) dal rilascio di Seven, viene presentato anche Windows Server 2008 R2 (Codename Windows Server 7), ovvero Server 2008 aggiornato con le caratteristiche introdotte da Windows 7, comprese quelle relative alla UI.

Windows Server 2008 R2

Con Windows Server 2008 R2 e Seven, MinWin rafforza il proprio ruolo centrale nella roadmap di sviluppo degli OS made in Redmond, riducendosi fortemente fino a comprende solo i componenti essenziali e comuni sia alle edizioni Desktop che Server. Andrew Mason, il program manager di Microsoft responsabile di Windows Server Core, ovvero di un MinWin esteso con le feature Server primarie,  in un’intervista di TechNet di Febbraio 2008 spiega che Windows Server 2008 è stato costruito proprio sulla base di MinWin e non su Server Core. MinWin ora include il Kernel di Windows, il livello di astrazione hardware, il file system ed il supporto di rete, mentre Server Core estende MinWin, aggiungendo, ad esempio, i registri degli eventi, i contatori delle prestazioni e Windows Management Instrumentation.

Tra ottobre e novembre del 2010 la casa di Redmond rinnova completamente anche il settore mobile con Windows Phone 7 (non più Windows Mobile). La nuova versione è completamente differente dalle precedenti e basa la propria UI sul paradigma delle piastrelle (tiles).

Windows Phone 7

Con Windows 7 / Server 2008 R2, Microsoft rende anche pubblico il proprio piano di sviluppo: rilasciare una nuova versione di Windows (esclusi SP) ogni 2 anni 2 ½.

Windows 8 RoadMap

Infatti la Roadmap di Windows 8, che nel 2012 andrà a sostituire Windows 7, è già definita. Il nuovo OS offrirà, con molta probabilità,  una interfaccia utente completamente rivista soprattutto in funzione delle nuove modalità di interazione orami esistenti sul mercato.

A giugno del 2010 sono “sfuggite” (ma potrebbe anche essere stata un’operazione di Marketing stile furto del’iPhone 4) a Microsoft una serie di 17 slide riservate sulle più importanti innovazione legate al futuro di Windows, anche se alcune verranno rese disponibili già a breve. Tra queste Internet Explorer 9 ed i nuovi sevizi Windows Live Essentials 2011. Sempre in ambito web sembra certa l’introduzione del Windows Store, simile all’App/Mac-Store di Apple e il Market Store di Android, dove potranno essere scaricati ed acquistati software di immediata istallazione e la cui licenza potrà essere facilmente trasferita.

Il nuovo Windows integrerà un sottosistema per la gestione dei sensori di presenza grazie ai quali l’ utente, avvicinandosi al proprio PC, potrà, ad esempio, risvegliarlo dallo standby. Questa tecnologia è stata anticipata da qualche mese con Kinect per XBox 360.

Windows AppStore

Si conclude qui il nostro viaggio dedicato ai 25 anni di Windows, il sistema operativo di Microsoft che, nel bene e nel male, condiziona l’attuale evoluzione dell’I(c)T.

Spero di essere riuscito nell’intento di raccontare la sua evoluzione in modo lineare, incuriosendo e stimolando la discussione di quanti hanno avuto la pazienza di leggere i 6 post relativi.

PS: auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

24 Commenti »

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  • # 1
    Scolapasta
     scrive: 

    Grazie degli articoli veramente interessanti e buon anno!

  • # 2
    miocardio
     scrive: 

    Mi sembra che ci fu anche un aggiornamento sulla gestione video del 2d che è stata forse una delle mazzate di vista che subito risultò piu pesante rispetto a xp proprio per quel motivo

  • # 3
    Wpae
     scrive: 

    Semplicemente fantastici questi articoli, non vedevo l’ora che uscisse l’ultimo!

  • # 4
    DarthFeder
     scrive: 

    Bellissima serie di articoli! Molto curati ed interessantissimi.
    Quasi mi dispiace che questo sia già l’ultimo :'(

  • # 5
    the solutor
     scrive: 

    Finalmente, inoltre, la relativa esecuzione non avviene più in Kernel Mode, migliorando sensibilmente la stabilità del sistema.

    Eh, finalmente…

    Nt 3.5x funzionava così…

  • # 6
    Unrealizer
     scrive: 

    Aggiungerei che il Ballot Screen è stato portato anche su XP, non solo Vista e Seven

    Comunque, interessantissima serie di articoli, mi dispiace che sia finita!

  • # 7
    Cael
     scrive: 

    Un correzione. WinFS non era un filesystem ma un layer superiore al filesystem stesso, che per Vista è comunque nuovo rispetto a XP.

    Per il resto mi unisco ai complimenti, articoli ben fatti.

  • # 8
    Paolo
     scrive: 

    Dei cambiamenti apportati da vista è stato però scritto molto poco a mio avviso, o comunque in modo troppo sommario.
    Vista ha portato anche un nuovo stack di rete, un nuovo stack audio, nuovo driver model, l’uac – che nell’articolo viene ridotto quasi ad un semplice prompt di richiesta, quando dietro c’è tutta una nuova architettura di permessi – e centinaia di altri cambiamenti radicali che hanno segnato la bontà e l’insuccesso di questo OS.

    Credo probabilmente per motivi di spazio e anche perché ce ne sarebbe altrimenti da parlare per altre 2 puntate.

    Una cosa che mi fa piacere è che non è stato etichettato “il secondo Windows ME”. Un dettaglio che rende questa ottima serie di articoli ancora migliore.

  • # 9
    Felice Pescatore (autore del post) (Autore del post)
     scrive: 

    @Paolo,
    si è vero ma tieni presente che effettivamente non era rappresentativo rispetto al focus di questa serie di articoli.
    Per affrontare “tecnicamente” le migliorie relative a Vista e a Seven avremmo bisogno forse più di altre 2 puntate.
    Tnk

    ====
    http://www.storiainformatica.it

  • # 10
    Flare
     scrive: 

    Vista ha avuto anche il problema del “Vista Capable”, un marchietto applicato a computer che spesso erano solo a malapena in grado di farlo girare. Nel 2006 le richieste erano abbastanza alte, oltre a tutti i problemi e problemini citati. Per le aziende erano una serie di contro: un costo aggiuntivo per il nuovo software, più un ulteriore costo per aggiornamento dell’hardware, oltre a problemi di incompatibilità hardware e software con altri prodotti acquistati, senza ottenere particolari vantaggi dal passaggio a Vista.

  • # 11
    densou
     scrive: 

    Dimentichiamo la gestione audio di Vista con accelerazione più software che non altro….Impatto sulle prestazioni ? Massiccio.

    poi è stato tappato con driver extra (non per tutti) ed aggiornamenti di win.

  • # 12
    Flare
     scrive: 

    Ah e anche in uso domestico, personalmente ho preferito tenere XP da una parte e passare definitivamente a GNU/Linux dall’altra, che a differenza di Vista funzionava bene anche sulle macchine datate e inoltre è gratuito, oltre che libero (quest’ultima una manna anche per smanettarci).

    GNU/Linux per un uso desktop domestico non aveva molto da invidiare a Vista, anzi. Anche il sistema dei permessi è un’altra storia rispetto all’UAC, che è un compromesso per continuare ad usare il SO con poteri d’admin. L’ho dato in mano a gente inesperta e fanno meno danni che su Windows. Il parco software è abbastanza ampio e se qualcuno usa software multipiattaforma (Openoffice, Firefox, Opera, VLC, The Gimp, aMSN, Filezilla…), si ritrova col suo solito software.
    Il fattore abitudine però conta molto e ovviamente sotto è un SO totalmente diverso. Inoltre, per quanto facciano i miracoli a scrivere driver senza documentazione e sia fantastico collegare la stampante e vederla subito funzionare senza doversi scaricare centinaia di mega, c’è sempre qualche hardware non supportato o solo in parte. Il parco software è comunque minore, anche se Wine può dare una mano. Quello proprietario e non libero dipende da chi lo sviluppa, ad esempio Skype è fermo alla versione 2, e se si usa software con tecnologie proprietarie, il lock-in fa il resto. I videogiochi sono sempre più console centrici, ma per chi gioca su PC non c’è molta alternativa a Windows, visto che vengono prodotti quasi esclusivamente per quel SO.

    Quindi GNU/Linux può essere stata una buona alternativa, per chi voleva un SO più moderno di XP, ma dipende dalle esigenze e da altri fattori.
    Nel frattempo, Windows 7 sembra un Vista migliorato e con l’hardware attuale gira meglio. L’unico PC in cui ho 7 in dual-boot, Seven viene usato solo per i videogiochi, ma è comunque un buon SO, sicuramente un bel passo avanti rispetto ad XP.

  • # 13
    Pozzame
     scrive: 

    La foto di WM6.5 si riferisce ad una versione Alpha, infatti già nella Beta avevano rimosso gli esagoni.
    In ambiente Mobile la vera rivoluzione la fece il WM5, introducendo la possibilità di tenere i file sul DOC, invece che solo in RAM.
    E ha avuto una diffusione pressoché totale, se si fa eccezione per nicchie particolari dove si usava l’OS di RIM.

    Per iOS prima di arrivare ad essere competitivo con WM si è dovuto aspettare la versione 4!!!
    WM6.5 non è malvagio, peccato che in Microzoz ne abbiano abbandonato lo sviluppo in favore di quell’aborto di WP7. Pensate che non si possono neppure cambiare le suonerie (senza pagare)!!!! Ne spostare nulla via Bluetooth!!!
    Solo per citare quello che mi ha fatto inorridire dopo 10 min di utilizzo. Chissà quanti altri abomini mi sono sfuggiti.
    In pratica hanno copiato ciò che di inaccettabile c’era in iOS e hanno rinunciato tutto ciò che faceva WM grande.
    Compatisco i pisquani che si sono fatti abbindolare. XD XD XD

    La foto di Windows Server 2008 R2 siete sicuri che sia giusta?
    A me sembra la versione beta di Seven.
    Quello era lo sfondo col pesce combattente che mettevano di default su Seven Beta e hanno tolto dalla RTM.
    Poi ne ho installato giusto ieri sera una copia, e l’Aero è disattivato.

  • # 14
    bolkonskij
     scrive: 

    [quote] “Vista” in italiano è da tradursi come “Panorama”, a indicare l’apertura di nuovi orizzonti per il mondo informatico. [/quote]

    “Vista” è italianissimo (in un certo senso ancor più di “panorama”) e casomai doveva essere tradotto in inglese…

    non rendiamoci sudditi linguistici anche quando non lo siamo…

  • # 15
    djfix
     scrive: 

    …introduco delle cose non menzionate dall’autore:

    il progetto Starter, ormai presente anche su office 2010, è stato introdotto già con Vista per il supporto di Netbook o piccoli e datati pc…non ha avuto successo in quanto, a differenza del fratello Seven, il risparmio reale di risorse era quasi nullo e restavano evidenti problemi di compatibilità dei Driver tali da spingere per la prima volta il mercato ad usare, su un prodotto commerciale, una distribuzione Linux (asus EEEPC701), poi convertita per ragioni di limitatezza e libertà di operatività con Windows XP home.
    ora windows 7 starter è a tutti gli effetti un OS pari alla versione Desktop che risparmia circa il 50% di Ram (circa 450MB di ram contro 800-900MB).
    è altresì da ricordare che per dispositivi ancor più limitati Microsoft distrubuisce una ulteriore versione di Seven chiamata Windows 7 Embedded che mantiene compatibilità .NET su sistemi x86 e x64 ma con ram al di sotto dei 512MB (scaricabile in versione di prova 30Giorni)

    una nota ora sul Kernel di Seven marchiato come 6.1:
    si è discusso molto sul fattore “upgrade” da Vista in realtà è stato spiegato dalla stessa Microsoft come il Kernel inizialmente sviluppato come 7.0 (quindi diverso da Vista sotto vari aspetti) sia stato poi rinominato internamente come 6.1 per ragioni di compatibilità diretta dei driver Vista; il driver durante l’installazione prevede il riconoscimento del sistema e quindi della versione del kernel che deve supportare quindi drivers scritti per 6.0 (cioè Vista) vengono ignorati se il kernel restituisce una stringa di MajorRelese diversa da 6 (appunto la 7.0 che avrebbe avuto Seven); ora se invece Seven ha una MajorRelese uguale a Vista può gestire lo stesso driver Vista in Compatibility Mode. di fatto comunque il Kernel Seven è un Derivato di Vista ma non un Upgrade come detto anche qui.

  • # 16
    Drizzt
     scrive: 

    ClickOnce non e’ un metodo di deployement integrato in Vista, ma una funzionalita’ del Framework .Net 3.5

    Vista non e’ basato nativamente su .Net, Vista e’ basato paro paro su Win32, come tutti gli OS precedenti.
    .Net e’ un framework che gira su Vista, come un normale applicativo, che Vista non utilizza ma piuttosto il contrario.

    WPF non e’ accelerato in hardware. Sono pochissime le parti di WPF realmente hw accelerated, per il 90% del lavoro si appoggia ancora alla CPU.

    Il motivo per cui il 2D di Vista e’ piu lento, infatti, e’ che in Vista il path di GDI (e GDI+, su cui si basa pesantemente WPF) e’ ridirezionato su nel nuovo compositing engine, DWM, il quale si appoggia su WDDM, che e’ accelerato in HW per il 3D ma non per il 2D, per cui la grafica 2D non viene piu’ calcolata dal driver della scheda video(in Seven invece tre funzioni del 2D sono calcolate in hw)

  • # 17
    Felice Pescatore (autore del post) (Autore del post)
     scrive: 

    @Drizzt
    sia le Win32 che il .NetFramework sono delle API che permettono di interagine con Windows. Con il termine “Basato nativamente” intendo dire che da Vista in poi il dotNet framework è lo strumento privilegiato con cui dialogare e sviluppare software per Windows. Non intendevo dire che è sviluppato con .Net, così come non è sviluppato con Win32.
    WPF supporta e come l’accelerazione hardware, come puoi verificare al link Microsoft: http://msdn.microsoft.com/it-it/library/aa970688.aspx: “WPF supporta le finestre sovrapposte con accelerazione hardware in Windows Vista”
    Su ClickOnce è vero che si tratta di un metodo di deploy introdotto con il dotNet Framework (disponibile già con la versione 2.0 e non la 3.5), ma nel caso di Vista è stata prevista un revisione in modo da essere compliant all’UAC (http://msdn.microsoft.com/it-it/library/bb384098(v=vs.90).aspx)
    Per la questione del 2D lento, in realtà è principalmente una questione di gestione delle richieste che vengono gestite “come una coda” e quindi serializzate. In Seven si ha una gestione multi threading.

  • # 18
    pleg
     scrive: 

    @ bolkonskij

    “Vista” e’ anche una parola inglese, e significa appunto panorama / scorcio / prospettiva / vista / veduta.
    Che venga dall’italiano poco importa: per un americano E’ una parola inglese, col suo significato, non una parola straniera che suona bene.

  • # 19
    Giovanni
     scrive: 

    Salve, rinnovo e mi associo ai complimenti per la serie di articoli. Sicuramente gli ultimi sono più documentati e sicuramente interessanti. Sei riuscito anche a mantenere una posizione oggettiva descrivendo l’OS di Microsoft(cosa che ritengo corretto fare) come un prodotto efficiente e all’avanguardia senza lasciarti trascinare dalle solite polemiche qualunquiste.
    Sicuramente il Framework .NET, nonostante le numerose critiche che gli si possono rivolgere, rappresenta un passo di fondamentale importanza verso standardizzazione, integrazione e portabilità del software in ambienti altamente complessi come quelli attuali (un buon risultato per lo sforzo di MS, che ha sempre mantenuto la sua posizione leader anche nel settore dei prodotti di sviluppo!).

    Saluti e buon anno.

    Ricordo http://www.jurassicnews.com per un RC intelligente (ultimo numero di gennaio!)

  • # 20
    bolkonskij
     scrive: 

    @ pleg

    “Vista” e’ anche una parola inglese, e significa appunto panorama / scorcio / prospettiva / vista / veduta.
    Che venga dall’italiano poco importa: per un americano E’ una parola inglese, col suo significato, non una parola straniera che suona bene.

    ma se anche fosse come dici tu, non trovi assurdo tradurre in italiano una parola italiana usata in un’altra lingua?! dato che anche in italiano “vista” ha gli stessi identici significati che dai tu…

    i dizionari inglesi (merriam webster) la riportano come parola italiana entrata nel vocabolario inglese nel XVII secolo.. quindi “vista” è inglese nella stessa misura in cui “abat-jour” e “gaucho” sono italiane…

  • # 21
    bolkonskij
     scrive: 

    (ovviamente le prime quattro righe del mio post qui sopra sono una citazione di quello di pleg… ho però dimenticato come si inseriscono le citazioni…)

  • # 22
    floriano
     scrive: 

    “Con Windows 7 / Server 2008 R2, Microsoft rende anche pubblico il proprio piano di sviluppo: rilasciare una nuova versione di Windows (esclusi SP) ogni 2 anni 2 ½.”

    se fanno veramente così ammazzano il vero motivo del successo di windowd visto che windowsXP è praticamente compatibile con tutto.

    voglio proprio vedere se a ogni cambio di kernel i produttori di periferiche saranno costretti ad aggiornarsi, già ora con windows 7 c’è un bel pò di periferiche inutilizzabili.. (tipo qualche modem 56k usb)

  • # 23
    KoD
     scrive: 

    Come fa Ms a ipotizzare di vendere agli utenti un nuovo OS ogni due anni?
    Obbligandoli anche a formattazioni, perdite di tempo, etc.

    Se proprio non sanno come mantenere il personale, potrebbero iniziare a licenziare qualche poco utile commerciale.

  • # 24
    mate
     scrive: 

    interessante…grazie!

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