di  -  giovedì 16 dicembre 2010

Segnalo un interessante contributo di Stefano Quintarelli, che in poche righe riesce a mettermi la giornata di traverso: i 22,6 miliardi di crescita del debito pubblico nel solo mese di ottobre, sarebbero bastati a creare una rete nazionale in fibra ottica che

si ripaga in pochi anni, che genera occupazione (non debito che si accumula), che rilancia investimenti e sviluppo per i prossimi decenni

Qualcuno dirà: troppo facile confrontare un valore risultante da fattori in buona parte storici e in certa parte fuori dal controllo del governo, con un investimento frutto di tutt’altre priorità. A me il paragone ricorda più che altro il tipico conto del fumatore – sul danaro speso negli anni in sigarette – il cui inevitabile risultato è un’incontenibile voglia di dare una testata contro il muro.

Mao Zedong diceva: se tutti i cinesi dessero un calcio per terra, la terra tremerebbe. Basterà che tutti gli italiani diano una testata contro il muro per smuovere di un millimetro l’attuale classe dirigente?

53 Commenti »

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  • # 1
    Fausto
     scrive: 

    Il problema è che a questo governo l’upgrade dell’infrastruttura della rete non frega nulla…non vorrai mica che la gente preferisca le webtv in alternativa al noto monopolio?

  • # 2
    Italiano MediO
     scrive: 

    Non cè piu’ lavoro in Italia… possiamo fare solo i centralinisti con contratto di 1 mese , stipendio di 400 euro al mese , oppure agenti immobiliari senza contratto e fisso di 300 euro , che finito il tempo di prova siamo mandati a casa . Aiuto , aiutateci a ridarci la dignità , qualche minimo diritto , un contratto, un lavoro fisso , un assegno di disoccupazione , una fidanzata , una moglie , una casa , una macchina , un mutuo , politica e governo… Dove siete .

  • # 3
    Ventresca
     scrive: 

    ci sono questioni più importanti della fibra ottica in questo momento: formose nipoti di Mubarak, accordi con Putin sfavorevoli al paese, piani per rendere ancora più potente l’intero gruppo fininvest, quali ordini dare alle tv e ai giornali di partito per mettere in cattiva luce chi si oppone al premier

    Il parlamento in questo momento non è un organo che fa l’interesse del paese, ma solo quello delle persone che ne fanno parte.(elette praticamente tra di loro e non più dagli elettori, vista la legge elettorale) Non c’è tempo di parlare di cose futili come la fibra ottica, ricerca o investimenti in infrastrutture. Siamo matti? non siamo mica un paese europeo…

  • # 4
    floc
     scrive: 

    “Qualcuno dirà: troppo facile confrontare un valore risultante da fattori in buona parte storici e in certa parte fuori dal controllo del governo, con una prospettiva.”

    e si’ che l’hai pure scritto :) seriamente… e’ un ragionamento populistico alla beppe grillo suvvia… Allora mettiamoci a pensare di quante n volte sfameremmo l’africa con il debito pubblico o di quante balene salveremmo usando la meta’ il cellulare (non so se esiste una reale correlazione ma di sicuro qualcuno l’ha trovata)

  • # 5
    Claudio
     scrive: 

    Il commento di Fausto purtroppo è corretto.

    L’attuale classe dirigente ha nel controllo dei media la sua più grande forza. Ed è una forza immensa, lo vediamo tutti i giorni.
    Il Web, per quanti soldi uno abbia, non è controllabile (o meglio lo è, ma fino ad un certo punto perché se si inizia ad oscurare tanti siti, beh, l’utente se ne accorge).
    Inoltre, l’informazione veicolata dalla TV, così come quella presente sui giornali, può essere censurata e modificata prima che venga pubblicata. Sul Web prima si pubblica, poi ci si accorge dell’informazione problematica, la si oscura, ma frattanto in un modo o nell’altro si è diffusa.

    Non vado oltre nel commento per evitare di andare OT, o di scrivere quello che non ho molta voglia di scrivere. Comunque, vista la situazione, perché mai il governo dovrebbe investire nel web? Perché è nell’interesse della nazione? Eh, appunto (non digitale).

  • # 6
    Gabriele
     scrive: 

    Il problema è che abbiamo un debito pubblico di 1800 e passa miliardi di euro. Grecia, Irlanda, i prossimi siamo noi. Altro che fibra ottica. La domanda è: questo tornado spazzerà via questa classe dirigente?

  • # 7
    Roberto
     scrive: 

    “Italiano MediO scrive:

    Non cè piu’ lavoro in Italia… possiamo fare solo i centralinisti con contratto di 1 mese , stipendio di 400 euro al mese , oppure agenti immobiliari senza contratto e fisso di 300 euro , che finito il tempo di prova siamo mandati a casa .”

    Ma fare il panettiere a 1800 euro al mese? O il falegname, l’elettricista, l’operaio… ah, già, si lavora di notte, si fatica, non c’è il computer per cazzeggiare tutto il giorno e poi io ho la laurea diamine, voglio il posto di prestigio… sciocco io a proporlo.

  • # 8
    phabio76
     scrive: 

    Sinceramente?
    Un post inutile scatena flame.
    Torniamo a parlare di quelle cose inutili, di nicchia, a cui non frega niente a nessuno ma che si donano un senso di appagamento informatico… per favore.

  • # 9
    [D]
     scrive: 

    Cosa s’intende per “classe dirigente” ? L’attuale governo o tutta la massa di minion che popola camere e settori strategici sparsi per il paese ?
    Perchè se l’antifona è sempre la solita “l’avete votato”, faccio presente che la scelta è sempre limitata al campo del letame, quindi presa di qui o presa di là, puzza sempre allo stesso modo. Qui da noi perchè le cose possano cambiare deve succede qualcosa di grosso e tragico, qualcosa che di punto in bianco faccia risvegliare tutti quanti in miseria, la più nera possibile così che dopo certi eventi possano prendere piede da soli, senza che qualcuno possa tentare di trovare fantomatici “responsabili che hanno pilotato”

  • # 10
    davide
     scrive: 

    @ #7

    ma secondo te ci sono tante proposte di lavoro come panetiere (con tutti gli ipermercati che ci sono)? come falegname (adesso che c’e’ l’ikea)?
    adesso la gente si adatterebbe a tutto pur di tirare avanti ma mancano i posti. ci sara anche chi non si vuole abbassare a lavori di bassa manovalanza ma è una parte insignificante dei disoccupati.
    io ho tanti amici che hanno perso il loro lavoro in fabbrica o che anche con la laurea non trovano posto nemmeno da spizzico.

  • # 11
    y3ll0w
     scrive: 

    La realtà, purtroppo, è che nel nostro paese non c’è mai stata veramente una voglia di cambiare pagina. Troppe volte mi è capitato di sentir discutere amici o perfetti sconosciuti su temi del genere e sempre si finiva con frasi tipo “chissà dove andremo a finire” o “ci vorrebbe…”
    In altri paesi si sarebbe intrapresa una class-action per molto meno. Una forma di protesta come una marcia, una fiaccolata o rompere una vetrina lasciano il tempo che trovano e a volte mettono addirittura in cattiva luce chi si espone in prima persona.
    Diciamoci la verità, l’italiano doc è quello che alza la voce quando i problemi del paese collimano con i propri, quando è lui a perdere il lavoro e non il vicino, quando un alluvione colpisce casa sua e non quella di una semi sconosciuta città del nord, quando a tremare sono le mura di casa sua.
    Vorrei approfittare di questo spazio per confrontarmi con voi, per capire meglio cosa ci impedisce di maturare un senso civico e di appartenenza: possibile che io debba sempre rifugiarmi in luoghi comuni tipo “siamo in Italia” per evitare di perplipermi?

  • # 12
    Gabriele
     scrive: 

    @[D] La seconda che hai detto, naturalmente

  • # 13
    fedruw
     scrive: 

    Vorrei segnalare che c’è un interessante speciale su Wired :). Dal mese scorso si pone degli interrogativi sulle potenzialità che avrebbe lo sviluppo, finora mancato della banda larga a fibre ottiche in italia

  • # 14
    MatteoC
     scrive: 

    @Roberto

    Roberto, capisco la tua critica ad ItalianoMediO (che in buona sostanza condivido) ma abbi pazienza, una riflessione: chi diavolo è stata la generazione che ha cresciuto quelli come me (sono del 1984) al grido di “studia ragazzo, prendi quel foglio di carta che un domani senza quello non farai niente!”.
    io da ragazzo mi son fidato, per arrivare a disilludermi da laureato anziché direttamente da adolescente.
    sono ingegnere informatico con laurea specialistica ed un buon master preso in california, e…? indovina indovinello, costo troppo in italia. anzi, non è che costo troppo… è che per quello che costo non si riesce a produrre un valore aggiunto che giustifichi questo costo.
    un paese che non è in grado di produrre ricchezza da persone ad alta formazione è un paese povero, che paga queste cose per non coglierne poi i frutti (tant’è che son tornato ora giusto per le feste… vivo a brisbane in australia, dopo aver bellamente usufruito di borse di studio nel nostro bello stivale)
    un paese che tollera che l’OTTANTA percento degli iscritti alle facoltà nel 2002 lo sia a facoltà umanistiche è un paese miope (me lo ricordo sempre sto numero impressionante)

    io rispetto tutto e tutti, chi difende i mestieri come te fa una cosa sacrosanta.
    sia chiaro, non ce l’ho con te, ma capisci che i mestieri qualcuno che li difende è tornato a farsi vivo ora. quando ero piccolo io era quasi un tabù, con un po’ d’onestà intellettuale saprai che è stato così per buona parte delle famiglie che han cresciuto i figli nati da metà anni 70 fino a metà anni 90.

    io non so che cosa serva per smuovere l’italia e non credo che la classe dirigente sia meno responsabile della società civile; ma se penso che qualcuno ha pagato a me gli studi per andare poi a produrre ricchezza per la collettività di un altro paese mah… mi vengono in mente tante cose
    è un sistema malsano, ma finché è così io sinceramente non mi sento in colpa per averlo sfruttato.

  • # 15
    Italiano MediO
     scrive: 

    Con 1.500.000 di disoccupati con un età tra i 18 e i 40 anni e con 750.000 di operai di qualsiasi genere in cassaintegrazione , con le aziende che chiudono , non saranno i 500 posti di panettiere , falegname , lattaio , facchino , Elettricisti, disponibili in tutta Italia a salvare questo paese , l’ Italia , la grecia , o l’irlanda , o l’europa intera .

    Quando si hanno 30 anni e da ll’età di 18 anni si sono fatti 500 lavori diversi , e sapere che si lavorano 3 mesi in un anno , e vivere con la paura e l’angoscia di non avere uno stralcio di diritto , senza aver accumulato nemmeno un contributo per la pensione , senza cassa malattia , cassa integrazione , ferie , nulla di nulla , cominciano a girare .

  • # 16
    Italiano MediO
     scrive: 

    Anzi sono stato anche troppo ottimista i disoccupati in Italia ammontano a 2.100.000 :

    http://www.diariodelweb.it/Articolo/Economia/?d=20100130&id=127423

    Quindi i 500 posti di panettiere a 1800 euro al mese non bastano .

  • # 17
    Giulio85
     scrive: 

    Per cambiare pagina bisognerebbe cambiare mentalità dell’italiano medio.

    Quanta gente vedo che vive al di sopra delle proprie possibilità.

    Vacanze tutto l’anno, auto di lusso, televisori all’ultimo grido, e magari muoiono di fame solo perché l’apparenza è tutto in questo paese.

    La dignità si è persa da un pezzo per questi motivi.

    Comunque il rilancio dell’economia passa per ridurre il costo del lavoro.

    Finché ad una azienda una persona da 1400€/mese costerà 3300€/mese, avoglia a discutere.

    Senza contare le partite iva che danno metà dei guadagni allo stato e i vari professionisti che non solo non sono tutelati minimamente (oggi si sveglia uno e si improvvisa professionista facendosi pagare la metà di chi invece ha la qualifica, di fatto è concorrenza sleale) ma si devono venir attribuite tasse sulla base di studi di settore fantasiosi piuttosto che sugli effettivi guadagni.

    Tremonti ha fatto bene a tagliare per mantenere i conti in ordine, ma adesso bisogna far respirare le imprese per metterle in grado anche di assumere.

    Purtroppo viviamo in un paese in cui il sindacato oltre a non comprendere questo, fa gli interessi dei vari politicanti e mette qui e là famigliari degli stessi a scapito degli stessi iscritti.

  • # 18
    MatteoC
     scrive: 

    beh, in conceria e relativo indotto del cuoio di italiani ce che son disposti a fare quel lavoro ce ne son sempre meno… stiratrici, prodotti chimici, magazzini, bottali, scarnatrici, trance, croste e via dicendo.
    un po’ meglio sul “più pulito” lavoro dei prodotti finiti, pelletteria, calzature, accesori.

    ci saranno diverse migliaia di impiegati nel settore tra empoli e pontedera, soprattutto nelle zone industriali di santa croce sull’arno, castelfranco di sotto e fucecchio (parlo della mia zona dal mio limitato punto di vista chiaramente), ormai i rimpiazzi dei pensionamenti sono per 3/4 extracomunitari (regolari, s’intende)

    in compenso le sedie davanti ai bar son sempre piene di ragazzotti che come vecchiettini che nulla han più da chiedere alla vita, passano le giornate al grido di “piove governo ladro” lamentandosi perché qualcuno non trova loro un’occupazione

    nota: voluto qualunquismo, tanto per restare in tema

  • # 19
    [D]
     scrive: 

    >> ma si devono venir attribuite tasse sulla base di studi di settore fantasiosi piuttosto che sugli effettivi guadagni.

    Un amico mio s’è aperto a febbraio il classico negozietto di pc. L’ultima volta gli ho parlato ai primi di dicembre e gli ho chiesto quanto gli è costato fino a quel momento e la sua risposta è stata devastante.
    Nel giro di 8 mesi è riuscito a spendere oltre 30000 euro dove la maggior parte se n’era andata in tasse (alcune ridicole, pensa che per piazzare i poster promozionali di thermaltake ha dovuto pagare la siae !!!) ed un’altra buona fetta in impianti, mobilio e strutture completamente a norma (e di conseguenza super costosi).

    L’impianto elettrico ? Guai a farti un banale ponte tra le prese o a tenere due ciabatte (che tanto lo sai benissimo da solo che se attacchi due pc di troppo salta il relè e sei ben sotto i limiti di fusione di cavi e prese): ogni presa deve andare direttamente alla centrale con il risultato che una banale presa aggiuntiva richiede di tirare giù muri e pavimenti. 3000 euro per 4 prese !!!!

    I mobili ? Guai a recuperare due tavoli ed una scrivania all’ikea !!! Tutto a norma pure lì così gli sono partiti altri 1500/2000 quando avrebbe potuto fare tutto con poche centinaia.

    Le telecamerina di sorveglianza ? Sia mai che avrebbe potuto prendere quella che diceva lui da due soldi, magari una banalissima webcam. Altri 1000 euro per collegare due fili e tutto avanti di sto passo.

    Ovviamente se mai pensasse di fare di testa sua, partono verbali da 15 mila euro a botta…

    M’ha raccontato che realizza incassi elevatissimi rispetto al tipo di negozio (8000 euro ed oltre al mese) eppure ogni trimestre quando è il momento di sganciare la libbra di carne allo stato torna nettamente in rosso !!!

    Per la cronaca: è solo il primo anno e non è ancora entrato nei studi di settore, mi sa che se quest’anno non ride, il prossimo si metterà a piangere.

  • # 20
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ phabio76
    Non sono d’accordo, intanto perché il flame non è partito e poi perché non c’era l’intenzione di farlo partire.
    Il pezzo – che non pretende certo di vincere il Pulitzer – è una banale riflessione che sorge come risposta all’implicita domanda: cosa avremmo potuto fare col danaro che probabilmente non avremmo perso se i politici (poco importano gli schieramenti) avessero governato negli ultimi 6 mesi (invece di dar vita a un pollaio)?

    Un problema economico visto in prospettiva tecnologica, in modo un po’ provocatorio se vuoi, ma non certo OT.

  • # 21
    [D]
     scrive: 

    Dar vita ad un pollaio ? E’ sempre stato un pollaio, non c’è bisogno di dare vita a niente

  • # 22
    pyos
     scrive: 

    Ragazzi, è inutile girarci intorno. In Italia ci vuole la rivoluzione, violenta se necessaria. In tutte le grandi potenze mondiali c’è stata, pacifica e/o non. In Italia no, e si vede. Ma temo che il popolo italiano sia troppo codardo, altrimenti non saremmo arrivati al livello indecente al quale purtroppo siamo ora.

  • # 23
    dtm
     scrive: 

    Discorso populistico una beata fava: tutti si scordano che in sprechi se ne vanno miliardi di euro.
    Rileggetevelo, fa bene.

  • # 24
    densou
     scrive: 

    Alessio, mettiamo che la rete in fibra fosse stata fatta ed in modo impeccabile e copertura capillare. I veri guai si sarebbero presentati dopo :/ e l’infrastruttura rimasta lì a prendere polvere mentre non c’era alcun accordo.

    La cosa più triste è i collegamenti in fibra già esistono e collegano molti capoluoghi di provincia tra loro. Vuoi l’ennesimo esempio infelice ? Anni or sono s’era costituito un nuovo operatore a capitale MISTO per rendere la regione EMR cablata in fibra SIA per privati che per il resto.

    I lavori nelle località principali (molto abitate) furono tranquillamente svolti in accordo con i vari enti locali, ricordo ancora il cantiere sul marciapiedi di una via importante a poche centiaia di mt da me.

    Poi di punto in bianco, la società è andata in malora non si sa come, privatizzata completamente, e senza più possibilità ai mortali di usufruire della suddetta 10M ma solo coloro con partita iva minimo (a prezzi esorbitanti rispetto ad una ADSL canonica business CON BANDA GARANTITA). Solo università e collegate al comune/provincia ne usufruiscono or ora. Per i privati fu dato il nulla osta a Fastweb in quanto prima non operava in Romagna, ma ovviamente l’utilizzo di fibra già pronta chiavi-in-mano le fu negato. :(

    Siamo i pagliacci del mondo ? Si e la colpa è solo nostra, che preferiamo volentieri suicidarci piuttosto che aiutarci tra noi. http://www.youtube.com/watch?v=rk2qGRp5k6Q

  • # 25
    david
     scrive: 

    belle parole,
    dimentichi
    che in italia ci sono 100 miliardi di evasione anno.
    che l’artigiano medio (non lo sfigato del tuo esempio) magari guadagna il doppio o il triplo degli studi di settore e con mezzucci vari pagherà solo il minimo possibile (il minimo degli studi di settore)…
    E non bisogna andare troppo lontano per trovare l’evasione…

    Poi il resto che dici, in teoria è tutto vero

  • # 26
    david
     scrive: 

    ops
    rivolto al commento 17

  • # 27
    [D]
     scrive: 

    >> magari guadagna il doppio o il triplo degli studi di settore e con mezzucci vari pagherà

    Dimostralo che guadagna veramente così tanto. Comincia a rimandare in giro i finanzieri a fare controlli reali sul territorio, eventualmente con metodi simili a quelli di striscia e le iene (classica trappola nell’appartamento della vecchia) invece di pagare il divino otelma che si mette a sparare numeri a caso.
    Spiegami da quale orifizio escono certe cifre quando, se si seguono le regole, non è possibile avere da subito un certo numero critico di clienti e quindi un guadagno di un certo livello.
    Se si seguono le regole ho detto, perchè quando ai tempi ho chiesto numi a riguardo prima alla associazione commercianti e poi direttamente all’ufficio delle entrate, entrambi mi risposero che prima si era costretti a cominciare in nero e poi chissà.
    Ma allora se questa è la base per cominciare, se una persona comincia in nero e si trova bene, spiegami per quale assurda ragione questa dovrebbe svegliarsi un mattino e dire “mi metto in regola”.
    La morale è che se cominci in regola sei oramai identificato e tampinato fino a morire mentre se fai lo “zingaro”, completamente al buio, nessuno ti nota e vai avanti felice.

    Questo è il risultato dei studi di settore: problemi a non finire per gli onesti e goduria per tutti gli altri. Seguono poi gli onesti che poco per volta cominciano a diventare disonesti pure loro e tutto si mette sempre peggio, questo per non sottrarre privilegi a caste di ladri.

  • # 28
    phabio76
     scrive: 

    Volevo solo dire che il post in questione è più da WIRED (italia) che da AP… forse nutro un’immotivata antipatia nei confronti del lettore medio di quella rivista, del geek socialmente impegnato che acquista solo prodotti “green” e parla a vanvera di cose che non capisce ma vuole fare il figo…

  • # 29
    umbriel
     scrive: 

    Condivido il senso dell’articolo. Vorrei specificare però che il confronto tra il debito pubblico e il potenziale investimento citato potrebbe esser valido in un paese avanzato tipo Francia o UK non in un paese formalmente in mano al clientelismo (quando non in balia di palese attività criminale) che non è in grado di programmare un piano di sviluppo energetico o di smaltimento dei rifiuti. Vaste aree in alcune regioni del paese non hanno le infrastrutture necessarie per garantire acqua potabile (per non citare forme di assistenza civili come gli asili nido, le garanzie per le categorie svantaggiate, gli investimenti per il mercato del lavoro dei giovani, l’istruzione, la ricerca scientifica, ecc, ecc, ecc.).
    Un malato terminale di cancro non si preoccupa più se ha i calcoli ai reni. Sinceramente l’italia non ha come problema prioritario i l digital divide.

  • # 30
    homero
     scrive: 

    concordo con l’articolo, in quanto il digitale terrestre è un sistema obsoleto prima di nascere…..

    …basti pensare che la romania che di certo non brilla per evoluzione tecnologica ha la tv via cavo da 20 anni e su quello stesso cavo oggi ci arriva anche l’internet….

    il problema del debito pubblico è in realtà un problema di carenza atavica della politica italiana che ha radici lontane basti vedere il film “gli onorevoli” con Toto’ e peppino del 1963 per capire quanti decenni di mala politica abbiamo alle spalle….
    oggigiorno la televisione andrebbe eliminata ed il canone della rai indirizzato verso le nuove tecnologie digitali….che non sono solamente la fibra ottica ma anche ad esempio il lancio di nuovi satelliti geostazionari per il controllo del flusso dati on air….o sistemi di gestione del segnale digitale video/media per i quali dipendiamo interamente dall’estero…

    purtroppo hanno centralizzato tutto e tutto e vincolato alle lobbi nazionali ed internazionali tronchetti, benetton, geronzi, marcegaglia, agnelli, berlusconi….si stannomangiando l’italia….si sono già mangiati la telecom…cosa pretendete….

    inneggiare alla sommossa non serve a nulla……..marconi inveto’ la radio e in italia reputarono la cosa inutile…

    figuriamoci oggi che i marconi sono all’estero…

  • # 31
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ phabio
    Ti assicuro che l’antipatia per i “digerati”, consumisti comunisti e relativa progenie è totalmente condivisa, fin dagli anni ’90.
    Sul pezzo di oggi lo stile è certo un po’ diverso dal solito, ma non certo ex cathedra come spesso altrove.

  • # 32
    umbriel
     scrive: 

    @Alessio di Domizio

    Mi sfugge la definizione di “consumista comunista”.
    “Fin dagli anni 90′” poi mi è concetto ancora più oscuro (considerando che il muro di Berlino è caduto nel 1989).
    Vorrei poi, senza esagerare, far notare che, forse (dico forse) un operaio degli anni 70′ che andava a lavorare (senza entrare nello specifico delle convinzioni ideologiche) aveva più strumenti di giudizio circa la società in cui viveva rispetto a un decerebrato da televisione di oggi che già è molto se trova la strada di casa la sera quando rientra.
    Pasolini l’aveva capito decenni fa. Noi qui ancora discutiamo di comunisti e anti comunisti invece che di dissoluzione delle capacità di giudizio (la definizione che hai dato è appunto, senza offesa, un po’ semplicistica).

  • # 33
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ umbriel
    Non ho problemi pregiudiziali con la sinistra, la mia definizione “consumista comunista”, idiota e gioconda quanto vuoi, è riferita a quella categoria di personaggi che da un lato ostentano sensibilità e coscienza per le contraddizioni della società e i problemi ambientali, e dall’altro, con un consumismo patologico, alimentano quella spirale che giustifica in buona parte l’aggravarsi delle une e degli altri.

    “Fin dagli anni ’90” significa che è negli anni ’90 che si sono affacciati, per la sventura dei più, i cd. digerati sul palcoscenico tecnologico, seguiti con qualche lustro di ritardo dagli equivalenti all’amatriciana.

  • # 34
    Giovanni
     scrive: 

    Quanto affermato è sicuramente provocatorio e, certo, può essere considerato populista o qualunquista… accostare la tragica situazione economica e sociale del nostro paese ad una ulteriore perdita di un grande occasione di innovazione (o semplicemente adeguamento) in ambito IT lo trovo consono a questo luogo e condivido tutte le riflessioni negative sulla qualità della classe dirigente (ai politici, i peggiori, assocerei almeno gli imprenditori che sono in grandissima parte conniventi).

    Per quanto provocatorio però, il raffronto con questioni concrete aiuta a dare il senso della misura del baratro su cui ci stiamo affacciando: siamo a tutti gli effetti ingabbiati da un sistema fallimentare e propagandistico che, a quanto pare, lascia ben poche vie di scampo! (o anche questo è disfattismo qualunquista?)

    Perciò, @DiDomizio, ben vengano anche provocazioni di questo genere… e meglio ancora se infiammano gli animi!

    Saluti

  • # 35
    smoke.kills
     scrive: 

    beh ragionare con il proprio cervello è già un bel passo avanti :) bene chi più chi meno ha preso atto della situazione odierna, che si fa?

    Perchè “stiamo” sempre a criticare il sistema, ma poi a conti fatti ognuno pensa ai propri interessi?

    Ps: La Bandiera italiana posta in evidenza nell’articolo rende bene il concetto, ma non solo rilegato alla classe dirigente politica,bensì ad ogni cranio che vive in questo paese,delle banane ovviamente :)

    prendete la mia provocazione com’è, fatevi un piccolo esame di coscienza, e poi agite di conseguenza.. se i più si incontreranno forse qualcosa di buono uscirà,altrimenti rimarremo nel mondo digitale isolati nelle nostre case e nei nostri pensieri,senza concludere un emerito niente.

  • # 36
    homero
     scrive: 

    “Mi sfugge la definizione di “consumista comunista””

    è una definizione quanto mai azzeccata:

    “consumista comunista” è in genere un pseudo intellettuale(danaroso o neo danaroso) che si professa di sinistra che decanta per ore la lotta contro le divisioni sociali, ma vive una vita comoda, indossando e cercando oggetti tipici dell’economia di consumo, non facendosi mancare numerose vacanze “solidali” intra-annuali e magari avendo anche una bella barca da diporto o a vela su cui passare le oziose giornate estive…

    un esempio è ben tratteggiato nel film “gli onorevoli” con toto’ e peppino del 1963 in cui si vede che dopo un libro di successo un comunista consumista acquista una spider…

    ci sono molti conduttori televisi italiani molto famosi che rientrano a pieno titolo in questa categoria….
    a porto torres sono rimasto di sasso quando ho visto ormeggiare una barca a vela di 15 metri che apparteneva a questi tizi che pur essendo comunisti…di fatto non erano diversi da gli altri industriali che vivevano li’ solo che questi ci fanno la morale ogni giorno….

  • # 37
    Giovanni
     scrive: 

    Aldilà dell’espressione “infelice” anch’io condivido, almeno in parte, la definizione di “comunista consumista” anche se, devo ammettere, purtroppo rientra negli schemi propagandistici promossi dal sistema di potere negli ultimi quindici anni (per la cronaca: è stato Berlusconi a rispolverare la definizione di comunista, ma anche di liberista, proprio quando la storia ne aveva sancito il definitivo termine epocale). Pertanto, poiché non le è richiesta la precisa coerenza logica e razionale, la definizione è evocativa e riesce ad identificare un preciso genere di atteggiamento e di categoria sociale come ha anche chiarito @homero.

    il problema è che esiste (non tanto come nel ventennio, ma piuttosto come all’epoca dell rivoluzione francese!!!) un’ampia classe di ricchissimi e arroganti privilegiati costituita da politici (per primi e tutti senza distinzione di parte), intellettuali, “gentaglia” di spettacolo (vip?), imprenditori, dirigenti pubblici, professionisti, mafiosi e collusi con la mafia… che ha perso definitivamente ogni rapporto concreto con la realtà del quotidiano ed i problemi del paese.
    L’opinione pubblica è una riserva a cui rifilare prodotti e da cui, quando serve, raccogliere denaro da spartirsi, chiedere sacrifici in cambio di qualche favore (clientelismo) e soprattutto consensi per dare l’apparenza di sistema democratico e giustificare con la parola “volontà del cittadino” qualsiasi porcata!

    certo, è molto facile tacciare quanto ho detto di qualunquismo, di posizione alla “Grillo”, di disfattismo… però sfido chiunque a dimostrarmi il contrario. Un politico, per esempio, si “trasforma” in zombie appena dopo il “livello sindaco”. Se passa consigliere provinciale già è con il piede nella fossa e diventa un personaggio pericoloso!

    @smoke.kills, tu chiedi perché invece di stare qui a parlare e piangerci addosso oppure, peggio ancora, a farci i “cazzi nostri”, non alziamo il culo?… il problema del mio atteggiamento è che, superata la critica qualunquista, la sua prima declinazione è sicuramente la violenza… e questa prospettiva, francamente, mi spaventa moltissimo: non certo perché sono un codardo, ma perché la violenza è ingovernabile e, ancor più, territorio di chi ha più potere!

    Buona giornata (Ven17)

  • # 38
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Giovanni
    L’autore di questa infelice espressione però ha problemi pregiudiziali col consumismo sfrenato più che con qualsivoglia ideologia, di destra o di sinistra (o quel che ne resta…) :-)

    Lo preciso perché ci tengo a non confondermi con chi predica pro domo sua che chi non abbraccia il liberismo più selvaggio, competitivo e interessato debba per coerenza vivere di elemosina.

    Chiuso l’OT.

  • # 39
    Andrea R
     scrive: 

    Il meccanismo del debito pubblico è una truffa. Sappiate che finiamo schiavi noi e i nostri figli per ripagare il debito. Tra l’altro pagarlo uno volta con l’inflazione lo facciamo subito. Poi dopo dobbiamo proprio pagarlo una seconda volta e con gli interessi, quindi quasi una terza.

    Alessio, se ragioni in termini di soldi non coglierai mai il vero marciume di questo schema del debito pubblico. In uno stato non ci sono soldi, ma risorse. I soldi sono una invenzione. In Italia abbiamo i talenti e le risorse per farla la tua rete in fibra quando vogliamo. Lo stato potrebbe finanziare tutte le opere che vuole se gestisse la moneta correttamente.
    Ma nessuno sa neanche cosa sono i soldi. Basta provare a chiederlo e ti scambiano un credito con un patrimonio. Così crediamo che la politica sia fondamentalmente una questione di budget e non ci accorgiamo che ogni anno ci rubano ricchezza con l’inflazione e la tassazione. Ora la pressione fiscale è sul 50%. Siamo tornati alla mezzadria e non se ne è accorto nessuno.

    Il denaro è uno strumento finanziario di credito, incondizionatamente trasferibile, redimibile in beni e servizi (in ultima analisi lavoro umano) dell’economia futura. Il denaro entra in esistenza con l’indebitamento di qualcuno, ma non c’è un modo di terminare il suo valore quando i beni futuri che rappresentava vengono forniti.
    Inoltre le banche su un credito emettono un altro credito, facendo sì che il denaro sia sempre troppo abbondante in certi momenti e troppo scarso in altri.
    Lo stato potrebbe ripagare il debito pubblico solo togliendo il potere alle banche di creare denaro, immettendo direttamente tutto il denaro che deve circolare.

    Io ci ho messo un paio di anni a capire queste cose e spero che chi non capisce questo penultimo paragrafo, cerchi di approfondire, perchè si tratta della più grande truffa mai organizzata, un furto del mondo intero quasi.

  • # 40
    Giovanni
     scrive: 

    @DiDomizio
    eheheh… forse non ti ricordi di precedenti post, ma voglio assicurarti che è proprio nei confronti della logica consumista che, neppure io, mi faccio mancare fortissimi atteggiamenti di pregiudizio… e, ovviamente proprio grazie a questo, i “lobotomizzati” (consumisti compulsivi) mi classificano immancabilmente nell’area di sinistra seguendo i loro precisi schemi mentali deficenti!

    Ciao

  • # 41
    densou
     scrive: 

    quoto in toto il commento #35.
    @Giovanni
    ha ragione smoke, hai preso in esempio la ‘violenza’ solo come scusante per rimanere lì a poltrire. Di metodi alternativi se ne sono visti in passato (la storia insegna, mai aperto un libro al riguardo?) e non è necessario “scalfire” qualcuno per migliorare le cose. <> e se non sei disposto a mettere in gioco la tua stessa pelle resta pure a casa, quello sarebbe il modo per dimostrare che chi è la parte infantile & vigliacca.

    @Andrea R
    come si dice: ‘Il vero ladro è colui che fonda una banca’ o qualcosa del genere :P

  • # 42
    phabio76
     scrive: 

    Ecco, i “digerati all’amatriciana” sarebbe un buon spunto per il prossimo post.

  • # 43
    umbriel
     scrive: 

    @Andrea R

    Sono perfettamente d’accordo con il tuo commento. Tuttavia la dicotomia “denaro” “lavoro” (dovrebbero far studiare Marx alle scuole superiori nella parte di analisi prettamente economica a prescindere, ancora una volta, dall’ideologia) mi pare non contempli il terzo escluso e cioè le attività finanziarie. La truffa che citi è attuata attraverso il meccanismo finanziario che esula dal rapporto tra denaro e lavoro classicamente definito fin dall’inzio della rivoluzione industriale.
    Questo, credo, rappresenta una delle basi fondanti della crisi di identità direi globale (per l’occidente) dei lavoratori operai ormai trasfigurati in consumatori di beni e servizi. Vivi lavora e consuma.

  • # 44
    yankeeone
     scrive: 

    al #25
    arrivo un pò in ritardo, però mi sento offeso da certe affermazioni:
    si vede spesso accusare di evasione gli artigiani ed i liberi professionisti pensando che la loro libertà di investimento e gestione del lavoro li porti ad essere dei ladri.
    Infatti per la mentalità media italiana il libero professionista è un ladro……
    Ecco, bel discorso da comunista demente….. (odio fascisti e comunisti, e penso che l’italia potrà rinascere SOLO dopo aver estirpato questo vecchio legame).
    Vedo spesso operai che fanno il loro lavoro onestamente ed il fine settimana vanno a fare parrucchieri o giardinieri per “racimolare qualche soldo”, e chi tali lavori li fà per vivere????? vi sembra giusto????
    Questo è solo un esempio, ma la cassa integrazione???? lo stipendio in malattia????
    Se uno che lavora in proprio si ammala o ha un infortunio nessuno lo paga nel tempo di inattività!
    quando torna a casa deve fare i bilanci e vedersi con guadagni e ricavati e vedere cosa torna o non torna (se nn vuole spendere soldi per commercialisti & co), mentre l’operaio ha il tempo di svagarsi…..
    lui è responsabile di se stesso, E LO STATO GLI DICE QUANTO EGLI DEVE GUADAGNARE!!! E SU CIÒ DEVE PAGARE LE TASSE!!!!
    ma secondo voi un elettricista di Santa Croce Sull’arno ha gli stessi movimenti di un elettricista di Firenze?????
    Chi ha il cervello per ragionare ragioni…
    Sono OT e lo riconosco, ma sono stufo di vedere questa mentalità filo comunista…. Non voglio comunque ribaltare la padella, dicendo che gli operai sono demoni, però anche loro hanno le possibilità di “rubare” e lo possono fare anche più facilmente, e soprattutto SONO PIU’ DIFESI.
    FINE OT

  • # 45
    Giovanni
     scrive: 

    @densou
    Certo, si può dire tutto ed il contrario di tutto! Anche sostenere che non si vuole la violenza, per vigliaccheria, sapendo infatti che i più condividerebbero questa scelta.
    Ho specificato che la soluzione violenta, razionalmente, non consisterebbe in una scelta intelligente per almeno due motivi: genera una situazione di caos che rende indeterminabile la parte vincente e, in genere, chi ha soldi e potere determina le sorti e convoglia gli interessi.

    Libri di storia, oltre ad averne aperti ne ho anche letti (sono appassionato di storia) ma mi pare che le soluzioni violente tendano a soverchiare di gran lunga tutte le altre! per questo mi sono concesso la libertà di fare un appunto in tal senso (anche alla luce di episodi come quelli della Grecia e… di Roma).
    Dal canto mio cerco di mantenere senso critico, di responsabilità e autodisciplina per comportarmi con coerenza. Purtroppo però, ritengo che gli strumenti democratici (come il voto), ci siano stati poco alla volta espropriati!

    Ciao

  • # 46
    Fabio
     scrive: 

    Concordo con Phabio76 sull’articolo, non c’è nulla di tecnico e interessante se non la solita storia trita e ritrita dei debiti d’Italia, però colgo l’occasione per gettar legna sul fuoco ed aprire una porta:
    volete una rivoluzione? e che rivoluzione fareste? non credo abbiate capito che il problema non è la classe dirigente, quella è solo una facciata. Il sistema economico è fondato sul debito, il concetto di pil che deve essere sempre in crescita ne è una palese dimostrazione; sono le banche e il sistema creditizio il vero cancro dell’umanità, il loro fare i soldi senza un valore aggiunto, volete cambiare qualcosa? non fissatevi sul tipo di stato o sul politicante da tirar giù, quello ci sarà sempre. Alcune, se non molte, crisi sono state innescate di proposito in passato dagli stessi grandi banchieri… E le guerre? indovinate un po’ chi ci guadagna di più dalle guerre (risposta: le banche)
    ma non vi sembra strano che con tutte le tecnologie, alcune guerre fatte a dei uomini nelle caverne non finiscano mai (afganistan)? sono guerre fatte per essere mantenute!
    Cacchio… ma è così difficile accorgersi che un presidente americano ispirato da buoni ideali poi si trova obbligato a stare sotto poteri più grandi di lui?
    mah…

  • # 47
    smoke.kills
     scrive: 

    @ giovanni, si possono ottenere dei risultati anche senza violenza :) ma come diceva il Manzoni la massa è bue :) purtroppo i più sono stati indottrinati a dovere o incastrati economicamente in modo da non potersi permettere nemmeno un semplice sciopero… ma la vità è una partita a scacchi chissà :)

  • # 48
    Giovanni
     scrive: 

    Non capisco perché sono stato interpretato (male) come istigatore alla violenza! Ho solo detto che uno “scivolone” in questa direzione, purtroppo, è tutt’altro che improbabile. Ho aggiunto che in questo caso sarebbe, razionalmente, la cosa più grave e meno condivisibile seppure oggettivamente realistica.

    @smoke.kills… hai ragione, chissà, in questa partita a scacchi sarebbe opportuno che ognuno, singolarmente, aprisse gli occhi e mantenesse una propria posizione coerente con la possibilità di uno sviluppo sostenibile. Ecco che torna l’argomento del post, perché ritengo che la tecnologia (e la cultura, altri sgambetti che questo stato poco lungimirante ci regala) possa essere uno strumento valido per scardinare la situazione precaria a cui ci hanno costretto a… sopravvivere.

    Ciao

  • # 49
    densou
     scrive: 

    no no, io non mi riferivo a te esplicitamente come istigatore, ma solo – in modo generico, indiretto quindi – come ennesima persona italica, la quale fa della propria filosofia ‘me ne resto sul divano altrimenti esplodo ed sparo a tutto e tutti’. ;)

    La colpa o è di tutti noi o di nessun altro eh :)

  • # 50
    smoke.kills
     scrive: 

    @Giovanni

    ;)

  • # 51
    homero
     scrive: 

    l’articolo è quanto mai azzeccato….in quanto parlare di infrastruttura è oggi una bestemmia in italia…se la salerno reggiocalabria o la messinaparlemo da 40 anni aspettano di essere completate…e se il digitale terrestre costato miliardi di euro è un aborto…tutti i soldi spesi sarebbero serviti a cablare con figra a 100gbit l’italia intera e a lanciare una decina di satelliti per il collegamento onAIR….insomma il problema sollevato dall’articolista è tutt’altro che secondario e benchè il paragone con il debito pubblico sia alquanto sopradimensionato, risulta importante supportare questo modo di pensare….adesso la prossima battaglia sarà sull’assegnazione delle vecchie frequenze analogiche della tv….queste potrebbero tranquillamente essere usate per sopperire al digital divide di alcune zone dell’italia….invece andranno in mano ai soliti noti….
    a questo punto bisogna lottare e resistere.

  • # 52
    Giovanni
     scrive: 

    @densou
    …e poi, il tuo discorso è analogamente qualunquista!

    Sinceramente io non mi sento particolarmente colpevole e responsabile: la colpa non è di tutti noi, ma di qualcuno in particolare!

    Dal canto mio, non sono sempre rimasto sul divano o davanti al computer a piangermi addosso! Quando ero al liceo sono sceso in piazza anch’io (abbiamo fatto anche due occupazioni!),adesso ho quarant’anni e ho partecipato più volte alla politica attiva (seppure a livello locale ed il mio era un comune piccolo perciò ho potuto fare, almeno una volta, anche il consigliere)… alcune cose le ho viste da dentro e dei problemi più generali del paese, oltre ad interessarmene tutt’ora, ne ho discusso animatamente facendomene una mia idea. Se poi le cose mi hanno schifato questo è un altro discorso: ma non credere che tutti siano responsabili, certi establishment di potere sono intoccabili e ci puoi entrarci solo scendendo a patti che, se hai un minimo di mestica, non sei disposto ad accettare. Non illudiamoci che il sistema si possa cambiare da dentro!

    Le carenze infrstrutturali di cui soffriamo in ogni settore sono il risultato di decenni di scelte sbagliate (condizionate) e spartizioni politiche. Per risolvere le questioni serviranno intere generazioni, ma prima o poi qualche scelta giusta e razionale bisognerà pur incominciare a farla! Invece…. oggi poi, mancano anche i soldi, per cui “buonanotte”!!!

    Ciao

  • # 53
    Giovanni
     scrive: 

    alcuni errori nella foga…

    mestica = etica
    e ci puoi entrarci solo = e ci puoi entrare (oppure …e puoi entrarci…)

    Saluti

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