di  -  mercoledì 16 aprile 2008

descrizione del brevettoC’è un curioso brevetto internazionale che è arrivato ai miei occhi: all’università della California due ricercatori, Kambiz Salari e Jason Ortega, sostengono che l’applicazione di un ventilatore sul retro di una motrice è in grado di far risparmiare carburante durante un viaggio di trasporto. E ne sono talmente certi da chiedere un brevetto internazionale.

Concettualmente molto semplice, il brevetto consiste in un sistema per ridurre il carico aerodinamico di un veicolo con alto fattore di penetrazione Cx. Il sistema comprende una centralina elettronica per il controllo della ventola, una alimentazione e una ventola della forma e dimensione del retro del veicolo.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare la ventola non assolve a una funzione di spinta del veicolo, bensì contribuisce a ridurre i vortici d’aria che si creano al passaggio della motrice, e che letteralmente “risucchiano” all’indietro l’intero camion, provocando una resistenza all’avanzata e quindi un consumo maggiore di carburante.

Come esposto in testa all’articolo i due ricercatori e il loro team sono abbastanza certi che questa soluzione sia in grado di produrre risultati significativi, anche se in realtà il brevetto non riporta alcun dato in questo senso. Io sono cosciente che il fattore aerodinamico gioca un ruolo fondamentale nel consumo di carburante, ma sono abbastanza scettico che una soluzione di questo tipo possa produrre risultati degni di nota, soprattutto quando alla motrice è poi attaccato un rimorchio che sposta il problema dei vortici di molti metri più indietro. Ovviamente io tifo per il trasporto su rotaia, ma m’interessa sapere cosa ne pensate voi di questo “ventilatore”…

11 Commenti »

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  • # 1
    andrea
     scrive: 

    Inutile nel traffico (dove i consumi sono di gran lunga più elevati) e spostando aria in quel modo aumenti la resistenza al veicolo dietro. In una ipotetica colonna di macchine (situazione praticamente onnipresente) nessuno risparmia niente, tranne forse il primo della colonna.

    Senza citare i problemi di sicurezza, il peso dell’atrezzatura e la potenza tolta al motore e non ultimo il prezzo; presumo esso sia ammortizzabile solo in svariati anni, chilometri annui elevati ed esclusivamente in ambiente extraurbano.

    Ma se son così convinti mi sbaglierò io.. mha.

  • # 2
    Pierluigi
     scrive: 

    Che lo stesso effetto si può ottenere aggiungendo dietro una appendice sagomata in maniera aerodinamica, e magari facendo le motrici a forma meno rettangolare. Centraline, ventole… solo una complicazione inutile secondo me

  • # 3
    Ilruz
     scrive: 

    Pierluigi ha centrato esattamente il punto – per abbassare il carico aereodinamico e’ sufficente fare una “coda a goccia”, senza ventole o orpelli elettrici.

    Una vettura di Formula uno, anni fa, aveva una ventola assiale collegata direttamente al motore (!!!), per estrarre l’aria da sotto la scocca. Ma scoprirono poi che basta creare dei fori di scarico “da sopra” che si ottenevano depressioni paragonabili e senza consumare cavalli.

    L’aereodinamica e’ una scienza “quasi” esatta :D

  • # 4
    mapucc
     scrive: 

    La coda a goccia alleggerisce il carico aerodinamico ma ha un grosso problema: genera una portanza nella parte posteriore del veicolo che alleggerisce il carico sull’asse posteriore e di conseguenza la stabilita’.
    Per contrastare questo, si usa un piccolo spoiler sopra il vetro posteriore che serve a rompere il flusso e a distruggere questa portanza (non come in F1 che serve a creare una portanza verso il basso a spese di resistenza).
    Ad ogni modo…per stare in colonna, non fa alcuna differenza…

  • # 5
    May81
     scrive: 

    la soluzione proposta mi sembra alquanto grezza tuttavia getti di aria per staccare il flusso dal retrotreno credo che possano aiutare a consumare meno, soprattutto in autostrada.
    Ricordo un prototipo della citroen con delle fessure sul tetto che emettevano aria compressa proprio per diminuire la resistenza aerodinamica.
    In futuro con l’avvento della trazione elettrica alimentata a batterie sarà fondamentale ridurre al minimo ogni tipo di resistenza all’avanzamento per aumentare l’autonomia nei viaggi ad andatura sostenuta.

  • # 6
    Pierluigi
     scrive: 

    A parte che per ridurre la resistenza aerodinamica bisogna tenere il flusso il più aderente possibile alle pareti solide, al massimo bisogna evitare che si crei la cosiddetta turbolenza. Comunque ho letto un pò quel che viene detto sul brevetto e devo dire che è un pò aria fritta nel senso che quello che c’è scritto me lo ha detto pure il mio insegnante di aerodinamica, nel senso che è un fatto che sanno tutti quelli che hanno studiato un pò nel settore. In ogni caso ci sono tante di quelle soluzioni “passive” che si possono adottare che spendere soldi per spenderne altri per farla funzionare (l’elettricità per il sistema ad esempio credo la si trarrà dal motore stesso) per la mia idea di progresso è assurda. Dovrebbero smettere però di lasciare brevettare idee (cioè avrebbero dovuto presentare un sistema funzionante montato e completo, non una modalità generica di riduzione di resistenza aerodinamica, che ripeto è di dominio pubblico)

  • # 7
    Fx
     scrive: 

    Si sta parlando di aria fritta, bisogna vedere dati alla mano. Sicuramente una motrice (priva perciò del rimorchio) ha un profilo aerodinamico pessimo e pertanto può essere facilmente migliorato, una buona soluzione è quella di modellare il posteriore (come già suggerito) in modo opportuno ma si scontra con la poca praticità della cosa essendo che lì ci deve finire il rimorchio… pertanto l’idea può avere un senso, basta che il bilancio tra benefici e costi (sia energetici che economici) sia positivo…

    Prima di essere pessimisti o disfattisti in tal senso si tenga solo conto che la / le ventole posteriori non servono nè a spingere nè devono andare alla stessa velocità dell’aria circostante; la loro funzione è quella di diminuire la turbolenza e pertanto non è detto che serva questo gran che per riuscirci: bisogna vedere in pratica prima di poter giudicare. A livello teorico sicuramente ha un senso (a differenza di una grande quantità di brevetti), ripeto, è tutta una questione di bilanci.

    Se caso ho un altro motivo di perplessità, ovvero che nel migliore dei casi questa tecnologia avrebbe un’utilità solo nei trasferimenti senza rimorchio (si, si potrebbe applicare ugualmente mettendo le ventole in fondo al rimorchio ma quando vai in giro con 250 quintali di roba a 90 all’ora gli attriti aerodinamici influiscono percentualmente in modo trascurabile) e per di più per lunghe tratte a velocità sostenuta, ovvero in condizioni decisamente inusuali per una motrice.

  • # 8
    qusimano
     scrive: 

    http://it.youtube.com/watch?v=1d7iR72UVh4

    1978

  • # 9
    nuccio
     scrive: 

    Nulla si crea e nulla si distrugge: ciò che si risparmia nella riduzione dei vortici di scia si consuma per far funzionare la ventola + tutte le dissipazioni che ci sono ad ogni passaggio (motore>alternatore>motore eletttico>resistenza aerodinamica ventola>etc).
    es.: avete presente quando fate funzionare l’aria condizionata in auto?

  • # 10
    Vittorio
     scrive: 

    Mi ricordo che negli anni ’60 la Chaparral (vettura USA “chiusa”, i.e. tipo Gran Turismo) aveva adottato una ventola posteriore per gli stessi motivi, ma la soluzione fu vietata perchè danneggiava le altre vetture (anche per la polvere ed i detriti che mandava all’indietro)

  • # 11
    kekko
     scrive: 

    è spettacolare , me ne servirebbe una.

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