di  -  giovedì 9 dicembre 2010

Ammetto che il titolo di questo post potrebbe sembrare eccessivo e provocatorio, soprattutto per coloro che di mestiere fanno i negozianti online, ma vi prego di arrivare in fondo a questo post prima di esprimere giudizi.

Premetto che sono sempre stato un’entusiasta dell’e-commerce. E’ da ormai 15 anni che effettuo acquisti online, da quando coloro svolgevano questo genere di attività in Italia si potevano contare sulle dita di una mano probabilmente.

Cosa mi ha spinto a cercare la soluzione dell’acquisto online? All’epoca compravo molto spesso hardware per fare ciò che un appassionato di computer adora fare: aggiornare il proprio sistema per mantenerlo sempre al passo con i tempi. Naturalmente come molti avevo il mio negoziante di fiducia che mi riforniva in questa frenetica attività.

Un bel giorno, tuttavia, seppi che aveva aperto un sito di e-commerce con prezzi sensibilmente inferiori e, da giovane adolescente squattrinato quale ero, il fattore economico assumeva una rilevanza strategica: perché spendere i miei soldi nel negozio sotto casa se alla stessa cifra potevo avere un processore più potente?

Fu subito evidente che il classico negozio di informatica non poteva competere con un portale online per il semplice fatto che, facendo magazzino, i suoi prezzi erano sempre superiori in un mercato come quello delle componenti informatiche dove ci sono ribassi con cadenza quasi settimanale. Poi naturalmente esistono altri elementi che portano la gestione di un negozio fisico ad essere più costosa rispetto a quella di un portale online, soprattutto in relazione al numero di potenziali clienti, ma non è questo un aspetto che mi interessa approfondire in questa sede.

Proviamo adesso a fare un parallelo tra un negozio e un sito di e-commerce. Chi ha un negozio deve aprirlo, pulirlo, arredarlo e renderlo accogliente per i propri clienti tutti i giorni, oltre a dover naturalmente fare il venditore: parlare con i propri clienti, mostrargli la merce, convincerli ad effettuare l’acquisto, ecc…

E chi ha un sito di e-commerce che fa? Mi sono sempre chiesto come funzionasse in termini organizzativi questo tipo di commercio e mi sono sempre immaginato che in molte realtà dovesse esserci un’organizzazione complessa dal punto di vista amministrativo/logistico. Recentemente ho avuto l’occasione di lavorare ad un progetto di e-commerce, addentrandomi nelle problematiche della sua gestione e sapete cosa ho scoperto? Che, almeno nel caso specifico che ho conosciuto, la gestione logistica è essenzialmente nulla. Il sito di e-commerce è una specie di fredda vetrina del suo fornitore: quando arriva un ordine, questo viene girato al fornitore che lo impacchetta e lo spedisce per conto del sito di e-commerce. Tutto qui.

Mi rendo conto che il caso da me vissuto sicuramente non rappresenta il modello di tutti i siti di e-commerce (immagino dipenda anche dal tipo di merce trattata), ma devo ammettere di aver provato un senso di desolazione quando ho capito come funzionava.

Nel complesso, quindi, chi vuole fare oggi il mestiere del venditore, che qualità deve avere? Fino a qualche anno fa sapersi rapportare alle persone, il fattore umano, era fondamentale. Oggi invece sembra che basti avere un sito web e l’accordo con un fornitore, per poter vendere. Sarà che sto invecchiando e che inizio a fare discorsi da vecchio nonno, ma reputo questa indipendenza dal rapporto interpersonale molto squallida.

La rincorsa all’ottimizzazione delle spese, sia dal punto di vista di chi vende, sia di chi acquista, ha portato all’eliminazione del rapporto umano in un settore, quello commerciale, dove pensavo che questo elemento fosse importante. L’aspetto più triste di questo discorso è che se si è arrivato a questo punto è anche colpa mia, cioè nostra, degli acquirenti, che sono disposti a sacrificare quasi tutto pur di spendere qualche euro in meno.

Alla luce di quanto vi ho esposto, mi auguro che l’e-commerce sia e rimanga una modalità di vendita complementare a quella classica e che quest’ultima resista nel maggior numero di ambiti possibile.

62 Commenti »

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  • # 1
    Andrea2001
     scrive: 

    Certo che l’online elimina il rapporto umano, ma cerchiamo di capire quale tipo di rapporto umano stiamo eliminando….

    – il commesso del mediaworld che ne capisce meno di me?
    – il bottegaio che ti consiglia in base alle giacenze di magazzino che vuole vendere?

    Che valore aggiunto mi danno queste persone? io le elimino senza alcun problema. Ed è questo il punto… sono pochi i venditori in grado di darti un vero valore aggiunto durante la vendita e per questo la gente li fa fuori con facilità. State tranquilli che per i commercianti seri ci sarà sempre lavoro ;)

  • # 2
    Andrea Pagani
     scrive: 

    scusa, ma perchè ti meravigli? Cosa pensavi che ci fosse, dietro a un sito di e-commerce? un finto “vero-negozio” con gli scaffali dai quali il proprietario prende la scheda video (o il libro, o il CD, il DVD, ecc.) lo osserva come fosse un Glenn Grant e, infine, lo imbusta per mandartelo a casa?

    O, come hai scoperto, c’è un (relativamente) semplice sistema logistico e qualche magazziniere che impacchettano sulla base di una schermata o di una stampata?

  • # 3
    [D]
     scrive: 

    Il negozio online descritto nell’articolo è un portale dotato di un plugin che “gira” in automatico gli ordini dal “negozietto” al fornitore e che ovviamente riceve in cambio un aggiornamento costante di descrizioni, foto, quantità e prezzi direttamente dal magazzino. Per fortuna non tutti i negozi online sono così. Causa, prezzo elevato di questi sistemi di connessione (ho sentito dire cifre attorno ai 3000 euro per il solo plugin) molti gestori di questi “negozietti” sono costretti a fare quel lavoro a mano quindi devono studiarsi le descrizioni, devono aggiornarsi le quantità a mano (questo impone anche una scelta dei prodotti da esporre perchè quando si hanno 20 cpu, 50 schede madri, 40 stecche di ram ecc.ecc. si esce pazzi) quindi in un certo senso devono metterci un certo impegno magari pure una passione nel descrivere un prodotto e renderlo attraente.

  • # 4
    Andrea Pagani
     scrive: 

    dipende sempre dal “giro” di merce che hai… se fai 20 spedizioni al mese direi che non ha senso un software dedicato, ma se le spedizioni sono 2000 al giorno i 3000 euro sono un affare! :D

  • # 5
    nat
     scrive: 

    Onestamente non ho mai percepito questa grande perdita, sara’ la mia esperienza personale, ma il negoziante ne sa spesso poco, vuole sempre venderti quello che ha in casa e se non ce l’ha devi stagli alle costole per giorni per fartelo procurare.
    Rinuncio volentieri a questo rapporto personale se ci posso risparmiare.

    Io online acquisto fondamentalmente videogames, inutile dire il risparmio immenso che ho rispetto all’acquisto del medesimo identico gioco da uno shop online inglese rispetto ad un qualsiasi negozio/centro commerciale italiano. In passato mi rivolgevo anch’io ad un negoziante… non di fiducia, ma l’unico disponibile in citta’ per quel genere di articoli, ed era un continuo chiedere, richiamare, sollecitare. Esisteranno anche altri tipi di negozianti, ed in quel caso son ben contento se continuano a lavorare, ma per quanto mi riguarda il risparmio e’ la prima cosa che cerco a parita’ di prodotto che gia’ conosco. Ormai il negozio fisico offre spesso la stessa rigidita’ del negozio online con i prezzi maggiorati, a sto punto ben venga che vadano in fallimento. Le opportunita’ per offrire qualcosa di + ci sarebbero, ma quanti le sfruttano? Quanti si sbattono per offrire extra come servizio, garanzia, disponibilita’? Io non ho mai avuto il piacere di conoscere un negoziante del genere.

  • # 6
    v43
     scrive: 

    bah.. che razza di post!
    quindi i negozi online non vanno bene. perchè? perchè sono antipatici. gran bel ragionare.

  • # 7
    Sèvero
     scrive: 

    Un attimo tu hai toccato con mano un caso di DropShippig, in cui il sito rigira gli ordini al fornitore situazione che si sta diffondendo in alcuni settori ma non generalizzare, comunque a questi negozi spetta l’onere del marketing e del rapporto con il cliente finale il fornitore non avrà mai contatti con il cliente finale.

    Nella realtà non sono tantissimi i negozi gestiti in quel modo in tutti gli altri casi si ha un magazzino con la merce e si gestisce il tutto

  • # 8
    SilverEagle
     scrive: 

    Beh un negozio pieno di guide sugli acquisti con magari dei bei grafici alla tomshardware con recensioni fatte da gente qualificata e tutto sarebbe grandioso, ma tutto ciò costa e farebbe salire il prezzo finale, e visto che tante volte queste informazioni son reperibili gratuitamente l’ utente compra dove costa meno…

    Al momento ciò che fa preferire un negozio a un altro (oltre al prezzo finale) è:

    – la possibilità di evitare le SS se il negozio è vicino
    – la possibilità di fare un ordine solo perchè quel negozio ha tutti gli articoli che ci interessano
    – un eventuale overclock garantito per chi non è capace/non ha voglia

    I negozianti classici ci han sempre insegnato che loro son li per vendere, non per vendere il prodotto migliore per te, a quello ci devi pensare da solo…e così ognuno quando va a comprare sa già cosa vuole, perchè se non lo sa 99/100 compra qualcosa che costa troppo o non gli serve

  • # 9
    Lanfi
     scrive: 

    Scusate ma un negozio online come quello indicato nell’articolo come fa a gestire le rma e fare (un minimo di) assistenza ai clienti?

    Ho sempre pensato che questi negozi online consistessero in una sorta di magazzino con qualche operatore pronto a impacchettare/spacchettare roba e altri pronti a rispondere al telefono e gestire il sito.

  • # 10
    RR2
     scrive: 

    Non credo che il discorso fosse online è antipatico quindi cattivo, semplicemente comprando online non incontri più nessuno. Quando avevo un mio negozietto di fiducia (ora è chiuso) avevo fatto amicizia con il commesso (molto competente e preparato) spesso passavo di li solo per far due chiacchere sull’hardware con lui, o con altri ragazzi che avevano la mia stessa passione. Online risparmio, con i vari “media-euro” ho una discreta scelta di prodotti subito disponibili, ma ho perso chi mi dava buoni consigli e un luogo per far due chiacchere.

  • # 11
    dustin
     scrive: 

    Io acquisto online da più di dieci anni, di tutto, sinceramente pensandoci bene solo abbigliamento e cibo compro nei negozi fisici.
    Solo nelle grandi metropoli ci sono punti vendita validi, con prezzi competitivi anche all’online, ma se eliminiamo queste 4-5 città (in italia), il paragone è improponibile, personale che il più delle volte non fa altro che prendere l’oggetto dallo scaffale(nei rari casi che è fornito), i prezzi sono da viaggio nel tempo, e poi la cosa che fa ridere è che rapprsenta poi il nocciolo dell’articolo, i negozianti tranne che se devi comprare un cavo vga, non fanno altro che ordinarti il pezzo online come benissimamente faccio da solo, e non hanno neanche la furbizia di ricaricarci poco per prendersi un cliente, sparano un 70-80% di ricavo che fanno ridere. Ha aperto un negozio proprio qui a riccione, dove vivo, ho chiesto giusto due prezzi(e non li aveva neanche a terra)per capire, una sapphire 5770 che attualmente sta 90-100euro, mi ha sparato 180 hahaha
    Come i centri commerciali hanno cancellato le salumerie, le macellerie, le mercerie ecc… l’online cancellerà definitivamente tutto il resto…evoluzione

  • # 12
    Itachi
     scrive: 

    scusate ma mi sembra che nessuno stia considerando il fattore principale

    il prezzo

    a me del calore umano non puo fregarmene di meno se per comprare una reflex digitale posso spendere 850 euro in un mediaworld e 650 in un negozio online

    per lo stesso identico oggetto…

    ma scherziamo?

    casomai c’è da capire come fanno a stare in piedi i negozi normali al giorno d’oggi

  • # 13
    Koji Kabuto
     scrive: 

    ciao,
    io sono controcorrente: non compro online. Non me fido e me scazzerebbe spedire via pista pezzi rotti e aspetta con la rabbia che mi monta …

    Poi non è vero che online tutto costa de meno.

    Diciamo che solo i PC e i componenti Hw costano de meno.

    Perchè ad esempio le TV LED, gli Hi-fi, ipod, e altre robette tecno come smartphone costano piu o meno uguale.
    Non voglio fare pubblicità ma al mediaworld o al trony cè stanno prezzi su smartphone e tv bassi come sugli online tipo ekey, prokoo e f2store… certo che i pc convengono online.

    ma continuamo : i portatili ed i netbook costano uguali…

    allora io me faccio un giretto al sabato mattina e me compro il notebook fisico al trony o al mediaworld, che se poi se s rompe glielo riporto e non ho spedizioni e menate simili.
    stessa cosa con i cellulari e le tv.

    online ve capisco solo per i pc desktop. Ma anche su questi ho dei seri dubbi: conviene solo per le macchine de fascia alta o da gaming. chi vuole il pc multimediale con case mini tipo htpc se lo trovi anche ai grandi magazzini…

    ecco perchè i negozi normali stanno in piedi

  • # 14
    Koji Kabuto
     scrive: 

    e concludo dicendo che IMHO non cè nessuno squallore nè nei negozi online ne in quelli fisici.
    e non rompete le balle ai commessi, non sono laureati al politecnico quindi rispettateli.

  • # 15
    SilverEagle
     scrive: 

    galaxy S mediaworld 549€, online 440€
    portatile samsung (non ricordo il modello) 600€ online 700€ saturn

    poi si, ci son ALCUNE cose che costan circa uguali, e durante le offerte alcune cose che costano pure meno, ma la grande distribuzione tipo mediaworld è appunto GRANDE, non ha nulla a che vedere coi negozietti, han un volume di vendita che può garantirgli prezzi bassi.

    Per i case mini ti sfido a trovare qualcosa di carino che non costi uno sfacelo nei centri commerciali…è roba di nicchia, sei costretto a comprarla online, quello che vedo nei centri commerciali è il solito pc desktop per famiglia con scritto QUATTRIGIGGABBYTE DI RAM e quando c’è scritto in piccolo la scheda video, a volte solo la famiglia (es, con scheda radeon…si ma quale?)

    per quanto riguarda portatili e affini da riportare, generalmente quello che fanno è girarlo ai vari centri assistenza facendoti perdere tempo, a sto punto conviene portarli da te…

  • # 16
    Altrove
     scrive: 

    Comprare a MediaWord o on-line non c’è differenza, sono in entrambi i casi totalmente inutili sotto il profilo dell’informazione.

    I commercianti-tecnici ormai sono pochissimi e non danno (giustamente) nessuna informazione perchè quello che sanno è frutto di studi di anni e capacità lavorative.
    E comunquece ne sono parecchi che si spacciano per esperti e non ne sanno una fava.

    Risultato?

    Che la maggior parte di pc e materiale informatico costa poco ma è sotto o male utilizzato dal 99% di utonti, compresi quelli che si sentono grandi tecnici perchè hanno assemblato (malissimo) il loro pc.
    Che se cerchi assistenza prima paghi e poi (forse) te la danno.
    Che se chiedi ad un negozio informatico lumi su una scheda video ti rispondono “se l’hai comprata da loro” e se la risposta è no ti chiedono (giustamente) soldi per l’assistenza.
    Che i forum e gli Ng sono pieni di rinco che non sanno niente, ma si spacciano come grandi informatici.

    Mah …… è come per il mondo classico: la percentuale di totalmente cretini cresce a vista d’occhio, e io direi che se uno scazza sono problemi suoi, no?

  • # 17
    Itachi
     scrive: 

    ma che molti oggetti costino piu o meno uguale non ho dubbi
    ma questo non cambia nulla

    un negozio online dove costi meno che al negozio fisico c’è sempre

    parlando generalmente, è assodato che i negozi online costino meno per tutto (tranquillo che anche cellulari e tv costano molto meno,basta cercare bene)

    poi è vero che spesso i centri commerciali fanno offerte particolari dove si puo risparmiare,magari anche piu che su internet
    e infatti sono il primo che se deve comprare qualcosa si gira bene anche i centri commerciali..ma è difficile beccare l’offerta proprio in quel momento

    poi io mi baso anche sull’esperienza che ho avuto…nell’ultimo hanno ho fatto 2 grossi acquisti

    una tv e una reflex

    il modello di tv che ho scelto veniva circa 800 euro nei negozi…il prezzo piu basso che ho trovato era di 770 euro.
    alla fine presa online a 550…

    un mese fa la reflex…prezzo minimo 850 euro al mediaworld….pagata 650 online

    non prediamoci in giro
    non è una regola sempre valida ovviamente,ma io oggi non entro piu in un negozio sperando veramente di comprare la cosa che cerco li…gia so che al 90% la ordinerò la sera stessa online..

  • # 18
    Simon71
     scrive: 

    Pensate per noi APPLEomani com’è dura la vita!!

    Non possiamo usufruire di sconti online se non quelli dell’Apple Store (ridicoli) o di qualche MediaWorld di turno…quando li fanno…e di solito non superano il 5%…

    Tristesse….

  • # 19
    degac
     scrive: 

    Morale di questo post?

    Dal mio punto di vista la presenza di negozi on-line ha favorito:

    1 – la ‘coscienza’ del cliente: prima ci si affidava al ‘negoziante di fiducia’ (oste com’è il vino… ecc…), ora si può fare un confronto con altri siti on-line, con i pareri dei clienti/consumatori, andare nei negozi con le idee già chiare (perchè si è cercato/visto su internet…)

    2 – la riduzione dei costi di scelta (spostarsi fisicamente da un negozio all’altro, il traffico, la benzina, il tempo perso ecc…)

    3 – il trovare ciò che si cerca e non ciò che il negoziante vuol venderti

    4 – l’aspetto economico: un negozio ‘reale’ deve sicuramente possedere strutture e personale, pagare un certo affitto (perchè magari il negozio è in centro, ecc); un negozio on-line è fondamentalmente un magazzino, con pochi costi di gestione ecc (Amazon ad esempio è un gigantesco magazzino… mi ricordo le foto – anni fa – dei ‘galoppini’ che si muovevano sui pattini a rotelle!)

    Onestamente io non vedo nessuno ‘squallore’ nei negozi on-line, la vedo come una scelta logica e se vogliamo come un aumento del ‘potere di acquisto’ del consumatore, che per secoli nelle teorie economiche è rimasto un fattore poco variabile (=lo prendeva sempre nel di dietro…). Vi ricordate cosa successe all’introduzione della tassa sull’equo compenso in Italia sui CD/DVD? Acquisti in massa da negozi all’estero… un esempio pratico del vantaggio economico e del ‘salto’ della logica di trasferimento delle tasse…. non vendi? No tax…

  • # 20
    Mauri Milano
     scrive: 

    Mah, a me sti super sconti online mi puzzano tantissimo di VAT PLAYER

    http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2034065

    e solo un’esempio ma su google se ne trovano a decine…….

  • # 21
    Flare
     scrive: 

    Il discorso del rapporto umano può essere interessante e secondo me vale ancora, nel post-vendita. È lì che si vede la differenza fra un e-shop e l’altro, secondo me. Il commercio on-line è molto comodo e veloce… fin quando non c’è qualche problema con la merce ordinata. A quel punto puoi ritrovarti con un negozio che è un’impresa anche solo riuscire a contattare, che non risponde alle email, che al telefono devi starci una giornata per trovarlo libero. E poi trovare persone disponibilissime e gentili o veri cafoni o disonesti e le varie vie di mezzo (parlo di commercianti che si rapportano con clienti corretti, altrimenti lo stesso cliente può essere cafone o fare il furbo e il commerciante reagire di conseguenza, anche se comunque ci sono diversi modi di affrontare una situazione).
    Un altro problema la questione dell’RMA e affini. Il pezzo difettoso può tornarti indietro dopo più di un mese (e quindi perdi totalmente l’aspetto velocità), con spese aggiuntive a seconda del negozio (e quindi rischi di perdere anche la convenienza del prezzo) o, a discrezione del negoziante, dopo molto tempo e spese può ritornarti indietro tale e quale dicendo che non è difettoso o che è colpa tua. In un negozio fisico, specialmente quelli grandi, risolvi la questione in pochi minuti (se non c’è fila) andando là. Inoltre ci sono negozianti che rimettono in vendita la merce difettosa, quindi ti può arrivare a casa un prodotto con difetti più o meno seri e talvolta con evidenti segni di essere già stato maneggiato (dopo va a dimostrare che non sei stato tu!). Talvolta se è un pezzo che costa poco e ci sono costi di spedizione a tuo carico per mandarlo indietro, rischi di spendere talmente di più che o lo fai per principio o quasi conviene lasciare perdere. Però dai negozi che trattano male i clienti e/o che mi rifilano la fregatura non compro più, qualunque prezzo mi facciano, quindi peggio per loro.

  • # 22
    Teslaminder
     scrive: 

    Il problema è che il 99 % della gente non sa nemmeno cosa ci sia nel ” cassone ” collegato coi fili allo schermo . Il posto migliore è sempre quello dove ci sia qualcuno che ti possa spiegare cosa fa quella cosa ed eventualmente che ti aiuti ad usarla .

    Se il retail è fatto bene la gente viene a frotte , ad esempio guardate il successo degli apple store , la roba cosat uguale all’online , addirittura su internet si possono fare delle cose in più , eppure la gente li affolla e sono i negozio col più alto fatturato per metro quadro del mondo.

  • # 23
    degac
     scrive: 

    @Flare

    Il fatto è che spesso il servizio POST-VENDITA è assente.
    Esempio pratico: acquisto di un videoregistratore digitale in una catena (senza fare pubblicità) nazionale. Dopo alcuni mesi si blocca, munito di scontrino lo si riporta al negoziante (tempo, spostamento, parcheggio…), lo si convince che esiste un difettto (perchè per definizione il cliente ha sbagliato qualcosa…) – altro tempo, circa mezzora, per fare test in loco… alla fine il negoziante decide di prendere in consegna il registratore per la riparazione in garanzia contrattuale.
    Viene rilasciata ricevuta (maggio) e un grazie ed arrivederci, la chiameremo quando avremo informazioni.
    Ad agosto chiedo informazioni, ma siamo (sono) sotto ferie. A settembre, abbiamo (hanno) appena riaperto, alla fine sono rientrato in possesson dell’oggetto a fine settembre: morale della favola, il negoziante ha preso in custodia l’oggetto, ho ha spedito al centro di riparazione italiano e li è rimasto per più di 4 mesi.

    Se inviavo direttamente al costruttore facevo prima. Infatti per un problema ad un cellulare NGM per una amica, ho contattato direttamente l’assistenza on-line, visto che il negoziante ha semplicemente risposto che non sa dov’è l’assistenza, che il prodotto viene probabilmente dalla Cina ecc…
    In questo caso – SENZA spese di spedizione e di ritorno – la NGM si è dimostrata davvero all’altezza ed in meno di 2 mesi hanno verificato e riparato il problema.

    Ovvio che non si può far di tutta l’erba un fascio, ma in generale ho – purtroppo – riscontrato un livello di attenzione verso il cliente molto basso da parte dei negozianti tradizionali e decisamente ‘più alto’ in quelli on-line: sarà una questione di percezione dovuta alla possibilità di seguire lo stato dei lavori on line, dell’essere informati via email, di avere una ‘sorta di controllo della situazione’… ma ripeto l’on-line ha rimesso al centro il consumatore secondo me.

  • # 24
    FrAnKHiNrG
     scrive: 

    Quoto in toto Itachi .
    Anch’io ho avuto le stesse identiche esperienze dirette. Oggetti (TV, Reflex, Netbook nel mio caso) che nelle grandi catene di distribuzione italiani costavano tot, nei negozi on line costavano almeno (e dico almeno) 200 o 300 € in meno.
    Personalmente me ne frego del calore umano del commesso di turno, preferisco risparmiarmi un bel pò di soldi.

    E spero che tutti un giorno ragionino così, in modo che prima o poi i negozietti, più o meno grandi, si decideranno ad abbassare i loro prezzi volutemente gonfiati.

  • # 25
    Gigi
     scrive: 

    La differenza di prezzo tra online e negozio “reale” è data come si dice nell’articolo dal fatto che:
    “Chi ha un negozio deve aprirlo, pulirlo, arredarlo e renderlo accogliente per i propri clienti tutti i giorni, oltre a dover naturalmente fare il venditore: parlare con i propri clienti, mostrargli la merce, convincerli ad effettuare l’acquisto, ecc…”

    A questo punto mi chiedo: che senso ha per il cliente spendere di più letteralmente per avere una persona dentro un negozio che lo tiene in ordine, lo arreda ecc, e che addirittura quando vai lì cerca di convincerti a comprare una determinata cosa che non sei sicuro di volere?

    Perchè io acquirente dovrei pagare per queste cose? Per avere contatto umano? Per cortesia… Acquisto su internet, pago meno, e con i soldi risparmiati mangio una pizza “gratis” con gli amici e trovo tutto il calore umano che voglio.

    L’unico reale problema nel comprare online, come già è stato sottolineato, è l’assistenza post-vendita. Tutto il resto, sono vantaggi: a partire dal prezzo, fino alla amplissima possibilità di scelta, a quella di effettuare confronti, conoscere specifiche nel dettaglio, difetti, recensioni.

  • # 26
    fede
     scrive: 

    il rapporto umano e tutto il resto… molto poetico, ma ho appena comprato un tv led a 850 euro quando nei vari centri commerciali a meno di 1250 non l’ho trovato… e poi il rapporto umano che si ha in grande magazzino… meglio la freddezza di una mail :)

  • # 27
    Andrea
     scrive: 

    Un conto è quello che ‘sa fà da sé’ e un conto è la maggioranza delle persone ‘incompetenti’.
    Se compro un oggetto online (o da mediaworld) è perchè so che se mi si rompe lo porto al centro assistenza (e mi informo prima di acquistare come funziona). Perchè vien da se che non posso contare sul posto dove l’ho comprato dove il personale qualificato è un caso fortuito.
    Altrimenti mi rivolgo ad un negozio normale dove (almeno nel mio caso) il negoziante è preparato su ciò che vende e sa dare ad ogni cliente ‘la scarpa giusta’.
    Quanto agli avanzi di magazzino non ce ne sono e se ho dei prodotti in negozio è perchè sono + validi e convenienti di quelli ordinabili.

    Sapete quante persone vengono a chiedermi come ‘accendere il notebook’ dopo che l’hanno comprato da MediaW?

  • # 28
    Bitte
     scrive: 

    Ho un negozio fisico da 20 anni, un E-commerce da 10.
    Sono state dette molte cose inesatte (a partire da chi ha scritto il pezzo) per ignoranza (nel senso che si ignora), per partito preso e per il solito classismo Italiano (il commerciante per un fascia di Italiani e’ e rimarra’ sempre un ladro).

    L’ecommerce e’ fondamentalmente solo una vetrina di prodotto dove le primarie esigenze per il cliente sono:

    1)Prezzo basso
    2)Prezzo basso
    3)Prezzo basso
    4)Presentazione prodotto (go to 3)
    5)Diritto al reso
    6)Costo spedizione (meglio se gratis)
    7)Assistenza Post vendita

    Quando dovrebbe essere:

    1)Assistenza Post vendita
    2)Assistenza Post vendita
    3)Presentazione prodotto
    4)Diritto al reso
    5)Costo spedizione
    6)Prezzo basso

    Il cliente odierno spegne completamente tutti gli allarmi e rimane completamente abbacinato da una sola componente. Ovviamente quella del prezzo.
    Non si fa caso ne alla provenienza ne a problemi di natura fiscale, tutto quello che nel mondo “Reale” sarebbe chiamato incauto acquisto.

    No sto qui a fare la predica a nessuno e non giudico nessuno, riporto fatti ed esperienze.

    “Meglio se falliscano allora?” beh, chi scrive in questo modo si puo’ perdonare,l’egoismo e’ insito in ogni essere umano ma vorrei ricordare che nelle citta’, il tessuto connettivo, il cuore pulsante di ogni aggregato urbano e’ tenuto in piedi dal negozio di vicinato, non certo dai centri commerciali o dai siti internet.
    Le ricadute in quanto a vivibilita’ o occupazione sono intuibili (anche dal desolato paesaggio Americano).
    Vi piace vivere in un mondo dove globi luminosi di mondo virtuale sorgono in mezzo al nulla?
    Trovo alquanto tragico il modo in cui si va incontro ad una situazione di precariato e impossibilita’ di vivere una vita serena, felici di aver strappato uno sconto di 20 euro.
    Magari si dovrebbe cominciare a pensare che se ad un certo punto i prezzi non si possono piu’ comprimere, la componente seguente e’ il fattore umano.
    Se in natura in un biosfera un componente scompare o cede, gli effetti si ripercuoteranno su tutti gli strati che la compongono.

    Ho esposto confusamento una parte del mio pensiero, avrei potuto fare meglio..

  • # 29
    nenco
     scrive: 

    Dico solo
    tv plasma samsung ps50c7000
    prezzo mediamondo IN OFFERTA: 1999€
    prezzo online: 1299 +spese = 1334€

  • # 30
    Altrove
     scrive: 

    Non vedo l’ora che il piccolo commercio sia tutto fallito.

    Così, giusto per vedere se poi ci sono cretini che si lamentano che è difficile trovare lavoro….

  • # 31
    SC
     scrive: 

    Vorrei far notare che esistono realta’ online che offrono assistenza post vendita E prezzi bassi E costi di spedizione ragionevoli quindi non sono assolutamente casi mutuamente escludentesi, possono coesistere tranquillamente.

    Non capisco dove Bitte vuole arrivare, secondo te dovremmo pagare la differenza di prezzo per scopi “sociali” ovvero per “popolare” le nostre strade e citta’ o per aumentare il valore dei nostri immobili o evitare l’estinzione del negozietto di informatica? Sinceramente preferisco pagare quel delta per un bel parco o un bell’albero e non per fare “l’elemosina” a un negoziante per farlo campare cosi’ mi illumina l’insegna e mi fa sentire meno solo nella mia strada: sono argomenti assolutamente deliranti.

    Il succo e’ che la pacchia di questi negozi e’ finita, ora se vuoi campare DEVI essere preparato, aggiornato e saperci fare, questo e’ il MINIMO altrimenti cambi lavoro e ti apri una pizzeria, la concorrenza esiste da anni in tanti altri lavori, ora che l’avete scoperta vi lamentate pure?

  • # 32
    Itachi
     scrive: 

    @ Bitte

    sinceramente non condivido per niente

    anche perchè,se come dici tu,la differenza fosse di 20 euro,ti darei ragione

    preferirei il mio negoziante sotto casa,anche solo per poter provare con mano il prodotto prima di acquistarlo

    ma non è cosi
    oggi se una cosa costa 800 in negozio,ne costa 500 su internet

    e mi dispiace se il negoziante sotto casa fallisce(anche se come gia fatto notare se devo pagare per questo preferisco pagare per un albero in piu sulla mia via)

    ma lavoro anche io sai,lavoriamo tutti
    e centinaia di euro di differenza di certo non ce li metto io

    vuoi fare qualche calcolo?

    da quello che si legge qui dentro c’è stato un risparmio di migliaia e migliaia di euro solo tra gli autori dei post

    non sono 20 euro,mi dispiace,sono cifre esagerate,e se su internet posso risparmiare cosi tanti soldi,non vedo perchè devo buttare parte del mio lavoro

  • # 33
    Bitte
     scrive: 

    Divido in due per problemi di postaggio

    #31

    Che livore..

    Se parli di concorrenza leale va benissimo, ma molte volte la “concorrenza” nasconde cose che voi neppure immaginate.

    Non sono argomentazione per parte presa (quello che invece stai facendo tu), ti faccio notare che di questo passo nemmeno la pizzeria avra’ motivo di esistere.

    Io sono per il progresso, succeda quel che succeda, sto facendo notare che lo scenario prossimo futuro e’ anche causa delle nostre scelte.

    Ti hanno creato dei desideri indotti, ti danno dei prodotti inutili, tu risparmi comprandoli e ringrazi.

    Sul fatto della preparazione sbagli, e’ conclamato che la Grande Distribuzione ha alimentato schiere di operatori poco capaci intenzionalmente, come venderebbero merce palesemente di cosi scarsa qualita?, con un commesso critico?

    Ribadisco con un cosi forte accentramento del commercio in poche mani non esiste la concorrenza, molti famosi player E-com Italiani fanno capo all stesso magazzino. Questi stessi player saranno spazzati via da Amazon (che ovviemente commercia in Italia ma non assume Italiani).

    Gli imprenditori ovviamente non chiedono di mettere un freno alla concorrenza, ma di regolamentarla, o melgio, di controllare che qualcuno non abusi della sua posizione dominante per fare dumping, per pilotare le scorte e poi rialzare i prezzi (notato come i prezzi aliementari nella gdo si sono rialzati dopo aver spazzato via i piccoli negozi? e secondo voi la qualita’ del cibo e’ la stessa?)

  • # 34
    Bitte
     scrive: 

    Per il mio destino non mi preoccuperei, sono addestrato e temprato per fare di tutto, mi preoccuperei di piu’ per i ragazzi cresciuti nella bamabagia che devo scegliere se prendere 600 o 800 euri secondi i turni in qualche multinazionale.
    Ma poi che c’e’ frega no? ho pagato duecento euro di meno il pannello lcd.., Se quei duecento euro sono spremuti dalle buste paghe di chi ci lavora non e’ un problema mio..a me la pensione la danno.

    Dalle risposte si evince che la state prendendo sul personale, ripeto non giudico, solo che mi preoccupa come tutto e’ stato organizzato e gia pianificato per fa sembrare “normale” questo appiattimento totale di ogni diversita’.

    Se un padre di famiglia risparmia 200 euro per un pannello 3d tanto di guadagnato, pero’, quello che ci dovremmo chiedere ma questo padre di famiglia non dovrebbe destinare questa parte di reddito per altre cose? non si nota che le ultime tecnologie non sono diciamo “Utilistiche?” forse ho ancora una concezione “antica” di quello che dovrebbe essere la tecnologia ed il progresso.

    Come avrete notato non sono un commerciante classico, anzi al dire il vero non mi sento commerciante per nulla, perche queste problematiche me le pongo anche durante la vendita.

    Ps
    In quanto allo scopo sociale, non lo facciamo per una bella fetta di popolazione che lavora per lo stato?

    IMHO (e questo dovrebbe bastare a rispettare l’opinione degli altri)

  • # 35
    Banjo
     scrive: 

    Io compro quasi tutto online. E all’estero.
    E risparmio TANTO.
    In rete si trovano le opinioni degli acquirenti sui negozi online, è quasi impossibile farsi fregare se si ha il cervello collegato.
    E i negozi online seri ti aiutano nella scelta. E gestiscono al meglio i resi.
    Le pecore nere sono sbugiardate e rese note in breve tempo.
    Nei negozi fisici d’altro canto non trovo quasi mai quello che cerco, e, se lo trovo, il prezzo è di molto superiore.

  • # 36
    schwalbe
     scrive: 

    Siccome i “bottegai” son tutti ladri e non frega niente se hanno un negozio fisico, arredato e accogliente, in cui si trova buona parte dei prodotti che servono, speriamo che chiudano tutti, così succederà:
    “Avolo! Mi si è rotto il manico della scopa. Vabbè lo ordino su internet a soli 0,50 + 9,90 ss con arrivo 3-5 giorni.
    Adesso che ci penso, ho finito anche il quaderno. Ok, spesa 1,15 + 9,30 ss con arrivo 3-4 giorni, 5-7 isole …” !

  • # 37
    Itachi
     scrive: 

    @ Bitte

    quindi il tuo discorso è che invece di pensare a risparmiare quei 200 euro non dovrei comprare per niente quella cosa?

    scusa,ma che discorso è? che c’entra?

    allora su questo presupposto non dovrei comprare quell’ lcd nemmeno dal negozio normale

    non dovrei comprarlo affatto
    non dovrei comprare nulla

    in questo modo cosi non fallirebbe solo il negozietto,fallirebbero tutti

    non mi sembra esattamente una grande idea

  • # 38
    Itachi
     scrive: 

    @bitte

    e aggiungo,che se il discorso è di comprare3 solo l’indispensabile,torniamo comunque al punto di partenza

    ok,ho risparmiato tutto per la famiglia
    adesso ho un bisogno vero (magari per lavoro) di un portatile

    che faccio?

    lo vengo a pagare 1000 euro al negozietto o 600 su internet?

  • # 39
    Nat
     scrive: 

    @bitte: in sostanza, ammettendo anche che tutte le tue previsioni sulla disoccupazione causata dalla fine dei negozietti sia vera e della portata catastrofica di cui parli, a mantenere in piedi questo sistema contrario alle leggi del mercato dovrebbero essere i consumatori? Cioe’ io sono soggetto alle leggi del mercato quando vendo il mio lavoro, ma se devo scegliere se risparmiare o no negli acquisti devo tener conto delle conseguenze socio-economiche sulla collettivita’ e pagare una quota extra per dar lavoro agli altri?
    Non e’ abbastanza ridicola come cosa?

    Se io non servo vengo mandato a casa dal lavoro, nessuno paga di + la mia azienda solo per tenermi sul posto di lavoro, io invece devo spendere di + per consentire ad altri, (forse) di sopravvvivere in un’economia di mercato che non li ritiene competitivi?

    Se vogliamo discutere di come un’economia del genere sia deleteria se portata agli estremi mi trovi in sintosia, ma che io sia costretto a subirne gli effetti e nel contempo prendermi carico anche delle difficolta’ degli altri non mi sta bene per niente.
    La mia frase sul fatto che e’ bene se i negozi classici falliscano era contestualizzata, come puoi leggere, e si riferita ai negozi che non offrono altro, se non il prezzo + alto al cliente… purtroppo nella mia esperienza rappresentano la quasi totalita’.

  • # 40
    Bitte
     scrive: 

    @schwalbe

    Non si ha ben chiaro il fatto che in questo tipo di societa’ a rimetterci sono sempre i piu’ deboli.

    Da qui a 20 anni quando gli over 65 saranno parecchi di piu’ ci saranno molte persone in difficolta’ dato il fatto che anche per una minima aspesa bisogna prendere macchina, avere la patente, andare fino al “tempio” per no nparlare poi di inquinamento..
    Il mondo e pronto per dividersi in due strati, chi ha e chi no.

    @Itachi

    Io parlo per iperboli, sono retorico. Ma e’ indubbiamente il futuro piu probabile che ci aspetta.

    E’ come vedere arriva il treno legato ai binari, arriva e non ci puoi fare nulla, ma intanto provi a mordicchiare le corde.
    Quello che proprio non sopporto e vedere che ci si ferma solo al fatto primario e un po’ infatilistico (imho) del risparmio immediato ad ogni costo e a qualsiasi costo.
    Cosi staimo mandando a puttane anche il pianeta.

  • # 41
    Bitte
     scrive: 

    e la punteggiatura!

  • # 42
    Itachi
     scrive: 

    @ bitte

    ma io non ho dubbi che da qualche parte ci sia il debole che ci rimette
    non ho dubbi che spendiamo troppo,e non ho dubbi che la nostra era sia una delle piu consumiste

    ma continuo a non vedere cosa c’entri col discorso che stiamo facendo

    ponila come vuoi
    che io sia povero,ricco,che aiuti il prossimo o me ne infischi

    cosa c’entra?

    ho davanti 2 cose perfettamente identiche che costano diversamente
    continuo a non capire per quale motivo dovrei prenderla dove costa di piu

    io faccio a meno della tv 3d come faccio a meno di tante altre cose

    ma prima o poi dovro pur comprare qualcosa per me o per la mia famiglia

    e continuo a non capire per quale mistico motivo dovrei rinunciare a comprare il telefono per mio figlio (mica un iphone,parlo anche di un telefono normalissimo) perchè coi prezzi del negozietto rischio di non arrivare a fine mese

    io non ci vedo proprio nessun discorso morale in tutto questo

    il mercato è cosi da secoli, la vendita online non c’entra assolutamente nulla

    200 anni fa se avesse aperto un’altra bottega dove la roba costava meno l’avrei presa li comunque

    davvero non vedo il senso del discorso

  • # 43
    Francesco
     scrive: 

    Sono completamente in disaccordo per quanto riguarda le politiche di assistenza. A giugno ho comprato una stampante laser dal sito online di mediaworld, era il negozio on line con il prezzo più basso perchè era in offerta speciale. A settembre ha dato dei problemi con il wifi, ho contattato la samsung che mi ha risposto il giorno dopo, ho fissato un appuntamento e la mattina dopo il corriere è venuta a prenderla negli imballi originali; la stampante è tornata funzionante 4 giorni dopo. Comprarli in un negozio fisico è totalmente inutile tranne che nei primi 10 giorni dove fanno la politica del sostituire completamente il prodotto, ma dopo è totalmente identica

  • # 44
    davide
     scrive: 

    io compro dove costa meno, PUNTO.

    tanto per l’assistenza c’è RMA dalla casa madre, che sarà sempre e comunque migliore che passare per il rivenditore.

    per il secondo anno, pazienza… tanto il prodotto è già vecchio.

    calore umano: ma per favore!!! forse saranno calorosi al momento dell’acquisto, ma poi… CIAO CIAO CARO!!! provateci davvero a portare in assistenza un prodotto in uno shop fisico, e poi vedete che “calore umano” avete pagato a caro prezzo….

  • # 45
    davide
     scrive: 

    ah dimenticavo il diritto di recesso, fruibile solo in shop online :)

  • # 46
    nova
     scrive: 

    …ma siete tutti ebrei/genovesi?

  • # 47
    davide
     scrive: 

    tanto quanto tu sei filantropo, proprietario di una fondazione internazionale di beneficenza.

  • # 48
    Flare
     scrive: 

    @degac

    L’esperienza può essere varia. Io comunque, dalle grandi catene commerciali, tutte le volte che ho fatto un acquisto in cui un pezzo risultava difettoso o con qualche problema (non parlo di mandare in assistenza dopo mesi, quello è un altro discorso, parlo di quando arrivi a casa e provi la merce) me l’hanno sempre cambiato sul momento od ho esercitato il diritto di recesso e mi hanno ridato i soldi, Questione di tornare lì e risolvere la faccenda in minuti. Nei negozi online i tempi sono per forza di cose diverse e facilmente anche i costi (anche se in parte possono venire compensati dei prezzi minori). Se hai fortuna (e soprattutto se dietro c’è un commerciante con un magazzino fornito o una grande catena) te la puoi cavare in pochi giorni, ma altrimenti puoi stare ad aspettare un bel po’. È una mezza spada di Damocle. Io più che altro guardo il prezzo, ma ci sono negozi online che mi hanno dato molta soddisfazione e altri che mi hanno lasciato l’amaro in bocca: questi ultimi, per quanto abbiano prezzi stracciati, non vedranno da me più neanche un centesimo. Nei negozi online penso che la fiducia conti molto. Nei negozietti è un altro paio di maniche, a parte i prezzi, talvolta ci vuole un mese solo per ordinare la roba (ma sono secoli che non ordino più da un negozietto) e lì il rapporto umano col negoziante conta fin da subito: ne ho viste di tutti i colori, da quelli in gamba e gentilissimi a quelli che fanno i furbi o trattano male la clientela: online o meno, la gente è sempre quella. Poi ci sono i piccoli negozi fisici che fanno anche da e-shop.
    A me l’e-shopping piace molto, è molto comodo e pratico, ma se arriva qualcosa di difettoso e il servizio fa schifo, per me conta eccome e a quel punto me ne frego di risparmiare un euro. La cantonata capita a tutti, ma rischiare il bis, no grazie. Qualche volta prendo il rischio (infatti lo sento come un rischio), ma di solito preferisco rivolgermi possibilmente a negozi online più o meno fidati.

  • # 49
    asd
     scrive: 

    certo che gli articoli di appunti digitali son proprio spam…

  • # 50
    Gigi
     scrive: 

    @nova:

    No, c’è anche qualche razzista.

  • # 51
    nova
     scrive: 

    …la famosa razza genovese! :D

  • # 52
    Strano
     scrive: 

    ma vi siete mai chiesti come fà il negozietto online ad avere prezzi più bassi delle grandi catene internazionali o dei grossi distributori di materiale informatico??? come mai questi negozietti che esistono da meno di un paio d’anni NON sono rivenditori ufficiali di nessun marchio? come mai hanno le novità solo dopo qualche settimana dal lancio??? come mai il loro prezzo dei prodotti da loro venduti è di circa il 20% più basso rispetto a grandi catene o negozi online che esistono da dieci anni e sono rivenditori ufficiali di tantissimi marchi?

  • # 53
    dtm
     scrive: 

    Sinceramente: mi sembra un po’ superficiale. Un appassionato di PC cui serve un pezzo qualsiasi che fa? Va in negozio e lo compra (“Voglio questo” “Ecco, a Lei” “Grazie, arrivederci!”. Cavolo, che interazione!). Per quasi qualunque altro oggetto ‘sta cosa non è fattibile, soprattutto se hai il venditore di fiducia (ma di fiducia sul serio) che ti sa consigliare.

  • # 54
    Xelon
     scrive: 

    Dal mio punto di vista di cliente che si informa, che vuole le cose migliori e risparmiare:

    Il negozio mi piace perche’ posso toccare con mano. Ma essendo impreparati quasi tutti, non hanno la passione, non sono informati: alla fine compro solo online.

    (faccio esempio quasi reali, cioe’ vissuti ma non esatti sui prezzi)
    Ferro da Stiro: la philips fa 6 modelli di Azur, io compro solo il top della gamma
    Online costa 100
    Negozio hanno il massimo il modello medio a 129 euro.
    Chi me lo fa fare di comprare quello medio? La garanzia e’ Philips

    Mi serve un dizionario elettronico giapponese italiano: si vende solo in giappone, devo andare a maggio.
    Listino: 56000 yen, negozio Bic Camera (come MW) 40mila, se perdo tempo a girare Akihabara o NIpponbashi a Osaka: arrivo a 38mila
    Meglio comprare su internet 30mila, lo spediscono a casa di una mia amica in giappone. Al Negozio risparmio l’Iva ma in giappone e’ al 5%.

    Rotto il frigorifero: vado da Saturn il top della Whirpool costa 999 euro. torno a casa e su sito costa 699+spese , risparmio 280 euro! e mi arriva in due giorni.

    Adattatore Nokia da presa vecchia a nuova: negozio 20 euro, ebay 3 adattori da irlanda per 9 euro comprese le spese: arriva in 5 giorni (originale)

    Scarpe Bata: negozio non hanno il mio numero, mi propongono altro modello che non mi piace. torno a casa, sito Bata scelgo il modello con il numero giusto: mi arriva il giorno dopo senza spese (stesso prezzo negozio)
    ecc. ecc.

    Inoltre nel caso di problemi ho la garanzia paypal e il diritto di recesso. mi sento piu’ sicuro in rete.

  • # 55
    egx11
     scrive: 

    Per chi (Bitte mi pare) sostiene che i negozi debbano esistere perchè connettivi del tessuto sociale, vorrei sapere se un qualsiasi negoziante terrebbe in considerazione l’acquisto da un determinato fornitore che produce le proprie merci in Italia ma che fa prezzi del 20/30% superiori alla concorrenza straniera (pur fornendo un servizio di assistenza di migliore qualità).

  • # 56
    Mauri Milano
     scrive: 

    @ strano

    Naturalmente nessuno si chiede del “come mai hanno un prezzo in media del 20% inferiore”

    Dicono che quelli che hanno prezzi alti sono ladri, siamo proprio in un paese al contrario…….

    Vi dico solo una cosa, se passa la legge che stanno discutendo sull’IVA, preparatevi ad un aumento SENSIBILE dei prezzi….

  • # 57
    egx11
     scrive: 

    Come acquirente non devo essere io a preoccuparmi di eventuali evasioni fiscali dei miei fornitori ma in caso ne risponderanno loro agli organismi competenti…

  • # 58
    Mauri Milano
     scrive: 

    Si certo se fai lo scontrino na con fattura….

    hai mai sentito parlare di iva solidale?

  • # 59
    ReNeSiS
     scrive: 

    Tutto ciò che è emerso da questo dibattito è comunque una cosa:
    –discutere fa bene e ti permette di ampliare il punto di vista con ogni casistica.
    Ergo, più che criticare l’articolo vedrei meglio il tutto come spunto di dialogo e confronto. :)

  • # 60
    Fabio
     scrive: 

    Buongiorno a tutti, mi incuriosisce questo articolo e questi commenti perché tutti hanno ragione e ognuno ha le sue ragioni per aver ragione.
    Come si può negare l’ignoranza (o la voluta ignoranza) di un venditore che cerca solo di venderti ciò che ha?
    come si può negare il costo inferiore della merce (che però deve venir spedita magari dall’estero con un certo costo e senza contare le dogane)

    però qualche lato positivo il negozio fisico ce l’ha, per esempio:
    -il venditore ci mette la faccia e la reputazione nel vendere i suoi prodotti, se cerca di vendere roba scadente ci guadagna solo in cattiva pubblicità (e credetemi che per i venditori locali i passa parola screditanti sono la loro morte)
    -il prodotto se è guasto viene cambiato (anche in giornata) mentre per un acquisto su internet le cose si complicano con spese aggiuntive di spedizione e tempi di attesa lunghi (che dipendono anche dai corrieri)
    -i tempi di attesa di un acquisto online dipendono dai vettori di trasporto, cosa che per me da enorme fastidio, se mi occorre qualcosa la voglio subito, no aspettare mesi come mi è spesso accaduto…
    -le spedizioni sono una pigna in c**o in quanto devi stare a seguire in continuazione la posizione del pacco se ti è possibile e pregare che non si perda in giro per il mondo

    io se devo spendere 10 euro in più per un prodotto qui in paese piuttosto che prendere una cosa chissà dove chissà quando arriverà e se arriverà, permettetemi che vado sul sicuro (anche alla luce dei molti acquisti che ho fatto su internet).

    Senza contare che la gente fa donazioni ad enti di beneficenza dove gran parte dei soldi non arrivano a destinazione, almeno quei 10 euro in più so a chi arrivano e so che gli serviranno per vivere o per lo meno per far girare l’economia… (l’unica cosa che mi urta sono le evasioni fiscali di molti commercianti e qui si potrebbe aprire un discorso a parte)

    Di quel negozio nell’articolo secondo me manca solo 1 cosa: l’automazione nella scelta dei pacchi e nel loro imballaggio e poi facciamo un bel ciao ciao manodopera :) e tutti a casa;
    del resto è il capitalismo…

  • # 61
    Fabio
     scrive: 

    per continuare trovo un parallellismo tra i commenti sopra e la natura controversa del capitalismo stesso:
    tutti hanno ragione, quindi come si fa ad aver ragione se si ha anche torto?
    idem per il capitalismo: se si toglie manodopera per fare più soldi e far risparmiare i clienti, su larga scala i clienti diminuiscono perché non possono permettersi/evitano l’acquisto, allora se i clienti dimnuiscono come si fa a fare più soldi?
    Almeno Ford ha abbassato i costi delle auto per farle comprare ai suoi dipendenti, qui invece si eliminano i dipendenti…
    Chissà se un giorno forse si accorgeranno che è più importante l’economia locale che quella globale per avere uno Stato funzionante. Il capitalismo è la più grande espressione dell’egoismo umano.
    p.s. non condivido nemmeno il comunismo, ma qui sto andando troppo OT

  • # 62
    egx11
     scrive: 

    Una cosa che non è stata menzionata nell’articolo e che, almeno per quanto mi riguarda, risulta determinante nel farmi preferire l’acquisto su internet è il diritto di recesso. Mi spiego: oramai praticamente in quasi tutti i negozi o nella grande distribuzione non è possibile provare o visionare in maniera approfondita la merce e questo vale soprattutto per i prodotti elettronici; con l’esistenza del diritto di recesso si ha l’opportunità di valutare approfonditamente un oggetto e poi, se non si è soddisfatti, di recedere al costo di poco più di una decina di euro per la spedizione. Per esempio recentemente ho acquistato un amplificatore yamaha che sembrava ottimo sulla carta e che ero convinto fosse valido dal momento che fino a poco tempo fa ne possedevo uno di una serie precedente del quale ero soddisfatto; purtroppo il prodotto era scadente e così ho esercitato il diritto di recesso. Certo vale solo per i privati e vorrei anticipare a chi potrebbe ribattere che anche certe catene della grande distribuzione offrono un servizio simile che il negozio fisico non è OBBLIGATO a farlo ma è un servizio in più che offre, inoltre al massimo cambiano la merce o fanno un buono ma non ti ridanno MAI i soldi.

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