di  -  giovedì 2 dicembre 2010

Ho finalmente avuto occasione di vedere il film più chiacchierato dei tempi di Internet: The Social Network (2010). Mi piace la storia, mi piace il ritmo, la regia, mi convincono gli attori e i dialoghi. Ma non è del film in sé che voglio parlare, e nemmeno del suo messaggio ai giovani nello scenario startup italiano, cosa che ha fatto egregiamente Tagliaerbe.

M’interessa invece metterlo a fianco a un suo analogo, un cult che ambientato nella west coast di trent’anni fa: Pirates of Silicon Valley (1999, d’ora in avanti PSV). Il film come immaginerete, racconta dell’epopea di due colossi tecnologici come Apple e Microsoft vista dall’interno, con Wozniak e Ballmer a fare da narratori di una storia avvincente e ricca di colpi di scena.

Per quanto non del tutto fedele ai fatti, PSV dipinge a tinte forti i personaggi da cui direttamente promana l’attuale configurazione dello scenario tecnologico: dal geniale e spietato Bill Gates fino alla controversa figura del primo Jobs – quello che il board di Apple mise all’angolo nel 1985 – passando per una gran parte di quei personaggi di cui si parla spesso nei venerdì nostalgici di Appunti Digitali: Paul Allen, Bill Atkinson, Captain Crunch e così via.

Benché non conosca accuratamente le vicende di Zuckerberg e la storia dei primi giorni di FB, mi pare evidente anche nel film che ne racconta la genesi e boom, una certa tendenza a romanzare, ad enfatizzare personaggi e valori.

In PSV come in TSN alla fine non emergono eroi, semmai il contrario: tanto nel primo quanto nel secondo, è difficile provare simpatia per i protagonisti. Fatta la tara al talvolta indigesto rampantismo di scuola USA, entrambi i titoli trasmettono però all’appassionato un senso di ammirazione per i creatori di cotante aziende.

In entrambi i titoli i protagonisti – Gates e Jobs da un lato, Zuckerberg dall’altro – rivelano personalità border line e una spietatezza commerciale da manuale. In entrambi il fine giustifica i mezzi, fino alle estreme conseguenze, anche se i protagonisti si dimostrano motivati dalla volontà di affermare la propria visione più che dalla rincorsa al profitto.

Ciò che di TSN fa storcere il naso – almeno, a un nostalgico come il sottoscritto – non è il metodo ma il merito. Se l’ispirazione che guida i vari Wozniak, Jobs, Gates è legata alle potenzialità del PC di creare un nuovo mercato a partire da bisogni ancora da immaginare, quella che guida lo Zuckerberg cinematografico consiste nel consapevole, determinato e piuttosto compiaciuto sfruttamento dei bassi istinti del vivere sociale – pettegolezzo, voyeurismo, ricerca di contatti con l’altro sesso.

Se in PSV non scandalizzano le questioni di metodo – la sconsiderata ambizione e fame di successo dei protagonisti – in TSN non devono scandalizzare neppure le questioni di merito – l’abolizione di fatto della privacy come ragione sociale.

Il che, a modesto avviso di chi scrive, segna una vistosa perdita d’innocenza rispetto a quel rampantismo da Silicon Valley anni ’80 cui almeno poteva essere riconosciuta qualche caratura romantica, rispetto a quella voglia di cambiare il mondo che portava ancora il vago retrogusto di Woodstock.

19 Commenti »

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  • # 1
    simone
     scrive: 

    Bell’articolo, ma soprattutto bello il paragone con PSV!

  • # 2
    homero
     scrive: 

    ho visto il film è non ho mai visto tante panzane nella mia vita…
    facebook è un prodotto della CIA Zuckerberg non esiste….
    …facebook serve per tracciare una mappa sociale del pianeta che è un po’ quello che in altro modo fa google soltanto che questa volta si ha una precisione maggiore…
    chi gestisce i database di facebook puo’ tracciare le relazioni sociali di due persone e i loro collegamenti e la loro storia sociale….è un potere enorme che molti non colgono….
    inserire il nome di tizio o caio e vedere i collegamenti tra i due è qualcosa di impensabile fino a poco tempo fa…..il ragazzo prodigio di 25 anni miliardario è l’ennesima favola…. il mondo americano ha bisogno di americans dreams… jobs, gates e gli altri fanno parte del sogno americano….ed il bello è che a molti piace che sia cosi’….ma riproporre la stessa solva 20 anni dopo per giunta con un ragazzino brofoloso è veramente troppo….
    facebook raccoglie informazioni sulla società mondiale che ha accesso alla rete ed il bello che lo fa con il consenso di chi lo utilizza…un vero incubo che con l’informatica non ha nulla a che vedere….

  • # 3
    Mirko
     scrive: 

    Microsoft, Google, Apple… fanno i soldi vendendo prodotti e servizi.
    Facebook, Youtube, MySpace, Twitter… campano a forza di iniezioni di capitali da parte di aziende e fondi di investimento che sperano di poter guadagnare quando venderanno le loro quote.

  • # 4
    Arunax
     scrive: 

    @homero: sul fatto che per la CIA Facebook possa essere “interessante” concordo, come sul fatto che possa permettere di rivelare collegamenti fra persone in modo più semplice. Ma sul resto… le prove? Come fai a sapere che Zuckerberg non esiste? Come fai a sapere che il film “sono solo panzane” e la CIA l’ha addirittura creato il sito? Non credi che altri studenti/insegnanti di Harvard si sarebbero accorti dell’invenzione dal nulla di un personaggio fittizio come Zuckerberg? Francamente le teorie della cospirazione mi lasciano sempre molto molto perplesso…

  • # 5
    RickTheSnake
     scrive: 

    in questi casi il buon vecchio rasoio di occam è sempre la soluzione migliore…

  • # 6
    floc
     scrive: 

    io concordo con homero, se non e’ CIA e’ NSA o cose simili… fatto sta che facebook economicamente non si sa come si mantenga e guardacaso non si quota in borsa per non essere obbligato alla trasparenza sulla gestione economica

    schedatura di massa, volontaria

  • # 7
    phabio76
     scrive: 

    Bellissimo post.
    La controcultura californiana degli hippies è stata determinante e ha fatto da incubatrice alla Silicon Valley.
    Basta pensare all’Homebrew Computer Club e al West Coast Computer Faire di San Francisco… c’era una linfa vitale impossibile da trovare altrove, anche grazie a una serie di circostanze fortunate spazio-temporali.
    PSV sinceramente non mi ha entusiasmato, come penso non abbia entusiasmato chi conosce abbastanza bene la storia ed i personaggi. In tal senso, molto meglio “Triumph of the Nerds” (anche perchè è un documentario e non un film).
    TSN non mi è dispiaciuto (come film) ma non riesco ancora ad inquadrarlo storicamente.

  • # 8
    evilripper
     scrive: 

    Non ho ancora visto TSN ma penso che lo guardero’ in dvd con calma piu’ avanti! Paragonarlo ai PSV è una buona idea in effetti anche BG ha fatto delle porcate(come tutti i commerciali) per realizzare quello che e’ ora la microsoft! :-D
    ps
    imho nella Silicon Valley degli anni 80 secondo me era molto ma molto più complesso realizzare dei progetti informatici rispetto agli ultimi anni. e io ho molta piu’ stima di loro che di quelli che i fondatori facebook. Chissa’ perche’ non hanno fatto ancora un film su google.

    pps
    Certo che fb fa comodo a tantissimi ma raccontatemi i soliti complotti che poi alla fine portano delle conclusioni fuori di testa(tipo che i reptiliani governano il mondo) :o)

  • # 9
    Ventresca
     scrive: 

    consiglio anche Startup.com, del 2001, anche se purtroppo è disponibile solo in inglese e più che un film sembra una sorta di reality riguardante nascita, vita e morte di una startup milionaria.

  • # 10
    floc
     scrive: 

    io non vedo cosi’ strane le eventuali tesi compllottistiche dietro facebook. se ci pensate qualsiasi forma di governo non puo’ prescindere dal controllo delle masse e dall’informazione… Io cambierei parecchie cose di questo mondo ma non mi fa poi cosi’ schifo, basta essere consapevoli di cio’ che accade, poi si fa quel che si vuole

    pero’ non credo che nessuno con un po’ di senso pratico possa anche solo immaginare che i dati di fb non siano a disposizione delle forze dell’ordine, magari non dei vigili urbani, ma di organizzazioni di ben + altro profilo sicuramente. Anche perche’ sarebbe proprio folle il contrario imho, possono essere utilissime

  • # 11
    homero
     scrive: 

    x Arunax

    il fatto che zuckerberg non esiste, non è in senso letterale ma nel senso che lui non ha alcun potere su facebook o su chicchessia…è un puppet un burattino da inneggere ad esempio del sogno americano…quale ragazzino non vorrebbe diventare miliardario con un sito web?
    questo è il problema degli stati uniti che hanno bisogno di esempi…jobs, gates, zuckerberg sono modelli ed idoli falsi del sogno americano……bill gates come informatico non vale un cippa bucata non sa niente di niente, jobs idem cum patate…zuckerberg ha si e no le nozioni di web senior programmers….insomma è come credere agli asini che volano….

    facebook è uno strumento di mappatura sociale unico, questo è quanto….i miliardi di dollari e la fama di un ragazzino di 25 anni non hanno senso in tutto questo…
    ha sicuramente piu’ senso che il governo americano utilizzi le informazioni su facebook per gli scopi piu’ disparati….
    e visto che stiamo parlando di film conviene citare Gordon Gekko (Michael Douglas) in Wall Street del ’87

    “l’informazione è tutto”

  • # 12
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Ma no, dai: almeno Gates era un buon programmatore, ai tempi. ;)

  • # 13
    Xelon
     scrive: 

    Caro autore del Blog

    MI sembra che i tuoi lettori sono i classici Nerd depressi con manie di persecuzione.
    rispondo ai maniaci piu’ che te:
    1) Gates non e’ sicuramente il mostro che dipingete, ma un ottimo business man che ha fatto in modo che i pc avessero uno standard. Prima ognuno faceva un pc con so proprio e comandi proprietari ecc. Solo Apple ha resistito ma sempre grazie a Gates.

    2) La cia o altro non gliene frega nulla di facebook. semmai e’ il privato cittadino che con facebook riesce a capire subito gli orientamenti delle persone.
    Specie con “mi piace” si capisce subito di una persona.

  • # 14
    sim
     scrive: 

    A me fanno tenerezza i personaggi come homero che scrivono di dietrologie, cospirazioni ecc ecc..

    Che dici delle scie chimiche? e sulla luna non ci siamo mai andati vero? e il latte radiottivo della nestlè? La macchina ad aria?

    Ma per favore!!!!! -_-‘

  • # 15
    Marco
     scrive: 

    ho visto psv molto bello, mi manca il secondo film lo guardrò appena esce in dvd a noleggio mi sa…io ci andrei piano con le cospirazioni varie alla fine che interessa allo stato/governo/cia/nasa/azienda commerciale se vado con una tizia o con un altra o se ieri sono andato a casa di un amico

    ps:il latte radioattivo mi mancava XDXD

  • # 16
    Simon71
     scrive: 

    A quanto mi risulta Gates comprò il Dos da un oscuro programmatore per 40 mila dollari, perché ne lui ne Allen alla famosa vigilia della storica “riunione” in Ibm sapevano cosa dire e dare loro.

    Jobs era un laureando in lettere (?)…mi pare….di Tecnologia non sapeva ne capiva niente, se non il suo enorme potenziale socio-economico.
    Wozniak era il genietto, ma ai tempi ce ne erano tantissimi (vedere Raskin) che però appunto perché erano Nerds non avevano la più pallida idea di come far sfruttare conoscenze o altro..

    Ma come dico sempre io nella storia è sempre così: si conoscono a memoria i nomi degli Imperatori, dei Re, e non quello dei generali, dei luogotenenti, o dei semplici “Legionari” che poi portano gli imperi ad essere tali….

    Dietro questi fenomeni ci sono sempre dei “john Doe” qualsiasi che spesso spariscono senza lasciare traccia, alcuni con un sostanzioso TFR col quale poi campano tutta la vita (vedere Wozniak), altri senza nemmeno quello….

  • # 17
    Marcello H
     scrive: 

    Penso l’oscuro programmatore si stia mangiando le mani…

  • # 18
    banryu
     scrive: 

    Gates e Allen svilupparono l’Altair BASIC (linguaggio e interprete) per l’Altair 8800 in pochissimo tempo e senza avere sottomano la macchina target (usarono un simulatore self-made che girava sul PDP-10).
    Dire che Gates, cito: “…come informatico non vale una cippa bucata, non sa niente di niente” mi pare una manifesta falsità.
    Mi chiedo, rispetto a chi fa certe affermazioni, su che base le faccia…

  • # 19
    susanna
     scrive: 

    quelli che hanno idee complottistiche secondo me vedono troppi film americani…

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