di  -  venerdì 19 novembre 2010

Venticinque candeline. Tante sono quelle che domani, 20 novembre, si appresta a spegnere Microsoft Windows. Il tutto con un dato di fatto: tra fans e detrattori, si tratta del sistema operativo più diffuso al mondo con quote che sfiorano il 90% del mercato.

Questa lunga ascesa è frutto di intuizioni, strategie, fallimenti, ma soprattutto della capacità di Microsoft di inseguire sempre e comunque la propria vision:un computer su ogni scrivania e uno in ogni casa”.

Con questa serie di post (5 in totale) ripercorreremo l’evoluzione di Windows, dalle “lontane” origini fino ad analizzare quella che sarà l’evoluzione che porterà sui nostri pc il futuro Windows 8 nel 2012.

Cercheremo di effettuare questa analisi raccontando aneddoti ed episodi che ne hanno condizionato l’evoluzione stessa, evidenziando le innovazioni delle varie release, pubbliche e non.

Le Origini

Cominciamo con un salto nel 1984 dove incontriamo Tandy Trower, il product manager in grado di trasformare quello che inizialmente sembrava solo un vaporware nella prima versione del software alla base della Microsoft Revolution.

Tandy Trower e Bill Gates

Trower è già al servizio di Microsoft da oltre un triennio, occupandosi prima di alcuni prodotti di intrattenimento come Flight Simulator e, successivamente, della gestione dei progetti relativi ai linguaggi di programmazione, con particolare ed ovvia enfasi sul Basic ma con occhi attenti sul FORTRAN, COBOL, 8086 Macro Assembler ed una versione proprietaria del Pascal.

Proprio quest’ultimo linguaggio è fonte di particolari preoccupazioni, vista l’avanzata del Turbo Pascal di Borland, che tenta di imporsi come linguaggio principe in ambito formativo al posto del Basic.

Gates rileva di essere particolarmente scontento della situazione e anche l’ipotesi di un Turbo Basic continua a non convincerlo, trattandosi di un tentativo poco strutturato di combattere Borland, che ha dalla sua il prezzo (50$ per il Turbo Pascal contro i 400$ del compilatore di Redmond) e l’appoggio dei programmatori. Questi ultimi, infatti, considerano Borland ed i suoi prodotti più adatti allo sviluppo di applicazioni professionali.

Dopo un colloquio diretto con Ballmer, in cui esprime tutte le sue perplessità relative al ruolo che ricopre, arriva per Trower il nuovo incarico: pm del progetto Interface Manager, ovvero Windows, nome commerciale scelto dall’allora responsabile del Marketing, Rowland Hanson. La nuova assegnazione sembra quasi un preludio al licenziamento, visto che l’uscita di Windows è già stata rinviata diverse volte e molte riviste del settore cominciano ad indicarlo come vaporware.

Interface Manager, 1983

In realtà, invece, la scelta è ben ponderata. Oltre a difficoltà tecniche, uno dei principali ostacoli incontrati da Windows è il grande alleato IBM, che ha deciso di snobbarlo in favore del suo ambiente a finestre (ma character-based) TopView. Microsoft non è preparata ad affrontare una vendita diretta (retail) uQ, essendo principalmente fornitore OEM, ed uno dei pochi a vantare competenze in merito è proprio Trower, visto il suo precedente ruolo nel settore ludico.

Inoltre proprio il settore ludico è particolarmente rilevante, dovendo Windows presentarsi con appeal tale da catturare l’attenzione e l’apprezzamento degli utenti.

Anche Gates e Ballmer rassicurano Trower, asserendo che non si tratta di un tentativo per farlo fuori, ma di un incarico volto a sfruttare più adeguatamente le sue competenze e a risollevare un prodotto che sta causando gravi danni di immagine alla società.

Così agli inizi del 1985 il nuovo PM prende le redini di Windows e si scontra subito con una brutta sorpresa: Scott McGregor, architect e manager del progetto, è stato da poco riassegnato dallo stesso Ballmer.

Ma Trower è ormai concentrato sul suo nuovo ruolo e come prima attività effettua una completa ricognizione sullo stato di avanzamento del progetto: il Kernel, il Gestore della Memoria, la Gestione degli Utenti, i Controlli e il motore GDI risultano praticamente ultimati, il che significa che il prodotto, tecnologicamente, è quasi pronto. Le problematiche sono fortemente concentrate sul piano commerciale, dall’individuazione del mercato alla strategia di penetrazione.

Sui tempi Ballmer è categorico: 6 mesi per rilasciare il nuovo prodotto.

Ciò porta alla scelta obbligata di congelare tutte le parti funzionanti, al di là della loro maturazione. Restano così alcune forti limitazioni, tra queste la dimensione fissa dei font della Title Bar e l’assenza dell’overlapping delle finestre, precedentemente eliminata in seguito alla minaccia di azione legale da parte di Apple.

Nella strategia di posizionamento sul marcato, Trower si scontra con un problema fondamentale ma, fino ad allora, ignorato: convincere gli utenti ad utilizzare un nuovo ambiente per il quale non è disponibile nessuna applicazione.

Bel problema. Ma la questione è ancora più profonda: l’inesistenza di strumenti di sviluppo validi per il nuovo ambiente.

Trower tenta allora di ottenere il supporto dei vari settori di sviluppo, senza grossi risultati. Infatti le risorse dedicate alle applicazioni Office sono concentrate sulle soluzioni per Mac, mercato snobbato da competitor come Wordperfect e Lotus e quindi ritenuto strategico. Non gli riesce neanche il tentativo di coinvolgere il suo ex team del Basic per realizzare una versione specifica per Windows; solo diversi anni dopo Gates darà l’ok per il Visual Basic.

Il lavoro di Trower si sposta allora sull’analisi dei programmi accessori sviluppati per il nuovo ambiente, dal piccolo editor testuale Notepad, alla semplice calcolatrice, passando per un primo embrione di editor grafico chiamato Windows Paint. La shell è costituita da un tool a riga di comando chiamato MS-DOS Executive, praticamente un launcher per applicazioni MS-DOS.

Strumenti insufficienti anche solo per catturare l’attenzione dell’utente medio. Con queste premesse riesce ad ottenere l’implementazione di una serie di tool che ritiene indispensabili, prendendo come riferimento quelli pensati da Apple per il Macintosh.

Vista d’insieme delle applicazioni in bundle di Windows 1

In particolare Trower riesce, con il supporto di Gates, ad ottenere l’implementazione di Windows Write dal team di Word, conscio che una versione dello stesso Word per Windows (così come di Excel) è al di là dal venire.

Inoltre il PM si concentra nell’integrazione in Windows, e nelle relative applicazioni, di una gestione minimale dei font, acquisendo la licenza del Sans-serif, del Serifed Proportional Font, e di un font di tipo fixed-width adatto alle stampanti a matrice (aghi). Ma la genialità è la collaborazione con Aldus per il supporto alle stampanti laser HP e, soprattutto, per avviare il porting di PageMaker, che si rileverà uno dei punti forti per l’espansione dell’ambiente a finestre Microsoft.

Altro aspetto fondamentale: le applicazioni esistenti per DOS.  Per la compatibilità con la modalità character-based, viene sviluppato WINOLDAPP (WINdow OLD APPlication), in grado di eseguire  correttamente applicazioni complesse come Word/Wordperfect ed Excel/Lotus 1-2-3.  In particolare Trower ricorre a Ray Ozzie di Lotus per ottenere un feedback su come realizzare una corretta keyboard-infertaface per l’utilizzo del diffusissimo 1-2-3.

Ovviamente si comincia a lavorare sulla possibilità di eseguire più applicazione DOS contemporaneamente, anche se la feauture non si rileva così semplice da implementare visto che gli sviluppatori dell’epoca utilizzavano spesso degli hack per ottenere più memoria di quanto il DOS permettesse di utilizzare.

Un altro aspetto di non poco conto sono le specifiche minime per l’hardware.

Ballmer focalizza il tutto su un sistema IBM PC con 256Kbyte di Ram, 2 floppy drive da 5 ¼ e un display CGA. In particolare quest’ultimo permette una risoluzione massima di 300×200 pixel, penalizzando decisamente il look and feel dell’ambiente. Fortunatamente Windows supporta anche l’EGA e le schede Hercules che consentono risoluzioni ben più accettabili. E i dischi rigidi? Neanche a parlarne. Sia perché ancora poco diffusi e molto costosi, sia perché il Mac non ne ha bisogno e, quindi, non devono servire neanche a Windows, altrimenti gli utenti hanno la percezione di un sistema avaro di risorse.

Verso la fine di giugno del 1985 Ballmer pretende una versione preliminare per iniziare la distribuzione presso partner chiave ed analisti. Questa versione viene denominata Premiere Edition, ma si trasforma presto nella release 1.00.

Windows 1.00 alias Premiere Edition

Nel frattempo uno dei membri chiave del team di sviluppo, Gabe Newell, scopre la presenza di un grave bug architetturale nel gestore della memoria. Per risolvere il problema è necessaria la completa riscrittura del gestore ed una intensiva fase di test.

A novembre dello stesso anno Microsoft presenta al Comdex di Las Vegas Windows 1.01 e dopo circa 6 mesi la versione 1.03, con una serie di bug fix e l’attesa internazionalizzazione.

Al di là della User Interface, Windows incorpora una serie importanti di innovazioni nel settore dei PC, tra cui il Drag&Drop ed un’API di programmazione per applicazioni con interfaccia grafica.

Questa prima versione viene percepita, essenzialmente, come una shell per l’MS DOS con menu a tendina ed il supporto al mouse, quindi di utilità assai limitata, frenandone fortemente l’espansione e ponendo seri dubbi sul suo futuro.

Il primo post dedicato alla storia di Windows si conclude qui, ci aggiorniamo alla prossima settimana per parlare di “Windows al Bivio” non prima, però, di presentarvi il video che mostra lo stesso Ballmer impegnato nel lancio commercialmente Windows 1.

18 Commenti »

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  • # 1
    Marco
     scrive: 

    “PageMaker, che si rileverà uno dei punti forti per l’espansione dell’ambiente a finestre Microsoft”

    Questa mi è nuova: il DTP professionale/prosumer era prerogativa del Mac (e Atari ST all’epoca). Puoi citarne la fonte?

    Wikipedia riporta:
    “The Macintosh remained the platform of choice especially for high-end graphics and desktop publishing (DTP). Although Aldus PageMaker shipped in January 1987 with a Windows executable, it remained a curiosity due to poor support relative to the Mac version, and a steep $795 price tag.”

    Poi, Serif e Sans-Serif sono due tipologie di font (con e senza grazie), non due font in particolare.

  • # 2
    Andrea Del Bene
     scrive: 

    Balmer è proprio il padre di tutti i televenditori/imbonitori :)

  • # 3
    sidewinder
     scrive: 

    Si muove come il nostro Baffo televisivo (aka Roberto Da Crema) che si vedeva spesso nei vari telemarket delle tv locali lombarde…

  • # 4
    Felice Pescatore (autore del post) (Autore del post)
     scrive: 

    @Marco
    le tue osservazioni sono corrette.
    In riferimento ad Aldus intendevo dire che il porting di PageMaker fu fondamentale per aprire le porte al DTP sui PC-IBM (la fonte più immediata: http://it.wikipedia.org/wiki/Windows_1.0, giusto per restare in tema di wikipedia), e quindi lanciare Windows per tale utilizzo.
    Nel caso dei font, in quel periodo era d’uso comune confondere le “famiglie” con i font stessi, mentre oggi la distinzione è più netta.

  • # 5
    [D]
     scrive: 

    “E i dischi rigidi? Neanche a parlarne. Sia perché ancora poco diffusi e molto costosi, sia perché il Mac non ne ha bisogno e, quindi, non devono servire neanche a Windows, altrimenti gli utenti hanno la percezione di un sistema avaro di risorse”

    Da questo si capisce che già allora in microsoft non c’era un vero uomo capace di comunicare con la gente. Ma che razza di ragionamento è “se non ce l’hanno gli altri, noi seguiamo bovinamente” ?
    Bisogna avere il coraggio di innovare, si deve capire dove gli altri vogliono andare a parare per sbugiardarne le parole di contorno che usano onde nascondere la verità (apple non ha inserito l’hard disk nei primi computer perchè voleva risparmiare, ieri come oggi la sua regola di vita era produrre con poco e vendere a troppo).
    E le cose oggi non vanno meglio: windows phone 7 è praticamente un clone di iphone (oltrettutto delle prime versioni) in quanto a limitazioni. Invece di mostrare una piattaforma veramente capace di reggere il confronto si sono messi a ripercorrere ovinamente le tappe di apple. Da un certo punto di vista non mi stupisce quel vecchio slogan “Redmond Start your Photocopiers”

  • # 6
    Giopro
     scrive: 

    Per quanto riguarda Pagemaker per Windows ero stato, mi sembra, allo SMAU e avevo chiesto e uno dei tecnici presenti mi aveva detto che stavano aspettando a commercializzarlo proprio in attesa di Windows 3. Però era riferita alla versione 5 di Pagemaker.
    Scusate la vaghezza, ma ormai sono passati un po’ troppi anni.

    Ciao

  • # 7
    SorenStirner
     scrive: 

    So che è poco tecnico e forse un po’ OT, ma mi sono perso un windows per la strada…

    Mi pare che la nomenclatura (o numerazione?) attuale riparta da Windows NT 4 a cui seguì Windows 2000 (NT 5). XP e Vista condividono il numero di NT 6? Perché oggi siamo a Windows 7 e nel 2012 Windows 8…
    Oppure sono Windows 2000 e XP ad essere entrambi NT 5?

    Ovviamente in tutto questo i Win 9x (Win ME incluso) non sono stati contati, eppure Windows così come lo conosciamo ci è arrivato dal 95 in poi :)

  • # 8
    RickTheSnake
     scrive: 

    \how much did you guess? five hundred? a thousand? EVEN MOOOOOORE?\
    ogni volta che vedo quel video mi fa morire come fosse la prima, non c’è dubbio che ballmer sia uno dei venditori piu’ fuori di testa mai visti su schermo :D

    @[D]: quindi se windows 7 arrivasse con supporto solo agli SSD, costringendoti a spendere 2-300 euro di hard disk oltre al costo del SO, te lo compreresti comunque solo per il bene dell’innovazione giusto?
    per quanto riguarda win phone 7… visto che, giudicando da quel che scrivi, disponi delle lauree e dell’esperienza necessarie a comprendere a fondo le sfide che comporta scrivere un sistema operativo, perchè non ti metti li a scriverne uno che fin dalla versione 1.0 abbia non solo tutto quello che hanno gli altri, bensì molto di più? ovviamente devi farlo uscire fra non piu’ di sei mesi, massimo dieci,a meno che la tua visione di SO mobile non sia in grado di stravolgere in qualsiasi momento un mercato già saturo, assuefatto e legato indissolubilmente sul piano software alle piattaforme esistenti… attendo con ansia :)

  • # 9
    Felice Pescatore (autore del post) (Autore del post)
     scrive: 

    @SorenStirner
    La numerazione è uno degli argomenti intrinsechi di questa serie di post.
    Cmq. più che “ripartire” è corretto dire che continua da Windows NT 4 e Windows 95 (anch’esso versione Win4, ma 9x).
    Windows 2000 è NT 5, come correttamente da te indicato, mentre
    Windows XP è la versione 5.1

    Per tutti i dettagli puoi visitare http://www.storiainformatica.it

  • # 10
    Felice Pescatore (autore del post) (Autore del post)
     scrive: 

    @SorenStirner
    la numerazione è uno degli argomenti impliciti di questa serie di post… per cui seguici.
    Cmq. il tuo conteggio è corretto, tranne per il fatto che la numerazione non è proprio “ripartita” da NT 4, più che altro è “continuata” visto che anche Windows 95 era la versione 4.0, ma del ramo 9x.
    Il punto dove ti sei perso è la versione di XP che è la 5.1, mentre Windows 2000 è correttamente NT 5.0. I motivi ti saranno chiari nei prossimi post.

    Per tutti i dettagli: http://www.storiainformatica.it

  • # 11
    [D]
     scrive: 

    “quindi se windows 7 arrivasse con supporto solo agli SSD, costringendoti a spendere 2-300 euro di hard disk oltre al costo del SO, te lo compreresti comunque solo per il bene dell’innovazione giusto?”

    Non ho mica detto che deve tagliare i ponti con il passato, solo che dovrebbe essere più coraggiosa e non aspettare che altri le servano il pasto (oltretutto stiamo parlando di apple come riferimento, mica chissà quale stella nel panorama delle innovazioni).

    “perchè non ti metti li a scriverne uno che fin dalla versione 1.0 abbia non solo tutto quello che hanno gli altri, bensì molto di più?”

    Dal momento che esistevano già fior di smartphone, anzi no pure di semplici cellulari, in grado di ridicolizzare i vari iphone, era così difficile per microsoft, procurarseli per poterli studiare ? Sto parlando di microsoft, non di uno studente squattrinato che vorrebbe avere fior di piattaforme da studiare ma non se le può permettere.
    Non sta scritto da nessuna parte che se una cosa è “1.0” allora dev’essere limitata o peggio fare il passo del gambero, altrimenti devo poter supporre che il futuro windows 8 avrà l’interfaccia a comandi del apple II.

  • # 12
    Giovanni
     scrive: 

    Bene Felice, questo argomento è ben più corposo per un buon RC (mi riferisco alle critiche che ti ho sollevato per quello della scorsa settimana). Purtroppo passi da un estremo all’altro perché come tema è decisamente spinoso e certo non scevro da feroci possibilità di polemica… soprattutto nei prossimi post, temo! Perciò mi auguro una trattazione oggettiva e molto, sottolineo molto, documentata. Auguri.
    Per ora comunque, mi sembrano notizie interessanti e abbastanza corrette: magari aggiungi qualche riflessione, ma mi raccomando che sia estremamente occulata.

    Alcune piccole e trascurabili precisazioni:

    Non mi pare neanche che si potesse usare in CGA 320×200 (neanche 1.x), con una CGA funzionava in 640×200 (b&w); in ogni caso quello del video è in EGA.

    Non ho capito la “storia” degli hard disk, visto che già con XT era previsto un winchester 10Mb standard e WIN1, che era un semplice ambiente di lavoro (perciò un’applicazione e non certo un sistema operativo) si limitava a leggere il filesystem MSDOS rilevando naturalmente la presenza di un hd.

    Non sono proprio d’accordo a proposito dei linguaggi per uso professionale visto che Microsoft C (evoluzione diretta di Lattice) era tutt’altro che “non professionale”. Borland aveva ottenuto un meritato successo: il TurboPascal era ottimo, velocissimo nella compilazione, di moda in quel periodo (soprattutto a livello universitario e didattico)… ma soprattutto Borland aveva intrapreso una interessante politica di prezzi stracciati. Oggettivamente tutti i prodotti Quick di MS (C, Pascal, Basic) erano decisamente superiori come IDE e come debug.

    ciao

    (Ricordo: per il Retrocomputer su retrorivista http://www.jurassicnews.com !)

  • # 13
    Al
     scrive: 

    Io nel 1986 usavo Windows 1 con Aldus Pagemaker ed una stampante laser con set di caratteri su cartuccia; il PC su cui era installato era un 286 con video EGA e 256 k di RAM.

    Per me Windows era una rivoluzione rispetto al vecchio DOS; usando Write riuscivo ad incorporare in un documento grafici Lotus 123 e immagini Paint, cosa possibile allora solo con i Mac della Direzione dell’azienda.

    Il Mac aveva il grande vantaggio di avere Excel che sul PC arrivò solo con Windows 2.

  • # 14
    Riuzasan
     scrive: 

    Onestamente penso che Microsoft abbia creato il suo primo OS decente Point&Click per Personal Computer solo nel 2001 con XP.
    Prima c’eraano ancora cose inquietatnti come WinME.
    Certo c’è poco da esserne fieri, soprattutto se si pensa agli introiti che MS aveva.

    AmigaOS è stato anni luce avanti finchè è stato sviluppato: nel 1986 altro che Cesso 1.0 o MacOs … usavo Maxiplan che andava anche meglio di Excel in multitasking con Publisher 1.0: un vero multitasking preempitive, veloce, reattivo e incredibilmente stabile per l’epoca. Come stampante avevo ua laserjet. Il tutto con un costo, per i tempi, irrisorio.

  • # 15
    SorenStirner
     scrive: 

    @Felice
    Per tutti i dettagli: http://www.storiainformatica.it

    Grazie :) ho dato un’occhiata alla timeline e mi pare ci siano diversi errori (slati e traduzioni), appena posso ti faccio un “debug” :)
    Il progetto mi sembra molto interessante, l’ho messo nei preferiti subito e lo terrò d’occhio :)

  • # 16
    Felice Pescatore (autore del post) (Autore del post)
     scrive: 

    @SorenStirner
    Grazie a te

  • # 17
    Ricambi Fiat 500
     scrive: 

    @Riuzasan
    D’accordo con te, sostituirei solo la stringa “XP” con “2000” e poi sarebbe perfetto :)

  • # 18
    Felice Pescatore (autore del post) (Autore del post)
     scrive: 

    @Giovanni.
    Avanti così. Il fatto dei dischi era riferito alle caratteristiche minime, ovviamente se l’HD c’era Windows ne traeva vantaggio.

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