di  -  lunedì 15 novembre 2010

Negli animali, quando due maschi combattono per il dominio del gruppo, o quando vogliono conquistare una femmina, subiscono una variazione nel loro livello di testosterone, che permette alla natura di mantenere l’equilibrio.

Se prima della battaglia entrambi i partecipanti si “caricano” per prepararsi alla lotta, subito dopo hanno una reazione diversa a seconda di chi ha vinto e chi ha perso. Il vincente generalmente continua ad avere un aumento del livello di testosterone, affinché sia in grado di mostrarsi potente e aggressivo nei confronti del resto del gruppo, e di essere pronto a fare “il suo dovere” con la femmina di turno.

Il perdente, al contrario, ha un calo istantaneo ormonale. Questo avviene affinché il più debole non si impicci in altre battaglie che potrebbero portarlo alla morte, e gli sia reso più facile accettare il proprio posto da sconfitto.

Come sappiamo l’uomo è fisiologicamente simile agli altri animali, quindi è comprensibile che anche i maschi umani abbiano simili reazioni. Ma come testarlo? Battaglie all’ultimo sangue per conquistare una donna sono, fortunatamente, alquanto rare. È noto che negli atleti si ha un aumento di testosterone subito prima della competizione. Questo è comprensibile pensando al fatto che il testosterone è un ormone di tipo steroide, che fa si che la persona sia più propensa a correre rischi, più aggressiva e determinata a concentrare la propria forza fisica per la vittoria. È stato anche studiato l’effetto di avere un intercorso sessuale subito prima di una gara sportiva:  aiuta la produzione di testosterone e di conseguenza le prestazioni sportive.

Ma questo ormone non influenza unicamente le prestazioni fisiche dell’individuo, ha anche un effetto molto importante sulla psicologia. Come l’animale sconfitto, che deve moderare il proprio umore per non mettersi nei guai, si può osservare un effetto simile anche negli uomini.

Credit: Duke University

Uno studio svolto in North Carolina e in Michigan ha mostrato che, subito dopo le elezioni presidenziali del 2008, gli uomini che hanno votato per il candidato perdente John McCain hanno avuto un sensibile calo nel livello di testosterone, che invece è rimasto invariato in coloro che hanno votato per il vincente Obama. La notte successiva le elezioni sono state prese le misure in 163 volontari universitari. Di notte, dopo una giornata di lavoro, ci si aspetta un certo calo naturale, ma per i supporter di McCain è stato drammatico, mentre gli elettori di Obama non hanno mostrato nessun calo, nemmeno quello che ci si sarebbe aspettati normalmente. Anzi, sembra che, 9 mesi dopo la vittoria del Presidente Obama, ci sia stata una leggera crescita nelle nascite.

Simili misure su un gruppo di 106 donne hanno avuto esito differente: seppure anche le donne posseggano una certa quantità di testosterone, la dose è molto molto più bassa, e non sembra essere sufficiente per essere influenzata dalla psicologia di un evento del genere. Le donne mostrano un aumento di testosterone nella fase immediatamente precedente una competizione sportiva, però. Questa differenza è, secondo me, molto interessante, perché mostra come questo ormone, negli uomini, influenzi il comportamento anche dopo una competizione, soprattutto a livello di conquista del potere.

Questo risultato è stato confermato in questo ultimo mese da una una coppia di ricercatori, Charlotte e Patrick Markey, che hanno tenuto sotto osservazione Goggle Trends, durante il periodo delle ultime elezioni di midterm.  I ricercatori hanno monitorato l’accesso a siti pornografici nei 50 stati americani e a D.C. Sebbene il servizio di google non permetta di capire il genere della persona che ha fatto una ricerca, una semplice selezione sulle keywords usate aiuta a capire se l’utente era un uomo o una donna.

Il risultato suggerisce che negli stati storicamente a maggioranza repubblicana vi è stato un boom di click su siti pornografici nel caso in cui sia stato eletto un senatore repubblicano (o un governatore repubblicano), e lo stesso è accaduto in stati storicamente democratici dove sono usciti vittoriosi candidati democratici.

Probabilemnte in questo risultato vi è una grande componente di semplice umore, più che di vera e propria carica ormonale, ma è comunque significativo come l’uomo non abbia del tutto perso gli effetti sel suo istinto, ma solo modificatoli in base alla società in cui vive.

9 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    zephyr83
     scrive: 

    Molto interessante davvero :)

  • # 2
    Pluto
     scrive: 

    Datemi pure dell’antidemocratico, ma le elezioni non rientrano nel mio campo di interessi e non penso modifichino il mio stato di umore

  • # 3
    Dario S.
     scrive: 

    @Pluto:
    in realtà sei omosessuale anche se non lo vuoi ammettere!! :D

  • # 4
    banryu
     scrive: 

    @Pluto: battuta poco arguta la tua, dato che se, ci pensi, anche gli omosessuali hanno il testosterone, vanno sui siti porno, eccetera, semplicemente cambia l’oggetto verso cui sono attratti; dunque a rigor di logica le meccaniche evidenziate nell’articolo della Presani valgono per tutti i “maschi biologici”.

  • # 5
    banryu
     scrive: 

    *errata corrige: il messaggio era indirizzato a Dario S.

  • # 6
    Dario S.
     scrive: 

    @banryu

    Credo che ti riferissi a me… era solo una battuta e sottolineo che non ho nulla contro gli omosessuali. Come giustamente fai notare tu nel caso specifico il testosterone non è la discriminante.
    Per non parlare degli atleti gay, che certamente non hanno mancanza di ormoni.

    Tornando all’articolo: ma come si fa ad esser certi che i “picchi pornografici” siano legati alle elezioni? Intendo… potrebbe essere un trend indipendente dalle elezioni.
    Bisogna anche considerare che negli usa la percentuale dei votanti è molto inferiore a quelle a cui siamo abituati noi: immagino che questa idea si possa applicare solo agli effettivi votanti (non penso che uno abbia picchi ormonali per le elezioni… e poi non va a votare!).
    Cmq è certamente curioso ;)

  • # 7
    Anonymous
     scrive: 

    Appena ho letto l’espressione \intercorso sessuale\ il mio testosterone ha raggiunto valori negativi :)

  • # 8
    Giacomo
     scrive: 

    Non per fare il pedante, ma “intercorso” sessuale in italiano proprio non si può sentire..

  • # 9
    banryu
     scrive: 

    @Dario S.
    … immagino che questa idea si possa applicare solo agli effettivi votanti (non penso che uno abbia picchi ormonali per le elezioni… e poi non va a votare!)…
    @
    No, infatti nell’articolo si parla di calo oppure mantenimento del livello del testosterone DOPO l’evento competitivo (in questo caso le elezioni).
    E’ chiaro che in vista dell’evento competitivo, quindi PRIMA, per il partecipante/contendente ci sia un aumento del testosterone come reazione preparatoria all’evento.

    Io credo che la chiave in questo discorso sia il fatto di essere o meno partecipanti attivi, contendenti, ovvero di “sentire” la competizione.
    Immagina di rifare l’esperimento in Italia e di osservare come soggetti gli ultras di due squadre di calcio al termine della partita (meglio se un derby :D)

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.