di  -  giovedì 11 novembre 2010

In due parole la questione è la seguente: nel Kindle store di Amazon è stato messo in vendita un libro dal titolo inequivocabile: The Pedophile’s Guide to Love and Pleasure: A Child-Lover’s Code of Conduct. Vi risparmio i dettagli sui contenuti, al 100% coerenti col titolo stesso.

Sul Web e sulla pagina del Kindle store che ospita il titolo si è scatenata una massiccia ondata di indignazione.

Amazon in prima istanza ha preso le difese della sua scelta di rendere disponibile il titolo, appigliandosi alla difesa della libertà di espressione:

Amazon believes it is censorship not to sell certain books simply because we or others believe their message is objectionable.  Amazon does not support or promote hatred or criminal acts, however, we do support the right of every individual to make their own purchasing decisions.

Una serie di dichiarazioni simili da parte di Amazon si sono ripetute, fino a quando, dopo meno di 24 ore (novità di stamane), il titolo è stato ritirato dallo store.

Placatasi l’ondata d’indignazione, è partito il contraccolpo della polemica di chi ritiene la decisione azzardata: l’eliminazione di quel titolo è sbagliata, lede diritti fondamentali, non essere d’accordo non autorizza a censurare, qualcun altro lo pubblicherà e via discorrendo.

Benché tentato da un giudizio tranchant (di segno censorio), mi sforzo di pervenire a una sintesi costruttiva: in prima istanza ritengo necessario darsi delle linee di condotta circa materiale discutibile, anche se non si rappresenta un’autorità pubblica; più in generale anche l’impresa privata ha una responsabilità sociale di cui risponde ai suoi clienti.

In particolare, come giustamente segnala Giacono Dotta, Amazon partecipa ai profitti dei libri che vende, ed è dunque necessario che partecipi in solido alle responsabilità, se non altro a quelle di fronte all’utenza.

Fissare precisamente l’asticella è tuttavia materia molto complessa e ambigua: è facile collocare oltre la soglia di tollerabilità la pedofilia, il razzismo, il terrorismo etc. Ma da qui a qualche lobby di benpensanti che richiedono il ritiro da edicole e librerie di (è solo un esempio) una bella fetta di manga giapponesi, il passo potrebbe risultare più breve di quel che sembra.

Per chi cercasse ulteriore materiale su cui formarsi un’opinione, segnalo una serie d’interventi, di segno diverso, su TechCrunch:

The 158,221st Best-Selling Kindle Book: The Pedophile’s Guide To Love And Pleasure

Amazon Defends Sale Of Pedophile How-To Guide

If Amazon Won’t Cross The Line, Someone Else Will

Congrats Amazon, Your Pedophile Book Hits The Top 100 List And Over 2,500 People Join Boycott

Amazon Banning One Vile Ebook: A Victory For…. What Exactly?

89 Commenti »

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  • # 1
    gabriele
     scrive: 

    A livello globale penso ci potrebbero essere delle discussioni su qualsiasi altro argomento, incluso il terrorismo od il negazionismo, ma la pedofilia è reato ovunque nel mondo, quindi non vedo come ci possa essere spazio per una polemica sulla censura.

  • # 2
    Pikazul
     scrive: 

    Ma un libro del genere non ricade automaticamente in \istigazione a delinquere\ e \apologia di reato\ ?

    Forse in america questi reati non esistono, ma in Italia non si sarebbe neppure posta la questione. Non si tratta di censurare opinioni con le quali non sei d’accordo ma semplicemente di vietare messaggi che vogliono spingere altre persone a commettere reati.

    Si può parlare di tutto, se uno desidera può anche dire perchè secondo lui la legge che proibisce i rapporti sessuali con minori sia sbagliata e da cambiare, ma quando dai consigli su come commettere un reato stai incitando a farlo e quindi non è più neppure un discorso politico, tantomeno è una dichiarazione delle proprie opinioni.

  • # 3
    supertigrotto
     scrive: 

    Una volta il feticismo nelle sue forme,era considerata una forma di depravazione forte,ora viene accettato come normalità,spero che non accada mai con la pedofilia,rovinare la vita a dei bambini per le proprie perversioni è da carcere a vita!
    I pedofili,si rendono conto cosa provocano,dei danni permanenti che fanno a questi bambini?
    Secondo me non hanno un briciolo di compassione e di cervello perchè se ci pensassero,capirebbero molte cose……

  • # 4
    D
     scrive: 

    @gabriele

    Che c’entra se la pedofilia è reato ovunque ?
    Leggerlo non è mica reato.

    E’ come vietare un libro che parla di serial-killers.

    Altro esempio?
    Anche i fucili possono essere usati per gli omicidi, ma non ne è vietata la vendita a prescindere.

    Per carità, massimo disgusto per la pedofilia, ma sono contro anche alla censura.

  • # 5
    GM_Phobos
     scrive: 

    pubblicare un manuale di quel genere significa in un certo senso istigare qualcuno a commettere un reato.
    Spiegando per filo e per segno come commetterlo.
    La pubblicazione da parte di un editore di un manuale del genere dovrebbe porre l’editore come anche l’autore sullo stesso piano.
    Pertanto per quanto mi riguarda entrambi dovrebbe essere accusati di istigazione a delinquere (come minimo)
    Poi ovviamente si può stare a guardare il tipo di reato (il che dovrebbe pure essere una discreta aggravante in questo caso) ma pubblicare cose che insegnano come perpetrare un reato IMHO dovrebbe essere trattato in modo non troppo dissimile dal reato stesso.

  • # 6
    Giacomo
     scrive: 

    ma il libro in origine è stato pubblicato da un altro editore, Amazon lo distribuisce e basta.. quindi la catena della responsabilità risale a prima di Amazon, no?

  • # 7
    wdasm32
     scrive: 

    i pedofili vanno sciolti nell’acido o nei forni! e anche i loro sostenitori/difensori

  • # 8
    GM_Phobos
     scrive: 

    @gabriele
    L’esempio che porti non ha senso, i fucili POSSONO essere usati per uccidere qualcuno, ma hanno anche altri scopi quali per esempio la caccia.
    Un manuale di pedofilia non ha altro scopo se non quello di insegnare a qualcuno come commettere un reato, che poi questi non sia portato a commetterlo non deve essere una scusante per l’editore di pubblicarlo. Se anche una sola persona con tendenze alla pedofilia, leggendo quel manuale, diventasse un pedofilo e facesse del male ad un bambino le responsabilità sarebbero da attribuire anche a chi ha pubblicato quel manuale senza il quale il fatto avrebbe anche potuto non verificarsi mai.

    @wdasm32
    Indubbiamente i pedofili sono una brutta cosa, ma partire con “sarebbero da scogliere nell’acido” non è che sia un bel modo di vedere il problema. Sicuramente sono da punire nel modo piu appropriato questo è fuor di dubbio. La pena di morte per come la vedo io è sempre sbagliata (non fosse solo perchè è un modo fin troppo facile e rapido di uscirne.)

  • # 9
    RickTheSnake
     scrive: 

    imho l’accusa di istigazione a delinquere cade per il semplice fatto che la pedofilia in sè non indica l’atto dell’abuso su minori bensì un disturbo psichico che porta un individuo a provare attrazione verso minorenni sotto l’età puberale. Ora, mi viene quantomeno difficile pensare che leggere un libro sia sufficiente a far scattare questo tipo di disturbo, che come la maggior parte dei problemi psichici è di solito frutto di complesse e intricate concatenazioni di eventi ed esperienze, quando non sia addirittura innato nel soggetto; tantomeno un comportamento criminale di grave entità qual’è l’abuso su minori. Imho stiamo agli stessi livelli di chi voleva bruciare gli sparatutto online perchè gli autori del massacro a Columbine erano assidui giocatori. La censura è indifendibile in qualunque situazione, e quel che mi pare il vero nodo della questione è il fatto che un libro per noi immorale (attenzione, non illegale, immorale) abbia ottenuto visibilità su un negozio molto frequentato. In poche parole, è imho l’ennesimo caso di “nascondimento sotto il tappeto” di un fenomeno che non ci piace, e che di cui non vogliamo uno spiacevole monito sulla nostra vetrina preferita.

  • # 10
    RickTheSnake
     scrive: 

    “GM_Phobos scrive:

    @gabriele
    L’esempio che porti non ha senso, i fucili POSSONO essere usati per uccidere qualcuno, ma hanno anche altri scopi quali per esempio la caccia.
    Un manuale di pedofilia non ha altro scopo se non quello di insegnare a qualcuno come commettere un reato, che poi questi non sia portato a commetterlo non deve essere una scusante per l’editore di pubblicarlo. Se anche una sola persona con tendenze alla pedofilia, leggendo quel manuale, diventasse un pedofilo e facesse del male ad un bambino le responsabilità sarebbero da attribuire anche a chi ha pubblicato quel manuale senza il quale il fatto avrebbe anche potuto non verificarsi mai.”

    seguendo questo ragionamento allora dovremmo censurare pressochè la totalità della produzione culturale sull’intero globo. come mi puoi garantire che a uno con tendenze piromani non venga voglia di dar fuoco ad un supermercato dopo aver visto uno qualsiasi dei film di stallone dove ogni proiettile sparato dà fuoco/fa esplodere qualcosa? Questo genere di ragionamenti hanno come (pericolosa) premessa che debba essere lo stato o un ente specifico a scaricare l’individuo della responsabilità di fare scelte riguardo certi contenuti. Il che ottiene il comodo effetto di avere un capro espiatorio sempre disponibile (“perchè la commissione X non ha bloccato i contenuti xyz che hanno sicuramente istigato questo reato/evento/whatever?!?”) e scarica il cittadino medio dal problema di, beh, confrontarsi con i problemi della società in cui vive. tanto ci pensa qualcun’altro. La censura non è altro che uno strumento di soppressione della libertà di parola, e spacciarla per strumento di sicurezza sociale è a mio parere un segnale molto pericoloso riguardo le intenzioni di chi la propone in questa guisa. Una società dove viene impartito un alto livello di istruzione e si insegna la cultura della responsabilità non ha bisogno di censure.

  • # 11
    The Kerth
     scrive: 

    Non entro sul merito se sia legale o no vendere il libro, non ne ho le competenze. Sicuramente però è quantomeno discutibile sul piano morale, se qualcuno scrivesse un manuale sullo stupro ho i miei più seri dubbi che ci sarebbero levate di scudi in nome della libertà di opinione. E in fondo il caso non è così diverso: un bambino non è legalmente in grado di prendere decisioni su sé stesso perchè non ha ancora la maturità e l’esperienza necessarie per giudicare con piena consapevolezza. Di conseguenza un rapporto sessuale con un bambino è un rapporto senza consenso, e quindi una forma di stupro.

    @D: il paragone non è calzante, un fucile si può usare in modo neutro, cioè per la caccia, o per il tiro sportivo, o si può semplicemente collezionare. In sostanza, non è detto che un fucile venga usato per scopi negativi, ma dato che la possibilità c’è, per averne uno devi avere il porto d’armi (da noi, ovviamente). Con la pedofilia non esiste uno modo “neutro”, se è messa in pratica è sempre negativa. Oltretutto non so quali siano i contenuti, ma il titolo dice proprio “guide”. Un conto è un libro sui fucili, un conto è un manuale che ti insegna ad ammazzare il tuo vicino di casa, e magari anche come non farti beccare! :)

    @wdasm32: occhio che è una strada pericolosa da imboccare, magari parti animato dalle migliori intenzioni, poi aggiungi alla lista sempre più persone finchè un giorno ti ritrovi a votare per un nanerottolo con i baffetti, problemi di testa e (pare) un testicolo solo! ;)

    @Alessio Di Domizio: condivido la preoccupazione sulla possibilità di una censura “larga” che in nome di politically correct e moralismo all’americana vada ad eliminare anche opere “innocenti”. Però anche l’eccessivo lassismo può essere dannoso, se non altro perchè quando poi capita il fattaccio ad uscirne rafforzata è la posizione dei moralisti.

  • # 12
    asdolo
     scrive: 

    ma ragazzi, prima almeno di iniziare la vostra diatriba e parlare a vanvera.
    Il libro lo avete letto? No vero? Vi affidate a chi forse ci ha dato uno sguardo approssimativo e ha rigurgitato un riassunto? No nemmeno qui si è partiti a razzo con l’ignoranza in testa.
    Io non l’ho letto nè comprato e non intendo farlo, ma si sta partendo dal presupposto che sia un manuale per pedofili quando magari i contenuti e il messaggio sono altri.
    Oltretutto se volete bruciare qualcuno, bruciate l’autore no? Lui l’ha pensato e scritto no? Quindi sarà un pedofilo.
    Magari leggendolo scoprite come agiscono i pedofili e potete meglio proteggere i vostri figli in situazioni del genere, le guide sono sempre un’arma a doppio taglio :-)
    In ogni caso diciamo che puntare appunto la bandierina è MOLTO difficile, ci vorrebbe una commissione di persone “giuste” in grado di valutare se un contenuto è istigazione a compiere atti socialmente non accettabili fine a sè stessa o no.
    Per i pedofili (e magari anche violentatori)la soluzione migliore è la castazione chimica + carcere, ma in Italia non abbiamo “la palle” di farlo.

  • # 13
    The Kerth
     scrive: 

    @asdolo: certo che nessuno di noi l’ha letto, ma il titolo è “La guida per il pedofilo all’amore ed al piacere: un codice di condotta per l’amante di bambini”, mica “uno studio sociopsicologico sulla pedofilia come fenomeno sociale nella specie umana”! E’ ovvio che da questo partiamo, e prendiamo per buono l’autore quando ci dice che il contenuto è in linea con il titolo :P
    Sono d’accordo sulla castrazione chimica se reversibile, sopratutto considerando l’incidenza della recidività e la mancanza di veri sistemi di recupero dei rei.

  • # 14
    Darkswan
     scrive: 

    Articolo interessante, che solleva molte questioni sulle opere pubblicabili.

    Voglio comunque buttare là un pensiero: alla stessa stregua bisognerebbe anche bannare le “120 Giornate di Sodoma” di De Sade (un libro incentrato tantissimo anche sulla pedofilia)? O questo si salva perchè letteratura? Viene prima il diritto alla parola/scrittura o l’etica?

    Comunque tutta questa campagna ha solo l’effetto opposto ovvero quello di aumentare l’interesse verso il libro, IMHO. Purtroppo il perverso attira molto di questi tempi :(

  • # 15
    Dario S.
     scrive: 

    Ho deciso che scriverò un libro:

    The Terrorist’s Guide to Death and Destruction: A Terrorist’s Code to hijack planes.

    Poi lo voglio veder pubblicato da Amazon in nome della libertà di espressione.

  • # 16
    Ciano
     scrive: 

    @Dario S.
    Mi raccomando scrivi un capitolo su come imbarcare in un aereo dell’esplosivo, perché la sfida non è fare stragi ma passare i controlli.

  • # 17
    Notturnia
     scrive: 

    vergognoso.. fossi il titolare di Amazon licenzierei su due piedi il cretino che ha permesso che venisse messo in vendita..

  • # 18
    asdolo
     scrive: 

    Sì ma anche se leggi solo il titolo:
    “La guida per il pedofilo all’amore ed al piacere: un codice di condotta per l’amante di bambini”
    E’ appunto UN CODICE DI CONDOTTA, il che potrebbe includere il fatto che spieghi bene che non si possono toccare, certo dal titolo non mi sembra che spieghi come rapire i bambini per violentarli o neanche come farsi toccare offrendogli caramelle.
    Se proprio vogliamo guardare il titolo ovviamente.
    Onestamente mi puzza più di trovata commerciale, creare scandalo per vendere è la mod degli ultimi anni. E infatti era salito nella top dei venduti…chissà perchè…

  • # 19
    floc
     scrive: 

    il problema dell’ “asticella” cosi’ come e’ stato secondo me perfettamente figurato e’ reale ma irrisolvibile… la “morale comune” non puo’ essere misurata e catalogata, diciamo che la societa’ e’ l’espressione della gente unita alle leggi vigenti, mi piace pensare che uan sorta di “autoregolamentazione” come in questo caso sia la misura piu’ efficace anche se la piu’ evanescente

    Pensiamoci, in fondo nessuno ha censurato “per legge”, amazon ha semplicemente accolto le proteste. nessuna censura nella forma, volonta’ morale rispettata

  • # 20
    mede
     scrive: 

    purtroppo mi è capitato di essere cacciato da comunità online per avere una linea di pensiero giudicata “troppo benevola” e molto simile a quella dell’articolo. la realtà è che non se ne viene fuori, c’è una controversia aperta e non è colmabile con la semplice logica a mio avviso. è un problema aperto la cui unica soluzione logica è lasciare a tutti il diritto di fare ma di considerare una responsabilità di ognuno che non faccia determinate cose.

    è successa la stessa cosa per un giochino per computer sugli stupri, una specie di simulatore. la cosa non ha destato nemmeno la mia curiosità. ma sinceramente non penso che uno possa diventare uno stupratore giocando una cosa del genere. Dunque la domanda che mi pongo è: perchè dovrei desiderare che altri non accedano a questo oggetto/informazione/media?

    purtroppo chi si schiera dalla parte di chi vuole censurare, pur spesso facendolo con le migliori intenzioni ovviamente(e la mia prima reazione ammetto essere questa), commette un errore perchè la diretta conseguenza sarà un pubblico addomesticato. la gente deve decidere semmai da sola il filtro che vuole mettere e se lo vuole mettere, non si pu trattare il prossimo come se fosse deficiente a priori, perchè il risultato è di avere un pubblico che diventa davvero incapace di discernere.

  • # 21
    Pikazul
     scrive: 

    xChi dice che magari il libro non è quello che sembra.
    La possibilità che la crociata sia stata montata dal solo titolo è stata esclusa dall’autore dell’articolo quando ha specificato che i “contenuti sono 100% coerenti col titolo”. Un modo semplice per dire che il libro è esattamente quello che sembra. Possiamo non fidarci della sua parola…ma a che serve commentare su un blog di cui non ci si fida dell’autore.

    Sull’esempio del fucile:
    L’esempio del fucile è un classico ma è stato modellato per casi molto differenti, se lo si vuole adattare a questa situazione dovremmo prendere in esame la possibilità di un libro chiamato “1001 modi per ammazzare il tuo vicino di casa e farla franca”. Anche qui, a meno che non sia una provocante satira sulle ambiguità del nostro sistema giudiziario, un libro del genere sarebbe illegale.
    Se cerchi di far passare come un’azione innocente e legittima il compimento di un reato ne stai facendo l’apologia, e quindi ti stai macchiando di un reato.

    In inglese poi l’abuso di minore è chiamato anche “statutory rape”, quindi il paragone con un manuale per gli stupratori ci sta benissimo (rape=stupro in inglese)

    In ultimo, assumere che le persone siano deficienti è sbagliato, così come è sbagliato assumere che siano tutti geni dotati di una volontà di ferro. La mente umana è molto più delicata e instabile di quanto si voglia credere ed è per questo che abbiamo tutta una serie di reati atti a punire chi tenta di approfittare di questo.
    Credere che le persone abbiano uno switch nella testa Pedofilo/NonPedofilo
    è una assurda semplificazione della realtà, e i danni che una lettura del genere può provocare sono enormi, sopratutto se consideriamo che a pagarli sono i bambini.

    Se vogliamo fare un paragone con un reato simile c’è il caso dell’istigazione al suicidio. E’ quasi impossibile portare qualcuno a uccidersi se questo non aveva già idea di farlo prima, ma convincerlo ad assecondare quelle idee è comunque un reato.

  • # 22
    Gabriele
     scrive: 

    Ritengo che nonostante io sia un forte sostenitore della libertà di opinione e di stampa non si possa transigere su certi argomenti neanche se il loro intento è soltanto quello di “acculturare” le persone. L’umanità non ha bisogno di questo tipo di conoscenze. Abbiamo bisogno di nutrire altri tipi di sentimenti piuttosto che contribuire ad alimentare la già preoccupante devianza che c’è tra la gente. Questo non è un libro che studia il fenomeno con contributi psichiatrici o psicologici ed offre una analisi del fenomeno nel mondo; signori E’ UNA GUIDA, UN MANUALE PER PEDOFILI! Chi ha scritto e soprattutto la casa editrice che ha pubblicato questo testo dovrebbero vergognarsi e scusarsi pubblicamente. VERGOGNA.

  • # 23
    Vergogna
     scrive: 

    vado in biblioteca e prendo la filosofia del boudoir del marchese de Sade, se il potere fosse di 4 stronzi rischierei l’arresto, ma finchè c’è libertà di parola posso leggerlo, criticarlo, promuoverlo o bocciarlo.
    i 4 stronzi generalmente pongono dei divieti per mantenere il privilegio, come i gerarchi di pasolini delle 120 giornate di sodoma.

  • # 24
    avve
     scrive: 

    la censura è sempre controproducente, perché è dalle discussioni razionali che si può dimostrare la correttezza o meno di certe posizioni.
    censurarle invece rafforza la convinzione di chi è dell’opinione “censurata” di essere dalla parte della ragione: se fosse il contrario, non si avrebbe paura di certe opinioni, giacché risulterebbero contraddittorie di loro e non prolifererebbero.

    basta vedere il web, è un ricettacolo di stronzate, eppure gli sciachimisti o i complottisti dell’9/11 o quelli che non credono nell’allunaggio americano non è che aumentano esponenzialmente.

    per quanto riguarda la sessualità infantile, so che diverrò oggetto di ingiurie e insulti anche personali, ma ritengo che la sessualità soffra di un forte bias dovuta a vestigia culturali del cristianesimo, e la sessualità infantile parimenti, viene negata o svilita, mentre esiste un istinto sessuale anche nei bambini, ed è documentato da chi si occupa di queste cose (pediatri, psicologi infatili, ecc), non è certo il parere dei triccheballacche sui forum che conta. Non sostengo certo chi utilizza la coercizione per ottenere il sesso, anche attraverso trappole mentali nei confronti dei meno sviluppati psicologicamente; ma non riesco invece a vedere il male in un comportamento che è senza vittime, quello del sesso tra consenzienti.

    Poi voi che ne potete capire, io invece avevo la maestra di religione che era uguale alla Audrey Hepburn, le erezioni che avevo io a 10 anni molti di voi se le sognano anche adesso….

  • # 25
    Don Juambo
     scrive: 

    Avve (E’ il tuo forse un saluto storpiato in auge nell’antica Roma ?),

    Anche se viviamo in un mondo libero, dove l’informazione corre senza freni e chi viene offerta in quantita’ industriali, questa deve avere un limite etico.

    L’informazione non e’ neutrale, l’informazione puo’ essere buona e puo’ essere cattiva. Un manuale di istruzioni su come creare una bomba, e’ informazione cattiva, ed e’ giusto che venga in tutti i modi tenuta lontano da chi potrebbe farne cattivo uso.
    Un esempio concreto e’ la trasmissione “CSI” che mostra i metodi di indagine della polizia scientifica. Questa e’ informazione cattiva, grazie a questa i criminali imparano come nascondere le prove dei loro crimini.

    Nella medesima categoria rientra il manuale in questione. Certe cose non dovrebbero mai vedere la luce, certi testi dovrebbero rimanere sepolti !
    Sostengo quindi con tutta la mia forza una censura intelligente, una censura che elimini certa informazione cattiva dalla nostra vita, una censura atta a migliorare il mondo e renderci quindi piu’ liberi !

    Don Juambo

  • # 26
    Goddamn
     scrive: 

    “Non esistono libri morali o immorali. Ci sono solo libri scritti bene o libri scritti male. Questo è tutto”

    – Oscar Wilde

  • # 27
    avve
     scrive: 

    @Don Juambo

    Il problema è che lo strumento della censura non può compiere queste valutazioni, di conseguenza una volta che esiste può funzionare tanto per l’informazione buona quanto per quella cattiva.
    Tanto più che i problemi sono ben altri, voglio dire, per fare una bomba le istruzioni volendo si trovano, ma con tutti sti terroristi e cazzi che ci dicono esistere in giro, possibile che non salta in aria mai niente? E che pizza…
    Oppure no? Non basta solo l’informazione. E il modello di informazione “criminale” sinceramente non riesco ad appoggiartelo. Una bomba è una bomba, scoppia e uccide. Le istruzioni per costruire una bomba non scoppiano.
    Parallelamente le istruzioni per pedare non pedano.

    Poi sono pure scettico che il manuale trattasse di quello, magari era la biografia di un pedone che voleva parlare della sua condizione e trasmettere la sua esperienza ad altri, e i media si sono buttati a capofitto per far notizia distorcendo i fatti.
    Chi lo sa?
    Non posso ordinare il libro quindi non potrò mai sapere.
    L’autore è stato catturato, pestato, gli hanno cavato i denti con delle pinze e fatto scoppiare gli occhi con aghi roventi, gli hanno messo ceralacca nel culo e acido da batteria in faccia, poi l’hanno ammazzato.
    E magari, ilPedofilo, era il cognome… http://youtu.be/jEiEZdY2kQA

    ps: no Avve non c’entra con “ave”, è solo un nick come tanti.

  • # 28
    Masao
     scrive: 

    La libertà d’espressione deve essere totale (con la parziale esclusione di ciò che costituisce un pericolo reale e immediato – come l’istigazione al suicidio portata ad esempio sopra – ma per la sola durata del pericolo) altrimenti a qualcuno tocca decidere cosa pubblicare e cosa no. Questo qualcuno non può che essere il potere, quale sia la forma sotto cui si presenta. Dunque o si ha la libertà d’espressione, o si ha la censura ad arbitrio dei potenti. Non ci sono vie di mezzo.

    L’autore del libro ha diritto di dire la sua come chiunque altro. Un conto è dire, un conto fare. Un conto commettere un atto previsto dalla legge come reato, un conto dire che secondo te non dovrebbe essere considerato un reato.

  • # 29
    Don Juambo
     scrive: 

    Avve,

    Lo strumento della censura, se messo nelle giuste mani, puo’ e DEVE operare per la nostra sicurezza ! Ovviamente ci potranno essere degli errori, ma e’ il prezzo da pagare per avere piu’ sicurezza.

    Il tuo ragionamento sui terroristi dimostra chiaramente che la censura e il controllo in atto hanno scongiurato atti di terrorismo paragonabili all’11 Settembre.

    Il trattamento da te descritto non e’ auspicabile, pero’ ci vorrebbe un controllo su quello che la gente pensa per evitare che certi libri vengano pubblicati, per fermarli PRIMA che possano commettere un orrendo crimine.

    Don Juambo

  • # 30
    avve
     scrive: 

    @Don Juambo:
    ma come faccio a sapere se il contenuto del libro è degno di censura, se non posso leggerlo?
    Come faccio a non dubitare del fatto che i governanti me lo vogliono tenere nascosto per motivi *altri*? Secondo me è meglio un po’ di terrorismo “fisiologico” (che comunque è contenibile con l’uso accorto dell’intelligence) , che il terrorismo di stato. Meglio i 3000 morti delle torri gemelle in nome della libertà o la schiavitù invisibile di 1984?

  • # 31
    Don Juambo
     scrive: 

    Avve,

    Non devi saperlo, devi fidarti dei governanti che hai eletto. Forse che vai a informarti su ogni legge varata ? No, deleghi.
    Allo stesso modo deleghi a chi di dovere (Governanti, uomini di chiesa, …) la scelta su quale informazione e’ cattiva e quale e’ buona.

    Come ben sai ogni vita umana e’ sacra, 3000 cristiani morti per te valgono meno di un manuale pedofilo ?

  • # 32
    Shark
     scrive: 

    Prima di tutto non capisco questa parte: \3000 cristiani morti per te valgono meno di un manuale pedofilo\

    Come dire che i cristiani valgono più degli altri…

    Comunque sia, Avve ha perfettamente ragione…

    Ci metto la mano sul fuoco: si trattava soltanto di un libro di un pedofilo che voleva esporre al letto il suo orientamento sessuale e far caprie cosa si prova ad avere tali preferenze sessuali.

    Solo che l’isteria come al solito ha preso il sopravvento…

    I pedofili hanno la libertà di esperimersi come tutti: o la libertà di parola è di tutti, o non è di nessuno.

    Altrimenti oggi tocca ai pedofili, domani tocca ad altri, dopo domani tocca ad altri ancora… fra 2 mesi tocca a TE.

    E alla fine la libertà di parola diventa soltanto un’utopia!

  • # 33
    ares17
     scrive: 

    @avve
    ma come faccio a sapere se il contenuto del libro è degno di censura, se non posso leggerlo?
    Come faccio a non dubitare del fatto che i governanti me lo vogliono tenere nascosto per motivi *altri*? Secondo me è meglio un po’ di terrorismo “fisiologico” (che comunque è contenibile con l’uso accorto dell’intelligence) , che il terrorismo di stato. Meglio i 3000 morti delle torri gemelle in nome della libertà o la schiavitù invisibile di 1984?

    Ma di quale censura si sta parlando scusami?
    Il testo in questione è stato ritirato dalla vendita da Amazzon, e non proibito dalla censura.
    Si è sentito che moltissimi clienti hanno protestato per la messa in catalogo di tale “articolo”, ma non ci sono anche utenti che hanno protestato?
    Se i miei clienti si lamentano per un articolo che espongo in vetrina io lo tolgo non per la censura, ma per non perdere i clienti.
    Quindi non capisco cosa centra la censura, piuttosto potrebbe essere deprecabile il comportamento (prima a catalogo, poi tolto) del realizzatore del catalogo di vendita che nei fatti non ha affatto realizzato gli interessi della sua azienda.

  • # 34
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Solo per precisare che, chi avesse voglia di dare una scorsa ai link che ho già inserito, troverebbe in questo pezzo
    http://techcrunch.com/2010/11/10/amazon-defends-pedophile-how-to-guide/
    un estratto del libro abbastanza indicativo. Non lo trascrivo per decenza.

    Come ho già scritto, il titolo riassume esattamente il libro, che è sostanzialmente un manuale, ricco di consigli pratici, per aiutare il pedofilo a trarre piacere da minorenni. Ben diverso da una qualsivoglia opera narrativa anche su temi controversi: qui siamo all’howto.

    Prima di assimilare – alla cieca – i contenuti del testo alla teoria dei rettiliani andrebbe dato uno sguardo a google: data l’enorme pubblicità sul caso non mancano estratti molto esplicativi.

  • # 35
    mik
     scrive: 

    @ Don Juambo
    Già adesso si delega qualcuno per decidere quale informazione è cattiva e quale è buona, basta vedere la differenza tra il TG4 e il TG3.
    Nel momento stesso in cui qualcuno decide cosa, come e quando mostrare le informazioni si inserisce un filtro alle informazioni stesse. Ci verrà mostrato solo ciò che è più importante nel migliore dei casi, e solo ciò che dobbiamo vedere nel peggiore; ma in tutti i casi ci sarà negato l’accesso alle informazioni.
    Ora supponiamo di avere a disposizione il miglior censore possibile, che decida pubblicare solo ciò che è in linea con la morale comune; verranno comunque nascosti tutti i libri che non corrispondono alla morale, tuttavia la morale non è qualcosa di statico e immutabile, ma qualcosa che si evolve nel tempo, spesso anche grazie a libri che non corrispondono alla morale comune, e nella Storia ne abbiamo tantissimi di esempi.
    Il problema vero secondo me non sta nella possibilità di scrivere o di pubblicare un libro immorale, ma nella gente che il libro lo compra e lo legge. Prima che il libro venisse ritirato infatti ha fatto in tempo ad arrivare nella Top 100.
    Ora il reato in se è qualcosa di veramente abominevole, questo però non mi basta per rinunciare a quelli che vedo come diritti fondamentali di una società libera e veramente democratica.

  • # 36
    Soldo
     scrive: 

    …io mi sono procurato informazioni importanti sulla fabbricazione degli esplosivi semplicemente cercandole nei testi universitari. Chiunque potrebbe farlo, ma basta questo a creare un terrorista? Ne dubito, altrimenti leggeremmo in continuazione sui giornali di attentati e esplosioni. Non credo che esista davvero tutta questo perversità pronta ad esprimersi all’arrivo delle (presunte, in questo caso) informazioni adatte allo scopo. Credo, invece, che arrivata ai giorni nostri (e in particolare dopo le terribili prove di un neanche un secolo fa) la società umana debba essere sempre più capace di liberarsi dal pregiudizio e di acquisire così la maturità per affrontare qualunque argomento le sia stato finora precluso in modo obbiettivo, senza l’influenza di parti esterne, che debbano invece decidere che la società vada “protetta” (e magari nel frattempo contenuta) attraverso strumenti come la censura.
    Credo sia un percorso importante per liberarsi in futuro da simili sistemi, o, almeno, dalla presunzione che possa essere giusti.

  • # 37
    Vergogna
     scrive: 

    domani leggerai sul TG che un blog difende il libro ed inneggia alla pedofilia.
    perchè aprire una discussione di questo tipo quando si conosce già il finale ?
    che senso ha, parliamo invece del senso stesso di discutere di argomenti che non riguardano la tua mission.
    esistono libri che spiegano come picchiare la moglie, nel mondo arabo non sono censurati.. probabilmente qualche editore delle yemen pubblicherà anche questo manuale sulla pedofilia.
    ricade tutto nel relativismo culturale.

  • # 38
    Antonio
     scrive: 

    Io sinceramente non trovo “discutibile” il contenuto di quel libro. E’ semplicemente SBAGLIATO, non c’è possibilità di discussione nella pedofilia. Non vedo cosa c’entri la libertà d’espressione sinceramente.

  • # 39
    Gabriele
     scrive: 

    Invito tutti quanti a dare uno sguardo all’estratto di questo testo postato nel link di Alessio. Molti di voi si renderanno conto che in questi casi la libertà di stampa diventa uno strumento altamente opinabile. Se ancora pensate che certe cose vadano difese a spada tratta secondo me volete difendere l’indifendibile. Volevo invece rispondere ad avve quando racconta delle sue erezioni a 10 anni per via della sua insegnante: ok, quelle cose ci siamo passati un po tutti e dal punto di vista biologico è normale che ad una certa età si comincino ad avvertire pulsioni ed istinti sessuali. Ma non è quello il punto e non credo che se a 10 anni la tua prof. avesse avuto particolari attenzioni verso di te lo avresti gradito semplicemente perchè a quell’età non sei consapevole del tuo corpo e di quello che vuoi, hai soltanto delle sensazioni biologiche legate al primo sviluppo ormonale. Devi vedere tutte e due le faccie della medaglia…a quell’età non sei nè psicologicamente nè fisicamente pronto per certe esperienze, nella maniera più assoluta.

  • # 40
    Nathan
     scrive: 

    Io l’ho letto e ho trovato un po stucchevole la parte degli appostamenti difronte agli asili, del resto se questi pedofili avrebbero un cervello fra le orecchie non sarebbero cosi babbei.. :-\

  • # 41
    Shark
     scrive: 

    “se qualcuno scrivesse un manuale sullo stupro ho i miei più seri dubbi che ci sarebbero levate di scudi in nome della libertà di opinione”

    Il fatto è che lo stupro è per definizione una violenza.

    “Pedofilia” invece non significa violenza.

    “Pedofilo” è una persona adulta attratta emotivamente/sessualmente da bambini impuberi.

    La pedofilia è la tendenza sessuale o la messa in atto del desiderio pedofilo.

    Ora… chi lo dice che il rapporto tra un bambino e un adulto è violenza di default?

    Io conosco una tipa (ora adulta) che dice che a 12 anni ha avuto la sua prima relazione.. con un uomo di 30 anni. Dice che è stata la più bella relazione della sua vita e che il tizio la trattava benissimo.

    Il bambino/ragazzino può essere consenziente e partecipe.

    La pedofilia è sicuramente illegale, ma da qui a dire che è sempre violenza ce ne passa.

    Legge e morale infatti sono due cose diverse.

  • # 42
    Eziolo
     scrive: 

    Premesso che sono contro a ogni forma di censura (a parte le fascie di età obbligatorie per la fruizione di certi contenuti), e che se questo libro è ritenuto pubblicabile dalle leggi vigenti allora DEVE essere pubblicabile, bisogna anche rispettare la policy di Amazon, che a quanto pare già da prima si riservava il diritto di non vendere titoli con contenuti da lei giudicati inopportuni.
    Appro di contenuti, non ho letto il libro, ma da quanto linkato si evince che:
    nel primo paragrafo, se ho capito male scusatemi, si parla di come mettere un preservativo a un bambino; che senso avrebbe una cosa del genere???
    Il secondo paragrafo sembra completamente estratto dal contesto, ma da quello che si capisce il contenuto è effettivamente discutibile.
    Per concludere, se qualcuno dei commentatori scandalizzati tirasse un attimo la testa fuori dal culo (scusate il francese), si renderebbe conto che, con ogni probabilità, chi ha scritto questo libro non sa nemmeno cosa sia la pedofilia, ma ha preferito guadagnare qualche soldo così anzichè andare a lavorare.

  • # 43
    Goddamn
     scrive: 

    Ehi Nathan, tu che sei riuscito a leggerlo il libro, perchè non me la riporti la parte su cui ti soffermi?
    Avrebbi interesse a prenderne visione.

    Riguardo lo scandalosissimo stralcio che l’articolista non se l’è sentita di trascriverci, mi chiedo cosa ci sarebbe di così sconvolgente, nel dare dei consigli atti ad evitare la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili, o al ricorrere a delle valvole di sfogo nel rispetto delle leggi vigenti?

  • # 44
    Arunax
     scrive: 

    Purtroppo un po’ me lo aspettavo, ma sono comunque indignato da molti dei commenti che trovo, improntati alla “difesa della libertà d’espressione contro la censura”… io credo che si sia perso ogni senso della misura. La libertà d’espressione NON E’ un diritto assoluto, ma trova il suo limite in tutte le altre libertà: ad esempio quella dei bambini – BAMBINI!!!! – di non essere violentati fisicamente o anche solo psicologicamente.

    Quello che dice qualcuno sulla “sessualità infantile”, che non consideriamo per un pregiudizio cristiano, è completamente privo di senso. Non perché essa non esista, ma perché – non giriamoci intorno – qua non si parla affatto di sessualità dei bambini ma degli adulti che li sfruttano. E Alessio mi pare essere stato chiaro nel suo articolo a questo riguardo.

    Mi sembra che molti abbiano perso completamente il senso del bene e del male… assuefatti dal fatto che bene e male spesso non sono facilmente identificabili (verissimo) pensano che non esistano affatto, e che tutti i comportamenti siano leciti per coloro che li compiano: giustificano in questo modo ogni sorta di atrocità, compresa la pedofilia. Esprimano pure la loro opinione, come io esprimo la mia indignazione nei loro confronti: sono assolutamente felice di non avere ancora perso, malgrado tutto, la capacità di indignarmi…

    Un ultimo punto. Non parlate, per favore, di “censura”. Censura è punire chi ha scritto il libro, oppure impedirne la pubblicazione tramite la legge: non, da parte dell’editore, rifiutarsi di pubblicarlo perché il contenuto non è ritenuto accettabile. Nessuno costringe Amazon a pubblicare porcate simili, e avrebbe fatto benissimo a non farlo. Dico questo pur ritenendomi assolutamente contrario alla censura, e non vedo alcuna contraddizione: l’autore deve poter avere il diritto di esprimere la sua opinione, ma questo si limita al fatto di non essere legalmente punibile per un’opinione espressa, per quanto orribile ed abietta.

  • # 45
    Vergogna
     scrive: 

    bhe adesso che la moderazione e i suoi lacchè si sono proposti come difensori della legalità possiamo star tranquilli che questo blog non chiuderà.
    torniamo a parlare di tecnologia plz ?
    buona serata..

  • # 46
    Shark
     scrive: 

    @Arunax scrive: “ad esempio quella dei bambini – BAMBINI!!!! – di non essere violentati fisicamente o anche solo psicologicamente”

    ————-

    Ma la pedofilia non è per forza violenza…

    Ripeto: “pedofilo” viene usato ERRONEAMENTE per indicare una persona che violenta un bambino

    IN REALTÀ…

    Pedofilo è un adulto attratto dai bambini impuberi.

    Vedete la differenza tra le due definizioni?

    La pedofilia è l’atto che scaturisce dal desiderio pedofilo.

    Se il bambino acconsente, è sempre pedofilia, ma non è violenza.

    E non sto parlando di cose dell’altro mondo!

    Se si potessero osservare tutti i rapporti di pedofilia nel mondo, si scoprirebbe che in molti il bambino è partecipe e consenziente.

    Poi la legge pone dei limiti per evitare abusi, ma questo è un altro discorso.

    Ciò che è illegale non è automaticamente immorale: ogni caso va giudicato singolarmente.

    Se uno scrive il suo libro in cui si esprime favorevole ai rapporti sessuali tra adulti e bambini, è sua libertà farlo. Infatti non è una questione oggettiva: per alcuni è giusto e per altri no.

    C’è gente che considera maniaci coercitori pedofili anche i 30enni che vanno con le 17enni… e mi fermo qui. Tanto per capire fino a che livellia rriva il relativismo.

  • # 47
    Badtzmaru
     scrive: 

    I pedofili sono da curare/aiutare/controllare come uomini, e da punire duramente quando colpevoli di reato.
    Le persone come wdasm32 invece vanno sciolte nell’acido;)

  • # 48
    Arunax
     scrive: 

    Ti rispondo brevemente, vista l’ora:

    – il bambino ha una consapevolezza di ciò gli accade, ma si tratta di una consapevolezza solo parziale, o quantomento minore di quella dell’adulto. Io non credo affatto che la maggior parte dei bambini sia consenziente (ma qui è la mia parola contro la tua, e ci vorrebbero *dati scientifici* per supportare l’una o l’altra opinione) ma anche se fosse, temo che il bambino sia consenziente solo perché l’adulto lo induce ad esserlo con l’inganno, con la richiesta di fiducia. Se un bambino si fida davvero di un adulto farà qualunque cosa… ed è noto che purtroppo la forma di pedofilia più diffusa è quella in famiglia. Non sei d’accordo con me che indurre un bambino ad essere consenziente sfruttando la propria superiorità intellettuale è una violenza?

    – probabilmente hai ragione sulla definizione di “pedofilia”, ma non è questo il punto. Il libro è un manuale pratico su come adescare i bambini, tutto un altro paio di maniche rispetto ad una descrizione di ciò che si prova nel subire questo genere di “attrazioni”.

    La libertà d’espressione va tutelata e nessuno può dire a questo tizio di non scrivere, ma, ripeto, Amazon è un venditore di libri. Ha assoluta libertà di scegliere cosa vendere così come ce l’ha l’editore nello scegliere cosa pubblicare: non lo si può accusare di censura.

  • # 49
    Shark
     scrive: 

    @Arunax scrive: \Non sei d’accordo con me che indurre un bambino ad essere consenziente sfruttando la propria superiorità intellettuale è una violenza?\

    ————-

    Sul fatto che tra un adulto e un bambino ci sia differenza di maturità non ci piove…

    Ma tu parti dal presupposto che l’adulto sfrutta il bambino, che il più maturo sfrutta il meno maturo.

    E se invece non fosse così? Magari è una cosa perfettamente reciproca in cui l’adulto lascia al bambino la libertà di iniziativa e di ritirarsi quando vuole…

    Non mi pare esista una formula matematica che dimsotri che una persona più matura debba sfruttare una persona meno matura!

    Senza dubbio se tu potessi analizzare tutti i rapporti pedofili correnti nel mondo, intuiresti che alcuni di questi non si svolgono in maniera né violenta né coercitiva.

    Sarebbero probabilmente illegali a livello di legge, ma non necessariamente immorali in quei singoli casi.

    È stupido pensare che un rapporto tra una dulto e un bambino sia automaticamente una violenza: non esiste nessuan formula matematica: in certi casi lo è, in altri no. Punto!

  • # 50
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ shark
    A parte che la discussione sulla natura della pedofilia sconfina sull’OT, ti invito a leggere l’art. 609 del Codice Penale del paese di cui (presumo) sei cittadino. Un bambino, tipo uno di meno di tredici anni cui quel libro fa riferimento, non è toccabile in nessun caso per la legge italiana. Chi lo tocca si macchia del reato di atti sessuali con minori – stessa pena della violenza sessuale (da 5 a 10 anni al fresco o 7-14 se minore di anni 10) – su cui non c’è molto da opinare. Il consenso non è dunque una categoria che si applica a questa discussione, almeno per individui sotto i 14 anni. Punto.

    In quanto al libro, non sono un avvocato ma ho come il dubbio che chi elargisce consigli su come spassarsela con un/a minorenne sotto i 14 anni senza essere beccati istighi a delinquere.

    Ogni parere legale qualificato in merito è benvenuto.

  • # 51
    Goddamn
     scrive: 

    L’età del consenso, ovvero l’età a cui viene ad un minore riconosciuta dalla legge la possibilità di acconsentire ad un rapporto sessuale, potendo presupporre abbia maturato la sufficiente consapevolezza per andare a letto con chi desidera, è una soglia variabile a seconda dell’epoca che si prende in considerazione, il Paese e la cultura dominante.
    In alcuni stati tale soglia è tutt’oggi fissata al di sotto dei 13 anni, come ad esempio in Vaticano, dove si mantiene a 12 anni (tranne nel caso l’adulto eserciti ascendente).
    Pertanto non è detto che si debba configurare automaticamente il reato di istigazione a delinquere (che poi bisogna vedere in quale legislazione è imputabile), per i consigli pratici dati dall’autore del manuale, di adoperare i dovuti accorgimenti nel rapporto, come quello del preservativo della giusta taglia (i finger cots in latex possono essere adatti al caso, ma sicuramente c’è di meglio, visto esistono gli Hotshot, che sono dei condom extra small appositamente studiati per dodicenni, comunemente venduti in Svizzera). Rapporto inoltre, che non è neppure stato specificato debba avvenire con adulti: visto non è contestualizzato il paragrafo, se ne può tranquillamente dubitare che il riferimento fosse quello che in separata sede si è dato ad intendere. I BL dopotutto possono benissimo essere anch’essi minorenni, ergo rientrerebbe in discussione l’AoC, con tutte le possibili varianti del caso.
    In Italia vero è, che l’età del consenso è stabilita a 14 anni (poi, a seconda dei casi, può salire a 16, ma anche scendere a 13); però è altresì vero che in mancanza di una denuncia di parte non si procede d’ufficio, a meno che il minore non abbia MENO di 10 anni.

  • # 52
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Come dicevo nel commento precedente, le disquisizioni sulla natura stessa della pedofilia, in prospettiva sincronica e diacronica, sono OT rispetto all’argomento del pezzo. Tanto più che se in altre parti del mondo o in altri secoli esistono o sono esistite diverse interpretazioni della materia, in Italia nel 2010 c’è l’articolo 609 C.P. che stabilisce chiaramente e al di fuori di ogni ambiguità la disciplina in materia. Esiste poi l’art 414 C.P. che regola l’apologia di reato, ovverosia:
    “[…] quel delitto, genericamente previsto dall’ultimo comma dell’art. 414 c.p. che punisce colui il quale pubblicamente esalta e/o manifesta la correttezza e la giustificabilità di atti ritenuti illeciti dall’ordinamento giuridico.”

    http://www.diritto.it/materiali/penale/marcellino2.html

    Confido nel buon senso di tutti.

  • # 53
    Scolapasta
     scrive: 

    Hum… Amazon mette in catalogo un libro sulla pedofilia e viene criticato, lo censura e viene criticato. Se Amazon avesse respinto il libro prima che entrasse nel catalogo, non saremmo qui a parlarne…

    Astraendo: un soggetto potente fa una scelta e viene criticato, fa l’esatto opposto e viene criticato, se fa qualunque cosa purchè di nascosto può andare avanti vivendo di rendita della buona immagine che si è costruita.

    Astraendo ancora di più: i potenti devono fare le cose all’insaputa del pubblico o qualunque cosa faranno sarà giocoforza soggetto di critiche.

  • # 54
    Gianluca
     scrive: 

    **** COMMENTO OT MODERATO ****

  • # 55
    wdasm32
     scrive: 

    per quelli che mi hanno risposto, avete ragione però sapendo che in italia non c’è la certezza della pena e magari vedendo uno di questi che esce per buona condotta dopo due anni o cose simili fa sempre arrabbiare…

  • # 56
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ wdasm32
    Ti prego di considerare che questa discussione non riguarda i pedofilia e relative pene detentive ma una questione relativa alla libertà di espressione.

  • # 57
    wdasm32
     scrive: 

    **** COMMENTO OT MODERATO ****

  • # 58
    wdasm32
     scrive: 

    ok ho letto adesso il tuo commento scusami..

  • # 59
    ANGEL
     scrive: 

    ho letto che in realtà il manuale serve a tutelarsi dai pedofili… so much ado about nothing…

  • # 60
    ares17
     scrive: 

    @Alessio Di Domizio
    Libertà di espressione?

    Non mi ero reso conto che questa discussione riguardasse la libertà di espressione, almeno dal tuo commento iniziale sembrerebbe piuttosto che si possa discutere di tutto tranne che di libertà di espressione:
    la libertà di espressione non è minimamente intaccata in tutto questo, l’autore del libro, se così si può definire, non è stato ne limitato ne perseguito per aver dato libero sfogo alla sua espressione di pensiero.
    Si potrebbe piuttosto discutere se un distributore possa decidere o meno di mettere a listino un prodotto.
    Quando vengono pubblicate immagini di stragi o incidenti stradale molto cruenti e “crude” in grado di turbare l’opinione pubblica tutti a dare contro ai tg o ai giornali, ma credo che il codice di autocondotta e l’autocensura non ha nulla a che vedere con la censura.
    Leggendo i commenti vedo solo opinioni sulla libertà di espressione in barba al diritto sacrosanto della libertà di amazon di vendere o non vendere un prodotto.
    Ma stiamo scherzando, o forse in nome della presunta libertà di espressione dell’autore dobbiamo prevarocare con la forza la libertà del distributore?
    Mi sembra ipocrita la difesa del manuale.

  • # 61
    dargor17
     scrive: 

    @ asdolo:
    Hai letto gli articoli linkati da Alessio? Rileggiti questo, che contiene un brano del libro in questione:

    http://techcrunch.com/2010/11/10/amazon-defends-pedophile-how-to-guide/

    Direi che ci sono pochi dubbi sul fatto che sia una guida pratica sul come è meglio stuprare i bambini…

  • # 62
    mede
     scrive: 

    c’è un dilemma morale per chi distribuisce/vende o in qualche modo partecipa alla filiera? in qualche modo se partecipi anche monetizzando ti senti responsabile, oppure vieni considerato responsabile. ma questo è un’altro errore e il dilemma è solo apparente e in realtà forzato. è infatti assurdo che uno che fa il corriere si metta a disquisire e a decidere su cosa il pubblico finale avrà accesso e di fatto dovrebbe essere sospeso dalla responsabilità e fare il suo lavoro retribuito e distribuire/vendere qualsiasi cagata senza responsabilità, perchè lui fornisce un’offerta e la possibilità di scegliere se comprare o no all’utente finale, che in realtà è il VERO RESPONSABILE perchè è lui a decidere se comprare o no il prodotto creando il mercato.
    guardate che non se ne esce da questa cosa, per me è così e basta, altrimenti non funziona, che poi possa essere utopico è un’altro discorso.

  • # 63
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Un editore ha le sue policy e decide in autonomia – senza che nessuno si sogni di invocare la censura – cosa pubblicare e cosa no. Un distributore come Amazon a sua volta ha la sua policy.
    Nel momento in cui hai una politica editoriale e una compartecipazione economica sei di fatto responsabile, non sei più un vettore neutrale (come p. es. cerca di dipingersi Google) ma un editore responsabile in solido di quel che si pubblica/distribuisce.

    Il concetto di responsabilità è strettamente funzionale al funzionamento di un sistema giudiziario e quindi di una democrazia. Occhio a spostare tutto sull’ultimo anello, quella si chiama anarchia, non democrazia.

  • # 64
    Vergogna
     scrive: 

    google un editore, rotfl.

  • # 65
    mede
     scrive: 

    @ Alessio Di Domizio commento 63

    ok ma così se nessuno pubblica un mio scritto (che si venderebbe o meno), nemmeno dietro mio pagamento, allora siamo di fronte a una vera censura, a questo non si scappa. Emblematico il caso di Saramago cui è stato chiesto di smussare delle parole sul premier italiano dal suo libro dalla sua storica casa editrice italiana einaudi, prima di morire gli ha tolto i diritti a favore di feltrinelli che adesso lo sta ripubblicando. Einaudi farà anche quello che gli pare ma questa è censura bella e buona. Qualcuno trova altri sbocchi ma non sempre è così facile. E’ una condotta etica da parte di un editore fare una cosa del genere? è giusto che uno che ha una casa editrice possa decidere cosa pubblicare e cosa no, ma sulla sua condotta io metto il mio giudizio perchè quando il libro arriva in libreria c’è il suo marchio sopra, dunque se agisce così ai miei occhi perde ogni credibilità come editore. L’anarchia non c’entra nulla…

    il vantaggio dell’ebook se vogliamo è proprio che questo filtro non è più necessario, semmai sono io cliente che lo chiedo, tu puoi pubblicare tutto tanto non devi tirare giù gli alberi e non hai costi. semmai deciderai di non fare editing o di non bollarlo come un libro controllato e approvato. devono fare i bollini come nei film musica o videogiochi. devi essere tu a scegliere, anche perchè online è comunque inevitabile che queste info girino comunque, dunque far finta di nasconderle sotto il cuscino non è che abbia molto senso, meglio sapere i dati concreti. sono sicuro che se vuoi realizzare una bomba trovi tutte le info per farla purtroppo. non vedo come evitarlo in un media del genere. :(

  • # 66
    Shark
     scrive: 

    **** COMMENTO OT MODERATO ****

  • # 67
    Nathan
     scrive: 

    La presunta liberta del minore di rifiutare una tale abominio dove starebbe.. Ma in che mondo viviamo, dove andremo a finire di questo passo. Propongo la castrazione clinica anche per l’editore..

  • # 68
    ares17
     scrive: 

    @shark
    Ma stai scherzando?
    Ma ci credi davvero a quello che hai scritto?

    I genitori hanno l’obbligo di provvedere a tutte le necessità della prole ivi compresa l’educazione secondo gli usi ed i costumi comuni.
    Ma a quanto sembra in Italia la pedofilia ( che ricordiamoci rientra nell’attrazione sessuale, quindi un pedofilo lo può essere senza mai avuto nessun tipo di rapporto fisico, e quindi reato, con un prepubertale) comunemente viene associata a depravazione.
    Tralasciando tutti gli altri sproliloqui (Da quello che dici un genitore sarebbe costretto a permettere l’autolesionismo fisico al suo bambino, e quasi ad incitarlo) basta questo a chiudere la questione.

    Questo passo:

    Se dico che spesso i traumi che i abmbini subiscono nei casi di pedofilia sono dovuti al fatto che lo Stato e i genitori invadano la sua intimità, non sto certo dicendo una stupidaggine.

    Indica che sei uno psichiatra (i traumi sono danni della psiche, e non devianze sociologiche) e che hai effettuato una diagnosi su molti minori che hanno subito l’0azione di un pedofilo vero?

    Se si potresti lincare la tua pubblicazione, o quella di altri tuoi insigni colleghi dove esponi le fasi di studio e conclusione dell’argomento?
    Mi basta pure il codice della pubblicazione.
    Altrimenti puoi linkare le fonti che ti hanno condotto a tale conclusione?

  • # 69
    mede
     scrive: 

    ovviamente il mio discorso va fatto sempre nel rispetto della legge. è chiaro che se si ricade in un reato di istigazione a delinquere o altro è chiaro che li c’è un problema diverso… ma non si può chiamare in un altro modo, è comunque censura. ma in questo caso sarebbe una censura nel rispetto delle regole della società e in teoria anche etiche (anche se è un’utopia).

    In questo caso se si ravvede un manuale per commettere reati è chiaro che scatta la censura (ma non necessariamente da parte di chi pubblica). Però mi chiedo se lo stesso contenuto viene romanzato come facciamo? la cosa è troppo controversa, è possibile che non sia permesso pubblicare un romanzo con un protagonista criminale? come si risolve il problema?

  • # 70
    Shark
     scrive: 

    **** COMMENTO OT MODERATO ****

  • # 71
    Goddamn
     scrive: 

    Come ha sentenziato la Cassazione sul caso dei manifestanti che avevano espresso solidarietà a dei presunti terroristi, “l’apologia di un reato per istigazione a delinquere, non si identifica nella mera manifestazione del pensiero, diretta a criticare la legislazione o la giurisprudenza o a promuovere l’abolizione della norma incriminatrice o a dare un giudizio favorevole sul movente dell’autore della condotta illecita, ma consiste nella rievocazione pubblica di un episodio criminoso diretta e idonea a provocare la violazione di norme penali”. In pratica c’è reato solo se l’azione suggerita dall’apologia ha “la concreta capacità di provocare l’immediata esecuzione di delitti o, quanto meno, la probabilità che essi vengano commessi in un futuro più o meno prossimo”.

    Per l’appunto, visto Amazon è perfettamente scudata dal Primo Emendamento della legislazione a cui fa riferimento, può tranquillamente decidere di offrire ai propri clienti la possibilità di acquistare manuali come quello in discussione, che, nè violano la legge, nè -fin qui si è dimostrato- che istigano a violarla (ammesso nel codice degli States siano previsti reati ideologici/istigativi, come quello di retaggio fascista che ci portiamo appresso noi). Essi hanno pertanto IL PIENO DIRITTO di poterlo esporre in vetrina. Come anche di ritirarlo, certo (obblighi contrattuali eventuali permettendo).

    Alla fine, assaltati dall’orda isterica di abusologi, mammine preoccupate, fascisti e benpensanti più o meno ipocriti, pare abbiano propeso per il mettere da parte la difesa dei principi che in un primo momento volevano far valere, evitando così di uscirne danneggiati sul piano economico e dell’immagine, aspetti questi ultimi, che evidentemente gli stanno più a cuore del resto.

  • # 72
    Luca
     scrive: 

    Quoto Shark e Goddamn, evidentemente a questo mondo esistono anche persone dotate di cervello in grado di fare i giusti distinguo, ne sono felice. Mi spiace vedere invece tanta gente che scambia la propria fobia verso il sesso per “protezione” di questo o di quello e che confonde il concetto di sesso con il concetto di violenza, cose che ovviamente possono collimare, ma che non sono affatto la regola, indipendentemente dai soggetti coinvolti. Dopotutto non serve un genio per capirlo, basta solo sbarazzarsi di anni di lavaggio del cervello da parte dei media e di associazioni varie che hanno tutto l’interesse (solitamente economico) a diffondere odio e fobia.

    Mi chiedo inoltre se l’autore dell’articolo che dice “Vi risparmio i dettagli sui contenuti, al 100% coerenti col titolo stesso” abbia letto il libro in questione. Chissà perché penso proprio di no.

  • # 73
    wildkatz
     scrive: 

    No, penso abbia letto solo i due brani in giro per il web.

  • # 74
    Flare
     scrive: 

    Come principio, penso che la libertà (d’opinione, di parola ecc) è sacrosanta, MA finisce dove e quando ci può essere un danno per altri.

    Uno può essere libero in casa sua di prendere la copia del giornale che ha comprato, appallottolarlo, ritagliarlo, dargli fuoco… ma NON è libero di dar fuoco al giornale altrui. Uno può essere libero anche di farsi danno entro certi limiti, ad esempio di fumare, ma altri sono liberi di non fumare. Se il primo incontra il secondo, per rispetto della libertà di non fumare del secondo e per non arrecargli danno alla sua salute, va a fumare altrove. Non può esistere la libertà di arrecare danno ad altri, alla loro persona, alle loro proprietà (ma anche a ciò che è patrimonio pubblico), salvo ovvi casi particolari (un poliziotto che spara al malvivente, ma che comunque non può far che farlo).
    Le varie legislazioni stabiliscono tutta una serie di norme e di “paletti”. Tuttavia è importante non dimenticare che le leggi non universali, eterne e immutabili; quindi sempre suscettibili a discussioni e cambiamenti. Anche le leggi sul diritto d’autore potrebbero venire aggiornate prima o poi. Finché non vengono cambiate, naturalmente bisogna sottostare ad esse. Ma capiamoci: ancora nei relativamente recenti anni ’50 Alan Turing (visto che siamo su un sito di informatica e tecnologia) fece una brutta fine, si suicidò dopo avere subito la castrazione chimica (la pena per la sua omosessualità). In alcuni Paesi una donna “adultera” viene ancora oggi punita con la morte, in alcuni posti non possono guidare o solo con molti limiti (Arabia Saudita). Per i talebani non dovrebbero nemmeno studiare. È giusto o sbagliato? In Italia abbiamo (oggi) una differente morale e mentalità. Questo per dire che le leggi cambiano, ma spero solo entro certi limiti (del principio con cui ho aperto il mio commento).

    Ora, qualcuno parlava di feticismo. L’elenco delle “parafilie” è sterminato. Nella logica di cui sopra, in non c’è alcun male ad essere feticisti, almeno finché non si fa male a nessuno, non si abusa di nessuno, né lo si fa in maniera non consenziente. Perciò andrebbe distinto fra l’essere e il fare/commettere. Se non si fa il distinguo, si rischia di eccedere dall’altra parte con arrivando ad estremi abbastanza ridicoli da caccia alle streghe. Non c’è nulla di male se sei un maniaco delle mutandine, come in certi manga comici, né se te le compri perfino, ma se le rubi alle legittime proprietarie, specialmente se ce le hanno ancora indosso, invece sì (ho scelto volutamente un esempio un po’ “leggero”, perché forse questo non è il posto più adatto per parlare di certe cose e certi dettagli, ma ovviamente c’è di tutto; basta che si capisca cosa intendo).
    Trovo eccessive certe leggi nel mondo, proposte o attuate, che puniscono perfino chi detiene materiale pornografico disegnato, perché chiaramente chi si sfoga così non fa danno a nessuno, ma credo neanche quando si tratta di attori consenzienti e maggiorenni; in caso diverso alimenta un mercato in cui qualcuno/a subisce abusi e in quel caso la pena secondo me non dovrà MAI mancare. Trovo anche esagerato quando certa gente ritiene moralmente identico e altrettanto pedofilo uno che si mette con una di 17 anni con quarta di seno e una bambina di 5, che non dovrebbe di norma agitare nessun “istinto riproduttivo”.

    Poi sono d’accordo se una legge vieta la visione di certi contenuti (sessuali, violenti ecc) ai minori di 14 o 18 anni (o altre età a seconda della legislazione locale). Ma un libero cittadino maggiorenne “adulto e vaccinato”, capace di intendere e di volere, secondo me, come principio, dovrebbe poter essere libero/a di poter accedere e vedere quello che gli/le pare, senza censure, come invece vorrebbe una certa mentalità del governo cinese e dintorni, che devono “tutelare” i loro cittadini da contenuti e idee “pericolose” per le loro ingenue menti.

    Nello specifico del libro in questione, mi fido di quel che dice Alessio sui contenuti e non ho lo stomaco di leggere quella roba. Se è un “how to”, credo che possa interessare solo ai pedofili (a parte qualche sociologo, psichiatra che volesse capire cos’aveva nella testa l’autore e qualche avvocato che lavorasse per una causa contro al medesimo); non credo che aumenteranno i pedofili per la sua pubblicazione (dubito che si diventi pedofili da un giorno all’altro), ma potrebbe istigare questi a mettere in pratica l’how to oppure l’hanno preso apposta per mettere meglio in pratica quanto si apprestavano comunque a fare? Difficile diro, forse un po’ entrambi, a seconda del caso. Non escludo che oltre al trarre il proprio piacere, il “manuale” contempli anche il piacere(???) di chi riceva codeste “attenzioni” e si preoccupi, ma… che schifo di libro di m… veramente. Che li leggano l’how to di cercare aiuto psicologico/psichiatrico per tenersi certe pulsioni per sé. Il problema è che comunque lo facciano, la prima esperienza sessuale è spesso un imprinting e trattandosi di pedofilia chi la subisce è molto presumibilmente alla sua prima esperienza, che con tutto il carico emotivo (negativo o meno non importa), resterà impressa. Leggevo su Wikipedia che molti pedofili avrebbero subito abusi loro per primi durante la loro infanzia (non so quanto questo dato sia attendibile).

    Insomma scusate la lunghezza, ma è un argomento (la liberta in casi limite) complesso con molte sfaccettature, un vero dilemma ed è difficile decidere nettamente pro o contro, senza rischiare di essere superficiali. Però un libro o lo vendi o non lo vendi, non è una cosa indeterminata come il famoso gatto. Considerato tutto, Amazon è andata un po’ contro i suoi principi generali (o bieco interesse mascherato con belle parole, che sia) per fare una scelta nel caso particolare. Comprendo entrambe le critiche, ma è difficile darle davvero torto.

  • # 75
    luca
     scrive: 

    **** COMMENTO OT MODERATO ****

  • # 76
    luca
     scrive: 

    x Moderatori

    Visto che avete censurato i commenti di Shark, per coerenza, dovreste censurare anche tutti gli altri commenti OT qui (e sono tanti). Soprattutto quelli di coloro che a Shark hanno risposto visto che, a questo punto, è possibile leggere solo la loro opinione e a Shark è stato ingiustamente tolto il diritto di rispondere/contestarla.

    Mi auguro che in un articolo che parla di libertà di espressione si voglia poi almeno garantirla ai commenti a tale articolo o per lo meno che le regole valgano per tutti.

  • # 77
    luca
     scrive: 

    **** COMMENTO OT MODERATO ****

  • # 78
    Goddamn
     scrive: 

    **** COMMENTO OT MODERATO ****

  • # 79
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Signori, vorrei ricordare a tutti che il tema di questa discussione è e rimane quello della libertà di espressione in rapporto alla responsabilità di un editore/distributore circa temi controversi. Non riguarda affatto la natura stessa della pedofilia né le rispettive opinioni al riguardo né la trattazione del fenomeno dal punto di vista scientifico, storico etc.
    Di nuovo mi affido al buon senso di tutti, in assenza del quale ogni commento OT sarà moderato, come tutti quelli successivi alle mie segnalazioni precedenti.

  • # 80
    ares17
     scrive: 

    @Alessio.
    La vicenda in questione non è inerente affatto alla censura:
    L’autore del libro non ha subito censura.
    Nessuno gli ha vietato di scriverlo, ne tantomento di proporlo al pubblico.
    Se io scrivessi un manuale di informatica, e a nessun editore interesserebbe distribuirlo sono affetto da censura?

    Semplicemente non ho trovato nessun investitore con la volontà di investire nel mio manuale.
    Se io volessi a tutti i costi pubblicarlo potrei semplicemente distribuirlo gratuitamente in formato PDF.
    E’ ipocrita difendere un ideale (in questo caso quello di libertà di espressione) distorcendo e strumentalizzando una politica commerciale di un operatore del settore.
    Quando un giornalista decide di scrivere per Repubblica, il Corriere o qualsiasi altra realtà di stampa italiana secondo tale ragionamento serebbe nei fatti sempre censurato (e sappiamo benissimo che ogni testata ha un orientamento politico-ideologico ben preciso), ma questo sembra normale, allora perchè dobbiamo parlare di censura in questo caso?
    Nessuno vieta all’autore del libro la diffusione dello stesso (questa è censura), ed in nome della libertà di espressione i clienti di amazon hanno il pieno diritto di esprimere il loro disappunto e le loro rimostranze quando non si sentono offesi dalla politica commerciale del loro distributore preferito.
    In nome della presunta libertà di espressione, in fin dei conti, non si può ignorare l’opinione pubblica, ne tantomeno violare la sacrosanta libertà di decidere da parte di amazon di pubblicare o meno uno scritto.

  • # 81
    mede
     scrive: 

    @ ares
    però non è come dici, il libro era stato pubblicato, poi è stato ritirato, questo anche col tuo ragionamento è censura. ma in generale una cosa è pubblicare in cartaceo che è un costo non indifferente e una scommessa imprenditoriale, pubblicare online ha costi irrisori e probabilmente vale la pena più pubblicare 100 libri di cui in totale si vendono 150 copie che un libro solo di cui se ne vendono 60, al contrario del cartaceo. tanto per fare un esempio. dunque in questo contesto non essere pubblicati di fatto equivale ad una censura, poi si può anche essere d’accordo con questa, ma non chiamiamola con un altro nome solo per aggirare il problema.

  • # 82
    mede
     scrive: 

    questo ricade nel bias della responsabilità a casaccio, per come la vedo io. se uno rapina una banca scappa con un treno o usando un’autostrada a pagamento, a nessuno verrebbe mai in mente di denunciare il fornitore dei servizi per aver agevolato o per favoreggiamento di un reato. a nessuno viene in mente di denunciare una compagnia telefonica perchè qualcuno fa una truffa telefonandoti a casa. eppure se qualche maniaco contatta un bambino tramite facebook per il sentimento popolare (e per i giornalisti) è colpa di facebook. non è che se diamo la responsabilità a qualcuno della filiera usciamo dall’anarchia, abbiamo solo punito qualcuno che forniva un servizio. così com’è successo con google e quel video di bullismo.
    difficile però sostenere questa posizione quando QUALSIASI COSA POTREBBE ESSERE PUBBLICATA, ma ad un certo punto mi chiedo, quanto ci deve spaventare questo scenario? e quanto ci deve spaventare il fatto che ci possono essere nascoste delle cose perchè c’è la censura? la mia risposta è bho

  • # 83
    banryu
     scrive: 

    @mede:
    Io credo che di solito per censura si intenda il controllo della comunicazione o di altre forme di libertà (libertà di espressione, di pensiero, di parola) da parte di una autorità.

    Come hai sottolineato l’occhio casca sul fatto che prima il testo viene pubblicato sullo store; poi si scatena “l’ondata di indignazione” (da parte di chi? manifestata come? Non lo so, non ho approfondito, do per scontato il ‘furor di popolo’, nell’articolo non è specificato) quindi Amazon cerca di giustificare la propria azione e infine ritira il testo dallo store.

    Mi chiedo: Amazon ha DOVUTO censurare il testo in questione perchè ha subito la COERCIZIONE di una qualche AUTORITA’? Insomma: è stata obbligata oppure ha fatto una scelta (per quanto influenzata da fattori esterni)?

    Secondo me siamo ai limiti, è una questione di grado e dare una definizione secca è difficile, almeno per quanto mi riguarda… se proprio dovessi pronunciarmi opterei per la cautela e non la definirei un’atto di censura.

  • # 84
    ares17
     scrive: 

    @mede
    credi allora che amazon avrebbe fatto meglio a inimicarsi la maggiorparte dei suoi clienti (ed anche dei possibili clienti futuri) continuando a tenere a catalogo quello scritto?
    Ti rammento che il maggior mercato di amazon sono gli Stati Uniti e c’è una cultura moralista esasperante (se si considera che nella scelta dei propi politici si guarda anche alla sfera privata, la sua presunta fedeltà coniugale e perfino se possiede un cane) continuare a mantenere a catalogo quel “manuale” dopo tutto il vespaio che si è sollevato sarebbe stato un suicidio commerciale.
    Continuo a ritenere la scelta di amazon nemmeno lontanamente accostabile ad un atto di censura.

  • # 85
    mede
     scrive: 

    voglio che sia chiaro il concetto, non fatevi ingannare dalle parole: Amazon ha censurato il libro, che lo abbia fatto sul SUO STORE, o IN GENERALE non conta molto. se amazon fosse in monopolio di fatto ne avrebbe impedito la pubblicazione e censurato completamente il testo. ma non è così il libro potrebbe anche trovare altri sbocchi in altri canali, ma la responsabilità di Amazon (in entrambi i sensi, sia di non proporre simili vaccate sia di censurarle o decidere di non renderle disponibili) rimane e rimane l’atto di censura.

    faccio un esempio, sono un libraio e vendo libri, esce l’ultimo libro dell’autore X (politico, giornalista, evangelizzatore che sia), io lo odio e decido di non proporlo nemmeno alla mia clientela. cosa sto facendo? secondo voi non lo censuro perchè il libro non si trova solo nella mia libreria, ma per me è chiaro che di fatto sto imponendo alla mia clientela la mia visione delle cose (per quanto possa essere oggettiva). Io come cliente preferisco avere la scelta e decidere di non prenderlo, non voglio che decida il negoziante cosa io devo comprare, quindi per me la libreria che fa queste scelte è una libreria limitata, se poi è allineata con le mie scelte può anche andare bene, ma in generale sapere che troverò una selezione di un altro non mi fa piacere, non voglio essere costretto o inquadrato nelle scelte degli altri, dunque chi propone dovrebbe solo darmi la scelta e lasciare che sia io a scegliere, voglio solo un servizio. ed è qui l’errore di amazon a mio avviso. il fatto che ci siano stati dei clienti che si sono lamentati è solo una scusa minore, domani in maniera pretestuosa ci si potrebbe mettere d’accordo per rimuovere anche altre cose, qualsiasi cosa…

  • # 86
    ares17
     scrive: 

    @mede
    Quindi secondo te una scelta commerciale è riconducibile a censura?
    La stessa cosa varrebbe per quelle catene della grande distribuzione che offrono solo prodotti OGM free!
    Sono punti di vista, ma dato che amazon non detiene il monopolio (e probabilmente nemmeno il 50% della distribuzione in formato elettronico) non puoi parlare di censura.
    Ps l’esempio da te fatto non è censura, ma boicottaggio, due cose molto differenti.

  • # 87
    mede
     scrive: 

    per me stai solo girando intorno alle parole, chiaro che nel mondo reale un negozio deve comunque fare delle scelte non è che può prendere tutto per motivi logistici e pratici, ma nel caso di amazon niente gli vieta di pubblicare qualunque cosa, e la questione è espressa chiaramente dalla prima posizione di Amazon:

    Amazon believes it is censorship not to sell certain books simply because we or others believe their message is objectionable. Amazon does not support or promote hatred or criminal acts, however, we do support the right of every individual to make their own purchasing decisions.

    quando però la gente insiste a dare la colpa a te, così come potrebbe fare (sempre a sproposito) un cliente intellettuale che entra in libreria e storce il naso perchè trova quel libro di quel tizio che odia, allora chi vende si sente responsabilizzato della scelta che offre, ma è un errore, perchè con questa logica domani un gruppo di persone potrebbe mettersi d’accordo lamentarsi di libri che parlano di eventi storici che non gli aggradano e Amazon per lo stesso motivo dovrà calare le braghe. questa è anarchia, la conseguenza diretta di questo è vedere i libri sull’evoluzione sparire tanto per fare un esempio, e non è un’assurdità. rimane il problema di fondo: chi deciderà cosa censurare? l’ha deciso la gente che si è lamentata o Amazon?

  • # 88
    mede
     scrive: 

    @ ares17

    Quindi secondo te una scelta commerciale è riconducibile a censura?
    La stessa cosa varrebbe per quelle catene della grande distribuzione che offrono solo prodotti OGM free!

    esatto, non avere paura delle parole, io non considero la censura una cosa negativa per partito preso. chi fa una scelta per certi prodotti perchè crede in un discorso di fatto considera da censurare chi non segue quelle direttive. se io credo che gli ogm siano il male, censuro il comportamento chi chi produce e sceglie di comprare questi prodotti. non c’è nulla di male, è inteso che porto avanti un discorso diverso in cui credo e penso che se tutti si comportassero così il mondo sarebbe migliore, censurare per quel che ricordo ha anche un’accezione diversa da imbavagliare. credo di averla dunque usata a proposito, il problema è che la parola è stata investita da un alone negativo che in realtà non credo le appartiene

  • # 89
    ares17
     scrive: 

    @mede
    E chi avrebbe imposto la censura ad amazon?
    Forse non lo sai ma il boicottaggio è una cosa, la censura un’altra.
    Un distributore o un editore sui suoi prodotti non applica censura, ma solo scelte commerciali.
    La censura è tutta un’altra cosa e l’uso che ne fai del termine è errato e fuorviante.
    La censura viene imposta da organi governati ed è la limitazione della divulgazione di contenuti.
    Ad Amazon nessuno ha imposto di non distribuire il manuale.
    Amazon non vieta all’autore di cercarsi un altro distributore.
    Ergo non vedo dove sia la censura.

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