di  -  martedì 2 novembre 2010

Scusandomi per le due settimane di assenza della nostra rubrica del lunedì Energia e Futuro dovute ad impegni di lavoro, ritorniamo quest’oggi con un post che “interrompe” temporaneamente la trattazione sui motori a combustione interna andando a parlare di una notizia di questi giorni.

LA NOTIZIA

Il 28 Ottobre quattro veicoli elettrici, partiti da Parma il 26 Luglio scorso, sono giunti a destinazione finale arrivando all‘Expò di Shangai in Cina dopo tre mesi ed oltre 15000 km di strada percorsa.

La particolarità di questi veicoli non è però quella di essere elettrici, bensì di essere driverless, ovvero senza pilota.

Il risultato di questo esperimento si deve al gruppo di lavoro del VisLab dell’Università di Parma che ha ideato e realizzato il sistema di guida autonoma installato nei quattro veicoli, sistema che si basa sui segnali inviati da 7 telecamere, 4 laserscanner ed un GPS.

I VEICOLI

Da quanto si può comprendere dal sito ufficiale del gruppo, i veicoli utilizzati come già anticipato sono stati quattro, impiegati a coppie, e le caratteristiche dei singoli veicoli della coppia sono state lievemente differenti.

In particolare si evidenzia l’impiego di un primo veicolo (Leader) per il quale un minimo di intervento umano è stato lasciato possibile, benché per la maggior parte del tragitto esso ha operato in regime di totale autonomia, ed un secondo veicolo (Follower) che ha operato al 100% in regime di totale autonomia seguendo il Leader quando a vista od utilizzando i segnali GPS inviati da questo per seguirne la rotta.

Il veicolo è basato sul Piaggio Porter ed è completamente elettrico, al quale sono stati aggiunti i sottosistemi di guida automatica i quali vengono alimentati in maniera autonoma dal resto del veicolo mediante un pannello fotovoltaico installato sul tetto del mezzo.

Dalle immagini si possono vedere i vari dispositivi che contribuiscono alla gestione in marcia del veicolo, oltre all’imponente pannello solare collocato sul tettuccio.

L’IMPRESA E LA RICERCA

Non è la prima volta che si sentono annunci di veicoli driverless, in tempi recenti la stessa google ha presentato un suo veicolo che sfruttando le più avanzate tecnologie è in grado di muoversi autonomamente, ma anche in precedenza si è assistito ad esperimenti più o meno sofisticati ad opera delle varie case automobilistiche o di centri di ricerca, e non ci si deve dimenticare che nell’ormai lontano 1992 la McLaren presentò e fece girare nel circuito di Silverstone una versione modificata della Mp4/7 capace di percorrere l’intero circuito senza pilota, ma la particolarità dell’impresa realizzata dal team tutto Italiano di VisLab è prima di tutto la durata dell’esperimento, oltre che dalla natura “tutta elettrica” dei mezzi utilizzati.

Tale impresa ha dovuto superare alcuni imprevisti, i quali hanno però contribuito ad accrescere il livello di esperienza dell’intero team grazie ai dati ottenuti anche in queste circostanze.

I principali dati ricavati riguardano:

  • inseguimento del veicolo che precede
  • stop and go
  • movimentazione all’interno di un percorso
  • individuazione veicoli
  • individuazione corsia di marcia
  • individuazione pedoni
  • individuazione ostacoli
  • individuazione dei fossi e degli avvallamenti per la guida fuori strada
  • sistema di vista panoramica a 180 gradi
  • stima del dislivello e mappatura del terreno

I dati rilevati richiederanno parecchio tempo per venire analizzati, ma rappresentano una mole enorme di informazioni utili al miglioramento ulteriore di tali veicoli, ma anche all’impiego per lo sviluppo di sistemi di assistenza alla guida che sempre più stanno entrando a fare parte della dotazione optional o standard dei nostri veicoli.

Anche per oggi è tutto, rinnovo l’appuntamento a lunedì prossimo, sempre su AppuntiDigitali, sempre con la rubrica Energia e Futuro.

13 Commenti »

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  • # 1
    banryu
     scrive: 

    Interessantissimo!
    Invidio coloro che hanno potuto lavorare su questo progetto, grazie dell’articolo e del link a VisLab.

  • # 2
    Fabio
     scrive: 

    Salve, sono un Vs appassionatissimo lettore e ritengo questa rubrica una delle più interessanti in circolazione sia per il contenuto che soprattutto per la precisione, la semplicità e il modo in cui vengono spiegati anche i minimi dettagli di ogni argomento; colgo l’occasione quindi per fare i complimenti a tutti coloro che ne fanno parte.
    Con questo articolo non ho potuto fare a meno di riflettere sull’andamento dello sviluppo e la società.
    Cosa intendo? Semplice, la nostra società si basa sul lavoro, è il lavoro che ci permette di guadagnare e vivere dignitosamente. Il punto è che in 60 anni il mondo del lavoro è cambiato radicalmente, per lo più a beneficio di tutti: si produce di più, più velocemente, le cose costano meno (dovrebbero), si lavora in maniera più sana (si dovrebbe) ecc. tutto questo grazie alla tecnologia (di cui io sono un gran “fan”). Non dobbiamo dimenticare però che tutto questo ha portato anche a un problema non da poco: la disoccupazione. Se leggendo fin qui avete pensato che questo commento sia una critica ebbene non è così, io come molti altri mi sto solo chiedendo cosa accadrà – se a forza di far avanzare la tecnologia che eliminerà l’uomo dalla fatica del lavoro – alla società e al modo di vivere dell’uomo. L’uomo di cosa si dovrà occupare?
    All’inizio pensai: alla progettazione, allo studio e alla realizzazione di macchine e tecnologie migliori…
    Ma a conti fatti non è possibile in quanto le migliaia-i milioni di lavoratori “manuali” anche se dotati di intelligenza superiore non potranno tutti fare i progettisti… il problema forse non è neanche ORA, probabilmente si realizzerà fra una decina – ventina d’anni quando 1 persona lavorerà e 20 se ne staranno a casa… come potrà sopravvivere l’uomo? Deve forse cambiare lo stato delle cose o bisognerà rivoluzionare lo Stato e le istituzioni per far fronte ad un nuovo modo di esistere?
    Se l’uomo arriverà al punto che dipenderà completamente dalla produzione ottenuta autonomamente dalle macchine, anche il semplice concetto di vivere senza lavoro e senza impegni potrebbe essere uno sconvolgimento nel modo di pensare, forse anche a livello inconscio nella mente umana…
    Tutto questo ragionamento è nato dal fatto che magari un giorno,grazie a questa fantastica e incredibile realizzazione tecnica documentata in questo articolo, tutti i camionisti i tassisti gli autotrasportatori non avranno un lavoro.
    (per la cronaca non faccio parte di queste categorie)

  • # 3
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    “Un piccolo passo per l’Uomo, un grande passo per l’Umanità”

    Sono curioso di avere informazioni sul software che hanno realizzato per la titanica (e agognata) impresa.

    @Fabio: magari l’uomo potrà dedicarsi a cose che realmente gli piacciono.

    Senza dubbio ci sarebbero un sacco di persone che si dedicherebbero all’ozio, ma altre che potrebbero impiegare il loro tempo nella ricerca.

    Se potessi fare a meno di lavorare, mi dedicherei a sperimentare le tantissime idee che mi vengono in mente, e che rimarranno molto probabilmente nel cassetto per mancanza cronica di tempo da dedicare loro… -_-

  • # 4
    Nessuno
     scrive: 

    @Fabio

    La società è un equilibrio (o dovrebbe esserlo). Se meno persone lavorano, meno persone consumano “il superfluo”, quindi meno produzione è necessaria e quindi meno impegno alla progettazione e realizzazione di sistemi automatici è necessario.

  • # 5
    Notturnia
     scrive: 

    @Nessuno.. il problema è che più persone mangiano.. e se meno lavorano meno hanno soldi per mangiare :-D

    tornando in topic.. è carino questo progetto ma noto che alcune cose che fa questo veicolo sono già integrate o parzialmente integrate in auto di serie come volvo, VW, land rover o mercedes..

    alludo in particolare a :

    ◦inseguimento del veicolo che precede
    ◦stop and go
    ◦individuazione veicoli
    ◦individuazione corsia di marcia
    ◦individuazione pedoni
    ◦individuazione ostacoli
    ◦sistema di vista panoramica a 180 gradi

    alcuni anche nello stesso veicolo..

    a volte la ricerca industriale è molto più veloce ed efficiente di quella “indipendente”..

    una mercedes classe S potrebbe essere convertita in un veicolo automatico con relativamente poche cose.. già è in grado di inseguire il veicolo che precede.. frenare per schivare ostacoli.. vedere davanti e dietro.. una range anche a destra e sinistra con ben 5 telecamere a gestione dell’utente.. etc..

    mi piace vedere che la tecnologia si evolve.. ma forse .. in certi casi.. ci mette troppo tempo dal prototipo al prodotto finito e viene sorpassata dall’idustria di massa..

  • # 6
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Fabio

    Ti ringrazio per l’apprezzamento verso la rubrica, sul tema che esponi credo che le implicazioni siano piuttosto complesse… ma per certi versi non inedite in quanto tali ragionamenti credo siano presenti dagli albori della rivoluzione industriale… le tecnologie modificano le richieste del mondo del lavoro, in genere non dall’oggi al domani permettendone tutto sommato un adeguamento al nuovo ecosistema che si va a costituire…

    Per quanto riguarda la tecnologia esposta invece nel post ho seri dubbi che questa possa venire implementata direttamente in un veicolo reale, non tanto per lo stadio ancora prototipale della stessa ma anche per il grado di tolleranza che si avrebbe davanti ad un mezzo “100% autonomo”… ma non dimentichiamo che questo è un lavoro di ricerca, e la ricerca spesso funziona come banco prova di concetti e tecnologie delle volte “estreme”, che però attraverso questi studi vengono sviluppate e migliorate e possono successivamente trovare applicazione singolarmente… pertanto se da una parte dubito che le nostre automobili un domani (perlomeno nel prossimo futuro, il futuro remoto è più difficile da ipotizzare a meno di essere Hari Seldon ;-) ) possano essere completamente automatiche, sicuramente queste tecnologie troveranno invece applicazione per una assistenza sempre più avanzata, come già avviene negli aerei.

    E’ anche vero che esistono mezzi autonomi (ad esempio veicoli della metropolitana), ma il loro essere vincolati ad un itinerario fisso in un percorso “protetto” porta ad avere una maggiore possibilità di utilizzo tout court di tecnologie autonome

  • # 7
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Notturnia

    Ciò che esiste a livello commerciale è tutto sommato differente da quanto fatto da VisLab, proprio per quanto dicevo nel precedente commento… il problema non è tanto avere la tecnologia che faccia girare il volante alla vettura o premere l’acceleratore, bensì riuscire a fare tutto ciò in maniera completamente autonoma, e per certi versi anche VisLab ha dovuto ricorrere, anche se in maniera limitata, all’intervento umano per il veicolo Leader… e non dimentichiamo che la McLaren fece tutto ciò quasi 20 anni fa… ma passare da percorrere un giro di pista ad avere un veicolo che ci porta dove vogliamo senza il nostro intervento è ancora una strada lunga.

    Una parola sulla ricerca “indipendente”… la ricerca ha un suo ruolo importante sia quando “esplora” dei concetti (non per forza legati alle scienze di base) molto ampi per comprendere meglio certi aspetti, così come quando cerca di applicare questa “migliore conoscenza” direttamente alla risoluzione di un problema pratico… questa ricerca di VisLab appartiene alla prima specie… non è qualcosa di direttamente impiegabile, ma i dati rilevati rappresentano una piccola enciclopedia ancora da analizzare che potrà poi venire applicata nell’ambito della seconda specie

  • # 8
    Notturnia
     scrive: 

    @Simone
    La Mercedes non gira solo il volante.. diciamo che puo’ fare il \follower\ probabilmente meglio di quello che è stato fatto li .. impostata la velocità massima di inseguimento per il resto è autosufficiente.. non serve fare nulla.. costa uno sproposito .. ma il tutto nasce per ragioni di sicurezza.. è un cruise controll autoadattativo che ferma la macchina senza tamponare il veicolo che sta seguendo e limitando al massimo il rischio di essere tamponati da quello che segue.. e poi riprende la marcia quando possibile.. frena da sola se c’è un ostacolo che l’autista ha sottovalutato.. resta in carreggiata se ha la sensazione che se ne stia uscendo.. vede al buio e nella nebbia grazie a sensori IR.. fa molte cose.. è già in vendita da 2 anni se non erro.. ma non è la sola che fa queste cose.. 10 anni fa a detroit erano state fatte delle auto che potevano andare in autostrada da sole senza piloti umani attivi.. te lo ricorderai anche tu immagino.. progetto poi morto..
    Puo’ darsi che le auto \automatiche\ siano il futuro.. di certo lo sono in Io, Robot (vedo che ti piace Asimov..) ma fanno già un po’ parte del presente in molti aspetti.. per quello questo \rover\ italiano non mi ha stupito.. fa un pò di più di quelle di serie.. e deve.. visto che è un prototipo del futuro.. mi ha stupito invece vedere che ci sono auto commerciali che integrano già molte cose con un grado di affidabilità prossimo al 100%.. sennò mai le avrebbero commercializzate visto i rischi connessi al tutto..

    p.s. Seldon ha sbagliato.. se ben ricordi.. e la seconda fondazione vi ha dovuto porre rimedio :-D sembrerà strano ma ho ritirato fuori il ciclo delle fondazioni ieri e sto rileggendolo :-D hehe

  • # 9
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Notturnia

    Io in questo esperimento vedo qualcosa che va al di là delle offerte commerciali… mi sembra un esperimento che si vuole spingere verso la direzione di veicoli autonomi…

    Seldon sbagliò, ma perché non previde una “discontinuità”… :P il mulo (e tu ricorderai che non era quello del p2p ehehehe)… dai, questa di Asimov voleva essere una piccola citazione, in fin dei conti quante cose sono descritte nei suoi libri ed oggi le vediamo nella realtà ;-)

  • # 10
    Stefano pepe
     scrive: 

    @notturnia
    Non è così, non ci sono sistemi commerciali in grado di sostituirsi al conducente al 100% come i veicoli di questo articolo, si tratta soltanto si apparati (ad eccezione del cruise control adattivo) che intervengono in situazioni di emergenza o evidente ingovernabilità del mezzo.
    Per esempio un problema da risolvere è la capacità di decidere rapidamente se l’ostacolo sulla strada può essere evitato o occorre una manovra d’arresto, inoltre il viaggio si è svolto su strade non sempre in buone condizioni, leggevo che hanno percorso tratti sterrati e non presenti su sistemi cartografici.

    Porta un mezzo comprato in concessionaria su una strada così e prova a lasciare il volante, poi raccontaci come va a finire! :-D

  • # 11
    Notturnia
     scrive: 

    @stefano pepe.. io non ho mai detto quello che ti dici..
    mai detto che sono uguali.. ne che sono 100% indipendenti.. non sono pensati per quello.. ma converrai.. se sai di cosa sto parlando.. che ci sono notevoli affinità..

    @Simone.. saprai bene che Asimov ha scritto quasi più trattati scientifici che libri di fantascienza.. e ha avuto buon occhio per molte cose.. d’altro canto era molto \inventivo\ nei suoi romanzi e ci teneva a mantenere un collegamento con il \possibile\ a differenza di molti..

    Se non erro il Mulo è \Mule\ nella versione originale ;-)

    p.s. sono un ammiratore di Asimov e mi piace la fantascienza e le \applicazioni\ nel mondo reale..

  • # 12
    DavideGiB
     scrive: 

    Salve a tutti.

    Io credo che qualunque cosa porti con se con sé conseguenze positive e negative, cioè bisogna tenere in considerazione sempre entrambi i lati della medaglia.
    Ma al di là di considerazioni di carattere sociale che portano fuori dal contesto dell’articolo credo sia scontato che l’introduzione, quando sarà, di queste tecnologie all’interno dei mezzi di trasporto porterà ad una drastica riduzione del numero di incidenti nelle strade e questo è un aspetto primario stante l’attuale situazione.

    Davide

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