di  -  venerdì 4 aprile 2008

Stemma di PegacityChi credesse che la trasformazione degli utenti in produttori attivi di contenuti, spesso di qualità non trascurabile, sia avvenuta nell’epoca del cosiddetto Web 2.0, tenga le orecchie bene aperte: vi presento Pegacity, la prima città virtuale italiana, nata nel 1996 dalla fantasia e dal lavoro gratuito di alcuni appassionati, pionieri delle potenzialità sociali della rete.

Città virtuale, sì, perché una delle idee fondamentali dietro al progetto, era quella di trasformare ogni utente in un “cittadino”, dotandolo innanzitutto della sua “casa”, ossia di una propria home page – di dimensione inizialmente limitata a 200k! – in cui esprimere le proprie idee in libertà.

Era la fine degli anni ‘90, un’epoca in cui Internet non era ancora vittima – almeno in Italia – degli interessi speculativi poi esplosi con la bolla della new economy. Era anzi popolata e animata da personaggi – come Clay, primo cittadino e fondatore della città – motivati da passione e sincero interesse per le nuove modalità d’interazione in rete e, perché no, anche da imprenditori cazzuti abbastanza da ospitare sui propri server un progetto simile per nient’altro che la gloria.

Proprio come fenomeno emblematico del nuovo medium, Pegacity fu, nel 1997, ampiamente citata in uno dei primi libri che andavano ad esplorare i risvolti sociologici della rete Internet: Incontri virtuali. La comunicazione interattiva su Internet, di Fabio Metitieri e Giuseppina Manera, edito da Apogeo.

In un mondo -reale e virtuale- dove tutti cercano di fagocitare le altrui esperienze sommergendo le voci piu’ deboli sotto valanghe di consumismo e arrivismo sociale, PegaCity vuol dare voce a tutti, in un’ottica di sviluppo e di aggregazione che fa dell’uomo il centro della propria energia, senza troppe pretese. E non ci sembra cosa da poco.

Dare voce a tutti: era questo l’obiettivo della città, molto prima che il concetto di user generated content divenisse protagonista dei business plan di mezzo mondo, dando vita ad una pletora di servizi che ormai si contendono gli utenti come se fossero i fagioli nel barattolo di Raffaella Carrà.

La divisione in aree tematiche – i cosiddetti rioni – gestite dagli stessi cittadini, fece in breve della città un luogo di intensa produzione culturale, oltre che di interazione e condivisione d’informazioni. La struttura del sito web, più e meglio di quella di newsgroup e mailing list consentiva infatti l’organizzazione e la gestione dei temi e delle rubriche.

Con i primi anni del ventunesimo secolo, iniziò la parabola discendente di Pegacity: da un lato la concorrenza dei blog, dall’altro i sempre più elevati requisiti di banda – la città raggiunse e superò i 10.000 abitanti – misero in crisi la città del cavallo alato, che per anni aveva resistito all’introduzione di logiche commerciali.

Internet stava diventando grande e col moltiplicarsi del numero di utenti, l’erogazione di servizi era sempre più roba da grandi aziende. I piccoli provider come Areacom, quello che aveva reso possibile il “miracolo” di Pegacity, erano incorporati da grandi gruppi o spazzati via.

Fu così che nel 2003 Pegacity scomparve, chiudendo quell’epoca pioneristica e se vogliamo un po’ romantica, in cui non era solo con la partita doppia che si misurava la qualità di un sito.

Per chi volesse approfondire, ecco la storia di Pegacity raccontata dal suo primo cittadino, Clay.

10 Commenti »

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  • # 1
    Ilruz
     scrive: 

    Sembrero’ noioso a parlare sempre di banner ma … 10.000 utenti avrebbero generato traffico sufficente a mantenere aperta tutta la struttura et infrastruttura.

    Come definirli?
    blog primordiali? forum preistorici? social network ante litteram? anche solo scegliere il titolo a questa news deve essere stato impegnativo :D

    Dalle poche righe di accomiatamento, mi pare di capire che il tutto cadde per le solite piccole beghe legali, che … tristemente, ormai sono una certezza statistica: ricordo anni fa che qualcuno pubblico’ su un blog un numero di telefono di una ragazza, e il padre di questa fece causa al proprietario del blog! un po’ come denunciare il padrone di un muro coperto di graffiti …

  • # 2
    Lumar
     scrive: 

    Quella di Pegacity penso che fu un’esperienza unica in Italia, a cui fecero eco solo due o massimo tre realtà similari, come Clarence, La città invisibile, o le reti civiche bolognesi.
    In realtà Pegacity non fu un esperienza monolitica ed unica, ma ebbe più anime e facce distribuite nell’arco dei sette anni di vita circa, che possono sembrar pochi , ma non lo sono, perchè per internet ogni anno rappresenta forse un secolo della vita reale.
    La parte storica andò dall’epoca della sua costituzione (fine 1995, inizio ’96 ) sino al 1998, quando proliferarono all’interno della città virtuale giornali online come Peg@zine e Parresia, che riuscivano a dare un contenuto culturale e qualificato alla struttura.
    Intorno agli anni 1999 -2000 tutta la struttura cambiò per assumere un’altra conformazione, spesso sfociante nel rissoso, con la vita che ormai si svolgeva solo nella mailing list di Piazzagrande , avendo abbandonato da tempo ogni contenuto culturale, fino ad arrivare nel 2002-2003 quando causa asfissia , cessò di esistere , morte dovuta soprattutto ai nuovi mutati tempi.

  • # 3
    KabOOm
     scrive: 

    …io ne ero cittadino. La mia prima homepage fu proprio lì…

  • # 4
    Matteo
     scrive: 

    Ciao a tutti da Matteo aka Marco Polo, gestore dello storico rione Viaggi di Pegacity dal 1999 fino alla sua prematura ed ingloriosa scomparsa.
    Mi permetto di chiarire solo un paio di cose, perchè oggi internet non è più la stessa cosa di allora.

    Pegacity era basata tutta sul volontariato, primo tra tutti il provider di allora forniva tutto gratis, la città non chiuse per “le solite beghe” ma perchè i costi erano diventati insostenibili e la bolla (presa al volo da clarence) era oramai scoppiata, si parlava ancora di mega di spazio (noi ne davamo uno ad ogni abitante) e non di giga, le adsl erano una chimera, e non esisteva ADSENSE. Per questo pegacity è scomparsa nonostante alcuni di noi abbiano provato di tutto per salvarla.

    Ci sono in giro per il web molte persone che come me si sono fatte le ossa a Pegacity… ed alcuni progetti nati sulle nostre pagine sono poi cresciuti e sono diventati grandi (parksmania.it è uno di questi).

    Un saluto a tutti (se mai transiterete da queste parti)

    Matteo aka Marco Polo

  • # 5
    Abel Wakaam
     scrive: 

    Sono anni che cerco di farmi dare questo dominio per ridare vita all’idea di pegacity, in questi giorni sto facendo l’ultimo tentativo e poi rinuncerò definitivamente.
    Non voglio creare un sito a pagamento, nessuno dei miei sito lo è… sono pronto ad assumermi tutti gli oneri in prima persona pur di far rivivere un sogno, e so di esserne in grado.

    Abel Wakaam

  • # 7
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    In bocca al lupo Abel!

  • # 8
    Abel Wakaam
     scrive: 

    Grazie, spero che sarai dei nostri.
    Questo articolo è segnalato in http://www.pegacity.eu/storia.asp

  • # 9
    Abel Wakaam
     scrive: 

    Con le 15mila pagine lette ieri e i 300 abitanti registrati, mi sento di dire che Pegacity.eu sia di nuovo online. :-)

  • # 10
    Abel Wakaam
     scrive: 

    Marisa Sartore, 76 anni, di Candelo, una frazione di Biella, è il nuovo Sindaco di Pegacity http://www.pegacity.eu la prima città virtuale italiana, fondata nel 1996.

    Marisa, la WEB nonna più attiva della rete col nick Nonna M@ ha dichiarato:

    Lunga è stata la strada che mi ha condotta a Pegacity, una strada piena di sorprese, di stupori di pianti e risate, piena di tanti cari amici che mi hanno accompagnata in questi magici anni. Quando mio marito mi regalò il collegamento a Internet non credetti ai miei occhi e così la casalinga sparì e divenni Nonna M@, la web nonna. Collaborai con diversi siti, conobbi tantissima gente e tutti mi accolsero con gioia. Semplicemente c’era bisogno di una nonna.
    La mia innata e grande curiosità mi permise di entrare in ogni angolo, in ogni sito, e così approdai ad Arcano e li cominciai davvero a capire quanto era bello partecipare ad una comunità così viva e giovane. Per molti anni seguii le vicende del sito col cuore, divertendomi e imparando tante cose.
    Capii che al di là delle parole c’erano persone vere che molte volte chiedevano aiuto, ma che sapevano anche partecipare con entusiasmo alla vita della Comunità.
    Ora finalmente sono a Pegacity, una bella città, stimolante e con tanti spunti da approfondire. Mi rivolgo a Voi, carissimi nuovi amici, e vi chiedo di accogliermi come Sindaco. Non vi prometto cose impossibili, ma comprensione e dialogo nel rispetto di ogni parere
    Ogni voce sarà importante per me ma, soprattutto, al di la del Sindaco, ci sarà una nonna che ha vissuto molte difficoltà e che cerca di vedere sempre il lato in fiore di ogni situazione.

    Nonna M@

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