di  -  venerdì 22 ottobre 2010

Gates, Killdal, Ritchie, Thompson ed i primi Hackers hanno iniziato la loro pioneristica avventura utilizzando una delle diverse incarnazioni dello storico PDP – Programmed Data Processor della Digital Equipment Corporation (DEC, o più comunemente Digital).

Gates ed Allen cominciano con un PDP-10 disponibile presso la Lakeside School di Seattle, così come Kildall che sullo stesso modello sviluppa il primo embrione di CP/M.

Discorso analogo per Thompson che grazie ad un PDP-7, accantonato nei laboratori AT&T,continua autonomamente il progetto Multics trasformandolo in UNIX.

Insomma nonostante DEC sia stata, da oltre un decennio (1998), acquisita da Compaq/HP ed il logo è ormai scomparso, ad essa si deve la nascita di alcuni dei principali sistemi operativi che hanno condizionato l’evoluzione informatica negli anni a seguire.

Logo Digital

Vediamo allora di conoscere meglio la storia di DEC e, soprattutto, dei PDP.

Digital viene fondata nel 1957 dagli ingegneri Ken Olson e Harlan Anderson, con in mente un progetto a breve termine focalizzato sulla produzione di componenti elettronici, ed uno a lungo termine per la realizzazione di computer di dimensioni contenute. I fondi disponibili non erano molti tant’è che la prima sede sfruttava il capannone di un vecchio lanificio nel Massachusetts.

L’azienda sceglie di chiamare i propri sistemi Programmed Data Processor per creare una netta distinzione con gli ingombranti calcolatori dell’epoca, genericamente etichettati come “computer”, convinta da alcuni studi di mercato che ne evidenziano la loro scarsa possibilità di penetrazione sul mercato (100 unità a livello mondiale).

Oltre a realizzare sistemi estremamente più compatti, la società riesce ad aggredire il mercato con prezzi di quasi 1/10 rispetto a quelli tipici del periodo: il PDP-1 ha un costo di 120.000$ mentre, nella media, il costo dei  “computer”si aggira intorno al milione di dollari.

L’intera famiglia PDP conosce oltre un decennio di successi, soprattutto grazie alla sua adozione in ambiti scientifico/universitari e (para)governativi. In realtà non tutti i modelli dal PDP-1 al PDP-16 furono realizzati direttamente da DEC e il PDP-13 venne addirittura saltato per motivi scaramantici. I vari modelli furono raggruppati in base alla dimensione della word, unità nativa dei dati usati da un calcolatore:

(18bit) PDP-1 –> PDP-4 –> PDP-7 –> PDP-9 –> PDP-15
(12bit) PDP-5 –> PDP-8 –> PDP-12
(36bit) PDP-6 –> PDP-10 –> DECsystem-10 –> DECsystem-20
(16bit) PDP-11 –> VAX

Procediamo però con ordine, evidenziando l’utilizzo, piuttosto che le caratteristiche, per cui i PDP sono venuti alla ribalta.

Il primo esemplare è il PDP-1 (1960) con word a 18bit ed un basilare sistema operativo con funzionalità di time-sharing. Questo modello suscita l’interesse di un gruppo di studenti del MIT, appassionati di nuove tecnologie, a cui viene presto associata l’etichetta di “Haker”, considerando l’accezione positiva del termine. Sul PDP-1 viene sviluppato il mitico Spacewar!, primo sparatutto della storia, grazie all’ingegno del prof. Steve Russel, sempre, del MIT.

Spacewars! sul PDP-1

Il PDP-2 non viene mai realmente commercializzato e, probabilmente, si tratta di una versione prototipale utilizzata nei laboratori DEC. Esistono anche voci di una sorta di PDP-2 1/2 realizzato da Ed Rawson, dell’American Science Institute, basato proprio sulle schede del prototipo della DEC.

Discorso analogo per il PDP-3 che viene effettivamente progettato da DEC, come estensione del PDP-1 (da 18 a 36bit), ma mai commercializzato. Lo Scientific Engineering Institute (SEI) della CIA ne realizzò direttamente un esemplare per l’analisi dei segnali captati dai radar.

Nel 1962 DEC propone il PDP-4 (18 bit), più lento e compatto del PDP-1 ma venduto alla metà del prezzo. Il sistema viene realizzato per aumentare la diffusione dei PDP ma si rileva un fallimento, anche se il relativo set di istruzioni sarà utilizzato per tutti i successivi sistemi a 18bit. Una delle installazioni più rilevanti fu quella presso la società Atomic Energy of Canada Limited.

Nel 1963 DEC decide di differenziare il proprio mercato. Il PDP-5, a 12bit, ha dimensioni e costi ridotti ed è il primo PDP progettato da Edson DeCastro.

Inoltre, poco dopo, viene presentato il “potente” PDP-6, che, al costo di 300.000 dollari, offre una gestione di word a 36bit ed un nuovo set di istruzioni. Di quest’ultimo vennero venduti solo 23 esemplari, esclusivamente a società leader o centri di ricerca universitari.

Nel 1965 è la volta del PDP-7 (18bit) che si pone come sostituto del PDP-4, alla modica cifra di 72.000 dollari. E qui incontriamo Thompson (ed indirettamente l’AT&T) che proprio su di esso nel 1969 da vita a UNIX, sfruttando un’esemplare non più utilizzato.

PDP-7

Sempre nel 1965 De Castro presenta il PDP-8 (12 bit), al costo di 18.500 dollari. Si tratta del più piccolo ed economico sistema appartante alla famiglia PDP mai realizzato e del primo e vero computer commerciale di successo. Questo sistema presenta particolari innovazioni, soprattutto nella gestione dell’I/O e nella definizione di metodologie standard di espansione. Dal PDP-8 e da LINC, sviluppato da DEC per conto del MIT, nasce, successivamente, LINC-8 che pone le basi per il PDP-12.

Nel 1966 DEC aggiorna la linea a 18bit con il PDP-9, successore diretto del PDP-7, che ridisegna la gestione della memoria e si affaccia sul mercato con il costo di 35.000 dollari. A due anni di distanza viene anche rilasciata la versione più economica PDP-9/L.

Ed eccoci al 1967, anno del mitico PDP-10 (36 bit), successore diretto del PDP-6, venduto a circa 185.000 dollari. Questo computer riscuote un successo senza precedenti, tanto da venire adottato da numerose università ed enti (para)governativi.

Proprio sul PDP-10, nel 1973, Gary Kildall decide di sviluppare, in Fortran, il compilatore PL/1 per il nuovo 8080 dell’Intel. La scelta è praticamente obbligata, poiché Kildall non dispone di un sistema nativo basato sulla nuova CPU Intel ma solo di un vecchio PDP all’interno del suo istituto. Ovviamente è necessario creare un simulatore dell’8080, per poter testare il compilatore: nasce così l’embrione del futuro CP/M, un software in grado di “separare altri software dall’hardware sottostante”.

Anche Gates ha accesso ad un PDP -10 (1969) e ne resta particolarmente attratto, così come Paul Allen e altri studenti di Lakeside  (molti dei quali poi assunti dalla Microsoft). I due futuri fondatori di Microsoft rimangono nella stanza del computer giorno e notte, scrivendo programmi, leggendo testi e altro materiale informativo di approfondimento. Ben presto i due amici esauriscono le ore di utilizzo a disposizione della scuola e sfruttano una vulnerabilità intrinseca al sistema per superare il blocco, cosa che viene rilevata dalla società affittuaria e gli frutta un ingaggio. Comincia così la loro attività diretta nel mondo del software.

Nel 1970 è la volta di un’altra pietra miliare, il PDP-11, che diviene la base di sviluppo definitiva di UNIX. Il PDP-11 viene venduto a 11.000 dollari ed è l’unico della serie a 16 bit. I laboratori AT&T Bell acquistano uno dei primi esemplari e Ken Thompson può completare la progettazione e realizzazione di Unix, mentre Dennis Ritchie lavora al linguaggio C. Nel 1974 Ritchie termina il C e l’intero Kernel di UNIX viene riscritto, dando vita a quella che, formalmente, viene considerata la prima release del sistema.

Il PDP-11 non ebbe successori diretti ma portò alla realizzazione della fortunata linea VAX a 32bit.

Continuando a ripercorrere l’evoluzione della famiglia Digital, troviamo il PDP-12 (12 bit) che viene rilasciato, praticamente, in contemporanea al PDP-11 e rappresenta l’aggiornamento del PDP-8, venduto a 28.000 dollari circa. Il PDP-13, come accennato, non viene realizzato, per motivi scaramantici, mentre il PDP-14 (data di produzione incerta) è praticamente assimilabile ad un controller industriale tipo PLC.

E arriviamo infine al PDP-15 (1970) e al PDP-16 (1972) che presentano alcuni aggiornamenti tecnologici (il PDP-15 utilizza i circuiti integrati TTL invece che transistor discreti) ma mettono anche fine ad un’avventura che ha profondamente segnato e condizionato il mondo dell’informatica.

PDP  family

Programming PDP11/10

21 Commenti »

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  • # 1
    IK5QLO
     scrive: 

    Avendo smanettato a scuola su un mitico uVax, a vedere il logo digital mi sono venuti i lucciconi… sob!

    Grazie, bellissimo articolo!

  • # 2
    Marco
     scrive: 

    Vorrei aggiungere che Dave Cutler e buona parte del team di sviluppo del kernel di Windows provengono proprio da Digital, dove furono gli autori del VMS (l’SO che girava per l’appunto sui VAX).

  • # 3
    Giovanni
     scrive: 

    Buon articolo, questo è il RC che mi piace di più… altro che lo sterile collezionismo fine a se’ stesso o addirittura finalizzato al “lucro” (?!?)…
    Storia, ricerca, qualche aneddoto e curiosità, magari citazioni e riferimenti seri. Ancora qualche pizzico tecnologico in più o qualche raffronto, magari per avere il senso della misura, e soprattutto individuare linee di tendenza che hanno portato alle vicende o hanno individuato sviluppi futuri ed il mix è perfetto!

    Suggerisco al bravo Felice di regalarci una seconda parte della vicenda Digital, quella altrettanto luccicante degli anni Ottanta con i 32bit VAX… si trova facilmente della buona documentazione ufficiale in internet (no Wiki!). Così si potrebbe svelare per bene quel particolare di importantissimo conto che ha sottolineato Marco nel post precedente. E’ bene che i Mac-neofiti sappiano, prima di incorrere in tristi luoghi comuni, che “il” Windows che tanto deridono, da molto tempo non è quello delle schermate blu. XP, invariato e sulla breccia per dieci anni in milioni e milioni di pc è l’evoluzione di un SO scritto di sana pianta dieci anni prima e progettato da D.Cutler come evoluzione tecnologica di VMS… (l’OS di VAX). se queste non sono credenziali? Altro che Unix con OSx!!!

    Colgo ancora l’occasione, per il RC di qualità, la perseverante iniziativa amatoriale di Jurassic News (www.jurassicnews.com)

    Saluti

  • # 4
    goldorak
     scrive: 

    @ Giovanni : purtroppo quando ti ritrovi con la schermata blu (o la schermata equivalente in mac os 9/X) dai ipso facto la colpa al SO.
    Ma la stragrande maggioranza delle volte la colpa va ricondotta ai drivers scritte da aziende che per fare un misero profitto scrivono codice quantomeno scandaloso che non supererebbe un controllo qualita’ un tantino serio. Cosa credi del hardware a 20 € che trovi in giro, pensi che abbiano drivers progettati come si deve ?
    Altro problema e’ l’hardware, memorie etc… La stessa Microsoft consiglia di usare memorie ecc (non necessariamente di tipo fb-dimm o fully registered) sui computer per ridurre al massimo problemi di corruzione e schermate blu. Ma l’industria da questo versante non ci sente, e quindi abbiamo roba consumer di qualita’ scadente con la S maiuscola (compreso i tanti amati computer apple, eccetto i mac pro che stanno in una categoria tutta loro).

  • # 5
    densou
     scrive: 

    @goldorak

    be’ la mia Epox 8RDA+ le ram OEM non le digeriva affatto e dopo qualche minuto arrivava l’inequivocabile BSOD :p

  • # 6
    Giovanni
     scrive: 

    @Goldrak: Cosa c’entra? Cosa vorresti insegnarmi con quella spocchiosa aria da saputello utente di mac?? Cos’é quel riferimento a mac OS9: forse applicazioni professionali non bloccano OS10?… Non è solo la qualità del software che “gira” ma proprio la qualità dell’OS di gestire hardware particolare, situazioni estreme o utenti spregiudicati (soprattutto quelli incapaci di usare un personal computer). Se solo tu mettessi una massa di individui incompetenti (perché di ciò si tratta) su OS10, potresti renderti conto di quante volte si “impallerebbe”; senza contare che è un OS costruito su misura per l’hardware.

    Comunque, sto facendo il tuo gioco, perciò torniamo al mio intervento.

    Intanto il mio discorso riguardava la qualità dell’articolo ed il senso di un RetroComputing serio ed intelligente.
    La “deviazione” del discorso a proposito di Windows riguardava soprattutto i suggerimenti per l’autore… argomenti di cui è interessante parlare.

    Ovviamente, riguardo al tuo post gratuitamente polemico vorrei semplicemente chiarire una cosa abbandonando il tenore che ho usato nell’introduzione, insomma, stemperando i termini.
    Il confronto da considerare, evidentemente, è proprio quello con la categoria che tu dici di voler lasciare a parte (mac-pro), non certo con i “pc-spazzatura” da quattro soldi (nonostante XP abbia dimostrato grandi doti di tolleranza, mentre OS10 nemmeno parte su macchine vecchie obbligando a cambiare hardware!).

    Windows NT nasce all’inizio degli anni Novanta per permettere a Microsoft di penetrare nel mercato professionale dei grandi server e delle reti professionali: un mercato in pieno sviluppo originariamente dominato da minicomputer (VAX), poi scalfito dalle reti di workstation (UNIX) ed infine intaccato dalle possibilità dei personal computer (microprocessori MC68030, I80386 e successivi, RISC). L’aspetto esteriore, identico a Windows 3.1 (e anche la numerazione NT3.11), possono trarre in inganno sul prodotto. In più, inizialmente, anche la necessaria retrocompatibilità di NT con MSDOS è piuttosto discutibile: credo che solo Win2000(NT 5) sia riuscito a superare quasi tutti quei limiti, in pratica quando ormai non serviva quasi più!

    Insomma, quella a cui mi riferivo non era certo utenza consumer a cui invece tu fai riferimento. Si tratta proprio del OS in termini di reale affidabilità (misurabile) e prestazioni (in termini di efficienza e capacità di tenere in piedi software per una rete di professionisti). Posso assicurare che dalla metà degli anni Novanta le installazioni di reti professionali di pc (con NT) sono “fioccate”. Mi riferisco perlomeno agli ambienti in cui lavoro direttamente e di cui mi interesso a livello professionale: progettazione industriale (CAD, CAM, PDM), hosting e, purtroppo, anche nell’ambito DTP dove, un tempo e per motivi storici, c’era il dominio incontrastato di Apple (tra l’altro vorrei sottolineare che io non “odio” affatto i pc Apple e nemmeno il loro OS: tra l’altro ricordo ancora con commozione quando a vent’anni potevo usare il “wicked fast” con A/UX). Piuttosto mi intristicono gli atteggiamenti degli utenti “invasati”, in particolare dei neofiti da supermercato… ma l’ho già detto.

    In pratica Jobs, giustamente per fare soldi, piano piano abbandonerà anche il settore storico di Apple, il DTP, che ormai è marginalissimo (10%). Lo farà per incassare grazie a iTunes e iPhone… riuscirà a convincere della bontà della sua scelta perché anche gli utenti professionali, che verranno abbandonati, daranno ragione alle sue scelte: forza del marketing… e jobs è un “marchettaro” perché non agisce da “innovatore” come vuole far credere ma da uomo della finanza cioé in base all’andamento degli stocks!
    Io, al tempo, sono stato abbandonato da Commodore e capisco quanto duro sia accettare la triste realtà.

    Ciao

  • # 7
    saidone
     scrive: 

    “purtroppo quando ti ritrovi con la schermata blu (o la schermata equivalente in mac os 9/X) dai ipso facto la colpa al SO”

    In parte comunque è vero, dato che l’SO “permette” ai driver di girare in kernel space.

  • # 8
    saidone
     scrive: 

    Dimenticavo, per chi vuole conoscere più approfonditamente la storia di Digital, consiglio:

    “DEC Is Dead, Long Live DEC: The Lasting Legacy of Digital Equipment Corporation” di Edgar Schein

    per me è stata una lettura piacevolissima.

  • # 9
    Felice Pescatore (autore del post) (Autore del post)
     scrive: 

    Mi inserisco per cogliere i suggerimenti proposti.
    In particolare mi sembra interessante il discorso aperto su NT e credo che presto mi metterò a scrivere un post a riguardo.
    Giusto un accenno: NT deriva direttamente da OS/2, dal filone 3 (non 3 Warp). In realtà IBM e Microsoft agli inizi degli anni ’90 rompono la propria jointventure su OS/2 a causa del successo di Windows 3.0 (e poi 3.1). Le strade allora si dividono: BigBlue prosegue con OS/2 2.x e Microsoft con OS/2 3.x, rinominato ben presto in Windows NT.
    La strada dei due filoni dell’OS si separa con la versione 1.3, tant’è che esiste un’edizione boxata IBM ed una Microsoft, l’unica di quest’ultima.
    E.. vabbè mi riservo il resto per il post.

    Felice

  • # 10
    goldorak
     scrive: 

    @ Giovanni : sei stato tu a esordire sul come la gente non capisse la qualita’ di un sistema operativo come XP. Ed io ti ho semplicemente fatto notare che la percezione delle gente va oltre la qualita’ tecnica intrinseca di un sistema operativo quando usa un computer. Puoi avere il sistema operativo piu’ rivoluzionarion del mondo, se pero’ viene fatto funzionare su hardware scadente e con applicazioni che generano schermate blu un giorno si e un giorno la gente dara’ la colpa al so. Prendi Os 9, un sistema operativo che a fine anni 90 definire obsoleto era fargli un complimento. Tecnicamente di molto inferiore a windows 95 e tuttavia se chiedevi agli “utonti” quale fosse migliore ti avrebbe risposto 9/10 Os 9. Capisci che la percezione e’ tutto nel mondo consumer ?
    Questa percezioni continua ancora oggi, con gente che tira i soliti luoghi comuni windows crasha sempre, os x no.

  • # 11
    biffuz
     scrive: 

    @IK5QLO

    in che razza di scuola andavi che aveva un VAX? Nella mia, in piena epoca Pentium, dovevamo vedercela con dei rugginosissimi 286 (rugginosi nel vero senso della parola).
    Ma era sempre meglio che alle medie, con dei fantastici VIC20 attaccati a TV B/N che prendevano fuoco… anche qui, nel vero senso della parola :-(

    Comunque, se qualcuno ha idea di come far funzionare questo VAXServer 3100 senza monitor né tastiera, saremmo interessati a scambiare quattro chiacchere :-) http://www.compvter.it/index.php?title=Digital_VaxServer-3100

  • # 12
    Giovanni
     scrive: 

    Va bene, accetto il tuo punto di vista (Goldorak)! Ma con questo non facciamo altro che confermare come il dato oggettivo non coincida con una eventuale “percezione consumer”… e questo non è che m’interessi moltissimo, soprattutto in questa sede. Invece di dare a me certe spiegazioni, allora, aiuta nel fare opera di informazione presso gli “utonti”, specie quelli più arroganti (e spesso ignoranti) che personalmente non sopporto.

    Per il resto ciò di cui non potrai mai convincermi è di considerare la “verità del mercato” come l’unica verità che conta… e questo non riguarda solo l’informatica!

    Ciao

  • # 13
    Marco
     scrive: 

    @Felice Pescatore
    “Giusto un accenno: NT deriva direttamente da OS/2, dal filone 3 (non 3 Warp). […] Le strade allora si dividono: BigBlue prosegue con OS/2 2.x e Microsoft con OS/2 3.x, rinominato ben presto in Windows NT.”

    Detta così sembra che NT sia un fork di OS/2, in realtà Cutler & co. realizzarono un kernel ex novo (o quantomeno prendendo spunto e/o codice da VMS), informati meglio.

  • # 14
    Felice Pescatore (autore del post) (Autore del post)
     scrive: 

    @Marco.
    Niente affatto, se leggi bene ho parlato di “filone 3″.
    NT nasce proprio da OS/2 3 (non warp) che era l’edizione server pensata da Microsoft ed IBM.
    Cutler arriva a Redmond nel 1988 e comincia a lavorare a quello che è il progetto codename “NT OS/2″.
    L’ambiguità sta nei due differenti filoni: OS/2 2.x (derivato dall’1.x) è fortemente diverso da OS/2 3 (pensato per i sistemi professiona e server, da non confondersi con OS/2 warp (3, 4 e 4.5) che derivano da OS/2 2.x

    Come vedi sono abbastanza informato.
    Presto ne parleremo…

  • # 15
    Marco
     scrive: 

    “Come vedi sono abbastanza informato.”

    Non sembra. Nome in codice di un progetto e codebase sono due cose ben distinte:

    http://web.archive.org/web/20020503172231/http://www.win2000mag.com/Articles/Print.cfm?ArticleID=4494

    http://www.winsupersite.com/reviews/winserver2k3_gold1.asp

    NT è frutto di Cutler e il suo team di sviluppo che si trascinò in MS da DEC.

  • # 16
    Felice Pescatore (autore del post) (Autore del post)
     scrive: 

    Non voglio creare polemiche, ma negli articoli da te segnalati c’è scritto esattamente quello che ho affermato, ovvero che alla rottura con IBM, Microsoft decise di proseguire in proprio il “filone della versione 3 di OS/2″ che era pensato per gli ambiti professionali. Infatti il cambiamento inizialmente ipotizzato non fu tanto sulla struttura progettata per il nuovo sistema (entrambi con kernel ibirod), ma la sostituzione della API di OS/2 con una versione ad-hoc di quelle di Windows a 32bit. In più venne adottata la UI di Windows 3.0 (inizialmente) aggiornata, alla data di rilascio, a quella di Windows 3.1.

    “Microsoft’s internal project name for the new OS was OS/2 NT, because Microsoft’s intention was for the new OS to succeed OS/2 yet retain the OS/2 API as its primary interface”.

    “Lucovsky is widely hailed for his technical acumen and his early efforts to change NT from an OS/2-based system to one that ran 32-bit Windows “

    Il team guidato da Cutler doveva inizialmente proseguire sulla strada intrapresa da OS/2 ma, come si legge anche in uno degli interessanti articoli che hai proposto, nacque la fatidica domanda: ‘What if, instead of OS/2, we did a 32-bit version of Windows?‘”

    Come vedi i due OS sono parenti, ed è questo quello che volevo evidenziare.

    PS: Su codebase hai ragione… ovviamente volevo dire codename.

  • # 17
    Giovanni
     scrive: 

    Dalla lettura de “I Guerrieri Del Software” (da cui provengono le tesi di Marco e che costituisce praticamente una “fonte di prima mano”) sembrerebbe aver ragione Marco (e io condivido pienamente), mentre le info spesso inaffidabili di Wikipedia-Italia confermerebbero la tesi di Felice; nella Wiki in inglese, leggermente più seria di quella italiana, mi pare che questa teoria di filiazione diretta di NT da OS/2 2.0 non sia segnalata, perlomeno non in modo diretto.
    E’ anche abbastanza credibile che MS abbia abbandonato del tutto OS/2, perciò sono curioso di leggere la teoria di Felice perché potrebbe generare delle sane polemiche. A questo punto l’unica cosa che conta è l’affidabilità delle fonti!

    Per quanto riguarda la mia esperienza personale (al tempo avevo diciott’anni e m’interessavo ai pc soprattutto attraverso le riviste specializzate) ricordo di aver sentito per almeno cinque anni gli annunci della presentazione di OS/2.
    Una volta presentato ufficialmente non ebbe mai successo per vari motivi. Causa continui ritardi esistevano un sacco di soluzioni alternative per sfruttare i pc, per esempio per le reti si usava Netware. Inoltre, analogamente a Vista vent’anni dopo, il parco installato non coincideva con quanto previsto dai promotori di OS/2, c’erano meno 386 di quanto si sperava e la memoria costava ancora moltissimo perciò non erano “tutte” le macchine che attendevano l’uscita di un nuovo OS. Infine mancava completamente il software e le modalità di emulazione funzionavano malissimo (questo l’ho provato di persona, e valeva anche per Warp).
    Ciao

  • # 18
    Marco
     scrive: 

    Non era nemmeno mia intenzione polemizzare, anzi.

    Il progetto si chiamava OS/2 NT perché inizialmente Microsoft pensava di mantenere una compatibilità a livello di API con i precedenti OS/2.
    In primis perché era un OS sicuramente più promettente di Windows, e parzialmente sviluppato internamente.

    Successivamente, con il successo riscosso da Windows 3.0, la necessità di una compatibilità con OS/2 (sempre e solo a livello di API, non binaria) è venuta meno, e sono nate le Win32 e i layer di compatibilità con Win16.

    Stando alle fonti, Cutler e il suo team hanno sviluppato tutto da zero (o almeno così evinco dalla frase:
    Finally, it was time to start writing some code. “We checked the first code pieces in around mid-December 1988,” Lucovsky said, “and had a very basic system kind of booting on a simulator of the Intel i860 (which was codenamed “N-Ten”) by January.”)

    Infine, l’analisi di Russinovich non lascia dubbi riguardo alla strettissima parentela fra NT e VMS (mentre gli internals di OS/2 sono completamente differenti).

  • # 19
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    OS/2 e NT sono molto diversi, infatti, ed NT è fortemente influenzato da VMS (non poteva essere altrimenti).

    NT, tra l’altro, è qualcosa di più di un comune s.o., in quanto utilizza delle API “interne” (native) a cui si poggiano i subsystem che espongono quelle pubbliche.

    Ne ho parlato tempo fa in un articolo, che trovate qui http://www.appuntidigitali.it/3006/i-subsystem-di-windows-fra-retrocompatibilita-ed-evoluzione/ , citando anche il subsystem OS/2.

    Questo tecnicamente. Poi Microsoft avrebbe anche potuto chiamarlo True full-compatible OS/2, eh! :P

  • # 20
    Felice Pescatore (autore del post) (Autore del post)
     scrive: 

    Grazie a tutti per l’interessante discussione.
    Sto approfondendo l’argomento grazie ad alcuni testi di analisi e conto di realizzare un post specifico che riassuma la nascita di NT, passando per OS/2 e VMS++.

    F.

  • # 21
    IK5QLO
     scrive: 

    @biffuz

    All’ ITIS Fermi di Lucca nel laboratorio di Informatica (specializzazione Informatica) nel 1988 c’era un bellissimo microVax II
    con 12 terminali VT220. Girava microVMS una versione adattata del VMS, aveva ben 9 (nove!) MB di ram, un hard disk se non mi sbaglio da 10MB. Veniva usato principalmente per il compilatore pascal e la pratica (scripting) sul S.O. Erano altri tempi in cui le scuole superiori pubbliche potevano permettersi altri budget. Ricordo l’armadio che conteneva tutti i manuali cartacei del VMS, erano decine per migliaia di pagine :-).

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