di  -  venerdì 8 ottobre 2010

Qualche mese fa parlavamo di un fantomatico e-book reader di Telecom Italia (attuale proprietaria del marchio Olivetti), che nel frattempo si è poi scoperto essere un tablet in piena regola: l’OliPad.

In questi giorni avviene il lancio dell’ebook store di Telecom Italia (in collaborazione con Mondadori), Biblet. Si tratta di un’operazione che dal punto di vista dell’azienda promotrice ha perfettamente senso – rappresentare il punto di riferimento per l’ingresso di editori nazionali piccoli e grandi nel mondo ebook, partendo da una posizione geograficamente avvantaggiata rispetto ai grandi operatori stranieri – ma tuttavia lascia irrisolto un quesito fondamentale, chiaro già mesi fa:

Partiamo dal presupposto che nessuno vuole portarsi dietro dieci dispositivi per accedere a dieci bouquet diversi di informazioni: non esistendo una piattaforma standard di contenuti premium, le piattaforme (e-reader+store) che non raggiungono una massa critica sono destinate alla marginalità.

Pare infatti che il ricco catalogo del nuovo store non possa essere consultabile dalle piattaforme tablet/ebook reader che nel frattempo – sebbene la maturità del mercato sia ancora lontana – si sono affermate, leggasi innanzitutto iPad, ma anche da un Kindle rivitalizzato dai recenti tagli di prezzo.

Le informazioni riportate su Il Post confermano questa tesi:

– Gli ebook acquistati su Biblet possono essere utilizzati su qualsiasi lettore di libri in formato elettronico compatibili con Adobe DRM, un formato proprietario per l’editoria digitale.

TI sembra tuttavia pronta a scommettere sulla piattaforma Android, per la quale sta preparando un’applicazione che dovrebbe debuttare a fine novembre, mentre lo stesso Olipad, previsto per il lancio sotto Natale, sarà equipaggiato con l’OS mobile di Google.

In attesa di sapere se la scelta di TI di snobbare gli attuali leader dei mercati tablet ed ebook reader pagherà, è interessante gettare un occhio a Edigita (di cui abbiamo parlato mesi fa qui), pronta a scendere nell’arena il 18 ottobre con un catalogo di 1500 titoli (entro Natale saranno 2000), ed una strategia svincolata dalle piattaforme distributive.

Edigita si prepara infatti ad agire da repository: un catalogo accessibile a tutte le  “vetrine online” – Amazon, Apple, magari anche Telecom! – capace di incrementare istantaneamente l’utilità di un e-reader agli occhi di quella larga fetta utenza tenuta fuori dal mondo ebook dalla prevalenza di titoli in inglese.

A bocce quasi ferme, partendo dai dati attualmente a disposizione, Edigita mi sembra meglio piazzata di Telecom: in un mercato immaturo ed in rapida crescita, l’elasticità incrementa le possibilità di successo.

24 Commenti »

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  • # 1
    Giacomo
     scrive: 

    io mi chiedo per quale motivo un operatore di telecomunicazioni entri in un settore che non è certo parte del suo core business e che non porterà un flusso di cassa tale da influire sul suo bilancio.. pensassero a fare il loro mestiere, occuparsi di telecomunicazioni e magari di linee adsl di nuova generazione..

  • # 2
    Cael
     scrive: 

    @Giacomo

    Discorso molto semplice, Fininvest è uno dei principali azionisti di Telecom e al tempo stesso proprietaria di Mondadori, ci vuole poco a fare 2+2. Non a caso tutti i principali concorrenti di Mondadori, Feltrinelli e RCS in primis hanno visto di cattivo occhio la faccenda Telecom-Mondadori, con qualcuno che sta anche pensando di ricorrere alla corte europea.

  • # 3
    Giacomo
     scrive: 

    @ Cael
    capisco, e farebbero bene a denunciare questi conflitti di interesse, che sappiamo bene come nel nostro Paese partono dall’alto..

  • # 4
    Kabubi
     scrive: 

    Ma che c’entra iPad con il termine ebook reader?
    Io ho iPad e kindle 3.
    Come può uno confrontarli non me ne capaciterò mai.

  • # 5
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Kabubi
    Posto che dopo il taglio di prezzo anche Kindle farà dei gran numeri, ti rigiro la domanda, ma prima leggi questo link.

    http://blogs.forbes.com/elizabethwoyke/2010/10/06/analyst-sees-45-million-ipads-in-2011-next-gen-ipad-launching-soon/

    Ora se tu fossi un editore, te la sentiresti di scartare l’iPad solo perché non ha lo schermo e-ink?

  • # 6
    Kabubi
     scrive: 

    Tu non sei un editore e dovresti fare informazione e far capire a chi non se ne intende il perchè un LIBRO non si può leggere con un display lcd.
    E anche che usare Zinio su iPad è una figata e su kindle non avrebbe alcun senso.

  • # 7
    mede
     scrive: 

    @ Giacomo

    guarda è meglio non parlare di conflitto di interessi nel campo dell’editoria italiana, questo riguardo all’editoria digitale mi pare proprio il meno grave e dannoso. se vi fate due domande in giro per capire come funziona in italia c’è da mettersi le mani nei capelli, è un vero disastro. e non sono un disfattista. la regolamentazione è una presa in giro, la verità è che chi opera in questo settore fa proprio come gli pare. e non sto parlando di mondadori che non paga le tasse, ma del modo in cui si presentano sul mercato senza alcun controllo dell’antitrust e della regolamentazione interna presente ma aggirata con ogni escamotage. non è che serva farsi domande tanto complicate o avere qualche conoscenza specifica, basta domandarsi per esempio come ha fatto mondadori, che era già l’agente principale nell’editoria italiana, ad inglobare o far passare sotto la sua sfera di influenza Einaudi. è come se domani mediaset si compra la 7, ma come fa l’antitrust a dare il permesso di una cosa così?

    senza contare che sono editori, finanziatori, pubblicitari, distributori (che decidono a chi dare e non dare i libri e quale sconto fare a ognuno a loro discrezione) e librerie tutto insieme. secondo voi la distribuzione mondadori fa lo stesso sconto sui libri alle librerie mondadori e a quelle non mondadori? stessa cosa le feltrinelli.
    come si fa a stare in questo mercato? semplice devi essere uno della famiglia, altrimenti sei fuori, perchè tra le altre cose tu devi pure pagare le tasse.

    comunque non è sbagliato che mondadori provi questa strada con un partner (che non dovrebbe possedere comunque vabbè) il problema è che ci vuole la concorrenza, altrimenti faranno come gli pare. domani non stamperanno manco i libri licenzieranno 2000 persone ma il libro costerà sempre 20 euro.

  • # 8
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Kabubi
    Se dicessi che senza e-ink è impossibile leggere un contenuto direi una fesseria in cui peraltro non credo, dal momento che passo da anni le mie 8 ore al giorno davanti a un computer con schermo LCD e ho già letto alcuni libri sullo schermo dell’iPhone senza per questo diventare orbo.
    Questo per dire che se hai le tue opinioni sull’esperienza d’uso dei dispositivi puoi benissimo condividerle, ma non certo imporle raccomandandomi cosa io dovrei o non dovrei fare. Non tanto per me, è che non ci fai una bella figura in generale.

  • # 9
    Mario
     scrive: 

    Anche io sono rimasto sorpreso dall’entrata di Telecom in questo settore, ma tant’è, ormai tutti vogliono fare tutto. Positivo l’utilizzo del formato ePUb, che si spera diventi lo standard del settore. Anche ibs.it propone ebook in questo formato. I vantaggi sono noti, il formato è multipiattaforma e si adatta a vari display. Su PC con Adobe Digital Edidions, su android con aldiko oltre all’ottimo e-reader nook (nook.com) che speriamo qualcuno importi in Italia.
    Resta da vedere se è possibile l’utiizzo su più di un device per gli ePub con protezione DRM.

  • # 10
    dactylium
     scrive: 

    I prezzi mi sembrano piuttosto alti, considerando che questi “libri” godono del vantaggio di non dover essere stampati né distribuiti.
    In alcuni casi esistono edizioni cartacee meno costose della controparte digitale (ad esempio “Inchiesta sul Cristianesimo” di Augias a 6 Euro).

    Ci sono poi delle incongruenze tra le FAQ presenti su Biblet e la guida al software di lettura Adobe. Secondo le prime i testi digitali protetti da DRM non possono essere copiati su dispositivi mobili; leggendo invece la guida di Adobe Digital Editions si apprende che il trasferimento dell’e-book tra dispositivi autenticati può avvenire anche tramite una pen drive.

    Non ho poi capito perché nelle FAQ di Biblet si dica prima “È importante ricordare che è possibile scaricare l’eBook acquistato una sola volta e su un solo dispositivo” e in seguito “Dopo aver acquistato un libro potrai scaricarlo quante volte vuoi”.
    Mi sfugge qualcosa o si tratta di una contraddizione?

    Come si spiega infine nell’articolo, l’impossibilità di leggere gli e-book acquistati nei vari store su tutti i dispositivi mobili in commercio (prescindendo quindi da un vincolo store-reader) non è certamente una buona cosa.

  • # 11
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ dactylium

    Come si spiega infine nell’articolo, l’impossibilità di leggere gli e-book acquistati nei vari store su tutti i dispositivi mobili in commercio (prescindendo quindi da un vincolo store-reader) non è certamente una buona cosa.

    Purtroppo questo è un problema che si risolve o con l’emergere di una posizione dominante (le condizioni oggi sono assolutamente premature) o con una legge che vincola all’adozione di formati aperti e DRM interoperabili.

    In entrambi i casi qualcuno avrà da lamentarsi, ma generalmente il secondo caso non si verifica se non si sono create le condizioni di cui al primo caso.

    Più nello specifico l’approccio del tablet, che esegue lo store come un’applicazione, è una miglior garanzia per l’utente intenzionato a fruire di contenuti protetti da DRM: i prodotti e-ink di maggior successo sono integrati verticalmente con una sola piattaforma di distribuzione e col relativo DRM.

  • # 12
    dactylium
     scrive: 

    @ Alessio
    Grazie dell’approfondimento.

    Approfitto inoltre per una correzione al mio commento precedente.
    Quando citavo l’impossibilità di copia degli e-book protetti così come segnalata nelle FAQ di Biblet, ho scritto erroneamente “dispositivi mobili”. In realtà mi riferivo ai supporti mobili (dischi ottici, pen drive, ecc.), non certo a dispositivi come un e-reader.
    Resta in ogni caso, per quel che ho capito, un’incongruenza che non mi spiego.

  • # 13
    Francesco
     scrive: 

    Non credo proprio che Telecom voglia privilegiare prodotti e-ink a dispacapito di prodotti lcd, vuole semplicemente vendere i suoi prodotti (vedi Olipad) e comunque vendere attraverso i suoi canali distributivi. Comunque Bernabè ha annunciato che arriverà l’app per Ipad prima di fine anno e Mondadori ha dichiarato che i suoi libri verranno venduti anche sullo store Apple prossimamente: “a breve sbarcheremo sullo store di Apple, siamo in attesa che Apple annunci e liberi la vendita dei titoli”.
    Francamente tra device e-ink su cui si possono “solo” leggere libri, e dispositivi multifunzione come i tablet credo che il mercato andrà verso questi ultimi, lasciando ai primi solo una nicchia di mercato.

  • # 14
    Tenebra
     scrive: 

    @ Alessio

    Quelle di Kabubi sull’esperienza d’uso dei dispositivi non sono mere opinioni, dato che c’è OGGETTIVAMENTE un abisso tra leggere un libro su un display retroilluminato e leggerlo su uno schermo e-ink.
    E sono considerazioni già fatte mille volte, varrebbe la pena ricordare che in Italia chi può essere invogliato a comprarsi libri in formato digitale è quasi solo chi fa parte del novero dei “grandi lettori” (che enumera tra le sue file chi legge almeno un libro al mese) e tra il leggersi “qualche libro” e leggere -regolarmente- c’è un altro abisso in termini di tempo speso.

    E’ vero che su Ipad si può leggere un libro senza farsi venire la cataratta, così come è vero che solo un folle si metterebbe a leggere -regolarmente- su iPad o su pc. Lo schermo semplicemente non è adatto, ed è un mero dato tecnico – se poi uno è fanboy al punto di rovinarsi la vista pur di non ammettere l’ovvio, peggio per lui…

  • # 15
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Tenebra
    Prima di scrivere avresti potuto fare caso al fatto che non ho detto da nessuna parte che leggere su LCD sia meglio o come leggere su e-ink, ma solo che non si diventa orbi.
    Ognuno ha la sua esperienza d’uso e per qualcuno le funzionalità aggiuntive di un tablet potranno pure valere il sacrificio di fare a meno dell’e-ink.

  • # 16
    Alessandro Pedarra
     scrive: 

    Vorrei spezzare una lancia a favore di Alessio… è possibile leggere su schermi LCD e questa è l’unica cosa che conta per un editore.
    Gli utenti decideranno dove leggere ma credere che gli eBook verranno letti solo su e-ink è da stupidi anche perché già adesso gli eBook si leggono ovunque, anche sullo schermo di un PC. Inoltre non tutti hanno il cxlo profondo di Kabubi… ci saranno persone che, non avendo soldi, punteranno sul solo tablet per far tutto, altri punteranno sul proprio netbook ed altri continueranno a leggere i propri eBook sul PC di casa.

    Personalmente sono molto contento dell’esistenza degli eBook reader e li ritengo la soluzione migliore per chi voglia leggersi un libro senza stancarsi la vista e consumare troppa energia ma gli eBook si leggono e continueranno a leggersi dappertutto.

    @ Tenebra: Io sono il folle di cui parli… ho letto su schermi del computer di qualsiasi genere (compresi gli schifosissimi notebook di fine anni 80 con schermi mignon monocromatici tendenti all’azzurrino, mi pare di ricordare uno Zenith con quello schermino schifosissimo ma sottile), leggo da più di 20 anni, ho 31 anni e la mia vista è ancora a 10/10. Mi è capitato di leggere eBook sul PC e finora non sono svenuto.

  • # 17
    Tenebra
     scrive: 

    Mai detto che gli e-book vanno letti SOLO su e-ink, ho semplicemente fatto notare che per un vero, assiduo lettore, la scelta tra iPad e uno schermo e-ink non si pone nemmeno.

    Leggere saltuariamente sull’Ipad si può fare (ed è anche la destinazione d’uso che lo stesso Jobs ne dà – si è ben guardato, dato che non è un pirla, dal proporlo come piattaforma per lettori assidui) ma leggere costantemente no.

    Anch’io ho dieci decimi di vista, e quando leggo per più di due ore su uno schermo retroilluminato ne risento sempre: mal di testa o occhi arrossati, etc. E non è una mia peculiarità, è la normale reazione umana. Ad Agosto ho letto 8 libri su schermo e-ink. In spiaggia, dove il riverbero mi avrebbe impedito assolutamente di usare iPad. Senza contare che leggere 8 libri in due settimane su schermo retroilluminato mi avrebbe portato diritto dall’oculista.

    Nessuno sta facendo confronti fra tablet tuttofare e lettori e-ink, quindi non spostiamo il discorso per come fa più comodo. L’articolo stesso parlava di e-book, le funzionalità di un tablet sono del tutto fuori luogo.

  • # 18
    mede
     scrive: 

    @ Alessio,
    anche io credo che questa cosa dell’e-ink pur migliorando rimarrà di nicchia. è indubbio che l’esperienza con e-ink per leggere un documento esteso è migliore (e probabilmente sarebbe meglio anche per lavorare), ma per la pura e semplice praticità e probabilmente la diffusione di dispositivi tablet retroilluminati nei prossimi anni, farà in modo che la maggior parte dei contenuti sia letta su quei dispositivi. si leggeranno comunque sempre meno libri, e sempre più spesso su quei dispositivi per il semplice fatto che li avrai per le mani e non sentirai alcun bisogno di comprare un attrezzo dedicato, a meno appunto di non essere un lettore assiduo. non è come con gli mp3, chiunque traeva giovamento da un lettore mp3 sia l’appassionato di musica che l’utente casual, con questi contenuti è tutto da vedere. chi si legge un libro l’anno non si compra certo un reader. e il grosso delle vendite le fanno questi bestseller che attirano un pubblico di non lettori abituali. dunque i semplici numeri relegheranno gli ebook reader (come sono concepiti oggi) ad una posizione minoritaria del mercato a mio avviso. ma probabilmente sono discorsi inutili, l’e-reader cambierà forma a mio avviso e si ibriderà con i tablet in certi modelli in modo da dare un po’ di praticità.

  • # 19
    Alessandro Pedarra
     scrive: 

    Non credo sia comunque consigliata la lettura per più di 2 ore continuative, come per qualsiasi cosa è utile staccare ogni tanto per almeno una quindicina di minuti.. quindi il problema è relativo.

    L’articolo parla di due prodotti Telecom, da una parte la distribuzione digitale di eBook e dall’altra la distribuzione di un tablet marchiato Olivetti.
    Mi sembra ovvio che Telecom punti ad associare una cosa all’altra perché come sappiamo i tablet vengono usati anche per leggere gli eBook.
    Poi ripeto, se uno si vuole leggere 8 libri a settimana può pensare di acquistarsi un e-book dedicato, per l’utilizzo scolastico avrà più senso un e-book.. ma l’italiano medio si leggerà saltuarialmente qualche libro ed impiegherà il resto del tempo a giocherellare con il tablet (nei peggiori modi pensabili).

    Personalmente io seguirei la strada del tablet perché è versatile e non leggo 8 libri a settimana. Come me penso molti altri…

  • # 20
    Francesco
     scrive: 

    Vi segnalo una nuova app per IPad e IPhone che si chiama Bluefire Reader e supporta i DRM Adobe. Non è al livello di ibook o Stanza ma… al momento ci dobbiamo accontentare!

  • # 21
    ildome
     scrive: 

    Sono un lettore di ebook, su un vecchio pocket pc. Ne leggo parecchi, anche per piu’ di 2 ore consecutivamente.
    L’unico problema risconrato e’ quello di addormentarsi coll’apparecchio in mano e farlo cadere. Comprero’ certo un e-ink comunque :)

  • # 22
    mede
     scrive: 

    certo un nome migliore potevano trovarlo, io leggo sempre bidet…

  • # 23
    mede
     scrive: 

    “interessante gettare un occhio a Edigita, pronta a scendere nell’arena il 18 ottobre con un catalogo di 1500 titoli”

    seee come no. è il 27 e il sito è ancora solo con la lista. ;) non ce l’hanno fatta a farlo in tempo.
    mondadori è già online e vende ebook, anche se sembrano pochini ancora.

  • # 24
    Bibosblog
     scrive: 

    Se volete vederlo, questo è il video HD con l’unboxing del BIBLET della TIM: http://www.youtube.com/watch?v=mXlkn2Kc-GE

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