di  -  giovedì 30 settembre 2010

Mettete il caso che un bel giorno un tizio con l’aria spocchiosa e i capelli riccioluti entri nella stanza di un VC ed esordisca dicendo: “ho trovato la soluzione finale per eliminare l’anonimato e la privacy dalla rete, in modo non violento”.

Immaginate l’interlocutore dall’altra parte della scrivania fra l’incredulo e il divertito, a cui presto iniziano a girare in testa i rulli del registratore di cassa: “Quanto costa intercettare un individuo? Quanto tempo serve per ottenere sul suo conto informazioni di qualche utilità?”

“Vai avanti”

“Da qualche tempo gestisco un sito che la gente spontaneamente riempie di informazioni personali, condividendole per socializzare, con vincoli di privacy praticamente inesistenti. Per quanto idioti possano apparire, crescono a ritmi impressionanti!”

E l’altro: “Interessante” e nel mentre pensa “Quanto altro tempo serve per inferire usi abitudini e comportamenti da informazioni parziali e sconnesse come quelle ottenute da Google? Quali sono i potenziali profitti da pubblicità? E i profili di cooperazione con le autorità governative?”

Questa ipotetica conversazione (a parte la storia degli idioti, che pare autentica) per introdurre un dato solo apparentemente disomogeneo: il Financial Times ha stimato recentemente il valore di Facebook in 33 miliardi di dollari. Si tratta di una somma senz’altro gonfiata dalle voci di una IPO nel 2012, ma che vorrei interpretare in altro modo.

33 miliardi/500 milioni di utenti fa 66 dollari a utente di Facebook. Si tratta di un valore approssimativo e stimato, che con qualche cautela potremmo comparare al valore di una lista di email marketing orizzontale pienamente profilata, con vincoli di privacy inesistenti.

Certo i 33 miliardi di valutazione non sono basati sulle in proporzione modeste entrate da pubblicità 2009, pari a meno di $ 800 milioni (Google, il cui market cap è pari a 168 mld ad oggi, 5x, ha revenue per 6,5 mld, 8,1x).

Prendendo per buono questo approccio, il valore di FB può crescere in due modi: con l’incremento della base utente o con l’approfondimento della profilazione di ogni singolo utente. E qui entra in scena FB Places, lanciato oggi in Italia e pronto per geolocalizzare gli utenti e le rispettive attività, e il molto discusso Facebook Phone.

Che in realtà telefono non è, ma piuttosto rappresenta, nelle parole del fondatore, una sorta di layer social per smartphone, con dentro un sistema di single sign on che lavora in sinergia con Places per alimentare il motorone sociale. Leggiamo le parole di Zuckerberg:

On phones we can actually do something better. We can do a single sign-on if we do a good integration with a phone, rather than just doing something where you go to an app and it’s automatically social or having to sign into each app individually. Those are the two options on the web. Why not for mobile? Just make it so that you log into your phone once, and then everything that you do on your phone is social.

[…]

Our goal is to have Facebook be everywhere and everything be social rather than a specific device

Il concetto di single sign on è estremamente interessante: do il consenso una sola volta, magari me ne dimentico, e da lì in poi tutto quel che faccio, è sociale. Peppe fa avanti e indietro per una strada frequentata da trans? La sua ragazza potrà sapere immediatamente che non è a cena con gli amici come diceva. Si fa un giro ad Amsterdam per fare una bella fumata? Perché nasconderlo alla persona con cui la prossima settimana ha fissato un colloquio di lavoro?

Ecco il trucco: se chiedessi al povero Peppe di fare un check in sui viali di Bologna o al Bulldog di Amsterdam, probabilmente ci penserebbe due volte. Ma con il single sign on e un telefono in tasca, dici sì una volta e hai un pappagallo telematico spione poggiato sulla testa vita natural durante. In altre parole, si fa di tutto affinché la gestione della propria “personalità online” corrisponda con la gestione della propria persona offline.

Dal canto suo il motorone social ingrassa divorando sempre più dati e mentre ingrassa arricchisce, grazie ad una profilazione sempre più ricca e sostanzialmente ineguagliabile dalla concorrenza – Google in primis, almeno non tramite search.

Nel mentre l’utenza cresce in volume e si attrezza con strumenti sempre più raffinati per creare una congruenza totale fra la propria esistenza e il rispettivo riflesso social. Varrà forse la pena di ricordare loro che “se non paghi, non sei il cliente; sei il prodotto in vendita”.

PS Chi si sentisse confortato dalle politiche sulla privacy adottate da FB, farebbe bene a ravvedersi finché è in tempo: Zuckerberg non crede nella privacy.

24 Commenti »

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  • # 1
    alessiodp
     scrive: 

    “se non paghi, non sei il cliente; sei il prodotto in vendita”

    frase da incorniciare!

    bravo bravo bravo!

    articolo eccellente…da pubblicare su Times..

  • # 2
    findus
     scrive: 

    Articolo spettacolare…

  • # 3
    Giampiero
     scrive: 

    articolo fantastico per ilmodo in cui è scritto, ma tremendamente inquietante.

  • # 4
    banryu
     scrive: 

    Devono stare attenti a non esagerare però: se “forzano” troppo le cose prima o poi la gente se ne accorgerà e si incavolerà (almeno è quello che mi piace pensare).

    Troppo lollico il Peppe di turno che fa qualche “cavolata” e il cell lo sputtana in cyber-mondo-visione…

    Comunque c’è una cosa che mi chiedo: c’è una fascia di età preponderante tra la massa di utenti dei social network?
    Io sono classe ’79, è francamente non sono poi così attirato da questo fenomeno tecnologico; magari sono solo io.

    Però non è che questa tendenza è forse più sentita nelle nuove generazioni? Dove l’effetto “branco” (o sei “in” o sei “out”) e altre corbellerie della psicologia di gruppo hanno più peso e dove l’età più giovane e la conseguente minore riflessione su certe problematiche (anche perchè rispetto ai più vecchi si parte che certe cose “ci sono sempre state” e quindi rischi forse di partire da una posizione in cui sei potenzialmente meno critico rispetto la cosa) possono portare ad accettare senza troppi pensieri questo fenomeno di massa?

    Ci sono studi al riguardo, qualcuno ne sa qualcosa?

  • # 5
    Nicola
     scrive: 

    articolo ottimo, ricalca perfettamente la realtà. Ma il mondo è sempre andato così. Prima c’erano le Indulgenze, poi Wanna Marchi, adesso Zucke. La mamma degli idioti…..

  • # 6
    Flare
     scrive: 

    Intanto i siti, compreso questo, sono sempre più monopolizzati da FB per quanto concerne il tam tam coi vari “Mi piace”, “share” ecc. I “vecchi” Digg, Stumbleupon e compagnia compaiono sempre meno e talvolta non li vedo neanche più. A parte Twitter e qualche volta Buzz, tende a restare solo FB, che ha un bacino d’utenza enorme. Da qualche tempo si sta diffondendo anche Facebook Connect, come dire: “loggati” con nome cognome e dati vari. Diversa gente tende a chiederti il tuo contatto su FB prima dell’email o del contatto IM (quest’ultimo da anni pressoché monopolizzato da MSN). Insomma, sono d’accordo con l’articolo e penso soprattutto che almeno la gente dovrebbe essere consapevole di quello che sta usando e facendo, di articoli del genere ce ne vorrebbero di più, ma mi sembra sempre più una “lotta” impari, anche perché in effetti mi sembra che interessi a pochi.

    Di solito si allontana la questione con un semplice: “non ho nulla da nascondere”, non rendendosi conto che il problema è molto più complesso. Anche se non fai niente di male, la vorresti una telecamera nei tuoi momenti di intimità? OK che siamo bombardati da programmi del tipo Grande Fratello, però… E non sai in futuro come potrebbero venire usate certe informazioni che hai disseminato in rete. Ti creeranno qualche imbarazzo, problemi con il/la partner, ti scarteranno al colloquio di lavoro o altro ancora? Chissà, ma scripta manent. Qualche cavolata prima o poi la facciamo tutti. Oppure “incontri” su Internet persone che poi scopri non essere quel che sembrano a prima vista e ora sanno di te nome, cognome, città, foto, conoscenti e tutto il resto. In casi limite può accadere come quella che ha conosciuto un tale su FB, di cui poi ha capito che sarebbe stato meglio non averci a che fare, ma dopo se l’è trovato sotto casa e l’ha ammazzata. Se fosse stata anonima, avrebbe potuto semplicemente sparire.
    Anche se tu fossi un utente consapevole, su FB a spiattellare i fatti tuoi a mezzo mondo ci pensano i tuoi amici (reali o meno che siano). Poi di quello che si pubblica su Internet, si perde in fretta il controllo. Anche se cancelli, togli tag, qualcuno avrà già visto, letto o perfino salvato. La voce gira.

    Eppure sembra interessare a pochi, FB e i suoi strumenti si diffondono inesorabilmente, anche chi non l’ha e non approva, fatica sempre più a resistere. Verremo tutti assimilati?

  • # 7
    Lorenzo
     scrive: 

    A FB manca solo un motore di ricerca proprio per avere ricavi nello stesso ordine di grandezza di bigG. E non deve nemmeno inventare un modo per farci i soldi…potrebbe limitarsi a copiare bigG, ma senza il problema di crearsi da 0 una massa critica di potenziali utilizzatori (come devono fare i concorrenti tradizionali di Google: MS e Yahoo).
    Una volta messa in piedi un’infrastruttura concorrenziale (cosa non semplice per carità) potrebbe limitarsi a copiare il modello di business: gli utenti li ha già, passano mediamente tutta la giornata a scirvere dei ca…i propri e a farsi quegli degli altri r basterebbe solo dargli qualcosa per non costringerli ad uscire da FB ogni volta che devono fare una ricerca.
    Terrore a Montain View sarebbe il titolo del film…nemmeno troppo di fantascienza secondo me.

  • # 8
    Flare
     scrive: 

    @Lorenzo: no, non è fantascienza, anzi è già un pochino realtà, in un certo senso:
    http://www.oneweb20.it/16/09/2010/bing-e-facebook-insieme-per-superare-google/

  • # 9
    A
     scrive: 

    Ottimo articolo Alessio, mi fa piacere che inizi a mettere articoli di vera riflessione su argomenti che altri, appositamente o anche inconsapevolmente, continuano a trattare in modo superficiale, contribuendo a mantenere distratta e inconsapevole la popolazione, partendo ora più che mai dalle menti dei ragazzini tecnologici, che credono di sapere tutto e invece non fanno altro che diventare schiavi di un potere occulto, che sempre più si sta mostrando (per chi vuole vedere) per quello che davvero è…

    Consiglio a tutti di approfondire la riflessione di Alessio, leggendo anche questo articolo:

    http://www.infowars.com/the-cia-and-nsa-want-you-to-be-their-friend-on-facebook/

    grazie Alessio
    ;)

  • # 10
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ A
    Trovi ulteriori approfondimenti su temi analoghi su http://www.appuntidigitali.it/tag/tarlo

  • # 11
    Giancarlo
     scrive: 

    Complimenti per l’articolo. E’ uno spaccato chiarissimo del fenomeno FB, da girare agli amici che abitualmente ti inviano il solito ppt.
    Credo che il futuro sia già presente. Ormai gli uffici del personale di tutte le aziende controllano su FB prima di finire di leggere il tuo curriculum, tra colleghi o fidanzati si controllano a loro insaputa i contatti degli/delle ex, e se scompare qualcuno ormai FB è il punto da dove cominciano le indagini degli inquirenti…. sono brutti segnali.
    Tutto questo mentre i nostri figli si iscrivono perchè se no sono “out”. Ai miei tempi dovevi avere un moncler per essere in, per fortuna non tutti potevano permetterselo e allora stavo in buona compagnia, ma ora? E’ missione impossibile fargli capire questi concetti…

  • # 12
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Trovo agghiacciante vedere come così facilmente si perda la propria privacy.

    Ma soprattutto le nuove generazioni non sembrano interessate a mantenerla. Non so se per mania di esibizionismo (la TV ha fatto troppi danni?) o semplicemente per ignoranza (tecnologica).

    Da questo punto di vista credo che Zuckerberg abbia ragione: la privacy non è più un valore per i giovani. Quindi perché non approfittarne per farci business? Nessuno se ne lamenterà…

  • # 13
    D
     scrive: 

    Io le vostre polemiche non le condivido.
    E non le condividerò mai, fin quando ci sarà la possibilità di scegliere.
    Non è Facebook che vi fa perdere la privacy.
    Sono gli utilizzatori e il modo in cui viene utilizzato.

    Non è obbligatorio postare.
    Non è obbligatorio mettere foto.
    Non è obbligatorio accettare amicizie.
    Non è obbligatorio usare applicazioni.
    Non è obbligatorio condividere la propria posizione.
    Non è obbligatorio inserire le vostre informazioni personali.
    Non è obbligatorio condividere le proprie informazioni.

    E’ l’utente che sceglie.
    Il problema, quindi, non è FB e il fatto che fa soldi con i tuoi dati.
    E se un tuo amico pubblica una foto con te, anche in questo caso sei tu che ti scegli gli amici ;)

    E poi vi faccio notare che FB non è il primo ne l’ultimo.
    Con cosa fa i soldi Google ?

  • # 14
    Mirko
     scrive: 

    Ma non sarebbe più comodo se fosse possibile inserire nel proprio account Facebook l’IMEI del telefonino? Così il “single sign on” sarebbe attivato al momento dell’accensione del telefono (ovviamente previo accordo tra gestori e FB… ma i gestori, per vendere di più non credo che farebbero tante storie!)!

  • # 15
    findus
     scrive: 

    @D
    Il ragionamento che fai tu e’ corretto. Mi chiedo pero’ se molte persone si rendano conto di quello che fanno quando postano su facebook, o se lo facciano per moda, o per mania di esibizionismo o semplicemente inconsapevoli della profilazione delle informazioni che c’e’ dietro. Una volta per curiosita’ ho provato a fare uno di quei test presenti su facebook. Le domande non avevano assolutamente nulla a che vedere con il test (erano tutte del tipo ‘che colore ti piace’ o cose simili).
    Ora, che tutti siano consapevoli di queste cose non lo credo affatto.
    Comunque come giustamente dici tu nessuno obbliga nessuno a sbandierare i propri fatti personali in rete…

  • # 16
    dargor17
     scrive: 

    @ D: E a che serve facebook se non accetti amicizie e non posti e non condividi foto, etc etc etc? Non è obbligatorio neanche iscriversi a facebook se è per questo.

    Il problema è che ci sono milioni di persone che si registrano e lo usano per quello per cui è creato: condividere sulla pubblica piazza i fatti propri, e farsi i fatti altrui. Nessuno li obbliga.
    Il problema è se siano davvero consapevoli delle conseguenze che potrà avere quello che stanno facendo.

    Post come quello di Alessio non mi sono nuovi e penso neanche a te. Ci sono delle persone che vedono i pericoli illustrati qui sopra e cercano di far riflettere gli altri.
    I soliti tromboni e cassandre? Staremo a vedere, temo.

  • # 17
    floc
     scrive: 

    ottimo riassunto di cio’ che vado sostenendo da anni :) da far leggere a tutti

  • # 18
    [D]
     scrive: 

    “Ma non sarebbe più comodo se fosse possibile inserire nel proprio account Facebook l’IMEI del telefonino?”

    [ironic mode on]

    Ma non sarebbe più comodo infilare una sonda anale in ogni persona vivente e non del pianeta in modo tale che appena si alza dal letto tutti lo possono sapere e taggare ad emeriti sconosciuti ?

    [ironic mode off ?]

  • # 19
    caffeine666
     scrive: 

    io condivido entrambe le posizioni

    sono un utente facebook da quando è nato praticamente (si, quando era solo negli usa…) e non ho usato il mio account fino a 5 mesi fa.
    ma alla fine, se lo si usa con criteri è decisamente comodo.

    vuoi andare un concerto? dai un occhiata, e vedi magari chi ci va… perchè magari solitamente chiami gli amici, ma conoscenti e altre centinaia di persone no… ma magari se non hai da fare e sei solo, sai gia’ che troverai gente conosci…

    oppure è comodo per condividere ad esempio le foto di un occasione con determinate persone etc (perchè facebook ti permette anche di censurare a singoli elementi etc ogni cosa eh…)

    cosi’ come magari un amico/amica, si sta annoiando a casa, ma magari non ha in mente qualcuno di preciso da chiamare…
    magari te lo stesso, quello/a scrive in bacheca, e lo/la chiami… e cosi’ mentre non c’avevi da fare, ti sei trovato qualcosa da fare…

    tutte le cose devono essere fatte con criterio. purtroppo come ho detto su altri forum… non devono essere gli strumenti/features/optional a fare tutto.
    bisognerebbe ad esempio imporre una patente completa come quella automobilistica, anche in campo informatico.
    come un guidatore deve conoscere le basi della meccanica (perchè secondo lo stato deve conoscerle, altrimenti non ci sarebbero le sezioni apposite nel libro), o le basi della burocrazia automobilistica (assicurazioni, tasse etc. deve conoscere anche pericoli e meccaniche della rete e del web.

    ovviamente, qualcosa di molto piu’ tosto della patente europea.

    ripeto, io condivido il vostro pensiero, ma il male non è facebook, è come viene usato.
    è un po’ come qualunque strumento… in mano ad un esperto, fa il suo dovere, in mano ad un incompetente, a seconda dello strumento, puo’ fare danni… anche uccidere.

    lasciare il telefono collegato in geolocalizzazione con facebook, equivale piu’ o meno a dimenticarsi di attaccare il cellulare (conosco tantissime persone a cui è successo, o che rispondesse il telefono in tasca) etc…

    riguardo i ragazzini invece…
    anche noi abbiamo sempre fatto ste cose eh… in scala meno larga, senza magari aziende che ci analizzassero… ma condividere fatti, frasi etc… sui muri di un bagno di una scuola, su un muro qualunque, su un diario di scuola (accessbile a tutta la classe, un momento che vai in bagno), su una panchina etc…

    mo’ non facciamo gli eccessivi moralisti, questa forma di “comunicazione indiretta” con il mondo è sempre esistita….
    infatti la bacheca = wall… o almeno in molti social era e penso sia ancora cosi’…
    una canzone, un aforisma, un nome, un ti amo, su un muro o altro, sono cose che esistono fin dall’alba dell’uomo… è una delle prime forme di comunicazione… è insito nell’essere umano il voler lasciare un segno…

    il grado di privacy dipende solo e sempre dalla persona.

    cosi’ come chi sul muro scriva “ti amo xxxina” o chi scriveva “ti amo giuseppina by peppe” c’erano entrambi… il primo voleva che il mondo sapesse, ma non tutto. il secondo si…

    allo stesso modo su facebook, non devi per forza pubblicare quando vai al cexxo, puoi scegliere di pubblicare solo cio’ che vuoi…

    poi sinceramente come quelli che si fanno le paranoi con google…
    che un algoritmo analizza le mie parole, e crea pubblicita’, me ne frega ben poco. le vedo le pubblicita’ che cambiano a seconda di cio’ che cerco su google (cioe’ le vedrei se non le bloccassi… ) ma non ci trovo nulla di male, anzi è anche simpatica, per un periodo l’ho lasciata, perchè mi evitava di andare su trovaprezzi o ricorrere ai preferiti…
    tanto su facebook, non pubblichero’ mai miei fatti personali o dati personali, a parte nome e cognome… cosa che si poteva trovare su un qualunque elenco telefonico telecom fino a qualche anno fa… (e anche li c’era la possibilita’ di farsi escludere eh…)ma anche tutte le catene che giravano sia con la posta che con la mail… la vostra mail sara’ su centinaia di catene che hanno fatto due volte il giro del mondo, anche se voi non le mandavate, perchè qualcuno le mandava a voi….
    il procedimento è lo stesso di facebook…

    bisogna poi anche dare i giusti meriti, effettivamente è un metodo efficace per contattare persone che non si ha modo di contattare per diverse ragioni(perdite di numeri, contatti etc), per questo, funziona benissimo.oppure la sincronizzazione agenda/eventi/compleanni col mio android, è comodissima, mi permette di ricordare compleanni etc, senza doverli compilare uno ad uno per centinaia di persone, oppure di memorizzare eventi in automatico…. per non parlare poi della sincronizzazione completa con numeri, e-mail etc… sempre senza compilare nulla… tutte cose compilate dai contatti stessi…

    insomma le comodita’ ci sono eccome…
    anche la privacy, le impostazioni ed i filtri sono piuttosto precisi e funzionali, devi andarli a cercare apposta, ma se passi giornate su facebook e non hai 2 minuti per andare a controllare… scusate eh, ma allora sono felice che se ne approfittino… perchè significa che quella persona, SE NE FREGA… e quindi, facebook, google, microsoft che sia non fa nulla di male.

    ma oltre ai filtri privacy ci sono altri sistemi di sicurezza…
    se in un lasso di tempo aggiungi molti amici, ti viene chiesto il captcha, se continui, ti viene interdetta l’aggiunta per qualche giorno, se ne abusi, ti viene interdetta l’aggiunta degli amici a tempo indeterminato….

    l’unica cosa spaventosa di facebook è la sua viralita’, è stata spaventosa e ineguagliata.

    come detto sono iscritto da prima che arrivasse in italia… ma non lo usavo, e notavo le richieste di amiciza che mi arrivavano in mail… piu’ o meno una cosa del genere
    1 mese, 1 richiesta
    passano un paio di mesi
    1 mese, 10 richieste
    passa un mesetto
    1 mese 50 richieste
    passa 1 settimana
    200 richieste

    eppure, i primi mesi, girava gia’ la voce che su facebook trovavi chiunque, che potevi ritrovare persone che non vedevi…

    eppure per mesi nessuna richiesta…
    insomma, è entrato in circolo un tam tam, che ha permesso nel giro di 3 mesi, di “coprire” la promessa fin dall’inizio, perchè nel momento in cui tutti dicevano che ci trovavi tutti, tutti si iscrivevano in breve termine… e quindi effettivamente quando ti iscrivevi, trovavi tutti, perchè magari l’amico che l’ha detto a te, l’ha detto ad altri 10 e cosi’ via…

    insomma facebook, ha avuto un espansione realmente da virus. incoscientemente le persone si sono infettate a vicenda a catena…

    ecco, questo sarebbe un altro argomento interessante… forse solo google aveva avuto un boom cosi’ potente tutto in un colpo.
    da anni in campo informatico e web, non c’era un fenomeno cosi’.
    e per questo trovo anche discutibili tutte le teorie che dicono che facebook potra’ cadere tra poco etc.
    il social networking esiste da molto prima di facebook (gia’ i primi esordi dell’internet globale, tra irc, i primi forum, i primi social in stile community dei vari portali, poi i primi social veri e propri tipo facebox (ora netlog) badoo, myspace etc
    eppure tutti, incluso myspace con dietro un impero, non hanno avuto il successo di facebook… myspace stava per… ma l’eccessiva personalizzazione secondo me è stato un limite (c’erano veramente pagine oscene…), e poi il fatto che cmq a differenza di facebook, che funziona a catena, era un social di tipo “ricercatore”, nel senso che potevi impostare parametri di ricerca avanzati e scegliere una persona…
    e a molti non piace essere “cercati”… mentre su facebook devi avere almeno due dati personali (gia’ cognome e citta’ potrebbero bastare, ma neanche, perchè magari non si mette la citta’, o magari è un cognome frequente…), oppure ci deve essere un rapporto di almeno 2 gradi di amicizia (sempre se condidi anche con gli amici degli amici eh…)

    ovviamente imho…

    penso di aver dato anche troppi spunti di conversazione ahahahhaha

    p.s.
    siate felici, le catene finalmente sono sparite dalle mail grazie a facebook. non mi arriva una mail di catene da un anno…. finalmente la mail è tornata a essere cio’ che doveva essere, e cioe’ un archivio di roba utile e personale ;)

  • # 20
    A
     scrive: 

    è con le comodità che ci stanno comprando l’Anima… e voi gliela regalate gratis…

    A \D\ che ha scritto rispondendo ironicamente:

    “Ma non sarebbe più comodo se fosse possibile inserire nel proprio account Facebook l’IMEI del telefonino?”

    [ironic mode on]

    Ma non sarebbe più comodo infilare una sonda anale in ogni persona vivente e non del pianeta in modo tale che appena si alza dal letto tutti lo possono sapere e taggare ad emeriti sconosciuti ?

    [ironic mode off ?]

    è proprio quello che hanno in mente abituando le persone a fidarsi apertamente di tutti, sopratutto delle autorità (il bene è nel popolo non nelle autorità, che vi danno un mondo creato su misura per controllarvi sempre più; la democrazia non esiste, è un altra illusione; dividi et impera; destra e sinistra sono 2 facce della stessa medaglia)… Con la scusa del terrorismo internazionale, sbandierata sempre ai 4 venti su tutti i media, inventando falsi attentati, per la vostra sicurezza e comodità si arriverà pure alla sonda come dici \tu\ ironicamente anche se non sarà anale:

    leggete bene tutto sino alla fine: http://www.youtube.com/watch?v=-C8UWnzid2I

  • # 21
    Paolo
     scrive: 

    Se ci fosse una maniera decente di tenere una lista di contatti online e di condividere foto con una semplice gestione degli accessi (senza account, giusto un codice che attribuisco a ogni gruppo di amici e distribuisco ogni anno), farei volentieri a meno di Facebook… per adesso questi sono i miei usi principali, oltre a quello di condividere i link di video carini, che sembra essere anche l’uso primario degli utenti più giovani. Il problema è tutto nel marketing, perchè Facebook fa schifo per la qualità delle sue funzioni (vedere le foto in bassa/media risoluzione che solo ora stanno migliorando) e l’upload di video che funziona solo una volta su due…
    In generale sembra che nessuno dei “grandi” voglia mai fare un prodotto completo, funzionale e facile da usare, ma sono sempre invischiati in “innovazioni” che capiscono solo loro (vedi Google Wave, Buzz e altri). A quando un semplice PIM con gestione documentale condivisa ?

  • # 22
    Paolo
     scrive: 

    e aggiungo che un altro sito sociale che ha lo stesso numeri di utenti di Facebook (QZone), è già quotato in borsa per un valore di 47 miliardi di USD, quindi circa $100 per utente… a questo punto è Facebook che deve “risalire la china”… (pun intended)

    altri dati finanziari interessanti di Tencent li trovi qui:
    http://techcrunch.com/2010/04/12/chinas-tencent-invests-300-million-into-russian-facebook-and-zynga-backer-dst/

    (da notare il profitto di $900 milioni a fronte di ricavi di $1800 milioni – 50% !!)

  • # 23
    Nat
     scrive: 

    Che facebook abbia secondi fini e’ evidente a tutti, pero’ credo ke fondamentalmente sia la mancanza della cultura alla privacy il vero male, ke, in questo caso, viene sfruttato da facebook per far soldi facili facili.

    Il web 2.0 e’ stato come mettere in mano il fucile ad un branco di scimmie, attirate dalla novita’ e dallo sbrilluccichio non si sono accorte dei potenziali pericoli nell’uso del mezzo. Facebook poi e’ uno di quelli ke ci ha marciato sopra allegramente e in questo senso penso abbia le sue responsabilita’ (diversi bug proprio relativi alla privacy, procedure tutt’altro ke immediate per la gestione degli accessi alle impostazioni dei dati personali, termini d’uso del servizio e dell’uso dati personali degli utenti non sufficientemente evidenziati, ecc).

    In un discorso piu’ generale questa deriva, ke vede la privacy quasi come un nemico pubblico, mi piace pochissimo. E’ fomentata da + parti, compresi i governi + influenti e io ci vedo dietro tanto marcio e tanta volonta’ di limitare la liberta’ della gente. Mi auguro di essere un pessimista e un mezzo complottista, tuttavia in pochi anni mi pare di aver notato un’escalation di provvedimenti o anche solo proposte che fino a pochi anni fa sarebbero state ritenute inaccettabili; notare lo scarso o assoluto disinteresse per un valore cosi’ importante come la privacy mi fa pensare ancora peggio. Mi auguro solo ke, sbattendoci il muso, molte persone rivedano con piu’ cognizione di causa il valore delle liberta’ a cui rinunciano con tanta facilita’. (e’ riferito in generale e non a tutto il popolo di facebook).

    Una vittima del cattivo uso di facebook xD http://it.eurosport.yahoo.com/02102010/45/curiosport-fai-calciatore-scommetti.html

  • # 24
    Marco
     scrive: 

    Innanzitutto complimenti per l’articolo! C’è da dire che il pericolo maggiore è il fatto che molte persone, anche troppe, non se ne stra…importano della loro privacy! L’importante è seguire la moda ed iscriversi a Facebook, poi dove vanno a finire i dati personali…poco importa!

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