di  -  giovedì 16 settembre 2010

Capacitance Electronic Disc

Qualche giorno fa il buon Alessio Di Domizio mi ha segnalato questo tanto interessante, quanto datato formato per la diffusione di contenuti video, stimolando la mia curiosità, ingrediente fondamentale affinché io dedichi un post all’argomento.

Vi anticipo immediatamente che è una di quelle storie che finisce male, dove con questa espressione intendo dire che in fin dei conti ci troviamo di fronte alla classica promettente tecnologia che nonostante la sua validità non riesce a raggiungere la meritata popolarità. La storia dell’ultimo secolo è piena di situazioni analoghe, soprattutto nel campo dei supporti audio-video.

Il Capacitance Electronic Disc o CED è un sistema di riproduzione video ideato e realizzato da RCA Corporation, un’azienda particolarmente attiva nel mercato dell’industria elettronica legata ai sistemi audio-video e famosa per aver acquistato nel 1929 la Victor Talking Machine Company, il più grande produttore di grammofoni al mondo.

Curiosamente il legame che c’è tra il grammofono e il sistema di riproduzione CED è maggiore di quanto si possa pensare. Contrariamente ai Compact Disc o ai Laserdisc, che vengono letti utilizzando raggi laser, i dischi CED sono letti fisicamente mediante una testina, analogamente a quanto accade con i dischi in vinile.

I dischi CED hanno un diametro di 30 cm e durante la riproduzione video ruotano ad una velocità costante di 450 rpm per un segnale NTSC e 500 rpm per un segnale PAL. Ogni rotazione immagazzina un certo numero di frame motivo che spiega una delle caratteristiche che rende il sistema CED particolarmente riconoscibile: non è possibile effettuare un fermo immagine durante la riproduzione, ma in pausa il sistema riproduce comunque in sequenza gli ultimi tre o quattro fotogrammi, cioè quelli della linea di rotazione in cui si trova.

Dal punto di vista qualitativo il CED era comparabile al sistema VHS che però sarebbe dovuto arrivare sul mercato molto più tardi. Il condizionale è dovuto al fatto che benché RCA iniziò la ricerca del sistema CED già nel 1964, la sua commercializzazione non iniziò prima del 1981, cioè ben 17 anni più tardi.

Un disco CED

Si può ragionevolmente affermare che questo ritardo fu il motivo principale che decretò il fallimento commerciale di questo formato video. Una ricerca di mercato di RCA, infatti, stimò vendite eccezionali per un supporto con le caratteristiche del CED, ma tali stime si basavano sul fatto che la concorrenza dei sistemi VCR era essenzialmente assente nel periodo di commercializzazione inizialmente previsto.

Nel momento in cui i dischi CED furono messi in commercio, i sistemi VCR benché fossero agli albori, misero in discussione l’utilità di un formato video che consentiva la sola riproduzione, anche se a costi più bassi. Perché acquistare un riproduttore CED se, pagando qualcosa in più, si poteva avere un VCR attraverso il quale era possibile sia riprodurre, che registrare? La risposta del mercato a questa domanda ha portato RCA a dismettere nel 1984 la produzione e commercializzazione di player CED e, due anni più tardi, anche dei supporti.

Il declino e la fine del formato CED coincise a grandi linee con l’inizio della guerra dei formati per i sistemi VCR che vedeva tra i contendenti VHS, Betamax e, successivamente, il Video2000 di Philips, ma questa è un’altra storia.

13 Commenti »

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  • # 1
    [D]
     scrive: 

    Altra ipotesi:

    500 giri al minuto per la durata media di un film fanno sì che la densità di “solchi” sui questi dischi, praticamente dei fratelli maggiori degli lp, risulti molto elevata.
    Se è come penso, questi dischi soffrivano dello stesso problema del vinile: dopo un certo numero di giri, si rovinavano degradando la qualità dell’immagine. Se per una qualche ragione la testina mobile avesse avuto anch’essa un po’ di gioco i frame rovinati aumentavano rapidamente.

  • # 2
    iva
     scrive: 

    Mah, articolo decisamente sotto la media rispetto agli standard di AD, si trovano quasi le stesse informazioni contenute nel primo paragrafino sul CED di wikipedia :(

    Sara’ un problema mio ma non capisco, solo dall’articolo, perche’ questa roba fosse una “promettente tecnologia” e perche’ avrebbe dovuto raggiungere “meritata popolarita'”.

    Caro Autore, in bocca al lupo per il prossimo articolo, sperando in qualcosa di piu’ approfondito!

  • # 3
    phabio76
     scrive: 

    A proposito di nostalgia videoanalogica, anche se molti ritengono il contrario, anche il LaserDisc è analogico, è letto con il laser ma è analogico.

  • # 4
    andrew
     scrive: 

    Io invece l’autore lo ringrazio perchè ignoravo l’esistenza del CED. Il commento di iva oltre che caustico è davvero useless.

  • # 5
    iva
     scrive: 

    Ho cercato di commentare in maniera costruttiva, non caustica, mi dispiace se questo e’ quello che traspare dalle mie parole.

    Non ho detto che l’articolo e’ da buttare via, infatti mi ha fatto venire voglia di scoprire di piu’ riguardo al CED, che non conoscevo.

    Pero’ si costruisce qualcosa non criticando genericamente (leggi: “il tuo commento e’ useless”) ma fornendo dei dati:
    – se nell’articolo di AD trovo quello che c’e’ nel primo paragrafo di Wikipedia non sono soddisfatto – puo’ essere anche il fatto che sono abituato male per colpa agli articoli di Cesare ed Alessio… :)
    – nell’articolo si fanno affermazioni che non sono supportate da molti fatti, per quello ho fatto delle domande ben precise

    Per concludere il mio in bocca al lupo all’autore per il prossimo articolo e’ sincero.

  • # 6
    andrew
     scrive: 

    @iva
    L’augurio sarà anche sincero ma pare “perculatorio”.
    Ho utilizzato nel mio commento la parola “useless” nell’accezione migliore: non va’ inteso come “inutile” ma piuttosto come “ininfluente”.
    Ammetti, come me, di non sapere nulla di CED, verifichi su wikipedia e poi accusi AD di aver fatto un articolo sotto la media? lo trovo un non-sense, specialmente se indirizzato ad un portale che fornisce un servizio informativo professionale e gratuito. Ma non mi va di scatenare o alimentare flame, per cui ritengo che la polemica possa finire qui, almeno da parte mia.

  • # 7
    bolkonskij
     scrive: 

    Io invece l’autore lo ringrazio perchè ignoravo l’esistenza del CED. Il commento di iva oltre che caustico è davvero useless.

    io, piuttosto, penso che sia l’abuso di termini stranieri ad essere veramente “inutile”…

  • # 8
    andrew
     scrive: 

    Beh parlare di “abuso” di termini stranieri per aver citato una sola parola inglese in un blog di informatica fa davvero sorridere.

  • # 9
    bolkonskij
     scrive: 

    @andrew

    abuso non è solo un uso senza misura, ma anche non conveniente.
    ma ovviamente non mi riferivo solo a te, era solo l’ennesimo esempio di ricorso a un termine straniero quando ne esistono a bizzeffe nel codice in cui ci si esprimono benissimo lo stesso concetto (anzi, lo esprimono meglio, dato che poi hai dovuto spiegare cosa intendevi col tuo “useless”).

    il fatto che questo sia un blog di informatica non conta, anche nei linguaggi specialistici un termine inutile è inutile…

    e poi esprimere l’inutilità con un termine inutile non solo fa sorridere, ma è paradossale…

  • # 10
    Raffaele Fanizzi (Autore del post)
     scrive: 

    @[D]
    E’ sicuramente condivisibile. Il numero di volte che un disco CED poteva essere riprodotto ammontava a circa 500, anche se questa specifica argomentazione non penso che sia stata impugnata molto dalla concorrenza. In fin dei conti anche i sistemi a nastro VCR hanno problemi di deterioramento.

  • # 11
    andrew
     scrive: 

    @bolkonskij
    “e poi esprimere l’inutilità con un termine inutile non solo fa sorridere, ma è paradossale…”

    Ciò che dici sarebbe giusto se il termine utilizzato fosse davvero inutile ma dimentichi di aggiungere un piccolo particolare e cioè che questa è solo una tua opinione, nulla di assoluto. Tenendo conto che i tuoi interventi non sono finalizzati a commentare l’articolo ma solo a polemizzare ritengo opportuno chiudere qui evitando di andare ulteriormente OT; se vuoi l’ultima parola accomodati pure, non riceverai risposta.

  • # 12
    Raffaele Fanizzi (Autore del post)
     scrive: 

    @iva
    L’articolo non è stato scritto con l’obiettivo di effettuare un’approfondita analisi delle caratteristiche tecniche del CED, magari in comparazione con quelle dei concorrenti dell’epoca. Mi sono occupato per oltre tre anni su HWUpgrade di recensioni di schede video e audio in cui svisceravo tutti i dettagli tecnici possibili ed effettuavo comparazioni su larga scala, ma per quanto concerne i post su questo blog ho deciso di non adottare la medesima linea editoriale. In altri termini è molto difficile che nei miei post troviate lunghe disquisizioni tecniche e, dal punto di vista informativo, più informazioni di quanto non si trovino sui lemmi di wikipedia (o di un sito specializzato sull’argomento) semplicemente perché l’obiettivo non è quello di erudire il lettore su un argomento/notizia, ma di stimolarne la curiosità e le riflessioni su alcuni specifici aspetti.

    Nello specifico per quanto concerne questo post, il mio obiettivo era semplicemente quello di condividere con i lettori la curiosità che mi ha trasmesso Alessio segnalandomi questo argomento e di stimolare qualche discussione e riflessione in merito alla validità del prodotto e alle cause del suo fallimento.

    Per maggiori approfondimenti sul CED potete serenamente scrivere “Capacitance Electronic Disc” su Google e leggere i link che compaiono nei primi risultati, non mi offendo di certo :-)

  • # 13
    bolkonskij
     scrive: 

    @ andrew

    Ciò che dici sarebbe giusto se il termine utilizzato fosse davvero inutile ma dimentichi di aggiungere un piccolo particolare e cioè che questa è solo una tua opinione, nulla di assoluto.

    che aggiungere a un codice un elemento di un altro codice senza necessità sia una cosa inutile mi sembra un po’ più di un’opinione…
    (e se magari fai il programmatore dovresti saperlo)…

    Tenendo conto che i tuoi interventi non sono finalizzati a commentare l’articolo ma solo a polemizzare ritengo opportuno chiudere qui evitando di andare ulteriormente OT

    non definirei “polemizzare” ogni espressione di dissenso (in questo caso dissenso lessicale), mi sembra un po’ una facile etichetta a cui ricorrere quando non gradiscono le critiche (o non le si sa gestire).

    inoltre ho solo approfittato del tuo post per esprimere il mio scazzo sull’uso immotivato (e quindi non giustificato da nessun lessico specialistico) dei termini stranieri in questo forum..

    I mie commenti non erano “On topic” – e certo – ma forse non erano neanche del tutto OT (meta-topic, si potrebbe dire, commenti su come sono scritti i commenti); però manco i tuoi mi sembra birllino nell0’aderenza all’argomento dell’articolo (hai discettato sull’utilità e le intenzioni dei commenti degli altri)

    se vuoi l’ultima parola accomodati pure, non riceverai risposta.

    o mamma, sopporterò malinconicamente la delusione del tuo “silenzio maestoso”, ma ritengo che concludere così una discussione sia insieme un po’ ricattatorio (“se replichi sei un meschino”) e un po’ infantile (“non ci sto più e me ne vado col pallone”)

    bolkonskij out

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