di  -  martedì 25 marzo 2008

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L’urbanistica dei grandi centri degli Emirati Arabi è in gran fermento. L’immensa disponibilità di capitali che arriva dal prezzo del petrolio alle stelle, la manodopera a basso costo di disperati provenienti da paesi limitrofi economicamente in difficoltà e la volontà di rinnovare i modelli di business che arriva dalla consapevolezza che il petrolio nel sotto suolo comincia a scarseggiare, hanno favorito un modello di espansione urbanistica degno della New York dei primi del ‘900, ma con tecnologie di un nuovo secolo.

 

In questo scempio brutale dell’ecosistema locale, si cerca di salvare la faccia promuovendo ambiziosi progetti che sfoggiano tecnologie all’avanguardia e soluzioni innovative, segnando dei record di efficienza e risparmio energetico che tutto il mondo può prendere ad esempio.

Masdar Headquarters è un complesso edilizio ad uso misto (residenziale e terziario) che, oltre a produrre più energia del suo fabbisogno e a risparmiare il 70% dell’acqua di cui normalmente ha bisogno un edificio di tali dimensioni, sarà il primo al mondo capace di autoprodurre l’energia necessaria alla propria costruzione. Come ve lo spiego nel seguito.

masdar_headquarters_archite.jpg

Nella figura vedere una sezione del complesso, che è realizzato da diverse parti, strutturalmente indipendenti tra loro. Al centro potete vedere degli elementi conici in acciaio che sorreggono la copertura principale, la quale è completamente ricoperta da pannelli solari.

Questa struttura metallica verrà realizzata per prima insieme alla copertura di pannelli solari. Completata la prima fase dei lavori, l’impianto che ne risulterà erogherà l’energia necessaria alla costruzione del resto dell’edificio.

Il progetto è stato realizzato da un importante studio di Chicago, e una volta ultimato, nel 2010, rappresenterà il modello da battere in termini di efficienza energetica tra gli edifici realizzati in clima caldo-umido.
Rappresenta inoltre la punta di diamante di un nuovo centro residenziale e commerciale di lusso, costruito nelle vicinanze di Abu Dhabi, che avrà il vanto e l’onore di essere la prima città al mondo ad essere alimentata completamente da energie rinnovabili, nel (quasi ex) paese del petrolio.

via | ecoblog.it

3 Commenti »

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  • # 1
    Paganetor
     scrive: 

    scusa, non ho finito di leggere perchè mi sono fermato a “scempio brutale dell’ecosistema locale”.

    Mi dai qualche link o indicazione riguardante questo passaggio? perchè a me quando si parla di Emirati Arabi viene in mente tanto deserto… una riconversione (in questo caso anche “abbastanza ecologica”) non lo chiamerei scempio…

  • # 2
    Enrico (Autore del post)
     scrive: 

    Sì, sono praticamente costruite sul deserto, ma pur non segando alberi o spianando colline, interventi massicci come la realizzazione di un’intera città comporta delle profonde modifiche degli equilibri. Ad ogni modo in questo caso i problemi più grandi si verificano per il fatto che i ventri abitati stanno coprendo tutta la costa settentrionale di questo stato, modificando i normali ritmi di vita del mare, che ha bisogno di maree, erosioni, accumuli, correnti marine e mareggiate per poter funzionare a dovere.
    In tal senso il caso più eclatante (e lo è davvero) lo troviamo a Dubai, con le famose spiagge artificiali a forma di palma. Quella che vedi è solo una delle due, scorrendo verso sud-ovest ne incontrerai quasi immediatamente un’altra.
    Opere di questo tipo in Europa o in America non sono permesse per via dei danni che recherebbero all’ambiente, senza peraltro dei reali vantaggi per la comunità. Le palme artificiali di Dubai infatti non sono altro che dei lussuosi residence estivi per ricchi annoiati.

  • # 3
    Ilruz
     scrive: 

    @Enrico – Aggiungo

    … che si troveranno presto a vivere in uno stagno salmastro, molto diverso da quello che pensavano di acquistare.

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