di  -  giovedì 20 marzo 2008

villaggio nicaraguaCirca 1.6 miliardi di persone nel mondo non ha accesso alla rete elettrica e sono costrette ad illuminare la propria casa utilizzando principalmente fatiscenti e tossiche lampade a cherosene.

Secondo la Banca Mondiale l’utilizzo di una di queste lampade equivale a fumare due pacchetti di sigarette al giorno senza dimenticare, ovviamente, il rischio frequente di incendio e l’inquinamento atmosferico.

Per trovare una soluzione a questo problema, un gruppo volontario di ingegneri sta completando la progettazione di una turbina eolica casalinga a basso costo che sarà in grado di fornire elettricità, entro l’estate prossima, ai paesi più sperduti all’interno del territorio del Guatemala.

Dopo che gli ingegneri ultimeranno il prototipo della turbina, saranno gli stessi abitanti del luogo a realizzarla utilizzando materiale facilmente recuperabile e a bassissimo costo (principalmente materiale di scarto); per esempio, uno dei maggiori problemi incontrati durante lo sviluppo del progetto è stato quello di eliminare l’attrito all’interno della turbina stessa: essendo i cuscinetti a sfera quasi introvabili nell’area interessata, gli ingegneri hanno optato per l’utilizzo di nastro al Teflon comunemente utilizzato per sigillare le tubature negli impianti domestici.

turbinaIl progetto pilota partirà nell’area attorno alla città di Quetzaltenango.

L’associazione “Ingeneri senza frontiere” (engineers without borders), è stata fondata nel 2002 da Berbard Amdie, un professore dell’università del Colorado; conta attualmente più di 10.000 membri in tutto il mondo e sta sviluppando più di 340 progetti in aree in via di sviluppo.

A costruire la turbina sarà l’azienda guatemalteca XelaTeco, (lavora anche su turbine idrauliche e sistemi per ricavare gas naturale dalla digestione animale) che si propone di migliorare le condizioni di vita delle zone rurali con l’introduzione, l’installazione e il mantenimento di tecnologie adeguate.

La turbina produrrà 10-15 Watt di elettricità, abbastanza per ricaricare una batteria da 12 Volt in grado di alimentare apparecchi semplici come diodi LED, con la finalità di eliminare totalmente l’uso del cherosene.

4 Commenti »

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  • # 1
    dj mtt
     scrive: 

    è impressionante vedere cm loro usano ancora il cherosene per illuminarsi e noi siam qui sul blog…che mondo illogico…cmq mi par sia una buona tecnologia…

  • # 2
    Hill
     scrive: 

    Un mondo veloce
    e un altro più lento
    vivono lo stesso tempo
    respirano lo stesso vento

    un uomo veloce
    e un altro più lento
    vivono lo stesso tempo
    respirano lo stesso vento

    Due mondi – Tre allegri ragazzi morti

  • # 3
    Ilruz
     scrive: 

    domanda – hanno problemi a trovare cuscinetti, e usano il teflon da idrauilica … per poi caricare delle batterie con cui alimentare delle lampade a led?

    Mi puzza di progetto fine “alla raccolta fondi”.

    Se la popolazione locale ha necessita’, molto meglio un pannello solare, che e’ statico e dura anche trentanni … una ventola costruita con materiali di fortuna quanto dura?

  • # 4
    matic
     scrive: 

    I cuscinetti a sfera sono quasi introvabili in Guatemala mentre i diodi LED?
    Soluzione: nello stesso pacco con cui si importano i diodi LED, infilare un numero sufficiente di cuscinetti a sfera :)

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