di  -  giovedì 29 luglio 2010

Un esperto di sicurezza ha raggruppato in un unico file i dati pubblici di una buona fetta dell’utenza Facebook (tutti coloro che hanno il Public Search Listing attivo). Secondo il Teleghaph:

The list does not expose any user’s whole profile nor their passwords or personal settings.
However, it does include full names, any publicly available profile images, and a small sampling of the user’s friends.

Qualche dettaglio in più, una lista compilata da un autore più malevolo, avrebbe potuto trasformare Facebook nella fonte ideale per creare l'”elenco telefonico dello spammer”.

Uno dei primi pensieri che mi ha assalito alla lettura di questa notizia – guardacaso in linea con la difesa di FB – è: ma dopotutto sono dati pubblici, gli utenti hanno un’opzione.

Dopo una seconda riflessione tuttavia, sono arrivato a concludere che la gran parte di coloro che sono attirati in FB dalle colossali ondate di hype che i media ogni giorno spandono, non si pongano eccessivi problemi di privacy.

A questo si aggiunge che l’aggregazione di tutti i dati pubblici, magari in un bel foglio di calcolo o ancora meglio in un database, magari incrociato con l’elenco telefonico, costituirebbe uno strumento potentissimo nelle mani di marchettari malintenzionati: il problema è di scala.

Mi sento in ultima analisi di convenire con l’autore dell’analisi, quando afferma che un simile rastrellamento automatizzato di informazioni pubbliche non dovrebbe essere possibile attraverso FB.

Un conto è cedere parte della propria privacy in cambio di funzioni social. Tutt’altro conto è mettere a disposizione i propri dati al primo spammer in vena di data mining.

Per chi volesse approfondire segnalo la esauriente Q&A del Telegraph.

42 Commenti »

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  • # 1
    Emanuele Rampichini
     scrive: 

    La cosa è tecnicamente fattibile con un semplice crawler che salta tra i link dei vari profili facebook e non può essere in alcun modo “bloccata” (forse rallentata). Certo è che il colpo di grazia è stato dato con il cambiamento delle policy di default che nessun utente medio tiene in considerazione.

    L’unico maniera per evitare questo genere di comportamento come sempre è il grado di informazione e la consapevolezza degli utenti.

  • # 2
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Non credo che la consapevolezza degli utenti basti a risolvere il problema, specie se consideriamo che si tratta di una risorsa scarsa…

    Non sono questi inevitabili effetti dell’esistenza stessa di FB?

  • # 3
    Ale
     scrive: 

    Scusate ma chi si iscrive a fb lo fa per far sapere agli altri i propri affari.
    Dove va in vacanza, cosa compra, dove vive, le proprie abitudini… Una sorta di esibizionismo dovuto principalmente al fatto che tutti giocano a chi ce l’ha più lungo.
    Per cui di cosa ci si lamenta?

  • # 4
    pabloski
     scrive: 

    il problema è molto più complesso di quanto sembri a prima occhiata ed è riassumibile con questa frase di Alessio:

    “magari in un bel foglio di calcolo o ancora meglio in un database, magari incrociato con l’elenco telefonico, costituirebbe uno strumento potentissimo nelle mani di marchettari malintenzionati”

    il vero guaio è che ognuno di noi, anche il più paranoico, non è minimamente consapevole del fatto che spandiamo per la rete dati importantissimi

    questo accade perchè per ogni sito, ogni blog, ogni forum, rilasciamo dati che ci sembrano innocui, ma che poi aggregati rappresentano uno scorcio della nostra vita

    ci sono siti che ci costringono a dare alcuni nostri dati che non vorremmo dare ( pensate a linkedin e a quale importanza rivestono i dati ivi presenti )…tali siti non presentano politiche a prova di spammer nè di curioso….altri siti più innocui ( o almeno noi li vediamo così ) si inducono a veicolare altri gruppi di dati e nemmeno li proteggono adeguatamente

    il pericolo viene dalla somma ( come diceva Totò: “è la somma che fa il totale” ) di tutti questi dati, che possono rivelare ( nella migliore delle ipotesi ) abitudini, interessi, valori, posizione geografica in un dato momento, legami con organizzazioni e persone

    non è un caso che la NSA abbia lanciato recentemente un programma di crawling profondo dei siti social, alfine di identificare potenziali terroristi ( o più verosimilmente potenziali rivali per le corporation americane )

  • # 5
    D
     scrive: 

    Qui il problema di scala non è facebook e la sua discutibile sicurezza ma la stupidità della gente.
    Gliel’hanno già fatto capire in ogni modo tutti quanti: spammer, hacker, la finanza, polpost, praticamente chiunque potesse avere un interesse a fare danno al prossimo ma nonostante tutto gli imbecilli arrivano a frotte ogni giorno, si iscrivono con i propri dati reali, condividono informazioni che dovrebbero stare riservate e si mettono in mano a chiunque li voglia fare a pezzi.

    Se lo cercano, quindi se lo meritano.

    Su emule se scriviamo “postepay” 3 risultati su 10 sono file di testo riportanti tutti i dati della carta in questione: numero, nome/cognome, scadenza e perfino il ccv. Cosa succederebbe se facebook aggiungesse nel profilo una voce “la mia carta di credito” ? Ve lo dico io: tutti riporterebbero quei dati senza pensarci due volte. I meno stupidi una postepay, i più furbi una american express.

    Discutere dell’idiozia di questi elementi è discutere di aria fritta come fritto è il cervello di codesti personaggi.

  • # 6
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ pabloski

    questo accade perchè per ogni sito, ogni blog, ogni forum, rilasciamo dati che ci sembrano innocui, ma che poi aggregati rappresentano uno scorcio della nostra vita

    Sì ma a fare il crawling di informazioni sparse per i quattro cantoni della rete ci riesce solo Google e, come azienda, ha dei vincoli legali e degli interessi economici a non inimicarsi il pubblico.

    Su FB pare che qualunque lamerone possa scrivere uno script per tirar fuori milioni di nomi corredati con dati personali…

    Non parliamo poi dei casi in cui hai un profilo FB public listed e poi rimani anonimo su un blog o su un forum per proteggere la privacy…

  • # 7
    dargor17
     scrive: 

    Forse sono ingenuo, ma che se ne fa uno spammer di una lista di nomi e cognomi? Non ci sono indirizzi email, non ci sono indirizzi fisici, non ci sono informazioni su gusti o qualsiasi altra cosa.

  • # 8
    alfonso
     scrive: 

    Buon ascolto:

    http://www.youtube.com/watch?v=zCmePTAdyIE&feature=related

    riflettete gente
    riflettete… ;)

  • # 9
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Ma dai… non c’è bisogno di chiamare in causa “l’antico serpente”.
    Una delle ultime frasi de “l’avvocato del diavolo” esaurisce il problema: “la vanità è il mio peccato preferito”.

  • # 10
    goldorak
     scrive: 

    @ Alessio di Domizio : la consapevolezza dell’utente serve fino ad un certo punto. Il fatto che Facebook cambi ogni 2 per 3 le sue politica sulla privacy non aiuta di certo l’utente normale. E come se ogni settimana gli crollasse il pavimento da sotto i piedi.
    E qui la colpa e’ 100% di Facebook.

    Come dici bene, il problema e’ di scala. Se i miei amici conoscono ovviamente il mio nome, e sanno dove vivo e quale sia il mio numero di telefono etc… e’ diverso in termini di scala da far apparire queste informazioni a TUTTO il mondo. E questo e’ un problema non indifferente.
    Per esempio tanto per fare un esempio tipicamente italiano (non collegato a Facebook), se io vado in un comune e chiedo le informazioni fiscali/tasse pagate di tizio caio me li danno. Sono informazioni pubbliche. Ma questo e’ diverso dal mettere TUTTO il database online liberamente consultabile come fece quell ministro sciagurato dell’economica. Ve lo ricordate ?
    E sempre una questione di scala.

    Cio’ che e’ legittimo su piccola scala puo’ non esserlo piu’ su larga scala.

  • # 11
    dargor17
     scrive: 

    @ alfonso: Fatico a dar retta a un’entità cabalistica che conclude il discorso con le note di Vasco…

  • # 12
    Roberto
     scrive: 

    Ma finiamola con questo catastrofismo da 2 soldi. Facebook ha strumenti potentissimi per proteggere la propria privacy. Io ho impostato che “Solo Amici” (cioè gente che ho autorizzato) può vedere i miei commenti, le mie foto, eccetera…
    Chi non è amico (e quindi non autorizzato), vede solo il nome e il cognome.
    Se mi conosce mi richiede l’amicizia, altrimenti no.

  • # 13
    Ale
     scrive: 

    @roberto
    Lo credi tu ;)

  • # 14
    dargor17
     scrive: 

    @ roberto: E quando un tuo amico ha il wall pubblico e commenta una tua foto cosa succede? Sul wall appare “tizio ha commentato la foto di caio” con link alla foto e spesso accesso all’intero album.

  • # 15
    Roddick
     scrive: 

    @dargor17

    sbagliato: nel caso da te descritto, quando “lo sconosciuto” cerca di cliccare per vedere l’album gli viene risposto che non ha i permessi necessari.
    Oltretutto, mi pare, se imposti gli album visibili ai soli amici, persone terze vedranno solo l’attività, non anche la relativa foto

  • # 16
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Qui il punto non è solo quanto sia grave il problema per chi è consapevole del problema privacy, ma quanto la massa di 500 milioni di utenti di FB sia consapevole delle implicazioni sulla privacy (e abbia tempo da perdere a seguire i periodici cambi di policy, spesso opt-out, sempre in direzione “espansiva”).

  • # 17
    dargor17
     scrive: 

    Beh, io questo trucco l’ho visto usare coi miei occhi, con persone che non erano né amico né amico di amico dell’intruso, per album che non era pubblici…

  • # 18
    Roberto
     scrive: 

    @Ale
    Argomentare, per favore.

    @dargor17
    Se chi tenta di accedere a quella foto a quel album dal link in bacheca, non ha i permessi per vedere le mie foto, allora non le vede. E’ molto semplice.

    @Alessio Di Domizio
    Ma il problema non è di FaceBook ma della massa che è ignorante. “La legge non ammette ignoranza”, giusto? Benissimo.
    All’atto della registrazione viene presentato il “Contratto”. “Cliccando su “Iscriviti”, dichiari di aver letto e accettato le Condizioni d’uso e la Normativa sulla privacy.”
    Non vedo quindi il problema. E’ come se stessero firmando un contratto senza leggerne le clausole.

  • # 19
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    È la legge dello stato a non ammettere ignoranza. Inoltre i tos non possono derogare diritti garantiti dalla legge dello stato, come quello alla privacy. Il fatto che il problema della scala non sia stato ancora affrontato dal legislatore non significa che non sollevi conflitti con diritti acquisiti.

  • # 20
    Nat
     scrive: 

    @Roberto

    Io non sono daccordo con questa posizione estremista che dovrebbe prevedere competenze a tutto tondo per ogni essere umano.
    E’ vero che esiste un principio legato al fatto che la legge non accetta ignoranza, ma se lo estendiamo ai massimi livelli dubito che esistano piu’ di un pugno di uomini al mondo in grado di tutelarsi da ogni rischio e fregatura. Se poi si parla di un mezzo destinato direttamente alle masse piu’ eterogenee l’argomento e’ ancora piu’ delicato.

    La questione dei mezzi tecnici per la tutela della privacy credo sia secondaria alla necessita’ che gli utenti avvertano la privacy come un elemento importante, come qualcosa che ha un valore concreto. Se esiste questo modo di sentire tra le masse, finisce per spingere FB o chi per esso a implementare con maggior cura e semplicita’ gli strumenti a difesa della privacy dei loro utenti.

    Alla fine e’ una questione di sensibilita’ che va’ oltre il mezzo, e’ una questione di educazione. Nel mio piccolo noto piu’ attenzione alla privacy da parte di mia nonna, quando non vuole dare i suoi dati per avere la tessera gold al supermercato, che tra la maggior parte dei miei amici.

  • # 21
    floc
     scrive: 

    no no alt… tu i tos li accetti, punto. se accetti i tos e questi ledono la privacy (peraltro solo se non usi a modo gli strumenti forniti) sono fatti tuoi. Altrimenti io mi metto a fare causa alla casa costruttrice della mia vettura perche’ io vado a 200 all’ora e prendo la multa mentre loro sanno che il limite e’ 130 :)

    il legislatore non deve affrontare un bel niente, non lo riguarda, non cominciamo a invocare questo o quello, internet e’ un mezzo, facebook idem, non lo sai usare? ti fai male, fatti tuoi che sei ignorante e non hai idea di cosa siano i tuoi diritti

    detto questo, sempre fiero di non essere schedato da faccialibro :D

  • # 22
    dargor17
     scrive: 

    @ roberto: Il tuo tono mi irrita. Io ho riportato quello che visto con i miei occhi.
    Prendi una persona X, di cui non sei amico né amico di amico. Se provi ad andare sulle sue foto ti viene detto che non hai i permessi. Trova un amico di X che ha il wall pubblico e ha commentato una foto di X, e hai accesso a quella foto.
    È semplice.

    Se hanno cambiato il sistema tanto meglio, ma io l’ho visto fare qualche mese fa senza problemi.
    Faccialibro è un colabrodo.
    Poi sei libero di credere quello che ti pare e pensare che la tua privacy sia al sicuro, a me importa davvero poco.

  • # 23
    alfonso
     scrive: 

    @alessio di domizio: tu non hai ben compreso cosa sia “il sistema” dell’antico serpente, non farti condizionare dalla religione…

    @a Tutti:

    Facebook è stato finanziato inizialmente dalla CIA, e ci sarà ben un motivo… il ragazzo diventato improvvisamente miliardario, (il grande imprenditore del network tanto osannato) non è altro che una marionetta per distrarvi, dalla verità su facebook…

    Il tipo (Mark Zuckerberg), è diventato miliardario grazie alla CIA e a Bill Gates che all’inizio ha comprato l’1% di facebook per 240.000.000 di dollari, facendo credere (speculando) agli azionisti che il sito valesse molto di più di quello che valeva… Bill Gates, ha fatto dare una passata a tutti i sistemi operativi microsoft, alla stessa NSA, che vi ha inserito backdoor per il vostro controllo inconsapevole… Continuate ad osannare la tecnologia e le innovazioni tecnologiche, perchè sempre più saremo sotto il controllo, e matrix non sarà solo un film…

    Ma che ve lo dico a fare?!?
    Se non mettete prima insieme tutti i puntini del puzzle, non vedrete affatto il disegno completo, ed è proprio grazie a questa vostra ingenuità, che continuerete a fare quello che il “sistema dell’antico serpente” come recita Adam nel suo video, sa esattamente che farete… Il disegno è talmente ampio, che voi in facebook e nella tecnologia, vedete quello che il sistema vuole farvi vedere…

    Vi ricordo, che internet, è nato da Arpanet (rete nata a scopo militare) e che non è mai stata dismessa, ma ha solo cambiato nome…Però nel frattempo ci è entrata nelle case; ma se non mettete insieme i puntini, queste sono solo cazzate da “teorici del complotto”… Vi auguro vivamente di iniziare a chiedervi un po’ di più del perchè delle cose prima di seguire semplicemente il gregge… Se credete che la vostra privacy venga violata solo a scopi commerciali, avete ancora parecchi puntini da cercare…
    Con affetto per l’umanità

    Alfonso

    @roberto: figliulo è ora che ti svegli, perchè se pensi che chi ti ha dato in mano uno strumento che ti dia l’illusione di essere al sicuro con semplici impostazioni dal tuo account, e non abbia la chiave per entrarci, bhè meglio che inizi a farti un pò di idea su cosa si possa fare con la tecnologia ed un computer… auguri…

  • # 24
    goldorak
     scrive: 

    Alessio di Domizio ha scritto :
    “È la legge dello stato a non ammettere ignoranza. Inoltre i tos non possono derogare diritti garantiti dalla legge dello stato, come quello alla privacy. Il fatto che il problema della scala non sia stato ancora affrontato dal legislatore non significa che non sollevi conflitti con diritti acquisiti.”

    Lo stato/garante della privacy ha affontato la questione della “scala”. Ed ecco perche’ le nostre informazioni “pubbliche” sulle tasse non sono piu’ possibili cercarli in rete.
    Dopo che il governo aveva messo TUTTO il fottuto database online fregandosene del problema di scala/privacy.
    Pero’ hai ragione, ci manca una legge in proprosito. La 60000-esima legge che nessuno applichera’ etc, etc… E molto meglio che le questioni della privacy rimangano in mano al Garante della Privacy che almeno fa il suo lavoro con dilegenza. Perche’ se lasciamo che sia il governo, il caso delle informazioni fiscali liberamente accessibili da TUTTI dovrebbe metterti una pulce nell’orecchio. Questi signori della privacy e problema di scala se ne fregano. La vogliono usare come arma ad danni di tutti.
    Per una volta che abbiamo un organo funzionante (Garante della privacy) non cerchiamo di affossarlo.

  • # 25
    alfonso
     scrive: 

    ascoltate bene questa intervista ad Aaron Russo (ormai scomparso) risalente ad 11 mesi prima che “accadesse” l’attacco alle torri gemelle l’11 settembre 2001… e capirete perchè tanto interesse a raccogliere dati della popolazione mondiale, tramite internet, facebook, google et simili… Voi pensate che siano ancora i politici e i presidenti (semplici marionette) a dettare le leggi, e credete pure nella legge sulla privacy… mettete insieme i puntini… metteteli insieme, altrimenti non vedrete il disegno più ampio…

    Intervista Qui:

    http://www.youtube.com/watch?v=-C8UWnzid2I

    e leggetevi questo articolo del 2007 sul “Golem” informatico:

    http://intermatrix.blogspot.com/search/label/computer

    potete leggervi inoltre anche questi altri articoli:

    http://intermatrix.blogspot.com/search/label/controllo%20Internet

    http://intermatrix.blogspot.com/2007/06/matrix-e-il-messia-clonato-viaggio-nei.html

    sempre che abbiate voglia di leggerli fino in fondo e senza Pre concetti, ormai scontati… ;)

  • # 26
    Roberto
     scrive: 

    totalmente d’accordo con floc

    @Alessio Di Domizio e Nat
    Non sono necessarie competenze di base, sarebbe sufficiente leggersi le condizioni di utilizzo. Cosa che si dovrebbe fare prima di iscriversi ad un qualsiasi servizio/portale, che sia online o meno.
    Forse una soluzione sarebbe imporre a facebook che le impostazioni di base sulla privacy al momento dell’iscrizione siano totalmente private. Ma sarebbe corretto?
    Secondo me no, come detto prima un utente deve informarsi quando inizia ad utilizzare un servizio.

    @dargor17
    Il mio tono ti irrita? E per quale motivo? Sto discutendo civilmente e argomentando.
    Per correttezza e precisione ho fatto varie prove, seguendo i passaggi che mi hai descritto. Come detto prima, la foto non si vede se non ho i permessi. Stesso discorso per i link in bacheca.
    Gradirei quindi che si parlasse con cognizione di causa, almeno in merito all’attuale versione di facebook e non a eventuali bug (che non nego) dei mesi scorsi

    @alfonso
    Tranquillo son sveglio. Ho smesso di credere a queste teorie complottistiche anni fa.

  • # 27
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Roberto
    Dal momento che viviamo in uno stato, tutti coloro che vi operano a titolo imprenditoriale devono adeguarsi alle sue regole, anche nell’erogazione dei servizi al pubblico. Se esistono dei principi generali sul rispetto della privacy, pur in assenza di una legge sullo specifico tema, le aziende devono solo adeguarsi: è l’onere che arriva loro in cambio della possibilità di trarre profitto dalle operazioni svolte in quello stato.

    Partendo da questo presupposto, nessun TOS o contratto con l’utente può prevedere una deroga ad alcuni principi fondamentali. Eventuali clausole vessatorie – opposte a discipline specifiche, non certo a principi generali costituzionalmente garantiti – al limite vanno accettate individualmente. Clausole incompatibili con leggi fondamentali dello stato sono nulle e basta, che l’utente le accetti o meno.

    Questo non significa voler normare qualunque cosa, significa semplicemente richiedere alle aziende che operano nel territorio l’uniformità di alcuni principi di cui lo stato si fa garante nei confronti del cittadino.

    Il discorso sull’Internet come strumento mi pare infine del tutto estraneo alla discussione. Qui parliamo di un portale che detiene dati personali, ed è vincolato alla disciplina in merito imposta dalla legge italiana.

  • # 28
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    PS La legge che disciplina la privacy e il trattamento dei dati personali esiste nei paesi occidentali da prima che FB venisse concepito. Con tutta la sua spocchia, non credo Zuckerberg possa pretendere che la legge segua i suoi interessi privati nell’abolizione di fatto del concetto stesso di privacy (che il signorino ritiene “superato”).

  • # 29
    alfonso
     scrive: 

    @Roberto

    peccato che non siano teorie, e se tu avessi cercato avresti tutte le prove che vorresti, ma solo non fermandoti al primo sito ufficioso e/o del disinformatore di turno, che trovi con Google…ovvero le prime 30 pagine della ricerca, un po’come fanno tutti…Google cosi come Youtube è totalmente sotto il controllo del sistema, quindi i video che vanno per la maggiore saranno sempre e comunque (al di la dei voti degli utenti) video di veline, di ragazze di olbia, di calcio e di spazzatura in genere, tutta per distrarti… Se sei sveglio, vatti a riposare un attimino, perchè sei un po stanchino per essere sveglio… ;)
    Ci vediamo al prossimo ri-sveglio…

    Prendila come una battuta di un fratello maggiore, visto che ho passato da un po’ i cinquanta, e di cose ne ho viste che voi umani neanche potete immaginare… ;) come diceva un noto film del passato…

    PS: non credete a quello che vi racconta un vecchietto della rete come me… iniziate però a prendere in considerazione ed indagare con la vostra testa, non con quella di google o wikipedia…

  • # 30
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ alfonso
    Cerchiamo per favore di rimanere in topic.

  • # 31
    alfonso
     scrive: 

    lo sono in topic
    forse tu non te ne stai rendendo conto… per quello ho detto di mettere insieme i puntini… si sta parlando di privacy, di facebook, ed io sto parlando proprio di questo… Alessio non me ne avere, ma cosi non sei attento… ;)

  • # 32
    Nat
     scrive: 

    @Roberto #25

    Nel mio commento specificavo che l’intervento principale dovrebbe essere di sensibilizzazione sul concetto di privacy. Non auspico affatto leggi di soppressione verso facebook o che impediscano agli utenti di condividere la loro vita sul web, figuriamoci. Ogniuno e’ libero di fare quello che vuole con la propria vita e i propri dati (solo i propri pero’); viste le possibili implicazioni reputo pero’ importante la sensibilizzazione sull’argomento, in modo che si sia realmente consapevoli di quello che si fa.

    Credo che sfruttare l’incompetenza della massa invocando il principio per cui la legge non accetta ignoranza, sia sbagliato, in riferimento particolare all’uso di strumenti a cui chiunque puo’ iscriversi con pochi click.
    E ribadisco, non serve un corso specifico per FB per imparare il valore della privacy, e’ qualcosa che esiste da prima dell’era del web e dei social networks.

    In ogni caso un sistema che preveda settaggi di privacy alta di default sarebbe decisamente preferibile a mio avviso. Aiuterebbe a tutelare coloro che non sanno districarsi tra le impostazioni. Meglio trovarsi a dover fare qualche click in piu’ per condividere qualcosa, piuttosto che rischiare di riversare anche cio’ che non si vuole… per condividere c’e’ sempre tempo, mentre recuperare informazioni sfuggite e’ praticamente impossibile.

  • # 33
    n0v0
     scrive: 

    ma se io i complottisti proprio non li sopporto ci sarà un motivo, no?

    alfonso, vai a nanna, su!

    Sull’ articolo non ho molto da obiettare: erano dati pubblici che sono diventati più accessibili, nient’ altro. Se uno imposta a dovere le regole dovrebbe stare relativamente tranquillo.
    Dal canto suo fb ci mette del buono a rompere l’ anima cambiando impostazioni come si cambiano i calzini (e alla zitta!), comportamento quanto mai irritante, ma tant’è..

    La tecnologia è e sarà sempre più indispensabile. Chi dice «se non ti piace non usarlo» è molto supponente, in quanto può davvero risultare utile, oserei dire necessario in alcuni ambiti (come altre robe digitali).

    Il tutto sta nell’ uso e non nell’ abuso (da ambo le parti). E dato che noi siamo i deboli, non possiamo far altro che limitare i danni usando il sano buon senso (cosa quanto mai rara).

  • # 34
    alfonso
     scrive: 

    @n0v0

    io non sono mica un complottista, il complottista è quello che ti sta facendo dormire, amico mio… Andiamo a nanna assieme, caro, e auguriamoci una buona notte… rimanere nel limbo, a volte è meno doloroso che iniziare a cambiare la visione di questo mondo che faticosamente crediamo di esserci conquistati… Notte caro, con affetto…e non me ne avere, dai, ho solo espresso considerazioni a cui non credi, non vedo perchè essere infastidito da cose in cui non credi e su cui non vuoi indagare… E’ tutto a posto va tutto bene cosi, perchè non sopportarmi? ;)

  • # 35
    n0v0
     scrive: 

    perché mi fanno afa quelli che si credono Cassandre dei nostri tempi.

    ma non voglio proseguire, tu fai il tuo che io faccio il mio e tanti saluti

  • # 36
    alfonso
     scrive: 

    @n0v0

    guarda che io sto dalla tua parte… anche se pensi che lo faccia per dare sfoggio al mio ego… Ho solo un po’ di anni, un po’ di esperienza, e un po’ di conoscenze, ancora prima che internet fosse l’unica fonte per attingere a tutto… ma sei liberissimo di non credere…
    Non ci guadagno nulla a fare il “teorico della cospirazione”…
    Anzi, è più probabile sentirmi insultato e denigrato, ma la mia coscienza mi impedisce di non avvertire…Sorry… ;)
    Sto cercando solo di aiutare, tutti, e soffro davvero perchè i “tutti” che non vogliono vedere, continuano ad offendersi o a denigrare chi gli prospetta qualcosa di diverso dalle loro sicurezze senza sapere davvero cosa li aspetta, se non iniziano presto a muoversi… Ma posso capirti, tanti anni fa, rispondevo anche io come dici tu a chi mi diceva che la ClA aveva ucciso K€nn€dy…Poi sin da allora ho iniziato a mettere assieme i puntini…Ma questa è una storia che non interessa… Chiedo scusa e mi fermo qui…
    Scusate questo OT in risposta di n0v0, era dovuto…
    Grazie a tutti per l’attenzione
    Buonanotte
    ;)

  • # 37
    angel
     scrive: 

    Facebook se ben impostato è uno strumento utile e potentissimo.
    Comunque imporre, almeno in italia, di avere le regole della privacy impostate come si deve non la vedo una brutta cosa, se poi uno vuole rimette tutto su pubblico…

    @alfonso

    Invece di continuare a dire… ma alla fine non dire niente, metti un paio di link a queste presunte verità delle quali vai parlando, perchè son davvero curioso!

  • # 38
    alfonso
     scrive: 

    veramente qualche link nel mio commento n° 25, lo avevo messo ma il commento con i link è in fase di moderazione da ormai troppe ore…

    Comunque se sei davvero curioso, basta che inizi a cercare, e vedrai che troverai… le info ci sono, se si sa come cercare e se non ci si ferma semplicemente, ai links che compaiono nelle prime pagine, ma ripeto, occorre mettere insieme i puntini, perchè altrimenti non ti accorgi di cosa stiamo parlando… Chiedi a chi modera questi commenti di fare apparire il mio commento (fermo dalla sera del 29 luglio, in moderazione) con i link… quello è un inizio per studiare…

  • # 39
    floc
     scrive: 

    a chi da’ del complottista ad alfonso… dico di tenere gli occhi aperti e farsi 2 conti di quanto diavolo cazzo costa un’infrastruttura come quella di facebook. in termini di hw, banda, gestione… c’e’ sotto qualcosa DI SICURO, cosa non so ma di certo non vive di sponsor come lascia credere. Altro motivo, perche’ FB non si quota in borsa, che sarebbe la via + naturale x ottenere finanziamenti e/o denaro fresco e/o ulteriori guadagni? Magari per evitare controlli sui bilanci?
    Insomma, la gestione economica di facebook e’ quanto meno “interessante”, da qui al complotto galattico ce ne passa ma non scarto niente a priori

    quanto alla questione privacy e alle clausole vessatorie, facebook ha semplicemente una VERSIONE italiana ed e’ raggiungibile dall’italia, ma non ha una SEDE italiana, quindi al limite si deve comunque procedere negli USA.

  • # 40
    floc
     scrive: 

    ops mi e’ scappata la parola con 2 z nonostante mi fossi autocensurato… chiedo venia :)

  • # 41
    Stea
     scrive: 

    Nessuno e’ al sicuro. Questo e’ quanto. Ciao..

  • # 42
    Fede
     scrive: 

    Anche se sono in vacanza ho deciso di commentare, ci mancava il mio classico intervento rompiscatole … :-)

    Secondo me ha ragione floc nel suo commento #38

    Però do ragione anche a quelli che ritengono che la colpa sia anche e sopratutto dei frequentatori di FaceBook

    Ad ogni modo con un poco di furbizia si iresce a proteggere i propri dati, come? be ve lo spiego, è molto semplice …

    1- In molti siti i dati che si immettono non vengono assolutamente contrallati e se non veritieri bloccati viene controllato solo la forma per esempio che l’email sia dle formato $$$$@$$$$, nessuno puo controllare se immeti date di nascita fasulle o se scrivi lughi falsi di residenza o domicilio o se dici di chiamrti tizio o caio o sempronio.

    Nel caso di FaceBook io lo utilizzo ma non in modo maniacale come fanno molti e non mi interessa che la mia lista di amici sia lunga come certi “cazzi”, mi sono fissato la regola di avere amici reali e non virtuali insomma i mie amici so chi sono dove abitano e dove cercrli, per il resto ho bloccato molti miei dati ho dato un indirizzo di posta elettonica mio non serio che uso solo per lo scopo e che non fa riferimento al mio nome alla mia rwesidenza ecc. ecc. tanto i miei veri amici sanno dove cercarmi come contattarmi ecc. ecc e lo dico chiaramente alcuni miei dati che ho inserito per l’iscrizione sono falsi, perchè ripeto i miei amici sono reali e sanno come rintracciarmi e dove rintracciarmi In fondo l’idea di FaceBook è buona io per esempio ho ritrovato degli amici che erano anni che non vedevo più. Quindi sta a chi lo utilizza sfruttare cio che c’è di buono in modo intelligente tanto per pararsi il culo.
    Molti invece in face book fannoamicizie virtuali e stanno li ore e ore a scrivere cazzate, be io quel tempo lo spreco trombando, stando con gli amici o scrivere cose piuù serie altrove come per esempio qui.
    Non ricordo ma ultimamente sentii anche la notizia che addirrittura c’è gente che paga per far vedere che ha molti amici, insomm ali molti giocano a mostrare che lo hanno più lungo degli altri senza sapere che ci sono persone che lo hanno vemanete lungo e glie danno sotto

    BUONE VACANZE A TUTTI

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