di  -  giovedì 20 marzo 2008

tesla_roadster.jpg

L’azienda si chiama Tesla Motors, e da qualche anno porta avanti lo sviluppo di un’auto sportivissima, completamente elettrica, che ora sta per entrare in produzione.

Vi starete chiedendo dove sta la notizia, visto che di auto elettriche ne nascono e ne muoiono continuamente, completamente ignorate dal mercato e osteggiate dai poteri forti. Ma vi sono tanti buoni motivi, non solo di natura tecnica, per seguire i primi passi di questo progetto, perché quest’auto sarà ricordata nella storia come l’inizio della fine delle auto a combustione interna, ve lo garantisco.

Tanto per cominciare, dando un’occhiata agli investitori di questa start up, troviamo i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, i quali non hanno investito nel progetto i soldi della società che hanno creato, ma i loro capitali privati. Due persone a cui un po’ di fiducia la darei, considerato quello che sono riusciti a fare negli ultimi 10 anni. Poi lo sviluppo della Roadster può vantare partner tecnologici, che nel campo automobilistico hanno una lunga e rispettata carriera, come la Lotus (confrontate il montante del parabrezza di questa Lotus Exige con quello della Roadster qui sopra), che la fanno entrare di diritto nel circolo delle migliori super car del mondo.

Non voglio dilungarmi però in considerazioni tecniche, anche perché il successo sarà portato da ben altri fattori. Le auto più desiderate attualmente sono i SUV , che non sono né ecologici, né divertenti da guidare, né spaziosi in rapporto alle dimensioni esterne, né validi nel fuoristrada. Tesla Motors ha capito che l’auto intelligente non la vuole nessuno, così ha scelto la strada dell’emotività per far breccia nel cuore degli automobilisti.

La Roadster prima di tutto non costa poco, chi l’acquisterà (se vorrà) potrà vantarsene, inoltre è davvero bella (caso unico per un’auto elettrica), magari non proprio adatta ai gusti estetici di noi europei, ma comunque ben riuscita.
Poi a nessuno sembra strano che decidessero di promuovere l’ecologica propulsione elettrica, con un’auto sportiva?

Un ambientalista storcerebbe di sicuro il naso di fronte a questa proposta, ma un ambientalista non è esattamente il target di un costruttore di auto.
Andate nella home del sito ufficiale e noterete che in effetti da nessuna parte è descritta come un’auto ecologica: si punta tutto sui dati prestazionali.

Da oggi l’auto elettrica non è più un triste ripiego ecologico, ma un giocattolo di lusso con un’accelerazione da super car e una coppia da camion che solo un motore elettrico può dare (o il motore di un camion, naturalmente).

Alla Roadster dunque il compito di portare un’auto efficiente e più “pulita” nei nostri sogni e di farcela ambire, poi, nel 2010, arriverà una Tesla berlina 5 posti, ad un prezzo più abbordabile, per tutti i comuni mortali

28 Commenti »

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  • # 1
    Limo
     scrive: 

    Il tassello finale è proprio la commercializzazione con un marchio noto del segmento: perché non l’hanno marchiata proprio Lotus, per esempio?

    Sarebbe stato un vanto per la casa costruttrice (anche in caso di flop, vuoi mettere i collezionisti?) e una spinta in più all’acquisto tra chi già conosce e ammira il marchio inglese.

    Vero però che Tesla è un nome affascinante e carico di significati.

  • # 2
    n1
     scrive: 

    Era da un po’ che seguivo con interesse l’evoluzione della Tesla Car.
    Forse però ci sono ancora dei problemi.
    Primo l’autonomia, secondo il prezzo di vendita, e ultimo ma per niente scontato dagli acquirenti, l’attesa biblica per entrarne in possesso.
    Senza contare che anche se molto conveniente la ricarica elettrica non è gratis e che mi pare ogni 5 anni si dovranno sostituite le batterie.
    Insomma, ancora un auto per pochi, ricchi, fortunati.
    La bella cosa è che con tutti i suoi difetti attuali resta comunque un immenso miglioramento, che fà ben sperare nella prossima generazione.

  • # 3
    Marco
     scrive: 

    A mio avviso i motivi del NON successo delle auto elettriche NON sono politici ma tecnici. Al di là dei facili entusiasmi di facciata, sapete quanto ci vuole a fare rifornimento ad un’auto elettrica? Dovete caricare una batteria: servono ore. Questo fattore già da solo dovrebbe essere sufficiente a renderle invendibili sul mercato (ed infatti, non si trovano).
    E di autonomia? Lo sapete che se fanno 100 Km è già tanto?
    Per me è chiarissimo che sarà il solito enorme flop.

  • # 4
    Kersal
     scrive: 

    Un auto elettrica ha bisogno di elettricità (ovvio!) che viene prodotta in centrali che usano ancora idrocarburi.
    Inoltre ha dei limiti notevoli:
    1) difficoltà di rifornirsi (non ci sono distributori)
    2) impossibilità di rifornirsi di *quanto basta* (in auto se hai 5 euro, fai 5 euro di benzina e basta, nell’auto elettrica devi aspettare che sia quasi tutta scarica e poi ricaricare per non danneggiare la batteria. Inoltre la carica è qualcosa di trememdamente lento rispetto ad un rifornomento di benzina. Immagina di dovere fare Milano-Roma e dovere fare “benzina” a metà strada: devi fermarti una notte per ricaricare le pile!!)

    detto questo mi pare che la strada autoelettrica rimane confinata nel contesto urbano e quindi volere fare una auto sportiva mi pare solo un giocattolone per ricchi.

  • # 5
    unoqualsiasi
     scrive: 

    Beh ancora siamo lontani dall’auto esclusivamente elettrica per i motivi elencati nei commenti, ma già in questi anni vedremo sul mercato sempre più ibride con motori diesel/benzina+elettrico (vedi prius e lexus ibride, che sono i primi modelli).
    Secondo me per molti anni ancora non si parlerà di elettrico puro, ma già l’ibrido è un bel passo avanti!

    In ogni caso, nonostante tutti i problemi che potrebbe avere la Tesla, non mi dispiacerebbe se qualche insoddisfatto mi regalasse la sua :D

  • # 6
    unoqualsiasi
     scrive: 

    Ah, segnalo questo progetto home made per noi poveri che non possiamo permetterci la Tesla:
    http://www.engadget.com/2008/03/19/build-your-own-street-legal-solar-powered-electric-car/

    Vabbè, non sarà bella allo stesso modo e non avrà le stesse prestazioni…

  • # 7
    centogab
     scrive: 

    Anche io frenerei l’entusiasmo….
    Un’auto elettrica ha poca autonomia, nessuno ti fa ricaricare la tua auto con la sua corrente e poi i tempi di ricarica sono lunghissimi: se devi fare un viaggio di qualche centinaio di km ti devi fermare a ricaricare (dove poi?) 3 o 4 volte, e ti ci vogliono 3 o 4 giorni…
    Poi oltre all’elevatissimo prezzo di acquisto quanto costano le batterie che dovrai cambiare dopo un po’?
    E poi cosa ha di ecologico se l’energia elettrica che utilizza viene prodotta da centrali inquinanti?

    Mi sa che se vogliamo un’auto ecologica davvero dobbiamo aspettare l’idrogeno, che però, a quanto ne so io, non sarà definitivamente pronto prima di 10-15 anni…

  • # 8
    May81
     scrive: 

    Dai commenti sembra che pochi abbiano visto i dati di quest’auto.
    Intanto l’autonomia è di circa 400 km, non molti per fare lughi viaggi ma decisamente buona rispetto ad ogni altra auto elettrica presente sul mercato.
    Ovviamente un’auto totalmente elettrica non può essere l’unica auto a disposizione, però basterebbe un piccolo generatore (30-40 CV) a bordo ed un po’ meno batterie (200 km di autonomia) per avere con lo stesso peso e con costi sicuramente minori (le batterie sono l’elemento più costoso) un’auto che ti permette di mantenere i 130 km/h utilizzando il generatore per i viaggi lunghi e un utilizzo totalmente elettrico il resto dei viaggi (tantissima gente fa molto meno di 200 km al giorno solitamente) con costi di gestione realmente bassissimi.

  • # 9
    Enrico (Autore del post)
     scrive: 

    a quello che ha detto May81 aggiungo che, in passato, un’auto auto eletrica prodotta da GM negli USA (ora ritirata dal mercato per motivi ancora da comprendere dato l’enorme successo di vendite) aveva mostrato che è possibile fare il pieno di energia elettrica in pochi minuti, anche a casa.

    Era venduta insieme ad un accumulatore da collegare alla presa di corrente e da sistemare nella rimessa. Al momento di ricaricare l’auto bisognava inserire lo spinotto dell’accumulatore (che nel frattempo si era caricato con calma dalla rete elettrica) nella presa dell’auto, e in pochissimo tempo il pieno era fatto.

  • # 10
    Enrico (Autore del post)
     scrive: 

    @kersal

    Produrre energia da una centrale a gasolio per alimentare auto elettriche sarebbe una pratica di gran lunga più efficiente e meno inquinante. I motori a combustione interna che usano le nostre auto sono semplicemente la soluzione peggiore tra tutte quelle disponibili.

  • # 11
    Alessandro
     scrive: 

    Davvero facile sparare sentenze senza leggere neanche lontanamente il sito, ma si sa, meglio fare i pappagalli che aprire gli occhi, la luce brucia…

    Un esempio, basta aprire l’home page per un rapido resoconto prestazionale:
    350 km con un “pieno”. Quanti di voi fanno di più per andare al lavoro ogni giorno?

    57 km/l equivalenti, cioè, considerando quanto utilizzato “alla fonte” cioè nella centrale elettrica, per produrre en elettrica per ricaricare le batterie. Questo è meglio specificato sotto la voce “Efficiency -> Well-to-Wheel Efficiency”
    Questo perchè un sistema elettrico di questo tipo permette ottimizzazioni spinte, come recupero energia in frenata. Inoltre un motore elettrico come quello sfrutta dal 85 al 95% dell’energia utilizzata.
    Lo sapete che i motori a combustibili utilizzano solo il 30% di energia per spingere, e il resto lo dissipano in calore? Un pentium4 versione v8. Se si intende dire che la Fiat non sa farne altri, allora può darsi. Ecco le ragioni per cui grandi case non commercializzano altro. Molto spesso cambiare le proprie competenze in un campo può voler dire aprire il mercato a competitor più preparati, nella storia economica è sempre stato così.

    Approfondire fa bene

  • # 12
    Pierluigi
     scrive: 

    L’unico modo per far accettare l’auto elettrica è farla costare sia come prezzo d’acquisto che come gestione meno di un’auto a gasolio o diesel, non certo con un’auto sportiva! Riguardo alla questione puramente tecnica non si pensi che sia la panacea di tutti i mali e non lo è nemmeno l’auto a idrogeno. Infatti nè l’elettricità nè l’idrogeno cresce in natura, bisogna produrli con delle centrali inquinando non c’è niente da fare. Però per minimizzare le perdite sicuramente l’auto elettrica è un grosso passo in avanti rispetto alle tecnologie attuali, ma non come si fa adesso abbinando due motori, bensì come si ragiona nel campo marittimo: un motore interamente elettrico abbinato ad un generatore a combustibile (che può essere a gas, diesel, a turbina o di qualsiasi altro tipo) che funzionando ad un regime costante (perchè indipendente) può essere ottimizzato con rendimenti migliori di quelli ottenibili da una centrale elettrica.
    Ultima riflessione: ma le batterie esauste che fine faranno?

  • # 13
    Alessandro
     scrive: 

    @Pierluigi.

    Un modo più efficiente di utilizzare l’energia non è la panacea di tutti i mali, ma prova a moltiplicare il risparmio in efficienza che produce per un parco veicoli molto grande.
    E’ un po’ come le lampadine a risparmio energetico. Certo costano “tanto” e non producono energia elettrica, ma se fai i conti, ti fanno risparmiare 100€ a ciclo di vita a lampadina (8000h, cioè circa 8 anni di utilizzo casalingo)

    Certo, i costi devono diminuire, ma è proprio grazie ad applicazioni come queste che si riescono a giustificare prezzi più alti. Chi ha un reddito di poniamo 200.000 € all’anno non comprerebbe un’auto elettrica modello cinquecento per 50.000€, tantovale fare un’auto sportiva per 100.000, allora hai trovato clienti.

  • # 14
    Pierluigi
     scrive: 

    @Alessandro

    Era solo che anche nel campo ecologista ci sono delle frasi che vengono prese come oro colato, ma che purtroppo sono false tipo le auto ad idrogeno: è vero che eliminerebbero lo smog in città, ma non si dice che per produrre la quantità di idrogeno necessario a fare 100 km si inquina di più di quello che fa una macchina odierna per fare la stessa strada, quindi non è che si risolverebbe molto.
    Poi ovvio che anche si risparmiasse 1 g di polveri sottili a km sarebbe sempre meglio che niente.
    Spero che abbia ragione tu e che non sia come i pannelli fotovoltaici che è una tecnologia intrinsecamente più costosa (e quindi non è che facendone milioni si riesca a renderli competitivi) delle centrali tradizionali per cui se sono ricco e ho uno spirito ecologico li installo, ma non saranno (attualmente) mai adottati dalle masse. L’avessero marchiata Lotus forse ne venderebbero di più, ma conoscendo che il marchio almeno tempo fa non navigava in ottime acque probabilmente certi rischi non se li prendono.
    p.s. ultimamente ho visto che Massimo Moratti gira con la Prius, finalmente qualcuno che inizia ad usarle…

  • # 15
    pasquale
     scrive: 

    peccato che con questa macchina non si possa
    circolare liberamente neanche in tutti gli stati uniti d’America.
    Per quello che ne sò ; è da un bel pò che seguo Tesla Motors…., si può circolare liberamente in California ed in pochi altri stati degli USA.
    Figuriamoci se e qando arriverà in Europa ed in Italia poi!..

  • # 16
    Ilruz
     scrive: 

    Vado a memoria, la tesla roadster non e’ in vendita da ieri …. questa auto ha il pacco batterie formato da una schiera di comunissime batterie per portatili – fa il pieno “lungo” esattamente come un portatile, piu’ o meno tre ore, ma e’ in grado di caricarsi anche per pochi minuti, anche appena possibile.

    @Pierluigi
    Ho l’impressione che anche tu abbia le idee confuse sull’idrogeno … come molti, del resto, che si fanno una idea leggendo qui e la, oppure lavorano per un petroliere.

    L’idrogeno e’ un vettore energetico, *non una fonte di energia*.

    Significa che per produrlo, posso usare qualsiasi cosa, dal nucleare al gas all’eolico al fotovoltaico. Nei primi due casi inquino, nei secondi molto ma molto meno – es: i pannelli solari sono una fonte di energia “autosufficente”; avendone a sufficenza, nulla ti vieta di produrre pannelli con l’energia prodotta dai pannelli stessi, ti serve solo dell’energia di boostrap, per avviare la produzione.

    I pannelli fotovoltaici sono gia competitivi, il costo elevato e’ dato dal cartello dei prezzi in quel mercato: ti assicuro che il costo di produzione di ogni pannello e’ sensibilmente diverso in funzione del materiale e del lo strato fotovoltaico – gli ultimi pannelli costano 0.5 dollaro per watt di picco prodotto, eppure …. sempre a 5 dollari a watt li vendono … e 8 euro per watt li installano all’utente finale.

    Dove sta il trucco?

  • # 17
    Enrico (Autore del post)
     scrive: 

    Ilruz, la Tesla Roadster si può ordinare già da tempo, la produzione però è iniziata solo ora.

    Limo, che ha scritto il primo commento sarà felice di sapere che Lotus sta sviluppando sistemi di propulsione ibridi ed elettrici molto efficienti autonomamente, e che prima o poi vedranno la luce.

    Perché non marchiare Lotus anche questa Roadster? Al di là del fatto che il progetto e la volontà di costruire quest’auto sono in america e penso ci tengano ad avere un loro marchio, la Roadster con le sue batterie pesa poco più di 1200 kg e, se ai giorni nostri una Ferrari F430 sfiora i 1500 kg, per il marchio inglese, che punta tutto sulla leggerezza e meno sulla potenza assoluta, sono decisamente troppi.

  • # 18
    pasquale
     scrive: 

    Non mi sembra che ci sia una questione di marchio; lotus o tesla, che importanza ha!
    La vera questione è la superiorità del motore elettrico rispetto a quello a combustione interna….
    Si sono da tempo risolti i problemi di mobilità della sorgente elettrica….
    C’è anche la possibilità di attrzzarsi per sfruttare il solare per fare il pieno….
    Perchè ci ostiniamo a camminare su delle stufe instabili che divorano soldi?

  • # 19
    La batteria perfetta - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] “Sono sicuramente il prossimo passo”, dichiara Mary Ann Wright, boss della Johnson Controls-Saft Advanced Power Solutions, una azienda che ha recentemente aperto una fabbrica in Francia per la produzione di batterie al litio-ione destinati a futuri veicoli elettrici o ibridi. […]

  • # 20
    pasquale
     scrive: 

    Il problema delle batterie non performanti
    mi sembra ridicolo(una scusa come un’altra,
    buona per un petroliere).
    Dove stà scritto che devo avere una sola batteria ?
    Mi potrei attrezzare a casa con più batterie.
    Questo se solo ci fosse il buon senso dei costruttori a predisporre le auto con batterie cambiabili.
    Volendo fare meglio, si potrebbe sviluppare uno standard di produzione che inquadra la batteria come un modulo facilmente sostituibile. Potremmo pensare ad una rete
    di distributori che, oltre a fare benzina,
    abbiano batterie cariche installabili brevemente sulle auto.(ci vuole lo standard per questo)
    Ma quanti standard nascono e muoiono in questi tempi? (non mi sembra un problema così grosso)
    Anche la realizzazione delle stazioni di servizio attrezzate (almeno lungo le autostrade) non mi sembra cosi irrealizzabile; visto come è prolifica
    la realizzazione di centri commerciali e
    “cattedrali nel deserto” simili.
    Con questo sistema,quando finisco la carica
    della mia batteria,vado dal distributore, mi fermo 5 minuti, lui mi estrae la batteria scarica e mi monta quella carica.La batteria
    biverrebbe,quindi un contenitore di energia che il distributore preleva, ricarica e da al prossimo cliente.
    Ma questa mi sembra fantascienza!
    Altro che MATRIX.

  • # 21
    Enrico (Autore del post)
     scrive: 

    In effetti pasquale quello che dici non è ne stupido ne fantascientifico.

    Sostituire delle batterie che si ricaricano dalla rete elettrica logisticamente è molto più sensato che trasportare carburante ogni giorno verso tutti i distributori del mondo.

    Il problema più che altro sarebbe la questione della prorietà delle batterie.

    Se arrivasse un cliente con le batterie esauste, oltre che scariche, non potrei certo appiopparle all’automobilista successivo. Quindi ci sarebbe bisogno di una gestione del ricambio dei vecchi accumulatori con i nuovi, comune e condiviso tra tutti i distributori.
    L’onere economico si potrebbe suddividere tra tutti, ognuno in base alla quantità di energia elettrica che ha erogato.

    E’ uno scenario realizzabile quello che hai proposto! :-)

    Le batterie due problemi veri però ce l’hanno: il prezzo e l’altissima tossicità per suolo e acqua dei materiali che le compongono. Ma so che si stanno facendo passi in avanti anche in questo senso. E poi benzina, gasolio, lubrificanti sintetici e prodotti della combustione non è fanno sicuramente meno danni.

  • # 22
    pasquale
     scrive: 

    Guardando,da lontano, queste problematiche
    relative all’approvgionamento energetico, mi viene da pensare che il vero problema non sia quello tecnico-ambientale.
    Il grande problema è di tipo economico e sociale.Per questo nell’era delle nanomacchine e delle neuroscienze, stiamo qui a parlare delle batterie, su cui non si fa ricerca (perchè a certi conviene).
    Discutere di trasporto elettrico etc. etc…. visto come qualcosa di non realizzato perchè la tecnica non ancora si è evoluta, è un modo di non volere affrontare il problema.
    Per questo sono convinto che, pur essendo banali, le molteplici soluzioni che potrebbero essere trovate, ci vorranno ancora molti anni, molte guerre etc. etc.
    perchè si sviluppi(quella si che si deve sviluppare)una coscienza energetica alternativa e più libera.

  • # 23
    pasquale
     scrive: 

    A.. a proposito, Enrico.
    Il problema che sollevavi tu, sulla esauribilità delle batterie e sullo smaltimento.
    In realtà, sempre volendo continuare quel discorso poco realistico di prima, questo sarebbe un problema che non ineresserebbe l’automobilista.Perchè la batteria potrebbe non appartenere a lui ma alla
    società a cui fa capo il distributore.
    In questo modo, sarebbe suo interesse mantenere in circolazione batterie sempre in buono stato e, nel momento in cui una si esaurisse, dovrebbe sostituirla.
    Allo stesso modo per i problemi di smaltimento delle batterie; dovrebbe provvedere la società che forniscie il servizio.
    In maniera analoga a come succede quando vai a comprare il gas propano in bombola.
    La bombola è del distributore e non dell’utente.
    In questo modo chi compra un’auto elettrica non dovrebbe neanche spendere soldi per la batteria; a tutto vantaggio dell’utente.

  • # 24
    Enrico (Autore del post)
     scrive: 

    Sì è quello che dicevo infatti, e mettiamoci pure che con una gestione delle batterie da parte di aziende e personale qualificato si minimizzerebbe l’impatto di un cattivo smaltimento.
    Mentre la manutenzione dell’auto attualmente è responsabilità del proprietario, che tende a scaricare liquidi nel tombino davanti casa propria.

  • # 25
    La Danimarca avrà auto mosse dal vento - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] commenti di questo post, io e il nostro lettore Pasquale, fantasticavamo sulle misure da adottare per rendere praticabile […]

  • # 26
    Sebastiano Nucera
     scrive: 

    Io non credo sia un flop, anzi. Per la questione ricarica concordo ma basterebbe usare una politica di accumulatori o ancora dei tetti costituiti di pannelli solari per sfruttare al massimo l’energia. Inoltre cari miei l’energia elettrica non bisogna immaginarsela come esclusivamente prodotta da centrali atomiche o a carbone sarebbe da stupidi e riduttivo. Oltre alla tecnologia dei pannelli solari esistno anche le pale eoliche che in un’ora di funzionamento producono l’energia necessaria per un mese ad una famiglia composta di 5 persone.
    Quindi state tranquilli, il futuro sarà elettrico senza ombra di dubbio. Semplicemente, per ora, si è investito meno che nella creazione di JTD, TD, MJT, TDI, TDCI ecc ecc ecc ecc ecc ecc

  • # 27
    Tesla Roadster Sport: l’auto elettrica supera la crisi con la grinta - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] Tesla Roadster avevamo già parlato. La giovane azienda costruttrice di auto sportive è stata la prima a capire […]

  • # 28
    Andrea
     scrive: 

    Salve a tutti,
    premetto che non sono un tecnico come probabilmente la maggiorparte di voi , vorrei indicarvi un sito interessante circa lo scienziato Nikolas Tesla ,uno dei piu grandi scienziati mai esistiti paragonabile a Leonardo , che cento anni fa progettò e realizzò l’auto elettrica, e già allora aveva risolto il problema delle batterie , sì perche quest’auto non doveva portarsele addosso ma attingeva l’energia da dei ripetitori appositamente costruiti,e a sua volta questi ripetitori utilizzavano una tecnologia che “imprigionava” l’energia magnetica , quindi niente centrali inquinanti etc..Immaginate un sistema viario appositamente concepito in questi termini:le auto si agganciano ad un ripetitore poi procedendo lo sganciano e si agganciano al successivo…niente distributori ,niente autonomia limitata, niente pernottamenti tra Roma e Milano per caricare le batterie nottetempo!Un sogno? puo darsi..o forse anche lo zampino delle sette sorelle che ci hanno privato del futuro?
    http://www.disinformazione.it/automobiletesla.htm

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