di  -  mercoledì 19 marzo 2008

G-MailIl nome Gmail in Europa non spetta a Google: è questa la decisione dell’OHIM (Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno europeo), che conferma in appello l’esito di una causa intentata nel 2005 da Daniel Giersch, titolare dal 2000 di un servizio di email, denominato per l’appunto G-Mail.

Le motivazioni addotte da Giersch sono basate sulla quasi completa analogia fra il nome del suo servizio e quello di Google (l’unica differenza è un trattino nel caso del tedesco), e nemmeno le obiezioni portate in appello da Google, concernenti la differenza grafica dei marchi e il payoff che accompagna il marchio del servizio G-Mail, sono bastate a far cambiare idea alle autorità europee.

I proprietari di account Gmail possono comunque star tranquilli: i loro account non saranno rinominati.
La decisione dell’OHIM, contro cui Google potrà comunque appellarsi di nuovo, riporta a galla un problema vecchio come la rete: l’estensione a livello globale delle politiche di protezione di marchi a cui la rete dà solo potenzialmente un respiro multinazionale. A molti apparirà paradossale che Google debba cedere il marchio Gmail – dove G sta per Google, uno dei brand più noti al mondo, non per Gianluigi o Giersch – a un servizio di nessuna notorietà.

È d’altro canto indubbio che la proprietà di un marchio vada tutelata indipendentemente dalle proporzioni dei contendenti, ma la materia non si presta ad essere tagliata con l’ascia: quanto pesa il fatto che quel servizio tedesco faccia riferimento a un mercato limitato – in quanto l’investimento di visibilità fatto su quel servizio è stato limitato – e che invece Gmail faccia riferimento a, e abbia investito in visibilità per, tutto il mondo?

La legge di protezione dei marchi prevede che se un marchio opera a livello locale e un altro opera a livello internazionale, non esista conflitto. Solo che – potenzialmente – anche il G-Mail tedesco opera sullo stesso livello globale di Google, pur non essendo nemmeno lontanamente un suo competitor.

Certo è che in questa diatriba si inseriscono molti furbi, che sfruttano il lavoro altrui per dare visibilità a servizi che diversamente cadrebbero nella rete come un ago in un pagliaio formato gigante. Provate a digitare www.gmail.it e ditemi.

Fonte: ArsTechnica

8 Commenti »

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  • # 1
    Nando
     scrive: 

    magari Gmail è diverso da gmail che a sua volta è differenta da G-mail….e in questa situazione ci sguazzano i furbi! poi il discorso dell’indirizzo .it .com ecc.ecc. io credo ci voglia massima intransigenza e tutela per le aziende che investono un sacco di soldi!!

    mah….

  • # 2
    Tudhalyas
     scrive: 

    Io mi trovo d’accordo con la decisione dell’UE: se tale Daniel Giersch ha registrato prima di Google il marchio “Gmail” (con o senza trattino) in Europa, appartiene a Giersch e non a quest’ultima.

    Google doveva informarsi su questo, prima di lanciare il proprio servizio di email.

  • # 3
    centogab
     scrive: 

    Ma prima di chiamarlo Gmail Google non poteva fare una ricerca su Google?!?!?

  • # 4
    Emanuele
     scrive: 

    Poveretto l’Armani italiano e la legislatura nostrana che anni fa ha fatto perdere il dominio a quel piccolo proprietario.
    Ciao,
    Emanuele

  • # 5
    Addio Gmail, in Europa
     scrive: 

    […] Fonte: Appunti Digitali […]

  • # 6
    Niente più Gmail in Europa | powerpens
     scrive: 

    […] Maggiori approfondimenti sul blog Appunti Digitali. […]

  • # 7
    battagliacom
     scrive: 

    per me invece la decisione più giusta sarebbe stata quella di levare il marchio a Google solamente in Germania dove era stato registrato
    e poi non capisco perchè poi è stato condannato c’è molta differenza tra Gmail e G-mail.
    per me è stato condannato ingiustamente

  • # 8
    salvatore maietta
     scrive: 

    Ho da pochissimo avuta la opportunità di usufruire del servizio INTERNET;avevo iniziato con un indirizzo e mail “tiscali.it” venivo avvertito quando il destinatario leggeva la mia posta e il pc ,naturalmente acceso,avvertiva il ricevimento di posta anche non avendo la videata della posta elettronica ,ma esercitando altro lavoro.
    mio figlio mi ha consigliato di cambiare indirizzo in gmail e cosi ho fatto ma non riscontro la stessa funzionalità avuta in precedenza.Perchè? forse a causa del la conflittualità “GOOGLE” ? non so vorrei però capire.Grazie-IsMajas

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