di  -  mercoledì 21 luglio 2010

Si tratta di una domanda decisamente ambigua, perché è naturale chiedersi quale sia il contesto in cui si inquadra. Efficaci rispetto a cosa? Chi ha seguito la lunga carrellata di articoli dedicati a DRM e TCPA, che hanno generato lunghi e interessanti dibattiti, può intuirne già il senso.

I DRM nascono per tutelare la proprietà intellettuale e il diritto di copia dell’azienda che ha commercializzato un prodotto, impedendone la duplicazione non autorizzata e/o la fruizione senza aver corrisposto il riscontro economico richiesto.

L’efficacia per un’azienda che opera nella produzione di contenuti multimediali e/o software è, quindi, ben definita. L’obiettivo rimane quello di massimizzare i benefici derivanti da protezioni di questo tipo, per cui più glielo permettono e migliore sarà, appunto, l’efficacia.

Un DRM “forte” fa uso di meccanismi di protezione robusti / complicati atti a migliorare gli effetti del DRM, quindi il controllo che l’azienda ha sul prodotto e, di conseguenza, sugli incassi derivanti dalla vendita.

Questo, però, si può realizzare anche senza l’ausilio di un DRM forte. Pensiamo all’introduzione dei CD-ROM, ad esempio: all’epoca copiarne uno era praticamente impossibile per due motivi: inizialmente non esistevano masterizzatori e supporti vergini per farlo, e in seguito, pur essendo disponibili, entrambi avevano costi elevatissimi che rendevano, di fatto, preferibile l’acquisto dell’originale.

Potremmo dire che la stessa tecnologia sia stata la migliore protezione alle copie non autorizzate. Ciò spesso è vero, perché generalmente nuove tecnologie necessitano di un certo periodo di tempo affinché si abbattano i costi di produzione a esse legati, divenendo maggiormente fruibili per la massa.

Si tratta, pertanto, di una “protezione” che è destinata ad essere abbattuta col tempo, il che non è necessariamente un male, come vedremo più avanti, esaminando alcuni casi recenti e passati.

Oltre a questa naturale barriera alla copia, i dati (mi riferisco all’audio in particolare) presenti dei CD-ROM non erano dotati di nessun altro meccanismo di protezione: erano (e sono), infatti, “in chiaro”. Quindi accessibili da chiunque, e se ne poteva fare una copia.

Nemmeno questo era un problema, poiché mancava il supporto dove piazzarli: i CD-R, come già detto, erano assenti o estremamente costosi, mentre gli hard disk nel 1985 (anno di presentazione del CD-ROM) erano appannaggio di pochi, e si misuravano in decine di MB.

Per farla breve, soltanto verso la metà degli anni ’90 il nuovo mezzo mostrò i fianchi, per la diffusione di hard disk sempre più capienti (e in grado, quindi, di contenerne integralmente i dati), ma soprattutto per l’introduzione del nemico numero uno: l’MP3.

Con questo formato la dimensione dei brani veniva ridotta anche di un ordine di grandezza, permettendo non soltanto di riversare un intero CD negli hard disk, ma addirittura di poterne copiare diversi altri, portando via via alla situazione di diffusa copia della musica che ben conosciamo.

Una situazione analoga s’è verifica coi film, ma anche col software. E’ chiaro che il mezzo di per sé non è più sufficiente e le aziende hanno cominciato a elaborare il concetto di DRM, rafforzandolo col tempo sia per impedire la semplice copia, sia per ottenere un controllo più fine sul prodotto.

La ricerca di protezioni sempre migliori è diventata una necessità tangibile, perché i progressi della tecnologia e il maggior numero di hacker / cracker ha portato a tempi di sprotezione e, quindi, di fruizione “a sbafo”, sempre più ridotti. Infatti con l’introduzione dei DVD, che era una nuova tecnologia, non è passato lo stesso arco di tempo dei CD-ROM per renderli facilmente copiabili.

Coi Blu-Ray è andata pure peggio, perché poco dopo la loro introduzione circolavano già copie in DivX o Matroska/H.264, vanificandone la tanto osannata protezione. Col software non ne parliamo nemmeno, perché la situazione è endemica e cronica da parecchio ormai.

All’orizzonte si sono, quindi, affacciati DRM basati su tecnologie più robuste, come il Trusted Computing (di cui abbiamo parlato nell’articolo sul TCPA), con lo scopo, quindi, di rendere estremamente difficile la vita ai cracker, e possibilmente ridurre vicino allo zero le loro probabilità di successo. L’obiettivo, ovviamente, è quello di ottenere un DRM estremamente “forte”.

I primi frutti di questa strategia sembrano arrivare con le nuove console che fanno uso di TC (a parte il Wii di Nintendo). XBox 360 è stata crackata dopo qualche tempo a causa di una leggerezza nel firmware del lettore DVD, per cui è possibile copiarne i dischi, sebbene integralmente (non si possono effettuare modifiche a file firmati digitalmente).

A parte questo, il digital delivery sembra funzionare bene. Ad esempio, si possono noleggiare video che rimangono fruibili per un determinato periodo di tempo, senza quindi la possibilità di copiarli all’esterno ad altre persone.

Con la Playstation 3 la situazione è anche migliore, visto che al momento non sembra sia stato trovato il modo di copiarne i giochi (per i film e i contenuti multimediali la situazione è analoga alla XBox 360), complice anche la presenza del Blu-Ray i cui costi elevati, trattandosi di nuova tecnologia, non permetterebbero in ogni caso di rendere l’operazione economicamente conveniente.

Rimane in ogni caso il fatto che non sia possibile copiare i giochi, in quanto la protezione di questa console non è stata ancora scardinata. In verità dei tentativi sono stati fatti, e uno in particolare sembrerebbe promettente, ma a tutt’oggi non è nemmeno possibile far girare homebrew (quindi senza firma digitale).

Anzi, la situazione non è certamente delle migliori: l’hardware è talmente blindato da aver scoraggiato parecchi hacker (l’ultima notizia la trovate qui).

Sony ovviamente ha provveduto a eliminare quella falla nei successivi firmware, e ha pensato bene di eliminare il supporto a Linux anche alle vecchie console, che probabilmente sarà stata la “porta aperta” che è poi stata sfruttata.

Possiamo parlare di DRM forti efficaci? Fra alti e bassi, tutto sommato possiamo dire di sì. Il basso è rappresentato dalla copia dei giochi della XBox 360. L’alto, invece, dall’impossibilità di farlo per la PS3, e in generale dal sistema di gestione dei contenuti distribuiti tramite i rispetti store online.

Ma anche se a breve arrivasse la possibilità di poter copiare i giochi della PS3, la situazione rimarrebbe sostanzialmente invariata. Vuoi per i Blu-Ray costosi da duplicare, vuoi perché, a conti fatti, una protezione che dura 4 anni e, quindi, permette sia a Sony che agli sviluppatori di giochi di poter capitalizzare il frutto del loro lavoro, non si può che considerare un successo.

D’altra parte lo scopo di una protezione non è necessariamente quello di rimanere inviolata in eterno. Per un’azienda rimane quello di poter disporre di un periodo di tempo sufficientemente lungo (il cosiddetto ciclo di vita) da garantirle di poter ottenere un consistente ritorno economico.

Ne sa qualcosa la Capcom, che in questo è stata maestra. Basti pensare che il famigerato sistema arcade CPS3 (Capcom System 3) è rimasto inviolato per quasi una dozzina d’anni. Soltanto nel 2007, infatti, è stato finalmente smantellato l’algoritmo di crittazione dei dati, dando il via al reverse engineering delle macchine e alla loro emulazione.

Si tratta, quindi, di segnali molto incoraggianti che lasciano intravedere sempre più DRM forti utilizzati dai produttori, che spingono chiaramente in questa direzione e nell’adozione di tecnologie come il TCPA che possono essere utili ai loro scopo.

Dal punto di vista degli utenti finali, possiamo parlare ugualmente di “efficacia” in relazione ai DRM forti? A primo acchito sicuramente no. Basti pensare all’eliminazione del supporto a Linux anche nelle vecchie PS3, che venivano vendute presentando questa funzionalità.

E’, a mio avviso, un abuso che ha portato ad aprire delle class action nei confronti di Sony. D’altra parte rimaniamo ancora in uno stato di diritto, e un’azienda, forte della sua posizione, non può e non deve permettersi di infrangere la legge e i diritti dei consumatori (questo lo specifico perché in passato il mio pensiero in materia è stato frainteso).

A parte questo non risultano altri “abusi”, e il modello sembra funzionare, con gli utenti che diventano più consapevoli del fatto che alcuni contenuti li potranno scaricare gratuitamente, per altri dovranno pagare per poterli noleggiare o acquisire a titolo definitivo (c’è anche questa possibilità).

Con maggiori garanzie alle aziende il mercato dovrebbe risultare vantaggioso anche ai consumatori, cioè agli utenti onesti che pagano, perché con l’allargamento delle vendite i prezzi dovrebbero col tempo abbassarsi (complice anche la concorrenza fra i diversi store online).

E’ una strada che personalmente spero venga intrapresa anche in ambito PC, dove il mercato del software è a rischio (alcune software house hanno dichiarato di volersi spostare sulle console se la situazione non cambia), come pure la diffusione di prodotti multimediali.

98 Commenti »

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  • # 1
    Alberto
     scrive: 

    Very Politically Correct!!!!!!

  • # 2
    Stefano
     scrive: 

    Ben vengano i DRM forti, ma solo se non limitano la libertà dell’utente.
    Dovrebbe essere comunque concesso di fruire di un audio/video, ad esempio, in casa, in auto, sul pc, su un lettore portatile od uno smartphone, senza dover pagare 4 volte. Potendo usare per la riproduzione sw e hw di qualsiasi marca senza doversi legare ad un solo produttore e/o ad un solo store.
    Acquisto un disco, devo aver diritto anche ad una copia digitale universalmente riconosciuta dai vari lettori portatili, in auto ecc.

  • # 3
    Al
     scrive: 

    Restando in ambito console io non ho nulla da obiettare al diritto dei produttori dei giochi di difendersi dalla pirateria.

    Quel che invece non mi sta bene sono le limitazioni che i produttori delle console mettono alla programmazione e alla diffusione degli homebrew o del software libero.

    Il caso XBMC è esemplare in questo senso; uno dei migliori (GPL e free) software per Multimedia Center per console castrato dal fatto che viola le licenze d’uso di Microsoft.

  • # 4
    goldorak
     scrive: 

    Dal punto di vista prettamente tecnologico la risposta e’ no. Non ci sono DRM incraccabili. Se ci mettiamo leggi che criminalizzano l’utente allora si, qualsiasi DRM per quanto banale diventa inespugnabile. Perche’ bypassarli potrebbe porterebbe la persona in galera o peggio.

  • # 5
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Stefano: lo scenario è già frammentato adesso. Ognuno si fa un proprio store online, con le proprie politiche, come puoi vedere.

    D’altra parte si tratta di privati, non di enti pubblici. Ognuno crede di essere nel giusto e procede per la sua strada. Non hanno nemmeno tutti i torti, visto che i soldi li tirano fuori loro.

    Per il diritto alla copia di riserva sono d’accordo con te, ma se compri un CD ti fai la copia del CD e amen.

    Per la fruizione del contenuto da più parti, dipende dalla licenza. Dagli store puoi anche pagare la licenza che ti permette di conservare il contenuto, anziché quello di affittarlo.

    @Al : da programmatore danno fastidio anche a me le limitazioni di cui parli.

    D’altra parte coi DRM forti il software dev’essere certificato. Il costo della certificazione chi lo sostiene? Se alla comunità open source i soldi non mancano, come ho letto nei commenti all’ultimo articolo di Emanuele, può finanziarne anche la certificazione.

    Altrimenti lo scenario migliore rimane quello di un sistema trusted, dove possono girare indifferentemente applicazioni firmate e non, nelle rispettive sandbox.

    Per XBMC, se ti riferisci alla versione per la prima console di MS, il problema riguarda il kit di sviluppo. Se per compilarlo usi l’SDK di MS, devi pagare e fare certificare l’applicazione, come per qualunque altro sviluppatore. Siccome lo usano illegalmente, non puoi pretendere di farlo passare in cavalleria (come si suol dire) o se ne faccia carico MS (che non è un ente di beneficenza).

    D’altra parte è da anni che la comunità open source sta lavorando alla versione open dell’SDK, che permetterebbe di risolvere alla radice il problema, ma non si vede ancora la luce…

    @goldorak: vero, ma da programmatori dobbiamo essere anche pragmatici. E’ sufficiente che la protezione abbia scarse probabilità di essere crackata. Vedi il caso PS3 e CPS3, appunto. ;)

    Per quanto riguarda le leggi, non vedo perché dovrebbero tutelare chi vuol metter le mani sul frutto del lavoro altrui. Ma di questo ne abbiamo già parlato abbastanza, mi pare. :-P

  • # 6
    Emanuele Rampichini
     scrive: 

    Il caso XBMC è esemplare in questo senso; uno dei migliori (GPL e free) software per Multimedia Center per console castrato dal fatto che viola le licenze d’uso di Microsoft.

    Come ha detto Cesare la versione di XBMC per la prima xbox veniva compilata con un SDK leaked. Per questo motivo nel sito ufficiale non venivano rilasciate versioni binarie ma solo sorgenti. Fortunatamente i ragazzi di XBMC sono stati abbastanza lungimiranti da abbandonare completamente la via “illegale” e rendere la propria base di codice multipiattaforma. Tale mossa tra le altre cose gli ha permesso di ottenere finaziamente importanti da parte del progetto boxee (che fa uso di xbmc proprio come base).

  • # 7
    goldorak
     scrive: 

    @ Cesare dio Mauro : ti faccio l’esempio dei Blu-Ray che hanno una difesa multi-strato e molto piu’ eleborata di quella del CSS. Ebbene anche questo sistema e’ stato craccato, basta andare su internet e trovi tutti i film HD-dvd o Blu-ray gia’ rippati e in molti caso re-encodati per essere fruibili su dvd single o dual layer.
    Ora dimmi tu, valeva la pena che la MPAA e tutto il resto dell’industria sviluppasse questo schema insieme al HDCP o altre diavolerie per impedire la copia digitale “illegale” creando non pochi disagi all’utenza finale che deve vedersela con aggiornamenti firmware sui lettori da tavolo (stiamo parlando di elettronica di consumo come sarebbe un banale videoregistratore), deve vedersela con connessioni HDCP che creano casini tra tv e lettori etc.. Deve vedersela con l’impossibilita’ di usufruire di un blu-ray se non preghi i santi affinche’ tutta la tua catena audio video sia protected ?
    E tutto questo PERCHE’ ?

    Tu sai come la penso sui DRM, e il caso della musica DIMOSTRA che si puo’ vendere un contenuto digitale sprovvisto di DRM.
    Se un pachiderma con l’industria musicale e’ stata in grado di accettare questo stato di cose, perche’ non e’ possibile per l’industria dei film o dei videogames ?

    Citi il caso della Ps 3. La Ps 3 e’ un sistema closed, e anche cosi’ la Sony e’ dovuta correre al riparo togliendo la possibilita’ di installare linux (anche azzoppandolo perche’ non si aveva accesso all’accelerazione grafica) perche’ cera comunque la possibilita’ di compromettere il sistema.
    Quindi vedi che ho ragione. Nessun sistema e’ inviolabile.

  • # 8
    Phaser
     scrive: 

    @Stefano
    UltraViolet sembra una buona soluzione….

  • # 9
    elevul
     scrive: 

    “(alcune software house hanno dichiarato di volersi spostare sulle console se la situazione non cambia)”

    Se l’alternativa è avere il TCPA su PC possono pure andarsene su console e non tornare mai più. :)

  • # 10
    The Solutor
     scrive: 

    Ben vengano i DRM forti, ma solo se non limitano la libertà dell’utente.

    E’ un po’ come dire ben venga un mitra nel cruscotto di ogni auto, ma solo se lo si usa x legittima difesa.

    Se il mitra ce l’hai a portata di mano, prima o poi lo usi.

    Le cose pericolose (e il DRM lo è nella maniera più assoluta) è bene non tenerle in circolazione affatto.

  • # 11
    homero
     scrive: 

    non ho parole per descrivere la confusione di quest’articolo…
    il drm è un sistema che non c’entra nulla con la ps3 e con i sistemi di crittazione capcom..
    la realtà che emerge è quella che l’industria se vuole puo’ proteggere i suoi contenuti con o senza il drm…
    il drm è soltanto l’ennesimo sistema invasivo che è come trigger nelle mani delle aziende da far scattare per spillare piu’ soldi dagli utenti..
    come scritto in precedenza e che sembra non voler entrare nella testa dell’autore…non è essere contro o no alla protezione dei diritti d’autore….il problema è semplicemente quello di avere una uniformità di gestione dei prodotti…
    ossia non si puo’ rendere copiabile un prodotto quando fa comodo per incrementare le vendite o a scopo pubblicitario….e mettere il catenaccio quando si è creato un bacino di utenti…che ora devono essere costretti a pagare…
    la concorrenza sleale sta proprio in questo ed il drm è essenzialmente questo…un trigger nelle mani delle aziende chepossono far scattare all’occorrenza…
    allora l’azienda che utilizza il drm deve perdere automaticamente i diritti sulle eventuali copie hackerate…
    ossia se malauguratamente qualche hacker è tanto bravo da violare un software o un contenuto coperto da copyright protetto da drm o altra protezione automaticamente l’azienda perdere i diritti su quella copia pirata….
    ossia diventa legale possedere la copia hackerata…in quanto è l’azienda che non si è saputa tutelare dalla violazione..
    in questo caso sarei d’accordo all’utilizzo di qualunque sistema di protezione.

  • # 12
    j
     scrive: 

    elevul

    Se l’alternativa è avere il TCPA su PC possono pure andarsene su console e non tornare mai più. :)

    quindi tu sacrificheresti il gaming su PC con tutto quello che comporta, solo per evitare che una tecnologia, demonizzata dalla disinformazione e da una malintesa concezione di “libertà”, “inquini” la piattaforma pc su cui peraltro è già presente (tanto che dovreste farvene una ragione) perchè applicazioni al di fuori del DRM (nell’ altro thread accennavo alle transazioni sicure) hanno l’ attestazione come requisito di base ?

    The Solutor

    Ben vengano i DRM forti, ma solo se non limitano la libertà dell’utente.

    in concreto, cosa dovrebbe essere impedito e cosa permesso, quindi? come dovrebbero funzionare di preciso?
    ora, che genere di DRM sarebbe accettabile per chi denigra i DRM attuali e il TCPA, e al tempo stesso darebbe a me produttore la certezza che il materiale sia eseguito /riprodotto su un solo sistema alla volta ?

    aspetto questo non negoziabile, e intrinseco all’ acquisto di una sola copia – altrimenti mi pare normale che tu debbia acquistare due licenze/copie separate
    d’ altra parte è da notare che l’ esistenza contemporanea di due o più copie entrambe funzionali non mi darebbe la certezza che quelle copie siano tenute in possesso dell’ originale acquirente / licenziatario, senza essere distribuite a terzi…

    homero

    ossia non si puo’ rendere copiabile un prodotto quando fa comodo per incrementare le vendite o a scopo pubblicitario…

    che la pirateria sia voluta da parte proprio dei produttori di conetenuti, sw e magari di console ( che tipicamente quantomeno nel periodo iniziale della vita della stessa la vendono sottocosto per rifarsi con le royalties sui giochi) è un preconcetto notoriamente e palesemente errato

    se malauguratamente qualche hacker è tanto bravo da violare un software o un contenuto coperto da copyright protetto da drm o altra protezione automaticamente l’azienda perdere i diritti su quella copia pirata….
    ossia diventa legale possedere la copia hackerata…in quanto è l’azienda che non si è saputa tutelare dalla violazione

    scherzi?
    se un ladro penetrasse in casa tua scassinando la serratura, penseresti che abbia il diritto di prendere quel che vuole siccome è stato “tanto bravo da violare la protezione”?

    o piuttosto, il fatto che la serratura e la porta blindata siano state insufficienti a fermarlo, non inficia il tuo diritto di tutelarti come puoi preventivamente contro chi può arrecarti un danno, e di denunciarlo alle autorità una volta questo si verifichi?

    fatte le proporzioni sul tipo e sull’ entità del singolo danno (che per i contenuti protetti va moltiplicato per le migliaia o milioni di copie abusive) il principio è esattamente lo stesso

  • # 13
    goldorak
     scrive: 

    j ha scritto : “che la pirateria sia voluta da parte proprio dei produttori di conetenuti, sw e magari di console ( che tipicamente quantomeno nel periodo iniziale della vita della stessa la vendono sottocosto per rifarsi con le royalties sui giochi) è un preconcetto notoriamente e palesemente errato”

    Sbagliato.

    Tie leggi e apri gli occhi :

    “if they’re going to pirate somebody, we want it to be us rather than somebody else.”

    Frase detta da Microsoft Business Group President Jeff Raikes.

  • # 14
    asd
     scrive: 

    C’è DRM e DRM.
    Da una parte quelli “light” tramite client alla Steam e al futuro Battlenet (mica tanto futuro dato che manca una settimana). Dall’altra le porcherie come Starforce, Securom e il DRM di Ubisoft.
    Ora, e le cifre lo dimostrano, i DRM light sono destinati al successo, benchè piratabili, semplicemente perchè offrono all’acquirente pagante qualcosa di più su ogni fronte rispetto a quanto può avere il pirata.

    I DRM pesanti non offrono nulla di più rispetto all’edizione pirata, ma contengono tutta una serie di pocherie che pongono l’acquirente pagante in una condizione addirittura peggiore del pirata. Se avessero aiutato le vendite ce ne saremmo accorti, eppure Ubisoft non può che confermare l’epic fail di vendite su pc, e il fatto che i giochi sono comunque tutti stati piratati, chi a distanza di un mese, chi a distanza di 48 ore.
    Le aziende che non abbandoneranno questi metodi sono destinate ad estinguersi o mollare il mercato pc, con buona pace di tutti. Selezione naturale.

  • # 15
    j
     scrive: 

    sapevo che mi avresti replicato così :-D

    Tie

    tiè lo scrivi a qualcun altro, per cominciare

    leggi e apri gli occhi :

    “if they’re going to pirate somebody, we want it to be us rather than somebody else.”
    ennesima citazione della frase più strumentalizzata della storia, che tradotta diventa “se proprio devono piratare [il sw di] qualcuno, preferiamo che sia il nostro piuttosto che [quello di] qualcun altro”
    ora,
    posto che si parlava del mercato cinese, in cui il tasso di pirateria era endemico,
    e dando per assunto che se ad essere piratato è l’ OS di qualcun altro è qualcun altro a subire il danno della pirateria, ma è anche sul sistema di qualcun altro che si costruisce l’ ecosistema sw costituito da sistema E applicazioni (aspetto non da poco, visto che si trattava di un’ indagine sulla pirateria aziendale, uffici e amministrazioni, non solo domestica)
    e che MS avrebbe avuto abbastanza risorse per assorbire con gli introiti di altri settori o mercati il danno derivante da una certa percentuale di copie cinesi piratate fintanto che non si fosse trovato il modo di costringere i cinesi a regolarizzarsi (al che i milioni di copie pirata sarebbero diventate tutte licenze pagate)
    qualunque manager a cui fosse prospettata la situazione del proprio sw prenderebbe atto in quel modo
    ma è una cosa completamente opposta rispetto ad avvallare la pirateria e il danno da essa procato, o addirittura all’ ipotesi che sia stata MS stessa a incoraggiarla o provocarla (che sarebbe completamente privo di logica, perchè vorrebbe dire autoinfliggersi dei danni economici che a priori non si sa se e quando saranno recuperabili)

    soprattutto, il fatto che MS avesse le risorse per sostenere un certo tasso di pirateria – e che quindi un manager MS abbia potuto fare un discorso del genere, vale solo per microsoft, non si può estendere automaticamente al resto del mercato IT e alla generica società produttrice di SW (per la quale anche ridotte percentuali la pirateria possono arrecare danni non sostenibili)

    Frase detta da Microsoft Business Group President Jeff Raikes.

    può averla detta anche gates in persona, non toglie che il senso per cui è stata quotata sia diverso da quello che le si attribuisce leggendola parola per parola e applicando un minimo di buon senso

    forse avresti dovuto tu leggere e aprire gli occhi …

  • # 16
    goldorak
     scrive: 

    @ j : la frase sara’ ad effetto e magari anche fuori contesto, ma illustra in pieno la mentalita’ di queste aziende.
    Che quando fa bene a loro “promuovono” eccome la pirateria a danno di soluzioni alternative, e quando invece fa male se ne escono con “il mondo ruba il nostro lavoro, il cielo sta cadendo, mettiamo su uno stato fascista-corportativo, l’unico modo in grado di tutelarci da questo manipolo di terroristi della nuova era dell’informazione”.

    Dimmi una cosa, perche’ credi che le grosse aziende come Sony etc… che hanno un piede nell’industria cinematografica ed una in quella della consumer electronics quando fanno un nuovo formato lo fanno in modo che sia compatibile con il pc (covo di tutti i pirati) ? Che bisogno cera di rendere i Blu-Ray leggibili su un pc ?
    Che bisogno ce’ di vendere masterizzatori Blu-Ray e dischi Blu-ray mastrizzabili? E non dirmi per il backup perche’ le aziende usano soluzioni a nastro essendo piu’ affidabili ed avendo una capienza di gran lunga superiore a queste soluzioni a dischi.
    Sei tu che hai le fette di salame sugli occhi. Guardati in giro e vedrai quanto sono ipocrite queste aziende. Che da un lato favoriscono la pirateria e dall’altra invece cercano di debellarla.

  • # 17
    j
     scrive: 

    I DRM pesanti non offrono nulla di più rispetto all’edizione pirata, ma contengono tutta una serie di pocherie che pongono l’acquirente pagante in una condizione addirittura peggiore del pirata.

    vedi, purtroppo c’è un problema
    io produttore potrei anche vendere contenuti “in chiaro” senza restrizioni, ma ho bisogno della garanzia che tu utente non approfitterai di ciò per fare copie da distribuire in giro

    con i CD questa garanzia, come menzionato da Cesare nell’ articolo, me la dava il fatto che dei supporti e dei sistemi tali da potervi riversare la mole di dati che un CD conteneva, non ci fossero, o non fossero economicamente convenienti o proprio accessibili – in pratica era lo stesso scenario tecnologico contemporaneo a darmela

    ma nello scenario tecnologico attuale in cui qualunque cosa sia in chiaro sarebbe duplicabile o riversabile, quella garanzia non me la dà nessuno (più o meno come nessuno mi dà la garanzia che se lascio aperta la porta di casa nessuno prima o poi entri a rubarmi l’ argenteria), se non appunto le protezioni – protezioni che sì, partono dal presupposto che l’ utente sia un potenziale trasgressore – per certi versi peggiore del trasgressore, perchè di quest’ ultimo è certo che si tratti di un trasgressore e si è legittimati a perseguirlo, un utente normale può trasgredire come no, ma resta l’ indeterminazione

    ora, è interessante notare che un modo per renderebbe l’ acquirente degno di fiducia ci sarebbe: eliminare almeno in parte quest’ anonimato, e far sì che il materiale acquistato diventi almeno in parte nominativo, questo renderebbe l’ acquirente responsabile di ciò che ad esso accade – ed essere considerato un trasgressore solo nel momento in cui effettivamente ne faccia copie abusive e queste copie, tutte contrassegnate dalla sua (o da quella del suo pc, ecc) signature, vengano abusivamente impiegate nello stesso momento (cosa che farebbe cadere la buona fede)

    ma per attuare ciò servono firme digitali e tecnologie DRM impopolari, quindi sarebbe un buco nell’ acqua

  • # 18
    avve
     scrive: 

    Ma che razza di articolo è questo?
    Una dissertazione sui DRM mutilata dalle constatazioni degli abusi effettuati in nome del diritto d’autore da parte delle case di produzione:
    dal rootkit di sony installato autonomamente e senza preavviso, e quasi impossibile da rimuovere, allo starforce che nei casi peggiori danneggiava fisicamente il lettore ottico, a tutti gli altri casi non così estremi ma che comunque interferivano col normale funzionamento del computer, rilevando software di masterizzazione e modificandone in senso restrittivo i permessi.

    dire “ah che bello i drm forti sono belli perché permettono alle aziende di tornare nei loro investimenti” è una boiata, perché non prende per le corna il problema, che è la dicotomia tra utilizzo corretto del media da parte dell’acquirente e diritto alla protezione da parte del distributore. Una coperta troppo corta che tante volte grazie al potere contrattuale dei distributori è stata strappata di mano dai clienti.

    Dobbiamo arrivare quindi ad una conclusione, parziale ma comune: è praticamente impossibile proteggere un media garantendo un uso corretto del drm. A mio avviso l’unico modo per venirne a capo è accettare un’incidenza fisiologica e inevitabile della pirateria, far sì che non sia tale da danneggiare il mercato, ed evitare attraverso una legislazione severa che garantisca la prospettiva di dover risarcire lautamente i clienti in caso di danni, l’abuso dei drm da parte delle case.

    L’altra alternativa è spostare tutti i giochi su piattaforme all’uopo (console). D’altra parte il personal computer ha raggiunto una potenza computazionale tale che oggigiorno oltre ai giochi serve soltanto in settori di nicchia. Non mi stupirebbe se l’evoluzione dell’hardware spingesse in futuro soltanto sulle piattaforme di gioco, oltre che su sistemi specialistici, costosi e dedicati quindi ad una nicchia di professionisti. Internet, la libertà di espressione, e quelle cose lì sarebbero salve, e l’intrattenimento passerebbe invece attraverso infrastrutture controllabili.

  • # 19
    Massimo
     scrive: 

    La cosa che a me personalmente preoccupa di tutto quanto sopra è che “la possibilità di installare linux è stata rimossa dalla PS3″. Questo (presumo) perché avere un SO free con applicazioni a piacere (quindi disassemblatori, compilatori, analizzatori, programmi di cracking, caXXi e mazzi) che girava sull’hardware PS3 poteva essere usato per violare il TC della PS3 stessa…

    Il punto quindi è: ma l’open source e i DRM forti sono compatibili?
    Perché i DRM forti sono forti sì, ma a patto di essere implementati bene (c’è l’esempio nell’articolo…) quindi se nemmeno una grossa casa come la Sony si fida di tenere attivo un potenziale ambiente di cracking sui suoi hardware, figuriamoci chi grosso e in gamba non lo è per niente.

    Non vorrei che questo sia un nuovo ostacolo alla diffusione di Linux.

  • # 20
    magilvia
     scrive: 

    [quote=j]…quindi tu sacrificheresti il gaming su PC con tutto quello che comporta, solo per evitare che una tecnologia, demonizzata dalla disinformazione e da una malintesa concezione di “libertà”…[/quote]
    Intervengo solo per correggere l’ignoranza colpevole, dimostrata sul TCPA. Si, io sacrificherei molto volentieri il gaming su PC se è per evitare il TCPA. Hai presente ciò che è successo sul kindle, ovvero un caso in cui gli utenti si sono visti cancellare un libro regolarmente acquistato e pagato dal negozio di Amazon perchè Amazon stessa non aveva diritto di venderlo ? Che colpa ne avevano gli utenti che se lo sono visti sparire ? Ecco il TCPA permette esattamente questo, la cancellazione e il controllo remoto del PC E DEL SUO CONTENUTO. Ma in nome di che cosa vogliamo permettere questo? Ma per favore…

  • # 21
    goldorak
     scrive: 

    @ magilvia : perfettamente d’accordo. Tu hai citato l’esempio del Kindle, ma di esempi del genere ce ne sono molti altri sopratutti legati a server di autenticazioni musicalei che sono stati chiusi perche’ non piu’ economicamente sostenibili e chi la prende nel ciapet e’ l’utente finale che compra contenuti che devono essere autorizzati da remoto. O quelli che comprano videogames o software che ha un numero fissato di attivazioni. Se vai oltre sei fregato.

    Dire che il TCPA non dara’ problemi e’ come dare il bottone dell’apocalisse nucleare ad un bambino di 6 anni e poi dirgli “mi raccomando non premere il bottone perche’ creeresti qualche piccolo disagio”.

    E poi basta con queste storie che l’industria dei videogames sta morendo su pc. E una balla, l’industria non si limita a Ubisoft, EA, Blizzard, Activision etc… Si compone di giganti e di tanti sviluppatori indipendenti che VOLONTARIAMENTE vendono i loro giochi su pc (oltre che su mac, linux, console etc…). Quindi un mercato ce’, e non e’ tutto composto da piratoni. Se i giganti vogliono fare le valigie e prendere posto sotto le console ma che si accomodino. Chi vuoi che li trattenga sul pc se non ci vogliono stare ?
    Ma anche se facessero fagotto, avremmo ancora tantissima scelta.

    Il pc e’ una piattaforma collaborativa. Puoi fare modding su ipad ? No. Puoi sviluppare un gioco nuovo e condividerlo con gli altri e farlo crescere poco a poco. Con l’ipad no. Puoi creare musica e metterla online con licenza CC e lasciare che i tuoi ascoltatori rimixino le tue canzoni. Su l’ipad no.
    Chi intende il copyright come diritto totale e non vuole che l’utente abbia diritti (neanche quelli garantiti dalla legislazione vigente) ma che pubblichino i loro contenuti su ipad e strumenti simili. Dove l’utente finale e’ solo consumatore passivo e non ha gli strumenti per essere creatore di contenuti.
    Ma chi vuole partecipare alla creazione e l’evoluzione dei contenuti ha e avra’ il pc. La cultura libera, l’open source e tutti questi movimenti di crescita collaborativa nascono e vanno avanti su pc.
    Un motivo ce’. Che non viene meno se le aziende commerciali abbandano la piattaforma a favore di ecosistemi chiusi.

  • # 22
    paparappapà
     scrive: 

    @goldorak
    il prossimo articolo parlerà del diritto di un utente di possedere un compilatore e della nascita del registro nazionale dei possessori di compilatori. ahahha

    avete già stabilito il costo per l’abbonamento alla versione ipad di appunti digitali ?

  • # 23
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @goldorak:

    @ Cesare dio Mauro : ti faccio l’esempio dei Blu-Ray che hanno una difesa multi-strato e molto piu’ eleborata di quella del CSS. Ebbene anche questo sistema e’ stato craccato, basta andare su internet e trovi tutti i film HD-dvd o Blu-ray gia’ rippati e in molti caso re-encodati per essere fruibili su dvd single o dual layer.
    Ora dimmi tu, valeva la pena che la MPAA e tutto il resto dell’industria sviluppasse questo schema insieme al HDCP o altre diavolerie per impedire la copia digitale “illegale” creando non pochi disagi all’utenza finale che deve vedersela con aggiornamenti firmware sui lettori da tavolo (stiamo parlando di elettronica di consumo come sarebbe un banale videoregistratore), deve vedersela con connessioni HDCP che creano casini tra tv e lettori etc.. Deve vedersela con l’impossibilita’ di usufruire di un blu-ray se non preghi i santi affinche’ tutta la tua catena audio video sia protected ?
    E tutto questo PERCHE’ ?

    L’hai detto già tu: perché non è tutto protetto. Quando lo sarà, non avrai alcun problema. Sono i sistemi ibridi a dare grattacapi.

    Tu sai come la penso sui DRM, e il caso della musica DIMOSTRA che si puo’ vendere un contenuto digitale sprovvisto di DRM.
    Se un pachiderma con l’industria musicale e’ stata in grado di accettare questo stato di cose, perche’ non e’ possibile per l’industria dei film o dei videogames ?

    Perché sono due mercati diversi?

    Perché i film devi copiarteli per forza, anche se li vedi una sola volta se va bene (la musica, invece, la si riascolta più volentieri)?

    Perché coi videogiochi abbiamo già avuto prova che senza protezione c’è il copia-copia generale?

    Citi il caso della Ps 3. La Ps 3 e’ un sistema closed, e anche cosi’ la Sony e’ dovuta correre al riparo togliendo la possibilita’ di installare linux (anche azzoppandolo perche’ non si aveva accesso all’accelerazione grafica) perche’ cera comunque la possibilita’ di compromettere il sistema.
    Quindi vedi che ho ragione. Nessun sistema e’ inviolabile.

    Ma io non ho mai detto questo. Anzi, l’ho pure scritto nell’articolo, se l’hai letto. ;)

    Finché il codice sarà in chiaro, c’è sempre una porta aperta. Quando non ci sarà neppure quella, ti servirà il microscopio elettronico per andare a vedere come funziona una piattaforma; roba alla portata di tutti, insomma…

    @elevul:

    Se l’alternativa è avere il TCPA su PC possono pure andarsene su console e non tornare mai più. :)

    Sappiamo bene perché a te non va. L’hai scritto a chiare lettere… :-/

    @The Solutor:

    Ben vengano i DRM forti, ma solo se non limitano la libertà dell’utente.

    E’ un po’ come dire ben venga un mitra nel cruscotto di ogni auto, ma solo se lo si usa x legittima difesa.

    Se il mitra ce l’hai a portata di mano, prima o poi lo usi.

    Invece se hai a portata di mano una banconota da 50€ passi il tempo a contemplarla, immagino…

    Le cose pericolose (e il DRM lo è nella maniera più assoluta) è bene non tenerle in circolazione affatto.

    Che un DRM sia pericoloso è una tua assunzione.

    @homero:

    non ho parole per descrivere la confusione di quest’articolo…
    il drm è un sistema che non c’entra nulla con la ps3 e con i sistemi di crittazione capcom..

    Visto che non hai parole, ci penso io allora. Ecco qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_Rights_Management

    “Con Digital Rights Management (DRM), il cui significato letterale è “gestione dei diritti digitali”, si intendono i sistemi tecnologici mediante i quali i titolari di diritto d’autore (e dei cosiddetti diritti connessi) possono esercitare ed amministrare tali diritti nell’ambiente digitale, grazie alla possibilità di rendere protette, identificabili e tracciabili le opere di cui sono autori.”

    Adesso trova qualche parola per dirmi perché questo non si applica ai casi che hai citato…

    il drm è soltanto l’ennesimo sistema invasivo che è come trigger nelle mani delle aziende da far scattare per spillare piu’ soldi dagli utenti..

    Il fatto che un DRM sia “invasivo” a prescindere è del tutto privo di fondamento.

    come scritto in precedenza e che sembra non voler entrare nella testa dell’autore…non è essere contro o no alla protezione dei diritti d’autore….il problema è semplicemente quello di avere una uniformità di gestione dei prodotti…
    ossia non si puo’ rendere copiabile un prodotto quando fa comodo per incrementare le vendite o a scopo pubblicitario….e mettere il catenaccio quando si è creato un bacino di utenti…che ora devono essere costretti a pagare…

    Veramente a questo t’ho già ampiamente risposto. Ti ho chiesto di portare le prove di questa tua “tesi”, ma non ne hai mai fornite.

    Il fatto di ripetere come un disco rotto le stesse fantasie, non le rende certo vere.

    la concorrenza sleale sta proprio in questo ed il drm è essenzialmente questo…un trigger nelle mani delle aziende chepossono far scattare all’occorrenza…
    allora l’azienda che utilizza il drm deve perdere automaticamente i diritti sulle eventuali copie hackerate…
    ossia se malauguratamente qualche hacker è tanto bravo da violare un software o un contenuto coperto da copyright protetto da drm o altra protezione automaticamente l’azienda perdere i diritti su quella copia pirata….
    ossia diventa legale possedere la copia hackerata…in quanto è l’azienda che non si è saputa tutelare dalla violazione..
    in questo caso sarei d’accordo all’utilizzo di qualunque sistema di protezione.

    Che ci vuole: basta depenalizzare il furto, e siamo a posto, no?

    @asd:

    C’è DRM e DRM.
    Da una parte quelli “light” tramite client alla Steam e al futuro Battlenet (mica tanto futuro dato che manca una settimana). Dall’altra le porcherie come Starforce, Securom e il DRM di Ubisoft.
    Ora, e le cifre lo dimostrano, i DRM light sono destinati al successo, benchè piratabili, semplicemente perchè offrono all’acquirente pagante qualcosa di più su ogni fronte rispetto a quanto può avere il pirata.

    I DRM pesanti non offrono nulla di più rispetto all’edizione pirata, ma contengono tutta una serie di pocherie che pongono l’acquirente pagante in una condizione addirittura peggiore del pirata.

    DRM forte non implica necessariamente sistema invasivo né “porcata”.

    Se avessero aiutato le vendite ce ne saremmo accorti, eppure Ubisoft non può che confermare l’epic fail di vendite su pc, e il fatto che i giochi sono comunque tutti stati piratati, chi a distanza di un mese, chi a distanza di 48 ore.
    Le aziende che non abbandoneranno questi metodi sono destinate ad estinguersi o mollare il mercato pc, con buona pace di tutti. Selezione naturale.

    E allora lasciamole estinguere, no? Vogliamo almeno lasciare loro la possibilità di decidere di che morte morire? ;)

    @goldorak:

    la frase sara’ ad effetto e magari anche fuori contesto, ma illustra in pieno la mentalita’ di queste aziende.
    Che quando fa bene a loro “promuovono” eccome la pirateria a danno di soluzioni alternative, e quando invece fa male se ne escono con “il mondo ruba il nostro lavoro, il cielo sta cadendo, mettiamo su uno stato fascista-corportativo, l’unico modo in grado di tutelarci da questo manipolo di terroristi della nuova era dell’informazione”.

    Palesemente falso, come l’interpretazione che hai voluto dare a quella frase (a meno che non conosciamo due lingue diverse, ovviamente, e allora si spiegherebbe).

    Dimmi una cosa, perche’ credi che le grosse aziende come Sony etc… che hanno un piede nell’industria cinematografica ed una in quella della consumer electronics quando fanno un nuovo formato lo fanno in modo che sia compatibile con il pc (covo di tutti i pirati) ?

    Una domanda del genere un tecnico non dovrebbe nemmeno farla.

    Sai che al PC posso collegare persino il Wiimote? Forse perché Nintendo, quando ha progettato il Wii, pensava di rendere fruibile anche al PC?

    Che bisogno cera di rendere i Blu-Ray leggibili su un pc ?

    Perché il PC è diventato da tempo uno strumento per la fruizione di contenuti multimediali? E, quindi, c’è mercato?

    Che bisogno ce’ di vendere masterizzatori Blu-Ray e dischi Blu-ray mastrizzabili?

    Come sopra. Perché c’è mercato?

    E non dirmi per il backup perche’ le aziende usano soluzioni a nastro essendo piu’ affidabili ed avendo una capienza di gran lunga superiore a queste soluzioni a dischi.

    Ma non sono pratici come i dischi. Le aziende non si affidano tutte ai nastri…

    Sei tu che hai le fette di salame sugli occhi. Guardati in giro e vedrai quanto sono ipocrite queste aziende. Che da un lato favoriscono la pirateria e dall’altra invece cercano di debellarla.

    Idem come sopra: siamo arrivati all’ufficializzazione della menzogna… -_-

    @avve:

    Ma che razza di articolo è questo?
    Una dissertazione sui DRM mutilata dalle constatazioni degli abusi effettuati in nome del diritto d’autore da parte delle case di produzione:
    dal rootkit di sony installato autonomamente e senza preavviso, e quasi impossibile da rimuovere, allo starforce che nei casi peggiori danneggiava fisicamente il lettore ottico, a tutti gli altri casi non così estremi ma che comunque interferivano col normale funzionamento del computer, rilevando software di masterizzazione e modificandone in senso restrittivo i permessi.

    Cosa non ti è chiaro di questo: “Chi ha seguito la lunga carrellata di articoli dedicati a DRM e TCPA, che hanno generato lunghi e interessanti dibattiti”?

    Per ricopiare quanto già detto, le porcate che hai citato sono frutto dell’assenza di sistemi di protezione efficaci.

    dire “ah che bello i drm forti sono belli perché permettono alle aziende di tornare nei loro investimenti” è una boiata, perché non prende per le corna il problema, che è la dicotomia tra utilizzo corretto del media da parte dell’acquirente e diritto alla protezione da parte del distributore. Una coperta troppo corta che tante volte grazie al potere contrattuale dei distributori è stata strappata di mano dai clienti.

    Il problema non sono i consumatori, ma chi non paga. I produttori, infatti, si devono proteggere dagli scrocconi.

    Dobbiamo arrivare quindi ad una conclusione, parziale ma comune: è praticamente impossibile proteggere un media garantendo un uso corretto del drm. A mio avviso l’unico modo per venirne a capo è accettare un’incidenza fisiologica e inevitabile della pirateria, far sì che non sia tale da danneggiare il mercato, ed evitare attraverso una legislazione severa che garantisca la prospettiva di dover risarcire lautamente i clienti in caso di danni, l’abuso dei drm da parte delle case.

    L’uso corretto è quello che ho esposto nell’articolo. Ed è fattibile.

    L’altra alternativa è spostare tutti i giochi su piattaforme all’uopo (console). D’altra parte il personal computer ha raggiunto una potenza computazionale tale che oggigiorno oltre ai giochi serve soltanto in settori di nicchia. Non mi stupirebbe se l’evoluzione dell’hardware spingesse in futuro soltanto sulle piattaforme di gioco, oltre che su sistemi specialistici, costosi e dedicati quindi ad una nicchia di professionisti. Internet, la libertà di espressione, e quelle cose lì sarebbero salve, e l’intrattenimento passerebbe invece attraverso infrastrutture controllabili.

    Visto che il modello funziona nelle console, basta esportarlo sui PC, e il gioco è fatto.

    Non vedo perché non si dovrebbe copiare una soluzione valida e già rodata.

    @Massimo:

    La cosa che a me personalmente preoccupa di tutto quanto sopra è che “la possibilità di installare linux è stata rimossa dalla PS3″. Questo (presumo) perché avere un SO free con applicazioni a piacere (quindi disassemblatori, compilatori, analizzatori, programmi di cracking, caXXi e mazzi) che girava sull’hardware PS3 poteva essere usato per violare il TC della PS3 stessa…

    Non era Linux il problema (sulla PS3 si potevano installare anche altri s.o.), quanto lasciare una porta aperta per arrivare poi a crackare la console. La Sony s’è voluta tutelare eliminando anche questa possibilità

    Il punto quindi è: ma l’open source e i DRM forti sono compatibili?
    Perché i DRM forti sono forti sì, ma a patto di essere implementati bene (c’è l’esempio nell’articolo…) quindi se nemmeno una grossa casa come la Sony si fida di tenere attivo un potenziale ambiente di cracking sui suoi hardware, figuriamoci chi grosso e in gamba non lo è per niente.

    Non vorrei che questo sia un nuovo ostacolo alla diffusione di Linux.

    La risposta alla tua domanda te la faccio dare da un certo Linus Torvalds, noto impiegato di una multinazionale avversa all’open source e a Linux in particolare:

    http://www.linuxtoday.com/developer/2003042401126OSKNLL
    http://www.theregister.co.uk/2003/04/29/linus_torvalds_blesses_drm/
    http://www.freemodding.it/forum/topic/1371/torvalds-drm-come-strumento-di-sicurezza.html
    http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?id=2856

    Da notare il suo parere anche riguardo alla sicurezza dei DRM. :D

    @magilvia:

    Intervengo solo per correggere l’ignoranza colpevole, dimostrata sul TCPA. Si, io sacrificherei molto volentieri il gaming su PC se è per evitare il TCPA. Hai presente ciò che è successo sul kindle, ovvero un caso in cui gli utenti si sono visti cancellare un libro regolarmente acquistato e pagato dal negozio di Amazon perchè Amazon stessa non aveva diritto di venderlo ? Che colpa ne avevano gli utenti che se lo sono visti sparire ?

    E cosa avrebbe dovuto fare? Permettere a quei lettori di usufruire di un prodotto di cui NON avevano titolo a goderne?

    Hai presente il significato di “incauto acquisto”? Ecco, tu lo stai avallando in questo modo…

    Ecco il TCPA permette esattamente questo, la cancellazione e il controllo remoto del PC E DEL SUO CONTENUTO. Ma in nome di che cosa vogliamo permettere questo? Ma per favore…

    In nome della legge? Perché questo stai chiedendo tu: di cancellare la legge, e permettere il perpetrarsi di un crimine.

    Detto ciò, se il TC viene utilizzato rispettando la legge, e i contratti che sono stati stipulati (da chi ha acquistato il Kindle, ad esempio), non vedo quale sia il problema.

    E in caso di violazione, si può sempre fare causa (vedi class action nei confronti di Sony).

    Dov’è il problema?

    @goldorak:

    @ magilvia : perfettamente d’accordo. Tu hai citato l’esempio del Kindle, ma di esempi del genere ce ne sono molti altri sopratutti legati a server di autenticazioni musicalei che sono stati chiusi perche’ non piu’ economicamente sostenibili e chi la prende nel ciapet e’ l’utente finale che compra contenuti che devono essere autorizzati da remoto. O quelli che comprano videogames o software che ha un numero fissato di attivazioni. Se vai oltre sei fregato.

    Quelli che rilasciano il gioco senza protezione dopo aver spento i server, non li citi però. Questi non esistono… -_-

    E poi basta con queste storie che l’industria dei videogames sta morendo su pc. E una balla, l’industria non si limita a Ubisoft, EA, Blizzard, Activision etc… Si compone di giganti e di tanti sviluppatori indipendenti che VOLONTARIAMENTE vendono i loro giochi su pc (oltre che su mac, linux, console etc…).

    E che spesso falliscono, se non hanno un grosso publisher alle spalle.

    Anzi, di dirò di più: anche i piccoli studi di sviluppo falliscono, pur avendo un gigante alle spalle. Perché… non vendono.

    Quindi un mercato ce’, e non e’ tutto composto da piratoni.

    Ma se troviamo il modo di eliminarli? A te fa piacere, o preferisci che ci sia sempre il sottobosco dei mangia pane a tradimento?

    Se i giganti vogliono fare le valigie e prendere posto sotto le console ma che si accomodino. Chi vuoi che li trattenga sul pc se non ci vogliono stare ?
    Ma anche se facessero fagotto, avremmo ancora tantissima scelta.

    L’avresti lo stesso anche in una piattaforma coi DRM forti.

    Chi li vuole utilizzare li utilizza, chi vuole farne a meno ne faccia a meno.

    Anzi, c’è più scelta così.

    Il pc e’ una piattaforma collaborativa. Puoi fare modding su ipad ? No. Puoi sviluppare un gioco nuovo e condividerlo con gli altri e farlo crescere poco a poco. Con l’ipad no. Puoi creare musica e metterla online con licenza CC e lasciare che i tuoi ascoltatori rimixino le tue canzoni. Su l’ipad no.
    Chi intende il copyright come diritto totale e non vuole che l’utente abbia diritti (neanche quelli garantiti dalla legislazione vigente) ma che pubblichino i loro contenuti su ipad e strumenti simili. Dove l’utente finale e’ solo consumatore passivo e non ha gli strumenti per essere creatore di contenuti.
    Ma chi vuole partecipare alla creazione e l’evoluzione dei contenuti ha e avra’ il pc. La cultura libera, l’open source e tutti questi movimenti di crescita collaborativa nascono e vanno avanti su pc.
    Un motivo ce’. Che non viene meno se le aziende commerciali abbandano la piattaforma a favore di ecosistemi chiusi.

    Peccato che un PC coi DRM forti e/o TC non impedirà a nessuno di continuare a sviluppare software o creare contenuti multimediali gratuiti.

    L’implicazione DRM/TC -> fine dell’open source è semplicemente falsa. E’ un assunto di chi vede in tutto ciò il classico complotto delle lobby contro la libertà.

    Chiedete a Torvalds, noto paladino del closed source, cosa ne pensa di DRM e TPM.

    O è pazzo a fare certe affermazioni, o le tesi liberticide che portate avanti sono del tutto prive di fondamento.

    E chi conosce certi argomenti lo sa benissimo. Ma è troppo comodo fare lo gnorri infilando la testa nella sabbia, per una questione puramente ideologica…

    @paparappapà:

    il prossimo articolo parlerà del diritto di un utente di possedere un compilatore e della nascita del registro nazionale dei possessori di compilatori. ahahha

    avete già stabilito il costo per l’abbonamento alla versione ipad di appunti digitali ?

    Si vede che hai parecchi argomenti per controbattere alle tesi dell’articolo.

    Il tuo commento infamante non merita nessuna parola di più.

  • # 24
    Antonio
     scrive: 

    DRM forti? Efficacissimi! Si, a dissuadere l’utente dal comprare contenuti e persino hardware. E l’utente senza hardware non comprerà comunque MAI contenuti originali,neppure a basso costo ed in offerta. Continuino così, che si stanno scavando la fossa. Per me la soluzione ottimale è NON COMPRARE. Facendo fallire nel loro moralismo e perbenismo da quattro soldi quella gentaglia che crede di vendere il Santo Graal. Vediamo a cosa si attaccano (e CHI attaccano) se riescono a debellare la pirateria e anche senza i malvagi e crudeli piratozzi che sono la causa di ogni male nel mondo non vendono comunque tanto da permettersi l’ennesima Porsche+villa. Per me possono fallire tranquillamente.

  • # 25
    Valentino
     scrive: 

    Bè il TC su PC è sicuramente qualcosa di difficile attuazione. Non ho ben capito in cosa consiste un software trusted oltre al fatto che dovrebbe essere criptato con firma la firma deve essere controllata probabilmente da tutti i componenti hw.
    Su console è possibile applicarlo perché le piattaforme prevedono un integrazione verticale tra hw e sw e la limitata quantità di applicazioni da certificare. Quindi il produttore della console e relativo ecosistema ha il controllo su tutta la filiera.
    Su pc è già più difficile identificare un organizzazione che possa fare questo lavoro c’è il TCG ma è un emanazione delle aziende che ne fanno parte e chi ne rimane fuori rischia di essere escluso/svantaggiato/vessato da pratiche anticoncorenziali.
    Per non parlare della quantità di software (con i relativi aggiornamenti) da certificare/autorizzare/criptare o qualsiasi cosa debba fare il TCG prima di rilasciare il sw; che se su console, si aggira su qualche migliaio di software l’anno su pc si parla di svariati ordini di grandezza in più.
    Per non parlare delle difficoltà di una TC-Tax problematica per i team che si presentano sul mercato. Per non parlare del rischio di ritardi burocratici nell’approvazione di sw o gli degli aggiornamenti.
    Ovviamente si può anche considerare il problema geopolitico della cosa: il TCG, che deve firmare/autorizzare/criptare tutto il sw, è formato da aziende americane e la cosa potrebbe non essere ben vista negli stati dove hanno smesso di usare windows perché di un azienda americana che non dà accesso ai sorgenti (oltre al fatto di risparmiare sulle licenze ed avere un sistema operativo più sicuro :-)).
    Inoltre il passaggio a una tecnologia del genere non è indolore dato che non si ha l’ha retrocompatibilità con i sw acquistati regolarmente non tc.

  • # 26
    Valentino
     scrive: 

    Inoltre il tc non risolve il problema dei contenuti audio/video contraffatti almeno con i formati attuali.
    C’è anche qualche seccatura in fase di sviluppo dato che bisogna compilare il codice su ogni macchina su cui deve essere eseguita cosa che può far perdere anche diverse ore(anche se questo sarebbe un problema minore rispetto al resto).
    Uff quanti potenziali problemi che ha questa tecnologia mi sono stufato di scrivere e forse o tralasciato anche qualcosa.

  • # 27
    LMC
     scrive: 

    @Cesare
    “Hai presente il significato di “incauto acquisto”? Ecco, tu lo stai avallando in questo modo…”

    dici diverse cose su cui non sono per niente d’accordo (tipo “basta fare causa”), ma questa e’ particolarmente clamorosa.
    Di Grazia, come si configurerebbe l’incauto acquisto? Il libro e’ stato acquistato su uno store super affidabile ad un prezzo assolutamente normale. Se compri un pacco di pasta alla conad ad un prezzo allineato al mercato come puoi sapere che il supermercato non ha pagato il fornitore e quindi ha rubato il tuo pacco di pasta?
    Non prendiamoci in giro, una storia grottesca come quella del kindle e’ possibile solo grazie a ‘licenze’ capestro totalmente sbilanciate in favore del grosso di turno, per tutelare quei digtal rights che tanto ti stanno a cuore.

    Ma se dopo aver preso un libro per il kindle, mi accorgo che i soldi con cui ho pagato non sono miei (finisco sotto col conto) amazon si riprende il libro e mi rida i soldi?
    Anzi, meglio. Mi riprendo i soldi a gli restituisco il libro, unilateralmente come a loro e’ concesso (e secondo te giusto).
    Ma e’ tutto a posto, posso sempre fargli causa.

    Saluto

  • # 28
    Massimo
     scrive: 

    Conoscevo l’intervista di Torvalds, che però riguarda l’uso di Linux per implementare piattaforme DRM chiuse (usarlo come SO di un lettore tipo-kindle, per dire). Mi spiego meglio:

    se io editore voglio che il mio contenuto digitale venga riprodotto in una piattaforma di DRM forte su un PC munito di Linux, mi serve una versione di kernel open source che contenga una piattaforma DRM forte funzionante, dotato di firma digitale affinché il mio player possa riconoscere l’ambiente protetto. Ma se è open source, vuol dire che uno può sempre scriversene una versione che ciurli nel manico, dicendo al player che è tutto OK mentre invece è pronto a copiare tutto su disco o dove cappero gli pare.

    Quindi, per come la vedo io, PC + Linux = DRM forte impossibile.
    Certo non ci sarebbe nessun problema a mettere su una PS4 basata su Linux e totalmente blindata da DRM forte.

  • # 29
    asd
     scrive: 

    “DRM forte non implica necessariamente sistema invasivo né “porcata”.”

    Per me un DRM che s’insinua nel pc creando sottocartelle nascoste e rimuovibili solo col toolkit specifico (Securom, Starfoce), che genera processi che si mettono in cima alle priorità del sistema all’insaputa dell’utente (Starforce), che si permette di generare traffico internet a mia insaputa (ma che il mio firewall sgama eccome) per comunicare chissà cosa a server all’estero (tutti), onestamente non vedo come definirli diversamente da “porcherie invasive”.
    Come dici tu, a loro scegliere di morte morire, ma a circa un lustro dall’introduzione dei primi DRM credo sia sotto gli occhi di tutti il successo di quelli “light” e il flop clamoroso di quelli pesanti.

  • # 30
    The Solutor
     scrive: 

    Sono impegnato per questioni familiari, quindi non ho tempo di rispondere come vorrei.

    Dico solo che ho trovato molto apprezzabile quanto scritto da avve.

    Aggiungo solo una considerazione veloce.

    Le posizioni di cesare ed in genere di chi fa il programmatore come singolo o gestendo una realtà relativamente piccola mi ricordano tanto quelle dei commercianti che hanno difeso la deregulation del settore, ostinatamente convinti di fare i propri interessi.

    La deregulation l’hanno ottenuta, ed il primo risultato della stessa è stata quella di ritrovarsi un centro commerciale da 100000 Mq a 1 Km dal proprio negozietto, che in 9 casi su 10 li ha costretti a chiudere o al fallimento.

    Nel nostro caso, se questa idea passerà (e purtroppo passerà), si finirà per fare gli interessi delle multinazionali del settore che sottrarranno sempre più ossigeno ai piccoli, imponendo le loro leggi di mercato, non solo all’utenza, ma anche ai piccoli concorrenti.

    Arbore avrebbe detto: meditate gente, meditate !

  • # 31
    j
     scrive: 

    magilvia

    Si, io sacrificherei molto volentieri il gaming su PC se è per evitare il TCPA

    se a te non interessa, ci sono milioni di persone tra giocatori, appassionati, produttori di HW – schede grafiche e accessori – dedicato, a cui invece preme, e non poco… glielo vai a dire tu che da domani possono cambiare hobby i primi e chiudere bottega i secondi? :-)

    Che colpa ne avevano gli utenti che se lo sono visti sparire ?

    che colpa ne aveva la tecnologia se la società è stata costretta a farli sparire per mettere una pezza a un proprio errore ( non aver versato i diritti per i libri che vendeva, che non c’ entra alcunchè con la tecnologia in sè) ?

    segue, nella risposta a LMC

    Ecco il TCPA permette esattamente questo, la cancellazione e il controllo remoto del PC E DEL SUO CONTENUTO.

    NO
    confondi la tecnologia con una sua singola applicazione (peraltro non quella per cui è stata creata in prima battuta ma soprattutto una per cui si possono sviluppare soluzioni senza usare quella tecnologia)

    LMC

    Di Grazia, come si configurerebbe l’incauto acquisto?

    l’ incauto acquisto si configura in caso si acquistino dei beni da chi non ha diritto a venderli (avendoli a sua volta acquisiti irregolarmente) e senza essersi presi la briga di averne accertato la provenienza – la mancanza di dolo è concessa implicitamente, altrimenti si starebbe parlando di ricettazione

    Il libro e’ stato acquistato su uno store super affidabile ad un prezzo assolutamente normale.

    tanto affidabile evidentemente no, visto che non era in regola e ha messo i suoi clienti in una situazione imbarazzante per un suo errore
    non avesse posto rimedio alla situazione, avrebbe dovuto risponderne in tribunale e pagare penali salatissime (di gran lunga più elevate di quanto ricavato dagli ebook in questione ) e COMUNQUE togliere dalla circolazione le copie incriminate

    ora, chi ci ha rimesso sono stati gli utenti ( che comunque possono sempre comprare 1984 in altre forme, cartacea in primis), è vero – ma davvero ci si aspetta che amazon dovesse farsi carico di tasca propria delle penali di cui sopra (rimettendoci) per non impedire ai lettori di leggere un libro che in quel momento non era legittimato a stare sui loro reader?

    io ancora non capisco per quale strano motivo e in base a quale logica quello che è inconfutabilmente stata una mancanza di amazon venga da tutti considerata una colpa della tecnologia coinvolta, e in generale di quella del DRM…

    come se un assassino ammazza qualcuno ad accettate, la colpa non è sua (“poverino, è stato spinto dalle circostanze” – cit), la colpa è dell’ attrezzo per cui bandiamo le accette e già che ci siamo i martelli… :|

    Ma se dopo aver preso un libro per il kindle, mi accorgo che i soldi con cui ho pagato non sono miei (finisco sotto col conto) amazon si riprende il libro e mi rida i soldi?

    no aspe’, come possa capitare con soldi non tuoi (a meno di usare la carta di credito di qualcun altro, certo – ma allora l’ addebito avverrà sul conto di questo) me la dovresti spiegare…

    per tutelare quei digtal rights che tanto ti stanno a cuore.

    e che dovrebbero stare a cuore anche a te, perchè è su di essi che si basa il sistema, è il fatto che esistano a mostrare che vale e viene tutelato il diritto di chi produce qualcosa ( e di chi lavora in genere) di vedersi ricompensato e di scegliere se e a chi appoggiarsi per produrlo e distribuirlo
    ah ma già, voialtri auspicate proprio che il sistema crolli con le società che vi si appoggiano …

  • # 32
    Netless
     scrive: 

    “Con maggiori garanzie alle aziende il mercato dovrebbe risultare vantaggioso anche ai consumatori, cioè agli utenti onesti che pagano, perché con l’allargamento delle vendite i prezzi dovrebbero col tempo abbassarsi (complice anche la concorrenza fra i diversi store online).”

    Ragionamento eticamente e moralmente corretto, ma completamente avverso alla mentalità capitalistica delle grosse spa.
    Vendere molti pezzi a fronte di un margine ridotto (per tutti i canali: produttore, distributore e punto vendita finale) è una pratica armai consolidata nel mercato it e dell’audio video, senza citare alcun brand in particolare possiamo ritenere queste aziende indispensabili per il sostentamento dell’attuale mercato, le motivazione sono plurime e differenti per ogni canale.
    Le grosse aziende come sony, Microsoft, Apple ecc… hanno invece la comune necessità di portare il valore (anche solo percepito) di un singolo prodotto ad un livello che possa generare un ampio margine per tutti canali (qui invece le motivazioni sono identiche per tutti: il profitto).
    Il discorso della concorrenza credo che ormai possa essere esclusivamente applicato nell’ipotesi di un mercato monopolistico, esempio pratico Apple ed il suo Applestore, inevitabile prospettare una revisione dei termini in tal senso. Qualsiasi mercato viene ormai rappresentato come una semplice torta spartita dalle grosse spa, ogniuna di esse “lotta” per aumentare la propria percentuale di presenza nel mercato, ma la prevaricazione con finalità di annientamento sono assolutamente deleterie in ottica capitalistica basata su una mai troppo celata interdipendenza tra aziende.

    Entrando nello specifico della discussione: il mercato dei videogiochi casalinghi rappresenta in maniera perfetta l’ambiente ideale del profitto, drm o hardware inviolabili non sono sviluppati per portare alcun vantaggio al consumatore finale, eventuali costi di r&d e delle royalties dei software di protezione andranno inevitabilmente ad aggiungersi alle decine di voci che gonfiano a dismisura il prezzo del prodotto finale (il cui valore percepito deve trovare il modo di essere giustificato, ma questa è un’altra storia). Nel settore dell’home entertainment la realizzazione di un hardware invialabile (esempio più unico che raro la ps3) diviene allettante principalmente per le figure degli sviluppatori.
    Dunque cercando di rispondere alla domanda: i drm sono efficaci? Personalmente non ne sono del tutti convinto, troppi vincoli contrattuali, troppo onerosi i costi di svilluppo e la loro installazione infastidisce soprattutto l’utente finale. Trovo invece ben più proficua l’applicazione dei dlc a pagamento, se implementati a dovere potrebbero annullare qualunque necessità di hardware protetto o drm.

  • # 33
    LMC
     scrive: 

    @j

    La super affidabilità’ di amazon era in riferimento all’incauto acquisto citato da Cesare. Hai comprato un libro dal piu’ grosso rivenditore di libri del pianeta, non hai preso un cellulare ad un terzo del prezzo di mercato da un tizio per la strada.
    Che poi non siano così affidabili e’ acclamato.
    Ed il problema e’ proprio questo.

    “ma davvero ci si aspetta che amazon dovesse farsi carico di tasca propria delle penali di cui sopra (rimettendoci) per non impedire ai lettori di leggere un libro che in quel momento non era legittimato a stare sui loro reader?”

    Se me lo aspetto? No, non me lo aspetto.
    Voi, divulgatori di questa fantomatica giustizia digitale, dovreste aspettarvelo. Dovrebbe essere alla base di tutto il discorso. Loro hanno sbagliato, loro paghino, non gli utenti.
    Io lo so benissimo che si ha che fare con una banda di farabutti verso i quali e’ già’ oltremodo sbilanciato l’ago del potere contrattuale, che guadagnano cifre fantasmagoriche e per i quali l’unica preoccupazione e’ guadagnare ancora di più’ utilizzando ogni risorsa che hanno, giusta o meno che sia. Quindi non mi aspetto niente da loro.
    Il discorso ‘con i drm loro sono tranquilli, quindi meglio per noi’ non sta in piedi. Loro dimostrassero per primi che non mi stanno inculando (cet francaise). Non che a me viene impedito di inculare cosicché loro possono farlo due volte.
    Vorreste dare ulteriori armi a questi soggetti che hanno dimostrato di non esitare ad usarle?
    Per quanto mi riguarda farei di tutto affinché i loro poteri vengano limitati il piu’ possibile, altro che drm e tc, hanno gia’ troppo in mano.

    Pero’ possiamo fargli causa, eh

    Saluto

  • # 34
    LMC
     scrive: 

    Scordato una cosa.

    Come posso pagare con soldi che non miei?
    Con una qualunque carta di credito, spendo piu’ di quanto ho sul conto e finisco sotto. Sto usando soldi non miei, sono della banca.

    Ma sono sicuro che a quel punto potrò’ usare quella simpatica funzione, che restituisce il libro ad amazon e mi riaccredita i soldi.
    Non c’e??
    Eppure loro lo hanno fatto…

  • # 35
    LMC
     scrive: 

    Perdonate il terzo post, editerei volentieri, ma non si può’ fare. Usate come attenuanti l’ora.

    A me i i “rights” stanno a cuore, ma i miei (nostri), non quelli della società x che incassa in un giorno più di quanto io potrò mai sperare di guadagnare nella mia intera vita.
    Al loro guadagno ci pensano loro e lo fanno strabene. Noi pensiamo a noi.

    Ubisoft vuole smettere di fare giochi per pc perché incassa solo x milioni di dollari da quel settore?
    Sarei più che lieto di affrancarli del fardello e incassarli io quei soldi (un milione, al ritmo attuale, lo incasserei fra 70 anni)

  • # 36
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Antonio: Bene. Allora non comprare e lasciali fallire.

    @Valentino: nel TCG ci sono praticamente tutti i produttori, non soltanto quelli americani. Tutti hanno interessi in questa direzione. Persino ARM, che da tempo ha messo a disposizione il suo TrustZone che già si trova in TUTTI i Cortex “consumer”, per riportare l’esempio più noto non americano (e che guadagna sempre più quote di mercato).

    Tra l’altro gli stati “amici” degli USA hanno la possibilità di accedere a quasi tutto il sorgente di Windows (tranne a poco meno del 3% del kernel). Quindi non è la “chiusura” di Windows il problema per gli altri stati. ;)

    La “retrocompatibilità” col software non trusted è assicurata dal fatto che viene fatto girare in un’apposita sandbox. Di questo ne ho parlato nell’articolo sul TCPA.

    Per i formati audio/video, gli standard MPEG4 / AAC prevedono già l’uso di DRM. Che sarebbero semplicemente rafforzati su una piattaforma “trusted”.

    Infine non è necessario compilare un’applicazione per ogni macchina su cui dev’essere eseguita: è sufficiente firmarla.

    @Massimo: quello di Torvalds era soltanto un esempio. In una piattaforma TCPA, anche open source, tutte le componenti interessate devono funzionare secondo le specifiche. Che sia disponibile il sorgente è indifferente: la protezione avviene all’interno dell’hardware, e il s.o. deve soltanto essere in grado di abilitare tutte le componenti. Per essere chiari: il flusso dei dati audio / video rimarrebbe criptato anche con un s.o. open source trusted.

    @asd: continui a riportare l’esempio di roba come la Starforce, che è un DRM invasivo, ma questo NON implica che tutti i DRM forti lo siano.

    Vedi, appunto, il caso delle console. Prendi un gioco, lo infili nel lettore, e… funziona. Dove stanno le “porcate”? Non ci sono. Ed è un modello che, al contrario di quello che dici, funziona.

    E’ chiaro adesso?

    @The Solutor: qui non si tratta di “deregulation”. Si tratta di tutelare i propri interessi, che è ben diverso.

    @Netless: intanto con Apple abbiamo i brani a 99 centesimi. Cosa che prima non esisteva.

    Per il mercato dei videogiochi si spendono già vagonate di soldi per cercare di proteggerli. Su un hardware trusted “standard” questi costi sono ammortizzati perché tutti i produttori di hardware si fanno carico dell’implementazione, e l’hardware col tempo diventa molto economico. Per gli sviluppatori il “disturbo” è minimo, e una tantum: non si deve continuamente inventare la ruota.

    Basti, appunto, vedere il modello delle console. Non ho sentito un solo sviluppatore lamentarsi dei loro sistemi blindati che, anzi, sono apprezzati. Inoltre non danno fastidio agli utenti: infilano il supportano ottico e… giocano; meglio di così…

    Ecco perché lo stesso modello, esteso ai PC, sarebbe utile.

    @LMC: cosa non ti è chiaro del fatto che è Amazon ad aver commesso un illecito, e che ha DOVUTO porvi rimedio rivalendosi sui consumatori (che a sua volta si sono rivalsi con Amazon per il rimborso)?

    Tu hai un concetto molto strano di come dovrebbe funzionare la giustizia.

    Se io rubo la Dama con l’Ermellino e te la vendo a tua insaputa, una volta scoperto non paga soltanto il ladro; tu, anche se in buona fede, DEVI restituire il maltolto e rivalerti, semmai, sul ladro che te l’ha venduta. Non puoi accampare la scusa che “è colpa del ladro” e tenerti quell’opera d’arte: la DEVI restituire al LEGITTIMO PROPRIETARIO.

    Il tuo scenario è semplicemente fuori dal mondo.

    Quanto al pagare con soldi non tuoi, è molto semplice: basta utilizzare delle banconote false. E anche qui il concetto è banale: se ti beccano, anche se in buona fede, devi consegnarle e rivalerti su chi te le ha consegnate.

    Il concetto di scaricare la colpa sugli altri non regge. Altrimenti nei tamponamenti a catena nessuno ti pagherebbe perché “è colpa di quello dietro che m’ha tamponato”. Intanto lui ti deve pagare, e poi si rivarrà su quello che l’ha tamponato. A catena, appunto.

  • # 37
    Al
     scrive: 

    @ Cesare & Emanuele

    I motivi per i quali la versione ‘binaria’ di XBMC è illegale sono noti, ed infatti gira solo su console modificate con uno dei famosi chip più che discussi.

    La via legalitaria intrapresa dagli sviluppatori (che di fatto hanno abbandonato il progetto senza mai rilasciare la versione per Xbox 360) non è stata una scelta libera, ma una necessità dettata dal rischio di vedersi gli avvocati di Microsoft sul collo. Che poi questo abbia aperto nuove strade (Boxee) è un altra faccenda anche perchè la piattaforma base era una console non un PC.

    @ Cesare: L’argomento “chi sostiene le spese di certificazione?” non ha per me senso: è ovvio che un software libero non sarà certificato, ma il DRM dovrebbe essere progettato per poter far girare anche software non certificato; non credo sia una cosa impossibile.

    Intendiamoci, io non voglio usare questo argomento contro il DRM, ma credo che il DRM debba essere usato dai produttori SOLO per contrastare la pirateria e non per impedire che qualcuno scriva software che possa dare fastidio alle strategie commerciali del produttore.

  • # 38
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Allora puoi stare tranquillo.

    Infatti le applicazioni non firmate / non trusted possono girare tranquillamente in un’apposita sandbox all’interno di un s.o. trusted.

    Al limite si può usare un s.o. untrusted esattamente come avviene adesso.

    Rispetto alla situazione attuale, insomma, c’è una (comoda) possibilità in più, che può essere sfruttata o meno dagli sviluppatori e, in ultima misura, dall’utente (che può decidere se abilitare o no il TCPA).

    Quindi è un modello che accontenterebbe tutti: quelli che vogliono continuare a utilizzare applicazioni untrusted (non necessariamente open source: c’è la valle di roba closed source, disponibile a gratuitamente, a pagamento, come shareware, cardware, ecc.), e i produttori che vogliono realizzare applicazioni e/o contenuti “trusted” perché vogliono un ritorno economico.

    Il funzionamento sarebbe simile a quello di PS3 e XBox360. Niente roba invasiva, insomma.

    Una soluzione migliore che tenga conto di tutte le esigenze è difficile da immaginare.

  • # 39
    goldorak
     scrive: 

    Ai ha scritto : “Intendiamoci, io non voglio usare questo argomento contro il DRM, ma credo che il DRM debba essere usato dai produttori SOLO per contrastare la pirateria e non per impedire che qualcuno scriva software che possa dare fastidio alle strategie commerciali del produttore.”

    Peccato che con il DCMA il DRM viene gia’ usato eccome per impedire strategie commerciali alternative. Vedi il caso della Epson di qualche anno fa che aveva fatto causa ad aziende terze che producevano inchiostro/toner compatibile per le stampanti Epson. Che molte stampanti moderni usano chip di autenticazione (e altro non e’ che un DRM) per fare in modo che l’inchiostro comprato sia “di marca” e’ una cosa risaputa.
    E peccato anche che il trattato ACTA cio portera’ in europea quella merda di legge americana con tutte le derive del caso.

    Adesso mi aspetto la risposta di Cesare di Mauro : “ma le stampante sono loro, fanno quello che vogliono”. Se mi rispondi cosi’ vuol dire che dei DRM e di come vengono usati (nella REALTA’, non in casi ipotetici) non capisci un h.
    Sai non e’ che ripetere per l’ennesima volta il TCPA e’ cosa buona e giusta, il DRM e’ cosa buona giusta nei tuoi articoli che riuscirai a convincere i tuoi lettori. E sai perche’ ? Perche’ basta vedere la realta’ delle cose. Tu parli di ipotesi, io ed altri ti citiamo casi veri.

  • # 40
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Il mercato delle stampanti è sostanzialmente diverso da quello di anni fa. Prima una stampante costava un occhio della testa e le cartucce, invece, erano abbordabili.

    Adesso il business model s’è spostato sulle cartucce, perché la concorrenza sulle stampanti è diventata troppo forte. Si può anche vendere in perdita una stampante, ma rifarsi sulle cartucce vendute (similmente al modello delle console adottato da Sony prima e Microsoft poi).

    Ecco perché le aziende che operano nel settore utilizzano protezioni di questo tipo. D’altra parte, sì, tutto l’hardware, cartucce incluse, lo realizzano loro, e… devono poterci guadagnare.

    Personalmente sono favorevole al modello precedente. Anche perché le stampanti non erano scatolette di latta, e già in bozza stampavano che era una meraviglia (oggi la bozza la trovo inguardabile).

    Comunque bisogna vedere se il loro modello di business è compatibile con le normative vigenti.

  • # 41
    The Solutor
     scrive: 

    @The Solutor: qui non si tratta di “deregulation”. Si tratta di tutelare i propri interessi, che è ben diverso.

    Si tratta di *credere* di tutelare i propri interessi, che è ben uguale.

    Si tratta di dare ai grossi del settore il potere di fare quello che gli pare, questo è il succo della faccenda.

    l’ incauto acquisto si configura in caso si acquistino dei beni da chi non ha diritto a venderli (avendoli a sua volta acquisiti irregolarmente) e senza essersi presi la briga di averne accertato la provenienza

    Non diciamo sciocchezze grosse come una casa, una cosa è avere opinioni non condivisibili, una cosa è scrivere cose che non stanno ne in cielo ne in terra.

    L’incauto acquisto, presuppone che l’acquirente abbia sentore della provenienza illecita del bene che va ad acquistare, perche il prezzo è particolarmente basso, per la compravendita avvenuta in condizioni circospette, per la “fama” del venditore e quant’altro possa far sorgere il dubbio sul bene acquistato.

    E si differenzia dalla ricettazione perché quest’ultima insorge quando si ha la *certezza* della provenienza illecita.

    Ora dimmi cosa caspita ci azzecca tutto ciò col caso Amazon.

    Il prezzo era assolutamente normale, il luogo era quanto di più affidabile ci fosse, la fama del venditore idem.

  • # 42
    windswalker
     scrive: 

    Nell’articolo “Con maggiori garanzie alle aziende il mercato dovrebbe risultare vantaggioso anche ai consumatori, cioè agli utenti onesti che pagano, perché con l’allargamento delle vendite i prezzi dovrebbero col tempo abbassarsi (complice anche la concorrenza fra i diversi store online).”

    Sinceramente non capisco: QUANTO TEMPO??????
    Per ps3 si devono acquistare solo giochi originali (in commercio da 4 anni), per xbox360 (in commercio da 5 anni) per non essere bannati idem, per pc solo i “fessi” comprano originale.

    Vogliamo vedere un po’ i prezzi degli stessi giochi (tutti disponibili allo stesso negozio, naturalmente)?

    Battlefield Bad Company 2
    PS3 EUR 55.99
    Xbox360 EUR 55.99
    PC EUR 37.99

    Blur
    PS3 EUR 55.99
    Xbox360 EUR 55.99
    PC EUR 41.99

    PES 2010: Pro Evolution Soccer
    PS3 EUR 23.00
    Xbox360 EUR 48.99
    PC EUR 13.99

    Potrei continuare con altri titoli, anche se non disponibili su multipiattaforma (come left for dead 2, Dragon Age: Origins – Awakening, mass effect 2) e TUTTI sono sempre più cari nelle versioni console.

    Dunque chiedo, CHI stiamo prendendo in giro? Perchè io alle favole non credo più.
    Ho comprato giochi originali a prezzo pieno, scontati e piratati, ma sinceramente ne ho piene le scatole di sentirmi dire che i prezzi sono alti per colpa della pirateria: i fatti dimostrano il contrario. La piattaforma più sfondata del momento è proprio quella dove i prezzi sono più bassi, probabilmente per fare “concorrenza” alla pirateria e invogliare l’acquisto.

    Il discorso non è quindi se i DRM sono efficaci o meno, ma quanto siamo disposti ad essere presi in giro con promesse e giustificazioni per sistemi di protezione assurdi.
    Per la cronaca, ho una nintendo wii modificata con hd da 320gb pieno di giochi: comodissima da far funzionare (non devo ogni volta inserire il dvd per giocare) ma rimane a prendere polvere ormai da mesi perchè, passata la novità, non trovo niente che veramente mi interessi.
    D’altra parte, ho una xbox360 “come mamma microsoft l’ha fatta”, abbonamento xbox live gold (a pagamento…), solo giochi originali: ci gioco ogni sera.

    La risposta alla pirateria non sono DRM forti, ma proposte interessanti e innovative per il mercato.

    Ah, dimenticavo: i consumatori onesti la prenderanno sempre dove non batte il sole, per comodità di utilizzo inferiore (dover ogni volta inserire il dvd nel lettore, essere sempre connessi a internet x i titoli ubisoft, etc…) e spese connesse all’acquisto dei giochi, basta saperlo.
    Quando/se la pirateria scomparirà, probabilmente pagheremo ancora di più i giochi: io sono rimasto basito a vedere VENDUTI sul marketplace live i temi per la dashboard dell’xbox. I TEMI!!!!!. Per non parlare delle espansioni dei giochi. Voglio proprio vedere quanti utenti pc hanno mai pagato per uno sfondo del desktop………. e ho detto tutto!

  • # 43
    The Solutor
     scrive: 

    @windswalker

    Messaggio da applausi, devvero.

  • # 44
    j
     scrive: 

    The Solutor

    L’incauto acquisto, presuppone che l’acquirente abbia sentore della provenienza illecita del bene che va ad acquistare

    mi pareva fosse evidente che quella nel post di cesare fosse un’ iperbole (era anche scritto tra virgolette) – proprio perchè l’ incauto acquisto vero e proprio prevede una responsabilità penale anche per l’ incauto acquirente, responsabilità penale che non vi è stata per i lettori del caso amazon (tanto è vero che si sono potuti rivalere su questa)

    il punto era ribadire come in quel caso la responsabilità dell’ accaduto ricadesse sull’ utilizzatore dello strumento “tecnologia DRM”, ma non sullo strumento stesso – non di cavillare su definizioni legali

    windswalker

    sinceramente ne ho piene le scatole di sentirmi dire che i prezzi sono alti per colpa della pirateria

    tipicamente il prezzo di vendita è calcolato in base al numero di copie da vendere per rientrare nei costi e guadagnare, del tipo di gioco e del demografico dell’ utenza per cui il gioco è sviluppato
    ci sono giochi per cui più di tot copie non le vendo nemmeno se fisso il prezzo a 1 (un) euro, proprio perchè nel mondo esistono al più tot persone a cui quel tipo di gioco può piacere – in questo caso sotto un certo costo a copia non posso scendere

    ci sono giochi che il giocatore target, stando all’ ultima indagine di mercato ad hoc, è disposto a comprare a prezzo pieno anche a distanza di tempo – in questo caso chi me lo fa fare di abbassare il prezzo?

    quindi i prezzi non sono alti solo per via della pirateria, certo
    ma che questa sia un fattore, è un’ ipotesi che non si può smentire a priori – fintanto che non la si elimina e non si osserva cosa succede

    La piattaforma più sfondata del momento è proprio quella dove i prezzi sono più bassi, probabilmente per fare “concorrenza” alla pirateria e invogliare l’acquisto.

    libero di crederlo, ma resta una tua supposizione (di cui peraltro non sei certo nemmeno tu, visto che usi il “probabilmente”) valida tanto quanto quelle altrui ;-)

    La risposta alla pirateria non sono DRM forti, ma proposte interessanti e innovative per il mercato.

    bene. ad esempio? :-)

    Quando/se la pirateria scomparirà, probabilmente pagheremo ancora di più i giochi: io sono rimasto basito a vedere VENDUTI sul marketplace live i temi per la dashboard dell’xbox. I TEMI!!!!!

    non possedendo una xbox mi domando se sia possibile caricare e impostare un tema senza scaricarlo da lì – ma tenderei a pensare che non vi sia altro modo se non quello
    comunque, il fatto che i temi vengano venduti (bisogna vedere a quanto, poi) non implica un aumento inevitabile del prezzo dei giochi
    perchè non è affatto detto che un tema sia “a costo zero” a monte – anche chi lo crea può voler essere pagato (mica tutti sono come i creatori di mod, skin e temi per windows KDE o gnome, che lo fanno per passione e per la gloria…), inoltre il fatto stesso di riservare spazio sui server e banda, ha dei costi (che altri siti coprono ad esempio con l’ advertising dando ai loro utenti la possibilità di postare contenuti gratuiti wallpaper compresi – ma che sul marketplace non è possibile fare) , quindi anche su un “semplice” tema vengono gravati dei costi di gestione strutturali che non hanno nulla a che vedere con il valore intrinseco di ciò che si compra

    io personalmente resto molto più basito a vedere che con il fior di blutooth di immagini e di file mp3 che uno ha già sull’ hard disk, c’è gente disposta a comprare via sms loghi, sfondi e suonerie per cellulare col prezzo a cui vengono venduti…

    Per non parlare delle espansioni dei giochi.

    produrre un’ espansione per un gioco non è del tutto diverso dal produrre un nuovo gioco basato su un engine già pronto (preso in licenza o riciclato da un gioco precedente), in quanto la parte più consistente dei costi connessi allo sviluppo di un gioco è nella creazione degli asset (modelli 3d, mappe scripts file sonori ecc)
    quindi un’ espansione può richiedere un impegno e costi nello stesso ordine del gioco originale ed è quindi normale che venga venduta a un certo prezzo
    anche perchè, dal discorso di prima sul demografico target si intuisce che il numero di copie che posso vendere dell’ espansione sarà al più pari al numero di copie vendute del gioco originale – i cui utenti non è detto siano interessati a un’ espansione, a meno che non abbia fatto qualcosa per rendere questa “irrinunciabile” …

    Voglio proprio vedere quanti utenti pc hanno mai pagato per uno sfondo del desktop

    vedi sopra, (mica tutti sono come i creatori di mod, skin e temi per windows KDE o gnome, che lo fanno per passione e per la gloria…)

  • # 45
    windswalker
     scrive: 

    Andiamo con ordine:

    [quote]
    quindi i prezzi non sono alti solo per via della pirateria, certo
    ma che questa sia un fattore, è un’ ipotesi che non si può smentire a priori – fintanto che non la si elimina e non si osserva cosa succede [/quote]

    Nell’articolo si chiede se i “drm forti sono efficaci”, ovvero un sistema sviluppato per limitare copie non autorizzate di software sia efficace o meno nei confronti del fenomeno della pirateria (spero che almeno qui non ci sia nulla da eccepire in quello che scrivo…).
    L’articolo si conclude così (e lo ripeto):
    “Con maggiori garanzie alle aziende il mercato dovrebbe risultare vantaggioso anche ai consumatori, cioè agli utenti onesti che pagano, perché con l’allargamento delle vendite i prezzi dovrebbero col tempo abbassarsi (complice anche la concorrenza fra i diversi store online).”
    Come si dovrebbero allargare le vendite? Con drm efficaci che limitino copie pirata, così aumenteranno le vendite e i prezzi si abbasseranno.
    Facciamo “reversing engineering” (per rimanere in tema…):
    si vendono pochi giochi a causa di drm poco efficaci, per questo c’è poco mercato (anche negli store online) e quindi i prezzi sono alti.
    Benissimo, ora cosa c’è da obiettare, seguendo questo ragionamento, se scrivo che la pirateria è la (vogliamo dire una? diciamo una…) causa per i prezzi alti del software???????

    Per il discorso di “eliminare la pirateria”, ho già evidenziato come su PS3 sia del tutto assente, mentre su xbox360 sia fortemente limitata dalla possibilità di ban della console, quindi veramente minima rispetto ad altre console.
    Il risultato è evidente nel mio post precedente, dove non faccio IPOTESI ma scrivo i PREZZI dei giochi, di diverse piattaforme, disponibili OGGI di uno dei maggiori store online.

    [quote]
    libero di crederlo, ma resta una tua supposizione (di cui peraltro non sei certo nemmeno tu, visto che usi il “probabilmente”) valida tanto quanto quelle altrui ;-) [/quote]

    La seconda parte della frase è una supposizione, tant’è che ho l’umiltà di sottolinerarlo con “probabilmente” in quanto non credo, come molte persone che si incontrano nei forum, di spargere il VERBO con quello che scrivo.
    La prima parte è invece un dato di fatto.
    Le considerazioni del caso, a questo punto, le lascio ad altri.

    [quote]
    bene. ad esempio? :-)[/quote]

    Credevo di essere stato chiaro….
    Il marketplace dell’xbox è stato sicuramente innovativo, interessante e, per certi aspetti, rivoluzionario, in ambito console, in quanto è stata la prima applicazione su consolead aver efficacemente introdotto un mercato digitale degno di questo nome. Tant’è che, per qualità del servizio e vastità delle informazioni messe a disposizione, ha “osato” rendere il servizio a pagamento rispetto alla concorrenza.
    Questo modello di business, finora, si dimostra vincente.

    [quote]
    mica tutti sono come i creatori di mod [/quote]

    Il problema è che su queste piattaforme NON ESISTONO mod e sdk, quindi non si hanno scelte: o si paga (e bene, i temi costassero pure un euro è un FURTO, e mi dispiace che il carattere sia fisso per non scriverlo con dimensione 72) o si resta con il pacchetto base. Se quindi arriviamo all’assurdo di pagare per immagini digitali, disponibili GRATUITAMENTE in numero di diversi miliardi (per non dire infinite) su pc, quando arriveremo a contenuti che sono già a pagamento per il mercato pc avremo un ricarico ancora più elevato, forti i produttori della mancanza di possibilità di scelta dei consumatori: i dlc poi sono l’apoteosi di questo concetto, banalissimi mod (almeno la maggior parte) che prima erano disponibili gratuitamente per volontà e capacità di talentuosi programmatori (spesso con risultati anche superiori a quello che ci viene propinato oggi…).

    Il senso del mio discorso è il seguente: le multinazionali, in questo mercato (non facciamo discorsi troppo generali che dopo non ne usciamo), stanno sempre più spolpando i clienti con prezzi alti e ridotti contenuti, giustificando i primi con il fiorente mercato della pirateria.
    Il mercato della pirateria, sebbene non estinto, in ambito ps3 e xbox è tutt’altro che fiorente, eppure non solo il software multipiattorma su queste console è più caro, ma non ci sono neanche alternative per espansioni, mod, sfondi e seguire.
    Il drm, in questo modo, non è un’arma contro la pirateria, ma contro i consumatori per limitare la loro possibilità di scelta, gonfiare le entrate delle società e ridurre i loro investimenti (non in tutti i casi, sia ben inteso).

    Poi, se qualcuno è convinto che queste multinazionali stiano facendo opere di bene e carità e non si debba contestare qualsiasi cosa facciano, anche se dannosa (sotto vari aspetti) ai loro stessi clienti, non mi mettero a discutere con loro: nella vita non c’è tempo per cambiare tutto quello che si vuole, e non mi va di sprecarlo per simili questioni.

  • # 46
    j
     scrive: 

    windswalker

    Il senso del mio discorso è il seguente:

    il senso del mio invece era che se certa roba esiste e ha un certo prezzo è anche perchè esiste gente disposta a comprarla a quel prezzo – come i famigerati “logo e suoneria settimanali” per cellulari, che dubito sarebbero un mercato così lucroso se non esistessero “gonzi” che vi impazziscono dietro e che sono disposti a spendere in quello che in pratica è il bene frivolo e voluttuario per antonomasia di questi tempi…

    le multinazionali, in questo mercato, stanno sempre più spolpando i clienti con prezzi alti e ridotti contenuti

    e nonostante questo ci sono clienti che si fanno spolpare, comprando invece di lasciare sullo scaffale… vedi, la gente non fa che lamentarsi dei prezzi, ma fintanto che continua a comprare il messaggio che arriva ai produttori è “va bene così”…

    è quando il mercato diserterà in massa certi prodotti, quando la domanda per questi morirà, che si potranno rendere conto che il loro rapporto qualità prezzo è del tutto è insoddisfacente (banalmente, è il mercato con la sua legge della domanda e dell’ offerta – ed è anche quello che intende cesare quando dice che i consumatori hanno il grosso potere – e aggiungo, la grossa responsabilità – di “votare con il portafogli” )
    ma è un discorso che si sovrappone a quello della pirateria
    perchè se mettiamo la pirateria in conto, quand’ anche si vedesse che di un gioco di cui si prevedeva di vendere un milione di copie ne viene venduto solo mezzo, ma tra emule e torrent si trovano almeno 5-600000 fonti (per non parlare degli host di filesharing http) dello stesso gioco, il messaggio non è “il gioco ha venduto poco perchè era scadente”, ma “il gioco ha venduto poco perchè metà dell’ utenza target lo ha piratato”

    eliminare la pirateria renderebbe le statistiche di vendita effettivamente indicative dei gusti del pubblico, e i produttori non avrebbero più filtri o pretesti per non adeguarsi

    Poi, se qualcuno è convinto che queste multinazionali stiano facendo opere di bene e carità e non si debba contestare qualsiasi cosa facciano

    per quanto mi riguarda non l’ ho mai detto, nè l’ ha mai detto cesare (che in ogni occasione in effetti ribadisce che si tratta di enti il cui scopo è fare denaro)

    però tra dire quello, e dire che il pubblico non abbia la sua parte di responsabilità nel funzionamento del mercato e non abbia alcun potere di condizionarlo ma sia solo una vittima, c’è differenza

  • # 47
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @The Solutor: il potere di fare quello che pare ai grossi produttori è soltanto una tua supposizione.

    Come programmatore io vedo nei DRM forti la tutela del mio lavoro, come ho già detto non so quante volte. Che sia piccolo o grosso, è indifferente: si tratta di uno strumento utile a tutti.

    Con quelli basati su TC, in particolare, l’invasività dei quali vengono accusati è ridotta al lumicino. Come dimostrano le console moderne, appunto.

    @windswalker: a quanto scritto da j aggiungo che non hai tenuto conto delle royalty per i giochi su console, pretesi da tutti i produttori delle suddette.

    Questa variabile addizionale per i PC non c’è. E infatti i prezzi sono inferiori.

    Tra l’altro lo scenario delle console riguardo ai contenuti che vengono venduti e basta non è compatibile con quello dei PC, perché sulle prime c’è una sola casa dietro, il produttore della console, che tiene in piedi la baracca e ha bisogno di capitalizzare.

    Sui PC no, perché con un s.o. trusted puoi far girare indifferentemente software trusted e untrusted, e accedere a contenuti firmati o no. Sulle console c’è soltanto roba trusted per quanto già detto.

    P.S. I temi a pagamenti li trovi anche su PC. Incredibile, vero? :D

  • # 48
    windswalker
     scrive: 

    Mai parlato di vittimismo dei consumatori.
    Ma le aziende non solo approfittano della “stupidità” di certi soggetti, ma sfruttano anche le protezioni, inizialmente ideate per limitare la pirateria, a danno dei consumatori, appiattendo l’offerta e facendo pagare l’aria.

    Devo ancora vedere un gioco che fornisca contenuti gratuiti qualora si inserisca il codice prodotto originale: oggi come oggi fanno addirittura pagare gli sblocchi delle armi per il multiplayer (bad company 2), saltando così tutta la tempistica necessaria all’avanzamento del livello!
    Alcuni dlc di dragon age origins si limitano a fornire armi e corazze potentissime, senza aggiungere null’altro al gioco se non questi item super pompati.

    PAGHIAMO (pagano… mi rifiuto di regalare soldi per queste porcate) per quelli che una volta erano considerati CHEAT e TRAINER.

  • # 49
    windswalker
     scrive: 

    @ Cesare di Mauro

    Perdonami, ma non capisco a me consumatore che mi freghi delle royalties chieste dal produttore della console: è vero che esistono, e ne sono a conoscenza, non me ne sono dimenticato, ma d’altro canto gli sviluppatori non devono scrontarsi neanche con il marasma di configurazioni che esiste nel mondo pc, quindi, conosciuta la console, diventa molto più semplice la programmazione rispetto ad una macchina windows.
    Programmazione più semplice = minori costi di sviluppo.
    Com’è che allora non consideriamo anche questa “variabile addizionale”?

    Ripeto che i produttori, più andremo avanti e limitate saranno le possibilità di “alternative” più o meno legali, più cercheranno di tirare il collo ai consumatori.
    Presto o tardi la corda si spezzerà, ma nel frattempo si accontentano di allentare la presa con “mirabolanti” promozioni, e tutti giù a comprare. E loro vanno avanti.

    Per carità, anche a me piace giocare e anch’io, ahimè, compro alle loro condizioni, ma è odioso il mercato che stanno creando. Vi rendete conto che senza un abbonamento live gold non possono essere neanche scaricate le demo dei giochi? Praticamente pago per poter scaricare delle demo….
    Poteva andarmi bene 10 anni fa quando internet non era alla portata di tutti e dovevo comprare dal giornalaio sotto casa il solito giornale da nerds per vedere quale gioco prendere, ma nel 2010 mi sembra a dir poco ridicolo.

    p.s. lo so che esistono i temi a pagamento anche per pc (mi ricordo webshots..), infatti ho scritto che dubito che qualche utente pc abbia mai pagato per un tema, non che non ci siano ;-)

  • # 50
    j
     scrive: 

    perchè non è affatto più semplice

    una console ha sì una configurazione fissa e ben determinata, ma è anche una configurazione che il tempo rende progressivamente e inesorabilmente osboleta aumentando il divario con lo stato dell’ arte dell’ HW su PC

    quindi, sviluppare contestualmente su pc e console o convertire da pc, implica rivedere anche pesantemente la struttura dell’ engine – e in certi casi rivedere, e quindi distribuirne una versione ad hoc, gli asset che quell’ engine farà muovere sullo schermo

    se una console ha 512 MB di ram invece dei 4 GB ormai minimo su qualunque desktop di fascia media va da sè che potrò avere molti meno modelli 3d e pezzi del livello corrente, caricati – oppure modelli e texture sostitutivi a minore livello di dettaglio – cercando al contempo di mantenere la stessa resa visiva

    questo solo contando l’ aspetto quantitativo, poi ci sono tutti i problemi derivanti dalle differenze architetturali tra le console e tra queste e il pc, che richiedono proprio paradigmi diversi a livello di concezione dell’ engine

    a ciò si aggiunge che come dicevo prima, la maggior parte delle risorse necessarie nello sviluppo di un gioco non le richiede l’ engine, le richiedono gli asset creati da designer e artisti
    e la creazione degli asset costa tot a prescindere che il gioco sia un gioco Pc o un gioco console

  • # 51
    j
     scrive: 

    cmq per approfondire ti rimando agli articoli sempre su AD del buon vecchio Francesco “Black and White 2″ Carucci ;-)

    http://www.appuntidigitali.it/2753/sviluppo-su-pc-e-console-le-differenze-1/

  • # 52
    windswalker
     scrive: 

    @j

    A me sembra invece che la grafica su pc si stia sempre più allineando al livello di quelle delle console, richiedendo, peraltro, risorse hardware spropositate rispetto al risultato, comunque infinitamente superiori rispetto a quelle di una qualsiasi console. Tant’è che da gennaio sono passato a xbox anche (non solo) per questo motivo.
    E non sono il solo a pensarla così…

    Non avendo sinceramente dimestichezza con la programmazione di macchine da gioco, non posso commentare altro, ma a mio modesto parere il prodotto finito sul versante pc è oltremodo deludente rispetto alla controparte console. Peccato perchè preferisco di gran lunga l’esperienza pc per “profondità” dell’esperienza ludica.

  • # 53
    Ominaru
     scrive: 

    Scusa te ma per gli ingnoranti qiando si parla di protezione TC in questo passo:

    “I primi frutti di questa strategia sembrano arrivare con le nuove console che fanno uso di TC (a parte il Wii di Nintendo)”

    Si parla sempre di Trusted Computing giusto?

    Cmq quoto windswalker #42.
    Scusate gente, ma quando ce vo’…. ce vo’!…
    E l’ esempio delle differenze di prezzo per piattaforma e’ lampante.
    Non ditemi che i 15 euro di differenza di media sono di royalties che non credo per quello quando sono 5 sono pure troppi. Tengono basso il prezzo sulla versione pc perche’ altrimenti tutti scaricherebbero i giochi mentre sulle console o paghi o fai senza -> ergo-> se vuoi quel titolo devi accetterare il costo piu’ alto e farti fare il pelo come un pollo.
    Pensate he invece sia giusto avere dei DRM che ti obbligano a rimanere connesso a internet?
    Sapete che l’ altro giorno nella mia zone sono saltate tutte le centraline telecom con le adsl?
    Pensate solo a chi ha il gestionale in clouding quanti soldi ha perso…. (non dico chi non ha potuto giocare a C&C4 perche’ altrimenti avrei una visione limitata delle cose e gia’ ce le ho)

  • # 54
    windswalker
     scrive: 

    Grazie per il link! Molto interessante

  • # 55
    The Solutor
     scrive: 

    @The Solutor: il potere di fare quello che pare ai grossi produttori è soltanto una tua supposizione.

    Sarebbe davvero bello se lo fosse, ma la storia ci insegna che praticamente ogni qualvolta un soggetto forte viene dotato di uno strumento che gli consente di esercitare o incrementare il proprio potere, lo usa, senza farsi il minimo problema.

    Il fair play, da queste parti non esiste.

    Hai fatto caso alle vicende di fiat di questi giorni ?

    Hanno vinto un referendum che riduce il potere degli operai, quale è stata la ricompensa ? Che la L0 verrà prodotta in Serbia, per evitare i fastidi con i sindacati.

    Dai la possibilità ai grandi del sw di fare il bello ed il cattivo tempo, e la ricompensa sarà similare.

    Come programmatore io vedo nei DRM forti la tutela del mio lavoro

    E’ questo il problema, pur non conoscendo la tua posizione lavorativa attuale, presumo che tu non possa essere autonomo (nel senso di produrre tutto cio di cui necessiti) anzi, presumo che tu sia comunque al 95% consumatore (poi possono essere assunti sbagliati, dimmi tu), ed avallare determinati comportamenti sicuramente finiraà per nuocerti più di quanto ti avvantaggi, non parliamo poi di figli e nipoti.

    Con quelli basati su TC, in particolare, l’invasività dei quali vengono accusati è ridotta al lumicino.

    Onestamente dell’invasività mi importa poco, a me interessano le questioni di principio e le prospettive per il futuro.

    Mi interessa notare (giusto x citare un fatto che mi tocca da vicino in questo momento) che il mio Milestone, nonostante sia basato su SW in gran parte open sia quasi intoccabile a causa di un meccanismo HW sw praticamente a prova di bomba.

    Mi interessa notare che ho pututo installare Froyo sull’N900, che nasce con tutt’altro sistema operativo, mentre sul Milestone sarà disponibile solo se Motorola si sveglierà confessata di fresco.

    E la pirateria in questo caso non c’entra una cippa, semplicemente una azienda, in nome del profitto, si è premurata, non solo di proteggere il proprio SW, ma di proteggere del SW che non ha sviluppato lei, del SW che ha parassitato, se volgiamo usare il termine corretto.

    E tutto ciò non solo perché la tecnologia che tanto ami lo consente, ma anche grazie al fatto che tale Linus Torvalds, che ti piace prendere ad esempio, che ha creato il miracolo linux, non si è curato di proteggerlo a sufficienza dai pescecani, lasciandolo in balia di una licenza troppo permissiva.

    Morale: tendo a rifuggire istintivamente, sia dalle tecnologie pericolose, sia dai programmatori che si occupano di diritto.

  • # 56
    Al
     scrive: 

    @ Cesare di Mauro

    Tu scrivi che :

    ” Il funzionamento sarebbe simile a quello di PS3 e XBox360. Niente roba invasiva, insomma ”

    Se non vi sono impedimenti perchè XBMC non è mai stato portato su Xbox 360? Diciamo che qualche impedimento c’è eccome, e sospetto che sia stato legato al fatto che M$ voleva vendere i vari Media Extender imponendo l’acquisto di Home Server od un PC Windows Mediacenter (con Vista, peraltro).

    Un XBMC su 360 avrebbe infatti tarpato le ali a questa strategia (rivelatasi fallimentare comunque) ed il DRM di fatto è servito da impedire che la 360 fosse usata come Mediacenter in modo non controllato dalla M$ stessa.

    Pertanto parlare di DRM senza prima chiarire quali sono i diritti delle varie parti in causa ha poco senso.

  • # 57
    Gurzo2007
     scrive: 

    @The Solutor

    sei tu che hai scelto il milestone…potevi benissimo prendere un altro cell più aggiornabile…a parte il fatto che gli aggiornamenti sono decisi in prima persona da google…e in seconda battuta dai produttori di cell…

    ps sull’n900 è via hack che installi altri so(tra cui meego)…non è che ci fosse nelle specifiche…se non vanno bene certe specifiche si punta su altro…quando quel modello specifico non avrà mercato..forse il produttore ritornerà sui suoi passi dato che non vende più una cippa…

  • # 58
    Gurzo2007
     scrive: 

    ah e come volevasi dimostrare…è ufficiale che motorola rilascerà la sua versione di froyo 2.2 su i suoi dispositivi android

    http://www.yourlifeupdated.it/2010/05/motorola-conferma-milestone-e-droid-avranno-android-froyo-2-2.html

  • # 59
    ares17
     scrive: 

    @Cesare
    Per molti versi capisco il tuo ragionamento, purtroppo fintanto che le protezoni servivano a proteggere i diritti intellettuali potrebbe andar bene.
    Le nuove opportunità date dalla tecnologia fanno si che si limitano difatti i diritti degli utenti.
    Quando io “acquisto” una consolle difatti ne divento “proprietario”.
    Ma così non è!
    Vorrei vedere se tu decidessi di sviluppare un software per far suonare la sveglia sul tuo cellulare, oppure di inserire un temporizzatore software che difatti impedisce il funzionamento della consolle dopo le 23:00 per impedire ai tuoi figli di andare a letto tardi in che modo lo faresti?
    Domani la fiat ti impedisce con un ramo di software della centralina di accenzione l’installazione di autoradio, nevigatori, o semplicemente carica batterie di cell che non sia il loro.
    Come ti comporteresti?
    Se io compro un hardware (e per la legge ne divento il leggittimo proprietario) ho il diritto di utilizzarlo come meglio credo (fermo restando la decadenza della garanzia per l’uso improprio).
    Quando Sony o Ms o Nintendo mi noleggeranno la loro consolle continueranno ad essere loro i proprietari del prodotto, ma in caso di guasto o di scocciatura dell’uso della suddetta io la restituisco tranquillamente.
    Ma così non è.
    Non si può blindare un sistema (peraltro non aggirabile senza cadere nell’illegalità) privando l’acquirente del proprio diritto di possedere un prodotto (l’esempio della fiat, o della bmw, o di qualsiasi altra azienda in qualsiasi settore merceologico).
    Quindi smettiamola di fare moralismo spiccio, e l’esempio dei game per consolle (che per volume sono superiori ormai ai corrispettivi pc) è più che legittimo e valido.
    Semplicemente i drm servono a massimizzare gli introiti a scapito degli acquirenti e delle realtà minori che magari sarebbero felici di poter produrre prodotti non limitati da nessuno (e non venirmi a dire che si devono pagare i diritti per programmare per ps3 perchè il loro guadagno sulla consolle lo devono fare dalla vendita della stessa, e non lucrando sia sul lavoro altrui che sugli utenti creando di fatto un cartello per tenere artificiosamente alto il prezzo di un prodotto).
    Finito lo schiavismo fisico (purtroppo ancaro presente in molte parti del mondo), stiamo assistendo ad uno schiavismo intellettuale che è anche peggiore.

  • # 60
    The Solutor
     scrive: 

    sei tu che hai scelto il milestone…potevi benissimo prendere un altro cell più aggiornabile…

    A parte che non era specificato da nessuna parte

    a parte il fatto che gli aggiornamenti sono decisi in prima persona da google…

    A parte che non hai le idee chiare sulla faccenda

    A parte tutto, cosa c’entra ?

    Motorola ha avuto questa possibilità e non ci ha pensato due volte, il senso è quello, dello specifico del Milestone mi importa poco, anche perché all’atto pratico il problema lo abbiamo aggirato, ed il milestone fa tutto quello di cui ho bisogno.

    Il problema non è motorola, il problema è chi le ha dato questo strumento in mano. Se un bimbo di 3 anni ti sforacchia con una calibro 22 la colpa non è certo del bambino.

    Adesso, per la cronaca Droid 2 e Droid X non solo avranno le firma digitali sul bootloader ma avranno anche l’eFuse, che ti frigge il telefono al primo tentativo di manomissione (reversibile in assistenza).

    Che ci proporrà il droid 3 ? Una carica di dinamite pronta a esplodere ?

    ps sull’n900 è via hack che installi altri so(tra cui meego)…

    Dammi la tua definizione di hack…

    Del grosso di android ci sono i sorgenti, del kernel di android ci sono i sorgenti, del kernel di maemo ci sono i sorgenti, qualcuno si è preso la briga di compilare il tutto. Dove sta l’hack ?

    Di meego poi non ne parliamo, la image builder ufficiale è scaricabile dal sito omonimo.

    Il punto è che (per il momento) nokia non ha seguito le mode Appolesche, (dove più le cose sono blindate e meglio è) mentre motorola le ha colte al volo.

    Con l’aggravante di essere una azienda che sui telefonini non è mai stata capace a scrivere SW, si è appropriata di SW scritto da altri e l’ha blindato.

    Un po come se un agricoltore coi campi improduttivi seminasse del fertile territorio demaniale, cintandolo ed elettrificando il recinto.

    E non siamo che all’inizio

    P.S. il tuo link su froyo è di maggio, siamo a fine luglio e non è ancora stata presa una decisione sul Milestone, giusto per fare un po’ di informazione.

  • # 61
    avve
     scrive: 

    @cesare
    [quote] “Cosa non ti è chiaro di questo: “Chi ha seguito la lunga carrellata di articoli dedicati a DRM e TCPA, che hanno generato lunghi e interessanti dibattiti”?
    [/quote]
    non mi è chiaro nulla, io ho fatto un elenco e neanche esaustivo, e sono un COMMENTATORE, tu sei un ARTICOLISTA e quelle questioni le hai solo sfiorate come se fossero sciocchezzuole.
    Non è così: sono la radice del problema.
    [quote]
    Per ricopiare quanto già detto, le porcate che hai citato sono frutto dell’assenza di sistemi di protezione efficaci.
    [/quote]
    NO!
    Sono frutto della spaventosa latitanza dei legislatori e della sproporzione tra il potere contrattuale dei distributori (o ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra), e gli acquirenti, che a parte la pirateria hanno l’unica opzione legale di non acquistare rinunciando ad un media venduto in regime monopolistico.

    La soluzione alla mancanza di sistemi di protezione efficaci è: non produrre. Non vendere.
    Come i consumatori non sono obbligati a comprare un media se lo desiderano (non è che lo devono per forza avere e se non possono sono autorizzati a piratarlo), idem i distributori non è che se non possono creare un mercato in piattaforme intrinsecamente inidonee ad esso, devono violentare le stesse danneggiandole e quindi danneggiando i loro clienti. E’ illegale.
    [quote]
    Il problema non sono i consumatori, ma chi non paga. I produttori, infatti, si devono proteggere dagli scrocconi.
    [/quote]

    queste sono *******. I produttori vogliono cercare di fare più soldi possibili (e non c’è nulla di male in questo), vogliono anche cercare di creare mercati dove non ci sono (e neanche in questo c’è male), ma ciò che è male è che vogliono assolutamente distorcere i diritti dei consumatori al fine di limitarli e costringere a pagare per ogni supplemento di diritto.

    Il fatto che se inserisco un cd rootkittato mi appesta la macchina, è un problema del CONSUMATORE, non di chi non paga (che se ne fotte bellamente).
    Ma anche il fatto che, se ho un vhs originale e voglio un dvd, nell’ottica di molti produttori, devo comprarlo nuovo, e se poi voglio un UMD (nell’ottica di molti produttori tra cui uno a caso…) devo ricomprare il film ancora e via andando: è una limitazione dei DIRITTI del consumatore, che non sa più cosa compra. Quando al produttore fa comodo, sta comprando diritti sul prodotto multimediale. Quando invece fa comodo diversamente, sta comprando il supporto e ciò che contiene.

    I produttori SANNO che sconfiggere la pirateria è una lotta dura e probabilmente inutile, e quindi, specie in alcuni mercati come quello dei giochi PC, preferiscono costringere chi paga a pagare sempre di più (per il gioco, l’attivazione, la connessione online, gli extra, gli aiutini, il ****** col ****, ecc.) in modo da garantire profitto. I pirati, vabbé sono pirati, l’importante è che non sia troppo facile piratare, poi chissenefrega.

    [quote]
    L’uso corretto è quello che ho esposto nell’articolo. Ed è fattibile.
    [/quote]
    Non è vero, oppure me lo dimostri e lo fai.
    Su PC.

    [quote]
    Visto che il modello funziona nelle console, basta esportarlo sui PC, e il gioco è fatto.

    Non vedo perché non si dovrebbe copiare una soluzione valida e già rodata.
    [/quote]

    una passeggiata… se sapessi come farlo saresti ricco sfondato.

    Ma parli a vanvera e quindi la tua è solo fuff-teoria.

  • # 62
    Gurzo2007
     scrive: 

    @The Solutor

    quello con le idee confuse sei tu…anke htc si è lamentata del ritardo con cui google ha rilasciato l’aggiornamento froyo ai partner…

    quando acquisti un cell non c’è da nessuna parte la clausola installa qualsiasi rom cucinata…

    eFuse non frigge un bel niente…basta ripristinare la rom originale e il cell ti funziona( il chip implementato serve solo a rendere inutilizzabile il telefono con rom diverse dall’originale)

    quando acquisti un cell ci sono dei termini di utilizzo per il quale il produttore ti da termini di garanzia…se poi questo non ti sta bene…ovvero il non poter installarci quello che vuoi puoi sempre fare il reso del prodotto entro i termini

    modificare il bootloader per far si di far girare sul cell una rom diversa dall’originale… io lo chiamo hack…non so a casa tua cosa sia

    linl di luglio per il milestone http://www.androidblog.it/site/2010/06/29/921/news/admin/android-2-2-froyo-anche-su-milestone/comment-page-1/

  • # 63
    Gurzo2007
     scrive: 

    nokia le ha colte al volo? a quanto mi risulta solo l’n900 tramite appunto i soliti hack può far girare vari os( che poi meego è l’evoluzione di maemo)

    con altri cell( vabbè che stiamo parlando più di un internet tablet)nokia questo non puoi farlo…

    dimenticavo parli di manomissioni…appunto per far girare os alternativi devi manomettere il prodotto…e come detto è il produttore che decide come fare quel determinato prodotto…se non ti sta bene non comprarlo

    anke nokia ha castrato l’n900 disabilitando la funzionalità di lettura periferiche esterne dalla porta usb…(che ovviamente tramite hack al so si riesce a fare…ma appunto parliamo modifiche del prodotto)

  • # 64
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @windswalker: le royalty ci sono, e sono una cifra consistente. Non puoi escluderle a priori.

    Sullo sviluppo PC vs console ti ha già risposto j. Aggiungo che spesso fanno porting di giochi da console a PC, se c’hai fatto caso, oppure vengono sviluppate tutte e tre le versioni.

    Poi se quei siti che vendono temi esistono ancora, vuol dire che c’è mercato. Altrimenti avrebbero chiuso. Evidentemente il consumatore che riconosce la qualità di un prodotto che gli piace, è disposto a spendere pur essendo invaso da contenuti gratuitamente scaricabili.

    @Ominaru: sì, TC = Trusted Computing. 5€ per le royalty sono pochi; credo che ammontino a più di 10€. Il mercato delle console prospera proprio grazie alle royalty. Su PC non ci sono e i giochi costano meno.

    No, non lo trovo giusto nemmeno io rimanere perennemente connessi per giocare, e per questo auspico un modello simile a quello delle console, dove appunto non è necessario (pur tutelando i produttori dalla pirateria).

    @The Solutor: non vedo cosa c’entri la FIAT con quello di cui stiamo discutendo. Inoltre non è vero che alle software house verrebbe dato il potere di fare quello che vogliono, come già detto ampiamente prima e ribadito anche ora; tanto per essere chiari: non si può fare a meno della legge.

    Se a te dell’invasività non importa, a tantissimi altri invece sì, e ne hanno fatto il cavallo di battaglia per fronteggiare roba come DRM e TC. Vedi i commenti di “avve”, ad esempio, che è uno dei tanti sul piede di guerra proprio per questo motivo.

    Sugli hack ti hanno già risposto.

    Infine su Torvalds, penso che sia l’unica volta con cui mi trovo d’accordo con le sue posizioni. Tra l’altro già la GPLv2 è abbastanza liberticida (e virale), passare alla v3 è molto peggio (io sono per licenze BSD-like, ma penso lo si sarà già capito). Altro che “troppo permissiva”.

    P.S. Attualmente sono un dipendente, ma in passato qualche volta m’è capitato di realizzare qualche progettino (al momento non ho nemmeno il tempo per respirare, fra lavoro, famiglia, Appunti Digitali, e impegni vari).

    @Al: sulla questione XBMC ne abbiamo già parlato all’inizio dei commenti.

    Se ne potrebbe fare una versione per 360, ma qualcuno dovrebbe effettuarne il porting e pagare quindi l’SDK e quanto richiesto per per renderlo disponibile nel circuito Live!. MS, a differenza di Nintendo, Sony, Apple, ecc. non taglia preventivamente nulla (basta pagare, appunto).

    @ares17: le protezioni offerte da DRM forti servono proprio a questo. A tutelare i diritti dei produttori. Vedi, appunto, il modello delle console, dove i produttori di giochi non mi sembra che abbiano attentato alla libertà dei consumatori.

    Quando acquisti una console ne sei il proprietario “fisico”, ma questo non vuol dire che puoi farci quello che vuoi: devi sempre rispettare la legge. Se compro un’automobile e la trucco, probabilmente non potrò più andare in giro per le strade perché l’avrò resa non conforme ai requisiti imposti dalla motorizzazione civile, per fare un altro esempio.

    E allo stesso modo la legge tutela i consumatori. La FIAT, infatti, non può permettersi di bloccare l’installazione di altre autoradio, ecc., perché verrebbe denunciata come minimo per concorrenza sleale, e poi per abusi nei confronti dei consumatori.

    Ciò che dovrebbe essere chiaro è che viviamo in uno stato di diritto, e DRM & TC non hanno e non possono avere alcuna deroga. Quindi scenari come quello che hai ipotizzato non sono realistici.

    Un’ultima nota riguardo allo sviluppo su console. No, le case produttrici non guadagnano sulla loro vendita, per lo meno inizialmente. Con questo modello di business Sony e Microsoft le vendono inizialmente in perdita, per favorirne la diffusione, e contando proprio sull’incasso delle royalty per appianare i debiti per poi andare a guadagnare.
    Soltanto dopo molto tempo, grazie all’affinamento e ottimizzazione dei processi produttivi, cominciano a guadagnare anche dalla vendita delle console, ma hanno già venduto decine di milioni di pezzi. Vedi Sony che soltanto qualche giorno fa ha dichiarato di non perdere più dalla vendita della PS3; a 3 anni e mezzo dal lancio.

    @avve:

    non mi è chiaro nulla, io ho fatto un elenco e neanche esaustivo, e sono un COMMENTATORE, tu sei un ARTICOLISTA e quelle questioni le hai solo sfiorate come se fossero sciocchezzuole.
    Non è così: sono la radice del problema.

    Ne abbiamo già parlato ampiamente nei precedenti articoli, per questo non ne ho ri-parlato adesso. Quindi t’invito a leggerli (commenti inclusi, dove s’è sviluppata la discussione), se non l’avessi già fatto.

    NO!
    Sono frutto della spaventosa latitanza dei legislatori e della sproporzione tra il potere contrattuale dei distributori (o ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra), e gli acquirenti, che a parte la pirateria hanno l’unica opzione legale di non acquistare rinunciando ad un media venduto in regime monopolistico.

    Non esiste monopolio in questo mercato. Definizione alla mano.

    E il problema rimane quello della pirateria.

    La soluzione alla mancanza di sistemi di protezione efficaci è: non produrre. Non vendere.

    Quindi se ci saranno sistemi di protezione efficaci non avresti problemi ad accettarli. Ottimo.

    Come i consumatori non sono obbligati a comprare un media se lo desiderano (non è che lo devono per forza avere e se non possono sono autorizzati a piratarlo), idem i distributori non è che se non possono creare un mercato in piattaforme intrinsecamente inidonee ad esso, devono violentare le stesse danneggiandole e quindi danneggiando i loro clienti. E’ illegale.

    queste sono ********. I produttori vogliono cercare di fare più soldi possibili (e non c’è nulla di male in questo), vogliono anche cercare di creare mercati dove non ci sono (e neanche in questo c’è male), ma ciò che è male è che vogliono assolutamente distorcere i diritti dei consumatori al fine di limitarli e costringere a pagare per ogni supplemento di diritto.

    E chi l’ha mai negato questo? Torno a ripetere per l’n-esima volta che non si può ignorare la legge. I diritti NON si toccano.

    Il fatto che se inserisco un cd rootkittato mi appesta la macchina, è un problema del CONSUMATORE, non di chi non paga (che se ne fotte bellamente).

    Benissimo, e di questo stiamo parlando: di DRM forti che NON facciano porcate come quelle, ma che riducano a zero i fastidi per gli utenti.

    Vedi console, appunto: infili il DVD o il Blu-Ray, e… giochi. Senza che questi ti installino chissà quali porcate.

    Ti va bene questo modello, oppure no?

    Ma anche il fatto che, se ho un vhs originale e voglio un dvd, nell’ottica di molti produttori, devo comprarlo nuovo, e se poi voglio un UMD (nell’ottica di molti produttori tra cui uno a caso…) devo ricomprare il film ancora e via andando: è una limitazione dei DIRITTI del consumatore, che non sa più cosa compra. Quando al produttore fa comodo, sta comprando diritti sul prodotto multimediale. Quando invece fa comodo diversamente, sta comprando il supporto e ciò che contiene.

    Di questo ne abbiamo già parlato. Tu compri la licenza per QUEL prodotto, non per godere del film in tutte le sue forme.

    Non c’è nessuna compressione dei diritti dei consumatori in questo.

    Discorso diverso per la copia di riserva, che è prevista dal legge, ma che non è pienamente attuabile. Se mi avessi proposto questo scenario t’avrei risposto (nuovamente, perché ne abbiamo già ampiamente parlato) che sono d’accordo con te.

    I produttori SANNO che sconfiggere la pirateria è una lotta dura e probabilmente inutile, e quindi, specie in alcuni mercati come quello dei giochi PC, preferiscono costringere chi paga a pagare sempre di più (per il gioco, l’attivazione, la connessione online, gli extra, gli aiutini, il ****** col ****, ecc.) in modo da garantire profitto. I pirati, vabbé sono pirati, l’importante è che non sia troppo facile piratare, poi chissenefrega.

    Il punto è proprio quello di eliminare la pirateria per non dargli più quest’alibi, come già detto.

    Non è vero, oppure me lo dimostri e lo fai.
    Su PC.

    Ci stanno già lavorando. Ancora qualche anno e arriverà il TC e i DRM forti (modello console) anche su questa piattaforma.

    una passeggiata… se sapessi come farlo saresti ricco sfondato.

    Ma parli a vanvera e quindi la tua è solo fuff-teoria.

    Sei tu che non t’informi piuttosto.

    P.S. Ho dovuto eliminare quei termini scurrili che hai usato, ed editare il tuo messaggio. Per policy aziendale qui non sono ammessi. Se dovessi continuare sarò costretto a moderare l’intero commento.

    Visto che parliamo di diritti, qui hai quello postare, ma non quello di usare quelle parole. E penso che puoi benissimo farne a meno per esprimere la tua opinione, no? ;)

  • # 65
    ares17
     scrive: 

    @Cesare
    I tuoi esempi sulle auto sono fuorvianti e confusi.
    Fiat (e nessun altro marchio) non ti può in nessun modo impedire di modificare la “tua” auto.
    Lo stato difatti non ti impedisce di truccare la tua auto, semplicemente per circolare su strada pubblica (quindi su strada privata, o circuito privato di tua proprietà non hai nessun problema) devi riomologare l’automezzo (con tanto di progetto e certificato di persona giuridica competente), senza per altro chiedere o versare diritti alla Fiat.
    Ripeto se le consolle o i giochi, o un film in bd, o qualsiasi dispositivo e/o software protetto da drm fosse dato in comodato d’uso è tutto legittimo e legale, nel mentre allo stato attuale purtroppo non è così.
    Che sony, ms, nintendo (nel mondo consolle, ma estendibile a tutti gli altri settori merceologici) vende la consolle (essenzialmente un dispositivo atto a far girare giochi) sottocosto per vedere poi gli utili rientrare dalla vendita di giochi, periferiche, abbonamenti o tshirt rientra nel rischio di impresa e questo non dovrebbe in nessun modo ricadere sulle spalle dell’acquirente.
    Se domani sony ti vendesse un televisore nel quale tu potresti solo visualizzare canali che pagano i diritti alla sony cosa penseresti?

  • # 66
    the solutor
     scrive: 

    @The Solutor: non vedo cosa c’entri la FIAT con quello di cui stiamo discutendo.

    Cesare, sei troppo intelligente per farti sfuggire, un paragone sempice semplice con un soggetto forte a cui è stato dato un dito e si è preso la mano.

    Se a te dell’invasività non importa, a tantissimi altri invece sì, e ne hanno fatto il cavallo di battaglia per fronteggiare roba come DRM e TC.

    A me del dettagli tecnico importa meno, mi importa il principio.

    Il che implica che se non violi il principio non c’è nessun dettaglio tecnico con cui combattere.

    Se uno è contrario alla pena di morte discute del principio piuttosto che dissertare se sia meglio la sedia elettrica o la camera a gas. Non mi piacciono i drm, discuto principalmente del fatto se siano giusti o sbagliati piuttosto che dissertare su come sono stati implementati.

  • # 67
    the solutor
     scrive: 

    quello con le idee confuse sei tu…anke htc si è lamentata del ritardo con cui google ha rilasciato l’aggiornamento froyo ai partner…

    Ma checcosa c’entra?

    Se google non rilascia l’os i produttori di telefoni non possono installarlo.

    Monsieur de la Palisse ti farebbe socio onorario del suo club ;-)

    quando acquisti un cell non c’è da nessuna parte la clausola installa qualsiasi rom cucinata…

    Perchè, se compri un PC c’è scritto che volendo puoi installarci FreeBSD ?

    Davvero non capisco questo andare contro per il semplice gusto di farlo, al posto di discutere del succo del discorso.

    eFuse non frigge un bel niente…basta ripristinare la rom originale e il cell ti funziona( il chip implementato serve solo a rendere inutilizzabile il telefono con rom diverse dall’originale)

    E quindi ? Era di questo che si parlava, ricordi ?

    quando acquisti un cell ci sono dei termini di utilizzo per il quale il produttore ti da termini di garanzia…se poi questo non ti sta bene…ovvero il non poter installarci quello che vuoi puoi sempre fare il reso del prodotto entro i termini

    Quindi estendiamo questo concetto a qualsiasi cosa ?

    Dov’è il problema se la mozzarella è blu ? Basta non mangiarla…

    modificare il bootloader per far si di far girare sul cell una rom diversa dall’originale… io lo chiamo hack…

    Io lo chiamo bootloader, ovvero una comodità per potere scegliere con cosa boottare.

    Su l pc non hai nessuna necessità di usare grub o chi per esso, lo installi per potere scegliere l’os da avviare, non per chissaquale oscuro motivo.

    Idem sull’n900 se vuoi il dual/triple/boot ti serve il bootloader modificato, altrimenti basta installare l’OS che ti piace, come avviene su qualsiasi PC, ed a differenza di quanto avviene sugli HTC.

    Ergo, nessun hack. Gli hack servono per superare limitazioni imposte dal produttore che sull’N900 non ci sono.

    Ormai ci si sta talmente abituando a vivere in un recinto che quando ci si trova in un prato aperto non si riesce a concepirlo.

    E questo è drammatico.

  • # 68
    Gurzo2007
     scrive: 

    c’entra dato che insinuavi che i ritardi negli aggiornamenti nelle release dei produttori non erano imputabili a google…e salvo politiche diverse è il produttore che sceglie di rilasciarlo..

    e si il pc è uguale ai cell…be si se prendi un preassemblato dove se modifichi hw e sw decade la garanzia del produttore…che ha posto quelle limitazioni…

    estendi la cosa ai prodotti attinenti…la mozzarella blu è un illecito perchè non è conforme alla caratteristiche a cui doveva attenersi il prodotto, per come dichiarato sulle etichette…mi sembra che sia un tantino diverso il discorso..ma si è comodo mischiare argomenti diversi eh ;)

    ps parli di n900…e grazie che non serve un hack..meego è stato sviluppato su tale dispositivo…dato che è una evoluzione di maemo…basta scaricarsi la versione sviluppatori e hai fatto, ma leggendo in giro per l’utente finale non ci sarà meego disponibile…ma solo su futuri dispositivi

    pps modificare un bootloader è un hack…che modifica le caratteristiche del prodotto che ti è stato venduto…e infatti è una pratica a tuo rischio e pericolo…

    se non ti sta bene la politica del produttore…cambi produttore…ah e per la cronaca è uscito anke il bootloader modificato per il droidx con buona pace dell’eFuse ;)

    sei tu che vedi paletti dove non esistono…anzi i paletti ci sono sempre stati…se a te non vanno bene puoi sempre scegliere il prato fiorito..non ti è mica stato vietato…

    fai presto a invocare la libertà…la libertà la hai ..non compri…quando le aziende cominceranno a fallire cambieranno politica…

    l’iphone di apple ha limitazioni che non ti piacciono? non lo compri, idem per altri dispositivi…nessuno ti impone di comprarlo e di sottostare alle sue regole…non vedo perchè apple dovrebbe sottostare alle tue

  • # 69
    the solutor
     scrive: 

    c’entra dato che insinuavi che i ritardi negli aggiornamenti nelle release dei produttori non erano imputabili a google…

    Questa poi mi dici quando l’hai sognata.

    Ho menzionato Motorola per parlare di DRM e di protezioni forti, specificando peraltro che il problema mio non era e non è il Milestone in se.

    Non è questo l’ergomento del topic.

    Google l’hai tirato fuori tu, a sproposito.

    e si il pc è uguale ai cell…be si se prendi un preassemblato dove se modifichi hw e sw decade la garanzia del produttore…che ha posto quelle limitazioni…

    Ma non diciamo cose che non stanno ne in cielo ne in terra.

    Il personal computer è per definizione un oggetto che 10 secondi dopo essere stato acquistato non è più lo stesso di prima.

    Quand’anche ci fosse qualche genio di produttore che provasse a sostenere questa sciocchezza, ci sono le leggi dello stato che le renderebbero nulle (e questa è una cosa che sta scritta in ogni certificato di garanzia degno di questo nome)

    ps parli di n900…e grazie che non serve un hack..meego è stato sviluppato su tale dispositivo…

    Strano perche meego l’hai tirato fuori tu (a sproposito), hai gia capovolto il tuo pensiero ?

    Sull’n900 NON SERVONO HACK ne per installare meego, ne per installare android, ne per installare debian, ubuntu e qualsiasi altra cosa ti passi per la testa.

    E sai perchè non servono ? Perché non si fa uso di DRM e di qualsiasi altro sistema di protezione illiberale.

    E’ di questo che sto parlando, poi se vuoi far finta di ignorare il senso di quello che dico, liberissimo, basta che non mi fai passare per deficiente.

    pps modificare un bootloader è un hack…che modifica le caratteristiche del prodotto che ti è stato venduto…e infatti è una pratica a tuo rischio e pericolo…

    Quindi, secondo questa tua illuminata definizione, anche installare office su win 7 è un hack, ti trasforma un pc che non sapeva cosa farsene degli xls in uno che magicamente li digerisce, modificando radicalmente quanto mi è stato venduto…

    Ma per piacere…

    se non ti sta bene la politica del produttore…cambi produttore…ah e per la cronaca è uscito anke il bootloader modificato per il droidx con buona pace dell’eFuse ;)

    Non mi sono preso la briga di verificare, ma mi pare una sciocchezza piu grossa di quella relativa a froyo sul milestone.

    Un bootloader modificato non c’è per il milestone uscito da 8 mesi, e non ci sarà forse mai, qualche dubbio sul fatto che ci sia già per il droid x permettimi di nutrirlo.

    sei tu che vedi paletti dove non esistono…anzi i paletti ci sono sempre stati…se a te non vanno bene puoi sempre scegliere il prato fiorito..non ti è mica stato vietato…

    Sono io che vedo paletti quasi dappertutto, per il semplice fatto che tengo gli occhi aperti, e sono sempre io che pavento una “evoluzione” inarrestabile verso un ITC dove in nome dei soldi e dei guadagni facili si passa sopra a qualsiasi etica.

    Queste cose le scrivevo 10 anni fa ed erano solo timori di un visionario, le scrivo adesso in cui queste visioni stanno iniziando a materializzarsi una dietro l’altra.

    l’iphone di apple ha limitazioni che non ti piacciono? non lo compri,

    Dopo questa Monsieur de Lapalisse ti ha promosso nel direttivo del club…

    idem per altri dispositivi…

    Ma qua…

    Non ti sta bene l’assicurazione a 600 euro ? Vai da una compagnia che te la proponga a 300, non ti sta bene il mutuo al 6% ? vai da una banca che te lo proponga al due.

    La cosa più facile del mondo fino a quando non si formano dei cartelli, esplicitamente o implicitamente.

    Dall’arrivo dell’iphone sono passati pochi anni e poco a poco tutti quanti si stanno buttando su questa via.

    Oggi posso comprarmi un n900 al posto o in aggiunta al milestone (cosa che ho fatto).

    Secondo te potrò comprarmi un N1200 al posto del milestone 3 ?

    E anche se potessi, sarebbe comunque una eccezione alla regola.

    Qualsiasi imprenditore si è sempre preoccupato di massimizzare i suoi profitti, fregandosene di tutto il resto, l’unico limite è una legislazione chiara ed illuminata, ed una opinione pubblica consapevole di dove stiamo andando a parare, cosa sempre più difficile in un mondo dell’informazione contaminato dagli interessi economici, anche piccoli piccoli, come nel caso del presente articolo.

  • # 70
    the solutor
     scrive: 

    Non mi sono preso la briga di verificare, ma mi pare una sciocchezza piu grossa di quella relativa a froyo sul milestone.

    Un bootloader modificato non c’è per il milestone uscito da 8 mesi, e non ci sarà forse mai, qualche dubbio sul fatto che ci sia già per il droid x permettimi di nutrirlo

    Scusate l’autoquote, ma (come volevasi dimostrare) il Droid X è stato solo roottato, meglio che un pugno in un occhio,ma nulla a che vedere con bootloader sbloccati e crittografia violata.

  • # 71
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @ares17:

    I tuoi esempi sulle auto sono fuorvianti e confusi.
    Fiat (e nessun altro marchio) non ti può in nessun modo impedire di modificare la “tua” auto.

    Lo puoi anche fare, ma poi potrebbe anche non funzionare.

    La centralina elettronica potrebbe riconoscere che hai cambiato qualcosa (anche l’autoradio), e bloccare l’auto, rendendola di fatto inutilizzabile.

    Il punto è che FIAT, pur avendone il potere, non può fare quello che vuole. Il caso dell’autoradio penso sia emblematico, appunto.

    Lo stato difatti non ti impedisce di truccare la tua auto, semplicemente per circolare su strada pubblica (quindi su strada privata, o circuito privato di tua proprietà non hai nessun problema) devi riomologare l’automezzo (con tanto di progetto e certificato di persona giuridica competente), senza per altro chiedere o versare diritti alla Fiat.

    Non è questo il punto. Il punto è che ci sono delle leggi che chiunque deve rispettare, quindi sia la Fiat che il consumatore. Per cui, ripeto, se tu modifichi la tua auto e non è conforme ai dettami della motorizzazione civile, non puoi circolare nelle strade pubbliche.

    Ripeto se le consolle o i giochi, o un film in bd, o qualsiasi dispositivo e/o software protetto da drm fosse dato in comodato d’uso è tutto legittimo e legale, nel mentre allo stato attuale purtroppo non è così.

    Bisognerebbe vedere la licenza.

    Che sony, ms, nintendo (nel mondo consolle, ma estendibile a tutti gli altri settori merceologici) vende la consolle (essenzialmente un dispositivo atto a far girare giochi) sottocosto per vedere poi gli utili rientrare dalla vendita di giochi, periferiche, abbonamenti o tshirt rientra nel rischio di impresa e questo non dovrebbe in nessun modo ricadere sulle spalle dell’acquirente.

    Cosa ricadrebbe sull’acquirente col modello attuale di Sony e Microsoft?

    Se domani sony ti vendesse un televisore nel quale tu potresti solo visualizzare canali che pagano i diritti alla sony cosa penseresti?

    Di non comprarlo.

    @the solutor:

    Cesare, sei troppo intelligente per farti sfuggire, un paragone sempice semplice con un soggetto forte a cui è stato dato un dito e si è preso la mano.

    E tu, se conosci come sono andate le cose a Pomigliano, sei abbastanza intelligente da capire che la stessa situazione non è applicabile alla discussione su DRM forti & co.

    A Pomigliano è andato in scena il primo atto di un suicidio collettivo dei lavoratori. Sarebbe stato meglio un più onorevole seppuku. Comunque qui siamo OT e non voglio ulteriormente proseguire.

    Lo scenario non è applicabile al caso in questione, perché con un PC dotato di TC e DRM forti il potere rimane ancora in mano all’utente finale (che, anzi, ha più libertà di scelta: oltre al tradizionale ambiente “untrusted”, può usare quello “trusted”), come ho già ampiamente spiegato nell’apposito articolo.

    A me del dettagli tecnico importa meno, mi importa il principio.

    Il che implica che se non violi il principio non c’è nessun dettaglio tecnico con cui combattere.

    Se uno è contrario alla pena di morte discute del principio piuttosto che dissertare se sia meglio la sedia elettrica o la camera a gas. Non mi piacciono i drm, discuto principalmente del fatto se siano giusti o sbagliati piuttosto che dissertare su come sono stati implementati.

    Bene, se tu per principio non sei favorevole ai DRM (e al TC, credo), dimmi che margini di discussione possiamo avere, a questo punto…

  • # 72
    ares17
     scrive: 

    @cesare
    Non è questo il punto. Il punto è che ci sono delle leggi che chiunque deve rispettare, quindi sia la Fiat che il consumatore. Per cui, ripeto, se tu modifichi la tua auto e non è conforme ai dettami della motorizzazione civile, non puoi circolare nelle strade pubbliche.

    @
    E perchè mai queste leggi non vengono applicate ad altri soggetti (se mi si rompe un pezzo dell’auto posso sempre comprarne uno di concorrenza) prova con xbox o ps3.

    @Cesare
    Non è questo il punto. Il punto è che ci sono delle leggi che chiunque deve rispettare, quindi sia la Fiat che il consumatore. Per cui, ripeto, se tu modifichi la tua auto e non è conforme ai dettami della motorizzazione civile, non puoi circolare nelle strade pubbliche.

    @

    Non capisco il nesso tra motorizzazione civile (che poi basta rifare l’omologazione dell’auto per renderla legale) e fiat.
    Se modifichi la tua auto puoi usarla senza riomologarla nella tua proprietà, una consolle non puoi proprio modificarla perchè questo ricadrebbe nell’illegalità (in base a quale principio giuridico poi non l’ho capito, e credo che nemmeno i legislatori lo sappiano).
    E non è solo una piccola sfumatura.
    Ps ok per il televisore che non compri, per il decoder mediaset che è l’unico a permetterti di visionare i canali, per la cartigienica richard-ginori che è l’unica che ti permette di usare i suoi sanitari, per i bicchieri cocacola che sono gli unici che ti permettono di versarci dentro la bibita, tutto questo solo per non commettere un’illegalità.
    Ma stiamo scherzando?
    Il cosidetto pricipio di tutela della proprietà intellettuale è applicabile in tutti questi prodotti e in tutti gli altri ove ci sia l’ingegno umano di mezzo (quindi praticamente un giornalista che conia un nuovo termine potrebbe richiedere i diritti per l’utilizzo dello stesso)

  • # 73
    samuele
     scrive: 

    la mia paura è che portando il DRM forte su PC consenta a produttori hw e sw di impedire l’installazione di SO alternativi se con questi vi fosse la possibilità di indagare e scavalcare il drm stesso. Proprio come avvenuto con la PS3 e linux. In sostanza perderemmo il controllo del ns hardware. Oppure potrebbero disinstallare da remoto anche software perfettamente legittimi, ma che danno “fastidio”

  • # 74
    GRT
     scrive: 

    I DRM sono un po’ una rottura di scatole.
    Ho acquistato tempo fa un programma di foto ritocco a circa 70 euro.
    Ho il vizio di formattare spesso l’hard disc (ogni 3-4 mesi) e ogni volta il software va attivato, che rottura di …
    Una volta però ho avviato la procedura di attivazione e niente da fare non si voleva attivare.
    Così ho dovuto chiamare il centro assistenza del software e chiedere spiegazioni.
    Il tizio che ha risposto mi ha detto: “Si ho capito perché… riprovi ora…”.

    Mi domando se fra qualche anno dovrò buttare via il programma perché non sarò più in grado di attivarlo…
    Non mi pare giusto.

  • # 75
    j
     scrive: 

    E perchè mai queste leggi non vengono applicate ad altri soggetti (se mi si rompe un pezzo dell’auto posso sempre comprarne uno di concorrenza) prova con xbox o ps3.

    trascuri una differenza sostanziale

    per quanto riguarda le auto, molte parti, che la fiat te lo dica o meno sono fatte per essere sostituite, anche perchè la loro sotituzione non inficia l’ utilizzo dell’ auto per quelo per cui è stata fatta

    per alcune esistono degli standard ( come il DIN per form factor e cablaggio per le autoradio) o delle convenzioni costruttive (tipo i mozzi ruota a 4 o 5 bulloni, i dischi freno ecc, i cerchi, ecc)
    altre, chi progetta l’ automobile le sceglie da un catalogo già all’ origine (non è infatti Fiat a produrre componentistica quale centralina motore e freni, colonna sterzo, cuscinetti, giunti cardanici ecc – ma tipicamente terze parti come Bosch, Delphi, TRW, ecc) andando a pprendere quelle con le caratteristiche meccaniche o elettroniche che meglio si accordano al progetto dell’ auto
    altre, vengono realizzate su misura in quanto intese parti complementari della carrozzeria o dell’ abitacolo, come la fanaleria o l’ autoradio che in certi casi è anche computer di bordo, navigatore o che altro (e magari è quella che codifica i segnali di attivazione per le altre centraline sul CAN bus) ma vengono comunque realizzate per una facile (meccanicamente) sostituzione (per il caso di guasti)
    in questo caso è necessario che anche il rimpiazzo sia comunque compatibile, pur essendo realizzato ex novo come componente aftermaket (un’ “autoradio” alternativa dovrebbe, frontalino a parte, essere altrettanto capace di connettersi al CAN – e non solo all’ alimentazione e alle casse – e di inviare gli stessi segnali) ma progettarlo è comunque possibile, partendo dall’ osservazione del componente che va a sostituire e magari prendendo in licenza i disegni originali
    e va detto che qualora tu intenda montare i fanali aftermarket tamarri, la fiat comunque la Bravo te l’ ha già venduta completa e ha già quindi recuperato completamente i costi sui componenti e quelli sullo sviluppo, per cui dalla tua iniziativa non ci rimette

    una console invece è un’ apparato progettato e costruito per una sola funzione (una xbox è un giocattolo, non un pc), con dei componenti a cui l’ utente finale non ha ragione di accedere, men che meno per fare un “upgrade” (giacchè l’ invarianza delle specifiche funzionali è uno dei cardini dello sviluppo su console e uno dei motivi per cui l’ elettronica è interamente contenuta su una singola scheda con i componenti saldati in BGA e non esistono parti intese come “user serviceable”)
    il produttore da una parte ha comunque il copyright sul progetto del pcb della console stessa, e in certi casi dei chip in essa presenti (sì, anche per i progetti di circuiti elettronici si applica il copyright – a parte i brevetti)
    ma dall’ altra non recupera interamente i costi con la vendita della console stessa perchè una console è spesso e volentieri venduta sottocosto per rifarsi con le royalty sui giochi
    – cosa che comporta una perdita sulle console piratate
    quindi è fuori discussione che conceda in licenza le specifiche della console ai produttori di componenti e accessori aftermarket, se questi potrebbero produrre qualcosa atto a danneggiarla
    come appunto i modchip che per quanto si dica dell’ homebrew (che comunque resta un utilizzo della console al di fuori di quello per cui è stata fatta), sono impiegati appunto per far girare giochi piratati nel 99% dei casi (appurato) – e sono progettati in base a reverse engineering (in questo caso illecito in quanto non c’è “interoperabilità” a giustificarlo)

  • # 76
    j
     scrive: 

    chiedo scusa, il post precedente era @ares17 e mancava un <blockquote

    samuele

    la mia paura è che portando il DRM forte su PC consenta a produttori hw e sw di impedire l’installazione di SO alternativi se con questi vi fosse la possibilità di indagare e scavalcare il drm stesso.

    una console è una piattaforma chiusa e una appliance monofunzione su cui il produttore mantiene controllo e discrezionalità, essendo sempre la sua creatura e il fulcro del suo business
    ma il pc è una piattaforma polifunzionale che non dipende dalla volontà e dai piani di business di una singola azienda, nè è costante in configurazione e livello di prestazioni e feature
    quindi mi pare la situazione mi pare sia ben diversa
    anche perchè il fatto che esistano e funzionino driver per altri OS (compreso linux), per il modulo TPM, dimostra come l’ esistenza di questo sia compatibile con l’ esistenza dei sistemi alternativi (anche se, questo sì, è necessario un kernel trusted – ma linux può essere, e infatti viene, firmato)

    Oppure potrebbero disinstallare da remoto anche software perfettamente legittimi, ma che danno “fastidio”

    perchè quei sw possano essere installati in prima battuta, in uno scenario di DRM forte (TCPA applicato) è necessario che quei programmi siano certificati – quindi sarebbero autorizzati, quindi non darebbero fastidio
    quindi, se effettivamente legittimi sia da parte dell’ utente (che li ha legalmente scaricati o acquistati) sia dell’ autore (che non ha implementato feature ambigue o illegali) dubito fortemente che il vendor di una paiattaforma sia disposto a prendersi la briga di cancellare a posteriori applicazioni non sue, con il danno d’ immagine e le class action che da tale azione verrebbero
    un po’ di pragmatismo e meno paranoia, su…

    GRT

    Mi domando se fra qualche anno dovrò buttare via il programma perché non sarò più in grado di attivarlo…
    Non mi pare giusto.

    tutti i prodotti hanno un periodo di garanzia, per il sw è lo stesso – si è coperti per la durata del ciclo di vita dell’ applicazione, in funzione anche del quale è calcolato il costo per licenza
    non si può pretendere di essere supportati vita natural durante, se chi la produce decide di non estendere il supporto oltre la durata inizialmente prevista…

    tieni anche presente che tra qualche anno sarà con molta probabilità uscita una nuova versione del sw di fotoritocco in questione, a cui tu vorrai passare – così come è assai probabile che saranno mainstream sistemi a 8 o 16 core a cui tu vorrai fare l’ upgrade, se non avrai già fatto…

  • # 77
    ares17
     scrive: 

    @j
    Il lettore ottico è soggetto ad usura (si opacizzano le lenti e perde potenza il laser) eppure anche se prodotti standard il drm della xbox difatti ti impedisce di usare un lettore standard a meno di hack che ricordo essere “illegale”.
    Le l’uso di tabelle din serve all’azienda per contenere i costi di produzione, ma molti particolari (compresi i cablaggi elettrici) sono fatti su progetto esclusivo della casa produttrice.
    Prova a richiere ad SKF la costruzione di un cuscinetto fuori standard per renderti conto dei costi (ed skf è disposta a fartene anche solo 1).

    Secondo il tuo ragionamento dovrebbe essere vitata la produzione di polveri per il fuoco pirotecnico (si impiegano anche per la costruzione di ordigni), della benzina, dei chiodi, dei coltelli, degli acidi ecc-ecc.
    Quella da te proposto è un processo alle intenzioni che difatti hanno portato ad avere la tassa siae sui supporti di memorizzazione (perchè tu paghi i diritti alla siae anche per farti degli autoscatti, o per rendere portatile la tua tesi di laurea in luoghi diversi, e tutto questo solo poichè i dispositivi di memorizzazione di massa posseno essere impiegati anche per violare i diritti d’autore.
    Io vorrei sempre poter scegliere che tipo di cartigienica usare senza nessuna restrizione che avvantaggi solo i produttori.

  • # 78
    ares17
     scrive: 

    @j
    tutti i prodotti hanno un periodo di garanzia, per il sw è lo stesso – si è coperti per la durata del ciclo di vita dell’ applicazione, in funzione anche del quale è calcolato il costo per licenza
    non si può pretendere di essere supportati vita natural durante, se chi la produce decide di non estendere il supporto oltre la durata inizialmente prevista…

    tieni anche presente che tra qualche anno sarà con molta probabilità uscita una nuova versione del sw di fotoritocco in questione, a cui tu vorrai passare – così come è assai probabile che saranno mainstream sistemi a 8 o 16 core a cui tu vorrai fare l’ upgrade, se non avrai già fatto…

    @ di un programma tu acquisti il diritto ad utilizzarlo, l’assistenza è un accessorio e non ne è parte essenziale al suo funzionamente.
    Se acquisto la licenza di un software valido per un anno so a cosa vado incontro, in caso contrario con un sistema idoneo dalle spedifiche del produttore (win 9x e i386) questo deve sempre poter funzionare e certamente non pretendo che un software per win 3.11 mi giri sotto mac os 10 ;)

  • # 79
    j
     scrive: 

    Il lettore ottico è soggetto ad usura (si opacizzano le lenti e perde potenza il laser)

    in quanto tempo? tipicamente si parla di anni prima che la potenza del laser scenda sotto un livello tale da rendere impossibile la lettura
    dovresti tenere la console accesa per anni prima di incorrere nel problema, a meno di difetti – ma andiamo al secondo punto

    eppure anche se prodotti standard il drm della xbox difatti ti impedisce di usare un lettore standard a meno di hack che ricordo essere “illegale”.

    se smette di leggere correttamente i dischi durante il periodo di garanzia ( anche se dubito, vedi sopra ) riporti la console in assistenza, e viene riparata gratuitamente – se avviene una volta scaduta la garanzia, la porti in assistenza comunque, dov’è il problema?
    forse non vuoi pagare l’ intervento – ma se sai qual’ è il componente guasto solitamente i centri assistenza permettono di ordinare soltanto il pezzo di ricambio – pagandolo come ricambio appunto
    a meno che non ti bruci proprio il fatto di non poter riciclare economica componentistica PC, come ricambio per qualcosa che PC non è…

    Secondo il tuo ragionamento dovrebbe essere vitata la produzione di polveri per il fuoco pirotecnico (si impiegano anche per la costruzione di ordigni), della benzina, dei chiodi, dei coltelli, degli acidi ecc-ecc.

    vedo che il mio ragionamento è stato ancora una volta frainteso – comincio a pensare di non sapermi proprio esprimere
    riprovo con periodi più brevi…

    1) per produrre ricambi o mod, sia per la fiat sia per la console, serve accesso ai progetti originali;
    2) è nel diritto sia di fiat che di MS che sony, decidere a chi concedere in licenza tali progetti e specifiche, ed eventualmente di non concederli, se questo può danneggiarli (questo spero sia pacifico, perchè è al centro del discorso)
    3) fiat, però una volta venduta la macchina è a posto – è rientrata dei costi ripartiti su quella macchina, il tizio che che installa una rom rimappata per la centralina o la fanaleria al finto xeno, così come quello che le progetta e produce, non la danneggiano economicamente;
    4) microsoft e sony invece vendono console sottocosto contando sulle royalty dei giochi venduti – quindi sulle console piratate subiscon operdite nette

    => sei d’ accordo che non sia nell’ interesse di MS e sony aprire la loro console ad usi che le possano danneggiare, e che abbiano il diritto di tutelarsi, o no?

    Quella da te proposto è un processo alle intenzioni

    proposto? scherzi? io stavo spiegandoti ciò che già avviene, non proponevo un bel niente
    anche perchè credevo non ci fosse da proporre niente e che si trattasse di cose che chiunque arriverebbe a capire con un pò di buon senso…

    cmq no, non è un processo alle intenzioni
    se io sviluppo una cosa che ha una certa funzione e la vendo per quella funzione, non è che ho l’ obbligo di supportare anche la minoranza di utenza che solo perchè si ritiene più “hacker” della media, vuole poterla usare in tutt’ altro modo
    e d’ altra parte, se le statistiche di un certo mercato danno una certa percentuale di pirateria e tale percentuale è consistentemente superiore a quella degli hobbisti di cui sopra, concludere che i mod siano usati per far girare giochi piratati piutttosto che sw homebrew è semplicemente fare 2+2
    peraltro, la pirateria sulle console fa sì che il publisher debba sottrarre alla base installata la % di console piratate (a cui sicuramente non potrà vendere il gioco) per ripartire i costi e calcolare il prezzo finale, che sarà più alto

    che difatti hanno portato ad avere la tassa siae sui supporti di memorizzazione

    l’ equo compenso è stato introdotto perchè il legislatore si è convinto che la pirateria abbia arrecato e continui ad arrecare un danno concreto ai produttori di contenuti
    ma se la pirateria non esistesse questi ultimi non avrebbero potuto usarla come alibi per i loro mancato guadagni
    quindi prima di dare la colpa a MS e sony, ringrazia la pirateria…

  • # 80
    j
     scrive: 

    di un programma tu acquisti il diritto ad utilizzarlo, l’assistenza è un accessorio e non ne è parte essenziale al suo funzionamente.

    normalmente ti direi che hai ragione
    ma per il programma di cui sopra di fatto non è così
    dovendo attuare una procedura manuale per attivarlo, di fatto l’ utilizzabilità è subordinata alla presenza di un operatore help desk dedicato
    ma un help desk dedicato a quel programma può essere mantenuto attivo solo per la durata del ciclo di vita del prodotto, per il quale sono contati i costi di sviluppo e appunto, supporto
    ma una volta terminato questo (che può essere di 5 anni come 3 o 10), avrò terminato il tempo su cui posso fare supporto al prodotto restando nei costi, nè mi può essere imposto di prolungarlo indefinitamente – a meno che non mi siano dati anche i soldi per farlo… oppure a meno che le vendite del prodotto siano ancora elevate e non diano segno di calo a breve termine, nel qual caso potrei pensare di allungare il periodo di supporto

    ma potrebbe capitare di aver rilasciato nuova versione o una nuova applicazione, che andrà a sua volta supportata per un nuovo lifecycle, nel qual caso potrei dover riallocare l’ operatore impiegato per supportare la versione precedente, affiancarne un altro implicherebbe un aumento dei costi di supporto che potrei non voler sostenere

    tutto ovviamente semplificando al’ osso…

    Se acquisto la licenza di un software valido per un anno so a cosa vado incontro

    lo stesso dovrebbe valere con del sw che dipenda dalla configurazione hw e richieda una riattivazione ogni volta

    in caso contrario con un sistema idoneo dalle spedifiche del produttore (win 9x e i386) questo deve sempre poter funzionare

    fintantoche è attivo il servizio di riattivazione (se richiesto), altrimenti ti attacchi
    una sw house furba fornirà una chiave univoca valida indefinitamente e la possibilità di (ri)attivare la licenza via rete proprio per svincolare l’ utilizzabilità del sw da cose non puoi dare per scontato che siano presenti o accessibili in secula seculorum come un omino per la procedura manuale

    altrimenti, ti orienti su sw che non preveda tali limitazioni …

    e certamente non pretendo che un software per win 3.11 mi giri sotto mac os 10 ;)

    quello è il minimo ;-)

  • # 81
    ares17
     scrive: 

    @j
    Vedo che hai le idee molto confuse riguardo al mercato.
    Semplicemente i drm hardware sono di fatto un anomalia nel libero mercato:
    I lettori ottici non hanno una durata in anni ma in ore di utilizzo (come per la capacità delle cartucce delle stampanti che sono espresse in copie) semplicemente le aziende per Fregare gli acquirenti ti dicono: durata di 10 anni, con un asterisco che ti rimanda ad una nota scritta in carattere microscopico (quando presente) con la dicitura di durata stimaa con un utilizzo medio di 10 ore settimanali.
    Orbene se io voglio mandare in loop su un proiettore un photo-cd dei miei bambini 24h su 24h credi davvero che la durata delle lenti si possa ancora misurare in anni?
    Nello specifico il lettore dell’xbox è un semplicissimo lettore ottico da pc (stessi componenti) con il solo firmaware personalizzato da ms.
    Mi spieghi allora cosa abbia investito ms in sviluppo, progettazione in un lettore gia presente in commercio.
    Mi spieghi anche perchè io dovrei pagare un lettore 80€ invece che 10€?
    Ti ricordo che la riprogrammazione del firmaware è illegale dato che è un’azione “atta ad aggirare un sistema di protezione software o hardware che sia”?
    Per quello che riguarda la Fiat ti informo che essa vende in molti paesi europei e non i suoi prodotti ad un prezzo di “pareggio” calcolando i costi di gestione e formazione della rete vendita ed assistenza ed il proprio guadagno deriva per lo più dalla vendita dei ricambi (e non confondermi l’usura la normale usura della lente o della frizione con l’assistenza in garanzia per favore).
    E questa non è una pratica della sola fiat, ma di tutti i maggiori gruppi automobilistici del mondo.
    Quando utilizzerano un sistema di drm che sia in grado di garantire la non esecuzione di materiale contraffato senza ledere la mia libertà di utilizzo di un prodotto di mia proprietà ne riparliamo, altrimenti la mia opinione continua ad essere assolutamente negativa su tali sistemi ed assolutamente truffaldina.

  • # 82
    j
     scrive: 

    Vedo che hai le idee molto confuse riguardo al mercato.

    ne dubito, visto che lo seguo da qualche decennio – però ammetto di vederlo da una prospettiva, quella del progettista e sviluppatore informatico, sicuramente diametralmente opposta alla tua
    ma a parte ciò, tutto questo casino per cosa? per difendere il “sacro” diritto dell’ utente a smanettare sulla console e sulla componentistica interna?

    I lettori ottici non hanno una durata in anni ma in ore di utilizzo (come per la capacità delle cartucce delle stampanti che sono espresse in copie)

    esatto, ore che in condizioni di utilizzo normale possono essere anche anni (il lettore CD del mio stereo funziona da 20 anni, ed era un philips scadente già ai tempi)

    semplicemente le aziende per Fregare gli acquirenti ti dicono: durata di 10 anni, con un asterisco che ti rimanda ad una nota scritta in carattere microscopico (quando presente) con la dicitura di durata stimaa con un utilizzo medio di 10 ore settimanali.

    andrebbe anche ricordato che si parla di console e che videogiocare non è il passatempo più sano del mondo, non tenere una console accesa 24 ore su 24 è anche quel che normalmente si dovrebbe fare…

    Orbene se io voglio mandare in loop su un proiettore un photo-cd dei miei bambini 24h su 24h credi davvero che la durata delle lenti si possa ancora misurare in anni?

    posto che se il laser si esaurisse prima della scadenza saresti ancora coperto dalla garanzia quindi il problema non si pone –
    ma staresti usando una console per videogiochi per uno scopo e in un modo che non sono quelli per cui è stata progettata, e pretenderesti che MS assecondi le tue pretese?

    Nello specifico il lettore dell’xbox è un semplicissimo lettore ottico da pc (stessi componenti) con il solo firmaware personalizzato da ms.

    identificare sistemi informatici col solo hw che li compone è un errore comune, ma è un errore – quello che fa un apparato informatico è l’ hw (componenti e meccanica) più il sw, se cambia quest’ ultimo si ottiene un apparato diverso
    ne consegue che no, quello della xbox non è più “un semplicissimo lettore ottico da pc” ma un componente ad hoc ricavato da un semplicissimo lettore ottico da pc trasformato in un ricambio custom

    Mi spieghi allora cosa abbia investito ms in sviluppo, progettazione in un lettore gia presente in commercio.

    per cambiare anche un solo bit, è necessario del lavoro per trovare quale bit cambiare, a maggior ragione un firmware non si scrive da solo

    Mi spieghi anche perchè io dovrei pagare un lettore 80€ invece che 10€?

    mi spieghi perchè MS dovrebbe assecondare le tue smanie di riparare da solo un apparecchio che ti viene venduto a scatola chiusa, che da utente si suppone non debba nemmeno aprire, e la cui componentistica riguarda in effetti solo chi l’ ha progettata e i centri assistenza?

    Ti ricordo che la riprogrammazione del firmaware è illegale dato che è un’azione “atta ad aggirare un sistema di protezione software o hardware che sia”?

    e allora? non farla ;-)

  • # 83
    ares17
     scrive: 

    @j
    mi spieghi perchè MS dovrebbe assecondare le tue smanie di riparare da solo un apparecchio che ti viene venduto a scatola chiusa, che da utente si suppone non debba nemmeno aprire, e la cui componentistica riguarda in effetti solo chi l’ ha progettata e i centri assistenza?

    @ Per lo stesso motivo per il quale io non dico ad ms cosa farci coi soldi da me sborsati per comprare la consolle (che ti ricordo in fase di acquisto diventa di mia proprietà).
    Ps la sostituzione del lettore da me ipotizzato non rientra in garanzia dato che è dovuto alla normale usura del componente.
    Il lettore in questione non è modificato per far funzionare la consolle, ma semplicemente per implementare il drm.
    Se la consolle è in grado di far girare photo-cd di suo, anche quello è un uso destinato al dispositivo direttamente da ms (come visionare un film in dvd)quindi…

    Se tu sei abituato a vedere una modifica ad un dispositivo semplicemente come un’azione volta a truffare un’azienda hai una visione molto limitata della faccenda.
    Semplicemente stai iniziando a non pensare con la tua testa.
    Vorrei vedere una sola indagine indipente che dica in che percentuali sul venduto vengono fatti girare software contraffatti.

  • # 84
    j
     scrive: 

    che ti ricordo in fase di acquisto diventa di mia proprietà

    il fatto che tu diventi proprietario di un po’ di plastica, metallo e silicio signfica che puoi prenderlo a martellate se così ti aggrada senza che nessuno venga a lamentarsi, ma non significa che sia tu a dettar legge su come quello che compri è progettato
    la componentistica, il modo in cui questa è cablata e/o implementata, e il modo fisico in cui certe realizzate singole funzionalità di alto livello (DRM compreso) sono politiche interne del produttore che riguardano solo i progettisti, da utente finale estraneo allo sviluppo non vi hai alcuna voce in capitolo

    Il lettore in questione non è modificato per far funzionare la consolle, ma semplicemente per implementare il drm.

    il modo in cui è implementato il quale, non riguarda l’ utente – perchè che il drm sia realizzato via firmware, segnali cifrati tra cpu e chipset o quant’ altro, non è inficiata la sua facoltà di inserire un disco nella console e giocare (che è l’ uso per cui è stata progettata)

    Se la consolle è in grado di far girare photo-cd di suo, anche quello è un uso destinato al dispositivo direttamente da ms (come visionare un film in dvd)quindi…

    e con ciò?
    solo perchè la lettura di dvd e photo cd è una funzionalità assolvibile con lettori standard privi di drm, non implica che MS avesse l’ obbligo di usare componenti standard
    se ha deciso di prendere un drive standard e sostituire il firmware, affari suoi

    Semplicemente stai iniziando a non pensare con la tua testa.

    pensare *troppo* con la tua testa però a volte porta a montarsela, e a ritenere che gli altri abbiano nei tuoi confronti obblighi che invece non sussistono

    chi ti vende una console, ha l’ obbligo di fornirti un apparato che faccia quello per cui lo pubblicizzo ( in questo caso faccia girare videogiochi venduti dai suoi partner, dvd video o photo cd ), questo sì
    ma da nessuna parte è scritto che ha l’ obbligo di venderti hw comprendente componentistica standard, solo perchè tu la sostituisca per conto tuo in caso di guasto
    trattandosi del suo HW, ha il diritto di progettarlo e configurarlo come ritiene più opportuno e conveniente per lui, al limite impiegando componentistica esoterica o appunto customizzando componentistica standard se gli aggrada (a parte che, anzi, potrebbe volere che tu le mani nel suo prodotto non le metta proprio – anche se difficilmente potrebbe impedirtelo)

    d’ altra parte, tu non hai l’ obbligo di comprare la mia console, se non ti aggrada come io produttore l’ ho realizzata…

    Se tu sei abituato a vedere una modifica ad un dispositivo semplicemente come un’azione volta a truffare un’azienda hai una visione molto limitata della faccenda.

    e cos’ altro può essere? sperimentazione educativa? una volta forse, agli inizi, ma oggi 2010 non più

  • # 85
    The Solutor
     scrive: 

    @cesare

    E tu, se conosci come sono andate le cose a Pomigliano, sei abbastanza intelligente da capire che la stessa situazione non è applicabile alla discussione su DRM forti & co.

    A Pomigliano è andato in scena il primo atto di un suicidio collettivo dei lavoratori. Sarebbe stato meglio un più onorevole seppuku. Comunque qui siamo OT e non voglio ulteriormente proseguire.

    Non entro nel merito della vicenda perché non è il luogo per farlo, resta il fatto che questa come altre migliaia di vicende dimostrano che salvo rarissime eccezioni quando dai troppo potere a qualcuno questi lo usa.

    E i DRM servono e serviranno sempre e solo per limitare i diritti dei tanti a favore di quelli dei pochi, a limitare i diritti dei deboli a favore di quelli dei potenti.

    Questo è il succo, inutile girarci attorno.

    Lo scenario non è applicabile al caso in questione, perché con un PC dotato di TC e DRM forti il potere rimane ancora in mano all’utente finale (che, anzi, ha più libertà di scelta: oltre al tradizionale ambiente “untrusted”, può usare quello “trusted”), come ho già ampiamente spiegato nell’apposito articolo.

    Se ti metti un fucile in casa, lo puoi tranquillamente usare per farci il tiro al piattello o per spaventarci i ladri con le cartucce a salve, ma questo non toglie che tu abbia uno strumento pensato per uccidere per le mani

    Bene, se tu per principio non sei favorevole ai DRM (e al TC, credo), dimmi che margini di discussione possiamo avere, a questo punto…

    Non l’ha mica detto il dottore che si debbano avere margini per forza, stai esponendo il tuo pensiero radicato dalle tue esperienze precedenti e dai tuoi interessi personali, io sto esponendo il mio che incidentalmente è diametralmente opposto al tuo.

    Nessuno dei due convincerà l’altro, ma il parere di entrambi servirà a formare le idee di chi non si è mai interessato all’argomento, è a questo che servono o dovrebbero servire articoli e relativi commenti.

    Peraltro ti faccio notare che io non mi sono mai sognato di mischiare faccende che fossero configurabili come mio interesse col mio ruolo di divulgatore, ne quando questo è stato ufficializzato, ne quando questo si è svolto per passione sui forum.

    Espongo quello che ritengo giusto piuttosto di quello che ritengo comodo, anche quando l’opinione espressa dovesse essere nociva per le mie tasche, e l’argomento presente può configurarsi tranquillamente come uno di questi casi.

    E questo ci rende distanti non solo nel merito ma anche nel metodo.

  • # 86
    The Solutor
     scrive: 

    @j

    vedo che il mio ragionamento è stato ancora una volta frainteso – comincio a pensare di non sapermi proprio esprimere
    riprovo con periodi più brevi…

    1) per produrre ricambi o mod, sia per la fiat sia per la console, serve accesso ai progetti originali;

    Ma dove, ma quando ?

    Se hai una impresa metalmeccanica e vuoi metterti a produrre dischi dei freni, ne prendi uno originale, lo misuri valuti il materiale costruttivo e ne fai uno uguale.
    Lo fa FIAT stessa quando deve produrre ricambi per modelli non più in produzione (non crederai che se ti serve la portiera di una TIPO questa venga prodotta come veniva prodotta quando la tipo era in vendita)

    Reverse engeneering, se vuoi usare un termine pomposo.

    Ma nello stesso tempo, l’esempio dimostra quanto il reverse engeneering sia la cosa più normale di questo mondo.

    Con la consolle questo non è possibile, guarda un po’ a causa delle protezioni HW/SW

    2) è nel diritto sia di fiat che di MS che sony, decidere a chi concedere in licenza tali progetti e specifiche, ed eventualmente di non concederli, se questo può danneggiarli (questo spero sia pacifico, perchè è al centro del discorso)

    Diritto de che ? Persino la UE ha legiferato per far si che l’oligopolio negli autoricambi venisse meno

    3) fiat, però una volta venduta la macchina è a posto – è rientrata dei costi ripartiti su quella macchina, il tizio che che installa una rom rimappata per la centralina o la fanaleria al finto xeno, così come quello che le progetta e produce, non la danneggiano economicamente;

    Non è vero neanche questo, un ricambio mal costruito e diffuso può danneggiare l’immagine dei suoi prodotti, esattamente come un dialer per pc può dannggiare chi volesse fornire contenuti leciti a pagamento.

    4) microsoft e sony invece vendono console sottocosto contando sulle royalty dei giochi venduti – quindi sulle console piratate subiscon operdite nette

    Questo è vero, ma quando si sceglie la via di praticare prezzi scorrelati dal valore intrinseco di un prodotto si commette una stortura, ed eventualmente la si subisce.

    Come si suol dire chi è causa del suo mal pianga se stesso

    => sei d’ accordo che non sia nell’ interesse di MS e sony aprire la loro console ad usi che le possano danneggiare, e che abbiano il diritto di tutelarsi, o no?

    Sony o MS campano per far soldi ed è normale che si muovano sfruttando ogni ancgolino che leggi e regolamenti gli consentono, ed è perl’appunto di questo che si sta discutendo, di dove possano spingersi, dello sp’azio che le leggi gli debbano lasciare.

  • # 87
    j
     scrive: 

    Diritto de che ?

    se io creo della proprietà intellettuale (in genere), è mia, e ho il diritto capitalizzarla e di scegliere a chi concederla in licenza
    mi porti il testo preciso della normativa che mi toglie tale diritto? o non puoi e contesti per partito preso?

    Persino la UE ha legiferato per far si che l’oligopolio negli autoricambi venisse meno

    persino…
    con gli autoricambi era un po’ lo stesso problema dei farmaci generici – hw compatibile, se non proprio lo stesso originale, ma venduto obbligatoriamente sotto un certo nome e attraverso un certo canale distributivo
    soprattutto i ricambi sono un qualcosa di necessario per far sì che l’ auto continui a svolgere la sua funzione, le mod invece non sono rimpiazzi per componenti originali, nè tantomeno sono necessarie al funzionamento della console per come previsto da chi l’ ha progettata, tutt’ altro http://www.penale.it/page.asp?mode=1&IDPag=450

    un ricambio mal costruito e diffuso può danneggiare l’immagine dei suoi prodotti, esattamente come un dialer per pc può dannggiare chi volesse fornire contenuti leciti a pagamento.

    un qualunque produttore risponde di quello che fa uscire dalla fabbrica, è normale – e trattandosi di hw meccanico soggetto a tolleranze e usura, soggetto a errori umani nella progettazione, nell’ assemblaggio ecc è quasi normale che vi possano essere difetti, al che il danno d’ immagine dipende dalla (mancanza di) tempestività del richiamo
    mentre, se uno monta un componente aftermarket non originale per l’ auto, è consapevole della possibilità di differenze rispetto all’ originale – anzi magari l’ acquista proprio per quello, vedi la fanaleria, i freni potenziati, le minigonne “tuning” ecc

    ma questo che c’ azzecca con il discorso che volevo fare io, che una casa automobilistica non è danneggiata dalla presenza di ricambi “tuning” aftermarket contrariamente a MS e Sony dalle mod – perchè i ricambi tuning aftermarket costituiscono un acquisto a parte rispetto a quello della vettura, e la vettura è venduta sovra, non sottocosto?

    come al solito, si continua a fraintendere e sviare il discorso…

    Questo è vero, ma quando si sceglie la via di praticare prezzi scorrelati dal valore intrinseco di un prodotto

    e tale valore lo dovresti stabilire tu? l’ uomo della strada qualunque, estraneo a produzione e distribuzione del gioco? in base a quale principio?

    si commette una stortura, ed eventualmente la si subisce.

    i giochi sono beni voluttuari, prodotti per soddisfare un’ esigenza di chi ha tempo da perdere
    vuoi divertirti? io vendo console e tizio vende giochi;
    costano troppo? non li compri, non è che ne hai bisogno per vivere o che l’ abbia prescritti il medico (anzi, i medici spesso e volentieri raccomandano di passare meno tempo possibile davanti allo schermo)
    per cui è più lontano dalla norma chi vende giochi (adottando delle misure per tutelarsi contro gli abusi) o chi mette in atto vendette per presunte ingiustizie che esistono solo nella sua testa (ma in realtà fa solo i suoi comodi)?
    Come si suol dire chi è causa del suo mal pianga se stessose io vendo un gioco a un prezzo eccessivo e nessuno lo compra (ma anche nessuno lo pirata), mea culpa
    ma quello che intendi tu è sostanzialmente dare la colpa di un torto (vedere i propri prodotti usati a scrocco) a chi lo subisce giustificando chi lo commette, “costretto” dalle circostanze
    come se chi violenta una ragazza fosse da perdonare perchè “costretto” dall’ atteggiamento o dal modo di vestire di lei…

  • # 88
    ares17
     scrive: 

    @j
    LA PROPRIETA’ PRIVATA Secondo il codice civile il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in “modo pieno ed esclusivo”, entro i limiti e con gli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico. Il proprietario può utilizzare la cosa, cioè può trarne il valore d’uso che essa ha. Il proprietario è teoricamente libero di usare o non usare il bene, di decidere come usarlo, di trasformarlo e al limite di distruggerlo. Questa libertà è però sottoposta ai limiti stabiliti dall’ordinamento giuridico. Il proprietario può alienare la cosa, cioè può realizzare il valore di scambio che essa ha. La facoltà di disporre della cosa si realizza mediante alcuni strumenti giuridici, principalmente il contratto (vendita, locazione) e il testamento.

    Dalla costituzione:

    La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.

    La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.

    La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale.

    La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.

    Come vedi il diritto del produttore di decidere l’uso che se ne possa fare di un bene venduto è tutt’altro che sancito dalle leggi italiane, e gli unici limiti nell’utilizzare un oggetto di proprietà è dato dalle leggi dello stato, e per nessuna ragione dal produttore.

    Questo è quello che dice la legge dello stato sovrano d’Italia, e se tu pensi che basta costruire o vendere un prodotto per decidere l’uso esclusivo che se ne possa fare dopo la cessione del possesso dovresti riportare almeno delle fonti, perchè non basta solo dire quello l’ho progettato e costruito io quindi decido io per te cosa farci.

  • # 89
    The Solutor
     scrive: 

    se io creo della proprietà intellettuale (in genere), è mia, e ho il diritto capitalizzarla e di scegliere a chi concederla in licenza
    mi porti il testo preciso della normativa che mi toglie tale diritto? o non puoi e contesti per partito preso?

    Hai fatto un esempio preciso ed io l’ho contestato, con un esempio pratico, poi, ovvio che anche fiat ha delle proprietà intellettuali, dei brevetti su particolari e sul design, ma questo non cambia il paragone.

    Se devo cambiare i freni a disco o l’alternatore basta che mi reco da un produttore che ne ha fatto uno uguale (senza chiedere il permesso a nessuno).

    Se voglio cambiare il cdrom alla xbox non posso farlo.

    Notata la “sottile” sfumatura che distingue i due casi ?

    nè tantomeno sono necessarie al funzionamento della console per come previsto da chi l’ ha progettata

    Eh, magari vallo a raccontare a chi usava linux sulla PS3.

    Ti risulta che fiat abbia tolto la retromarcia su delle auto dopo averle vendute ?

    e tale valore lo dovresti stabilire tu? l’ uomo della strada qualunque, estraneo a produzione e distribuzione del gioco? in base a quale principio?

    So dirti con certezza chi NON lo deve stabilire, ovvero i diretti interessati.

    Da che mondo è mondo i regolamenti e le leggi non li si fa fare a chi di queste leggi ne trae diretto beneficio.

    Che poi in Italia abbiamo delle simpatiche eccezioni alla regola credo sia noto in tutto il mondo, che ci ride dietro per questo, ma non divaghiamo…

    i giochi sono beni voluttuari, prodotti per soddisfare un’ esigenza di chi ha tempo da perdere
    vuoi divertirti? io vendo console e tizio vende giochi;
    costano troppo? non li compri, non è che ne hai bisogno per vivere o che l’ abbia prescritti il medico (anzi, i medici spesso e volentieri raccomandano di passare meno tempo possibile davanti allo schermo)
    per cui è più lontano dalla norma chi vende giochi (adottando delle misure per tutelarsi contro gli abusi) o chi mette in atto vendette per presunte ingiustizie che esistono solo nella sua testa (ma in realtà fa solo i suoi comodi)?

    Premesso che l’ultima consolle che ho comprato è stata PONG, fa sempre piacere vedere come la gente passi dal liberismo estremo al manganello a seconda di cosa gli convenga nello specifico pezzo di discorso.

    Ora dal lato produttore dobbiamo essere inflessibili, garantirgli leggi e strumenti a prova di bomba, perché (poverini) hanno bisogno di essere difesi, quando invece si parla degli utenti, lasciamo tutto in balia del libero mercato, senza regole. Comodo no ?

    ma quello che intendi tu è sostanzialmente dare la colpa di un torto (vedere i propri prodotti usati a scrocco) a chi lo subisce giustificando chi lo commette, “costretto” dalle circostanze

    Se i distributori di benzina si mettessero d’accordo per vendere la benzina a 15 euro al litro vedi se la gente non inizierebbe ad assaltare i distributori.

    Qui succede esattamente la stessa cosa,i giochi per consolle vengono venduti ad un prezzo folle e la gente, quando può, si arrangia.

    Non giustifico i secondi ma mi guardo bene dal prendere le parti dei primi.

    come se chi violenta una ragazza fosse da perdonare perchè “costretto” dall’ atteggiamento o dal modo di vestire di lei…

    Se lascio l’auto aperta col navigatore satellitare in bella vista, in una zona malfamata della città e me lo ciulano, quelli che me l’hanno rubato restano dei ladri ma io ho dimostrato di essere un po’ pirla.

    Direi che lo stesso identico ragionamento si applica al tuo caso, uno stupratore resta sempre uno stupratore, ma da li a sentirsi autorizzata a girare vestita come Belen in ogni occasione e luogo ce ne passa.

  • # 90
    j
     scrive: 

    ares17

    sproloquio sul fatto che la costituzione preveda la proprietà privata

    quello che citi è solo il principio per cui l’ italia non è uno stato comunista (e meno male) ma uno in cui il singolo cittadino può disporre di ciò che possiede
    ma come puoi vedere anche tu, non si fa menzione alcuna di come un oggetto debba essere costruito, nè di come debba essere usato, perchè questo?
    perchè esiste poi la (abbondante) normativa specifica a cui fare riferimento caso per caso – è anche vero che spesso e volentieri questa lascia dei vuoti o ambiguità da coprire con l’ interpretazione, nel qual caso diventano determinanti le singole sentenze
    e a proposito di sentenze, ti suggerisco di dare una letta a quella della corte di cassazione che ho linkato nel post 87 ;-)

    the solutor

    Se devo cambiare i freni a disco o l’alternatore basta che mi reco da un produttore che ne ha fatto uno uguale (senza chiedere il permesso a nessuno).

    i freni forse, la centralina del motore la vedo un po’ più difficile
    tipicamente questa è un modello specifico, ed è codificata per la singola vettura (uno dei motivi per cui qualora dovesse essere sostituita, la nuova va programmata -con un firmware disponibile solo ai centri assietnza autorizzati- e per cui i kit tuning solitamente non prevedono centraline sostitutive ma rom alternative per quelle di serie)
    noti qualche somiglianza con il caso della xbox?

    Se voglio cambiare il cdrom alla xbox non posso farlo.

    ma ancora non avete dato nessuna ragione per cui tu utente, debba poterlo fare, cioè abbia il diritto di sostituirlo direttamente (senza passare per l’ assistenza) e a poco prezzo

    si continua a dire [devo poterlo cambiare], perchè ora non posso cambiarlo [e voglio poterlo fare]
    che è come dire
    “voglio che le cose siano in un certo modo perchè adesso non lo sono”
    “e questo in base a quale principio universale?”
    “perchè lo dico io”

    che è praticamente un’ argomento autogiustificantesi, ma unilateralmente, che quindi ad un osservatore “altro” (esterno a te) non può che apparire estraneo e assurdo
    e questo perchè siamo in democrazia tu sei uno dei tanti del popolo, non il capo dello stato, nè il legislatore nè uno dei soggetti su questo influenti
    per far accettare a questi la tua richiesta devi rompere il circolo vizioso dell’ autogiustificazione circolare e motivarla in termini, e sulla base di principi che anche lui condivida, non sulla base dei tuoi desideri che restano solo tuoi

    Eh, magari vallo a raccontare a chi usava linux sulla PS3.
    Ti risulta che fiat abbia tolto la retromarcia su delle auto dopo averle vendute ?

    la retromarcia su un’ auto è una caratteristica imprescindibile, senza mi pare che l’ auto non possa nemmeno essere omologata…
    ma il supporto a linux mi pare non fosse una caratteristica imprescindibile o riportata come tale sulla confezione – ma un di più, un di più che per alcuni è stata la discriminante all’ acquisto, ma comunque un di più su cui sony non avrebbe avuto “obblighi”, peraltro un di più che si è scoperto creare una porta di accesso per i pirati, quindi una spada di damocle sul suo business
    e tu avresti preteso che sony accettasse di buon grado di essere rovinata nel suo core business solo per fare una favore alla “comunità” linux (peraltro, l’ utenza linux YDL, SU PS3, una nicchia nella nicchia nella nicchia)?

    So dirti con certezza chi NON lo deve stabilire, ovvero i diretti interessati.[cut]

    in italia abbiamo una normativa sul diritto d’ autore abbastanza severa e repressiva, è vero, ma è così perchè il legislatore si è convinto che i più danneggiati in questa situazione siano i produttori, essendo venuto meno il principio “un prodotto (e un dvd contenente musica o un gioco è un prodotto) va comprato”
    ora, qualora fossi tu un produttore di contenuti, diresti ancora che si tratta di una legge ingiusta e ad personam , o diresti che si tratta di una legge che deriva da un giusto principio?

    Se i distributori di benzina si mettessero d’accordo per vendere la benzina a 15 euro al litro vedi se la gente non inizierebbe ad assaltare i distributori.

    personalmente ritengo più probabile (e sperabile) che si torni all’ austerity modello anni 70, e la gente torni ad andare in biciletta…

    come dicevo prima, un gioco costa x copia principalmente perchè è costato y da produrre e il publisher stima di venderne z copie
    se gli venisse promesso di venderne 2*z, la singola copia potrebbe essere venduta a x/2, ma solo se la promessa venisse mantenuta
    in alternativa si può ridurre y, tagliando sui costi di produzione, ma allora i giocatori si ritroverebbero con un gioco di livello (feature, grafica, sonoro, realismo, cura complessiva ecc) comunque inferiore – che comunque non sarebbe più di classe AAA o competitivo con gli altri titoli di classe AAA, quindi lo stesso publisher potrebbe decidere di non farlo proprio uscire

    qui a genova si dice: “sciuscia’ e sciurbi’ nu se peu”…

  • # 91
    ares17
     scrive: 

    @j
    Quello che tu definisci principio della costituzione invece è la legge assoluta.
    La proprietà privata viene definita alienabile perchè cedibile (e con la cessione si perde in toto la possibilità unilaterale di fruirne).
    Le modifiche sono regolate da leggi perchè per esempio modificare una scacciacani in un pistola è illegale (per ovvi motivi stabiliti dalla legge), ma modificarla per farci un fermacarte (anche da una pistola vera) è perfettamente legale.

    Di come un oggetto debba essere costruito ci sono un’infinità di leggi e norme (prova a produrre qualcosa rifinendola con vernice contenente piombo e vedi)ed anche delle limitazioni nell’uso di standard proprietari.

    La parte prima della citazione dell’articolo della costituzione era un estratto da una sentenza di cassazione, mentre la sentenza da te linkata si riferisce alla precisa appurazione che il mod chip del caso era venduto e pubblicizzato con il preciso scopo di poter riprodurre materiale acquisito illegalmente.

    La legge italiana addirittura ti permette di comprare una ps3, modificarla, e rivederla (sempre che nella modifica non si violi qualche legge, tipo trasformarla in uno scanner radio su bande riservate) senza commettere nessun illecito (sony non viene danneggiata in quanto ha ricevuto il giusto compensa da lei stessa pattuito nell’atto di vendita).

    Tutti i tuoi ragionamenti sulla leicità di una modifica (perchè sarebbe pure illegale la sostituzione da parte dell’utente il cavo di alimentazione) sono tue supposizioni, per’altro infondate.

    Ps: la retromarcia non è obbligatoria per l’omologazione di un autoveicolo, ma chi comprerebbe un auto senza retro? (alcuni cambi automatici usano un inversore invece che la retro per permettere il movimento nel senso opposto a quello di marcia).

  • # 92
    ares17
     scrive: 

    @j
    in italia abbiamo una normativa sul diritto d’ autore abbastanza severa e repressiva, è vero, ma è così perchè il legislatore si è convinto che i più danneggiati in questa situazione siano i produttori, essendo venuto meno il principio “un prodotto (e un dvd contenente musica o un gioco è un prodotto) va comprato”
    ora, qualora fossi tu un produttore di contenuti, diresti ancora che si tratta di una legge ingiusta e ad personam , o diresti che si tratta di una legge che deriva da un giusto principio?

    Ma sai in che settore è valido il diritto d’autore?
    Percaso hai il bollino siae sulla tua ps3 o xbox?

  • # 93
    Nat
     scrive: 

    Credere che in presenza di un sistema blindato stile ps3 i vantaggi economici li sentano anche i consumatori mi sembra una contraddizione alla realta’ dei fatti.
    Proprio il caso ps3 mostra come con sistemi del genere i diritti degli utenti sono opzionali e i costi sempre molto alti.
    Ormai la sony, anche con la ps3, vende con ricavo la propria console, tuttavia i prezzi dei giochi non sono affatto calati. Ma i prezzi notevolmente piu’ alti delle versioni pc non erano dovuti ai mancanti guadagni sull’hardware? Si, ma se possono guadagnarci di piu’ perche’ non farlo (del resto sono aziende).
    Il caso linux e’ un’altro esempio. Forse riguardera’ la nicchia della nicchia ma resta un abuso commesso da sony, anche se le vittime sono poche non e’ certo giustificabile ne meno grave. Se era un problema per loro magari ci dovevano pensare in fase di progettazione, o evitare di usare quella feature per pubblicizzare il proprio prodotto; far pagare un loro errore agli acquirenti e’ disonesto.

    Anche il solito discorso per cui se non si parla di pane e acqua i principi di equita’ sul costo dei prodotti si possono buttare nel cesso e’ ridicolo. Viviamo in un mondo ben piu’ complesso di quello dell’eta’ della pietra, in un’economia che vive sulla presenza di beni che vanno oltre al cibo e che fa’ del consumismo di massa il motore principale; scordarsene quando fa comodo, ed invocarlo quando ci si lamenta della crisi e delle aziende che chiudono e i posti di lavoro che saltano e’ parecchio ipocrita.

    Sono convinto anch’io che il DRM forte funzioni per gli scopi delle aziende, ho pochi dubbi, il problema non e’ mai stato quello per me, e gia’ negli altri articoli ne ho parlato. Mi piacerebbe vedere una condizione in cui i diritti e doveri di entrambe le parti sono ben definiti, non affidare la difesa di diritti di parte all’uso di “super strumenti” in mano a coloro che dispongono gia’ di un potere economico e politico senza rivali. Quando legalmente sara’ presente una situazione di equita’ tra produttore e consumatore e si potra’ star tranquilli che leggi come l’equo compenso non possano mai trovare strada, allora accogliero’ ben volentieri uno strumento che consenta alle aziende di veder rispettati nella pratica i loro diritti alla remunerazione.

  • # 94
    j
     scrive: 

    Di come un oggetto debba essere costruito ci sono un’infinità di leggi e norme (prova a produrre qualcosa rifinendola con vernice contenente piombo e vedi)

    certo, ma si occupano principalmente di garantire che il prodotto soddisfi dei criteri di sicurezza – la vernice non può avvelenare istantaneamente l’ imbianchino così come l’ elettrodomestico non può folgorare chi lo tocchi (a maggior ragione se si tratta di un giocattolo, come una console per videogiochi)
    su quello che c’è “dentro”, e come venga prodotto, il, ehm, prodotto, posto che passi i requisiti di sicurezza, non mi risulta le legge metta veti di sorta (non per quanto riguarda le apparecchiature elettroniche, quantomeno)

    ed anche delle limitazioni nell’uso di standard proprietari.

    le limitazioni di cui parli hanno senso quando si ponga un requisito di interoperabilità – qui si tratta di ricambi per cose che stanno dentro apparati venduti a scatola chiusa, dove lo vedi il bisogno di interoperabilità?
    e d’ altra parte, la x360 è ancora sul mercato, pensi che lo sarebbe se violasse le norme di legge tendenti a garantire l’interoperabilità?
    o non è più realistico pensare che se non vi sono i presupposti giuridici perchè le legge infici la progettazione di un prodotto al di là dei requisiti di sicurezza?
    e che volere a tutti i costi che il drive xbox sia standardizzato per poter usare componentistica mainstream, qualunque persona che non sia un “geek” lo veda come un capriccio di qualcuno che ha vissuto troppo a lungo nel ristretto mondo dei pc e ha finito per perdere di vista il quadro d’ insieme delle cose, in cui esistono “prodotti” ed esistono “ricambi per prodotti”?

    La parte prima della citazione dell’articolo della costituzione era un estratto da una sentenza di cassazione, mentre la sentenza da te linkata si riferisce alla precisa appurazione che il mod chip del caso era venduto e pubblicizzato con il preciso scopo di poter riprodurre materiale acquisito illegalmente.

    in violazione del diritto d’ autore, il che rende la vendita di mod chip illegale
    ma il motivo per cui avevo linkato quella sentenza e che la rende interessante era anche un altro: si indaga sulla funzione della playstation in quanto apparecchio, e si conclude che la sua funzione non sia di “elaboratore” nè di semplice “apparato per la riproduzione di immagini in movimento”, ma di “apparato per videogiochi”, che in pratica è al tempo stesso un caso a parte e la somma dei due precedenti, in quanto i giochi sono (non cito testualmente) “immagini e suoni in movimento sullo schermo in virtù di un programma che li fa muovere”
    quindi esistono casistiche a cui ogni tipo di apparato afferisce ai fini legali, e casi in cui siano presenti normative che ne regolamentino l’ utilizzo, con buona pace del “è mio, ne faccio quello che voglio” …

    La legge italiana addirittura ti permette di comprare una ps3, modificarla, e rivederla (sempre che nella modifica non si violi qualche legge, tipo trasformarla in uno scanner radio su bande riservate)

    questo che tu stesso scrivi equivale esattamente a dire che chi ha la potestà su un bene può farne tutto ciò che la potestà gli consente (usarlo, venderlo, lasciarlo in eredità, financo alienarlo) ma esistono dei paletti al tipo di uso che un utente può fare di esso (visto che tu stesso fai un esempio, a cui no navevo pensato peraltro, di modifiche che sfociano nell’ illegale) pur essendone il proprietario – quindi contraddici il tuo discorso di prima…

    direi che si può chiudere qua (finalmente!) :-)

    Tutti i tuoi ragionamenti sulla leicità di una modifica

    ALT
    rileggi attentamente
    a me premeva solo confermare che se io produttore progetto un apparato, non sono tenuto a progettarlo in un certo modo perchè gli utenti finali possano metterci le mani facilmente ed economicamente (che è quello che voialtri pretendete)

    ma di “liceità della modifica” (sottinteso con i mezzi a disposizione, tolti i mod chip che sono stati giudicati illegali), cioè che l’ utente non può aprire la console e smontarla/distruggerla, dove l’ avrei scritto? non l’ ho scritto, infatti l’ hai tirata in ballo tu con il discorso sulla costituzione

    (sony non viene danneggiata in quanto ha ricevuto il giusto compensa da lei stessa pattuito nell’atto di vendita).

    sbagliato
    sony non ha ricevuto il giusto compenso perchè la console l’ ha venduta sottocosto (non avesse fatto così il prezzo della playstation sarebbe molto più alto, e o non la comprerebbe neesuno, o il mercato non farebbe che denigrarla per il costo eccessivo), ripartendo il compenso tra la console stessa e i giochi
    quindi, E’ danneggiata, eccome…

    (alcuni cambi automatici usano un inversore invece che la retro per permettere il movimento nel senso opposto a quello di marcia).

    e se usi un motore elettrico puoi a seconda del motore non avere nemmeno bisogno dell’ inversore meccanico, ma che c’ entra? quel che conta è “far procedere il veicolo all’ indietro”, come venga ottenuto ciò sono dettagli che riguardano l’ implementantore/progettista

  • # 95
    ares17
     scrive: 

    @j
    sbagliato
    sony non ha ricevuto il giusto compenso perchè la console l’ ha venduta sottocosto (non avesse fatto così il prezzo della playstation sarebbe molto più alto, e o non la comprerebbe neesuno, o il mercato non farebbe che denigrarla per il costo eccessivo), ripartendo il compenso tra la console stessa e i giochi
    quindi, E’ danneggiata, eccome…

    Sicuro di questo?

    Il giusto compenso per la legge è quello spettante dalla contrattazione tra le parti, e se sony propone un prezzo ed io acquisto accettando quel prezzo credi che io abbia dei debiti in favore di sony?

    Le emissioni emi prodotte da un dispositivo, l’omologazione per la trasmissione telematica e centomila altre norme alle quali un produttore deve sottostare per vendere.
    O credi che il marchio cei è solo un’aggiunta estetica?

    Per quanto riguarda i cosidetti mod-chip questi sono tutti legali fintanto che non servono ad aggirare la protezione del software: un mod-chip che mi permette di installare linux su una consolle e che non mi faccia girare software senza avendone diritto è perfettamente legale:
    Il software è un’opera d’ingegno, l’hardware è un prodotto.
    Del software acquisto il diritto ad utilizzarlo nei termini del contratto, l’hardware non ha limiti di sorta nei confronti del produttore.

    Ps c’è un modello di auto regolarmente omologato in Italia che difatti non ha la capacità autonoma di muoversi nel senso opposto di marcia. ;)

  • # 96
    The Solutor
     scrive: 

    i freni forse, la centralina del motore la vedo un po’ più difficile
    tipicamente questa è un modello specifico, ed è codificata per la singola vettura (uno dei motivi per cui qualora dovesse essere sostituita, la nuova va programmata -con un firmware disponibile solo ai centri assietnza autorizzati- e per cui i kit tuning solitamente non prevedono centraline sostitutive ma rom alternative per quelle di serie)
    noti qualche somiglianza con il caso della xbox?

    E’ esattamente qua che ti volevo…

    Quello che è sempre stato l’approccio sui ricambi auto smette improvvisamente di esserlo nel punto dove finisce l’auto e dove inizia il computer, perché la centralina questo è.

    Ti pare normale ?

    Ancora una volta appena si ha la schiena protetta dalle protezioni informatiche, si coglie la palla al balzo per modificare usi e costumi vecchi di secoli.

    ma ancora non avete dato nessuna ragione per cui tu utente, debba poterlo fare

    Mi dai una ragione per cui esistono auto in grado di fare i 250 Kmh quando i limiti stanno al massimo a 130 ?

    Mi dai una ragione per la quale nessuno ti vieta di ingerire 6000 calorie al giorno quando te ne bastano 2500 ?

    Si chiama libero arbitrio, ed il libero arbitrio prevede anche la possibilità di commettere cose opinabili, sbagliate, illecite, o illegali.

    E non si vieta la nutella con la scusa, che poi finisce che tene mangi mezzo chilo.

    la retromarcia su un’ auto è una caratteristica imprescindibile, senza mi pare che l’ auto non possa nemmeno essere omologata…
    ma il supporto a linux mi pare non fosse una caratteristica imprescindibile o riportata come tale sulla confezione – ma un di più, un di più che per alcuni è stata la discriminante all’ acquisto, ma comunque un di più su cui sony non avrebbe avuto “obblighi”

    Non arrampichiamoci sugli specchi, non devi essere tu, ne deve essere sony a giudicare cosa è imprescindibile. Anche perché ti chiederei la riproduzione dei blu ray, a questo punto lo è ?
    Seguendo il tuo ragionamento non lo è… si tratta di una consolle…

    Qua la faccenda lampante è che un produttore si è permesso di riprendersi una cosa che ti aveva venduto, e senza neanche la scusante del rimborso come avvenuto nel caso di Amazon.

    Ma il punto non è questo, il punto è, se questi si permettono gesti di questo genere nel 2010, cosa faranno nel 2015 ? E nel 2020 ?

    ora, qualora fossi tu un produttore di contenuti, diresti ancora che si tratta di una legge ingiusta e ad personam , o diresti che si tratta di una legge che deriva da un giusto principio?

    Io sono un produttore di servizi, e potrei applicare tranquillamente lo stesso principio.

    Chi mi vieta di riempire di password e di cifrature i miei server, consentendomi di legare a doppia mandata i miei clienti per tutta la durata del server o di chi per esso ?

    Me lo vieta il fatto che sono una persona onesta.

  • # 97
    The Solutor
     scrive: 

    P.S. qualcosa inizia a muoversi nella direzione del buon senso.

    http://arstechnica.com/tech-policy/news/2010/07/apple-loses-big-in-drm-ruling-jailbreaks-are-fair-use.ars

  • # 98
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Aggiungiamo questa notizia per completezza:

    http://www.hwupgrade.it/news/apple/usa-jailbreak-iphone-legale-ma-invalida-comunque-la-garanzia_33394.html

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