di  -  martedì 18 marzo 2008

revolutionRevolution non è solo il titolo di un film, ma anche il giusto nome da dare all’approccio che il produttore ha dato alla distribuzione della sua pellicola, che ha vinto vari premi, ma che non è mai riuscita a convincere Hollywood a produrre una distribuzione massiccia.

Bret Carr, il produttore del film, ha deciso di proiettare il film nelle sale lasciando libero il pubblico di pagare quanto ritenuto adeguato, al termine della proiezione. La stessa modalità l’ha adesso applicata al web e il successo, o quanto meno il “caso”, pare scontato.

Recandosi sul sito ufficiale del film si legge della bella storia di successi e premiazioni, la lunga lavorazione e il duro percorso artistico degli attori che è sfociato nella delusione di non vedersi distribuiti su larga scala da Hollywood.

Sempre nello stesso sito è possibile, dopo una brevissima registrazione gratuita, vedere il film e, solo al termine, se lo si ritiene opportuno si potrà fare una donazione dell’importo che si pensa sia adeguato.

È sicuramente una rivoluzione nel mondo del cinema, dominato dai grandi blockbusters che impongono prezzi e strategie di distribuzione, spesso stritolando lavori eccellenti e portando alla ribalta pellicole mediocri. Internet cambia le carte in tavola ponendo, come più volte detto, il consumatore al centro e dandogli lo strumento per farsi sentire.

Il concetto di pagare “quanto si ritiene opportuno” non è invece nuovo alla mentalità statunitense. Chi ha avuto la fortuna di poter visitare musei come il Metropolitan Museum of Art o l’American Museum of Natural History avrà certamente notato che tutti i prezzi sono “consigliati”, in quanto alla cassa, volendo, si può pagare anche solo un centesimo e ottenere il biglietto di ingresso.

Questo sistema funziona solo se chi offre il prodotto/servizio è certo della sua bontà, mentre fa paura a chi non è del tutto convinto di ciò che offre al consumatore.

Io trovo straordinariamente interessanti queste iniziative fuori dal comune, che aprono nuove prospettive e incentivano un dibattito. Trovate le giuste formule e le corrette modalità applicative, penso che questo modello potrebbe trovare una sua applicazione su larga scala.

3 Commenti »

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  • # 1
    Paganetor
     scrive: 

    è una iniziativa sicuramente interessante, ma ha una pecca: fa leva sulla buona fede del consumatore.

    E non in tutti i paesi del mondo c’è un numero sufficiente di consumatori disposti a pagare un buon servizio se possono averlo gratis…

  • # 2
    Zago
     scrive: 

    Ho paura che in italia il film piacerà a ben poca gente … anche se in realtà potrebbe essere un bel film

  • # 3
    Mattia
     scrive: 

    Non confondete l’Italia con il resto del mondo parlando di spettatori, mi raccomando.

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