di  -  giovedì 13 marzo 2008

I soliti ignotiÈ questa l’accusa informale, ma non troppo velata, lanciata dal generale Chilton: un’intensa ondata di attacchi sta colpendo i siti governativi USA e le autorità competenti – Chilton è responsabile del comando delle forze strategiche in materia di sicurezza nazionale – basandosi su precedenti attacchi di provata provenienza cinese, deducono che anche stavolta si tratti dei “soliti ignoti”.

La questione come accennato non è nuova: già in precedenza gli USA hanno affermato con certezza di aver subito attacchi di questo genere provenienti dalla Repubblica Popolare meno popolare del pianeta, attacchi che tra l’altro hanno ottenuto risultati imbarazzanti per i sistemi di difesa dei network governativi americani.

L’obiettivo dei tentativi di intrusione, che fonti interne al Pentagono stimano ammontare quotidianamente a molte decine di migliaia, è la sottrazione di dati sensibili e secretati.

Il governo cinese continua a smentire, ma sono molte a vedere con sospetto la coesistenza di un regime di controllo totale dei dati che circolano nelle reti nazionali cinesi, e l’enorme frequenza dei tentativi di cracking transfrontalieri. È davvero possibile che si tratti di gruppi autonomi? E cosa succederebbe se questi bricconcelli agissero contro i network governativi locali?

Alcuni vedono nell’intensificarsi dei tentativi di sottrazione di dati sensibili, l’apertura di un nuovo fronte della guerra fredda. Una guerra che potrebbe diventare anche un po’ più che fredda: il generale Chilton si è spinto fino a considerare gli attacchi informatici alla stregua di veri e propri attacchi.

Fonte: L’Inq

2 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Ilruz
     scrive: 

    Link a latere: http://www.popularmechanics.com/technology/industry/4253628.html

    Materiale di rete marchiato come americano, realizzato in cina. Quanti computer militari hanno su una scheda di rete made in china, pronta a rispondere ad un satellite cinese? per disattivarsi … o peggio?

    La guerra fredda non e’ mai terminata, le varie fazioni (non parteggio per nessuno, sia chiaro) sono ancora ostili, spesso per motivi piu’ industriali che politici. In russia tutto e’ in vendita, eventuale tecnologia si fa prima ad acquistarla con fattura, piuttosto che “rubarla”: in Cina non e’ cosi’ facile – per quanto la corruzione sia diffusa … non e’ la regola, tutt’altro. I trasferimenti di tecnologia *verso* la cina sono molto difficili, per motivi strategici e commerciali.

    Tornando in topic: anni fa mi ero chiesto quanto esplosivo potesse essere chiuso sotto il package ceramico di un chip. Ora c’e’ molto di peggio di “semplice esplosivo” in grado di fare danni locali: se ci fosse un virus, magari genetico, addio a tutti quelli presenti i citta’. I matti in circolazione sono tanti, e sono tanti anche quelli a cui fa comodo che “agiscano da matti” liberamente.

  • # 2
    Stefano
     scrive: 

    Sembra di essere in un romanzo di Tom Clancy :)

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.