di  -  mercoledì 12 marzo 2008

HAGUS robotic machineHo un’altra riflessione sulle tecnologie che aiutano a imparare: fino a qualche anno fa imparare a suonare un pezzo musicale con uno strumento significava 3 cose: saper suonare lo strumento, avere orecchio e/o saper leggere gli spartiti.

Una variazione sul tema poteva essere se avevamo un amico con la nostra stessa passione disposto a darci una mano, ad aiutarci. Al giorno d’oggi invece ci sono i videotutorial e migliaia di persone che mettono online i video di loro stessi che suonano pezzi musicali di ogni genere: questo perché la vista è in grado di darci molte più informazioni di quante ne possiamo trarre da uno sparito (ad esempio sapere con quale mano si conclude una serie di colpi sulla batteria) ma un video mantiene inalterate le possibilità di un file, per esempio si può rallentare nei passaggi più complicati. Io stesso imparo molto più velocemente un pezzo con mezz’ora di Youtube piuttosto che 4 ore di CD in cuffia.

Tutto questo presuppone di avere una dote fondamentale: il ritmo dentro. Ma pare che ci sia qualcuno convinto che la tecnologia può ovviare anche a quello, e insegnarti “a forza” quella che secondo me è una dote, o almeno una predisposizione. Graham Grindlay ha costruito un macchinario capace di insegnare a novizi batteristi ad andare a tempo con una sequenza musicale, forzando il movimento del braccio; all’inizio era partito con bacchette magnetiche, ma poi si è accorto che far muovere il braccio, imprigionato dentro a quella macchina un po’ infernale a vedersi, era più educativo.

HAGUS – questo il nome della macchina – permette ad un batterista esperto di registrare un path musicale che poi verrà insegnato ad un novizio. Su un campione di 32 persone totalmente digiune di batteria, Grindlay dice che quelli sottoposti al macchinario hanno imparato il 18% più velocemente.

Sarà, ma come dice lui stesso il problema successivo è la coordinazione di due mani (e vogliamo parlare di due mani e due piedi?) e a me questo sistema fa un po’ orrore. A voi?

7 Commenti »

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  • # 1
    Ilruz
     scrive: 

    Io propongo di educare le persone al ritmo con un semplice oggetto: collegate un metronomo ad un accendigas, collegate lo stesso metronomo ad una parte sporgente a caso dell’educando, scelta tra le piu’ preziose. Ad ogni battito, se l’educando non andra’ a tempo, si puo’ lasciar partire una scarica elettrica, non mortale ma fastidiosa, che stimolera’ certamente ad apprendere piu’ in fretta. Per prevenire il sorgere di riflessi pavloviani, si vari spesso la base ritmica; nel caso ci si trovasse davanti ad un soggetto difficile e le parti carbonizzassero, si puo’ spostare il punto di applicazione su un’altra parte, magari piu’ sensibile.

    Ma quel coso lassu’ … cosa fa? fa battere lui? e secondo il creatore, questo aiuta?

  • # 2
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    dice che si impara il 18% più velocemente…

  • # 3
    Ilruz
     scrive: 

    Questo e’ marketing :D

    Il mio detersivo lava il 34.21% di piu’ degli altri, e produce il 12.34% di profumo in piu’.

    Il 18% di che? del metodo pestalossa o del sistema sparagnaus? lol, come diceva Guzzanti, “so boni tutti a mettece un cartello” :D

  • # 4
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    più velocemente di quelli che non hanno usato la macchina, mi pareva chiaro…

  • # 5
    bus
     scrive: 

    purtroppo saper suonare non è solo andare a tempo anzi per dirla tutta si può sopperire alla mancanza di questa con l’orecchio e l’estro.
    si impara solo suonando (molto)non facendosi suonare.
    bisogna penare per imparare a suonare decentemente.

    in effetti mi sembra una cosa alquanto inutile. se suonida vivo che fai la reimposti per seguire gli altri strumenti o peggio la voce.

    ciò detto se ne facesero un robot per bassisti lo proverei subito

  • # 6
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    beh la macchina serve a imparare, mica la usi per sempre, e nelle intenzioni dovrebbe “darti” l’orecchio che la Natura non ti ha dato…

  • # 7
    mirko pirozzi
     scrive: 

    Io non vorrei sembrare scortese, ma ad occhio e croce questo sistema mi sembra una cagata pazzesca.

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