di  -  martedì 29 giugno 2010

Ubuntu, inutile nasconderlo, è diventata nel giro di pochi anni la distribuzione GNU/Linux di riferimento su Desktop. Lungo la strada ci sono state alcune incertezze, ma anche notevoli successi, primo tra tutti l’accordo con Dell per la vendita di alcuni modelli di laptop con Ubuntu di serie.

Come termometro del buon lavoro fatto (almeno a livello di marketing) non voglio però affidarmi a statistiche e numeri che girano per la rete (spesso utilizzati per dire tutto e il contrario di tutto) ma voglio fornire una visione più personale. Ho semplicemente notato tra amici e conoscenti (anche parecchio distanti dal mondo dell’informatica) la parola linux non è più un tabù. La convinzione diffusa che sistema operativo e hardware siano la stessa cosa sta lentamente ma inesorabilmente cadendo.

I meriti di questo cambiamento ovviamente non sono strettamente legati ad Ubuntu ma vanno inquadrati nel periodo che stiamo vivendo.

Prendiamo l’estrema diffusione di servizi completamente utilizzabili dal web. Mi sento di poter affermare senza troppi timori che una grande fetta della popolazione sia in grado di coprire tutte le proprie esigenze informatiche semplicemente utilizzando un browser, un file manager e un lettore multimediale. In uno scenario di questo tipo un prodotto che ha il vantaggio di essere gratuito, non troppo assetato di risorse computazionali e sicuro può giocare sicuramente un ruolo importante.

Altro fattore rilevante è l’esplosione del settore smartphone e l’aumento della quota di mercato dei sistemi Apple. Un vastissimo numero di persone ha potuto constatare che fruizione e produzione di contenuti digitali sono effettivamente possibili anche all’infuori dell’accoppiata “Windows + PC”. Sebbene questa cosa possa sembrare scontata per chi vive la tecnologia da appassionato vi assicuro che non lo è. Sono sicuro che molti dei lettori riusciranno ad individuare un parente o amico che identifica internet con l’icona di “internet explorer” o con la rassicurante homepage di google.

Come sta affrontando Canonical questa realtà? Sta spingendo in maniera convinta su 2 fronti:

I due progetti chiave di questa strategia sono Unity e Ubuntu Light. Unity è una reinvenzione parziale del desktop che equipaggerà proprio Ubuntu Light.

Per capire di cosa sto parlando potete vedere questo video che mostra all’opera il funzionamento di un nuovo launcher:

http://vimeo.com/12818039

È Ubuntu Light comunque la chiave della nuova strategia. L’obbiettivo dichiarato di Mark Shuttleworth (fondatore di Canonical) è quello di fornire un sistema “instant on” per tutti gli OEM che volessero diversificare il proprio prodotto proponendo un sistema con un dual boot Windows+Ubuntu.

Personalmente trovo che un sistema GNU/Linux sia in grado di offrire molto di più di una finestra veloce sul web… ma se questa è la via per aumentare il numero di installazioni (e sensibilizzare i produttori hardware per quanto riguarda il supporto alle periferiche) ben venga il dual boot. D’altra parte anche BeOS aveva provato a percorrere una strada del genere in passato. Speriamo che questa volta gli esiti siano diversi. ;-)

P.S.
Per gli smanettoni curiosi segnalo la presenza del PPA(Personal Package Archives) da cui installare il desktop unity anche sull’attuale Ubuntu 10.04. Sconsiglio l’installazione ai meno esperti poiché il repository contiene versioni beta di alcune librerie base. Se invece avete una partizione con cui giocare o una bella macchina virtuale su cui fare prove… buon divertimento.

55 Commenti »

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  • # 1
    Don Luca
     scrive: 

    “[…]una grande fetta della popolazione sia in grado di coprire tutte le proprie esigenze informatiche semplicemente utilizzando un browser, un file manager e un lettore multimediale.”

    Aggiungerei anche una suite office (open office ad esempio) o almeno un editor WYSIWYG con formattazione del testo alla lista ;)

  • # 2
    Pikazul
     scrive: 

    Molto molto molto bene, sono sempre stato scettico sulla diffusione di Ubuntu sul desktop, ma se finalmente hanno deciso di abbandonare grigio, marrone e interfacce vecchie di 10 anni direi che sono finalmente sulla strada giusta.
    L’unica cosa che non mi piace è il folding delle icone sulla barra, animazioni che cambiano forma dimensione e posizione delle icone ne diminuiscono nettamente l’usabilità secondo me, meglio un layout che rimanga il più possibile fisso, in modo da poter memorizzare il gesto senza dover sempre fare affidamento all’occhio.

  • # 3
    Fabri85
     scrive: 

    Speriamo solo che abbandonino le Gtk e usino solamente le QT.

    A mio avviso sarebbe un passo importante! Permetterebbe di unificare in futuro tutte le interfacce sia su Meego sia su Android (porting qt in corso).

    Anche se molto probabilmente saranno soppiantati da Meego.

  • # 4
    Daniele
     scrive: 

    “non troppo assetato di risorse computazionali”

    Ma anche no :)

  • # 5
    D
     scrive: 

    Canonical praticamente ha capito che le richieste della gente vanno ascoltate.
    Per un decennio almeno ci sono state fior di persone che hanno richiesto una esperienza d’uso di qualità e per un decennio almeno sono state prese a pesci in faccia con il patetico risultato di veder morire fior di distribuzioni e consolidare il dominio di os che a scelta non avrebbero dovuto durare molto (xp) o non avrebbero dovuto proprio uscire sul mercato (vista). La perdita del mercato dei netbook è stato il colpo finale e finalmente di lì in poi qualcuno ha cominciato a capire cosa andava fatto e soprattutto come.

  • # 6
    Andrea R
     scrive: 

    A me sembra che Ubuntu desktop sia sempre al centro delle strategie di Canonical. Unity e Ubuntu Light sono dei progetti laterali. Forse meno rilevanti che Ubuntu server.

  • # 7
    zephyr83
     scrive: 

    A me quell’interfaccia ricorda molto quella di maemo (prima della versione 5) e infatti hildon se nn sbaglio è stato proprio integrato in gnome ed era stato preso come riferimento per la versione “MID” di ubuntu (poi cancellata…….penso in favore di questa).
    Cmq la vedo bene su un netbook o un tablet (da dove nasce appunto maemo) ma su notebook o desktop sicuramente la gente continuerà a preferire l’interfaccia “classica”.
    Riguardo il fallimento di linux sui netbook si deve principalmente alla scelta della distribuzioni fatta, anche io sul mio acer one ho tolto subito quella schifezza limitata di linpus lite!!

  • # 8
    RunAway
     scrive: 

    A me lascia perplesso quel pseudo dock, sembra un incrocio tra il fip 3d di vista e il dock di os x.
    Poi le icone dentro un pulsante ricordano motlo l’orrenda barra di seven.

    Non so, econdo me ancora una volta si dimostra che nonostante i passi avanti ancora in quel di gnu/linux non hanno ancora capito come realizzare interfacce pulite e funzionali e non solo effetti grafici + o – originali e + o – pacchiani.

    Detto questo considero comunque Ubuntu la migliore alternativa a windows esistente, rimanendo in ambito pc s’intende.

  • # 9
    Emanuele Rampichini (Autore del post)
     scrive: 

    @Don Luca
    Dimenticanza mia… sono un po allergico alle suite di ufficio. ;-)

    @Pikazul
    Considera che questi sono comunque work in progress. Comunque la scelta è stata motivata da Christian Giordano in questo post:

    http://design.canonical.com/2010/06/introduction-to-unity-launcher/

    Che rimanda a questa pagina di wikipedia per quanto riguarda la scelta di utilizzare uno stack per i launcher:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Accordion_(GUI)

    @Fabri85
    Credo sinceramente che una virata in questa direzione sia altamente improbabile… non si buttano via anni di esperienza e know-how per cambiare framework al volo. La buona notizia è che le applicazioni Qt (se segui la mia rubrica saprai che le utilizzo e mi piacciono molto) si possono integrare tranquillamente sul desktop gnome.

    @Daniele
    Ovviamente si può fare meglio e ci sono distribuzioni che fanno della leggerezza il loro punto di forza ma per quello che offre secondo me le richieste sono più che oneste.

    @D
    In realtà il discorso dei netbook è un pelo più complicato e magari gli dedicherò un articolo in futuro. Comunque la scelta di concentrarsi sulla user experience secondo me è azzeccatissima… il tutto senza però dimenticarsi di cosa c’è sotto.
    ;-)

    @AndreaR
    Secondo me invece è proprio da uno di questi progetti “laterali” che Canonical può tirare fuori il coniglio dal cilindro. Riuscire a entrare in qualche modo nei pensieri degli OEM è la strada migliore per far conoscere il proprio prodotto.
    Naturalmente in questo articolo non ho per niente considerato le strategie server che meriterebbero analisi completamente diverse.

    @zephyr85
    Infatti il target è sia netbook che instant on per notebook completi. Però la vedo meglio di Moblin che mi sembra troppo orientata ad un utilizzo sempre on line.

    @RunAway
    Per capire cosa c’è dietro alle scelte di questo launcher ti consiglio di visitare i link che ho suggerito a Pikazul

  • # 10
    zephyr83
     scrive: 

    Bhe ormai moblin è morto ora c’è meego :) Ma bastava portare avanti il progetto di maemo che è del 2005………questa è stata proprio una bella miopia di nokia!!

  • # 11
    Claudio
     scrive: 

    http://www.androidiani.com/wp-content/uploads/2010/05/screen19.png

    in realtà l’interfaccia di Unity è stat scopiazzata da Mac ed io la trovo addirittura migliore di quella di casa Apple. Canonica sta facendo veramente un ottimo lavoro sia sui netbook, sia su desktop. Parola di uno che lo utilizza ormai da più di 2 anni e che ha lasciato perdere completamente Windows.

  • # 12
    Emanuele Rampichini (Autore del post)
     scrive: 

    Ovviamente con Moblin intendevo Meego. Mi sono incastrato con il cambio di nome (visto che la sostanza per adesso è più o meno la stessa). :P

  • # 13
    Claudio
     scrive: 

    ok….sorry, Canonical…..

  • # 14
    Giulio85
     scrive: 

    Il difetto di Ubuntu, così come quello di altre distro Linux, è quello di essere troppo aggiornate secondo me, oltre ad avere un ciclo di sviluppo troppo rapido (una release ogni 6 mesi).

    Tra l’altro il problema è che spesso abbiamo visto inserire in versioni ufficiali componenti in stato di “beta”, e questo non dovrebbe accadere secondo me.

    Inoltre, non ricordo se è già così per Ubuntu, gli aggiornamenti attivati di default dovrebbero essere solo quelli di sicurezza.

    Insomma ci vorrebbe un ciclo di sviluppo meno frenetico, anche perché per gli sviluppatori “esterni” è un problema doversi adeguare ogni due secondi ad una nuova versione della libreria X oppure del kernel Y.

  • # 15
    Emanuele Rampichini (Autore del post)
     scrive: 

    @Claudio
    Il launcher però è concettualmente diverso dalla dock. Certo che le interfacce si somigliano un po tutte… è altamente difficile “inventare” qualcosa di completamente rivoluzionario. L’importante è implementare il tutto in maniera consistente.

    Canonica sta facendo veramente un ottimo lavoro sia sui netbook, sia su desktop. Parola di uno che lo utilizza ormai da più di 2 anni e che ha lasciato perdere completamente Windows.

    Sarebbe bello sentire commenti del genere anche da parte di chi non l’ha mai utilizzato… ;-)

  • # 16
    zephyr83
     scrive: 

    @Claudio

    Io nn dirie che hanno scopiazzato da osx, la cosa mi pare un po’ diversa! Ripeto, ricorda tantissimo maemo che è del 2005!

  • # 17
    Claudio
     scrive: 

    @zephyr83

    beh….allora diciamo che a me piace così come l’hanno fatta senza fare troppa polemica. Io tra l’altro sul mio netbook ho sempre utilizzato la versione desktop di Ubuntu, perche l’interfaccia di netbook remix la trovavo piuttosto giocattolosa. Con la versione 10.10 penso che cambierò idea ed tilizzerò la versione netbook, anche per dare più valore agli sforzi di Canonical che apprezzo molto

  • # 18
    D
     scrive: 

    “In realtà il discorso dei netbook è un pelo più complicato”

    Quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: vedere gente che invocava a gran voce l’alimentazione forzata per xp piuttosto che puntare su altre cose deve aver shockato diversi “guru” convinti di avere la strada spianata.
    Di certo il male aveva origini molto più vecchie e l’unico modo per modo per poterlo combattere con successo era aspettare che si lasciasse un po’ di cadaveri alle spalle.

  • # 19
    zephyr83
     scrive: 

    @D

    Scommettiamo che se ci mettevano una versione castratissima di windows cn una interfaccia alla clementoni avrebbe fatto la stessa fine??

  • # 20
    zanardi84
     scrive: 

    Linux avrebbe bisogno di un trampolino di lancio definitivo.
    Fate caso: Apple è riuscita a costruire il proprio mercato grazie all’appeal e ad una campagna marketing molto aggressiva. Si pensi a tutto ciò che si è sviluppato negli ultimi anni: l’azienda non dico che fosse in punto di morte, ma non navigava col vento in poppa. Hanno lanciato Ipod, rivoluzionario quanto e più del Walkman non tanto per il prodotto, quanto per ciò che si è sviluppato come contorno, nonostante non fosse il massimo della praticità (un comune lettore che funge come chiavetta lo reputo migliore di un sistema che passa per un software proprietario e organizza in un certo modo i file nel dispositivo). Design ricercato ed accattivante, angoli nei negozi della grande distribuzione.
    Iphone? I primi non erano niente di rivoluzionario, costavano più dei Nokia di pari dotazione, ma si faceva la fila per comprarli.
    Oggi la stessa cosa nonostante i difetti gravi e in più si aprono parecchi apple store (prossimamente a Orio al Serio, a 2 passi dall’aeroporto apriranno il più grande applestore d’Italia o uno dei più grandi).

    Linux avrebbe bisogno di una spinta simile. Qualcosa si muove grazie a Google, ma Linux è solo il mezzo, oltretutto non sbandierato mi par di capire, ma è qualcosa.
    A mio avviso Canonical ha perso il treno dei netbook che sono l’ultima grossa novità. Mentre uscivano, Ubuntu attraversava alcune edizioni poco riuscite sia sotto l’aspetto grafico che colpisce l’utente medio, sia sotto quello funzionale tra Firefox beta in una LTS, blocchi improvvisi non proprio degni di Linux, pesantezza ingiustificata rispetto ad altre distribuzioni.
    Il netbook poteva essere il sistema per Ubuntu, per Linux in generale, ma nessuno ci ha creduto: infatti, le prime distro non sembravano affatto a misura di utente e si è preferito optare per quel vecchio relitto di Windows XP con tutte le sue falle. Oggi si punta su 7, ma il mercato è fermo, complice Intel che da un lato è rimasta spiazzata dal successo, e dall’altro deve svuotare i magazzini coi suoi obrobriosi chipset integrati.

  • # 21
    piero tasso
     scrive: 

    @Giulio85
    Infatti dovrebbe definitivamente passare l’idea che solo le versioni LTS (Long Term Support) sono le stabili per il grande pubblico e gli OEM, mentre le altre sono solo per utenti esperti/curiosi e ambienti non di produzione.

    E invece cercando tra il preinstallato Ubuntu si trova ancora la 9.10, che per stabilità e durata del supporto è imho assolutamente inadatta alla commercializzazione

  • # 22
    D
     scrive: 

    “Scommettiamo che se ci mettevano una versione castratissima di windows cn una interfaccia alla clementoni avrebbe fatto la stessa fine??”

    Forse si forse no però se quella versione avesse avuto lo stesso supporto hardware della versione base, sarebbe stato sempre un successo. Alla peggio avremo visto fiorire compilation di programmini più eventuale interfaccia grafica alternativa da cacciare sopra, qualcosa come fanno gli oem degli smartphone con win mobile. Lì l’errore l’hanno fatto in principio i produttori di netbook che credevano veramente che la gente avrebbe comprato un netbook solo per andare su facebook e quindi facevano di tutto per castrarli e dall’altra l’hanno fatto i produttori delle varie distribuzioni che credevano di venire finalmente considerati sulla base di non meglio precisati meriti. A prop. esistono ancora Xandros e Limpus ?

  • # 23
    TheKaneB
     scrive: 

    da “vaccinato” utente (e sviluppatore) Linux, non posso che essere contento di questa ondata di successo che sta riscuotendo Ubuntu.

    All’inizio era davvero penoso, ma piano piano ha raggiunto (e forse, dico forse, superato) la facilità di manutenzione e gestione di sistemi più maturi come Mandrake/Mandriva e SUSE.
    Non tifo in particolare per una o l’altra distribuzione (sebbene il mio affetto sia rivolto specialmente ad ArchLinux e Gentoo, per quella massiccia dose di testate al muro che mi hanno procurato), ma trovo comunque positiva l’ascesa di almeno UNA distribuzione su tutte le altre. Linux è bello perchè è vario, ma un po’ sono contento che la gente oggi abbia almeno “sentito parlare” di Ubuntu.

    Poi magari confondono Ubuntu con Linux, come se fossero la stessa cosa… ma è già un fattore positivo.

    Ricordo ancora quando i miei amici (parliamo ormai di svariati anni fa) mi chiedevano cosa fosse linux. Secondo alcuni era un programma da installare su Windows, secondo altri era un gioco, altri ancora pensavano che fosse uno screensaver o un tema del desktop…

    eh va beh… :D

  • # 24
    Claudio
     scrive: 

    Ritengo che tra le poche possibilità che una distro Linux abbia un successo di massa ci siano:
    1)Concentrare gli sforzi degli sviluppatori su poche distribuzioni (massimo tre).
    2)Rendere perfettamente compatibili Android e Chrome os con le ipotetiche 3 che restano in vita.

    Google sta facendo miracoli col suo sistema Android e se la seconda suddetta ipotesi si verificasse andrebbe a favore sia di Google che dei sistemi Linux i quali non sarebbero più costretti ad attendere sviluppatori di applicativi.Ma io sono ottimista e penso che negli anni a venire tutto questo diventerà realtà.

  • # 25
    zephyr83
     scrive: 

    @D

    Cosa intendi per stesso supporto hardware della versione di base?
    Inoltre se windows nasce castrato muore castrato :D L’unica è reinstallare una nuova versione (sicuramente piratata per la magigor parte). Alla fine è quello che è successo anche per linux, diverse persone hanno abbandonato xandros e linpus per passare a qualcos’altro come ubuntu (ovviamente dopo aver provato a sbloccare un po’ le prime due). Ma nn so cose da “utenti normali”! infatti diversi hanno fatto direttamente prima a riportare il netbook indietro e prendere la versione cn windows già pronta!!! Tra l’altro le versioni cn windows avevano un hardware migliore (più ram, hard disk più capiente).
    E poi sti netbook alla fine sn stati venduti come normali portatili da usare alla “windows”! per molti è stata una buona occasione per comprarsi il computer portatile spendendo poco (magari per lamentarsi poco dopo delle prestazioni e lasciarlo ammuffire in un angolo).
    Apple cn l’ipad invece questo “errore” nn l’ha fatto e chi se lo compra sa benissimo che nn è un computer portatile (anche se alcuni continuano a dire che ci fai le stesse cose di un netbook)

  • # 26
    Nat
     scrive: 

    La tua riflessione e’ sicuramente corretta, l’utilizzo di un pc per una grossissima fetta di utenti si limita proprio a browser, client posta, suite ufficio, lettore multimediale e, aggiungerei, client IM (pidgin e’ davvero ottimo).

    A mio avviso pero’ Canonical dovrebbe rivedre un po’ la tabella di marcia per le uscite delle nuove versioni. Il problema principale e’ che gli avanzamenti automatici di versione creano ancora parecchi problemi, soprattutto agli utenti meno esperti, che finiscono per avvertire un senso di insicurezza e instabilita’ che non e’ affatto positivo. Basta guardare il forum ufficiale ubuntu, a ridosso del rilascio di nuove versioni, per rendersene conto.
    La seconda cosa e’ che ci sono alcuni pacchetti critici, come quello di firefox, che vengono aggiornati in tempi biblici nei repo ufficiali.

    In ogni caso sono buone notizie, un po’ di concorrenza opensource e’ davvero gradita e potrebbe essere interessante vederne gli effetti (ammesso che prendera’ piede).
    Gli accordi con i produttori hardware e con grossi marchi come Dell sono buoni segnali e senza dubbio le mosse piu’ intelligenti che si potessero fare, perche’ mirano a scardinare quei punti deboli che hanno sempre frenato la diffusione delle distro linux (oltre ovviamente ad adottare interfaccie + user friendly).

  • # 27
    D
     scrive: 

    “Cosa intendi per stesso supporto hardware della versione di base?
    Inoltre se windows nasce castrato muore castrato”

    Beh allora, so per certo, dopo aver lottato ai tempi con moltissime distribuzioni proprio sui netbook, che banalità come il supporto al chipset wifi e le chiavette non erano assolutamente da dare per scontati. Il resto bene o male si riusciva a fare andare ma quelle due cose, probabilmente le più importanti in un affarino che si fregia della parola “net”, era sempre e sottolineo SEMPRE una guerra. Quando riuscivo a sistemarne uno mi ricostruivo sempre la scaletta di tutti i passaggi convinto di poterli reimpiegare su altri apparecchi simili (ad esempio tra aspire one, tra eeepc ecc.) e non c’era verso.
    Per supporto hardware in windows intendo semplicemente che castrato o meno, sarebbe bastato che i driver scaricati dal sito ufficiale avessero funzionato ed a quel punto le finestre avevano già dato due piste a tutte le distribuzioni linux per netbook del periodo.
    Il fatto stesso che un giorno si sia svegliata intel in persona con la SUA distribuzione, fa capire quanto fosse disperata la situazione.

    “L’unica è reinstallare una nuova versione (sicuramente piratata per la magigor parte)”

    Ho visto la Ice v4 su quei cosini e non ti dico come filava bene.

    “E poi sti netbook alla fine sn stati venduti come normali portatili da usare alla “windows”!”

    Al principio non era affatto così ma del resto quando la gente andava a leggere le specifiche e ci trovava l’equivalente del pc che usava un paio di anni prima è logico voler utilizzare il tutto in un certo modo.

    “Apple cn l’ipad invece questo “errore” nn l’ha fatto”

    Beh l’immaginario collettivo collega idealmente la coppia schermo + tastiera proprio ad un computer completo piuttosto che ad un semplice navigatore internet.

  • # 28
    j
     scrive: 

    zanardi84

    Linux avrebbe bisogno di una spinta simile.

    sì, ma chi dovrebbe dargliela questa spinta?
    chi sullo scenario di linux ha una forza non dico pari ma almeno paragonabile a quella di apple?
    IBM che si sta dedicando ai server e anche lei (guarda caso) ha smesso di pubblicizzare esplicitamente la presenza di linux sulle proprie “soluzioni” (per pubblicizzare solo queste in quanto tali)?
    canonical che perde tempo ad aggiornare l’ installer e a spostare i pulsanti delle finestre ( contro ogni criterio di UI design e usabilità peraltro) senza pensare a metter mano ai veri problemi strutturali del sistema (problemi che su altri OS sono stati risolti da anni peraltro)?
    mozilla?
    chi?

    Qualcosa si muove grazie a Google

    Google usa linux sui propri server, per Android e per ChromeOS –
    nel primo caso si tratta di un fork di una versione del kernel di parecchio tempo fa e pesantemente modificata ad uso interno (con modifiche mai rese pubbliche), usata perchè disponibile in quel momento (e debuggata col contributo di una folta comunità) più che per bontà intrinseca (tanto che spesso si è letto di problemi di scalabilità a cui hanno dovuto far fronte) – tanto, per le modifiche che vi hanno poi apportato, qualunque code base di partenza sarebbe servita allo scopo e qualunque kernel avrebbe finito per trasformarsi in qualcosa di molto diverso)
    nel secondo caso si usa il kernel per avvantaggiarsi della presenza di driver per determinate piattaforme e architetture, ma l’OS che ne risulta non è più “linux” – a parte per la userland che nessun’ altra distribuzione contiene, a parte per la mancanza di udev e altri servizi tipici, principalmente perchè non è “linux” il process model delle applicazioni native…
    a seguito della presenza ( giustificata ) del modulo Binder per la ipc nativa ( che evita di dover passare per un demone userspace -dbus- per far comunicare due processi con le conseguenze che ciò comporta, inerentemente pesanti ma ignorate sul desktop), del fatto che Binder porta con sè una propria API (peraltro in C++) e un process model proprio su cui le applicazioni vengono progettate e sviluppate, le applicazioni native sono in effetti “applicazioni Android/Binder”, piuttosto che “applicazioni linux”
    e nel terzo caso si usa un linux come base di un sistema che di nuovo farà prevalentemente girare applicazioni ad hoc (web app), quindi un’ altra piattaforma chiusa che di linux avrà solo il kernel ( magari di nuovo abbinato a componenti specifici – visto che si è più volte menzionata la possibilità di integrare lo sviluppo di android e quello di chromeos, quello che dal punto di vista di uno sviluppatore appare più logico è che si voglia unificare il kernel delle due iniziative perchè anche l’ OS per netbook castrati(*) possa beneficiare degli accorgimenti usati per aumentare l’ efficienza sull’ OS per cellulari)

    (*) un netbook da 300 dollari (tanto google prevede che sia il prezzo dei primi device con chromeos) che rinuncia a tutte le possibilità di utilizzo che avrebbe con windows, ed anche a quelle (minori, ma pur sempre più comprensive del solo web browsing) che avrebbe con una distribuzione generica, è essenzialmente, castrato , non c’è altro termine

    ma Linux è solo il mezzo,

    esatto, è solo un mezzo, usato perchè esiste (perchè qualcuno si prende la briga di portarlo avanti e metterlo a disposizione), ma che se non esistesse non sarebbe stata la fine del mondo – si sarebbe forkato, preso in licenza o sviluppato ad hoc un altro kernel

    oltretutto non sbandierato mi par di capire

    esattamente
    – è un componente sacrificabile in qualunque momento qualora venga fuori qualcosa di nuovo E più conveniente
    – è un componente non utilizzato nativamente a livello di piattaforma ma tenuto nascosto sotto altri, e affiancato da altri, a loro volta teoricamente (alla bisogna) portabili su altri kernel
    – non c’è alcuna intenzione di dare l’ impressione di stare creando l’ ennesima distribuzione linux equipollente a tutte le altre, anzi si vuole affermare la propria distanza dalle altre varianti di linux in circolazione
    … non ha alcun senso “sbandierarlo”…

    ma è qualcosa.

    “è qualcosa” sì, se si guarda dal punto di vista degli utenti finali che si trovano a poter scegliere telefonini con OS altro da windows mobile e symbian
    ma non aporta nulla a linux sul desktop – anzi, per quest’ ultimo è una situazione fortemente controproducente perchè si crea ulteriore frammentazione (come se non ce ne fosse abbastanza) e soprattutto si distolgono risorse e sviluppatori da questo per acccentrarne attorno a (nuove) piattaforme sostanzialmente proprietarie ancorchè apparentemente (in superficie) aperte

    D

    Lì l’errore l’hanno fatto in principio i produttori di netbook che credevano veramente che la gente avrebbe comprato un netbook solo per andare su facebook e quindi facevano di tutto per castrarli e dall’altra l’hanno fatto i produttori delle varie distribuzioni che credevano di venire finalmente considerati sulla base di non meglio precisati meriti.

    esattamente

  • # 29
    Utente medio
     scrive: 

    Mah, io il computer lo devo *usare* come un elettrodomestico, non devo perder tempo con manutenzioni e installazioni, e dannarmi l’anima perché questa o quella periferica tipo una stampante non funziona, che poi ‘sto kernel, o come diavolo si chiama, è una cosa che non mi interessa sapere cos’é, czz. Che poi ogni 6 mesi c’è una nuova versione! Del sistema operativo! E pensare che Xp l’ho tenuto sette anni…
    E poi in azienda abbiamo l’Office (piratato) e va da dio, e poi se butti su il cd di windows seven su un pccì intonso, si installa tutto alla perfezione da solo e non ho sbattimenti di sorta.
    Ma chimmelofafare?
    ;-)

  • # 30
    Pikazul
     scrive: 

    @Emanuele Rampichini

    Grazie per i link, sono molto interessanti!

    La motivazione che ha dato per la scelta è valida, ma personalmente sono convinto che il risultato cercato sia troppo ambizioso, 40 icone visualizzate su una altezza di 600px sono tante, troppe, specialmente se l’utilizzo ipotizzato per adesso è il netbook, ma ho visto che è flessibile, ed questo è un bene ;)

    Onestamente non credo che Canonical abbia così tanti soldi da poter finanziare progetti secondari “tanto per”, l’obbiettivo ora sarà anche creare una interfaccia “casual” più accattivante, ma è molto probabile che i risultati verranno integrati anche nelle versioni desktop, con le dovute modifiche.

  • # 31
    Emanuele Rampichini (Autore del post)
     scrive: 

    IBM che si sta dedicando ai server e anche lei (guarda caso) ha smesso di pubblicizzare esplicitamente la presenza di linux sulle proprie “soluzioni” (per pubblicizzare solo queste in quanto tali)?

    Non lo pubblicizzano apertamente (a cosa servirebbe?) ma nemmeno lo nascondono:
    http://www-03.ibm.com/linux/

    spostare i pulsanti delle finestre ( contro ogni criterio di UI design e usabilità peraltro)

    È stato fatto per un motivo e non tanto per la voglia di stravolgere.
    http://www.markshuttleworth.com/?s=windicators
    Tra l’altro se non si utilizzano Radiance e Ambiance (i 2 temi nuovi di ubuntu) i pulsanti tornano a destra.

    tanto che spesso si è letto di problemi di scalabilità a cui hanno dovuto far fronte

    Trovami un kernel *esistente* in cui non si presentino problemi di scalabilità una volta messi in un contesto come quello di Google e ne riparliamo.

    qualunque code base di partenza sarebbe servita allo scopo e qualunque kernel avrebbe finito per trasformarsi in qualcosa di molto diverso

    Questa è una tua supposizione che, per quanto realistica, non può in nessun modo essere verificata.

    nel secondo caso si usa il kernel per avvantaggiarsi della presenza di driver per determinate piattaforme e architetture, ma l’OS che ne risulta non è più “linux” – a parte per la userland che nessun’ altra distribuzione contiene, a parte per la mancanza di udev e altri servizi tipici, principalmente perchè non è “linux” il process model delle applicazioni native…

    Il fatto è che linux è solo un kernel. Si può scegliere di costruire qualcosa direttamente sul kernel o poco più (android), di costruire su un framework di più alto livello(meego), o addirittura di costruire sopra ad un DE (ubuntu). Questa si chiama flessibilità. Che sia linux o no è una mera questione di etichetta.

    esatto, è solo un mezzo, usato perchè esiste (perchè qualcuno si prende la briga di portarlo avanti e metterlo a disposizione), ma che se non esistesse non sarebbe stata la fine del mondo – si sarebbe forkato, preso in licenza o sviluppato ad hoc un altro kernel

    Anche qui le tue sono solo ipotesi senza alcun supporto.

    – è un componente sacrificabile in qualunque momento qualora venga fuori qualcosa di nuovo E più conveniente
    – è un componente non utilizzato nativamente a livello di piattaforma ma tenuto nascosto sotto altri, e affiancato da altri, a loro volta teoricamente (alla bisogna) portabili su altri kernel
    – non c’è alcuna intenzione di dare l’ impressione di stare creando l’ ennesima distribuzione linux equipollente a tutte le altre, anzi si vuole affermare la propria distanza dalle altre varianti di linux in circolazione
    … non ha alcun senso “sbandierarlo”…

    Su questo sono pienamente d’accordo.

    “è qualcosa” sì, se si guarda dal punto di vista degli utenti finali che si trovano a poter scegliere telefonini con OS altro da windows mobile e symbian
    ma non aporta nulla a linux sul desktop – anzi, per quest’ ultimo è una situazione fortemente controproducente perchè si crea ulteriore frammentazione (come se non ce ne fosse abbastanza) e soprattutto si distolgono risorse e sviluppatori da questo per acccentrarne attorno a (nuove) piattaforme sostanzialmente proprietarie ancorchè apparentemente (in superficie) aperte

    Su questo invece non sono pienamente con te. Secondo me questo fermento (con grandi nomi dietro) porterà alla necessità di accordarsi almeno sui formati di interscambio.

    @Utente Medio
    :D

  • # 32
    Claudio
     scrive: 

    che due scatole però……Google ha messo in chiaro la sua intenzione di far rientrare Android nel kernel Linux. Anche allora sarà considerato un fork? Google ha detto chiaramente: “anche Redhat è un fork Linux, per questo non deve essere considerato Linux?”. Hanno detto testualmente che faranno in modo che il delta tra il kernel Linux e quello di Android rimanga il meno ampio possibile ed hanno messo a disposizione già 2 ingegneri per fare in modo che i driver Android siano patchati nel main tree. Chrome os, sempre che rimanga un sistema basato quasi esclusivamente su cloud (ho i miei fortissimi dubbi ed anche a detta di Google i progetti Andoid e Chrome os convergeranno in uno unico!), potrebbe rivelarsi come il web browser molto evoluto che soppianterà proprio Chrome, per dare agli utenti un assaggio di ciò che succederà in futuro e familiarizzare. Io rimango molto ottimista finchè ci sarà un colosso come Google dalla parte di Linux. Come è spesso accaduto (potrei metterci un sempre), tutto ciò che tocca Google diventa oro. Chi vivrà vedrà!

  • # 33
    Emanuele Rampichini (Autore del post)
     scrive: 

    @TheKaneB

    Non tifo in particolare per una o l’altra distribuzione (sebbene il mio affetto sia rivolto specialmente ad ArchLinux e Gentoo, per quella massiccia dose di testate al muro che mi hanno procurato)

    Ottimi gusti. ;-)

  • # 34
    zephyr83
     scrive: 

    @D

    si ovviamente il problema dei driver è sempre il solito, ma c’è stato più che altro cn i primi netbook, poi l’hanno capita!! però ovviamente linpus e xandros i driver li avevano tutti! In teoria, se fossero state distro “complete” nn ci sarebbe stato bisogno di cambiarle!! il portatile nasceva cn quelle e cn quelle doveva morire…….stesso discorso per xp, anche cn vista inizialmente mancavano alcuni driver e c’erano degli inconvenienti!

    Cmq nn condivido i toni “catastrofistici” di alcuni! Sembra sia colpa di linux in generale se nn “sfonda” in ambito desktop per mille sbagli fatti! Eppure nn mi pare che osx (apple c’è dall’alba dei tempi, prima ancora di windows e di linux) rivaleggi cn windows! Come mai? li è un’azienda sola che decide! non c’è frammentazione, nn ci sn problemi di driver e hardware, nn ci sn problemi di aggiornamenti continui….allora come mai nn sfonda? Forse il problema è che ormai c’è una situazione ben precisa e difficile da cambiare!!! Non a caso in altri ambiti la situazione è totalmente diversa! in ambito mobile windows è praticamente “fallito” e si sta cercando di ripotarlo in vita stravolgendolo completamente e la strada è tutta in salita! Invece linux sta prendendo sempre più piede: android, webos, maemo/meego e tanti altri sistemi minori (vedi limo).
    Anche in ambito server mi pare che linux goda di grande saluto! inoltre lo troviamo su milioni di altri dispositivi (router e compagnia bella). Questo per quanto riguardo linux come kernel (perché è quello che è).
    Penso che in ambito desktop le cose cambieranno difficilmente e secondo me neppure chromeos riuscirà ad avere il successo sperato! La strada migliore secondo è quella di puntare su tablet e netbook e cercare di far cambiare la concezione di computer che c’è attualmente (come sta facendo apple cn l’ipad…….e pure google cn android e chromeos). Poi da li in poi magari le cose diventano più “facili”. Sicuramente per certi utilizzi sarà durissima intaccare la posizione di windows (mi riferisco soprattutto all’ambito professionale), ma per altri nn ci sn proprio problemi!
    però ci vogliono nomi “grossi”, come appunto google e perché no anche nokia! Quest’ultima è proprietaria delle QT e sta realizzando assieme a intel meego che è una distro gnu/linux che vogliono piazzare un po’ dappertutto, come google vuole fare cn android.

  • # 35
    D
     scrive: 

    Dire che “la colpa è di linux” come se parlassimo di una persona mi pare esagerato. La colpa come più volte dimostrato anche su questo blog è della comunità che s’era messa in testa di rifiutare ogni forma di avvicinamento al mercato, che alle richieste di collaborare rispondeva forkando in maniera completamente gratuita ed inutile (forkare firefox solo per il nome è stato qualcosa di veramente ridicolo), che alla gente che voleva avvicinarsi ma non ne era in grado, invece di aiutarla, la sfotteva con rtfm ecc.ecc.ecc.

    Con un atteggiamento simile non sarebbero bastati tutti i windows me di sto mondo a spingere le masse verso linux, figuriamoci con 2000 e successive evoluzioni.

  • # 36
    zephyr83
     scrive: 

    @D

    ok allora dimmi quel è il problema di apple! com’è che nn raggiunge windows neanche osx? com’è che praticamente nn ci altre alternative valide? Com’è che invece in altri ambiti, dove le condizioni sn ben diverse, linux è molto più diffuso (vedi server)?
    A me pare che “l’anomalia” sia quella del mondo desktop dove windows è ormai troppo ben radicato e l’utenza è abituata così! cambiare le abitudini è difficilissimo! Inoltre i software di un certo livello si trovano ancora solo su windows (o principalmente per windows).

  • # 37
    D
     scrive: 

    Apple, il suo problema è che costa troppo e non offre niente di più di windows e dei pc in genere. Lì la colpa è di Jobs che ha fatto una promessa “renderò apple la nike dell’informatica” e disgraziatamente la sta mantenendo fino in fondo.
    Con 700 euro apple ti offre il mac mini con un core 2 duo, con un euro in meno packard bell un pc completo di monitor touch basato niente meno che su core i3.
    Chi è causa del suo mal…

    “Com’è che invece in altri ambiti, dove le condizioni sn ben diverse, linux è molto più diffuso (vedi server)?”

    Essendo linux un os prima per server e poi per desktop non vedo niente di strano se lì riesce a sfondare.

    “Inoltre i software di un certo livello si trovano ancora solo su windows (o principalmente per windows).”

    Una volta molti software professionali erano solo per mac ed unix, poi sono passati in massa a windows. Come ho detto prima, chi è causa del suo mal…

  • # 38
    zephyr83
     scrive: 

    vedi, per me invece quello di Apple nn è un “problema” e nn è colpa di Jobs! Ora alla apple le cose vanno benissimo così e loro manco interessa scalzare windows!
    Discorso simile per linux! secondo me il “sucesso” nn lo si misura in base a quanti computer desktop hanno una distro linux sbagliata!!
    Il kernel linux è in INDUBBIO successo e penso che nn sia proprio niente da discutere! l’unica cosa su cui si può discutere è il software open source e i sistemi operativi alternativi a windows solo in ambito desktop!
    le software house hanno problemi addirittura a supportare i 64 bit, figuriamoci se si mettono a supportare più sistemi operativi se la cosa nn è renumerativa! Una volta photoshop era realizzato prima per macos, poi per windows….ora è il contrario!! è da tantissimo tempo che si richiede autocad su osx e sicuramente nn sarebbe tempo sprecato fare il porting! Ansys è nato su unix e c’è per linux ma stranamente nn per osx dove il porting sarebbe più facile rispetto a quello fatto per windows. Ci sn mille esempi e tante variabili da considerare! E nn è vero che prima erano solo per mac e osx e sn passati in massa a windows, la cosa è stata molto più lunga e c’erano molti più competitori un tempo (commodore/amiga fra tutti), eppure le cose sn andate così!
    Ora è difficile da cambiare mai in certi ambiti si è riusciti e in altri ci si sta provando cn successo!
    io nn riesco a vedere alcun fallimento in linux………il fallimento c’è se si vuole pensare di replicare la situazione di windows e per me è un’idea sbagliata!

  • # 39
    j
     scrive: 

    È stato fatto per un motivo e non tanto per la voglia di stravolgere.
    http://www.markshuttleworth.com/?s=windicators

    ma il punto è proprio questo… l’ ex astronauta ha un’ idea, bisogna prenderla per buona, valida sotto il profilo del design di sw e hci, e utile per l’ utente finale solo perchè viene da lui?

    spostare i pulsanti sulla sinistra:
    – crea un agglomerato di elementi attivi (pulsanti, menu, ecc) in cui uno che l’ utente usa raramente e tipicamente non vuole premere (quello di chiusura) è circondato da altri di uso comune e frequente (con la conseguenza immediata di rallentare l’ utente che tende a cercare i pulsanti con più attenzione -quindi anche maggiore stress mentale- per evitare di commettere errori, e discriminare gli utenti normo- da quelli ipovedenti o con minore destrezza manuale, che più spesso cliccheranno il pulsante che non volevano cliccare)

    – rompe le convenzioni visive che su linux così come su altri OS da workstation prima di lui e su windows, vedevano controlli distruttivi come quello di chiusura finestra rigorosamente separati da quelli di uso comune – che lo si voglia o no, gli utenti sono da tempo abituati a questo criterio di base (“approvato” dal cervello, magari anche solo incosciamente in quanto logico) e sempre che lo si voglia o no avere il pulsante di chiusura in alto a destra è una convenzione “di fatto”, quantomeno in linux e windows ( spostarlo a sinistra fa pensare a un’ intenzione di imitare -malamente- mac os x senza avere tutti gli altri elementi che fanno l’ interfaccia di mac os x (come che già il panel superiore di gnome, volutamente messo lì per richiamare la global menu bar di OSX senza averne la funzione nè l’ utilità -visto che resta una menu bar per finestra a occupare spazio verticale- metteva in evidenza), prima che a quella di liberare spazio per qualcos’ altro)

    – introduce inconsistenze (cosa che il cervello, invece, detesta coscientemente), perchè i pulsanti verranno posti a sinistra nelle applicazioni che usano il default theme del DE e resteranno a destra nelle altre

    – crea uno squilibrio visivo proprio quando la prima cosa che insegnano a livello di design di interfacce dopo l’ importanza della scelta dei colori e quella della terminologia, è l’ importanza di avere un layout equilibrato e i criteri per realizzarlo- perchè un layout ordinato rende più facile la scansione del punto di interesse da parte dell’ occhio dell’ utente, uno squilibrato e inutilmente addensato la complica rendendo l’ interfaccia inutilmente meno usabile )

    – si è visto che gli utenti su entrambi i sistemi (ma anche su altri) si sono abituati a sfruttare il fatto che le scrollbar e i pulsanti di controllo restino sempre visibili sulla destra, per spostare le finestre a sinistra (anche fin oltre il bordo del desktop utile) e fare spazio sul desktop – con i pulsanti sulla sinistra questo diviene impossibile in pratica, perchè la finestra non può più essere chiusa senza prima ritrascinarla
    apparirà come una minuzia, ma è una per quanto minima, regressione dell’ usabilità

    ora, visto che i windicators:
    – occupano spazio convenzionalmente adibito ad altri più concreti scopi (quindi creano “rumore” visivo), peraltro lo occupano in modo persistente quando avrebbero tutt’ al più potuto essere raggruppati in un pannello a scomparsa (già che diviene a scomparsa anche la status bar…)
    – rompono ulteriormente con le convenzioni che vogliono le “aree di notifica interattive” (o systray) globali e situate in un’ area accessibile rapidamente (secondo la legge di fitt)
    – sono in effetti descrivibili con l’ espressione dell’ inutile, in quanto svolgono una funzione che poteva essere benissimo implementata in un’ altra maniera (senza introdurre inconsistenze)

    ma per essere stati messi in quel punto, sembra proprio che si sia voluto distinguersi dal passato e da altri OS commerciali per il fatto stesso di distinguersi (anche quando il controllo di volume individuale dell’ applicazione poteva essere messo altrove)

    Tra l’altro se non si utilizzano Radiance e Ambiance (i 2 temi nuovi di ubuntu) i pulsanti tornano a destra.

    a parte l’ inconsistenza che si introduce in questo modo di cui immagino anche tu ti rendi conto, quanti in effetti cambiano i temi di default? più in generale, quanti sono a dedicare il proprio tempo alla personalizzazione del proprio sistema, tra gli utenti di una distribuzione rivolta proprio ai meno esperti (solitamente proprio quelli che preferiscono le soluzioni pronte proprio per non dover perdere tempo a personalizzarle perchè funzionino)?

    Il fatto è che linux è solo un kernel

    Che sia linux o no è una mera questione di etichetta.

    lo so bene – pensa che agli inizi c’ è stato chi ha cercato di sfruttare l’ argomento JustAKernel(TM) per convincermi che su di esso si sarebbero potuti costruire anche sistemi non – posix ( tipo cloni di NT o VMS, “linux è solo un kernel, basta configurarlo per avere tutto ciò che vuoi” (cit) )XD

    ma vedi, qualunque cosa si costruisca su un kernel alla fine si ottiene una piattaforma che al cliente non interessa di cosa è fatta, al cliente interessa solo che faccia ciò che egli si aspetta che faccia ( che nel caso di linux sul desktop implica far girare delle applicazioni per svolgere un lavoro)

    Secondo me questo fermento (con grandi nomi dietro) porterà alla necessità di accordarsi almeno sui formati di interscambio.

    ma i formati di interscambio sono un problema a parte di cui si occupano altre società, altri comitati e altri sviluppatori – quantomeno perchè, banalmente, riguardano l’ utenza client nel suo complesso e non si limitano a quella desktop linux

    quello che invece all’ utenza di linux sul desktop mi pare interessi di più, è che vengano risolti i problemi strutturali che ancora affliggono il sistema dopo 19 anni da che è nato (difficoltà e inconsistenze d’ uso, dipendenza dalla distribuzione per l’ installazione di applicazioni e drivers, necessità in certi casi di aggiornare un intero sistema per installare specifiche applicazioni, mancanza di integrazione tra componenti di sistema e tra gui – meglio wrapper visuali – e tool console – si sa che facendo scraping di complessi output testuali sparati sulla console il rischio di perdersi qualcosa nel parsing è concreto-, eterogeneità di API e ABI tra distribuzioni diverse) di modo che la piattaforma divenga finalmente appetibile ai produttori di soluzioni commerciali di terze parti, cosa che attirerebbe nuova utenza
    il problema è che tali problemi o non vengono proprio percepiti dagli sviluppatori o dagli utenti (d’ altra parte l’ utenza linux è nella maggior parte dei casi un’ utenza assuefatta al terminale…) mentre i grossi nomi che potrebbero fare qualcosa per risolverli sono in altre faccende affacendati (IBM sulle soluzioni server, google e intel su OS in cui tali problemi non sussistono, ma giranti su netbook e su cellulari su cui gli ambienti desktop classici e le relative applicazioni non girano) e non interessati a fare alcunchè per risolverli ( anche perchè in buona parte derivano dallo stesso meccanismo perverso delle distribuzioni – eliminare il problema dell’ incompatibilità binaria tra distribuzioni o versioni di singole distribuzioni, metterebbe canonical e per dire, novell, sullo stesso piano, eliminando ogni vantagigo funzionale -quindi ogni presunto valòore aggiunto- che una delle due possa avere)

  • # 40
    Daniele
     scrive: 

    Perché Linux non sfonda? Perché non esiste Linux ma esistono le distro e ogni distro ha le sue differenze. Attualmente le uniche due distro che stanno cercando una convergenza sono fedora e opensuse. Si spera che in tempi non troppo lunghi un pacchetto per l’una sia totalmente compatibile con l’altra.
    Io sono per la realizzazione di un LinuxOS 1.0 per desktop che abbia dei punti cardini prefissati: kernel, librerie di base, compilatore C, Qt, KDE, GTK, Gnome, CUPS, X.org. A questo punto una sw house o produttori hardware avrebbero una base identica da cui partire, ininfluente se la fa Canonical, novell o redhat, infatti potrebbe esserci Fedora 15 LinuxOS1.0 compatibile, opensuse 12 LinuxOS1.0 compatibile eccetera.
    Ogni 6-8 mesi un aggiornamento minor, 1.1 1.2 eccetera. Ogni paio di anni abbondanti un aggiornamento major. Ovviamente aggiornamenti security patch quotidiani. Gli aggiornamenti minor sarebbero sempre basati su una stessa base comune, tipo LinuxOS1.1 ha KDE4.7, X.org 1.10 eccetera.
    I miei 2 centesimi.

  • # 41
    Emanuele Rampichini (Autore del post)
     scrive: 

    ma il punto è proprio questo… l’ ex astronauta ha un’ idea, bisogna prenderla per buona, valida sotto il profilo del design di sw e hci, e utile per l’ utente finale solo perchè viene da lui?

    Ma il punto è proprio quello. Non è necessariamente una buona idea… ma ho come il sospetto che all’utente medio non interessi poi molto delle HIG. Gnome viene considerato “vecchio” nonostante segua più di qualsiasi altro progetto open delle linee guida estremamente severe:

    http://library.gnome.org/devel/hig-book/stable/

    Il problema non è di qualità “effettiva” ma di qualità percepita. Molti di quelli che si lamentano per i pulsanti spostati sono gli stessi che si lamentavano per l’immobilità del desktop gnome. Se c’è un momento in cui cercare di inventare qualcosa di nuovo è proprio questo… in cui il proprio pubblico è composto da persone curiose che non hanno paura del cambiamento. D’altra parte le regole delle interfacce grafiche, come hai affermato anche tu, sono in larga parte dettate da accoglienti consuetudini. Ma se nessuno prova a rompere le consuetudini non si ci sarà mai innovazione in nessun campo.

    lo so bene – pensa che agli inizi c’ è stato chi ha cercato di sfruttare l’ argomento JustAKernel(TM) per convincermi che su di esso si sarebbero potuti costruire anche sistemi non – posix ( tipo cloni di NT o VMS, “linux è solo un kernel, basta configurarlo per avere tutto ciò che vuoi” (cit) )XD

    La frase “linux è solo un kernel, basta configurarlo per avere tutto ciò che vuoi” è sicuramente esagerata MA… è falso che versioni modificate girano dalla radiosveglia al supercomputer? dal tostapane al videoregistratore?
    Anche se credo che il merito principale non sia del kernel in se ma della licenza sotto cui viene distribuito la realtà non può essere ignorata. ;-)

    difficoltà e inconsistenze d’ uso, dipendenza dalla distribuzione per l’ installazione di applicazioni e drivers, necessità in certi casi di aggiornare un intero sistema per installare specifiche applicazioni, mancanza di integrazione tra componenti di sistema

    Hai mai provato a scaricare il binario di firefox generico dal sito di mozilla? Mettilo in una qualsiasi delle 100 (1000 10000 :D ) distribuzioni moderne e come per magia funzionerà. Ho comprato poco tempo fa un bundle di giochi indie per linux…. ovviamente tutti con installer generici che funzionano tranquillamente su una qualsiasi distro moderna.
    Quello di cui parli non è un limite vero ma una scelta precisa dettata dalla volontà di aggiornare TUTTE le componenti del sistema. NESSUNO obbliga un produttore di terze parti di bypassare completamente questo comportamento e rilasciare un installer completamente indipendente. Come d’altra parte sarebbe facile per un colosso del software stipendiare un paio di persone per produrre pacchetti nativi per le varie piattaforme (conosco personalmente volontari che mantengono NEL TEMPO LIBERO una quantità immane di pacchetti).

    I problemi comunque ci sono ma secondo me si livelleranno solo con un certo grado di popolarità.

    @Daniele
    Quello che dici tu esiste… si chiama linux standard base:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Linux_Standard_Base
    Che però non viene calcolato praticamente da nessuno. Questo perché fissarsi su elementi base è contrario alla filosofia di sviluppo aperta. Le librerie migliori semplicemente si faranno strada da sole… non hanno certo bisogno di un ente che ne certifica la necessità. Come diceva J ogni pezzo è sostituibile e pensare di fissarne uno in uno standard non solo è irrealistico ma anche controproducente.

  • # 42
    Bruno
     scrive: 

    Cosa manca a linux?
    Ve lo dico io.
    Un binario universale. E’ uno stress per l’utente comune doversi cercare l’eseguibile compilato per la propria distribuzione, che spesso neanche si trova, quindi giù di compilazione.
    Non parlo solo di compatibilità tra Ubuntu e Fedora, ma anche tra diverse versioni dello stesso OS.

    Possibile che se ho ubuntu 10.04 devo cercarmi l’apposito eseguibile perché no si sa che quello per il 9.10 va?

    Può sembrare un problema minore?
    Per l’utenza desktop è assolutamente il contrario.
    Non a caso Apple, che ha sempre nell’utilizzabilità per l’utente il proprio obiettivo principale, ha sempre prestato attenzione nei passaggi generazionali dei propri OS, e li hanno gestito passaggi di rilievo come quello dai 680×0, ai PowerPC, poi da MacOS a MacOSx.

  • # 43
    Daniele
     scrive: 

    @Emanuele
    La LSB non è ciò che intendo io.
    Nessuno blocca la crescita e lo sviluppo di niente, semplicemente non rientra nella release dell’OS x.y, infatti io ho pensato a un LinuxOS Desktop e non a linux generico o al kernel generico.
    Facciamo un esempio? MeeGo cosa sarebbe?

  • # 44
    Emanuele Rampichini (Autore del post)
     scrive: 

    Meego è una piattaforma come android, come ubuntu o debian o gentoo. Ciascuna piattaforma sceglie le proprie fondamenta tecnologiche tra le varie disponibili. Se una di queste piattaforme esploderà allora attrarrà più sviluppatori, più utenti etc…
    La sincronizzazione dei vari progetti è compito dei distributori e delle aziende (e non è un compito facile considerando l’enormità di direzioni possibili). L’evoluzione di un ambiente aperto è semplicemente incontrollabile… l’unica cosa che si può fare è guidarla scegliendo accuratamente dal mucchio.

    Ci sono delle grosse pecche in questo modello… ma anche dei vantaggi. Naturalmente non bisogna nascondersi dietro al “limite del modello” per giustificare tutto ma allo stesso tempo non si può sognare di annullare i limiti ed esaltare i vantaggi. È la tipica coperta corta: se ti copri le braccia rimangono scoperti i piedi. D’altronde dalla mia personale esperienza questo vale in qualunque ambito.

    Ti ringrazio comunque per lo spunto di discussione. ;-)

  • # 45
    zephyr83
     scrive: 

    @Bruno

    ancora cn la storia del binario universale? Il modello dei reposity tanto denigrato lo stanno prendendo tutti come esempio, vedi i vari market per smartphone! anche microsoft per windows 8 sta pensando a una cosa simile!!!
    Su ubuntu si trova praticamente tutto nei repository inoltre il pacchetto deb si trova sempre anche su internet. il problema c’è solo per le distro minori!!

  • # 46
    Daniele
     scrive: 

    [quote]”Meego è una piattaforma come android, come ubuntu o debian o gentoo. Ciascuna piattaforma sceglie le proprie fondamenta tecnologiche tra le varie disponibili.”[/quote]
    Se facciamo un salto su distrowatch vediamo che usano tutte le stesse fondamenta. La differenza è nelle versioni che si fermano alle minor o alle patch tipo KDE4.4.4 al posto di KDE4.4.3, kernel Qt 4.6.3 anzichè 4.6.2 eccetera.
    Non discuto ciò che dici, semplicemente non è più così. Sono finiti i tempi in cui si usava debian ultrasolido con i sw di 2 anni addietro supertestati, ora , gli affezionati debian, usano quasi tutti unstable su un desktop. Il problema è che non si cerca di identificare una piattaforma stabile per il desktop e ogni distro “open” deve poter far tutto, da file server, da webserver da macchina per i giochi magari con Wine eccetera. Kolivas fa 20 patch per rendere i desktop più reattivi e nessuno le applica, casomai LAMP ci metta 1 millisecondo in più a fornire una pagina web di prova in locale.

  • # 47
    Fede
     scrive: 

    Senza togliere nulla alla bontà dei sistemi operativi linux, ma io continuo ad insistere che senza la possibilità di disporre di programmi che ti permettano di lavorare e non giocare Linux serve poco a niente, si daccordo esistono le macchine virtuali ma parliamoci chiaro per certe applicazioni la potenza offerta da una macchina virtuale è insufficiente, mi direste che per esempio per quanto riguarda Photoshop Linux ha un corrisponednte programma che è The Gimp ma vi assicuro la differenza di prestazioni tra i due software è abbissale.
    Per non parlare poi della bassa efficienza dei drivers per l’hardware in Linux.
    Io ogni tanto lo installo in dual boot con Windows tanto per verificare i progressi che sta facendo, ma dopo installato si lo trovo caruccio se non altro apporta un vento di cambiamento nel proprio computer ma alla fine di fatto mi domando ma a che mi serve se non posso fare tutto quello che faccio in Windows per lavoro e sottolineo per mancanza di software specifici e nello stesso tempo professionali.
    A mio avviso l’idea dell’OpenSource è un po utopistica ma secondo Voi una società come per esempio Autedesk fornirà un applicativo opensource gratuito per essere utilizzato in ambito professionale e per lavoro? secondo me no perchè un software come ad esempio autocad che ti permette di guadagnare anche migliaia di euro su un progetto permettendoti di realizzarlo graficamente in tempi molto brevi che in pasasato erano inimmaginabili deve pur avere un valore commerciale o no?
    Una volta gli accaniti sostenitori di Linux (per non parlre dei sostenitori di Apple) avevano come giustificazione per proporre linux il fatto che i vari windows di turno erano inaffidabili, si è verao era proprio così ma ora nle cose non stanno più cosi gia con Windows XP soprattutto la versione Professional non dava modo di cercare disperatamente altri sistemi operativi e poi di fatto non ho mai visto sistemi operativi velocissimi come windows XP e versioni successive e poi mi sembvra esagerato che uno per scrivere una email guardare foto e ritoccarle ascoltare muscia ecc. debba ricorrere adddirittura a due sistemi operativi in dual boot.
    da Windows XP a Windows 7 le directX imprimono accelerazioni hardware considerevoli che non si vedono in nessun altro sistema operativo sebbene anche OpenGL non scherza.

  • # 48
    Fede
     scrive: 

    a dimenticavo ….

    una brevissim domanda @ “D” e “J”

    Ma che siete parenti? :-)))))))))))))))))))))))))))))

  • # 49
    zephyr83
     scrive: 

    @Fede

    BHe c’è Blender, usato in ambito professionale! C’è OpenOffice….nn è ai livelli di Office, ma in molti ambiti (anche lavorativi) va benone!
    Hai ragione, manca software professionale e nn deve esser per forza open source…….ma anche su osx manca!! Pensa mancano spesso le versioni a 64 bit per windows! Dipende tutto dalle software house.
    il discorso open source è un po’ diverso e bisognerebbe anche specificare meglio se si intende open source oppure software libero. Un’azienda che vive della vendita del software sicuramente nn passerà al software libero (e sicuramente sarà sempre restia a rilasciare i sorgenti). Chi punta all’open source/software libero deve puntare anche a un mercato differente e cercare di guadagnare cn i servizi, l’assistenza.
    Però su linux nn c’è questa esigenza pressante di software obbligatoriamente libero (come vorrebbe Stallman). Ci sn settori poi molto specializzati dove gira software altamente specifico come il mondo del cinema e spesso vengono anche usati software open source (come blender) http://news.softpedia.com/news/Hollywood-Loves-Linux-45571.shtml
    Le schede video nvidia quadro girano meglio su una distro linux che su windows perché i driver sn migliori (si trovano prove su phoronix), anche se per le geforce il risultato è il contrario (anche se sul pinguino il supporto nn è male, ma nn è ai livelli di windows).
    A me pare che linux sia un successo senza eguali! In ambito desktop la situazione è un po’ particolare ma nn la definirei fallimentare e mi pare migliorare cn il tempo! Anche il mondo open souce continua a crescere e se si guarda da dove è partito tutto a me pare un miracolo il risultato raggiunto!! Se si continua a pensare linux=windows allora si che è un fallimento! ma secondo è sbagliato pensare così! e poi una cosa secondo me nn deve per forza escludere l’altro! e nn si deve pasasre a linux e abbandonare windows perché così deve essere! nn c’è alcun obbligo! Deve prevalere la soluzione migliore! attualmente windows in ambito desktop è la migliore e continuerà ad esserla ancora per molto! ma in altri ambiti le cose stanno cambiando come quello mobile (smartphone, a breve tablet e domani anche smartbook/netbbok)………se nn ci fosse stato linux nel mondo desktop probabilmente ora nn ci sarebbe neanche linux sui cellulari!!!
    Però sarebbe bello scegliere la soluzione migliore senza impedimenti o forzature esterne! Mi riferisco soprattutto all’interoperabilità tra le applicazioni, in particolare ai formati dei file….mi pare sia attualmente il problema più grande e quello che frena maggior mente a cambiare programma!

  • # 50
    Bruno
     scrive: 

    @ Zepyhr83
    Ma tu hai presente quali sono i principali motivi del fallimento di Vista? La richiesta ingente di risorse, ma soprattutto l’incompatibilità di diversi programmi vecchi.
    Nella mia azienda il responsabile IT ha detto che era il motivo per cui si teneva stretto XP.
    In ambito aziendale se uno ha un programma gestionale che funziona se lo tiene stretto, quindi si tiene stretto l’OS il più a lungo possibile.
    E’ vero che c’è il repository, ma se io decido di tenermi, ad esempio Ubuntu 9.04 a questo punto quel repository mi non trovo le applicazioni aggiornate.
    Il problema che deve capire chi fa le distro è che la retrocompatibilità binaria è fondamentale ed anche la possibilità per gli utenti di trovarsi un qualsiasi programma non compreso nel repository con facilità.

    Te lo dice uno che viene ha lavorato con le Mandrake, quindi senza prevenzioni verso Linux.

  • # 51
    Fede
     scrive: 

    @ zephyr83

    Linux potenzialmente è un avversario temibile per Microsoft ma fin quanto non si porranno rimedi alle lacune sulla disponibilità di software specifici per lavorarci in modo professionale, non potrà mai decollare come piattaforma a se stante senza dover condividere il boot con Windows, certamente le cose sono cambiate e parecchio per esempio ora i produttori di Hardware oltre a mettere a disposizione drivers ottimizzati per i sistemi operativi Windows forniscono drivers anche per Linux (e spesso e volentieri anche per il MAC) anche se io ho notato che non sono così efficienti come quelli per Windows (come ho già scritto installo ogni tanto una distribuzione Linux per verificare i passi in avanti che fa, non ho una scheda grafica quadro di NVidia e quindi in merito ai drivers di questa non posso dire nulla, però noto che i drivers che installo in Linux sono poco efficienti e a volte anche castrati in funzionalità come per esempio i drivers della scheda audio X-Fi Xtreme Music).
    A mio avviso il problema sta tutto nelle software house che non si decidono a produrre applicativi per Linux anche a pagamento analoghi a quelli che producono per Windows di Microsoft
    e non capisco neanche perché questa sorta di razzismo visto che alcuni programmi oltre essere pordotti e venduti per Windows vengono prodotti e venduti anche per postazioni mac (per esempio tutti gli applicativi di Adobe, in passato Autocad, l’office di microsoft ecc. ecc.)

  • # 52
    Bruno
     scrive: 

    Beh, si tratta di un mercato poco appetibile.
    Le dimensioni del mercato desktop Mac sono comunque enormemente superiori a quelle Linux.
    Inoltre se parliamo di grafica, le differenze sono enormi, non esiste competizione reale.
    Una software house difficilmente investe in un settore dai ritorni improbabili.
    Inoltre la scarsa standardizzazione di Linux, tiene maggiormente alla lontana gli sviluppatori, come la scarsa attenzione (ed è un paradosso) di chi cura linux rispetto agli sviluppatori.
    Max e Win sono attentissimi ad avere api di sistema il più possibile stabili, gli sviluppatori di Linux sono più orientati invece a sviluppare Linux “in se” più che pensare ad una stabilità delle API ed a tools per gli sviluppatori.
    Questo porta ad una difficoltà di rapporti con gli sviluppatori.
    Probabilmente le cose cambieranno per quei Linux specializzati, come Android e forse Meego, che hanno un centro motore “forte” e più centralizzato, ma nel mercato desktop non vedo a breve questo cambiamento.
    Anche Ubuntu mi sembra che in realtà si perda in molte menate, e perda a volte la sostanza.

  • # 53
    Massimiliano
     scrive: 

    Ragazzi, secondo me sbagliate tutti: non è nei dettagli tecnici nè sulle cose sostanziali delle distro linux che bisogna cercare i motivi per cui l’utente finale non migra da windows.

    A spingere parecchio è da sempre il mondo del gaming, è quello che permette a Windows di fare i numeri. Se domani cominceremo a trovare sugli scaffali titoli come Europa Universalis, Hearts of Iron, Civilization, Doom o la serie dei Total War in versione per GNU/Linux vedrete come improvvisamente qualsiasi distrolinux diventerà interessante! Poi certo si navigherà anche in Internet, si userà OpenOffice, GIMP ecc… ecc… ma senza i giochi non si parte!
    Del resto anche le grosse aziende sono restie a passare a PC con distrolinux preinstallate: dovrebbero addestrare tutto il personale all’uso di un nuovo sistema, anzi di una nuova filosofia. Oggi invece oltre il 90% dei neoassunti a già qualche capacità nell’uso dei PC Windows… e tutto è più facile.
    Del resto, per fare un esempio barbaro, se devo assumere un autista per guidare un TIR lo cerco già con la patente, mica prendo uno qualsiasi e lo mando alla scuola guida, no?

  • # 54
    Marco
     scrive: 

    “Perché Linux non sfonda?”

    GNU/Linux ha già sfondato: è la terza piattaforma in ambito desktop con oltre l’1% di share, la seconda nel mercato server, la prima nel segmento HPC, difficile quantificare nel mobile e nell’embedded, ma sempre fra le prime posizioni. Cosa dovremmo dire di FreeBSD, Solaris o QNX?
    Linux genera un giro d’affari di circa 50 miliardi di dollari, e la sola RedHat fattura circa 1 miliardo. Il mercato di Linux è costantemente in crescita, nonostante la crisi. Se a voi o a me Linux non piace, pazienza: i dati sono questi.

  • # 55
    Emanuele Rampichini (Autore del post)
     scrive: 

    @Marco
    È proprio questo il punto… molti non si rendono conto che con i numeri che ha è l’unica alternativa “concreta” al duopolio apple MS (anche se apple in realtà sta in un mercato tutto suo). Le percentuali (per quello che valgono visto che nessuno dice come sono state ricavate) parlano di una lenta crescita dell’ecosistema. La verità è che chi aspetta l’anno di GNU/linux come fosse la venuta di un messia non ha capito minimamente come è difficile muoversi in un mercato consolidato come quello dei sistemi operativi. Come è difficile convincere un produttore hardware a “tradire” chi nel bene e nel male negli ultimi 25 anni gli ha permesso di ampliare un mercato piazzando un PC nelle case di tutti.

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